Il fotovoltaico  nel mondo,  in Europa  e in Italia
La potenza degli Impianti Fotovoltaici installata, nel Mondo a tutto il 2008, ammonta a 15 GW, che non è nulla rispetto alla potenza complessiva.
Kaohsiung World Stadium, Taiwan
L’attivazione di nuovi impianti fotovoltaici nel 2008 è stata straordinaria + 132,4, a tirare la domanda, prima assoluta la Spagna, che ha quasi quintuplicato le installazioni.
Nel 2008 la Spagna è diventata il primo consumatore di pannelli foto-voltaici al Mondo con una quota del 45,2%, scalzando la Germania, che a partire dal 2004 e sino al 2007 si è sempre attestata su quote di mercato superiori o appena inferiori al 50%. L’Italia ne ha realizzati per 339 Mwp, quasi quintuplicando le installazioni, seguita dagli USA (342), dalla Corea del Sud (272) e dal Giappone (230). Tutti questi Paesi rappresentano il 94,8 della domanda mondiale.
 
Scenario futuro Il principale motore di sviluppo del Fotovoltaico nel Mondo, la Spagna, a fine 2008 ha smesso di trainare la domanda, perché il Governo ha modificato il “conto energia”, ponendo un tetto annuale di 500 MWp agli impianti da attivare negli anni successivi sino al 2020. La Finanza creativa ha destabilizzato il sistema bancario, generando uno Tsunami che nei primi sei mesi del 2009 ha travolto l’economia mondiale. Gli analisti delle società di consulenza valutano che l’effetto combinato “ Spagna ”  - “ Tsunami finanza creativa ” genererà una flessione del 20% circa delle istallazioni di pannelli fotovoltaici nel  2009 rispetto al 2008. Ciò ha provocato una caduta verticale, che non si è ancora fermata, dei prezzi dei pannelli, poiché i magazzini sono pieni zeppi.
 
Solar Ark, Giappone
In Italia La potenza media degli impianti è  inferiore rispetto alla Spagna, che ha investito molto in megaimpianti e ciò è dovuto a diversi fattori: la difficoltà nel rilascio delle autorizzazioni necessarie; la struttura medio-piccola delle nostre imprese troppo impegnate nel core business, che risente della crisi in atto, e limitate nell’ accesso al credito; la presenza sul territorio di aree vincolate e di beni storico-architettonici.
La situazione a tutto il 31 agosto 2009, però, non è omogenea la ripartizione sul territorio si presenta a macchie.  Le prime dieci regioni detengono il 76,2% della potenza di picco degli impianti in Italia. Pos Regioni 2006 2007 2008 2009 Ago 1  Puglia 0,27  7,15  52,39  78,57  2  Lombardia 1,87  8,86  49,21  68,49  3  Piemonte 4,87  9,99  36,84  52,45  4  Emilia 1,60  7,28  40,00  51,59  5  Veneto 1,10  5,33  28,12  41,99  6  Trentino 0,87  8,94  32,35  38,31  7  Toscana 0,40  5,59  28,60  38,22  8  Sicilia 0,41  4,35  17,52  30,78  9  Marche 0,36  2,75  23,78  30,26  10  Lazio 0,41  3,18  22,54  29,68    Altre 0,41  3,18  22,54  143,41  TOTALE  12,59  66,60  353,89  603,77
Spiccano fra le regioni: Puglia,  Lombardia e Piemonte seguite da Emilia,  Veneto e Trentino Alto Adige, Toscana e Sicilia.  La Campania si posiziona al 15° posto.  La Basilicata con una performance 2009 eccezionale sale dal 17° posto a fine 2008 al 14°. Le performance della Puglia sono effetto delle semplificazioni procedurali attivate dalla Regione, che esporta energia. Nel 2009, a tutto agosto, in Italia, gli impianti, entrati in esercizio,  sviluppano una potenza di 179,4  MWp e ai ritmi attuali di quasi 12 MW a settimana toccherà i  390 MWp, con un + 14,1%.
 
