non così
NO,
articolianalisidati
a cura di
Referendum costituzionale
4 dicembre 2016
INDICE
DOMANDA RISPOSTA
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3
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1. Chi vota NO è fuori dalla storia del PD?
2. Se i poteri si concentrano in una sola Camera è indifferente
con quale legge elettorale vengono eletti i deputati?
3. L’importante è “cambiare”, il metodo non conta nulla?
4. Il Senato viene abolito, finalmente muore il bicameralismo?
5. Con la riforma rendiamo moderno ed efficiente il nostro
sistema istituzionale?
6. Dopo 60 anni da tartarughe correremo veloci come le
lepri?
7. Continuando a ridurre i poteri del parlamento i cittadini
sono più forti?
8. Vivremo meglio con tanti più poteri nelle mani della
“burocrazia romana”?
9. Finisce un incubo: basta liti tra regioni e governo?
10. È la nostra “vecchia” costituzione che blocca lo sviluppo
del paese? Cambiare la costituzione è il principale problema
del paese?
11. In Europa e nel mondo c’è una tempesta. L’Italia non corre
rischi? Siamo sereni?
12. Se vince il SÌ il partito della nazione (Renzi-Verdini-Alfano)
è più lontano?
Coerenti con la
“carta dei valori del PD”
Votiamo NO, perché vogliamo bene al PD.
Votiamo NO da militanti e dirigenti del PD, coerentemente con i
principi ed i valori fondativi del partito democratico.
Votiamo NO, perché sulla Costituzione il voto deve essere
assolutamente libero; sulla legge fondamentale non esistono vincoli
e disciplina di partito.
Votiamo NO, per affermare un punto di vista che è pienamente in
sintonia con le ragioni che ci hanno portato a dar vita al PD.
Votiamo NO, per rappresentare politicamente e dare voce ai tanti
nostri elettori , sempre più numerosi, che sono in sofferenza, che
faticano a riconoscersi in questo PD.
Votiamo NO, impegnandoci pubblicamente nella campagna
referendaria, perché non vogliamo lasciare soli tanti nostri iscritti,
militanti, semplice elettori, che non condividono questa riforma.
Milioni di nostri elettori ci stanno voltando le spalle; non rompere
i legami con questa parte fondamentale del nostro campo è
essenziale per non consegnare il Paese alle forze populiste ed anti
sistema.
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No, non così
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Dalla carta dei valori del PD:
“La Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza antifascista,
è il documento fondamentale dal quale prendiamo le mosse. La
Costituzione non è una semplice raccolta di norme: oggi non meno di ieri
è la decisione fondamentale assunta dal popolo italiano sul come e
sul perché vivere insieme.
È il più importante fattore di unità nazionale e di integrazione sociale,
proprio in quanto assicura il consenso della comunità sui princìpi
della convivenza al suo interno e permette di dirimere i conflitti di
opinioni e di interessi.
Il Partito Democratico riconosce i valori che ispirano la Carta costituzionale,
unitamente a quelli della Carta dei diritti umani fondamentali dell’Unione
Europea e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni
Unite, e li assume come princìpi validi per tutti, al di là delle disuguaglianze
legate alla nascita, all’educazione, al reddito e alle condizioni individuali.
La sicurezza dei diritti e delle libertà di ognuno risiede nella stabilità
della Costituzione, nella certezza che essa non è alla mercé della
maggioranza del momento, e resta la fonte di legittimazione e di
limitazione di tutti i poteri.
Il Partito Democratico si impegna perciò a ristabilire la supremazia
della Costituzione e a difenderne la stabilità, a metter fine alla stagione
delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza, anche
promuovendo le necessarie modifiche al procedimento di revisione
costituzionale.
La Costituzione deve essere aggiornata, nel solco dell’esperienza
delle grandi democrazie europee, con riforme condivise, coerenti
con i princìpi e i valori della Carta del 1948, confermati a larga
maggioranza dal referendum del 2006.”
Riforma costituzionale e legge elettorale,
insieme, alterano l’equilibrio dei poteri
11. Riforma costituzionale più “Italicum”: una miscela sbagliata e
pericolosa.
Riforma costituzionale e legge elettorale sono strettamente
collegate.
La seconda parte della Costituzione definisce l’architettura
costituzionale ed i poteri dei diversi organi dello Stato.
La legge elettorale definisce le modalità di elezione grazie alle
quali questi poteri vengono esercitati.
Con Italicum :
*premio di maggioranza “manifestamente irragionevole”
che consente ad una piccola minoranza nel paese di avere la
maggioranza in parlamento
* i cittadini sono privati, ancora una volta, del diritto di scegliere
i propri rappresentanti.
Il 66% dei parlamentari sarà ancora una volta nominato.
Quando il potere legislativo si concentra in una
sola camera sono “fondamentali” le modalità di
elezione dei deputati. Una legge elettorale “iper
maggioritaria” che consente al “capo” di nominare
a propria discrezione una quota rilevante di
parlamentari genera un grave squilibrio di poteri
tra maggioranza ed opposizione e tra potere
esecutivo e legislativo.
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No, non così
*Secondo l’Italicum, con l’obbligo di indicare preventivamente il
“capo della forza politica” si trasforma il nostro assetto istituzionale,
di fatto e senza dichiararlo, nonché con legge ordinaria, in una
Repubblica presidenziale o con premierato.
La legge truffa del ‘53.
In Italia ci furono grandi proteste, una durissima
opposizione in Parlamento.
La nuova legge elettorale prevedeva un premio
di maggioranza per la coalizione che superava il
50%.
Con l’Italicum il premio di maggioranza (54%)
scatta anche se chi vince prende solo il 25% al
primo turno.
Legge super truffa.
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Quando si cambia la costituzione
il metodo è fondamentale
1. Ancora una volta lo stesso grave errore: la Costituzione non è una
legge ordinaria, non si cambia a colpi di maggioranza.
Purtroppo non abbiamo imparato dagli errori commessi nel 2001
con la riforma del titolo V.
Primo: non si spacca il Paese sulla legge fondamentale. La riforma
della costituzione non può diventare “una parte” del programma
di governo.
Secondo: le riforma fatte a maggioranza spaccano il Paese, ed
hanno vita breve. Cambiano con il cambiare delle maggioranze
parlamentari.
La Costituzione è “la casa comune”, deve unire e non dividere
il Paese.
