News 13/SA/2016
Lunedì, 28 Marzo 2016
Sistema di Allerta Rapido europeo per Alimenti e Mangimi Pesticidi
Nella settimana n.13 del 2016 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta
europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 6363 ( 10 quelle inviate dal Ministero( 10 quelle inviate dal Ministero
della salute italiano).della salute italiano).
Tra i casi di allerta l'Italia segnala: Shiga-Escherichia coli in formaggio a pasta molleTra i casi di allerta l'Italia segnala: Shiga-Escherichia coli in formaggio a pasta molle
vaccino crudo dalla Francia; contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili vivivaccino crudo dalla Francia; contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili vivi
(Mytilus galloprovincialis) dalla Spagna e dall'Italia; sospetto di Salmonella in vongole(Mytilus galloprovincialis) dalla Spagna e dall'Italia; sospetto di Salmonella in vongole
refrigerate dall'Italia; mercurio in pesce spada fresco proveniente dalla Spagna.refrigerate dall'Italia; mercurio in pesce spada fresco proveniente dalla Spagna.
Tra i lotti respinti alle frontiere l’Italia segnala:Tra i lotti respinti alle frontiere l’Italia segnala:
alto livello di migrazione globale dal tappo del vino dalla Cina; aflatossine in nocciolialto livello di migrazione globale dal tappo del vino dalla Cina; aflatossine in noccioli
di albicocca dolce provenienti dalla Turchia; corrosione del frullatore ad immersionedi albicocca dolce provenienti dalla Turchia; corrosione del frullatore ad immersione
dalla Cina.dalla Cina.
Nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano unNella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un
intervento urgente troviamo: contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili viviintervento urgente troviamo: contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili vivi
(Mytilus galloprovincialis) dall'Italia; norovirus in ostriche refrigerati (Crassostrea gigas)(Mytilus galloprovincialis) dall'Italia; norovirus in ostriche refrigerati (Crassostrea gigas)
dalla Francia.dalla Francia.
Questa settimana le segnalazioni di prodotti italiani esportati in altri Paesi e ritirati dalQuesta settimana le segnalazioni di prodotti italiani esportati in altri Paesi e ritirati dal
mercato sono due: Salmonella in salsiccia e spiedini di pollo congelati provenientimercato sono due: Salmonella in salsiccia e spiedini di pollo congelati provenienti
dall'Italia ; frammenti di plastica in liquore amaro dall'Italia.dall'Italia ; frammenti di plastica in liquore amaro dall'Italia.
Fonte: rasff.eu
L’olio di palma fa male alla salute. La verità dell’ISS e le bugie della rete. Basta
merendine, biscotti e snack con l’olio tropicale.
Il comunicato stampa del Ministero della salute sul dossier dell’olio di palma ha
avuto come conseguenza la pubblicazione di due lanci delle agenzie Ansa e
Adnkronos, caratterizzati da un tono assolutorio. Da qui sono scaturiti a cascata un
centinaio di articoli che hanno invaso la rete e non solo. La realtà è visto che il
documento dell’Istituto Superiore di Sanità riporta gravi criticità correlate
all’assunzione del grasso tropicale nella dieta di bambini e adulti.
Il concetto è ribadito in questa intervista a Marco Silano dell’ISS rilasciata a Il Fatto
Alimentare il 4 marzo, “Secondo l’OMS, la quantità di acidi grassi saturi nella dieta
giornaliera non dovrebbe superiore al 10% delle calorie giornaliere totali. I bambini
nella fascia di età 3-10 ne assumono 27,88 g/die, un valore compreso fra 11-18 %
delle calorie totali. Ovvero fino al 40% in più. Di questi grassi saturi, 7,72 grammi
derivano da alimenti con olio di palma aggiunto (merendine, biscotti, grissini,
cracker, fette biscottate e prodotti da forno…). Anche per gli adulti il consumo
giornaliero di saturi è di 27,21 g ovvero il 24% in più del dovuto”.
