Cos’è la Croce Rossa Il  Comitato Internazionale della Croce Rossa  ( CICR ) in  inglese   International Committee of the Red Cross  ( ICRC ) è un'associazione privata di diritto  svizzero  con sede a  Ginevra ,  i stituita da cinque cittadini svizzeri nel  1863 .  E’ un’istituzione di carattere umanitario, caratterizzata da: dall'imparzialità,  neutralità  ed indipendenza
OBBIETTIVI del CICR Il CICR ha come fine il  custodire e promuovere il  diritto internazionale umanitario , proteggendo e assistendo le vittime dei  conflitti armati  internazionali, dei disordini e della violenza interna. Il fondamento giuridico di tali responsabilità deriva dalle quattro  Convenzioni di Ginevra  e dai  Protocolli aggiuntivi del 1977 .
DEFINIZIONE DI NEUTRALITA’ La neutralità nasce con la belligeranza e la sua premessa essenziale è  l’imparzialità .  E‘ la condizione giuridica di quegli stati che esercitando lo  Jus ad neutralitatem ,  scelgono di rimanere neutrali.  Esistono 2 tipi di neutralità:  - neutralità ad Hoc o  occasionale - neutralità  permanente
  NEUTRALITÀ PERMANENTE   La nazione che sceglie lo status di  neutralità permanente  deve assumere un comportamento volto ad evitare di essere trascinata in eventuali conflitti armati: non fare alleanze militari, non concedere basi militari ad alcun Stato. non può partecipare e non può permettere il transito sul suo territorio né nelle sue acque territoriali, né nel suo spazio aereo.  neutralità armata:  Lo Stato neutrale deve esercitare in ogni tempo una rigida sorveglianza e, se occorre, opporre una pronta ed energica reazione per impedire che uno o più belligeranti utilizzino il suo territorio come teatro della guerra.
  Territori neutralizzati   all’interno di uno Stato , dove questo Stato ha il dovere di non mantenere installazioni militari Le Isole Aaland , che appartengono alla Finlandia,  Canale di Suez .  Lo Stretto di Magellano  –  Il Canale di Panama  – neutralità permanente dal 1977; L’Antartide  – territorio neutralizzato e sede di sole attività pacifiche di ricerca scientifica
LA  NEUTRALITÀ "AD HOC" O NEUTRALITÀ OCCASIONALE   Autorizzata a difendersi con la forza dagli attacchi dei belligeranti.  Vieta l’installazione di basi militari,  il transito di truppe di belligeranti né qualsiasi azione militare sul suo territorio. Se riceve truppe degli eserciti dei belligeranti sul suo territorio, le internerà lontano dal teatro della guerra. Se riceve sul suo territorio dei prigionieri di guerra evasi, potrà assegnare loro una temporanea residenza obbligatoria  Le navi dei belligeranti non possono usare porti e acque neutrali, solo in caso di avaria o di avverse condizioni del mare (per un max di 24 ore) Le regole della neutralità aerea sono basate sugli stessi principi, con ovvie differenze.
NEUTRALITÀ DEL PERSONALE E DELLE UNITÀ SANITARIE.   22 agosto 1864  la neutralità del personale e delle unità sanitarie viene sancita dalla prima Convenzione di Ginevra, poi da quelle successive:  il personale sanitario e le unità sanitarie  saranno considerati neutrali e, "in quanto tali, protetti e rispettati dai belligeranti" (art. 1).
" ZONE NEUTRALIZZATE " Infine le " zone neutralizzate " sono quelle che una parte in conflitto potrà proporre alla parte avversaria, per mettere al riparo nelle zone dove si svolgono i combattimenti i feriti e malati militari e civili  (IVa Convenzione di Ginevra del 1949 art. 15).
NEUTRALITÀ = 7 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA CROCE ROSSA Formulati nella loro versione definitiva alla XXa  Conferenza Internazionale della Croce Rossa a Vienna nel 1965 l’umanità,  l’imparzialità,  la neutralità,  l’indipendenza,  la volontarietà,  l’unità e  l’universalità.
DIFFERENZA TRA IMPARZIALITA’ E NEUTRALITA’ Imparzialità  significa non fare discriminazioni di nazionalità, razza, religione, condizione sociale o credo politico ed applicare come unico criterio di priorità l’urgenza delle necessità. Neuralità   per conservare la fiducia i tutti, si astiene dal giudizio e dal prendere parte alle ostilità, così come, anche in tempo di pace, alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e ideologico".  La neutralità è un atteggiamento di  riserbo ; non costituisce né un fine né una virtù in sé stessa, ma un mezzo, uno  strumento di lavoro che permette l’azione del Movimento di Croce Rossa.
  Differenza tra  Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR)  e   Società Nazionali di Croce Rossa . Il CICR agisce a livello sovranazionale, può quindi applicare la neutralità in senso più assoluto delle Società Nazionali, Le Società Nazionali ricevono dai governi il loro riconoscimento ed in campo umanitario sono ausiliarie dei poteri pubblici; sono quindi obbligatoriamente connesse con essi e devono rispettarne gli ordinamenti, pur salvaguardando con estrema attenzione la loro autonomia.
"diplomazia felpata” L’azione del CICR richiede pazienza, riservatezza e perseveranza; è mirata più all’efficacia del proprio agire che al clamore del reagire. Si può parlare di  "diplomazia felpata , ma carica di passione umanitaria".  Talvolta la prudenza del Comitato è stata presa per una mancanza di impegno o di coraggio o, peggio, per complicità.  In realtà il CICR si astiene dall’intervenire pubblicamente per poter continuare ad accedere a persone o a gruppi di persone che in caso contrario esso non riuscirebbe più a soccorrere.
Casi in cui il CICR può prendere posizione pubblicamente se le violazioni del D.I.U. sono gravi e ripetute; se i passi fatti in via confidenziale non sono serviti a far cessare le violazioni; se questa pubblicità è nell’interesse delle persone o dei popoli minacciati; se i delegati del CICR sono stati testimoni diretti dei fatti o in ogni modo le denunce delle violazioni provengono da fonte sicura e verificabile.
ARTICOLO 73 PUNTO 4 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA E PROVA ALLEGATO ALLO STATUTO DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE DEL 1998 Qui Il principio di neutralità trova forse la sua conferma più definitiva e più attuale, poiché si  prevede che il personale del CICR sia dispensato dal testimoniare:  se fosse chiamato a testimoniare, la neutralità potrebbe trovarsi in pericolo e questo rischierebbe di compromettere l’accesso alle vittime, primo scopo della Croce Rossa.  Il personale del CICR testimonierà soltanto se è d’accordo oppure se le informazioni in suo possesso figurano in documenti del Comitato che sono già stati resi pubblici.
