LEZIONE N. 2 Dott.ssa Alessandra D. Borsato LA TUTELA DEI BAMBINI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Diritto internazionale Tutela internazionale dei diritti umani Convenzione sui diritti dei bambini (CRC) Responsabilità penale internazionale per violazione dei diritti dei bambini SCHEMA LEZIONE LA TUTELA DEI BAMBINI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE
“  Superiorem non reconoscentes“ DIRITTO INTERNAZIONALE
“  Superiorem non reconoscentes“ DIRITTO INTERNAZIONALE DUE TIPI DI NORME  Generali (Consuetudini) Particolari (Trattati o Convenzioni) Valore vincolante  Diff. con Dichiarazioni Sovranità internazionale <-> Giurisdizione domestica
“  Superiorem non reconoscentes“  DIRITTO INTERNAZIONALE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI Dopo I-GM, Società delle Nazioni Dopo II-GM, Nazioni Unite FINE COMUNE DEGLI STATI  Mantenimento della pace e sicurezza int.,  ma non solo: sviluppo economico e sociale, protezione dell’ambiente,  tutela dei diritti dell’uomo  e responsabilità internazionale dell’uomo
Tutela dei diritti umani DIRITTO INTERNAZIONALE Art. 1, par. 3:  promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione.
DIRITTO INTERNAZIONALE Tutela dei diritti umani dopo la II GM Convenzione per la prevenzione e repressione del crimine di Genocidio (1948) Dichiarazione  Universale dei diritti dell’Uomo (1948) Patto sui diritti civili e politici e Patto sui diritti economici, sociali e culturali (1966) Convenzione contro la discriminazione della donna (1979) Convenzione contro la tortura (1985) Convenzione sui diritti del bambino (1989)
Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo (1950) Convenzione Interamericana sui diritti dell’Uomo (1969) Carta Africana dei diritti dell’uomo e dei popoli (1981) Dichiarazione  dell’Islam sui diritti dell’Uomo (1981) DIRITTO INTERNAZIONALE Tutela dei diritti umani – ambito regionale
Tutela internazionale dei diritti dei bambini DIRITTO INTERNAZIONALE
Tutela dei bambini e dei loro diritti PREAMBOLO CARTA NAZIONI UNITE preservare le  future generazioni  dal flagello della guerra, che per due volte ha portato indicibili sofferenze all’umanità Mantenimento della pace Convenzioni  ad hoc –  CRC (1989) DIRITTO INTERNAZIONALE
LA TUTELA INTERNAZIONALE DEI BAMBINI Il bambino viene  identificato come:    bambo, infante, minore Percorso tutela internazionale: in senso negativo     no soggettività giuridica in ambito lavorativo madre – famiglia DIRITTO INTERNAZIONALE
NELL’ANTICHITA’ Nella Grecia antica (sia quella Ateniese che quella Spartana) i bambini erano poco importanti e dovevano affiancarsi agli adulti per poterli imitare e raggiungerli celermente . Nella Roma antica i bambini erano di proprietà del capofamiglia (che ne deteneva lo  jus vitae ac necis ), ne assumevano lo status e ne seguivano le sorti. Fino alla metà del secolo scorso, i bambini imparavano a svolgere lo stesso mestiere del padre. Il concetto romanistico di famiglia e di bambino restarono attuali in Italia ed in Europa fino a tutti gli anni sessanta
LA TUTELA INTERNAZIONALE DEI MINORI - PERCORSO - Tutela in ambito lavorativo    Perché? Industrializzazione Ore lavorative Maggior produzione o tutela del bambino? DIRITTO INTERNAZIONALE
LA TUTELA INTERNAZIONALE DEI MINORI - PERCORSO - La prima convenzione internazionale che prevede la tutela di alcuni diritti dei bambini venne aperta alla ratifica nel  1919  (Convenzione n.5 ILO)    età minima di ammissione dei bambini al lavoro nelle  industrie; è seguita da altre due convenzioni (del 1920)  rispettivamente per i lavori marittimi e dell’agricoltura DIRITTO INTERNAZIONALE
LA TUTELA INTERNAZIONALE DEI MINORI - PERCORSO - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) fondò a Ginevra l’Unione internazionale per il soccorso dell’infanzia. Successivamente adottò la  Dichiarazione dei diritti dell’infanzia , la prima dichiarazione di diritto umanitario adottata da un organismo internazionale e che precede di ben 24 anni quella dei diritti dell’Uomo. E’ la prima dichiarazione contenente un elenco di diritti del bambino Viene adottata e fatta propria dalla Società delle Nazioni nella V assemblea ( 1924 ) DIRITTO INTERNAZIONALE
