PIANO DI EMERGENZA
Protocollo d’intesa tra tutti i lavoratori, e per i presenti a
qualsiasi titolo, che permangono in uno stesso
comprensorio di impresa secondo cui al
sopraggiungere di un evento di rischio giudicato
superiore alla possibilità di sicuro contenimento, si
interrompe qualsiasi attività lavorativa, ponendo per
quanto compatibile con la situazione in atto ogni
elemento di impianto in condizioni di sicurezza, per
disporsi ad un esodo rapido ed ordinato secondo
direttrici prestabilite verso luoghi sicuri
La protezione incendi
PIANO DI EMERGENZA
SCOPO Determinare sequenze e azioni idonee per
controllare le conseguenze di un incidente
OBIETTIVO Identificare con precisione gli incidenti che
possono verificarsi sul lavoro
STRUTTURA
Strutturato sul tipo di attività e numero di
dipendenti
PROCEDURE
Pre-pianificazione su un documento scritto
schematizzato con informazioni generali e
dettagliate per il personale ed enti di soccorso
al fine di operare con efficacia e sicurezza
PERSONE
Descrizione di comportamenti e azioni di
persone e gruppi chiave nell’emergenza
AZIONI
Devono essere correlate alle effettive capacità
delle persone a svolgere determinati compiti
in situazioni di emergenza
La protezione incendi
PIANO DI EMERGENZA
PREVEDE L’ISTITUZIONE DELLE SEGUENTI FIGURE:
Responsabile dell’emergenza e suo sostituto
Squadra d’emergenza
Addetto alla disattivazione delle forniture energetiche
Addetto al posto di chiamata
OBIETTIVI DEL PIANO DI EMERGENZA
Salvaguardia ed evacuazione delle persone
Messa in sicurezza degli impianti di processo e protezione di beni e
attrezzature
Compartimentazione e sconfinamento dell’incendio
Estinzione completa dell’incendio
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A
B
C
D
La protezione incendi
SEGNALETICA ANTINCENDIO
La protezione incendi
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SEGNALETICA DI SICUREZZA
La protezione incendi
Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
SEGNALETICA DI DIVIETO
La protezione incendi
Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
SEGNALETICA DI PRESCRIZIONE
La protezione incendi
Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
SEGNALETICA DI PERICOLO
La protezione incendi
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SEGNALETICA SOSTANZE PERICOLOSE
La protezione incendi
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COMPORTARSI SECONDO PROCEDURE PRE-STABILITE
 Valutare la situazione
Estinguere immediatamente l’incendio
Chiamare i soccorsi
 Intercettare le alimentazioni di gas, energia elettrica, etc…
Limitare la propagazione del fumo e dell’incendio chiudendo le porte di
accesso/compartimenti
 Iniziare l’estinzione solo se esiste la possibilità di estinguere l’incendio con i
mezzi a portata di mano
SE NON SI RIESCE A ESTINGUERE L’INCENDIO ENTRO BREVE TEMPO
 Chiamare il 115 ed evacuare la zona
 Portarsi fuori dall’edificio e dare adeguate informazioni ai VVF
PROCEDURE PER QUANDO SI
SCOPRE UN INCENDIO
La protezione incendi
Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
PROCEDURE DA ADOTTARE IN
CASO DI ALLARME
MANTENERE LA CALMA ED EVITARE DI TRASMETTERE IL
PANICO AD ALTRE PERSONE
 Attenersi al piano d’emergenza
 Prestare assistenza a chi si trova in difficoltà
 Allontanarsi dall’edificio e non rientrarvi fino a quando non si
ritorna allo stato di normalità
La protezione incendi
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BUONA GESTIONE DELL’EMERGENZA
=
CORRETTA ATTIVAZIONE SQUADRE DI EMERGENZA
Secondo il piano d’emergenza l‘addetto al posto di chiamata chiama il
soccorso pubblico (VVF, vigili urbani, polizia, CRI ed ENEL)
DATI CONTENUTI NELLA RICHIESTA DI SOCCORSO
Indirizzo, numero telefonico dell’azienda, indicazioni sul percorso
Tipo di emergenza in corso
Persone coinvolte e se ci sono feriti
Entità della zona coinvolta
Stadio dell’evento
Altre indicazioni particolari
Il modo migliore per collaborare con i VVF durante l’incendio è quello di mettere loro a
disposizione l’esperienza lavorativa del lavoratore e la conoscenza dei luoghi di lavoro
stessi.