CASI DI CONTESTAZIONE ALLA NEUTRALITÀ DELLA CROCE ROSSA.,,,, Talvolta però questa neutralità è stata aspramente criticata come nel caso dell’Olocausto.  Il CICR infatti, come pure la Santa Sede, viene spesso accusato di non aver fatto denunce pubbliche per salvare gli ebrei dai campi di sterminio.
L’UNICO CASO NEL PERIODO DELLE GUERRE IN CUI IL CICR HA DECISO DI RENDERE PUBBLICI I DETTAGLI DELLA SUA AZIONE Fu quello dei 5 milioni di prigionieri civili e militari russi in mano ai tedeschi durante la seconda guerra mondiale per i quali la Croce Rossa poté fare ben poco, perché non riuscì quasi mai ad avere le liste dei prigionieri ed i campi di prigionia le restarono rigorosamente preclusi. Alcuni anni dopo, durante l’occupazione sovietica dell’Ungheria in ottobre 1956, fu proprio solo grazie alla sua neutralità che il CICR riuscì ad organizzare un programma di assistenza su larga scala per i rifugiati che pesò interamente sulle sue spalle poiché l’ONU, che aveva osato condannare l’intervento sovietico, non poteva più entrare in Ungheria.
OGGI IL CICR OPERA IN UN CONTESTO MOLTO DIVERSO E PARADOSSALE RISPETTO AL PASSATO i conflitti odierni, sono per la maggior parte conflitti armati non internazionali, in cui le regole non vengono rispettate, i belligeranti sono difficili da contattare, manca la chiarezza e sovente gli Stati non dispongono più di un governo centrale. Tutto questo rende l’azione umanitaria, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle vittime, molto più complicata e rischiosa.
AUMENTO DELLE DENUNCE PUBBLICHE DA PARTE DELLA CROCE ROSSA Cioè quando il principio viene infranto Perché non può fare altro Esempi:   conflitto Iran- Iraq 84,  Bosnia 1992 Ruanda 1994 ,  kossovo 1998
CASO DI VIOLAZIONE DELLA NEUTRALITÀ SENZA IL CONSENSO DEL CICR maggio 2004,. Il "Wall Street Journal" ha pubblicato degli estratti di un rapporto stilato dai delegati del CICR sulla base delle visite fatte ai detenuti di 9 carceri gestiti dalla coalizione (tra le quali Abu Ghraib), nonostante il CICR non avesse mai dato il suo Consenso.
Caso della Croce Rossa Italiana La Croce Rossa Italiana costituisce da molto tempo un’anomalia poiché alcuni fatti hanno compromesso la neutralità dell’organizzazione. da anni il governo l'ha commissariata con lo scopo ufficiale di assicurarne il funzionamento.  Ma il controllo diretto da parte del governo congiunto con l'integrazione delle forze armate rappresenta una violazione delle Convenzioni di Ginevra
Esempio 1 Ospedale da campo allestito in Iraq dopo che Scelli viene nominato commissario della Croce Rossa Italiana nel 2003 Ma la regola è privilegiare e ristrutturare ospedali già esistenti per rispondere all’urgenza Ospedale (protetto da forze armate italiane)= vetrina mediatica per giustificare presenza militare in Iraq?
Esempi 2 Contrasti tra CRI e altre associazioni umanitarie, tra cui Emergency. CRI accusata di protagonismo per assicurarsi finanziamenti (es. proteste quando Emergency decide di aprire ospedale a Kabul) CRI accusata di essere schierata tra le parti in causa (es nei comunicati ufficiali su Afghanistan, i talebani sono chiamati “resistenza afghana” durante il periodo dell’occupazione sovietica; appellativo sparito con inizio di missione Usa/Nato in Afghanistan)
Risultati ottenuti ad oggi Nonostante gli errori, le critiche, i fallimenti nel corso della storia del CICR non si può negare l’enorme contributo che un gruppo così ristretto, di sole 25 persone, ha saputo dare alla causa del Diritto Umanitario in tutti questi anni, senza mai venir meno al principio di neutralità – quella neutralità che ha permesso ai suoi delegati di visitare nel  2003,  470.000 detenuti  in  1900 prigioni di 80 paesi , grazie alla fiducia che il CICR ha saputo ispirare. e "che costituisce la forza morale senza la quale la Croce Rossa non potrebbe vivere, crescere, agire”  Anne Sophie Benazzo

Presentazione croce rossa

  • 1.
    Cos’è la CroceRossa Il  Comitato Internazionale della Croce Rossa  ( CICR ) in  inglese   International Committee of the Red Cross  ( ICRC ) è un'associazione privata di diritto  svizzero  con sede a  Ginevra , i stituita da cinque cittadini svizzeri nel 1863 . E’ un’istituzione di carattere umanitario, caratterizzata da: dall'imparzialità, neutralità ed indipendenza
  • 2.
    OBBIETTIVI del CICRIl CICR ha come fine il custodire e promuovere il  diritto internazionale umanitario , proteggendo e assistendo le vittime dei conflitti armati  internazionali, dei disordini e della violenza interna. Il fondamento giuridico di tali responsabilità deriva dalle quattro  Convenzioni di Ginevra  e dai  Protocolli aggiuntivi del 1977 .
  • 3.
    DEFINIZIONE DI NEUTRALITA’La neutralità nasce con la belligeranza e la sua premessa essenziale è l’imparzialità . E‘ la condizione giuridica di quegli stati che esercitando lo Jus ad neutralitatem , scelgono di rimanere neutrali. Esistono 2 tipi di neutralità: - neutralità ad Hoc o occasionale - neutralità permanente
  • 4.
      NEUTRALITÀ PERMANENTE  La nazione che sceglie lo status di  neutralità permanente  deve assumere un comportamento volto ad evitare di essere trascinata in eventuali conflitti armati: non fare alleanze militari, non concedere basi militari ad alcun Stato. non può partecipare e non può permettere il transito sul suo territorio né nelle sue acque territoriali, né nel suo spazio aereo. neutralità armata: Lo Stato neutrale deve esercitare in ogni tempo una rigida sorveglianza e, se occorre, opporre una pronta ed energica reazione per impedire che uno o più belligeranti utilizzino il suo territorio come teatro della guerra.
  • 5.