Come risultano lontane le parole di Piero Calamandrei che nel ‘47,
durante il dibattito nella costituente dice:
7
“ ”
Quando l’assemblea discuterà pubbli-
camente la Costituzione i banchi del
governo devono essere vuoti
Piero Calamandrei
3
Commettendo un grave errore non si è voluto raggruppare le
modifiche della Costituzione in disegni di legge “omogenei” per
argomenti.
In questo modo i cittadini avrebbero potuto esprimersi più
liberamente nel merito della riforma e si sarebbe sdrammatizzato
il confronto referendario.
Purtroppo si è voluto trasformare il referendum in un plebiscito
sul presidente del consiglio.
3. Il referendum è stato trasformato in un plebiscito: siamo costretti
ad esprimerci con un solo SI o un solo No sulla modifica di ben 47
articoli della Costituzione.
22. Uno strappo senza precedenti: un Parlamento eletto con una legge
dichiarata incostituzionale cambia ben 47 articoli della Costituzione,
e soprattutto senza un’ampia maggioranza.
8
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Il bicameralismo non viene superato
diventa confuso e malfatto
Non saranno i cittadini, direttamente con il loro voto, a scegliere
i senatori.
I nuovi senatori verrano nominati dai consiglieri regionali.
Anche i 22 sindaci che comporranno il senato verranno indicati
dai consiglieri regionali.
Perché il senato, pur non essendo eletto direttamente dai cittadini,
mantiene rilevanti poteri legislativi ordinari.
Revisione della Costituzione, leggi costituzionali,
leggiordinarieatuteladelleminoranzelinguistiche,
referendum, leggi elettorali, organi di governo
e funzioni fondamentali di comuni, province,
città metropolitane, ratifica trattati UE, rapporti
UE/regioni ed intese internazionali, eleggibilità
senatori, Roma, patrimonio enti territoriali, poteri
sostitutivi dello Stato, leggi elettorali regionali, sul
cambio di regione di un comune
11. Il senato non viene abolito ma piuttosto viene abolito il diritto dei
cittadini di scegliere i senatori.
22. Non si realizza il superamento del bicameralismo
9
No, non così
In Francia dal 2005 c’è il divieto per sindaci ed
assessori di fare i senatori
In Francia i cittadini eleggono 150.000
rappresentanti delle istituzioni territoriali; poi
questi 150.000 eleggono i 348 senatori
In Germania c’è il senato federale con poteri
completamente differenti da quelli previsti in Italia
Perché il senato su richiesta di 1/3 dei suoi membri ha il diritto di
discutere qualsiasi provvedimento
Perché Il senato contribuisce all’elezione del Presidente della
Repubblica ed elegge due membri del Consiglio superiore della
magistratura.
Non è vero che facciamo come in Francia ed in Germania
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Senatori part-time
I sindaci ed i consiglieri regionali nominati senatori dovranno avere
il dono dell’ubiquità per svolgere contemporaneamente le due
funzioni.
Dopo tante parole si creano, di fatto, dei “super politici” con
il doppio incarico.
Un senato a “porte girevoli”.
Come è noto le elezioni regionali non si svolgono tutte quante
lo stesso giorno. Questo significa che nel corso della stessa
legislatura il senato cambierà la sua composizione più volte con il
possibile cambio della maggioranza. Un capolavoro!
Il senato non vota la fiducia al governo.
In caso di maggioranza al senato diversa da quella
alla camera si rischia la paralisi istituzionale.
Un trattato internazionale, una direttiva europea,
può essere bloccata senza che il governo abbia
alcuno strumento per sbloccare la situazione.
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Un colossale pasticcio
Il nuovo senato è un ibrido con tante competenze e pochi poteri reali.
PASTICCIO 1
No, non così
La nuova Costituzione prevede che in caso
di controversia decidano congiuntamente il
presidente della camera ed il presidente del senato.
C’è nel testo una “piccola” dimenticanza: non è
previsto come si decide in caso di mancato accordo
tra i due presidenti
PASTICCIO 2
12
No, non così
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L’art. 55 recita:
“il senato partecipa alle decisioni dirette [...]
all’attuazione degli atti normativi e delle politiche
europee”
Da tempo i principali provvedimenti che riguardano
industria, energia, ambiente, agricoltura, credito,
ricerca scientifica sono “politiche europee”
Il senato continuerà a discutere e votare anche
questi provvedimenti?
Art. 70 comma 10.
Restano bicamerali “le funzioni fondamentali dei
comuni e delle città metropolitane”
art.
55
art.
70
Con la dizione “funzioni fondamentali di
comuni e città metropolitane” sono tantissimi i
provvedimenti (ad esempio l’IMU sulla casa) che
dovrebbero essere discussi anche dal senato.
Cosa si farà con i disegni di legge che comprendono
materie monocamerali ed alcune bicamerali?
L’unica cosa certa è che ci sarà una lite continua
tra camera e senato sulle rispettive prerogative.
PASTICCIO 3
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No, non così
“Non è sufficiente
indignarsi.
Serve a poco lamentarsi
il giorno dopo”
Il 4 dicembre vota NO
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È tutto così semplice che il nuovo articolo 70 passa da 9 a 432 parole.
Prima della riforma 83,37% delle leggi facevano 1
passaggio alla camera ed 1 al senato
Con la riforma sono sufficienti 1/3 dei senatori per
chiedere di esaminare qualsiasi provvedimento di
competenza esclusiva della Camera.
Risultato? Avremo una percentuale molto più alta di
leggi che faranno 3 passaggi: Camera - Senato - Camera.
Con la riforma:
i procedimenti legislativi diventano almeno 8:
1. leggi mono camerali
2. leggi mono camerali che il senato può chiedere di
esaminare
3. leggi in deroga alla ripartizione dei poteri Stato/
Regioni
4. leggi di bilancio
5. disegni di legge a data certa
6. decreti legge
7. leggi elettorali
8. leggi proposte dal senato
Zero semplificazioni: si moltiplicano i
procedimenti legislativi
Prima della riforma: I procedimenti legislativi erano 3: normale,
riforma costituzionale, conversione decreti.
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Parlamento indebolito
La riforma aggrava lo squilibrio di poteri tra governo e Parlamento.
In Italia abbiamo (già) un Parlamento “espropriato” delle proprie
prerogative di controllo e proposta.
1 fiducia ogni 2 settimane
nelle ultime 2 legislature:
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approvati - 85,56 % (160) 187 decreti legge
Ai voti di fiducia si aggiungono: maxi emendamenti, canguri,
ghigliottina (strumenti per limitare la discussione in aula).