Salvo poi concludere dicendo “Non è solo necessario ridurre la quantità di acidi
grassi saturi nella dieta dei bambini, e dei soggetti adulti a rischio (ipertesi,
cardiopatici, dislipidemici…) ma contemporaneamente aumentare l’apporto di
acidi grassi mono-insaturi e poli-insaturi. Dovendo scegliere se ridurre latte, formaggi,
carne, prosciutto cotto da una parte e biscotti e merendine dall’altra, direi che la
scelta va indirizzata verso la moderazione dei prodotti da forno dolci e salati e dei
cibi venduti nei supermercati che contengono olio di palma”.
Recuperare la verità dopo una valanga di articoli che assolvono il palma è difficile.
La situazione è ancora più complicata per l’avvio di una campagna pubblicitaria
milionaria firmata dalla lobby dei produttori, su tv e giornali che presenta l’olio
tropicale come un prodotto di cui ci si può fidare all’interno di una dieta corretta. La
realtà è un molto diversa visto che ogni italiano ne assume 12 g al giorno con i
problemi che ne seguono, evidenziati dall’Istituto Superiore di Sanità!
Si arriva al paradosso che il sito dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile
(finanziato da multinazionali come Ferrero, Nestlè e Unilever) ribalta il documento
dell’ISS e dichiara soddisfatto che sono stati “sfatati finalmente gli inutili allarmismi
nutrizionali” riferiti all’eccessivo consumo di palma. Parlare di inutili allarmismi è
inaccettabile, ed è ancora più scandaloso interpretare a proprio favore il
parere dell’Istituto Superiore di Sanità. È doveroso sgombrare il campo da qualsiasi
forma di assoluzione e riflettere sul fatto che questa confusione è funzionale alla
lobby delle aziende che utilizzano in gran quantità l’olio tropicale. Ci aspettiamo ora
un nuovo parere dei nutrizionisti del Crea Nut sul problema del palma e, un
intervento chiaro da parte dei siti e dei giornalisti che hanno accusato Il Fatto
Alimentare di avere orchestrato una campagna denigratoria.
Il sito delle aziende si ritiene soddisfatto perché sono stati “sfatati finalmente gli inutili
allarmismi nutrizionali”nei confronti del palma
Ecco alcuni titoli dei lanci di agenzia e di articoli apparsi in rete:
Ansa: Unione italiana olio palma sostenibile, Iss sfatato allarmismi
Adnkronos (1° lancio): “L’olio di palma non è nocivo”, parola dell’Istituto superiore di
sanità, poi limato con un 2° lancio Adnkronos: Iss, olio di palma non nocivo, eccessi
da evitare
La Stampa: L’olio di palma non è nocivo, rischi dall’eccesso di grassi saturi
Greenstyle: Olio di palma: non fa male secondo l’Istituto Superiore di Sanità
CorporeSano Magazine: L’Olio di Palma non è un veleno: fine del terrorismo
alimentare?
Magazine delle donne: Olio di palma fa male? A quanto pare no
La Stampa: ISS e Ministero d’accordo l’olio di palma non è più dannoso. (Articolo di
Roberto La Pira)
Fonte: ilfattoalimentare.it
Olio di palma, l’Istituto Superiore di Sanità valuta il consumo della popolazione.
Allarmismo o realtà? Una valutazione del rischio a partire dal consumo della
popolazione (esposizione): in base all’ISS siamo tranquilli. Ma la campagna
lanciata dai colossi delle multinazionali non lascia presagire nulla di buono. Un
rapporto, sull’eventuale tossicità dell’olio di palma come ingrediente
alimentare è al centro del dibattito. L’olio di palma è onnipresente in biscotti,
merendine ma anche in panificati e in genere prodotti da forno, gelateria-.