      Territori neutralizzati  all’interno di uno Stato , dove questo Stato ha il dovere di non mantenere installazioni militari Le Isole Aaland , che appartengono alla Finlandia, Canale di Suez . Lo Stretto di Magellano – Il Canale di Panama – neutralità permanente dal 1977; L’Antartide – territorio neutralizzato e sede di sole attività pacifiche di ricerca scientifica
  • 6.
    LA  NEUTRALITÀ "ADHOC" O NEUTRALITÀ OCCASIONALE Autorizzata a difendersi con la forza dagli attacchi dei belligeranti. Vieta l’installazione di basi militari, il transito di truppe di belligeranti né qualsiasi azione militare sul suo territorio. Se riceve truppe degli eserciti dei belligeranti sul suo territorio, le internerà lontano dal teatro della guerra. Se riceve sul suo territorio dei prigionieri di guerra evasi, potrà assegnare loro una temporanea residenza obbligatoria Le navi dei belligeranti non possono usare porti e acque neutrali, solo in caso di avaria o di avverse condizioni del mare (per un max di 24 ore) Le regole della neutralità aerea sono basate sugli stessi principi, con ovvie differenze.
  • 7.
    NEUTRALITÀ DEL PERSONALEE DELLE UNITÀ SANITARIE. 22 agosto 1864 la neutralità del personale e delle unità sanitarie viene sancita dalla prima Convenzione di Ginevra, poi da quelle successive: il personale sanitario e le unità sanitarie saranno considerati neutrali e, "in quanto tali, protetti e rispettati dai belligeranti" (art. 1).
  • 8.
    " ZONE NEUTRALIZZATE" Infine le " zone neutralizzate " sono quelle che una parte in conflitto potrà proporre alla parte avversaria, per mettere al riparo nelle zone dove si svolgono i combattimenti i feriti e malati militari e civili (IVa Convenzione di Ginevra del 1949 art. 15).
  • 9.
    NEUTRALITÀ = 7PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA CROCE ROSSA Formulati nella loro versione definitiva alla XXa Conferenza Internazionale della Croce Rossa a Vienna nel 1965 l’umanità, l’imparzialità, la neutralità, l’indipendenza, la volontarietà, l’unità e l’universalità.
  • 10.
    DIFFERENZA TRA IMPARZIALITA’E NEUTRALITA’ Imparzialità significa non fare discriminazioni di nazionalità, razza, religione, condizione sociale o credo politico ed applicare come unico criterio di priorità l’urgenza delle necessità. Neuralità per conservare la fiducia i tutti, si astiene dal giudizio e dal prendere parte alle ostilità, così come, anche in tempo di pace, alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e ideologico". La neutralità è un atteggiamento di riserbo ; non costituisce né un fine né una virtù in sé stessa, ma un mezzo, uno strumento di lavoro che permette l’azione del Movimento di Croce Rossa.
  • 11.
      Differenza tra Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR)  e   Società Nazionali di Croce Rossa . Il CICR agisce a livello sovranazionale, può quindi applicare la neutralità in senso più assoluto delle Società Nazionali, Le Società Nazionali ricevono dai governi il loro riconoscimento ed in campo umanitario sono ausiliarie dei poteri pubblici; sono quindi obbligatoriamente connesse con essi e devono rispettarne gli ordinamenti, pur salvaguardando con estrema attenzione la loro autonomia.
  • 12.
    "diplomazia felpata” L’azionedel CICR richiede pazienza, riservatezza e perseveranza; è mirata più all’efficacia del proprio agire che al clamore del reagire. Si può parlare di "diplomazia felpata , ma carica di passione umanitaria". Talvolta la prudenza del Comitato è stata presa per una mancanza di impegno o di coraggio o, peggio, per complicità. In realtà il CICR si astiene dall’intervenire pubblicamente per poter continuare ad accedere a persone o a gruppi di persone che in caso contrario esso non riuscirebbe più a soccorrere.
  • 13.
    Casi in cuiil CICR può prendere posizione pubblicamente se le violazioni del D.I.U. sono gravi e ripetute; se i passi fatti in via confidenziale non sono serviti a far cessare le violazioni; se questa pubblicità è nell’interesse delle persone o dei popoli minacciati; se i delegati del CICR sono stati testimoni diretti dei fatti o in ogni modo le denunce delle violazioni provengono da fonte sicura e verificabile.
  • 14.
    ARTICOLO 73 PUNTO4 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA E PROVA ALLEGATO ALLO STATUTO DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE DEL 1998 Qui Il principio di neutralità trova forse la sua conferma più definitiva e più attuale, poiché si prevede che il personale del CICR sia dispensato dal testimoniare: se fosse chiamato a testimoniare, la neutralità potrebbe trovarsi in pericolo e questo rischierebbe di compromettere l’accesso alle vittime, primo scopo della Croce Rossa. Il personale del CICR testimonierà soltanto se è d’accordo oppure se le informazioni in suo possesso figurano in documenti del Comitato che sono già stati resi pubblici.
  • 15.
    CASI DI CONTESTAZIONEALLA NEUTRALITÀ DELLA CROCE ROSSA.,,,, Talvolta però questa neutralità è stata aspramente criticata come nel caso dell’Olocausto. Il CICR infatti, come pure la Santa Sede, viene spesso accusato di non aver fatto denunce pubbliche per salvare gli ebrei dai campi di sterminio.
  • 16.
    L’UNICO CASO NELPERIODO DELLE GUERRE IN CUI IL CICR HA DECISO DI RENDERE PUBBLICI I DETTAGLI DELLA SUA AZIONE Fu quello dei 5 milioni di prigionieri civili e militari russi in mano ai tedeschi durante la seconda guerra mondiale per i quali la Croce Rossa poté fare ben poco, perché non riuscì quasi mai ad avere le liste dei prigionieri ed i campi di prigionia le restarono rigorosamente preclusi. Alcuni anni dopo, durante l’occupazione sovietica dell’Ungheria in ottobre 1956, fu proprio solo grazie alla sua neutralità che il CICR riuscì ad organizzare un programma di assistenza su larga scala per i rifugiati che pesò interamente sulle sue spalle poiché l’ONU, che aveva osato condannare l’intervento sovietico, non poteva più entrare in Ungheria.
  • 17.
    OGGI IL CICROPERA IN UN CONTESTO MOLTO DIVERSO E PARADOSSALE RISPETTO AL PASSATO i conflitti odierni, sono per la maggior parte conflitti armati non internazionali, in cui le regole non vengono rispettate, i belligeranti sono difficili da contattare, manca la chiarezza e sovente gli Stati non dispongono più di un governo centrale. Tutto questo rende l’azione umanitaria, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle vittime, molto più complicata e rischiosa.