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PROCEDURE DI CHIAMATA DEI SOCCORSI
E COLLABORAZIONE CON I VVF
La protezione incendi
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Esercitazioni pratiche
ESERCITAZIONI PRATICHE
ESTINTORI PORTATILI
REGOLE GENERALI PER L’UTILIZZO DI ESTINTORI PORTATILI
azionare l’estintore alla giusta distanza dalla fiamma per colpire il focolare con la max efficacia del
getto
dirigere il getto dell’agente estinguente alla base della fiamma
dirigere il getto sulle fiamme più vicine e poi proseguire verso quelle più distanti
durante l’erogazione muovere leggermente a ventaglio l’estintore
operare sempre sopra vento rispetto al focolare
in caso di contemporaneo impiego di due o più estintori gli operatori non devono mai operare da
posizione contrapposta ma muoversi preferibilmente verso una unica direzione
evitare di procedere su terreno cosparso di sostanze facilmente combustibili e a giusta distanza di
sicurezza
Procedere verso il focolaio di incendio assumendo una posizione più bassa possibile per sfuggire
all’azione nociva dei fumi
Indossare i mezzi di protezione individuale
Il focolai appena estinto non va mai abbandonato se non dopo un periodo di tempo
tale che il suo riaccendersi sia possibile. Va verificata sempre l’intera zona incendiata
smassando le ceneri e tutte le parti parzialmente combuste per verificare con assoluta
certezza che il fuoco è spento.
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Esercitazioni pratiche
ESERCITAZIONI PRATICHE
TUBAZIONI E ACCESSORI IMPIANTI IDRICI
TUBI DI MANDATA
DIAMETRO 45 e 70 mm
Avvolti in doppio prima dell’usoAvvolti in semplice dopo l’uso
RIPARTITORE A TRE
VIE 70/45
La distesa del tubo deve avvenire in doppio per evitare spirali che strozzano il tubo
stesso impedendo il passaggio dell’H2O
Componente utile per formare un 2°
getto, per prolungare la tubazione senza
intervento su idrante, per scaricare
l’H2O in tubazione alla fine del servizio
Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
Esercitazioni pratiche
ESERCITAZIONI PRATICHE
MANOVRE DI INCENDIO
AL PIANO TERRA CON 3 SERVENTI
CON ESTINTORI ED IDRANTI
Continua a pg. successivaServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
Esercitazioni pratiche
ESERCITAZIONI PRATICHE
AL PIANI SUPERIORI CON 4 SERVENTI (a secco)
AL PIANO TERRA (con H2O)
Stessa tecnica usata per la manovra d’incendio al piano terra con l’utilizzo d’acqua.
MANOVRE DI INCENDIO
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Esercitazioni pratiche
ESERCITAZIONI PRATICHE
PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE
ARIA AMBIENTE
O2>17%
Deficienza di O2 (O2>17%)
Autorespiratori o apparecchi
con apporto di aria fresca da
linea
Presenza di inquinanti
Apparecchiature filtranti
Filtri per combinazioni di gas, vapori ed
aerosoli
Filtri per gas/vapori Filtri per aerosoli
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Esercitazioni pratiche
ESERCITAZIONI PRATICHE
MASCHERE ANTIGAS
Bardatura Facciale
Semimaschera
interna
Schermo
Bocchettone
Valvola di espirazione
Filtro
Maschera propriamente
detta
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ESERCITAZIONI PRATICHE
L’incendio e la prevenzione incendi
FILTRO
ASSORBIMENTO:
con carbone attivo
REAZIONE CHIMICA: alcali,
ossidi metallici…in forma
granulare
CATALISI: mediante
catalizzatori
MONOVALENTI:
protezione per 1 solo gas
POLIVALENTI: protezione
per + gas
UNIVERSALI: protezione
per qualsiasi gas
L’identificazione del filtro per destinazione d’uso è precisata sull’involucro
dello stesso per contrassegno e colorazione
Hanno durata d’efficienza limitata, rilevabile olfattivamente
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Esercitazioni pratiche
ESERCITAZIONI PRATICHE
AUTORESPIRATORI
Utilizzati in zone fortemente inquinate da tossici (gas, aerosoli,
polveri) e nei casi di unknow sulla natura dell’inquinante
Costituiti da un’unità funzionale
autonoma portata dall’operatore
L’autonomia varia a seconda delle dimensioni della bombola
Al di sotto di 50 atm un segnale acustico avvisa l’operatore
che la bombola si sta scaricando
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La protezione incendi
ANALISI DEL RISCHIOPROBABILITÁ
Elevata
Rischio inaccettabile
Medio alta
Medio bassa
Bassa
Trascurabile Modesta Notevole Ingente
MAGNITUDO
PROTEZIONE 
PREVENZIONE
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Slide quarto modulo

  • 1.
