“Potenziamento della cultura della prevenzione
degli infortuni e della normativa vigente rispetto a
stage, tirocini e alternanza nel mondo del lavoro”.

UdA 4
•La valutazione dei rischi in relazione alla relativa normativa

di salute e sicurezza
•
•
•
•

Videoterminali
Microclima
Illuminazione
Rumore
1
Rischi specifici
La valutazione di alcuni rischi specifici in relazione
alla relativa normativa di igiene del lavoro





VIDEOTERMINALI
MICROCLIMA
ILLUMINAZIONE
RUMORE

2
Videoterminali
(V.D.T.)

3
V.D.T.

VIDEOTERMINALE = V.D.T.

Apparecchiature dotate di schermo in
grado di riprodurre dati alfa-numerici,
grafici e immagini.

4
MONITOR
TASTIERA

5
V.D.T. - Monitor

Il videoterminale deve avere
dimensioni, ed essere posizionato
sul tavolo di lavoro, in modo tale
che il margine superiore
dell'apparecchio non si trovi ad un
livello più elevato dell'occhio
dell'utilizzatore, al fine di non
causare indebiti movimenti di
estensione del collo.

MONITOR

6
V.D.T. - Monitor

DISTANZA OCCHI
SCHERMO

7
V.D.T. - Monitor

Lo schermo deve
essere orientabile ad
inclinabile
liberamente.
I caratteri sullo schermo devono avere una buona
definizione e una forma chiara, una grandezza sufficiente
e vi deve essere uno spazio adeguato tra i caratteri e le
linee; l'immagine sullo schermo deve essere stabile;

8
V.D.T. - Monitor
REGOLAZIONE

Luminosità e
contrasto tra i
caratteri devono poter
essere facilmente
regolabili da parte
dell'utilizzatore del
VDT

9
V.D.T. - Tastiera
La tastiera deve essere tale da
favorire una posizione delle mani
e delle braccia che non affatichi
l'operatore
A tal fine la tastiera deve essere
indipendente dagli altri componenti,
inclinabile rispetto al piano di lavoro,
consentire posizioni intermedie,
possedere un bordo anteriore sottile al fine di
permettere un corretto appoggio del polso sul tavolo,
possedere una superficie opaca al fine di evitare
possibili riflessi, fastidiosi per l'operatore.
10
V.D.T. - Sicurezza

• ERGONOMIA
• POSTAZIONE
• RISCHIO

11
V.D.T. - Ergonomia

L'ergonomia
è quella scienza che si occupa
dell'interazione tra gli elementi
di un sistema e la funzione per
cui vengono progettati, allo
scopo di migliorare la
soddisfazione dell'utente e
l'insieme delle prestazioni del
sistema.

12
V.D.T. - Ergonomia

È la progettazione di
prodotti, ambienti,
servizi rispondenti
alle necessità
dell’utente,
migliorando la
sicurezza, la salute,
il comfort, il
benessere e la
prestazione umana.
13
13
V.D.T. - Ergonomia

In pratica è quella scienza
che si occupa dello studio
dell'interazione tra individui
e tecnologie per rispondere
alle necessità
dell’organizzazione del
lavoro, in modo da
rispettare i bisogni
dell’uomo.
14
Ambiente e Postazione
ADEGUATI
I monitor sono posti a 90°
rispetto le finestre

Le finestre sono schermate
con “veneziane”

Le postazioni al VDT distano
almeno 1 m dalle finestre

15
Ambiente e Postazione
GRADO DI RIFLESSIONE DEL LOCALE
Le pareti dei locali, dovranno
essere tinteggiate di colore
chiaro opaco,
ma non bianco
e non riflettente

16
Ambiente e Postazione
LAY-OUT DEI POSTI DI LAVORO AL PC

17
Utilizzo appropriato
videoterminali

18
Ambiente

19
Ambiente e Postazione

Il videoterminalista deve
potersi alzare
agevolmente dal sedile e
transitare liberamente
intorno al posto di lavoro.

20
Ambiente e arredo

IL TAVOLO DI LAVORO

21
Ambiente e arredo

ESEMPI DI TAVOLO IDONEO E TAVOLO DI
DIMENSIONI RIDOTTE
22
Ambiente e arredo
IL TAVOLO DI LAVORO

VISTA DALL’ALTO

23
Ambiente e arredo

24
Ambiente e arredo
IL SEDILE

Il sedile deve essere stabile,
appoggiare su 5 razze, dotate di
ruote girevoli per consentire la
libertà di movimento e facilitare
piccoli spostamenti.