  • 18.
    AUMENTO DELLE DENUNCEPUBBLICHE DA PARTE DELLA CROCE ROSSA Cioè quando il principio viene infranto Perché non può fare altro Esempi: conflitto Iran- Iraq 84, Bosnia 1992 Ruanda 1994 , kossovo 1998
  • 19.
    CASO DI VIOLAZIONEDELLA NEUTRALITÀ SENZA IL CONSENSO DEL CICR maggio 2004,. Il "Wall Street Journal" ha pubblicato degli estratti di un rapporto stilato dai delegati del CICR sulla base delle visite fatte ai detenuti di 9 carceri gestiti dalla coalizione (tra le quali Abu Ghraib), nonostante il CICR non avesse mai dato il suo Consenso.
  • 20.
    Caso della CroceRossa Italiana La Croce Rossa Italiana costituisce da molto tempo un’anomalia poiché alcuni fatti hanno compromesso la neutralità dell’organizzazione. da anni il governo l'ha commissariata con lo scopo ufficiale di assicurarne il funzionamento. Ma il controllo diretto da parte del governo congiunto con l'integrazione delle forze armate rappresenta una violazione delle Convenzioni di Ginevra
  • 21.
    Esempio 1 Ospedaleda campo allestito in Iraq dopo che Scelli viene nominato commissario della Croce Rossa Italiana nel 2003 Ma la regola è privilegiare e ristrutturare ospedali già esistenti per rispondere all’urgenza Ospedale (protetto da forze armate italiane)= vetrina mediatica per giustificare presenza militare in Iraq?
  • 22.
    Esempi 2 Contrastitra CRI e altre associazioni umanitarie, tra cui Emergency. CRI accusata di protagonismo per assicurarsi finanziamenti (es. proteste quando Emergency decide di aprire ospedale a Kabul) CRI accusata di essere schierata tra le parti in causa (es nei comunicati ufficiali su Afghanistan, i talebani sono chiamati “resistenza afghana” durante il periodo dell’occupazione sovietica; appellativo sparito con inizio di missione Usa/Nato in Afghanistan)
  • 23.
    Risultati ottenuti adoggi Nonostante gli errori, le critiche, i fallimenti nel corso della storia del CICR non si può negare l’enorme contributo che un gruppo così ristretto, di sole 25 persone, ha saputo dare alla causa del Diritto Umanitario in tutti questi anni, senza mai venir meno al principio di neutralità – quella neutralità che ha permesso ai suoi delegati di visitare nel 2003, 470.000 detenuti in 1900 prigioni di 80 paesi , grazie alla fiducia che il CICR ha saputo ispirare. e "che costituisce la forza morale senza la quale la Croce Rossa non potrebbe vivere, crescere, agire” Anne Sophie Benazzo

Editor's Notes

  • #2 Da qualche anno il CICR delega per lo svolgimento dei propri compiti anche persone qualificate provenienti da altri paesi, in precedenza,(prima i delegati erano esclusivamente cittadini svizzeri), poichèla necessità di delegati è cresciuta nel tempo.
  • #3 Il CICR deve essere distinto dalla  Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies  (IFRCS). La Federazione è composta da tutte le società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il CICR e la Federazione costituiscono insieme il  movimento internazionale di Croce Rossa . l CICR ha ricevuto il  Premio Nobel per la pace  nel  1917 , nel  1944  e, insieme alla Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, nel  1963  in occasione del centenario della Croce Rossa. Nel  1996  ha ricevuto il  Premio Balzan  per l'umanità, la pace e la fratellanza fra i popoli, in particolare "Per l’attività finora svolta e da svolgersi negli ospedali di Wazir Akbar Khan e Karte Seh, a  Kabul , in  Afghanistan , per la riabilitazione fisica e per i programmi di rieducazione delle vittime di guerra e in particolare delle mine terrestri anti-uomo".
  • #4 Neutralità occasionale: gi stati possono dichiararsi neutrali all’insorgere di un determinato conflitto, non prestando dunque aiuto a nessuna delle 2 parti belligeranti. Gli stati che decidono di rimanere estranei a tutti i conflitti armati futuri esercitano la neutralità permanente. Questi ultimi devono assumere un comportamento volto ad evitare di essere trascinata in eventuali conflitti armati, non devono perciò concludere alleanze militari né concedere il diritto di stabilire basi militari in alcun stato. Se insorge un conflitto armato, lo Stato neutrale non può partecipare e non può concedere agli Stati belligeranti facilitazioni di transito sul suo territorio né nelle sue acque territoriali, né nel suo spazio aereo. Infatti, per esempio durante il conflitto tra le forze della NATO e l’ex Jugoslavia nel 1999, l’Austria e la Svizzera, che hanno scelto ambedue la neutralità permanente, negarono il sorvolo del loro territorio agli aerei NATO in missione di bombardamento. Se insorge un conflitto armato, lo Stato neutrale non può partecipare e non può concedere agli Stati belligeranti facilitazioni di transito sul suo territorio né nelle sue acque territoriali, né nel suo spazio aereo. Infatti, per esempio durante il conflitto tra le forze della NATO e l’ex Jugoslavia nel 1999, l’Austria e la Svizzera, che hanno scelto ambedue la neutralità permanente, negarono il sorvolo del loro territorio agli aerei NATO in missione di bombardamento.
  • #5 Infatti, per esempio durante il conflitto tra le forze della NATO e l’ex Jugoslavia nel 1999, l’Austria e la Svizzera, che hanno scelto ambedue la neutralità permanente, negarono il sorvolo del loro territorio agli aerei NATO in missione di bombardamento La  neutralità  può anche essere  garantita  da un altro Stato. E’ il caso di Malta, la cui neutralità viene garantita dall’Italia, che nel 1980 ha preso l’impegno di assisterla in caso di minaccia o attacco alla sua sovranità o alla sua integrità territoriale. Trattato multilaterale , come nel caso della Svizzera, la cui neutralità è sancita dal Congresso di Vienna del 1815; Accordo bilaterale , come il trattato del Laterano (29 febbraio 1929) tra lo Stato Città del Vaticano e l’Italia ; Atto unilaterale , come è il caso per l’Austria che dichiara la sua neutralità permanente nel suo atto costituzionale del 1955. Trattato multilaterale , come nel caso della Svizzera, la cui neutralità è sancita dal Congresso di Vienna del 1815; Accordo bilaterale , come il trattato del Laterano (29 febbraio 1929) tra lo Stato Città del Vaticano e l’Italia ; Atto unilaterale , come è il caso per l’Austria che dichiara la sua neutralità permanente nel suo atto costituzionale del 1955. Va notato che nessuno Stato può essere privato del suo status di neutralità permanente Trattato multilaterale , come nel caso della Svizzera, la cui neutralità è sancita dal Congresso di Vienna del 1815; Accordo bilaterale , come il trattato del Laterano (29 febbraio 1929) tra lo Stato Città del Vaticano e l’Italia ; Atto unilaterale , come è il caso per l’Austria che dichiara la sua neutralità permanente nel suo atto costituzionale del 1955.