Come se non bastasse si propone di aggiungere ai “poteri” del
governo il disegno di legge a data certa.
Il Parlamento ha l’obbligo entro 5 giorni di iscriverlo all’ordine del
giorno - approvarlo entro 70.
Il Parlamento non è più padrone dell’organizzazione dei suoi lavori.
Vengono addirittura limitate le possibilità di apportare modifiche
da parte del Parlamento.
In questa legislatura - tempo medio di approvazione
233 giorni
109 giorni
legge di iniziativa parlamentare
governativa
No, non così
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Decreti legge +
Voti di fiducia + Maxi emendamenti +
Canguri + ghigliottina +
Disegno di legge a data certa =
Parlamento con sempre meno poteri
Un Parlamento debole e non rappresentativo aumenta il distacco
tra eletti e cittadini: è benzina nei motori delle forze populiste.
È una limitazione alla sovranità popolare.
Pericoloso squilibrio di potere.
PARLAMENTO
GOVERNO MAGGIORANZA
DIRITTI
DELLE
OPPOSIZIONI
Lo Statuto dei diritti delle opposizioni, introdotto dalla nuova
Costituzione, sarà approvato senza nessuna soglia qualificata cioè
senza il coinvolgimento delle minoranze.
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Modernità non è tornare
allo stato centralista
Paradosso: nasce “sulla carta” il senato delle istituzioni locali e
contemporaneamente viene decretata la morte del regionalismo.
Come nel gioco dell’oca ritorniamo dopo 46 anni al punto di
partenza.
Dallo stato centralista al regionalismo, dal regionalismo al
federalismo, dal federalismo allo stato centralista.
Torniamo a un centralismo dove acquistano ancora più potere le
burocrazie ministeriali romane.
Primo
Il senato non decide sulla questione decisiva: il
riparto dei fondi tra Stato e Regioni
Secondo
Si ritorna al “principio di supremazia” dello Stato
centrale che può decidere anche sulle materie di
pertinenza regionale
Terzo
Lo stato padrone può “concedere” (alle regioni che
si comportano bene con il governo?) sue prerogative
esclusive
torna all’ indice interattivo
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No, non così
19
“Non è sufficiente
indignarsi.
Serve a poco lamentarsi
il giorno dopo”
Il 4 dicembre vota NO
Il nuovo articolo 117:
rimedio peggiore del male
Primo
Le materie di competenza esclusiva dello stato passano da 31 a
49.
Secondo
Si elimina la “legislatura concorrente” (cioè le materie sulle quali
stato e regioni erano obbligate a concordare i provvedimenti) ma
non si elimina la confusione ed il conflitto tra stato e regioni.
Su tante materie le diverse competenze “esclusive di stato e
regioni” si sovrappongono o entrano in conflitto.
Il nuovo articolo 117, nato per ridurre il contenzioso, avrà
l’effetto di moltiplicare i ricorsi alla Corte costituzionale.
La filosofia è sempre la stessa: concentrazione dei poteri
nelle mani dello stato, minori possibilità per i cittadini di
partecipare, più potere alla burocrazia romana.
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No, non così
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Energia:
Le regioni non hanno più poteri.
Centrali di produzione, trivellazione dei mari, tecnologie da
utilizzare per lo sviluppo di energie alternative, impianti per
recuperare energia dai rifiuti, localizzazione degli impianti sono
prerogativa esclusiva dello stato.
In Europa e nel mondo si discute di “autonomia energetica” delle
città. In Italia, al contrario, si accentrano le competenze e si
riducono i diritti delle comunità locali.
Turismo:
In un paese con poca memoria si dimentica quali erano le politiche
di sostegno al turismo “nelle mani” del governo nazionale. Le
iniziative delle regioni, pur con limiti e contraddizioni, hanno
ribaltato una gestione ed una distribuzione delle risorse tutta
incentrata (solo) sulle grandi città.
È un grave errore pensare che si sviluppa il turismo, si valorizza il
nostro straordinario patrimonio, mortificando le autonomie locali.
La diffusione senza paragoni di bellezze naturali ed artistiche è la
grande ricchezza dell’Italia. Pensare di gestire questo tesoro da
Roma è un errore gravissimo.
Sanità:
Lo stato avrà la potestà esclusiva nelle “disposizioni generali e
comuni per la difesa della salute e dei servizi sociali”.
Alle Regioni viene tolta la competenza concorrente “tutela della
salute”.
Questa nuova versione dell’art. 117 non solo toglie poteri alle
regioni, aumentando la distanza con i cittadini, ma rappresenta
un’autostrada senza ostacoli per un governo che volesse
privatizzare la sanità e ridurre le prestazioni della sanità
pubblica.
Cosa succederà nei settori decisivi ?
No, non così
1. Le limitazioni previste dal nuova articolo 117 non
valgono per le regioni a statuto speciale.
2. Il nuovo 117 ripete la stessa “dimenticanza” fatta
con la precedente riforma del titolo V: industria,
artigianato, agricoltura e commercio non sono
indicate nelle competenze esclusive dello Stato e
neanche in quelle delle Regioni.
3. Le materie non assegnate espressamente alle
regioni, anche quando è palese la carenza della
norma nazionale, non possono essere oggetto di
iniziative legislative.
Incredibile ma vero!
Trasporti:
Dove realizzare aeroporti e porti lo decide lo Stato. Su quale
tracciato strada e ferrovia attraverseranno i nostri territori lo
decide lo Stato. La pianificazione del territorio delle regioni diviene
di fatto un “guscio vuoto”.
Tutela del territorio:
Con la nuova costituzione aumenteranno ulteriormente i poteri
delle sovrintendenze con buona pace della tanto annunciata
accelerazione delle opere pubbliche e private.
Le regioni non avranno alcuna prerogativa nella “tutela e
valorizzazione dei beni ambientali e culturali”.
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No, non così
23
“Non è sufficiente
indignarsi.
Serve a poco lamentarsi
il giorno dopo”
Il 4 dicembre vota NO
Non è la la vecchia costituzione
che blocca lo sviluppo del paese
11. 1 Si ripete stancamente un vecchio ritornello “Vorrei ma non posso;
siamo bloccati dal Parlamento, da norme vecchie”
È una illusione pensare che i problemi politici vengano risolti dalla
riscrittura di alcune norme.