NON è obbligatoria, ma
consigliata la presenza di braccioli
Il sedile deve comunque
consentire una certa libertà di
movimento ed una postura
comoda.
25
Ambiente e arredo
Si è rilevato che un
illuminamento orizzontale
tra i 200/400 lux
rappresenta il miglior
compromesso

ILLUMINAZIONE

Colore della luce:
Sono da preferire lampade fluorescenti di
colore bianco o bianco a tonalità calda che
sono meno soggetti a fenomeni di
sfarfallamento e rispondono alle crescenti
esigenze di confort nell’ambiente lavorativo
26
Ambiente e arredo
LUCE ARTIFICIALE

La luce artificiale deve avere
una ubicazione che non
consenta riflessi sulla
superficie del video.

Pertanto i locali vanno
illuminati con lampade a
strisce continue disposte a 90°
rispetto al VDT
27
Ambiente e arredo
LUCE NATURALE

E’ indispensabile
posizionare l’unità
video in modo che le
finestre non vengano
mai a trovarsi davanti o
dietro, ma parallele allo
sguardo dell’operatore

28
Uso corretto V.D.T.

Regolare
correttamente la
posizione del
videoterminale

29
Uso corretto V.D.T.
Rispettare la corretta
distribuzione delle pause

4 ore di lavoro
consecutive,
pausa di 15 minuti
ogni 120 minuti
di applicazione
continuativa ai VDT

30
Utilizzo scorretto
videoterminali

31
Effetti dannosi

• DOLORI E RIGIDITA’ ALLA
MUSCOLATURA DEL
BUSTO, DEGLI ARTI
INFERIORI ED ALLE
ESTREMITA’ (POLSI E
DITA)
• Le cause di tali disturbi
possono essere
riconducibili alla
inadeguatezza del posto di
lavoro che obbliga
l’operatore a posture
scorrette
• disturbi causati
dall’irraggiamento

32
La postura ergonomica

LA POSTURA
L'operatore deve
assestare la propria
postura comodamente
regolando i vari elementi
del posto di lavoro:

POSIZIONE CORRETTA
33
La postura ergonomica
LA POSTURA
Durante la
digitazione, le
spalle non devono
essere contratte e
le braccia devono
poggiare sui
braccioli.

Il tronco deve
essere in posizione
tendenzialmente
eretta, con
appoggio del tratto
lombare allo
schienale,
Per ridurre la
compressione dei
dischi
intervertebrali.
34
La postura ergonomica
LA POSTURA
Gli angoli "braccio-avambraccio"
e "coscia-gamba" devono essere
di circa 90° (retti) per ridurre al
minimo l'affaticamento
muscolare e permettere una
buona circolazione periferica
Gli avambracci devono appoggiare al
piano di lavoro.
I polsi in linea con gli avambracci e
non piegati né verso l’alto né verso il
basso.

35
La postura ergonomica
LA POSTURA
l'angolo "tronco-coscia"
deve essere all'incirca di
100° per garantire una
adeguata distribuzione dei
carichi sull'apparato
osteoarticolare ed
impedire dannose
compressioni pelvicoaddominali

36
MICROCLIMA

37
Microclima
L’insieme dei fattori fisici ambientali che caratterizzano
l’ambiente di lavoro (non necessariamente confinato) e
che, assieme ai parametri individuali quali l’attività
metabolica e l’abbigliamento, determinano gli scambi
termici tra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano.

38
Microclima

BENESSERE TERMICO :
- è rappresentato da quelle condizioni in cui l’organismo
riesce a mantenere l’equilibrio termico (omeotermia)
senza l’intervento del sistema di termoregolazione propria.
- ISO 7730: "quello stato della mente che esprime la
soddisfazione verso l'ambiente termico"

39
Microclima
AMBIENTI DI LAVORO
• Ambienti moderati :
- lievi variazioni dei parametri microclimatici;
- il sistema di termoregolazione del corpo umano è in grado
di reagire efficacemente
•Ambienti severi

40
Microclima
PARAMETRI DA MISURARE
Fattori fisici ambientali:
• Temperatura dell’aria Ta (°C)
• Velocità dell’aria VA (m/s)
• Temperatura media radiante TR (°C)
• Umidità relativa Ur (%)

41
Microclima
Fattori fisici ambientali
Valori ottimali in assenza di irraggiamento e per individui che
compiono lavori sedentari e sono vestiti adeguatamente
Stagione

T° (°C)

U.R. (%)

v aria (m/s)

Inverno

19-22

40-50

0,05-0,1

Estate

24-26

50-60

0,1-0,2

42
ILLUMINAZIONE

43
Illuminazione

L’illuminazione rappresenta uno dei principali
fattori ambientali atti ad assicurare il benessere
nei luoghi di lavoro.