  • #6 Le Isole Aaland, che appartengono alla Finlandia, in conformità con i trattati del 1856 e del 1921; Il Canale di Suez. (Convenzione di Costantinopoli del 1888, violata a più riprese). Ora accordo vigente dal 1974 tra Israele ed Egitto; Lo Stretto di Magellano – (trattato del 1881 tra Argentina e Cile, riconfermato nel 1984) Il Canale di Panama – neutralità permanente dal 1977; L’Antartide – territorio neutralizzato dal trattato di Washington del 1959, completato dal protocollo di Madrid del 1991, che rinnova per 50 anni il divieto di ogni attività estrattiva e militare, designando l’Antartide come sede di sole attività pacifiche di ricerca scientifica
  • #7 L’integrità territoriale e la sovranità della potenza neutrale sono inviolabili e vanno difese anche con la forza dagli attacchi dei belligeranti. Lo stato neutro non deve autorizzare l’installazione di basi militari, né il transito di truppe dei belligeranti né qualsiasi azione militare sul suo territorio. Se riceve truppe degli eserciti dei belligeranti sul suo territorio, le internerà lontano dal teatro della guerra.. Se riceve sul suo territorio dei prigionieri di guerra evasi, lo Stato neutrale li lascerà in libertà, ma potrà assegnare loro una temporanea residenza obbligatoria. Le navi dei belligeranti non possono usare porti e acque neutrali come basi per le loro operazioni navali, salvo in caso di avaria o di avverse condizioni del mare, però entro 24 ore, salvo disposizioni speciali, lo Stato neutrale deve dar loro l’ordine di riprendere il mare. Le regole della neutralità aerea sono basate sugli stessi principi, con ovvie differenze.
  • #8 I trasporti di feriti o di materiale sanitario tramite treni, aeromobili o navi-ospedale potranno essere autorizzati dagli Stati neutrali rispettivamente sul loro territorio, nel loro spazio aereo o nelle loro acque territoriali. Ovviamente cessa il diritto alla protezione se i mezzi sanitari vengono utilizzati per scopi diversi da quelli previsti dalle Convenzioni. Potranno essere ospedalizzati nello Stato neutrale feriti e malati degli eserciti belligeranti ed anche prigionieri di guerra, se la loro salute lo richiede. Lo Stato neutrale perde la sua neutralità se commette atti ostili contro uno dei belligeranti. La condizione di neutralità occasionale prende fine in tre modi:- la fine della guerra con l’entrata in guerra dello Stato neutrale con il divenire teatro della guerra del territorio dello Stato neutrale che non può o non vuole difendere la sua neutralità.
  • #9 La Carta delle Nazioni Unite ha avuto una grande influenza sul Diritto della neutralità. Infatti questo sistema di sicurezza collettiva si basa sul principio che ogni minaccia alla pace deve provocare un’azione comune degli Stati membri: non si può quindi più parlare di completa indipendenza di ogni Stato. La Carta delle Nazioni Unite e le decisioni del Consiglio di Sicurezza fondate sulla Carta possono in certi casi modificare le regole tradizionali della neutralità" (Art. 1103 del Manuale tedesco di diritto internazionale umanitario): gli obblighi derivanti dalla Carta prevalgono sugli altri, in virtù dell’art. 103 della Carta. E’ oggi opinione prevalente che non esista incompatibilità tra lo status di neutralità permanente e l’appartenenza alle Nazioni Unite o all’Unione Europea. Quindi anche gli Stati neutrali possono essere invitati dal Consiglio di Sicurezza ad assistere le vittime di un’aggressione e ad astenersi dall’aiutare l’aggressore, che è stato stabilito delle Nazioni Unite. A titolo di esempio, troviamo una Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (risoluzione (50/80 A) (1995) che afferma che "l’adozione da parte del Turkmenistan dello stato di neutralità permanente non pregiudica l’adempimento dei suoi doveri secondo la Carta delle Nazioni Unite". Va anche in tal senso una dichiarazione di Malta (con status di neutralità permanente), che stabilisce che nessuna forza militare straniera può usare le sue installazioni, tranne in caso di misure decise dalle Nazioni Unite. Malta ha ratificato nel luglio 2003 l’adesione all’Unione Europea ed è membro dell’ONU, dell’OSCE e del Consiglio d’Europa.
  • #10 L’umanità si può riassumere nel "prevenire ed alleviare in ogni circostanza le sofferenze degli uomini", nel rispetto e nella protezione dell’essere umano. E’ il principio essenziale, il motore della Croce Rossa, quello senza il quale il Movimento non avrebbe ragion d’essere. I principi di imparzialità e di neutralità sono legati tra di loro, ma sono due idee molto diverse: come dice Jean Pictet nel suo "Commento ai Principi fondamentali della Croce Rossa", "l’uomo neutrale si astiene dal giudizio, mentre l’uomo imparziale giudica una situazione conformemente a certe regole prestabilite": imparzialità significa non fare discriminazioni di nazionalità, razza, religione, condizione sociale o credo politico ed applicare come unico criterio di priorità l’urgenza delle necessità. La neutralità invece si definisce così: "Per conservare la fiducia di tutti, il Movimento si astiene dal prendere parte alle ostilità, così come, anche in tempo di pace, alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e ideologico". La neutralità è un atteggiamento di riserbo; non costituisce né un fine né una virtù in sé stessa, ma un mezzo, uno strumento di lavoro che permette l’azione del Movimento di Croce Rossa. La neutralità è il complemento negativo della nozione positiva di imparzialità. E’ il corollario del rispetto e della protezione che vengono accordati alla Croce Rossa, a patto che rimanga neutrale. La neutralità sembra portare con sé uno spiacevole senso di distacco, di freddezza – invece non è mancanza di sentimenti, non è indifferenza, non è neanche passività. Le persone non nascono neutrali, decidono di esserlo per una causa in cui credono e per la quale lottano, sovente anche contro la loro stessa natura. La neutralità è uno stato d’animo che esige padronanza di sé e disciplina.