LA DICHIARAZIONE DEL 1924 Non è una raccolta organica di diritti (occorrerà aspettare il 1948) ma una elencazione di  principi  più morali (o di diritto naturale) che giuridici. Fu ispirata da una delle prime organizzazioni di tutela dei minori, che nacque in Inghilterra in quegli anni, fondata da una maestra di scuola ( Eglantyne Jebb )  con l’aiuto della Croce Rossa Internazionale:  Save the Children Nacque come  Carta  delle associazione e fu adottata dalla Società delle Nazioni a Ginevra su pressione della Gran Bretagna Con lo scoppio della II guerra mondiale fu utilizzata per la tutela dei minori in pericolo; purtroppo con scarsissimi risultati. DIRITTO INTERNAZIONALE Tratta soprattutto del  benessere  dei bambini e  non dei loro diritti
LA DICHIARAZIONE DEL 1924 I 5 principi su cui si basa sono: I bambini devono essere protetti nello sviluppo materiale e spirituale; I bambini vanno sfamati, curati, aiutati nel bisogno, recuperati quando fanno reati, protetti quando orfani o soli; Devono essere aiutati per primi in momenti di pericolo; Devono essere protetti dallo sfruttamento e posti in posizione di ottenere i mezzi di sostentamento; Devono essere coscienti che i propri talenti devono essere posti al servizio del prossimo.    garantire i  bisogni di prima necessità ; priorità al bambino  ferito ; evitare che sia costretto a lavorare in età prematura rispetto alle sue condizioni psicofisiche;  formazione e crescita  culturale sulla base del principio di  solidarietà . DIRITTO INTERNAZIONALE
LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 Dopo la II guerra mondiale: già nel 1946 iniziò la discussione, all’interno della Commissione Sociale del  Consiglio Economico e Sociale   delle Nazioni Unite per la predisposizione di una nuova carta per i diritti del bambino. La discussione partì dalla volontà del superamento totale della Carta di Ginevra e per delineare una nuova concezione del benessere dei bambini Nel  1948  la  Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo  stabilì alcuni principi a favore dei bambini, statuendo circa:  la protezione che devono avere tutti i bambini siano essi nati nel matrimonio o fuori dal matrimonio (art. 25); il diritto per ogni bambino all’istruzione e il diritto dei genitori di scegliere il genere di istruzione dei figli (art. 26) DIRITTO INTERNAZIONALE
LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 La prima versione della Dichiarazione fu pronta in poco tempo: nel 1949 ben 21 nazioni inviarono i commenti definitivi al Segretario Generale delle Nazioni Unite; solo nel 1959 la Commissione per i diritti umani trasmise al C.E.S. la verione definitiva, che fu adottata (senza astensioni) il  20 novembre 1959 Negli stessi anni iniziarono a sorgere istituzioni  e organizzazioni internazionali per la tutela  dei diritti dei bambini, come l’UNICEF  (Ris. 57 dell’ 11 dicembre 1946). DIRITTO INTERNAZIONALE
LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 tutti i diritti devono essere riconosciuti a tutti i bambini, senza che siano possibili  discriminazioni  di alcun tipo speciale protezione del bambino e riconoscimento del suo  superiore interesse diritto al  nome  e alla nazionalità sin dalla nascita diritto alla  sicurezza sociale  (casa, svago…) e alla  salute diritto alla cura quando portatore di inabilità  DIRITTO INTERNAZIONALE
LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 Diritto all’affetto e alla vita in famiglia Diritto all’ educazione Diritto ad  essere preferito  nelle eventuali situazioni    di bisogno Protezione da trascuratezze, crudeltà e  sfruttamento Protezione da ogni forma di discriminazione  DIRITTO INTERNAZIONALE
LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 CRITICHE Più organica e completa della precedente, ma non raccolta di diritti e doveri    ancora una  dichiarazione di principi ; Molte delle nazioni che la firmarono non ne tramutarono i principi in norme giuridiche; Cause : emergenze derivanti dalla guerra fredda, sviluppo economico, sanità… Il bambino era ancora visto come pura parte dell’ ambiente familiare  che lo circondava e che si faceva interprete delle sue esigenze (madre)    Occorrerà attendere la  rivoluzione femminile  (anni ’70) per avere il distacco di madre e figlio e la focalizzazione dei loro specifici diritti DIRITTO INTERNAZIONALE
TUTELA DEI DIRITTI DEL BAMBINO POST 1959 Mancanza di uno strumento  giuridico che rendesse vincolanti per gli Stati i diritti dei bambini e che nel contempo affrontasse in maniera organica la questione dell’ultimo soggetto rimasto senza norme internazionali di tutela  (   Madre e famiglia) Era sempre più necessario riconoscere il  bambino come soggetto  portatore di tutti i diritti umani (civili, politici, economici, sociali, culturali) già riconosciuti per gli adulti   In realtà le convenzioni già adottate in materia di diritti umani non escludevano i bambini dalla loro fruizione, ma non prevedevano  forme di tutela specifica  per loro DIRITTO INTERNAZIONALE
TUTELA DEI DIRITTI DEL BAMBINO POST 1959    Problema principale : i bambini non avevano ancora una loro reale soggettività giuridica    Nel  1979  viene formalizzata una proposta polacca di revisione organica della dichiarazione del 1959     LAVORI PREPARATORI     apposito gruppo di lavoro presso la commissione per i diritti umani delle NU al quale sono chiamati a partecipare, oltre ai rappresentanti degli stati, anche i rappresentanti di UNHCR, ILO, UNICEF, WHO e numerose ONG di livello internazionale DIRITTO INTERNAZIONALE
CONVENZIONE SUI DIRITTI DEL BAMBINO (1989) DIRITTO INTERNAZIONALE    Prima e unica Convenzione  ad hoc    Tutela dei diritti politici, economici, sociali e culturali.    E’ stata ratificata, nel giro di pochissimi anni, da 193 Stati. Ciò ne sottolinea il suo carattere universale.  Le due nazioni che oggi non l’hanno ratificata sono Somalia e Stati Uniti (firmata nel 1995) - motivi  ART. 1:  CHI È IL BAMBINO?
CONVENZIONE SUI DIRITTI DEL BAMBINO (1989) Non discriminazione  (art. 2) Superiore interesse del bambino  (art. 3) Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo  (art. 6) Diritto al nome, alla cittadinanza e alla propria identità  (art. 7 e art. 8) Dovere di ascoltare l’opinione del bambino  (art. 12) Diritto alla salute  (art. 24) Diritto all’educazione  (art. 28 e 29) Diritto al gioco  (art. 31) PRINCIPI FONDAMENTALI
LA TUTELA DEI DIRITTI DEL BAMBINO DIRITTO INTERNAZIONALE COSA ACCADE IN CASO DI VIOLAZIONE DELLA CRC? CHI “PUÒ” VIOLARE LA CRC? CHI PUÒ ESSERE CONDANNATO IN CASO DI VIOLAZIONE DELLA CRC? LA CRC È L’UNICA CONVENZIONE CHE TUTELA IN MODO SPECIFICO I BAMBINI?
LA TUTELA DEI DIRITTI DEL BAMBINO CRC E ALTRE CONVENZIONI DIRITTO INTERNAZIONALE 1904 – 1921 – 1933 - 1949,  Convenzioni tratta donne e bambini 1919 – 1921 – 1930 - 1999,  Convenzioni ILO – Tutela Lavoro 1948,  art. 2, lett. e) della Convenzione sul Genocidio 1949,   IV Convenzione di Ginevra – Tutela conflitti armati (art. 14, 17, 23, 24, 25, 38, 41, 50, 51, 68, 76, 81, 82, 89, 94, 132) 1977,  I e II Protocollo addizionale alle 4 Conv. di Ginevra del 1949 (I Protocollo: art. 77 e 78) – (II Protocollo art. 4, par. 3 e 6, par. 4) 1989,  CRC
LA TUTELA DEI DIRITTI DEL BAMBINO CRC E ALTRE CONVENZIONI DIRITTO INTERNAZIONALE 1998,  Statuto della Corte penale internazionale 2000,  Protocollo addizionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone,  in particolare di donne e bambini 2000,  Protocollo opzionale alla Convenzione per i diritti del bambino relativo alla vendita di minori, alla prostituzione e pornografia infantile 2000,  Protocollo opzionale alla Convenzione per i diritti del bambino relativo al coinvolgimento dei minori nei conflitti armati IMPORTANZA     Statuto della Corte penale internazionale
“…  mankind owes to the child the best it has to give ” TUTELA DEI DIRITTI DEI BAMBINI e RESPONSABILITÀ

Presentazione dott.ssa Borsato

  • 1.
