Capitolo 5 - Il futuro dell'interfaccia

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Capitolo 5 del volume "Psicologia dei Nuovi Media" di Giuseppe Riva, pubblicato dal Mulino, Bologna

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  • 1. CAPITOLO 5 IL FUTURO DELL’INTERFACCIA: DAL CIBERSPAZIO ALL’AMBIENT INTELLIGENCE
  • 2. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence
    • Ponendosi in mezzo tra i soggetti interagenti, consente loro di raggiungere il proprio obiettivo comunicativo
    Con l’evoluzione dei media infatti il supporto fisico diventa una “finestra” che consente la visualizzazione parziale di un insieme più ampio di informazioni disponibili L’INTERFACCIA Assume con i nuovi media un ruolo centrale che non aveva con i media precedenti Nella progressiva separazione tra tecnologia e contenuto informativo
  • 3. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence L’ interfaccia rappresenta L’elemento che determina la mia capacità di analizzare l’elevata quantità di informazione disponibile permettendomi di trovare l’informazione che mi interessa La relativa indipendenza dalla componente fisica del medium stesso Cosa differenzia l’interfaccia dei nuovi media da quella di un medium tradizionale?
  • 4.
    • L’interfaccia diventa un metamedium
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Ha le caratteristiche del medium (si pone “in mezzo” tra il soggetto e l’oggetto dell’interazione o della comunicazione, sostituendo l’esperienza diretta con una percezione mediata) Utilizza la dimensione fisica del medium tradizionale (pur essendo caratterizzata da dimensioni simboliche e pragmatiche proprie, non ha una dimensione fisica propria)
  • 5. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Le 3 funzioni dell’interfaccia nei nuovi media
    • RAPPRESENTARE LE CARATTERISTICHE DEL MEDIUM ATTRAVERSO UN MODELLO (è infatti mediante l’interazione con l’interfaccia che l’utente si costruisce un modello del medium che gli consente di interagire con esso)
    • RENDERE VISIBILI GLI OGGETTI DIGITALI CONTENUTI AL SUO INTERNO (altrimenti l’interazione non sarebbe possibile)
    • FACILITARNE L’USO MEDIANTE UN’OPERA DI FILTRO E E SELEZIONE
  • 6. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Facendo un passo indietro, analizzando la STORIA della HUMAN COMPUTER INTERACTION è possibile identificare 4 fasi, ciascuna caratterizzata da una particolare interfaccia: ELETTRICA GRAFICA SIMBOLICA TESTUALE
  • 7. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence LA FASE ELETTRICA è caratterizzata dalla presenza di computer analogici, in cui i dati sono rappresentati da grandezze fisiche che possono variare in maniera continua Vede il passaggio dal linguaggio macchina al linguaggio simbolico: l’Assembly, costituito da una sequenza di numeri binari che consente l’interazione con il computer ma che è ancora strettamente legato al processore LA FASE SIMBOLICA
  • 8. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence LA FASE TESTUALE Il cui inizio è segnato dalla nascita del sistema operativo. Viene utilizzato un linguaggio, una sorta di “grammatica” che consente l’interazione diretta con il computer In cui si ha il passaggio dall’uso di un insieme di simboli- i comandi testuali- ad un altro insieme di simboli – le icone. Ma la vera novità è data dal passaggio da uno spazio monodimensionale ad uno bidimensionale LA FASE GRAFICA
  • 9.
    • Nella storia dell’interazione uomo-computer è identificabile un trend costante : rendere l’interazione con il computer il più possibile simile a quella che ciascuno di noi ha all’interno di un ambiente reale
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Un approccio basato sull’idea di rappresentare gli oggetti digitali in maniera esplicita e caratterizzata in modo che l’utente possa agire su di essi allo stesso modo con cui interagisce con artefatti fisici LA MANIPOLAZIONE DIRETTA Utilizzando sistemi simbolici che riproducono situazioni e contesti reali Reintroducendo nell’interazione la corporeità
  • 10. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence L’impiego della manipolazione diretta rappresenta un esempio di metafore efficace: in che senso? È possibile distinguere 2 tipi di metafore Che ci consentono di giungere a 2 conclusioni STRUTTURALI , che strutturano un concetto nei termini di un altro ORIENTATIVE , che dotano di una relazione di orientamento reciproco interi gruppi di concetti La componente fisica assume un rilievo fondamentale nell’organizzazione del nostro sistema concettuale L’uso di metafore legate alla nostra esperienza corporea è più efficace rispetto a metafore che non lo sono
  • 11.
    • A partire da queste riflessioni si sono sviluppate due aree di ricerca :
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence LA PSICOLOGIA COGNITIVA “CORPOREA” che considera la mente come il risultato di un fenomeno distribuito, che risiede non solo nella testa, e descrive i processi cognitivi come il risultato dall’interazione in tempo reale e diretta verso un obiettivo tra un organismo e l’ambiente LO STUDIO DELL’INTERAZIONE CORPOREA che ha come principale obiettivo l’uso della corporeità per facilitare l’interazione uomo-computer, realizzando interfacce e metafore e oggetti fisici in grado di comprendere le necessità dell’utente
  • 12.