  • #11 La neutralità invece si definisce così: "Per conservare la fiducia di tutti, il Movimento si astiene dal prendere parte alle ostilità, così come, anche in tempo di pace, alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e ideologico". La neutralità è un atteggiamento di riserbo; non costituisce né un fine né una virtù in sé stessa, ma un mezzo, uno strumento di lavoro che permette l’azione del Movimento di Croce Rossa. La neutralità è il complemento negativo della nozione positiva di imparzialità. E’ il corollario del rispetto e della protezione che vengono accordati alla Croce Rossa, a patto che rimanga neutrale. La neutralità sembra portare con sé uno spiacevole senso di distacco, di freddezza – invece non è mancanza di sentimenti, non è indifferenza, non è neanche passività. Le persone non nascono neutrali, decidono di esserlo per una causa in cui credono e per la quale lottano, sovente anche contro la loro stessa natura. La neutralità è uno stato d’animo che esige padronanza di sé e disciplina. L’imparzialità è un atteggiamento mentale, mentre la neutralità è un atteggiamento concreto di sviluppo di strategie neutrali per poter operare.
  • #12 Il CICR agisce a livello sovranazionale, può quindi applicare la neutralità in senso più assoluto delle Società Nazionali, che ricevono dai governi il loro riconoscimento ed in campo umanitario sono ausiliarie dei poteri pubblici; sono quindi obbligatoriamente connesse con essi e devono rispettarne gli ordinamenti, pur salvaguardando con estrema attenzione la loro autonomia. Il CICR viene definito dallo Statuto della Croce Rossa come "istituzione e intermediario specificamente neutro e indipendente". Il suo mandato è quello di far rispettare lo " jus in bello"  (che è il diritto vigente in tempo di guerra) e non di decidere in merito allo " jus ad bellum " (diritto ad esercitare la forza bellica). Il CICR non è un tribunale e i suoi delegati non sono dei giudici; il CICR non può distinguere tra innocenti e colpevoli e giudicare sulla base dell’appartenenza e certi gruppi o della responsabilità di ognuno – Talvolta vanno messi da parte i sentimenti, per dare in ogni modo la protezione e l’assistenza dovute ad ogni essere umano a causa della sua qualità di essere umano e per la dignità inerente ad essa. "Il CICR sa che non deve opporre alle passioni dei nostri tempi altre passioni, altrettanto violente. Protestare, denunciare, pronunciare condanne e anatemi può, in certe occasioni, alleviare le coscienze, ma anche attivare gli odii che torturano la nostra povera umanità", come ebbe a dire Léopold Boissier, ex Presidente del CICR. Inoltre, "è più difficile - e richiede più coraggio – dire a voce ad un ministro che le prigioni di Stato hanno problemi d’igiene, sono iperaffollate o gestite da torturatori, piuttosto che denunciare tali fatti alla stampa" come dice M. Harroff – Tavel, del CICR, in un suo articolo di febbraio 2004.
  • #13 Il Comitato è spesso l’unico tramite tra le parti, che utilizzano questo canale per facilitare il dialogo e ristabilire la pace – sempre a patto che il discorso umanitario non entri nel dibattito politico. Léopold Boissier diceva che per il Comitato l’applicazione del principio di neutralità non è affatto semplice, poiché esso è continuamente posto di fronte ad avvenimenti politici. E’ in realtà immerso nella politica fino al collo, come un nuotatore nell’acqua – ma, come il nuotatore che procede senza affogare salvo se ingoia l’acqua, esso deve tener conto della politica senza penetrarvi minimamente. Se avvengono violazioni delle norme del D.I.U., il CICR si mette in azione, dapprima con discrezione. Fa domanda per constatare le violazioni tramite i suoi delegati . Quindi segnalerà alle autorità le violazioni constatate. Se necessario, verrà formata una commissione d’inchiesta con la collaborazione del CICR, che però non la formerà lui stesso, sempre per non rischiare di vedere la sua neutralità messa in dubbio da una delle due parti. Talvolta la prudenza del Comitato è stata presa per una mancanza di impegno o di coraggio o, peggio, per complicità. In realtà il CICR si astiene dall’intervenire pubblicamente per poter continuare ad accedere a persone o a gruppi di persone che in caso contrario esso non riuscirebbe più a soccorrere.
  • #14 Il fatto di rendere pubbliche le denunce porta inevitabilmente a contestazioni da parte degli Stati implicati; inoltre in quel caso il dibattito può travalicare l’ambito del D.I.U. ed essere sfruttato per fini politici. Il Comitato usa quindi molta prudenza e riflessione, prima di prendere questa decisione e lo fa solo in circostanze estreme. La posizione del CICR sulle dichiarazioni pubbliche può essere compresa solo da coloro che sanno che il Comitato dà la priorità assoluta, nella sua azione, all’accesso alle vittime dei conflitti . Vanno fatte anche altre considerazioni: bisogna valutare attentamente, prima di fare una denuncia pubblica, se questa denuncia fatta in un paese A non rischierà di avere per conseguenza di precludere ai delegati l’accesso alle vittime nel paese B o C, dove avvengono le medesime violazioni del DIU.
  • #15 Il CICR agisce come il buon Samaritano che non giudica i briganti, il sacerdote e il levita, ma soccorre l’uomo che trova mezzo morto sulla strada. "Così intese agire il Comitato Internazionale della Croce Rossa fra il 1939 e il 1945: soccorse quando gli fu permesso, chiese sempre di farlo, ma quando gli fu negato non fece scandali per i rifiuti incontrati", per non compromettere la sua azione umanitaria in favore delle vittime. E’ solo grazie alla sua neutralità che il CICR ha mantenuto la fiducia dei governi ed ha potuto fare un’opera colossale nella prima e nella seconda guerra mondiale ed anche nei 120 conflitti armati, con 22 milioni di vittime, che si contano dal 1945.