La governabilità non si impone per legge.
Le modifiche della Costituzione sono diventate, da decenni in
Italia, l’alibi di una classe politica scadente che tenta di nascondere
dietro il “vorrei ma non posso” la sua incapacità e i propri limiti e
fallimenti.
Ma attenzione a non confondere causa ed effetti. La ripresa
economica non è bloccata da una Costituzione che impedisce
l’azione di governo. Ma da ricette economiche sbagliate.
Quali sono le riforme che il governo Renzi non è riuscito ad
approvare, per colpa dell’attuale Costituzione?
La riforma Fornero è stata approvata in 16 giorni.
Ci sono voluti vent’anni per approvare una legge sui diritti civili
perché il bicameralismo lo impediva?
Berlusconi ha approvato le sue leggi come un lampo ma ci sono
voluti 1400 giorni per approvare le norme anticorruzione
Non è la Costituzione che ci impedisce di avere una misura
universale di sostegno ai giovani disoccupati!
Non è la modifica della Costituzione che può trasformare
politici scadenti in statisti internazionali.
Norberto Bobbio: “Le riforme costituzionali sono fanfaluche per
eludere i veri problemi della democrazia italiana“
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No, non così
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La velocità delle decisioni dipende innanzitutto dalla coesione e
determinazione delle forze politiche di maggioranza, dal consenso
“reale” nella società .
La lentezza non è un problema di meccanismi, ma di volontà
politica.
Ilproblemanonsonoleleggimaidecretiattuativi,iregolamenti,
lo strapotere di una burocrazia, la semplificazione delle
procedure sempre annunciata e mai veramente realizzata.
Anche la navetta camera/senato è un falso problema agitato in
modo propagandistico.
22. Guardiamo in faccia la realtà: l’Italia è la nazione europea con più
leggi. Il nostro principale problema è la qualità delle leggi, la loro
concreta attuazione e non la “navetta” camera/senato.
Numero di leggi.
3.500 5.000 7.000 circa 80.000
No, non così
33. La riforma della Costituzione non è la priorità del Paese.
Come scriveva A. Spinelli nel marzo dell’ 86 : “Non dobbiamo
avere rancore nei confronti della realtà“.
Guardiamo negli occhi il nostro Paese, smettiamola di costruire
una narrazione che, poi, si rivela distante mille miglia dalle reali
condizioni di vita di buona parte del Paese.
L’Italia è fanalino di coda in Europa: cresciamo meno delle altre
nazioni dell’eurozona.
Povertà e diseguaglianze hanno raggiunto livelli mai conosciuti.
Dopo tanta autocelebrazione il Jobs Act mostra i suoi gravi limiti.
Nel primo semestre del 2016, finiti gli incentivi, calano del 32,9%
le assunzioni a tempo indeterminato ed aumentano del 28,3% i
licenziamenti per “giusta causa”. ll sud resta terribilmente fermo.
Ripartiamo dai problemi reali del paese.
La navetta camera/senato
riguarda solo il 3% delle leggi
Nella sedicesima legislatura:
su 361 leggi ben 301 sono state approvate con 1 sola
lettura
I disegni di legge con più di 4 letture sono stati 3
(0,83 %)
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No, non così
27
“Non è sufficiente
indignarsi.
Serve a poco lamentarsi
il giorno dopo”
Il 4 dicembre vota NO
Trump vince in America.
In Italia non possiamo stare “sereni”
11. Continuando a ridurre la rappresentatività e centralizzando le
decisioni aumenta il distacco dei cittadini dalla politica, diminuisce
la partecipazione, crescono le forze populiste.
Come si fa a non vedere il fallimento di una politica che in
nome dell’austerità e della governabilità ha indebolito le
democrazie occidentali?
Nel Regno Unito ha vinto la Brexit; in Francia ed in Austria le
prossime elezioni possono essere vinte dalla destra nazionalista
che già governa la Polonia e l’Ungheria.
Solo un paio di anni fa, chi avrebbe potuto immaginare che Trump
diventasse Presidente degli Stati Uniti?
Cosa succederà in Italia nei prossimi anni?
L’Italia non è al riparo: non è un porto tranquillo in un mare in
tempesta!
Sottovalutare rischi e pericoli è irresponsabile.
Ecco perché è un grave errore indebolire il Parlamento,
concentrare i poteri, prevedere pericolosi premi di
maggioranza, avere un Parlamento di nominati.
Le riforme della Costituzione non si fanno pensando al presente
(oggi governiamo noi) ma perché durino e diano garanzie anche
nel futuro, indipendentemente da chi governa.
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No, non così
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22. 2 Che tristezza constatare che il PD scimmiotta i populisti
Utilizzando le argomentazioni “classiche” delle forze populiste ed
anti sistema li legittimiamo, apriamo un varco politico e culturale.
Con questa riforma ogni italiano risparmia meno di un caffè
all’anno
È una pericolosa illusione pensare che scimmiottando i populisti
li indeboliamo. Al contrario, se anche noi continuiamo a utilizzare
con disinvoltura i loro argomenti li legittimiamo e li rendiamo
sempre più forti.
Il senato ci costa lo 0,064% del bilancio dello
Stato. Con la riforma avremo un risparmio dello
0,0049%. Per ridurre i costi della politica è
sufficiente una legge ordinaria.
torna all’ indice interattivo
Partito della Nazione, no grazie
Ormai sempre più esplicitamente, il fronte del si dichiara
che le forze che sostengono la riforma rappresentano
un’aggregazione che andrà ben oltre il referendum.
Giriamo l’Italia con le nostre argomentazioni, da uomini e donne
di sinistra e non ci sfiora neanche lontanamente l’idea di fare un
governo con Berlusconi, Salvini o Di Battista
Chi ha portato avanti la riforma a colpi di maggioranza con Verdini,
Alfano e trasformisti di varia natura ha “zero titoli” per indossare
l’abito del rinnovatore.
11. Con la vittoria del si faremmo un passo irreversibile verso la
costituzione del partito della nazione con l’ingresso di Verdini nel
governo.
Verdini ha annunciato che il 5 dicembre entra
nel governo.
Attendiamo ancora, da parte del presidente
del consiglio/segretario una smentita.
L’unico antidoto contro questa ipotesi, che
cambierebbe la natura del PD, è la vittoria
del NO al referendum che consentirebbe
di riaprire, finalmente, il cantiere del centro
sinistra.
torna all’ indice interattivo
30
“Non è sufficiente
indignarsi.