44
Illuminazione

Una corretta illuminazione
oltre a contribuire
all'incremento della
produttività, riveste grande
importanza nella
prevenzione degli infortuni
sul lavoro

45
Illuminazione

L’illuminazione dei luoghi di lavoro deve essere ottenuta
per quanto è possibile con luce naturale poiché essa è più
gradita all’occhio umano e quindi meno affaticante.

46
Illuminazione

In ogni caso, tutti i locali e i luoghi di lavoro devono essere
dotati di adeguata luce artificiale per la sicurezza e la salute
dei lavoratori.
47
Illuminazione

La luce solare diretta è sconsigliabile negli ambienti di
lavoro in quanto determina abbagliamento o fastidiosi
riflessi.

48
Illuminazione

Per quanto riguarda postazioni di lavoro con
videoterminali una cura particolare dovrà essere
dedicata all’illuminazione.

49
RUMORE
50
Rumore

Il RISCHIO DA RUMORE NEGLI AMBIENTI
DI LAVORO
Valutazione del rischio in relazione alla normativa

51
Rumore
LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Documento di valutazione dei rischi
Contiene i risultati del processo di valutazione; inoltre
contiene le misure intraprese dall’azienda per eliminare,
ridurre o controllare i vari rischi presenti.
La Relazione Tecnica
Contiene i risultati delle misure effettuate; costituisce parte
integrante del “Documento di valutazione dei rischi”.

52
Rumore
D.Lgs. 81/08

I LIVELLI DI ESPOSIZIONE
Sono quei livelli di esposizione al rumore (giornaliera
o di “picco”), al cui superamento corrispondono obblighi
di intervento ben precisi

53
Rumore

Al superamento dei valori inferiori di azione bisogna:
- Mettere a disposizione dei lavoratori i DPI
- Permettere l’accesso dei lavoratori ai test audiometrici

54
Rumore
Al superamento dei valori
superiori di azione bisogna:
• Esigere l’utilizzo dei DPI
• Formalizzare ed applicare un programma di misure volte a
ridurre l’esposizione
• Segnalare, delimitare e controllare l’accesso ai luoghi di
lavoro
• Garantire i controlli audiometrici per i lavoratori
• Adottare misure immediate per riportare l’esposizione al di
sotto di tali valori
55