  • #16 Ora, non tutti sanno che dal 17 dicembre 1942 esisteva già almeno una denuncia ufficiale della politica nazista di annientamento della razza ebraica, che era stata firmata da undici paesi (Belgio, Cecoslovacchia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione Sovietica e Jugoslavia). Quindi molti erano al corrente della tragedia che si stava svolgendo. Il CICR capisce molto presto (da una lettera del 30 giugno 1940 scritta da Weizsäcker, braccio destro di Ribbentrop, a Huber, presidente del CICR) che deve lavorare in sordina, poiché i suoi appelli provocano solo irrigidimento. Solo così potrà mantenere per tutta la guerra la sua delegazione a Berlino e, malgrado i suoi dissidi con il Reich, continuare la sua opera. A riprova della sua buona fede, sta il fatto che il CICR ha donato la copia del suo archivio relativo alla questione della Shoah al Museo dell’Olocausto di Washington, affinché i ricercatori possano studiarlo liberamente.
  • #19 Uno di questi casi di denuncia pubblica avvenne durante il conflitto Iran- Iraq, nel 1984, contro l’Iraq che faceva largo uso di armi batteriologiche. L’Iraq contravveniva così al protocollo del 1925 al quale aveva aderito (con riserve, per il caso di rappresaglia). Alla Convenzione del 1975, sempre sulle armi batteriologiche, aderirà poi nel 1991 (senza riserve!) Negli ultimi anni, il CICR ha fatto denunce ed appelli pubblici: - in agosto 1992, contro il trattamento disumano dei detenuti civili in Bosnia; - il 28 aprile 1994 in Ruanda – appello a tutti i paesi coinvolti per far cessare immediatamente i massacri. Va notato che: - nell’appello, per salvare i suoi delegati da morte sicura, il CICR giustamente non usa la parola "genocidio", che il Ruanda, avendo aderito alla convenzione sul genocidio del 1948, non avrebbe accettato, e parla di "caos" o di "sterminio di larga parte della popolazione civile." - purtroppo questo appello non ottenne risultati; - il 24 giugno 1995, appello per chiedere di ripristinare l’acqua a Sarajevo e dintorni; - il 15 settembre 1998, durante la crisi del Kosovo, dichiarazione pubblica per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni critiche della popolazione civile e far pressione sui rappresentanti dell’UCK, per fare cessare le esecuzioni.
  • #20 Ciò rappresenta un fatto gravissimo per limmagine della Croce Rossa e per le possibili conseguenze ai prigioniri in questione.
  • #22 In risposta a un'emergenza umanitaria, infatti, la prima regola è il rafforzamento delle strutture esistenti in loco. Insomma, invece di spendere soldi per un ospedale da campo sarebbe stato meglio ristrutturarne uno. Si è agito ancora una volta contro il buon senso, privilegiando un'operazione di immagine. Dulcis in fundo, sono stati inviati i carabinieri a proteggere l'ospedale italiano. Perché si è prodotta questa commistione tra assistenza umanitaria e operazioni militari? La sensazione è che la protezione dell'ospedale sia servita per giustificare la nostra presenza militare in Iraq. La Croce rossa non lavora mai accanto alle forze armate, a parte alcuni rari casi in cui le forze di peacekeeping sono imparziali e accettate da tutte le parti in lotta. Altra regola è il basso profilo: non si emettono comunicati che non siano approvati a Ginevra e non si concedono interviste. Una linea di condotta che Scelli ha ignorato. Quanto ha pesato questo atteggiamento nella vicenda Baldoni? In Iraq Scelli non ha credibilità come negoziatore, perché non ha fatto uso della dovuta discrezione: ancora non era cominciato il negoziato per liberare Baldoni, se mai c'è stato, che già rilasciava dichiarazioni. E' un comportamento lontano anni luce non solo dalle regole della Croce rossa, ma anche dalla prassi seguita da qualunque buon negoziatore. Non mi stupisce, quindi, che i tentativi di salvare Baldoni, anche se accompagnati dai propositi più nobili, siano falliti.
  • #23 “ Mi fanno conoscere da Milano, la sorprendente intervista ad Alberto Cairo, «il medico italiano da 16 anni in Afghanistan», uscita su Magazine. Chissà perché i giornali si ostinano a definire Alberto Cairo un medico, e chissà perché Alberto Cairo regolarmente non smentisce? Sa anche lui di non esserlo, è dottore in legge, di professione fisioterapista. Così, dopo aver appreso che l’oppio-2006 «sarà una grande annata, senz’altro il migliore raccolto dal ’99», il fisioterapista italiano spazia sul mondo: dalla droga a Karzaj, dagli aiuti umanitari a Maurizio Scelli. Ne ha per tutti. « La gente comincia a non fidarsi più del simbolo della Croce Rossa ». Che scoop! Se ne è accorto, con anni di ritardo, anche Alberto Cairo, che tra l’altro per la Croce Rossa lavora, anzi per l’Icrc, il nucleo originario ginevrino del movimento della Croce Rossa. Noi, sfortunatamente, ce ne rendiamo conto da molto tempo. E ci rendiamo conto che «la gente», anche qui in Afghanistan e non solo in Iraq, ha perfettamente ragione a non fidarsi. Ai tempi della occupazione sovietica, i responsabili dell’Icrc definivano i mujaheddin «la resistenza afgana» (vi sono centinaia di rapporti e documenti con questa definizione), ma ai tempi dell’occupazione americana (e italiana!) quelli che combattono le forze occupanti sono tutti chiamati da Cairo «talebani», semplicemente. Alla faccia della «neutralità», uno dei sacri e sbandierati principi dell’Icrc. «E gli americani sono cinque anni che li combattono» precisa il fisioterapista. Verissimo.  