Diversi studi scientifici ne hanno messo in relazione la presenza di acido
palmitico con capacità pro-infiammatoria nel pancreas, predisponendo a
diabete, aterosclerosi e addirittura cancro. La D.G. Igiene degli Alimenti e
Nutrizione del Ministero della Salute ha inoltrato una domanda all’ISS, che ha
risposto con un rapporto ufficiale. Le conclusioni, sottolineano tre dati: - il
primo che è il contenuto di grassi saturi in quanto tale- irrispettivamente dalla
qualità degli stessi- a essere dannosa per le arterie e per il quadro
cardiovascolare; in conseguenza, l’olio di palma è più ricco di grassi saturi
(45-55%) rispetto a oli vegetali di altra natura; - la seconda, che l’acido
palmitico in quanto tale risulta assolto- non vi sono evidenze scientifiche
significative a suo carico nell’imputazione di particolari quadri clinici. Alla fine,
il paragone che viene fatto è con il burro. - il terzo dato- è che i consumi di
palma non sono eccessivi per la popolazione italiana, mentre quelli di grassi
saturi in genere sono appena superiori- per i bambini- al 10% dell’energia
consigliata da questa fonte. Cosa manca? A nostro convincimento -e senza
entrare come altri hanno pure fatto nei livelli di consumo stimati (che
potrebbero essere bassi- tra i 2,5 e i 4,7 grammi, ma il trend di import del
palma è in forte crescita, dalle 40mila tonnellate nel 2005 alle quasi 80mila nel
2010), nel quadro delineato dall’ISS, sebbene benvenuto e tanto atteso-
mancano alcune cose. Intanto, dispiace che il parere dell’ISS non consideri la
diversa presenza di acidi grassi a catena corta o lunga nel burro e nell’olio di
palma. Il rapporto tra gli stessi prevede infatti che i grassi saturi del burro, a
catena corta, siano trasformati con maggiore facilità a livello metabolico in
grassi monoinsaturi. Non si può semplicemente affermare che il grasso di
palma ed il burro sono sullo stesso piano. L’acido palmitico, che consta di un
44% dell’olio di palma, è un grasso a catena lunga con effetti negativi circa la
produzione di colesterolo. Uno studio del Ministero dell’Agricoltura USDA-
aveva dichiarato nel 2006 che l’olio di palma- contrariamente a quanto fatto
da tante industrie alimentare anche in Europa- non è un valido sostituto
rispetto ai chiaramente dannosi grassi trans (TFAs), in quanto causerebbe
effetti negativi sul profilo ematico, come aumento del colesterolo LDL. Il
secondo aspetto da rilevare, è che non basta una generica sostituzione con
altri grassi- magari vegetali. Olio di semi di mais o di girasole, per l’elevato
contenuto di grassi polinsaturi, non sono massimamente indicati per i prodotti
da forno in ragione delle elevate temperature di cottura raggiunge, con
ossidazione degli stessi. L’ideale sarebbe avere grassi monoinsaturi come
quelli dell’olio di oliva- ma già in diversi si stanno affacciando all’utilizzo
dell’olio di colza, problematico però per la presenza di acido erucico-
epatotossico. Inoltre, una qualche cautela andrebbe posta sulle evidenze-
magari non conclusive ma che nemmeno possono essere completamente
dismesse- circa aspetti problematici dovuti alla specificità dell’acido
palmitico quale componente principale. Si evidenzia inoltre come alcune
pubblicazioni prese in considerazione nello studio sono state supportate
finanziariamente da associazioni ed Enti in possibile conflitto di interesse. In
nessuna parte si fa infine riferimento agli aspetti ambientali della
deforestazione selvaggia che le coltivazioni di palma stanno creando in
Malesia e Indonesia, che insieme arrivano a produrre quasi il 90% dell’olio di
palma globale. Fattore questo, che sarebbe di per sé sufficiente a valutare
con maggiore cautela il suo utilizzo così diffuso.
Fonte: sicurezzaalimentare.it
#Efsa4Bees, il portale dedicato alla salute delle api
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha lanciato un nuovo sito sulla salute
delle api e che spiega il proprio lavoro nell’area. Il tema è particolarmente caldo in
ragione dei multipli agenti di stress delle api (multiple stressors in bees MUST B), che
creano un quadro complesso. La portavoce di Efsa, Agnes Rortais, ha dichiarato
che Efsa è conivolta in progetti ambiziosi sulla salute delle api, e ha deciso di
lavorare insieme a partner e stakeholder-mettendo a disposizione il proprio
materiale sul proprio sito. Efsa ha anche proposto un blog in cui Efsa riporterà notizie
veloci e rapidi aggiornamenti per condividere le ultime ricerche. Il blog nelle
intenzioni di Efsa è solo il punto iniziale per creare una community on line di esperti e
specialisti che si confrontino sul tema.