Ud a 4 rischi specifici 2012

  • 1.
    “Potenziamento della culturadella prevenzione degli infortuni e della normativa vigente rispetto a stage, tirocini e alternanza nel mondo del lavoro”. UdA 4 •La valutazione dei rischi in relazione alla relativa normativa di salute e sicurezza • • • • Videoterminali Microclima Illuminazione Rumore 1
  • 2.
    Rischi specifici La valutazionedi alcuni rischi specifici in relazione alla relativa normativa di igiene del lavoro     VIDEOTERMINALI MICROCLIMA ILLUMINAZIONE RUMORE 2
  • 3.
  • 4.
    V.D.T. VIDEOTERMINALE = V.D.T. Apparecchiaturedotate di schermo in grado di riprodurre dati alfa-numerici, grafici e immagini. 4
  • 5.
  • 6.
    V.D.T. - Monitor Ilvideoterminale deve avere dimensioni, ed essere posizionato sul tavolo di lavoro, in modo tale che il margine superiore dell'apparecchio non si trovi ad un livello più elevato dell'occhio dell'utilizzatore, al fine di non causare indebiti movimenti di estensione del collo. MONITOR 6
  • 7.
  • 8.
    V.D.T. - Monitor Loschermo deve essere orientabile ad inclinabile liberamente. I caratteri sullo schermo devono avere una buona definizione e una forma chiara, una grandezza sufficiente e vi deve essere uno spazio adeguato tra i caratteri e le linee; l'immagine sullo schermo deve essere stabile; 8
  • 9.
    V.D.T. - Monitor REGOLAZIONE Luminositàe contrasto tra i caratteri devono poter essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del VDT 9
  • 10.
    V.D.T. - Tastiera Latastiera deve essere tale da favorire una posizione delle mani e delle braccia che non affatichi l'operatore A tal fine la tastiera deve essere indipendente dagli altri componenti, inclinabile rispetto al piano di lavoro, consentire posizioni intermedie, possedere un bordo anteriore sottile al fine di permettere un corretto appoggio del polso sul tavolo, possedere una superficie opaca al fine di evitare possibili riflessi, fastidiosi per l'operatore. 10
  • 11.
    V.D.T. - Sicurezza •ERGONOMIA • POSTAZIONE • RISCHIO 11
  • 12.
    V.D.T. - Ergonomia L'ergonomia èquella scienza che si occupa dell'interazione tra gli elementi di un sistema e la funzione per cui vengono progettati, allo scopo di migliorare la soddisfazione dell'utente e l'insieme delle prestazioni del sistema. 12
  • 13.
    V.D.T. - Ergonomia Èla progettazione di prodotti, ambienti, servizi rispondenti alle necessità dell’utente, migliorando la sicurezza, la salute, il comfort, il benessere e la prestazione umana. 13 13
  • 14.
    V.D.T. - Ergonomia Inpratica è quella scienza che si occupa dello studio dell'interazione tra individui e tecnologie per rispondere alle necessità dell’organizzazione del lavoro, in modo da rispettare i bisogni dell’uomo. 14
  • 15.
    Ambiente e Postazione ADEGUATI Imonitor sono posti a 90° rispetto le finestre Le finestre sono schermate con “veneziane” Le postazioni al VDT distano almeno 1 m dalle finestre 15
  • 16.
    Ambiente e Postazione GRADODI RIFLESSIONE DEL LOCALE Le pareti dei locali, dovranno essere tinteggiate di colore chiaro opaco, ma non bianco e non riflettente 16
  • 17.
    Ambiente e Postazione LAY-OUTDEI POSTI DI LAVORO AL PC 17
  • 18.
  • 19.
  • 20.
    Ambiente e Postazione Ilvideoterminalista deve potersi alzare agevolmente dal sedile e transitare liberamente intorno al posto di lavoro. 20
  • 21.
    Ambiente e arredo ILTAVOLO DI LAVORO 21
  • 22.
    Ambiente e arredo ESEMPIDI TAVOLO IDONEO E TAVOLO DI DIMENSIONI RIDOTTE 22
  • 23.
    Ambiente e arredo ILTAVOLO DI LAVORO VISTA DALL’ALTO 23
  • 24.
  • 25.
    Ambiente e arredo ILSEDILE Il sedile deve essere stabile, appoggiare su 5 razze, dotate di ruote girevoli per consentire la libertà di movimento e facilitare piccoli spostamenti. NON è obbligatoria, ma consigliata la presenza di braccioli Il sedile deve comunque consentire una certa libertà di movimento ed una postura comoda. 25
  • 26.
    Ambiente e arredo Siè rilevato che un illuminamento orizzontale tra i 200/400 lux rappresenta il miglior compromesso ILLUMINAZIONE Colore della luce: Sono da preferire lampade fluorescenti di colore bianco o bianco a tonalità calda che sono meno soggetti a fenomeni di sfarfallamento e rispondono alle crescenti esigenze di confort nell’ambiente lavorativo 26
  • 27.
    Ambiente e arredo LUCEARTIFICIALE La luce artificiale deve avere una ubicazione che non consenta riflessi sulla superficie del video. Pertanto i locali vanno illuminati con lampade a strisce continue disposte a 90° rispetto al VDT 27
  • 28.
    Ambiente e arredo LUCENATURALE E’ indispensabile posizionare l’unità video in modo che le finestre non vengano mai a trovarsi davanti o dietro, ma parallele allo sguardo dell’operatore 28
  • 29.
    Uso corretto V.D.T. Regolare correttamentela posizione del videoterminale 29
  • 30.
    Uso corretto V.D.T. Rispettarela corretta distribuzione delle pause 4 ore di lavoro consecutive, pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa ai VDT 30
  • 31.
  • 32.