    LEZIONE N. 2Dott.ssa Alessandra D. Borsato LA TUTELA DEI BAMBINI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 2.
    Diritto internazionale Tutelainternazionale dei diritti umani Convenzione sui diritti dei bambini (CRC) Responsabilità penale internazionale per violazione dei diritti dei bambini SCHEMA LEZIONE LA TUTELA DEI BAMBINI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 3.
    “ Superioremnon reconoscentes“ DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 4.
    “ Superioremnon reconoscentes“ DIRITTO INTERNAZIONALE DUE TIPI DI NORME Generali (Consuetudini) Particolari (Trattati o Convenzioni) Valore vincolante  Diff. con Dichiarazioni Sovranità internazionale <-> Giurisdizione domestica
  • 5.
    “ Superioremnon reconoscentes“ DIRITTO INTERNAZIONALE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI Dopo I-GM, Società delle Nazioni Dopo II-GM, Nazioni Unite FINE COMUNE DEGLI STATI  Mantenimento della pace e sicurezza int., ma non solo: sviluppo economico e sociale, protezione dell’ambiente, tutela dei diritti dell’uomo e responsabilità internazionale dell’uomo
  • 6.
    Tutela dei dirittiumani DIRITTO INTERNAZIONALE Art. 1, par. 3: promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione.
  • 7.
    DIRITTO INTERNAZIONALE Tuteladei diritti umani dopo la II GM Convenzione per la prevenzione e repressione del crimine di Genocidio (1948) Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo (1948) Patto sui diritti civili e politici e Patto sui diritti economici, sociali e culturali (1966) Convenzione contro la discriminazione della donna (1979) Convenzione contro la tortura (1985) Convenzione sui diritti del bambino (1989)
  • 8.
    Convenzione Europea suidiritti dell’Uomo (1950) Convenzione Interamericana sui diritti dell’Uomo (1969) Carta Africana dei diritti dell’uomo e dei popoli (1981) Dichiarazione dell’Islam sui diritti dell’Uomo (1981) DIRITTO INTERNAZIONALE Tutela dei diritti umani – ambito regionale
  • 9.
    Tutela internazionale deidiritti dei bambini DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 10.
    Tutela dei bambinie dei loro diritti PREAMBOLO CARTA NAZIONI UNITE preservare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte ha portato indicibili sofferenze all’umanità Mantenimento della pace Convenzioni ad hoc – CRC (1989) DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 11.
    LA TUTELA INTERNAZIONALEDEI BAMBINI Il bambino viene identificato come:  bambo, infante, minore Percorso tutela internazionale: in senso negativo  no soggettività giuridica in ambito lavorativo madre – famiglia DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 12.
    NELL’ANTICHITA’ Nella Greciaantica (sia quella Ateniese che quella Spartana) i bambini erano poco importanti e dovevano affiancarsi agli adulti per poterli imitare e raggiungerli celermente . Nella Roma antica i bambini erano di proprietà del capofamiglia (che ne deteneva lo jus vitae ac necis ), ne assumevano lo status e ne seguivano le sorti. Fino alla metà del secolo scorso, i bambini imparavano a svolgere lo stesso mestiere del padre. Il concetto romanistico di famiglia e di bambino restarono attuali in Italia ed in Europa fino a tutti gli anni sessanta
  • 13.
    LA TUTELA INTERNAZIONALEDEI MINORI - PERCORSO - Tutela in ambito lavorativo  Perché? Industrializzazione Ore lavorative Maggior produzione o tutela del bambino? DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 14.
    LA TUTELA INTERNAZIONALEDEI MINORI - PERCORSO - La prima convenzione internazionale che prevede la tutela di alcuni diritti dei bambini venne aperta alla ratifica nel 1919 (Convenzione n.5 ILO)  età minima di ammissione dei bambini al lavoro nelle industrie; è seguita da altre due convenzioni (del 1920) rispettivamente per i lavori marittimi e dell’agricoltura DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 15.
    LA TUTELA INTERNAZIONALEDEI MINORI - PERCORSO - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) fondò a Ginevra l’Unione internazionale per il soccorso dell’infanzia. Successivamente adottò la Dichiarazione dei diritti dell’infanzia , la prima dichiarazione di diritto umanitario adottata da un organismo internazionale e che precede di ben 24 anni quella dei diritti dell’Uomo. E’ la prima dichiarazione contenente un elenco di diritti del bambino Viene adottata e fatta propria dalla Società delle Nazioni nella V assemblea ( 1924 ) DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 16.