Fonte: sicurezzaalimentare.it
Simply ritira dai punti vendita del Lazio salsiccia con cinghiale prodotta dal
Salumificio LANZI perché non conforme ai parametri di sicurezza alimentare.
Simply market ha ritirato, a titolo precauzionale, dagli scaffali dai punti vendita di
tutto il Lazio, la salsiccia con cinghiale prodotta dal Salumificio LANZI S.r.L. perché
risultata non conforme ai parametri di sicurezza alimentare stabiliti.
L’avviso riguarda esclusivamente il Lotto 365 con data di scadenza 28/03/2016.
L’azienda si scusa e invita tutti coloro avessero acquistato il prodotto, a non
consumarlo né utilizzarlo e a restituire le confezioni al punto di vendita per il rimborso.
L’azienda invita a non consumare il prodotto
Per ulteriori chiarimenti o segnalazioni si prega di contattare l’Ufficio Qualità
Salumificio LANZI S.r.l. Tel. 0743 816119.
Fonte: ilfattoalimentare.it
tutto il Lazio, la salsiccia con cinghiale prodotta dal Salumificio LANZI S.r.L. perché
risultata non conforme ai parametri di sicurezza alimentare stabiliti.
L’avviso riguarda esclusivamente il Lotto 365 con data di scadenza 28/03/2016.
L’azienda si scusa e invita tutti coloro avessero acquistato il prodotto, a non
consumarlo né utilizzarlo e a restituire le confezioni al punto di vendita per il rimborso.
L’azienda invita a non consumare il prodotto
Per ulteriori chiarimenti o segnalazioni si prega di contattare l’Ufficio Qualità
Salumificio LANZI S.r.l. Tel. 0743 816119.
Fonte: ilfattoalimentare.it

News SA 13 2016

  • 1.
    News 13/SA/2016 Lunedì, 28Marzo 2016 Sistema di Allerta Rapido europeo per Alimenti e Mangimi Pesticidi Nella settimana n.13 del 2016 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 6363 ( 10 quelle inviate dal Ministero( 10 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).della salute italiano). Tra i casi di allerta l'Italia segnala: Shiga-Escherichia coli in formaggio a pasta molleTra i casi di allerta l'Italia segnala: Shiga-Escherichia coli in formaggio a pasta molle vaccino crudo dalla Francia; contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili vivivaccino crudo dalla Francia; contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili vivi (Mytilus galloprovincialis) dalla Spagna e dall'Italia; sospetto di Salmonella in vongole(Mytilus galloprovincialis) dalla Spagna e dall'Italia; sospetto di Salmonella in vongole refrigerate dall'Italia; mercurio in pesce spada fresco proveniente dalla Spagna.refrigerate dall'Italia; mercurio in pesce spada fresco proveniente dalla Spagna. Tra i lotti respinti alle frontiere l’Italia segnala:Tra i lotti respinti alle frontiere l’Italia segnala: alto livello di migrazione globale dal tappo del vino dalla Cina; aflatossine in nocciolialto livello di migrazione globale dal tappo del vino dalla Cina; aflatossine in noccioli di albicocca dolce provenienti dalla Turchia; corrosione del frullatore ad immersionedi albicocca dolce provenienti dalla Turchia; corrosione del frullatore ad immersione dalla Cina.dalla Cina. Nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano unNella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un intervento urgente troviamo: contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili viviintervento urgente troviamo: contenuto elevato di Escherichia coli nei mitili vivi (Mytilus galloprovincialis) dall'Italia; norovirus in ostriche refrigerati (Crassostrea gigas)(Mytilus galloprovincialis) dall'Italia; norovirus in ostriche refrigerati (Crassostrea gigas) dalla Francia.dalla Francia. Questa settimana le segnalazioni di prodotti italiani esportati in altri Paesi e ritirati dalQuesta settimana le segnalazioni di prodotti italiani esportati in altri Paesi e ritirati dal mercato sono due: Salmonella in salsiccia e spiedini di pollo congelati provenientimercato sono due: Salmonella in salsiccia e spiedini di pollo congelati provenienti dall'Italia ; frammenti di plastica in liquore amaro dall'Italia.dall'Italia ; frammenti di plastica in liquore amaro dall'Italia. Fonte: rasff.eu L’olio di palma fa male alla salute. La verità dell’ISS e le bugie della rete. Basta merendine, biscotti e snack con l’olio tropicale. Il comunicato stampa del Ministero della salute sul dossier dell’olio di palma ha avuto come conseguenza la pubblicazione di due lanci delle agenzie Ansa e Adnkronos, caratterizzati da un tono assolutorio. Da qui sono scaturiti a cascata un centinaio di articoli che hanno invaso la rete e non solo. La realtà è visto che il
  • 2.