 
Regioni  2007 2008 2009(Agosto)  Puglia  3,3  31,3  46,7  Lombardia  0,5  17,0  22,9  Sicilia  2,3  7,4  15,3  Campania  1,0  5,5  9,1  Basilicata  0,1  1,5  3,5
Regioni  2007 2008 2009(Agosto)  Lombardia  8,4  32,2  45,6  Puglia  3,9  21,1  31,9  Sicilia  2,0  10,1  15,4  Campania  1,6  6,2  8,8  Basilicata  0,7  3,2  17,3
Verona, Chiesa di San Giacomo Maggiore a Borgo Roma  Considerati i risultati conseguiti in Campania, sarebbe necessaria una maggiore attenzione al comparto da parte degli Enti deputati allo sviluppo economico e sociale del territorio,  l’Energia da fonti rinnovabili è un business importante e foriero di crescita, lo hanno dimostrato la Spagna e la Germania.
promosso dalla costituenda Il Progetto
I Soci fondatori  Il Progetto EdoSm
Il Progetto EdoSm
Il Progetto EdoSm
Il Progetto EdoSm
Il Progetto EdoSm
Credono che l’unione fa la forza e che da soli non si và da nessuna parte.  Hanno tutti lo stesso obiettivo: produrre energia elettrica utilizzando le fonti rinnovabili: sole, vento, biomasse.  L’obiettivo prudenziale di  EdoSm , nel comparto della produzione di energia da impianti fotovoltaici, è quello di attivare: Potenza impianti 20 Mwp Da realizzare  entro il 2010 Investimento  60 mln di euro Energia prodotta in 20 anni 450 mila Mwh   Ricavi di vendita-autoconsumo e “conto energia” 200 mln  di euro A questi ultimi corrispondono i costi connessi agli investimenti programmati (ammortamento e oneri finanziari del finanziamento a m/l termine) e manutenzione, assicurazione e spese generali, per le quali le singole imprese godono delle sinergie generate da  EdoSm .  Il Progetto EdoSm
Il Progetto EdoSm Come si evince dal GANTT occorre attivarsi subito per cogliere questa opportunità.  Al momento non sono stimabili gli investimenti da attivare per la produzione di energia con le altre fonti rinnovabili né quelli che attiveranno le imprese produttrici degli impianti di produzione in filiera.