Serve a poco lamentarsi
il giorno dopo”
Il 4 dicembre vota NO
facebook.com/Democraticiperilno
@demXilNo

No, non così

  • 1.
    non così NO, articolianalisidati a curadi Referendum costituzionale 4 dicembre 2016
  • 2.
    INDICE DOMANDA RISPOSTA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 1. Chivota NO è fuori dalla storia del PD? 2. Se i poteri si concentrano in una sola Camera è indifferente con quale legge elettorale vengono eletti i deputati? 3. L’importante è “cambiare”, il metodo non conta nulla? 4. Il Senato viene abolito, finalmente muore il bicameralismo? 5. Con la riforma rendiamo moderno ed efficiente il nostro sistema istituzionale? 6. Dopo 60 anni da tartarughe correremo veloci come le lepri? 7. Continuando a ridurre i poteri del parlamento i cittadini sono più forti? 8. Vivremo meglio con tanti più poteri nelle mani della “burocrazia romana”? 9. Finisce un incubo: basta liti tra regioni e governo? 10. È la nostra “vecchia” costituzione che blocca lo sviluppo del paese? Cambiare la costituzione è il principale problema del paese? 11. In Europa e nel mondo c’è una tempesta. L’Italia non corre rischi? Siamo sereni? 12. Se vince il SÌ il partito della nazione (Renzi-Verdini-Alfano) è più lontano?
  • 3.
    Coerenti con la “cartadei valori del PD” Votiamo NO, perché vogliamo bene al PD. Votiamo NO da militanti e dirigenti del PD, coerentemente con i principi ed i valori fondativi del partito democratico. Votiamo NO, perché sulla Costituzione il voto deve essere assolutamente libero; sulla legge fondamentale non esistono vincoli e disciplina di partito. Votiamo NO, per affermare un punto di vista che è pienamente in sintonia con le ragioni che ci hanno portato a dar vita al PD. Votiamo NO, per rappresentare politicamente e dare voce ai tanti nostri elettori , sempre più numerosi, che sono in sofferenza, che faticano a riconoscersi in questo PD. Votiamo NO, impegnandoci pubblicamente nella campagna referendaria, perché non vogliamo lasciare soli tanti nostri iscritti, militanti, semplice elettori, che non condividono questa riforma. Milioni di nostri elettori ci stanno voltando le spalle; non rompere i legami con questa parte fondamentale del nostro campo è essenziale per non consegnare il Paese alle forze populiste ed anti sistema. 3
  • 4.
    No, non così tornaall’ indice interattivo Dalla carta dei valori del PD: “La Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza antifascista, è il documento fondamentale dal quale prendiamo le mosse. La Costituzione non è una semplice raccolta di norme: oggi non meno di ieri è la decisione fondamentale assunta dal popolo italiano sul come e sul perché vivere insieme. È il più importante fattore di unità nazionale e di integrazione sociale, proprio in quanto assicura il consenso della comunità sui princìpi della convivenza al suo interno e permette di dirimere i conflitti di opinioni e di interessi. Il Partito Democratico riconosce i valori che ispirano la Carta costituzionale, unitamente a quelli della Carta dei diritti umani fondamentali dell’Unione Europea e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, e li assume come princìpi validi per tutti, al di là delle disuguaglianze legate alla nascita, all’educazione, al reddito e alle condizioni individuali. La sicurezza dei diritti e delle libertà di ognuno risiede nella stabilità della Costituzione, nella certezza che essa non è alla mercé della maggioranza del momento, e resta la fonte di legittimazione e di limitazione di tutti i poteri. Il Partito Democratico si impegna perciò a ristabilire la supremazia della Costituzione e a difenderne la stabilità, a metter fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza, anche promuovendo le necessarie modifiche al procedimento di revisione costituzionale. La Costituzione deve essere aggiornata, nel solco dell’esperienza delle grandi democrazie europee, con riforme condivise, coerenti con i princìpi e i valori della Carta del 1948, confermati a larga maggioranza dal referendum del 2006.”
  • 5.
    Riforma costituzionale elegge elettorale, insieme, alterano l’equilibrio dei poteri 11. Riforma costituzionale più “Italicum”: una miscela sbagliata e pericolosa. Riforma costituzionale e legge elettorale sono strettamente collegate. La seconda parte della Costituzione definisce l’architettura costituzionale ed i poteri dei diversi organi dello Stato. La legge elettorale definisce le modalità di elezione grazie alle quali questi poteri vengono esercitati. Con Italicum : *premio di maggioranza “manifestamente irragionevole” che consente ad una piccola minoranza nel paese di avere la maggioranza in parlamento * i cittadini sono privati, ancora una volta, del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Il 66% dei parlamentari sarà ancora una volta nominato. Quando il potere legislativo si concentra in una sola camera sono “fondamentali” le modalità di elezione dei deputati. Una legge elettorale “iper maggioritaria” che consente al “capo” di nominare a propria discrezione una quota rilevante di parlamentari genera un grave squilibrio di poteri tra maggioranza ed opposizione e tra potere esecutivo e legislativo. 5
  • 6.
    No, non così *Secondol’Italicum, con l’obbligo di indicare preventivamente il “capo della forza politica” si trasforma il nostro assetto istituzionale, di fatto e senza dichiararlo, nonché con legge ordinaria, in una Repubblica presidenziale o con premierato. La legge truffa del ‘53. In Italia ci furono grandi proteste, una durissima opposizione in Parlamento. La nuova legge elettorale prevedeva un premio di maggioranza per la coalizione che superava il 50%. Con l’Italicum il premio di maggioranza (54%) scatta anche se chi vince prende solo il 25% al primo turno. Legge super truffa. torna all’ indice interattivo 6
  • 7.
    1 Quando si cambiala costituzione il metodo è fondamentale 1. Ancora una volta lo stesso grave errore: la Costituzione non è una legge ordinaria, non si cambia a colpi di maggioranza. Purtroppo non abbiamo imparato dagli errori commessi nel 2001 con la riforma del titolo V. Primo: non si spacca il Paese sulla legge fondamentale. La riforma della costituzione non può diventare “una parte” del programma di governo. Secondo: le riforma fatte a maggioranza spaccano il Paese, ed hanno vita breve. Cambiano con il cambiare delle maggioranze parlamentari. La Costituzione è “la casa comune”, deve unire e non dividere il Paese. Come risultano lontane le parole di Piero Calamandrei che nel ‘47, durante il dibattito nella costituente dice: 7 “ ” Quando l’assemblea discuterà pubbli- camente la Costituzione i banchi del governo devono essere vuoti Piero Calamandrei
  • 8.