    documento dell’Istituto Superioredi Sanità riporta gravi criticità correlate all’assunzione del grasso tropicale nella dieta di bambini e adulti. Il concetto è ribadito in questa intervista a Marco Silano dell’ISS rilasciata a Il Fatto Alimentare il 4 marzo, “Secondo l’OMS, la quantità di acidi grassi saturi nella dieta giornaliera non dovrebbe superiore al 10% delle calorie giornaliere totali. I bambini nella fascia di età 3-10 ne assumono 27,88 g/die, un valore compreso fra 11-18 % delle calorie totali. Ovvero fino al 40% in più. Di questi grassi saturi, 7,72 grammi derivano da alimenti con olio di palma aggiunto (merendine, biscotti, grissini, cracker, fette biscottate e prodotti da forno…). Anche per gli adulti il consumo giornaliero di saturi è di 27,21 g ovvero il 24% in più del dovuto”. Salvo poi concludere dicendo “Non è solo necessario ridurre la quantità di acidi grassi saturi nella dieta dei bambini, e dei soggetti adulti a rischio (ipertesi, cardiopatici, dislipidemici…) ma contemporaneamente aumentare l’apporto di acidi grassi mono-insaturi e poli-insaturi. Dovendo scegliere se ridurre latte, formaggi, carne, prosciutto cotto da una parte e biscotti e merendine dall’altra, direi che la scelta va indirizzata verso la moderazione dei prodotti da forno dolci e salati e dei cibi venduti nei supermercati che contengono olio di palma”. Recuperare la verità dopo una valanga di articoli che assolvono il palma è difficile. La situazione è ancora più complicata per l’avvio di una campagna pubblicitaria milionaria firmata dalla lobby dei produttori, su tv e giornali che presenta l’olio tropicale come un prodotto di cui ci si può fidare all’interno di una dieta corretta. La realtà è un molto diversa visto che ogni italiano ne assume 12 g al giorno con i problemi che ne seguono, evidenziati dall’Istituto Superiore di Sanità! Si arriva al paradosso che il sito dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile (finanziato da multinazionali come Ferrero, Nestlè e Unilever) ribalta il documento dell’ISS e dichiara soddisfatto che sono stati “sfatati finalmente gli inutili allarmismi nutrizionali” riferiti all’eccessivo consumo di palma. Parlare di inutili allarmismi è inaccettabile, ed è ancora più scandaloso interpretare a proprio favore il parere dell’Istituto Superiore di Sanità. È doveroso sgombrare il campo da qualsiasi forma di assoluzione e riflettere sul fatto che questa confusione è funzionale alla lobby delle aziende che utilizzano in gran quantità l’olio tropicale. Ci aspettiamo ora un nuovo parere dei nutrizionisti del Crea Nut sul problema del palma e, un intervento chiaro da parte dei siti e dei giornalisti che hanno accusato Il Fatto Alimentare di avere orchestrato una campagna denigratoria.