    • Un ambiente tridimensionale generato dal computer in cui il soggetto o i soggetti interagiscono tra loro e con l’ambiente come se fossero realmente al suo interno
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence LA REALTA’ VIRTUALE Tramite cui il corpo diviene la principale interfaccia con cui manipolare l’informazione disponibile IMMERSIVA Mediante casco e uno o più sensori di posizione NON IMMERSIVA Mediante monitor e joystick
  • 13.
    • L’essenza della RV è l’ “esperienza non-mediata” dell’ambiente virtuale da parte dell’utilizzatore,
    • che può essere considerata un particolare processo comunicativo
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence
    • la realtà virtuale condivisa (multi-utente) può essere considerata un medium comunicativo
    • la realtà virtuale non condivisa (monoutente) può essere considerata una sofisticata interfaccia comunicativa
  • 14. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Le principali applicazioni/opportunità della RV LA FORMAZIONE (in ambito universitario, nella formazione continua, nell’apprendimento di abilità motorie complesse) LA TERAPIA CLINICO-PSICOLOGICA (per disturbi alimentari e fobie e nella riabilitazione) STRUMENTO DI COMUNICAZIONE (una sorta di estensione tridimensionale e interattiva delle tradizionali chat grafiche)
  • 15. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence La RV come strumento di comunicazione
    • permettono di costruire e far evolvere il proprio personaggio
    • mancano di un obiettivo predefinito
    • sono dei veri e propri sistemi culturali
    I “ Mmorpg ”, giochi di ruolo di massa da sperimentare in rete, che
    • presentano ambienti persistenti, indipendentemente dalla
    • presenza del singolo giocatore
  • 16.
    • Dal punto di vista della Psicologia della Comunicazione la realtà virtuale condivisa si configura come uno
    • SPAZIO DI ALLUCINAZIONE CONSENSUALE , in cui
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Sul piano dell’apparenza fisica , si ha una presentazione sempre più convincente dell’interlocutore Sul piano dell’identità personale , la presenza dell’interlocutore è sempre meno garantita ed attendibile La RV può essere utilizzata anche come strumento di empowerment , allargando le possibilità espressive e interattive senza far pagare il costo delle eventuali sperimentazioni non andate a buon fine
  • 17.
    • Quell’area dello studio dell’interazione uomo-computer che si occupa del trattamento computazionale delle emozioni con l’obiettivo di rendere i computer capaci di riconoscere, esprimere e comunicare le emozioni
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence L’ AFFECTIVE COMPUTING Comprende le seguenti direzioni di ricerca: Riconoscimento emotivo Manipolazione emotiva Sintesi emotiva Espressione emotiva
  • 18. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Registra automaticamente alcuni indicatori dello stato emotivo del soggetto Analizzati ed elaborati dal computer alla ricerca di Una volta identificata l’emozione, tale informazione viene utilizzata per produrre una Sistema di input dati variazioni significative reazione Come funziona un affective computer?
  • 19.
    • Quell’area dello studio dell’interazione uomo-computer, definita “captologia” che si occupa dell’uso di interfacce e tecnologie interattive per persuadere e modificare atteggiamenti e comportamenti degli utenti.
    Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence IL PERSUASIVE COMPUTING Ecco le 7 tecniche per creare e modificare atteggiamenti e comportamenti
    • la semplificazione
    • l’indirizzamento
    • la personalizzazione
    • il suggerimento
    • l’automonitoraggio
    • il monitoraggio
    • il condizionamento
  • 20. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Il passo successivo dell’interfaccia nel tentativo di avvicinarsi sempre più all’utente è dato dall’ AMBIENT INTELLIGENCE Un ambiente digitale “consapevole” della presenza dell’utente, supportando le sue attività e anticipandone i comportamenti, e del contesto in cui si trova La principale opportunità offerta consiste nell’ aumentare l’interattività delle persone attraverso un’interfaccia in grado di comprendere le caratteristiche e i bisogni degli utenti
  • 21. Riva, Psicologia dei nuovi media, Il Mulino, Bologna Capitolo V. Il futuro dell’interfaccia: dal ciberspazio all’ambient intelligence Per essere davvero efficace , un ambient intelligence dovrebbe:
    • essere strutturato in modo da riuscire a percepire e diverse
    • caratteristiche dell’utente
    • modellizzare il comportamenti dell’utente
    • interagire con l’utente tenendo conto delle sue preferenze
    • gestire la sicurezza dell’utente nell’assicurare la privacy e la
    • riservatezza dei dati
    • assicurare la qualità del servizio percepito dall’utente