Contenuti di qualità per il mobile

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Contenuti di qualità per il mobile

  1. 1. Le rego CONTENUTI DI QUALITÀ PER IL MOBILE LE REGOLE NON SCRITTE PER DIVENTARE UN BUON COPYWRITER DELLA PROPRIA APP SARA SALIN, CONSULENTE COMUNICAZIONE
  2. 2. APPARENTEMENTE NIENTE È PIÙ SEMPLICE DEL COMUNICARE BASTA UN CENNO SIAMO NATI IMMERSI NELLA COMUNICAZIONE IL SIGNIFICATO DI UNA PAROLA DELLA NOSTRA LINGUA CI È CHIARO DIAMO UN SIGNIFICATO A UNA FRASE O A UN GESTO E SIAMO SICURI CHE L’ALTRO LO CAPIRÀ
  3. 3. EMITTENTE RICEVENTE CODICE CANALE CONTESTO REFERENTE
  4. 4. EMITTENTE RICEVENTE CODICE CANALE CONTESTO REFERENTE dove?
  5. 5. CHI COMUNICA È PARTE DI UNA COMUNICAZIONE
  6. 6. OGGI LA COMUNICAZIONE SCRITTA È UNA BATTAGLIA DI QUANTITÀ 921PAGINE 140CARATTERI OGGI LA COMUNICAZIONE SCRITTA È UNA BATTAGLIA DI QUANTITÀ
  7. 7. SITO WEB STAMPA BLOG RADIO TWITTER TIVÙ FACEBOOK LIBRO AGENZIA SMS OGNI MEZZO E OGNI PIATTAFORMA HANNO IL PROPRIO LINGUAGGIO E LE PROPRIE REGOLE NON SCRITTE
  8. 8. RISPETTARE LE REGOLE X RISPETTARE L’UTENTE = RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI
  9. 9. APP? È UN NEOLOGISMO. È LA SEMPLIFICAZIONE DI APPLICAZIONE. GIÀ IL NOME DÀ L’IDEA DI QUALCOSA DI SEMPLICE, DI PICCOLO. COME SONO PICCOLI I DISPOSITIVI MOBILI CUI LA APP È DEDICATA. È CARATTERIZZATA DALL’ELIMINAZIONE DEL SUPERFLUO. L’OBIETTIVO È OTTENERE LEGGEREZZA, ESSENZIALITÀ E VELOCITÀ.
  10. 10. COSA VOGLIO TROVARE NEL TESTO DI UNA APP? SEMPLIFICAZIONE LEGGEREZZA ESSENZIALITÀ VELOCITÀ DI LETTURA
  11. 11. CONTENUTI PRIMADITUTTO
  12. 12. UNA APP È UN POTENTE MEZZO DI COMUNICAZIONE E DI INTERAZIONE PERCHÉ È FATTO DI PERSONE CHE SONO CHIAMATE A COMMENTARE, A CONDIVIDERE, A DARE GIUDIZI, A CREARE MERCATO. CHE POSSONO ALZARE LA NOSTRA REPUTAZIONE. IL NOSTRO OBIETTIVO È STIMOLARE IL PASSAPAROLA. MA PER RIUSCIRCI I NOSTRI CONTENUTI DEVONO ESSERE CREDIBILI. E QUINDI VERI, VERIFICABILI, TRATTI DA FONTI SICURE. E… ATTENZIONE AL COPIA&INCOLLA!
  13. 13. QUANTITÀ O QUALITÀ? QUALITÀ E BREVITÀ… CONTENTUTI INTERESSANTI SCRITTURA CHIARA E CORRETTA ATTENZIONE ALLA PUNTEGGIATURA PERIODI BREVI UTILIZZO DELLE PAROLE CHIAVE NON PIÙ DI 10/15 RIGHE DI TESTO
  14. 14. CHI LEGGE È QUASI SEMPRE IN MOVIMENTO
  15. 15. TUTTI POSSONO EDITARE UN PENSIERO. NON TUTTI LO SANNO FARE BENE.
  16. 16. IL METODO CONEGLIANO VALDOBBIADENE Il Conegliano Valdobbiadene nasce da una tradizione antica che si è trasformata ed adattata nei secoli, grazie all’evoluzione delle conoscenze tecniche ed alla sensibilità verso la cultura del gusto e del bere raffinato e conviviale. Un ruolo fondamentale fu giocato dalla prima Scuola Enologica d’Italia, dove nacque il metodo di spumantizzazione Conegliano Valdobbiadene, messo a punto da Antonio Carpenè, rielaborazione del metodo italiano. Ecco quali sono gli elementi distintivi. Dopo la vendemmia, l’uva, raccolta a mano nei singoli vigneti, è portata in cantina per dare avvio alle lavorazioni. La prima è la pressatura, condotta utilizzando macchine sofisticate, che agiscono sugli acini in modo soffice, così da estrarre solo il mosto fiore, che proviene dal cuore dell’acino. Da 100 chilogrammi di uva si ottengono al massimo 70 litri di vino. Segue la decantazione, dove il mosto torbido viene lasciato riposare a freddo (5-10 °C) in vasche d’acciaio per circa 10-12 ore. Al termine dell’operazione la parte limpida del mosto inizia la