  • 3.
    Il sito delleaziende si ritiene soddisfatto perché sono stati “sfatati finalmente gli inutili allarmismi nutrizionali”nei confronti del palma Ecco alcuni titoli dei lanci di agenzia e di articoli apparsi in rete: Ansa: Unione italiana olio palma sostenibile, Iss sfatato allarmismi Adnkronos (1° lancio): “L’olio di palma non è nocivo”, parola dell’Istituto superiore di sanità, poi limato con un 2° lancio Adnkronos: Iss, olio di palma non nocivo, eccessi da evitare La Stampa: L’olio di palma non è nocivo, rischi dall’eccesso di grassi saturi Greenstyle: Olio di palma: non fa male secondo l’Istituto Superiore di Sanità CorporeSano Magazine: L’Olio di Palma non è un veleno: fine del terrorismo alimentare? Magazine delle donne: Olio di palma fa male? A quanto pare no La Stampa: ISS e Ministero d’accordo l’olio di palma non è più dannoso. (Articolo di Roberto La Pira) Fonte: ilfattoalimentare.it Olio di palma, l’Istituto Superiore di Sanità valuta il consumo della popolazione. Allarmismo o realtà? Una valutazione del rischio a partire dal consumo della popolazione (esposizione): in base all’ISS siamo tranquilli. Ma la campagna
  • 4.
    lanciata dai colossidelle multinazionali non lascia presagire nulla di buono. Un rapporto, sull’eventuale tossicità dell’olio di palma come ingrediente alimentare è al centro del dibattito. L’olio di palma è onnipresente in biscotti, merendine ma anche in panificati e in genere prodotti da forno, gelateria-. Diversi studi scientifici ne hanno messo in relazione la presenza di acido palmitico con capacità pro-infiammatoria nel pancreas, predisponendo a diabete, aterosclerosi e addirittura cancro. La D.G. Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Ministero della Salute ha inoltrato una domanda all’ISS, che ha risposto con un rapporto ufficiale. Le conclusioni, sottolineano tre dati: - il primo che è il contenuto di grassi saturi in quanto tale- irrispettivamente dalla qualità degli stessi- a essere dannosa per le arterie e per il quadro cardiovascolare; in conseguenza, l’olio di palma è più ricco di grassi saturi (45-55%) rispetto a oli vegetali di altra natura; - la seconda, che l’acido palmitico in quanto tale risulta assolto- non vi sono evidenze scientifiche significative a suo carico nell’imputazione di particolari quadri clinici. Alla fine, il paragone che viene fatto è con il burro. - il terzo dato- è che i consumi di palma non sono eccessivi per la popolazione italiana, mentre quelli di grassi saturi in genere sono appena superiori- per i bambini- al 10% dell’energia consigliata da questa fonte. Cosa manca? A nostro convincimento -e senza entrare come altri hanno pure fatto nei livelli di consumo stimati (che potrebbero essere bassi- tra i 2,5 e i 4,7 grammi, ma il trend di import del palma è in forte crescita, dalle 40mila tonnellate nel 2005 alle quasi 80mila nel 2010), nel quadro delineato dall’ISS, sebbene benvenuto e tanto atteso- mancano alcune cose. Intanto, dispiace che il parere dell’ISS non consideri la diversa presenza di acidi grassi a catena corta o lunga nel burro e nell’olio di palma. Il rapporto tra gli stessi prevede infatti che i grassi saturi del burro, a catena corta, siano trasformati con maggiore facilità a livello metabolico in grassi monoinsaturi. Non si può semplicemente affermare che il grasso di palma ed il burro sono sullo stesso piano. L’acido palmitico, che consta di un 44% dell’olio di palma, è un grasso a catena lunga con effetti negativi circa la produzione di colesterolo. Uno studio del Ministero dell’Agricoltura USDA- aveva dichiarato nel 2006 che l’olio di palma- contrariamente a quanto fatto da tante industrie alimentare anche in Europa- non è un valido sostituto rispetto ai chiaramente dannosi grassi trans (TFAs), in quanto causerebbe effetti negativi sul profilo ematico, come aumento del colesterolo LDL. Il secondo aspetto da rilevare, è che non basta una generica sostituzione con altri grassi- magari vegetali. Olio di semi di mais o di girasole, per l’elevato
  • 5.
