Il documento critica l'integrazione dell'economia illegal-criminale nel PIL italiano, evidenziando come il governo incoraggi attività come droga e prostituzione invece di combatterle. Viene anche espressa indignazione riguardo al trattamento dei docenti pubblici e alla mancanza di investimenti nella scuola, sottolineando le disparità salariali con altri paesi europei. Infine, si denuncia l'arroganza di Confindustria nel voler distinguere tra attività industriali e comportamenti criminali, minacciando la tutela ambientale.