    PIANO DI EMERGENZA Protocollod’intesa tra tutti i lavoratori, e per i presenti a qualsiasi titolo, che permangono in uno stesso comprensorio di impresa secondo cui al sopraggiungere di un evento di rischio giudicato superiore alla possibilità di sicuro contenimento, si interrompe qualsiasi attività lavorativa, ponendo per quanto compatibile con la situazione in atto ogni elemento di impianto in condizioni di sicurezza, per disporsi ad un esodo rapido ed ordinato secondo direttrici prestabilite verso luoghi sicuri La protezione incendi
  • 2.
    PIANO DI EMERGENZA SCOPODeterminare sequenze e azioni idonee per controllare le conseguenze di un incidente OBIETTIVO Identificare con precisione gli incidenti che possono verificarsi sul lavoro STRUTTURA Strutturato sul tipo di attività e numero di dipendenti PROCEDURE Pre-pianificazione su un documento scritto schematizzato con informazioni generali e dettagliate per il personale ed enti di soccorso al fine di operare con efficacia e sicurezza PERSONE Descrizione di comportamenti e azioni di persone e gruppi chiave nell’emergenza AZIONI Devono essere correlate alle effettive capacità delle persone a svolgere determinati compiti in situazioni di emergenza La protezione incendi
  • 3.
    PIANO DI EMERGENZA PREVEDEL’ISTITUZIONE DELLE SEGUENTI FIGURE: Responsabile dell’emergenza e suo sostituto Squadra d’emergenza Addetto alla disattivazione delle forniture energetiche Addetto al posto di chiamata OBIETTIVI DEL PIANO DI EMERGENZA Salvaguardia ed evacuazione delle persone Messa in sicurezza degli impianti di processo e protezione di beni e attrezzature Compartimentazione e sconfinamento dell’incendio Estinzione completa dell’incendio 1 2 3 4 A B C D La protezione incendi
  • 4.
    SEGNALETICA ANTINCENDIO La protezioneincendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 5.
    SEGNALETICA DI SICUREZZA Laprotezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 6.
    SEGNALETICA DI DIVIETO Laprotezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 7.
    SEGNALETICA DI PRESCRIZIONE Laprotezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 8.
    SEGNALETICA DI PERICOLO Laprotezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 9.
    SEGNALETICA SOSTANZE PERICOLOSE Laprotezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 10.
    COMPORTARSI SECONDO PROCEDUREPRE-STABILITE  Valutare la situazione Estinguere immediatamente l’incendio Chiamare i soccorsi  Intercettare le alimentazioni di gas, energia elettrica, etc… Limitare la propagazione del fumo e dell’incendio chiudendo le porte di accesso/compartimenti  Iniziare l’estinzione solo se esiste la possibilità di estinguere l’incendio con i mezzi a portata di mano SE NON SI RIESCE A ESTINGUERE L’INCENDIO ENTRO BREVE TEMPO  Chiamare il 115 ed evacuare la zona  Portarsi fuori dall’edificio e dare adeguate informazioni ai VVF PROCEDURE PER QUANDO SI SCOPRE UN INCENDIO La protezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 11.
    PROCEDURE DA ADOTTAREIN CASO DI ALLARME MANTENERE LA CALMA ED EVITARE DI TRASMETTERE IL PANICO AD ALTRE PERSONE  Attenersi al piano d’emergenza  Prestare assistenza a chi si trova in difficoltà  Allontanarsi dall’edificio e non rientrarvi fino a quando non si ritorna allo stato di normalità La protezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 12.
    BUONA GESTIONE DELL’EMERGENZA = CORRETTAATTIVAZIONE SQUADRE DI EMERGENZA Secondo il piano d’emergenza l‘addetto al posto di chiamata chiama il soccorso pubblico (VVF, vigili urbani, polizia, CRI ed ENEL) DATI CONTENUTI NELLA RICHIESTA DI SOCCORSO Indirizzo, numero telefonico dell’azienda, indicazioni sul percorso Tipo di emergenza in corso Persone coinvolte e se ci sono feriti Entità della zona coinvolta Stadio dell’evento Altre indicazioni particolari Il modo migliore per collaborare con i VVF durante l’incendio è quello di mettere loro a disposizione l’esperienza lavorativa del lavoratore e la conoscenza dei luoghi di lavoro stessi. 1 2 3 4 5 6 PROCEDURE DI CHIAMATA DEI SOCCORSI E COLLABORAZIONE CON I VVF La protezione incendi Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 13.