Presentazione Convegno EdoSm

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    Il fotovoltaico nel mondo, in Europa e in Italia
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    La potenza degliImpianti Fotovoltaici installata, nel Mondo a tutto il 2008, ammonta a 15 GW, che non è nulla rispetto alla potenza complessiva.
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    L’attivazione di nuoviimpianti fotovoltaici nel 2008 è stata straordinaria + 132,4, a tirare la domanda, prima assoluta la Spagna, che ha quasi quintuplicato le installazioni.
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    Nel 2008 laSpagna è diventata il primo consumatore di pannelli foto-voltaici al Mondo con una quota del 45,2%, scalzando la Germania, che a partire dal 2004 e sino al 2007 si è sempre attestata su quote di mercato superiori o appena inferiori al 50%. L’Italia ne ha realizzati per 339 Mwp, quasi quintuplicando le installazioni, seguita dagli USA (342), dalla Corea del Sud (272) e dal Giappone (230). Tutti questi Paesi rappresentano il 94,8 della domanda mondiale.
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    Scenario futuro Ilprincipale motore di sviluppo del Fotovoltaico nel Mondo, la Spagna, a fine 2008 ha smesso di trainare la domanda, perché il Governo ha modificato il “conto energia”, ponendo un tetto annuale di 500 MWp agli impianti da attivare negli anni successivi sino al 2020. La Finanza creativa ha destabilizzato il sistema bancario, generando uno Tsunami che nei primi sei mesi del 2009 ha travolto l’economia mondiale. Gli analisti delle società di consulenza valutano che l’effetto combinato “ Spagna ” - “ Tsunami finanza creativa ” genererà una flessione del 20% circa delle istallazioni di pannelli fotovoltaici nel 2009 rispetto al 2008. Ciò ha provocato una caduta verticale, che non si è ancora fermata, dei prezzi dei pannelli, poiché i magazzini sono pieni zeppi.
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    In Italia Lapotenza media degli impianti è inferiore rispetto alla Spagna, che ha investito molto in megaimpianti e ciò è dovuto a diversi fattori: la difficoltà nel rilascio delle autorizzazioni necessarie; la struttura medio-piccola delle nostre imprese troppo impegnate nel core business, che risente della crisi in atto, e limitate nell’ accesso al credito; la presenza sul territorio di aree vincolate e di beni storico-architettonici.
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    La situazione atutto il 31 agosto 2009, però, non è omogenea la ripartizione sul territorio si presenta a macchie. Le prime dieci regioni detengono il 76,2% della potenza di picco degli impianti in Italia. Pos Regioni 2006 2007 2008 2009 Ago 1 Puglia 0,27 7,15 52,39 78,57 2 Lombardia 1,87 8,86 49,21 68,49 3 Piemonte 4,87 9,99 36,84 52,45 4 Emilia 1,60 7,28 40,00 51,59 5 Veneto 1,10 5,33 28,12 41,99 6 Trentino 0,87 8,94 32,35 38,31 7 Toscana 0,40 5,59 28,60 38,22 8 Sicilia 0,41 4,35 17,52 30,78 9 Marche 0,36 2,75 23,78 30,26 10 Lazio 0,41 3,18 22,54 29,68   Altre 0,41 3,18 22,54 143,41 TOTALE 12,59 66,60 353,89 603,77
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    Spiccano fra leregioni: Puglia, Lombardia e Piemonte seguite da Emilia, Veneto e Trentino Alto Adige, Toscana e Sicilia. La Campania si posiziona al 15° posto. La Basilicata con una performance 2009 eccezionale sale dal 17° posto a fine 2008 al 14°. Le performance della Puglia sono effetto delle semplificazioni procedurali attivate dalla Regione, che esporta energia. Nel 2009, a tutto agosto, in Italia, gli impianti, entrati in esercizio, sviluppano una potenza di 179,4 MWp e ai ritmi attuali di quasi 12 MW a settimana toccherà i 390 MWp, con un + 14,1%.
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    Regioni 20072008 2009(Agosto) Puglia 3,3 31,3 46,7 Lombardia 0,5 17,0 22,9 Sicilia 2,3 7,4 15,3 Campania 1,0 5,5 9,1 Basilicata 0,1 1,5 3,5
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    Regioni 20072008 2009(Agosto) Lombardia 8,4 32,2 45,6 Puglia 3,9 21,1 31,9 Sicilia 2,0 10,1 15,4 Campania 1,6 6,2 8,8 Basilicata 0,7 3,2 17,3
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    Verona, Chiesa diSan Giacomo Maggiore a Borgo Roma Considerati i risultati conseguiti in Campania, sarebbe necessaria una maggiore attenzione al comparto da parte degli Enti deputati allo sviluppo economico e sociale del territorio, l’Energia da fonti rinnovabili è un business importante e foriero di crescita, lo hanno dimostrato la Spagna e la Germania.
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    I Soci fondatori Il Progetto EdoSm
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    Credono che l’unionefa la forza e che da soli non si và da nessuna parte. Hanno tutti lo stesso obiettivo: produrre energia elettrica utilizzando le fonti rinnovabili: sole, vento, biomasse. L’obiettivo prudenziale di EdoSm , nel comparto della produzione di energia da impianti fotovoltaici, è quello di attivare: Potenza impianti 20 Mwp Da realizzare entro il 2010 Investimento 60 mln di euro Energia prodotta in 20 anni 450 mila Mwh Ricavi di vendita-autoconsumo e “conto energia” 200 mln di euro A questi ultimi corrispondono i costi connessi agli investimenti programmati (ammortamento e oneri finanziari del finanziamento a m/l termine) e manutenzione, assicurazione e spese generali, per le quali le singole imprese godono delle sinergie generate da EdoSm . Il Progetto EdoSm
  • 27.
    Il Progetto EdoSmCome si evince dal GANTT occorre attivarsi subito per cogliere questa opportunità. Al momento non sono stimabili gli investimenti da attivare per la produzione di energia con le altre fonti rinnovabili né quelli che attiveranno le imprese produttrici degli impianti di produzione in filiera.