    LA DICHIARAZIONE DEL1924 Non è una raccolta organica di diritti (occorrerà aspettare il 1948) ma una elencazione di principi più morali (o di diritto naturale) che giuridici. Fu ispirata da una delle prime organizzazioni di tutela dei minori, che nacque in Inghilterra in quegli anni, fondata da una maestra di scuola ( Eglantyne Jebb ) con l’aiuto della Croce Rossa Internazionale: Save the Children Nacque come Carta delle associazione e fu adottata dalla Società delle Nazioni a Ginevra su pressione della Gran Bretagna Con lo scoppio della II guerra mondiale fu utilizzata per la tutela dei minori in pericolo; purtroppo con scarsissimi risultati. DIRITTO INTERNAZIONALE Tratta soprattutto del benessere dei bambini e non dei loro diritti
  • 17.
    LA DICHIARAZIONE DEL1924 I 5 principi su cui si basa sono: I bambini devono essere protetti nello sviluppo materiale e spirituale; I bambini vanno sfamati, curati, aiutati nel bisogno, recuperati quando fanno reati, protetti quando orfani o soli; Devono essere aiutati per primi in momenti di pericolo; Devono essere protetti dallo sfruttamento e posti in posizione di ottenere i mezzi di sostentamento; Devono essere coscienti che i propri talenti devono essere posti al servizio del prossimo.  garantire i bisogni di prima necessità ; priorità al bambino ferito ; evitare che sia costretto a lavorare in età prematura rispetto alle sue condizioni psicofisiche; formazione e crescita culturale sulla base del principio di solidarietà . DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 18.
    LA DICHIARAZIONE DEIDIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 Dopo la II guerra mondiale: già nel 1946 iniziò la discussione, all’interno della Commissione Sociale del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite per la predisposizione di una nuova carta per i diritti del bambino. La discussione partì dalla volontà del superamento totale della Carta di Ginevra e per delineare una nuova concezione del benessere dei bambini Nel 1948 la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo stabilì alcuni principi a favore dei bambini, statuendo circa: la protezione che devono avere tutti i bambini siano essi nati nel matrimonio o fuori dal matrimonio (art. 25); il diritto per ogni bambino all’istruzione e il diritto dei genitori di scegliere il genere di istruzione dei figli (art. 26) DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 19.
    LA DICHIARAZIONE DEIDIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 La prima versione della Dichiarazione fu pronta in poco tempo: nel 1949 ben 21 nazioni inviarono i commenti definitivi al Segretario Generale delle Nazioni Unite; solo nel 1959 la Commissione per i diritti umani trasmise al C.E.S. la verione definitiva, che fu adottata (senza astensioni) il 20 novembre 1959 Negli stessi anni iniziarono a sorgere istituzioni e organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti dei bambini, come l’UNICEF (Ris. 57 dell’ 11 dicembre 1946). DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 20.
    LA DICHIARAZIONE DEIDIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 tutti i diritti devono essere riconosciuti a tutti i bambini, senza che siano possibili discriminazioni di alcun tipo speciale protezione del bambino e riconoscimento del suo superiore interesse diritto al nome e alla nazionalità sin dalla nascita diritto alla sicurezza sociale (casa, svago…) e alla salute diritto alla cura quando portatore di inabilità DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 21.
    LA DICHIARAZIONE DEIDIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 Diritto all’affetto e alla vita in famiglia Diritto all’ educazione Diritto ad essere preferito nelle eventuali situazioni di bisogno Protezione da trascuratezze, crudeltà e sfruttamento Protezione da ogni forma di discriminazione DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 22.
    LA DICHIARAZIONE DEIDIRITTI DELL’INFANZIA DEL 1959 CRITICHE Più organica e completa della precedente, ma non raccolta di diritti e doveri  ancora una dichiarazione di principi ; Molte delle nazioni che la firmarono non ne tramutarono i principi in norme giuridiche; Cause : emergenze derivanti dalla guerra fredda, sviluppo economico, sanità… Il bambino era ancora visto come pura parte dell’ ambiente familiare che lo circondava e che si faceva interprete delle sue esigenze (madre)  Occorrerà attendere la rivoluzione femminile (anni ’70) per avere il distacco di madre e figlio e la focalizzazione dei loro specifici diritti DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 23.