    contenuto di grassipolinsaturi, non sono massimamente indicati per i prodotti da forno in ragione delle elevate temperature di cottura raggiunge, con ossidazione degli stessi. L’ideale sarebbe avere grassi monoinsaturi come quelli dell’olio di oliva- ma già in diversi si stanno affacciando all’utilizzo dell’olio di colza, problematico però per la presenza di acido erucico- epatotossico. Inoltre, una qualche cautela andrebbe posta sulle evidenze- magari non conclusive ma che nemmeno possono essere completamente dismesse- circa aspetti problematici dovuti alla specificità dell’acido palmitico quale componente principale. Si evidenzia inoltre come alcune pubblicazioni prese in considerazione nello studio sono state supportate finanziariamente da associazioni ed Enti in possibile conflitto di interesse. In nessuna parte si fa infine riferimento agli aspetti ambientali della deforestazione selvaggia che le coltivazioni di palma stanno creando in Malesia e Indonesia, che insieme arrivano a produrre quasi il 90% dell’olio di palma globale. Fattore questo, che sarebbe di per sé sufficiente a valutare con maggiore cautela il suo utilizzo così diffuso. Fonte: sicurezzaalimentare.it #Efsa4Bees, il portale dedicato alla salute delle api L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha lanciato un nuovo sito sulla salute delle api e che spiega il proprio lavoro nell’area. Il tema è particolarmente caldo in ragione dei multipli agenti di stress delle api (multiple stressors in bees MUST B), che creano un quadro complesso. La portavoce di Efsa, Agnes Rortais, ha dichiarato che Efsa è conivolta in progetti ambiziosi sulla salute delle api, e ha deciso di lavorare insieme a partner e stakeholder-mettendo a disposizione il proprio materiale sul proprio sito. Efsa ha anche proposto un blog in cui Efsa riporterà notizie veloci e rapidi aggiornamenti per condividere le ultime ricerche. Il blog nelle intenzioni di Efsa è solo il punto iniziale per creare una community on line di esperti e specialisti che si confrontino sul tema. Fonte: sicurezzaalimentare.it Simply ritira dai punti vendita del Lazio salsiccia con cinghiale prodotta dal Salumificio LANZI perché non conforme ai parametri di sicurezza alimentare. Simply market ha ritirato, a titolo precauzionale, dagli scaffali dai punti vendita di
  • 6.
    tutto il Lazio,la salsiccia con cinghiale prodotta dal Salumificio LANZI S.r.L. perché risultata non conforme ai parametri di sicurezza alimentare stabiliti. L’avviso riguarda esclusivamente il Lotto 365 con data di scadenza 28/03/2016. L’azienda si scusa e invita tutti coloro avessero acquistato il prodotto, a non consumarlo né utilizzarlo e a restituire le confezioni al punto di vendita per il rimborso. L’azienda invita a non consumare il prodotto Per ulteriori chiarimenti o segnalazioni si prega di contattare l’Ufficio Qualità Salumificio LANZI S.r.l. Tel. 0743 816119. Fonte: ilfattoalimentare.it
  • 7.
    tutto il Lazio,la salsiccia con cinghiale prodotta dal Salumificio LANZI S.r.L. perché risultata non conforme ai parametri di sicurezza alimentare stabiliti. L’avviso riguarda esclusivamente il Lotto 365 con data di scadenza 28/03/2016. L’azienda si scusa e invita tutti coloro avessero acquistato il prodotto, a non consumarlo né utilizzarlo e a restituire le confezioni al punto di vendita per il rimborso. L’azienda invita a non consumare il prodotto Per ulteriori chiarimenti o segnalazioni si prega di contattare l’Ufficio Qualità Salumificio LANZI S.r.l. Tel. 0743 816119. Fonte: ilfattoalimentare.it