Da cinque anni in Afghanistan vi sono scontri, attentati, assassinii, rapimenti, sparizioni, torture, bombardamenti . Direi che la parola «guerra» descriva bene la situazione. Invece no, almeno secondo Cairo, che non perde l’occasione – per lui un vero hobby – di lanciare frecciate ad Emergency. Io sarei «bravissimo a farmi pubblicità»: grazie, me ne compiaccio. Ma poi, per dare sostanza alla calunnia, precisa «i suoi ospedali curano le ferite di guerra. Ma la guerra è finita». Gli ospedali, naturalmente sono quelli di Emergency e non i miei. Strana però questa guerra, nella visione di Cairo: un po’ c’è, un po’ no, si combatte ma è finita, si spara ma non ci sono feriti... Ho l’impressione che se Emergency decidesse di aprire un reparto ustionati il dottor Cairo direbbe che il fuoco non scotta. Problemi suoi. Quando nel 2000 Emergency decise di aprire il Centro di Kabul per curare le vittime di guerra, l’Icrc insorse . Protestarono con l’ambasciata italiana a Islamabad (quella di Kabul era chiusa), con il Ministero della sanità a Kabul (talebano), con la delegazione italiana all’Onu a Ginevra. Protestarono perché si apriva un ospedale: perché pensano di detenere in esclusiva - lo pensano davvero! – il diritto di decidere quando un ospedale serve e quando no, se è bene o male che ci sia. In quella occasione, e fu anche l’ultima, Alberto Cairo visitò la sede di Emergency a Milano. Venne a spiegarci che « quell’ospedale per vittime di guerra non serviva », che i bisogni erano «coperti da loro», cioè dall’Icrc. Intendeva ben altro, ma non poteva dirlo. Avrebbe dovuto dire che il  Comitato Internazionale della Croce Rossa  aveva ricevuto in passato, e continuava a ricevere, una grande quantità di  milioni di dollari all’anno  – soprattutto da vari governi – per curare i feriti di guerra in Afganistan. Voleva dire che chiunque avesse aperto un nuovo Centro – magari un ospedale pulito, efficiente, di alto livello – poteva fare ombra (e far calare i dollari e gli yen) alla mitica Icrc e al «suo ospedale» a Kabul: quello di Karteh-Seh, che ben conosco. Lo visitai nell’aprile del 2000: una sorta di immondezzaio dove  le pazienti-donne stavano chiuse in una prigione con un chiavistello e la guardia davanti , a impedire visite a chiunque, medici compresi. Chiuse a chiave e guardate (non a vista, naturalmente) dai talebani, in un ospedale sostenuto dalla Croce Rossa. In questo modo erano «coperti» i bisogni. Da loro. Emergency  ha aperto il Centro di Kabul  (che ha fatto seguito al Centro di Anabah e ha preceduto quello di Lashkargah) perché ce n’era bisogno.  Nel 2001, epoca talebana . L’ unico ospedale nel Paese, ancora oggi, dove i feriti non spendono nulla per essere curati. In cinque anni, quell’ospedale «inutile» ha curato 40.890 pazienti, ricoverati o trattati ambulatorialmente, ed eseguito 12.173 interventi chirurgici. Senza distinzione, neanche di genere. Le donne hanno potuto essere curate e hanno potuto lavorare, curare altri, senza chiavistelli né burqa, in un ambiente ospitale non discriminante. Quell’ospedale «inutile» è  riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Sanità afgano  come il Centro di eccellenza nazionale per la chirurgia di guerra e traumatologica. In quel Centro – dotato tra l’altro dell’unico reparto di Rianimazione di tutto il Paese e dell’ unica tomografia computerizzata gratuita per la popolazione - c’è un alto standard di cura e di passione nel lavoro. Anche per questo, oltre che per la sua igiene e in qualche modo la sua “bellezza”, questo ospedale è considerato da tutti il migliore in Afganistan. Non da Alberto Cairo, ovviamente, che senza averlo mai visitato può comunque proclamare che «di ospedali così ce ne sono almeno altri 15». Mi piacerebbe davvero. Avanzerei una proposta, a giornalisti del Corriere o di altre testate. Andate a vederli, gli ospedali segnalati da Alberto Cairo, e scriveteci su, magari immaginandovi di essere voi i pazienti. Poi, se ne avete voglia, passate a visitare il « Centro Chirurgico per vittime di guerra di Kabul ». Qui lo chiamano «Emergency Hospital», qualsiasi cittadino di Kabul ve lo saprebbe indicare. Non servono appuntamenti né preavviso, non abbiamo bisogno di passare un po’ di vernice fresca... E già che ci siete, chiedete ad Alberto Cairo di farvi visitare, essendone direttore, i «6 ospedali ortopedici della Croce Rossa Internazionale sparsi in tutto l’Afghanistan». Ospedali ortopedici? Neanche l’ombra ! Laboratori per la produzione di protesi sì. Ma che c’entrano con gli ospedali? Se un fisioterapista (con tutto l’affetto per la categoria) diventa “medico”, un centro protesi diventa poi un ospedale ortopedico? Non è “creativa” solo la finanza! Dimenticavo. Ogni anno, dall’ «ospedale ortopedico» dell’Icrc di Kabul numerosi pazienti, vittime di guerra “a guerra finita”, sono stati inviati al Centro di Emergency perché bisognosi di interventi ortopedici. Feriti immaginari i nostri o ospedali fantasma i loro? Finale a sorpresa. Ho finito da poco di scrivere queste note in risposta ai reiterati attacchi giornalistici (non provocati, come si usa dire) di Alberto Cairo contro Emergency e contro di me, e mi accingo a gustare la pastasciutta serale con il resto del team di Emergency, quando riceviamo la visita - alle venti e trenta di mercoledi 5 aprile - del Capo Delegazione dell’Icrc. Il numero uno della Croce Rossa Internazionale in Afghanistan, Reto Stocker , viene a casa nostra accompagnato dal dottor Alberto Cairo. Ci spiega che «it has been a big fuck-up», espressione grassoccia equivalente a «una gran stronzata». Il dottor Cairo ci dice d’essere stato a cena in Italia con amici, tra i quali la giornalista Camilla Baresani, autrice del “servizio”. Chiacchierando nel dopocena – quando, si sa, la lingua è più sciolta... - si spazia da Karzaj a Scelli, dalla droga alle Ong e gli sono scappati quei commenti su Emergency. Spiega anche, molto dispiaciuto, di avere detto sul nostro lavoro anche altre cose molto carine che la giornalista cattivona e faziosa ha poi «tagliato» dall’intervista travisandone il senso. Che peccato! Il Capo Delegazione dichiara che questa vicenda è stata un grave errore da parte di Alberto Cairo, e che dall’Icrc hanno anche protestato con la giornalista, oltre che pesantemente redarguito il loro dipendente. «Sono venuto per porgere ufficialmente le scuse dell’Icrc e per assicurare a Emergency che una cosa del genere non si ripeterà» ha detto Reto Stocker, in presenza di testimoni. Bene. Ma le calunnie e il danno sono pubblici.  Perché non scrivere queste cose al Corriere, chiedendo una rettifica?  Lo abbiamo chiesto ufficialmente. «Io non sono disposto a farlo» ha risposto Cairo. Prima getta fango su Emergency in centinaia di migliaia di copie – ma le sue parole sono state fraintese, d’altra parte capita anche ai Presidenti del Consiglio! -, poi si rifiuta di scrivere una lettera al giornale per dire come stanno le cose. Sono in ritardo per la cena. Arrivederci alla prossima.” Gino Strada .