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Meno sprechi per l'agricoltura sostenibile

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Largo Consumo scrive un articolo sul Manifesto dell'Agricoltura Sostenibile, redatto all'Università Cattolica di Piacenza

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Meno sprechi per l'agricoltura sostenibile

  1. 1. ‘¡Ü Percorso di iehuro: wwwkrgocorwsurtxojnfo/ OSZOIG/ Pl-0513-009.pdf (Erica e impresa nal largo consumo) ella logica di una N sempre maggiore promozione della qualitá della vita at- traverso scelte consapevoli, anche per quanto riguarda i processi produttivi agroali- mentari si impone un ripen- samento di rotta che virí ver- so obiettivi di maggiore so- stenibilitá. Dirninuzione del- lo spreco, mitigazione dei cambiamenti climatici, mag- giore uso e salvaguardia del- le risorse naturali, riduzione delle barriere socio-econo- miche, rispetto dei diritti fon- damentali indipendentemen- te dal luogo in cui questi so- no esercitati, sono solo alcuni dei fattori che definiscono il significato di sostenibilita. In Italia a partire dagli anni Ottanta tutti gli attori che con- tribuiscono alla realizzazione dei processi produttivi hanno iniziato a riflettere sull’uso intelligente delle risorse, an- che se a rilento e con un’in- tensitá troppo lieve rispetto alle necessita, che oggi si fan- no sempre piü incalzanti. Sono qualche milione, at- tualmente, gli ettari di terre- no coltivati seguendo questo modello, un trend che sta traínando a poco a poco an- che i settori dell’industria ali- mentare e della distribuzione, coinvolgendo il mercato e i consumatori, orientandone e assecondandone le richieste. Tuttavia nel nostro Paese quasi solo le eccellenze agroalimentari e alcune aziende virtuose si stanno oc- cupando del tema, percepito dai piü come marginale ma che dovrebbe, invece, essere il fulcro di una precisa e rni- rata strategia operativa. La sostenibilita, infatti, non e al- SOSTENIBILITÁ E RESPONSABILITÁ AGIIOALIMENTAIIE Meno sprechi ¡nnanzi tutto di Alessia Ferri tro che Pimpegno dell’intera filiera agroalimentare verso i consumatori di oggi e le futu- re generazioni. Una respon- sabilitá che esige nuovi mo- delli operativi e organizzativi e che chiama a raccolta tutti i soggetti che ne fanno parte, imponendo loro una maggio- re conoscenza della materia, un continuo aggiomamento e una costante trasparenza. Sul piano socio-politico tutto cio sta favorendo la de- finizione di obiettivi tesi a fa- vorire un modello produttivo sostenibile. Lïncentivazione delle misure agroambientali nei Psr, la definizione e la promozione del biologico, l’uso sostenibile dei fitofar— maci, l’approvazione del Sqnpi, gli obiettivi in termini di riduzione dei gas serra e la promozione dell’uso delle energie rinnovabili con la ri- duzione degli sprechi, sono tutte misure e al contempo obiettivi che favoriscono la definizione di un agroali- mentare orientato verso una simile logica di crescita. Di questo si e parlato al- Pinterno di un incontro orga- nizzato da CCPB e dal Di- partimento di Scienze delle Produzioni Vegetali Sosteni- bili della Facolta di Scienze Agrarie, Alimentari e Am- bientali delPUnÍVeI-sitá Cat- tolica del Sacro Cuore, al quale hanno preso parte pro- duttori, rappresentanti della grande distribuzione, delle istituzioni e del mondo ac- cademico. Molti di loro so- no i firmatari del “Il Mani- festo dell’Agroalimentare sostenibile”, presentato per Poccasione. Una mossa di- venuta prioritaria vista la consapevolezza di quanto l’intero settore agroalimen- tare italiano non si stia muo- vendo armonicamente e che fare “sostenibilitá a pezzi” rischi di “fare a pezzi” la so- stenibilita. Gabriele Canali, diretto- re Crefis, Centro rícerche economiche sulle filiere sui- nicole Universita Cattolica del Sacro Cuore, tra i firma- tari del Manifesto, sottolinea che, «trattare il tema della sostenibilita significa pensa- re consapevolrnente al futu- ro, proprio e delle genera- zioni a venire. Per farlo al meglio risulta fondamentale utilizzare un approccio mul- tidisciplinare dato che ogni componente presenta diffe- renti aspetti da analizzare: il tempo (breve periodo o lun- go periodo), lo spazio (di- mensione locale, regionale, nazionale e internazionale) e il punto di