    TUTELA DEI DIRITTIDEL BAMBINO POST 1959 Mancanza di uno strumento giuridico che rendesse vincolanti per gli Stati i diritti dei bambini e che nel contempo affrontasse in maniera organica la questione dell’ultimo soggetto rimasto senza norme internazionali di tutela (  Madre e famiglia) Era sempre più necessario riconoscere il bambino come soggetto portatore di tutti i diritti umani (civili, politici, economici, sociali, culturali) già riconosciuti per gli adulti  In realtà le convenzioni già adottate in materia di diritti umani non escludevano i bambini dalla loro fruizione, ma non prevedevano forme di tutela specifica per loro DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 24.
    TUTELA DEI DIRITTIDEL BAMBINO POST 1959  Problema principale : i bambini non avevano ancora una loro reale soggettività giuridica  Nel 1979 viene formalizzata una proposta polacca di revisione organica della dichiarazione del 1959  LAVORI PREPARATORI  apposito gruppo di lavoro presso la commissione per i diritti umani delle NU al quale sono chiamati a partecipare, oltre ai rappresentanti degli stati, anche i rappresentanti di UNHCR, ILO, UNICEF, WHO e numerose ONG di livello internazionale DIRITTO INTERNAZIONALE
  • 25.
    CONVENZIONE SUI DIRITTIDEL BAMBINO (1989) DIRITTO INTERNAZIONALE  Prima e unica Convenzione ad hoc  Tutela dei diritti politici, economici, sociali e culturali.  E’ stata ratificata, nel giro di pochissimi anni, da 193 Stati. Ciò ne sottolinea il suo carattere universale.  Le due nazioni che oggi non l’hanno ratificata sono Somalia e Stati Uniti (firmata nel 1995) - motivi  ART. 1: CHI È IL BAMBINO?
  • 26.
    CONVENZIONE SUI DIRITTIDEL BAMBINO (1989) Non discriminazione (art. 2) Superiore interesse del bambino (art. 3) Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo (art. 6) Diritto al nome, alla cittadinanza e alla propria identità (art. 7 e art. 8) Dovere di ascoltare l’opinione del bambino (art. 12) Diritto alla salute (art. 24) Diritto all’educazione (art. 28 e 29) Diritto al gioco (art. 31) PRINCIPI FONDAMENTALI
  • 27.
    LA TUTELA DEIDIRITTI DEL BAMBINO DIRITTO INTERNAZIONALE COSA ACCADE IN CASO DI VIOLAZIONE DELLA CRC? CHI “PUÒ” VIOLARE LA CRC? CHI PUÒ ESSERE CONDANNATO IN CASO DI VIOLAZIONE DELLA CRC? LA CRC È L’UNICA CONVENZIONE CHE TUTELA IN MODO SPECIFICO I BAMBINI?
  • 28.
    LA TUTELA DEIDIRITTI DEL BAMBINO CRC E ALTRE CONVENZIONI DIRITTO INTERNAZIONALE 1904 – 1921 – 1933 - 1949, Convenzioni tratta donne e bambini 1919 – 1921 – 1930 - 1999, Convenzioni ILO – Tutela Lavoro 1948, art. 2, lett. e) della Convenzione sul Genocidio 1949, IV Convenzione di Ginevra – Tutela conflitti armati (art. 14, 17, 23, 24, 25, 38, 41, 50, 51, 68, 76, 81, 82, 89, 94, 132) 1977, I e II Protocollo addizionale alle 4 Conv. di Ginevra del 1949 (I Protocollo: art. 77 e 78) – (II Protocollo art. 4, par. 3 e 6, par. 4) 1989, CRC
  • 29.
    LA TUTELA DEIDIRITTI DEL BAMBINO CRC E ALTRE CONVENZIONI DIRITTO INTERNAZIONALE 1998, Statuto della Corte penale internazionale 2000, Protocollo addizionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini 2000, Protocollo opzionale alla Convenzione per i diritti del bambino relativo alla vendita di minori, alla prostituzione e pornografia infantile 2000, Protocollo opzionale alla Convenzione per i diritti del bambino relativo al coinvolgimento dei minori nei conflitti armati IMPORTANZA  Statuto della Corte penale internazionale
  • 30.
    “… mankindowes to the child the best it has to give ” TUTELA DEI DIRITTI DEI BAMBINI e RESPONSABILITÀ