    3 Commettendo un graveerrore non si è voluto raggruppare le modifiche della Costituzione in disegni di legge “omogenei” per argomenti. In questo modo i cittadini avrebbero potuto esprimersi più liberamente nel merito della riforma e si sarebbe sdrammatizzato il confronto referendario. Purtroppo si è voluto trasformare il referendum in un plebiscito sul presidente del consiglio. 3. Il referendum è stato trasformato in un plebiscito: siamo costretti ad esprimerci con un solo SI o un solo No sulla modifica di ben 47 articoli della Costituzione. 22. Uno strappo senza precedenti: un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale cambia ben 47 articoli della Costituzione, e soprattutto senza un’ampia maggioranza. 8 torna all’ indice interattivo
  • 9.
    Il bicameralismo nonviene superato diventa confuso e malfatto Non saranno i cittadini, direttamente con il loro voto, a scegliere i senatori. I nuovi senatori verrano nominati dai consiglieri regionali. Anche i 22 sindaci che comporranno il senato verranno indicati dai consiglieri regionali. Perché il senato, pur non essendo eletto direttamente dai cittadini, mantiene rilevanti poteri legislativi ordinari. Revisione della Costituzione, leggi costituzionali, leggiordinarieatuteladelleminoranzelinguistiche, referendum, leggi elettorali, organi di governo e funzioni fondamentali di comuni, province, città metropolitane, ratifica trattati UE, rapporti UE/regioni ed intese internazionali, eleggibilità senatori, Roma, patrimonio enti territoriali, poteri sostitutivi dello Stato, leggi elettorali regionali, sul cambio di regione di un comune 11. Il senato non viene abolito ma piuttosto viene abolito il diritto dei cittadini di scegliere i senatori. 22. Non si realizza il superamento del bicameralismo 9
  • 10.
    No, non così InFrancia dal 2005 c’è il divieto per sindaci ed assessori di fare i senatori In Francia i cittadini eleggono 150.000 rappresentanti delle istituzioni territoriali; poi questi 150.000 eleggono i 348 senatori In Germania c’è il senato federale con poteri completamente differenti da quelli previsti in Italia Perché il senato su richiesta di 1/3 dei suoi membri ha il diritto di discutere qualsiasi provvedimento Perché Il senato contribuisce all’elezione del Presidente della Repubblica ed elegge due membri del Consiglio superiore della magistratura. Non è vero che facciamo come in Francia ed in Germania 10 torna all’ indice interattivo
  • 11.
    Senatori part-time I sindacied i consiglieri regionali nominati senatori dovranno avere il dono dell’ubiquità per svolgere contemporaneamente le due funzioni. Dopo tante parole si creano, di fatto, dei “super politici” con il doppio incarico. Un senato a “porte girevoli”. Come è noto le elezioni regionali non si svolgono tutte quante lo stesso giorno. Questo significa che nel corso della stessa legislatura il senato cambierà la sua composizione più volte con il possibile cambio della maggioranza. Un capolavoro! Il senato non vota la fiducia al governo. In caso di maggioranza al senato diversa da quella alla camera si rischia la paralisi istituzionale. Un trattato internazionale, una direttiva europea, può essere bloccata senza che il governo abbia alcuno strumento per sbloccare la situazione. 11 Un colossale pasticcio Il nuovo senato è un ibrido con tante competenze e pochi poteri reali. PASTICCIO 1
  • 12.
    No, non così Lanuova Costituzione prevede che in caso di controversia decidano congiuntamente il presidente della camera ed il presidente del senato. C’è nel testo una “piccola” dimenticanza: non è previsto come si decide in caso di mancato accordo tra i due presidenti PASTICCIO 2 12
  • 13.
    No, non così 13 L’art.55 recita: “il senato partecipa alle decisioni dirette [...] all’attuazione degli atti normativi e delle politiche europee” Da tempo i principali provvedimenti che riguardano industria, energia, ambiente, agricoltura, credito, ricerca scientifica sono “politiche europee” Il senato continuerà a discutere e votare anche questi provvedimenti? Art. 70 comma 10. Restano bicamerali “le funzioni fondamentali dei comuni e delle città metropolitane” art. 55 art. 70 Con la dizione “funzioni fondamentali di comuni e città metropolitane” sono tantissimi i provvedimenti (ad esempio l’IMU sulla casa) che dovrebbero essere discussi anche dal senato. Cosa si farà con i disegni di legge che comprendono materie monocamerali ed alcune bicamerali? L’unica cosa certa è che ci sarà una lite continua tra camera e senato sulle rispettive prerogative. PASTICCIO 3 torna all’ indice interattivo
  • 14.
    No, non così “Nonè sufficiente indignarsi. Serve a poco lamentarsi il giorno dopo” Il 4 dicembre vota NO 14
  • 15.
    È tutto cosìsemplice che il nuovo articolo 70 passa da 9 a 432 parole. Prima della riforma 83,37% delle leggi facevano 1 passaggio alla camera ed 1 al senato Con la riforma sono sufficienti 1/3 dei senatori per chiedere di esaminare qualsiasi provvedimento di competenza esclusiva della Camera. Risultato? Avremo una percentuale molto più alta di leggi che faranno 3 passaggi: Camera - Senato - Camera. Con la riforma: i procedimenti legislativi diventano almeno 8: 1. leggi mono camerali 2. leggi mono camerali che il senato può chiedere di esaminare 3. leggi in deroga alla ripartizione dei poteri Stato/ Regioni 4. leggi di bilancio 5. disegni di legge a data certa 6. decreti legge 7. leggi elettorali 8. leggi proposte dal senato Zero semplificazioni: si moltiplicano i procedimenti legislativi Prima della riforma: I procedimenti legislativi erano 3: normale, riforma costituzionale, conversione decreti. torna all’ indice interattivo 15
  • 16.