vista dei soggetti interessati (privati, pubblico o sociale). lnoltre ogni aspetto puó avere importanza diversa in contesti diversi: cio che e so- stenibile in un luogo puo non esserlo in un altro». ll punto di partenza «ll punto di partenza e rap- prescntaur) senza dubbio dal- lïlgricolltira. Gli ugricoltori producono, o potrebbero pro- durre, due tipi di beni: pro- dotti agricolí in senso stretto e beni ambientali pubblici, ma noi continuiamo a guar- dare all’agricoltura in modo tradizionale, prendendo in considerazione solamente i primi. Manca ancora la capa- cita di guardare all’azienda agricola come ad un’unit‘a produttiva che interagisca strutturalmente con il proprio ambiente, sia dal lato della produzione di beni e servizi che da quello dell’uso delle risorse. Un approccio che in- cluda la valutazione delle esternalita delfagricoltura e ancora poco diffuso e molto parziale o sonunario. una vi- sione a campo ristreuo pero risulta superata, e ormai tem- po di sviluppare e adottare una politica píü completa». Anche secondo Pierluigí Meriggi (Horta srl), «la so- stenibilita in agricoltura ri- guarda l’intero sistema pro- duttivo. Il suo mi glioramento e un processo impegnativo e continuo che necessita di am- pie conoscenze e decisioni complesse. Per questo e ne- cessario rendere disponibili ai professionisti strumenti di- namici, semplici ed efficaci, sia per le scelte tecniche che per il calcolo degli indicatori. Operare un’agricoltura soste- nibile significa stabilizzare e migliorare la qualita delle produzioni riducendone i co- sti, mitigare gli effetti dei cambiamenti clirnaticí, ri- spctlarc i dirittí Ïondumerilali e i pznrumetri di SÍCUTCZZH uli- mentare, mantenere l’indot- 24 LARGO CONSUMO n. 5/2015
  2. 2. SOSTEN| BILITÁ E RESPONSABILlTÁ to, usare responsabilmente le risorse, ridurre gli sprechi, razionalizzare l’uso dell’azo- to, ridurre il consumo di combustibile e produrre fito- sanitari a minor impatto arn- bientale». Sulla stessa linea Roberto Della Casa (Uni- versitá di Bologna — Polo di Forli). Giampiero Reggido- ri (Apo Conerpo), Aleman- clro Dal Piaz (Assomcla). Carlo Malavolta (Regione Emilia Romagna). Fabrizio Piva (CCPB), Giovanni Ar- cangeli (Agrofurma). Vitto- rio Ramazza (Coop Italia) e Massimo Marino (Life Cy- cle Engineering), firrnatari del Manifesto del1’Agroali- mentarc Sostenibile insieme a Gabriele Canali e Picrluigi Meriggi, secondo i quali il Concello di sensibilita non e unico ma prevede diverse de- finizioni e campi d’az. ione, a seconda del settore interessa- to. ll primo a doversene oc- cupare e sempre ¡’agriculto- re, attraverso il continuo ag- giomamento delle tecniche e delle matcrie prime da utiliz- zare, al line del raggiungi- mento di una produzione piu integrata e biological. Un punto d‘arrivo che ne- cessita il rispetto delle disci- plie produttive e Fimpiego in modo intelligenle, miralo e senza preconcctti di mezzi lecniei, macchine e tecnolo- gie allïwzingtizrrdia, compresi i ¡noderni sistemi di supporto alle decisioni. Un ruolo, quel- lo del coltivatore, fondamen- tale per tutto il processo, che put‘) scatenare un effetto a ca- tena in grado di spronare sempre piü gli opcratori del settore di produzione di mez- zi lecnicí a muoversi verso soluzioni meno impattanti e a lavorare sul trasferimento della conoscenza dei mezzi teenici agli utilizzzilori linali. ln un primo momento nelle fasi agricola della filiera, (lal- Pappliczr/ jone delle tecniche (li produzione integralc, bio- logiehc e inlelligente; secon- dariztmenle durante quelle di lrasformazitme. dalle tecni- AGROALIMEITABE che di contenimento dei con- sumi energelici e idrici, con panicolare zttlenzione alla ri- duzione dellïncidenza del trasporte e degli imballaggi. La difficoltá di comunicarte Per quanto riguarda le or- ganizzaziorti dei produttori, se da un lato e facile attuare, implementare e favorire la diffusione della sostenibilita nel settore della produzione agricola (produzione, tecnici. prima lavomzionc. confezio- namento e trasfortnazione), dalP-altro e invece molto dif- ficile comunicate in modo efficace ai consumatori, ai cittadini e alle istituzioni quanto si stia facendo. In Ita- lia produciamo in maniera eccellcnte. con un livello tlualitativo superiore a qua- Iunque altra realta mondiale. ¡na non “raccontiamti la sto- ria, la bolita e il rispetto dei nostri prodotti alimentari". Questa diflicoltïi rischia di indebolire il sistema che. in- vece, necessita di una comu- nicazione Chiara e puntuale che non lasci spazio ud inter- pretazioni o svalutazioni. ln aiuto allo sviluppo della so- steníhilita nel settore zigroali- mentare, arrivano an- che le teenologie. Le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche integrate con il Web e Coreali al consumatore trasparenza sui processi produttivi attra- verso la tracciabilita e rin- tracciabilita dal campo alla tavola. Le opportunilïi date della sostcnibilita. quindi, so- no ntolteplici: aiutare il pro- duttore a utilizzare gli stru- memi per produrre meglio e sfruttare al meglio le polen- zialitït olïenc dallïunovzizio- ne e la comunicazione, fomi- re al consumatore (consape- vole) la tranquillita sulla “bonta e validita” di cio che acquista. Nello sviluppo dí tale pro- cesso un ruolo fondamenta- le e inoltre ricoperto dalle istituzioni che, se pur non coinvolte direttamente nei processi produttivi hanno il clovere, almeno morale, di investire in ricerca, speri- mentazione e formazione per agevolare Papplicazione sinergica delle tecniche di difesa. ferlilizzazioue. im- piego dïicqua. tutela del suolo e riduzione dei gas Serra, sin per quanto riguar- da la produzione integrata che ¡n termini di produzione hiologica. lnoltre dovrebbe- ro impegnarsi a promuovere la crescita (lcllil conoscenza tramite il sostegno alla spe- rimentazione, alla divulga- 201o - - - - - Frumento duro 3.824.462 3796.6138 . l nuovi servizi 1nfor- ' matici, con i modemi Fmrnentotenero 2.952.799 2.839.047] . sistemi di C0munica_ Mais 8.436.209 9.752.592 . Orzo 990.727 950.933 zione e distribuzione della conoscenza, con Orlicoli i sistemi di supporto 28mm. " “m” delle decisioni (DSS) ‘"°"‘°" 424-‘59 . . ’ Patata comuni 1241772 aman‘) e ‘“1’P°""“‘° Peperonlsarra 65 39s 7a s73 Ïecmc‘ ed agï'? °l‘°“* Pomodorl serra 413.655 511.303 434.904 aprendo oggi ¡mpor- ¡"mmm 159.135 ¡anti possibilitá: lor- Frutta nire ai produltori dani, ¡nfmmazmni e w Angurie seems 313.220 374.313 l m“ el. (¡sem-arg cni-¿ge 120.362 111.672 108.226 i P l’ . - Fragolesena 1o2.4ogl 104.2114 91.533 Produlïe "1 "‘°“°. S°‘ Melon! 550.336 536.229 4eo. oou y Sïelïlbllc» FHCCOEHCH‘ Susine 207m‘ 191939 188667 . . . . — . _ do H1 Campo 1 da“ da Uve da tavola 1.361.974 1.248.645 1.049.341 - mettere a disposizio- ne della filiera; offrire Fonte: lsmea LARGO CONSUMO n. 5/2015 zione e alla formazione. Una catena, quella della sostenibilita, che ha come utente ultimo il consumatore, che giocando un ruolo im- portante deve essere in grado di eonoscere e capire a pieno tutti i ¡azissaggi e Fautcnticitïi dei movimenli. Fondamenta- le, dunque, la certificazione a che oltre a verificare la ri- spondenza e la bonta di siste- mi e processi produttivi, deve contribuire a comunicare in modo diretto ed efficace al consumatori: tutti i passaggi che hanno permesso al pro- dotto che si trova sulla sua ta- ‘ vola di essere realizzato at- traverso logiche produttive il i meno impossibili impattanti. Per farlo e necessario svilup- pare validi e semplici indica- tori della sostenibilita e rela- tivi benchmark, condivisi dall’intera filiera. Nello svi- luppo degli indicatori biso- gna coniugare il pragmati- smo, la pralicitït delle solu- zioni, con il rigore scicntifico e una visione complessiva dell‘intero sistema produtti- vo. Arrivati al momento della i distribuzione, ad essere inte- ressato alla materia e il mer- cato, che si presenta spesso molto variegato. Siccome a causa della crisi economica mondiale attualmente la maggior parte dei consu- matori tende a scegliere i il target di chi si soffemia sui parametri di sostenibi- lita ‘e ridolto. Per consoli- dare la fetta di mercato di- sposta a spendere qualco- eomprovam maggiore qualita e cercare di am- pliarla facendo leva anche sui consumatori meno at- tenti, e necessario che la grande disuibuzione menu in campo strategic di fide- lizzazione importanti. Non solo etichette espliczi- tive e complete, ma anche. ad esempio la narrazione della storia del prodolto. Comunicate, insomma, non solo fare. 25 prodolti in base al prezzo. , sa in piü a frome di una =

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