    Esercitazioni pratiche ESERCITAZIONI PRATICHE ESTINTORIPORTATILI REGOLE GENERALI PER L’UTILIZZO DI ESTINTORI PORTATILI azionare l’estintore alla giusta distanza dalla fiamma per colpire il focolare con la max efficacia del getto dirigere il getto dell’agente estinguente alla base della fiamma dirigere il getto sulle fiamme più vicine e poi proseguire verso quelle più distanti durante l’erogazione muovere leggermente a ventaglio l’estintore operare sempre sopra vento rispetto al focolare in caso di contemporaneo impiego di due o più estintori gli operatori non devono mai operare da posizione contrapposta ma muoversi preferibilmente verso una unica direzione evitare di procedere su terreno cosparso di sostanze facilmente combustibili e a giusta distanza di sicurezza Procedere verso il focolaio di incendio assumendo una posizione più bassa possibile per sfuggire all’azione nociva dei fumi Indossare i mezzi di protezione individuale Il focolai appena estinto non va mai abbandonato se non dopo un periodo di tempo tale che il suo riaccendersi sia possibile. Va verificata sempre l’intera zona incendiata smassando le ceneri e tutte le parti parzialmente combuste per verificare con assoluta certezza che il fuoco è spento. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 14.
    Esercitazioni pratiche ESERCITAZIONI PRATICHE TUBAZIONIE ACCESSORI IMPIANTI IDRICI TUBI DI MANDATA DIAMETRO 45 e 70 mm Avvolti in doppio prima dell’usoAvvolti in semplice dopo l’uso RIPARTITORE A TRE VIE 70/45 La distesa del tubo deve avvenire in doppio per evitare spirali che strozzano il tubo stesso impedendo il passaggio dell’H2O Componente utile per formare un 2° getto, per prolungare la tubazione senza intervento su idrante, per scaricare l’H2O in tubazione alla fine del servizio Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 15.
    Esercitazioni pratiche ESERCITAZIONI PRATICHE MANOVREDI INCENDIO AL PIANO TERRA CON 3 SERVENTI CON ESTINTORI ED IDRANTI Continua a pg. successivaServizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 16.
    Esercitazioni pratiche ESERCITAZIONI PRATICHE ALPIANI SUPERIORI CON 4 SERVENTI (a secco) AL PIANO TERRA (con H2O) Stessa tecnica usata per la manovra d’incendio al piano terra con l’utilizzo d’acqua. MANOVRE DI INCENDIO Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 17.
    Esercitazioni pratiche ESERCITAZIONI PRATICHE PROTEZIONEDELLE VIE RESPIRATORIE ARIA AMBIENTE O2>17% Deficienza di O2 (O2>17%) Autorespiratori o apparecchi con apporto di aria fresca da linea Presenza di inquinanti Apparecchiature filtranti Filtri per combinazioni di gas, vapori ed aerosoli Filtri per gas/vapori Filtri per aerosoli Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 18.
    Esercitazioni pratiche ESERCITAZIONI PRATICHE MASCHEREANTIGAS Bardatura Facciale Semimaschera interna Schermo Bocchettone Valvola di espirazione Filtro Maschera propriamente detta Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 19.
    ESERCITAZIONI PRATICHE L’incendio ela prevenzione incendi FILTRO ASSORBIMENTO: con carbone attivo REAZIONE CHIMICA: alcali, ossidi metallici…in forma granulare CATALISI: mediante catalizzatori MONOVALENTI: protezione per 1 solo gas POLIVALENTI: protezione per + gas UNIVERSALI: protezione per qualsiasi gas L’identificazione del filtro per destinazione d’uso è precisata sull’involucro dello stesso per contrassegno e colorazione Hanno durata d’efficienza limitata, rilevabile olfattivamente Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 20.
    Esercitazioni pratiche ESERCITAZIONI PRATICHE AUTORESPIRATORI Utilizzatiin zone fortemente inquinate da tossici (gas, aerosoli, polveri) e nei casi di unknow sulla natura dell’inquinante Costituiti da un’unità funzionale autonoma portata dall’operatore L’autonomia varia a seconda delle dimensioni della bombola Al di sotto di 50 atm un segnale acustico avvisa l’operatore che la bombola si sta scaricando Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica
  • 21.
    La protezione incendi ANALISIDEL RISCHIOPROBABILITÁ Elevata Rischio inaccettabile Medio alta Medio bassa Bassa Trascurabile Modesta Notevole Ingente MAGNITUDO PROTEZIONE  PREVENZIONE Servizio Tecnico-supporti didattici-Ing.Avesani Luca-Responsabile Area Tecnologica