    Parlamento indebolito La riformaaggrava lo squilibrio di poteri tra governo e Parlamento. In Italia abbiamo (già) un Parlamento “espropriato” delle proprie prerogative di controllo e proposta. 1 fiducia ogni 2 settimane nelle ultime 2 legislature: 16 approvati - 85,56 % (160) 187 decreti legge Ai voti di fiducia si aggiungono: maxi emendamenti, canguri, ghigliottina (strumenti per limitare la discussione in aula). Come se non bastasse si propone di aggiungere ai “poteri” del governo il disegno di legge a data certa. Il Parlamento ha l’obbligo entro 5 giorni di iscriverlo all’ordine del giorno - approvarlo entro 70. Il Parlamento non è più padrone dell’organizzazione dei suoi lavori. Vengono addirittura limitate le possibilità di apportare modifiche da parte del Parlamento. In questa legislatura - tempo medio di approvazione 233 giorni 109 giorni legge di iniziativa parlamentare governativa
  • 17.
    No, non così 17 Decretilegge + Voti di fiducia + Maxi emendamenti + Canguri + ghigliottina + Disegno di legge a data certa = Parlamento con sempre meno poteri Un Parlamento debole e non rappresentativo aumenta il distacco tra eletti e cittadini: è benzina nei motori delle forze populiste. È una limitazione alla sovranità popolare. Pericoloso squilibrio di potere. PARLAMENTO GOVERNO MAGGIORANZA DIRITTI DELLE OPPOSIZIONI Lo Statuto dei diritti delle opposizioni, introdotto dalla nuova Costituzione, sarà approvato senza nessuna soglia qualificata cioè senza il coinvolgimento delle minoranze. torna all’ indice interattivo
  • 18.
    Modernità non ètornare allo stato centralista Paradosso: nasce “sulla carta” il senato delle istituzioni locali e contemporaneamente viene decretata la morte del regionalismo. Come nel gioco dell’oca ritorniamo dopo 46 anni al punto di partenza. Dallo stato centralista al regionalismo, dal regionalismo al federalismo, dal federalismo allo stato centralista. Torniamo a un centralismo dove acquistano ancora più potere le burocrazie ministeriali romane. Primo Il senato non decide sulla questione decisiva: il riparto dei fondi tra Stato e Regioni Secondo Si ritorna al “principio di supremazia” dello Stato centrale che può decidere anche sulle materie di pertinenza regionale Terzo Lo stato padrone può “concedere” (alle regioni che si comportano bene con il governo?) sue prerogative esclusive torna all’ indice interattivo 18
  • 19.
    No, non così 19 “Nonè sufficiente indignarsi. Serve a poco lamentarsi il giorno dopo” Il 4 dicembre vota NO
  • 20.
    Il nuovo articolo117: rimedio peggiore del male Primo Le materie di competenza esclusiva dello stato passano da 31 a 49. Secondo Si elimina la “legislatura concorrente” (cioè le materie sulle quali stato e regioni erano obbligate a concordare i provvedimenti) ma non si elimina la confusione ed il conflitto tra stato e regioni. Su tante materie le diverse competenze “esclusive di stato e regioni” si sovrappongono o entrano in conflitto. Il nuovo articolo 117, nato per ridurre il contenzioso, avrà l’effetto di moltiplicare i ricorsi alla Corte costituzionale. La filosofia è sempre la stessa: concentrazione dei poteri nelle mani dello stato, minori possibilità per i cittadini di partecipare, più potere alla burocrazia romana. 20
  • 21.
    No, non così 21 Energia: Leregioni non hanno più poteri. Centrali di produzione, trivellazione dei mari, tecnologie da utilizzare per lo sviluppo di energie alternative, impianti per recuperare energia dai rifiuti, localizzazione degli impianti sono prerogativa esclusiva dello stato. In Europa e nel mondo si discute di “autonomia energetica” delle città. In Italia, al contrario, si accentrano le competenze e si riducono i diritti delle comunità locali. Turismo: In un paese con poca memoria si dimentica quali erano le politiche di sostegno al turismo “nelle mani” del governo nazionale. Le iniziative delle regioni, pur con limiti e contraddizioni, hanno ribaltato una gestione ed una distribuzione delle risorse tutta incentrata (solo) sulle grandi città. È un grave errore pensare che si sviluppa il turismo, si valorizza il nostro straordinario patrimonio, mortificando le autonomie locali. La diffusione senza paragoni di bellezze naturali ed artistiche è la grande ricchezza dell’Italia. Pensare di gestire questo tesoro da Roma è un errore gravissimo. Sanità: Lo stato avrà la potestà esclusiva nelle “disposizioni generali e comuni per la difesa della salute e dei servizi sociali”. Alle Regioni viene tolta la competenza concorrente “tutela della salute”. Questa nuova versione dell’art. 117 non solo toglie poteri alle regioni, aumentando la distanza con i cittadini, ma rappresenta un’autostrada senza ostacoli per un governo che volesse privatizzare la sanità e ridurre le prestazioni della sanità pubblica. Cosa succederà nei settori decisivi ?
  • 22.
    No, non così 1.Le limitazioni previste dal nuova articolo 117 non valgono per le regioni a statuto speciale. 2. Il nuovo 117 ripete la stessa “dimenticanza” fatta con la precedente riforma del titolo V: industria, artigianato, agricoltura e commercio non sono indicate nelle competenze esclusive dello Stato e neanche in quelle delle Regioni. 3. Le materie non assegnate espressamente alle regioni, anche quando è palese la carenza della norma nazionale, non possono essere oggetto di iniziative legislative. Incredibile ma vero! Trasporti: Dove realizzare aeroporti e porti lo decide lo Stato. Su quale tracciato strada e ferrovia attraverseranno i nostri territori lo decide lo Stato. La pianificazione del territorio delle regioni diviene di fatto un “guscio vuoto”. Tutela del territorio: Con la nuova costituzione aumenteranno ulteriormente i poteri delle sovrintendenze con buona pace della tanto annunciata accelerazione delle opere pubbliche e private. Le regioni non avranno alcuna prerogativa nella “tutela e valorizzazione dei beni ambientali e culturali”. 22 torna all’ indice interattivo
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    No, non così 23 “Nonè sufficiente indignarsi. Serve a poco lamentarsi il giorno dopo” Il 4 dicembre vota NO
  • 24.