vinificazione grazie ai fermenti naturali che, aggiunti al mosto, provocano la costante di 18-20 gradi. Al termine della vinificazione si ottiene il vino base. La spumantizzazione avviene quafermentazione alcolica, che si svolge per 15 – 20 giorni in vasche d’acciaio ad una temperatura ndo il vino-base si è illimpidito. Le diverse partite presenti in cantina, dopo un attento assaggio, sono assemblate: i vini che fino a questo momento sono stati tenuti distinti per provenienza, epoca di vendemmia e caratteristiche organolettiche, sono riuniti in proporzioni precise. La presa di spuma si svolge con metodo italiano, grazie all’utilizzo di grandi recipienti a tenuta di pressione, le autoclavi, dove il vino viene introdotto assieme a zucchero e lieviti. Questa tecnica permette di preservare gli aromi varietali dell’uva, che si traducono in un vino fruttato e floreale. Con il metodo italiano, durante la rifermentazione i lieviti utilizzano lo zucchero per produrre Co2, ovvero le bollicine setose che caratterizzano il Conegliano Valdobbiadene. Il metodo italiano prevede la rifermentazione in autoclave per un tempo di almeno 30 giorni, mentre nel metodo classico avviene in bottiglia per mesi o addirittura anni. Entrambi, tuttavia, si basano sullo stesso principio, ovvero la trasformazione dello zucchero in anidride carbonica, grazie al lavoro dei lieviti. Al termine della spumantizzazione avviene l’imbottigliamento e, dopo 30-40 giorni, il vino è pronto per essere immesso sul mercato. Fonte: www.prosecco.it
  17. 17. IL METODO CONEGLIANO-VALDOBBIADENE Dalla pressatura delle uve all’imbottigliamento Il Prosecco Conegliano-Valdobbiadene nasce da una tradizione antica. Il metodo della spumantizzazione venne messo a punto da Antonio Carpenè e dalla prima Scuola Enologica italiana. Dopo la vendemmia, l’uva, raccolta a mano nei singoli vigneti, è portata in cantina per dare avvio alle lavorazioni. Pressatura: condotta utilizzando macchine sofisticate, che agiscono sugli acini in modo soffice, così da estrarre solo il mosto fiore, che proviene dal cuore dell’acino. Da 100 chilogrammi di uva si ottengono al massimo 70 litri di vino. Decantazione: il mosto torbido viene lasciato riposare a freddo (5-10 °C) in vasche d’acciaio per circa 10-12 ore. Vinificazione: i fermenti naturali che, aggiunti alla parte limpida del mosto, provocano la fermentazione alcolica, che si svolge per 15 – 20 giorni in vasche d’acciaio ad una temperatura costante di 18-20 gradi. Al termine della vinificazione si ottiene il vino base. Spumantizzazione: il vino-base diventa limpido e le diverse partite presenti in cantina, dopo un attento assaggio, sono assemblate. Il metodo italiano prevede la rifermentazione in autoclave per un tempo di almeno 30 giorni, mentre nel metodo classico avviene in bottiglia per mesi o addirittura anni. Entrambi si basano sullo stesso principio: la trasformazione dello zucchero in anidride carbonica. Imbottigliamento: dopo 30-40 giorni il vino è pronto per essere immesso sul mercato.
  18. 18. 5 PICCOLE REGOLE CAPACITÀ DI SINTESI PERIODI BREVI UTILIZZO DEL GRASSETTO PER EVIDENZIARE LE PAROLE CHIAVE UTILIZZO DEGLI SPAZI INTERLINEA PER FAVORIRE UNA LETTURA MIGLIORE SCELTA DI IMMAGINI APPROPRIATE PREFERIBILMENTE GENERICHE
  19. 19. DOMANDE?
  20. 20. SARA.SALIN@WAMI.IT PH. +39 349 6269 380 WWW.SARASALIN.IT GRAZIE PER L’ATTENZIONE!

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