    Effetti dannosi • DOLORIE RIGIDITA’ ALLA MUSCOLATURA DEL BUSTO, DEGLI ARTI INFERIORI ED ALLE ESTREMITA’ (POLSI E DITA) • Le cause di tali disturbi possono essere riconducibili alla inadeguatezza del posto di lavoro che obbliga l’operatore a posture scorrette • disturbi causati dall’irraggiamento 32
  • 33.
    La postura ergonomica LAPOSTURA L'operatore deve assestare la propria postura comodamente regolando i vari elementi del posto di lavoro: POSIZIONE CORRETTA 33
  • 34.
    La postura ergonomica LAPOSTURA Durante la digitazione, le spalle non devono essere contratte e le braccia devono poggiare sui braccioli. Il tronco deve essere in posizione tendenzialmente eretta, con appoggio del tratto lombare allo schienale, Per ridurre la compressione dei dischi intervertebrali. 34
  • 35.
    La postura ergonomica LAPOSTURA Gli angoli "braccio-avambraccio" e "coscia-gamba" devono essere di circa 90° (retti) per ridurre al minimo l'affaticamento muscolare e permettere una buona circolazione periferica Gli avambracci devono appoggiare al piano di lavoro. I polsi in linea con gli avambracci e non piegati né verso l’alto né verso il basso. 35
  • 36.
    La postura ergonomica LAPOSTURA l'angolo "tronco-coscia" deve essere all'incirca di 100° per garantire una adeguata distribuzione dei carichi sull'apparato osteoarticolare ed impedire dannose compressioni pelvicoaddominali 36
  • 37.
  • 38.
    Microclima L’insieme dei fattorifisici ambientali che caratterizzano l’ambiente di lavoro (non necessariamente confinato) e che, assieme ai parametri individuali quali l’attività metabolica e l’abbigliamento, determinano gli scambi termici tra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano. 38
  • 39.
    Microclima BENESSERE TERMICO : -è rappresentato da quelle condizioni in cui l’organismo riesce a mantenere l’equilibrio termico (omeotermia) senza l’intervento del sistema di termoregolazione propria. - ISO 7730: "quello stato della mente che esprime la soddisfazione verso l'ambiente termico" 39
  • 40.
    Microclima AMBIENTI DI LAVORO •Ambienti moderati : - lievi variazioni dei parametri microclimatici; - il sistema di termoregolazione del corpo umano è in grado di reagire efficacemente •Ambienti severi 40
  • 41.
    Microclima PARAMETRI DA MISURARE Fattorifisici ambientali: • Temperatura dell’aria Ta (°C) • Velocità dell’aria VA (m/s) • Temperatura media radiante TR (°C) • Umidità relativa Ur (%) 41
  • 42.
    Microclima Fattori fisici ambientali Valoriottimali in assenza di irraggiamento e per individui che compiono lavori sedentari e sono vestiti adeguatamente Stagione T° (°C) U.R. (%) v aria (m/s) Inverno 19-22 40-50 0,05-0,1 Estate 24-26 50-60 0,1-0,2 42
  • 43.
  • 44.
    Illuminazione L’illuminazione rappresenta unodei principali fattori ambientali atti ad assicurare il benessere nei luoghi di lavoro. 44
  • 45.
    Illuminazione Una corretta illuminazione oltrea contribuire all'incremento della produttività, riveste grande importanza nella prevenzione degli infortuni sul lavoro 45
  • 46.
    Illuminazione L’illuminazione dei luoghidi lavoro deve essere ottenuta per quanto è possibile con luce naturale poiché essa è più gradita all’occhio umano e quindi meno affaticante. 46
  • 47.
    Illuminazione In ogni caso,tutti i locali e i luoghi di lavoro devono essere dotati di adeguata luce artificiale per la sicurezza e la salute dei lavoratori. 47
  • 48.
    Illuminazione La luce solarediretta è sconsigliabile negli ambienti di lavoro in quanto determina abbagliamento o fastidiosi riflessi. 48
  • 49.
    Illuminazione Per quanto riguardapostazioni di lavoro con videoterminali una cura particolare dovrà essere dedicata all’illuminazione. 49
  • 50.
  • 51.
    Rumore Il RISCHIO DARUMORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO Valutazione del rischio in relazione alla normativa 51
  • 52.
    Rumore LA VALUTAZIONE DELRISCHIO Documento di valutazione dei rischi Contiene i risultati del processo di valutazione; inoltre contiene le misure intraprese dall’azienda per eliminare, ridurre o controllare i vari rischi presenti. La Relazione Tecnica Contiene i risultati delle misure effettuate; costituisce parte integrante del “Documento di valutazione dei rischi”. 52
  • 53.
    Rumore D.Lgs. 81/08 I LIVELLIDI ESPOSIZIONE Sono quei livelli di esposizione al rumore (giornaliera o di “picco”), al cui superamento corrispondono obblighi di intervento ben precisi 53
  • 54.
    Rumore Al superamento deivalori inferiori di azione bisogna: - Mettere a disposizione dei lavoratori i DPI - Permettere l’accesso dei lavoratori ai test audiometrici 54
  • 55.
    Rumore Al superamento deivalori superiori di azione bisogna: • Esigere l’utilizzo dei DPI • Formalizzare ed applicare un programma di misure volte a ridurre l’esposizione • Segnalare, delimitare e controllare l’accesso ai luoghi di lavoro • Garantire i controlli audiometrici per i lavoratori • Adottare misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto di tali valori 55