    Non è lala vecchia costituzione che blocca lo sviluppo del paese 11. 1 Si ripete stancamente un vecchio ritornello “Vorrei ma non posso; siamo bloccati dal Parlamento, da norme vecchie” È una illusione pensare che i problemi politici vengano risolti dalla riscrittura di alcune norme. La governabilità non si impone per legge. Le modifiche della Costituzione sono diventate, da decenni in Italia, l’alibi di una classe politica scadente che tenta di nascondere dietro il “vorrei ma non posso” la sua incapacità e i propri limiti e fallimenti. Ma attenzione a non confondere causa ed effetti. La ripresa economica non è bloccata da una Costituzione che impedisce l’azione di governo. Ma da ricette economiche sbagliate. Quali sono le riforme che il governo Renzi non è riuscito ad approvare, per colpa dell’attuale Costituzione? La riforma Fornero è stata approvata in 16 giorni. Ci sono voluti vent’anni per approvare una legge sui diritti civili perché il bicameralismo lo impediva? Berlusconi ha approvato le sue leggi come un lampo ma ci sono voluti 1400 giorni per approvare le norme anticorruzione Non è la Costituzione che ci impedisce di avere una misura universale di sostegno ai giovani disoccupati! Non è la modifica della Costituzione che può trasformare politici scadenti in statisti internazionali. Norberto Bobbio: “Le riforme costituzionali sono fanfaluche per eludere i veri problemi della democrazia italiana“ 24
  • 25.
    No, non così 25 Lavelocità delle decisioni dipende innanzitutto dalla coesione e determinazione delle forze politiche di maggioranza, dal consenso “reale” nella società . La lentezza non è un problema di meccanismi, ma di volontà politica. Ilproblemanonsonoleleggimaidecretiattuativi,iregolamenti, lo strapotere di una burocrazia, la semplificazione delle procedure sempre annunciata e mai veramente realizzata. Anche la navetta camera/senato è un falso problema agitato in modo propagandistico. 22. Guardiamo in faccia la realtà: l’Italia è la nazione europea con più leggi. Il nostro principale problema è la qualità delle leggi, la loro concreta attuazione e non la “navetta” camera/senato. Numero di leggi. 3.500 5.000 7.000 circa 80.000
  • 26.
    No, non così 33.La riforma della Costituzione non è la priorità del Paese. Come scriveva A. Spinelli nel marzo dell’ 86 : “Non dobbiamo avere rancore nei confronti della realtà“. Guardiamo negli occhi il nostro Paese, smettiamola di costruire una narrazione che, poi, si rivela distante mille miglia dalle reali condizioni di vita di buona parte del Paese. L’Italia è fanalino di coda in Europa: cresciamo meno delle altre nazioni dell’eurozona. Povertà e diseguaglianze hanno raggiunto livelli mai conosciuti. Dopo tanta autocelebrazione il Jobs Act mostra i suoi gravi limiti. Nel primo semestre del 2016, finiti gli incentivi, calano del 32,9% le assunzioni a tempo indeterminato ed aumentano del 28,3% i licenziamenti per “giusta causa”. ll sud resta terribilmente fermo. Ripartiamo dai problemi reali del paese. La navetta camera/senato riguarda solo il 3% delle leggi Nella sedicesima legislatura: su 361 leggi ben 301 sono state approvate con 1 sola lettura I disegni di legge con più di 4 letture sono stati 3 (0,83 %) 26 torna all’ indice interattivo
  • 27.
    No, non così 27 “Nonè sufficiente indignarsi. Serve a poco lamentarsi il giorno dopo” Il 4 dicembre vota NO
  • 28.
    Trump vince inAmerica. In Italia non possiamo stare “sereni” 11. Continuando a ridurre la rappresentatività e centralizzando le decisioni aumenta il distacco dei cittadini dalla politica, diminuisce la partecipazione, crescono le forze populiste. Come si fa a non vedere il fallimento di una politica che in nome dell’austerità e della governabilità ha indebolito le democrazie occidentali? Nel Regno Unito ha vinto la Brexit; in Francia ed in Austria le prossime elezioni possono essere vinte dalla destra nazionalista che già governa la Polonia e l’Ungheria. Solo un paio di anni fa, chi avrebbe potuto immaginare che Trump diventasse Presidente degli Stati Uniti? Cosa succederà in Italia nei prossimi anni? L’Italia non è al riparo: non è un porto tranquillo in un mare in tempesta! Sottovalutare rischi e pericoli è irresponsabile. Ecco perché è un grave errore indebolire il Parlamento, concentrare i poteri, prevedere pericolosi premi di maggioranza, avere un Parlamento di nominati. Le riforme della Costituzione non si fanno pensando al presente (oggi governiamo noi) ma perché durino e diano garanzie anche nel futuro, indipendentemente da chi governa. 28
  • 29.
    No, non così 29 22.2 Che tristezza constatare che il PD scimmiotta i populisti Utilizzando le argomentazioni “classiche” delle forze populiste ed anti sistema li legittimiamo, apriamo un varco politico e culturale. Con questa riforma ogni italiano risparmia meno di un caffè all’anno È una pericolosa illusione pensare che scimmiottando i populisti li indeboliamo. Al contrario, se anche noi continuiamo a utilizzare con disinvoltura i loro argomenti li legittimiamo e li rendiamo sempre più forti. Il senato ci costa lo 0,064% del bilancio dello Stato. Con la riforma avremo un risparmio dello 0,0049%. Per ridurre i costi della politica è sufficiente una legge ordinaria. torna all’ indice interattivo
  • 30.
    Partito della Nazione,no grazie Ormai sempre più esplicitamente, il fronte del si dichiara che le forze che sostengono la riforma rappresentano un’aggregazione che andrà ben oltre il referendum. Giriamo l’Italia con le nostre argomentazioni, da uomini e donne di sinistra e non ci sfiora neanche lontanamente l’idea di fare un governo con Berlusconi, Salvini o Di Battista Chi ha portato avanti la riforma a colpi di maggioranza con Verdini, Alfano e trasformisti di varia natura ha “zero titoli” per indossare l’abito del rinnovatore. 11. Con la vittoria del si faremmo un passo irreversibile verso la costituzione del partito della nazione con l’ingresso di Verdini nel governo. Verdini ha annunciato che il 5 dicembre entra nel governo. Attendiamo ancora, da parte del presidente del consiglio/segretario una smentita. L’unico antidoto contro questa ipotesi, che cambierebbe la natura del PD, è la vittoria del NO al referendum che consentirebbe di riaprire, finalmente, il cantiere del centro sinistra. torna all’ indice interattivo 30
  • 31.
    “Non è sufficiente indignarsi. Servea poco lamentarsi il giorno dopo” Il 4 dicembre vota NO
  • 32.