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Lo Storytelling
Raccontarsi e farsi raccontare
       la gente parla
    della nostra marca?
Musica consigliata




                           C’era un tempo, lontano lontano
                        in cui le fattorie parlavano per slogan
                     Era un modo rapidissimo, e molto efficace
                     per far memorizzare i messaggi di rèclame
Ma per le tante magie di quel tempo
dopo pochi anni il millennio cambiò

       In quella èra tutta nuova
               la gente
che pure aveva così poco tempo per sé
   comincio ad ascoltar le fattorie
          che narravano loro
   delle lunghe, interessanti, storie
Uno studioso vecchio vecchio
             disse
       con la sua voce
 profonda e austera, che era
“una metodologia e disciplina
    che, usando i principi
         della retorica
     e della narratologia
 creava racconti influenzanti
     in cui vari pubblici
    potevano riconoscersi”
Egli conosceva
        tutte le scienze
   e sosteneva che le storie
 sono nella natura dell’uomo

Fin dalla notte dei tempi infatti
     l’uomo aveva sempre
    raccontato delle storie
Le fattorie però usavano
          lo Storytelling

      Una cosa un po’ diversa
         dalla narrazione:
esso infatti non racconta il passato
   ma disegna i comportamenti
  orientando i flussi di emozioni
       portando gli individui
  a identificarsi e a conformarsi

   L’epica raccontava lezioni di
     saggezza dall’esperienza
lo storytelling invece incolla sulla
   realtà dei racconti artificiali
La narrazione infatti metteva d’accordo tutti:
 secondo gli antropologi per esempio, fu proprio la narrazione
a permettere la trasmissione della conoscenza tra uomo e uomo
Secondo i sociologi invece
le persone vengono accomunate se si identificano in un racconto
               Sviluppano senso di appartenenza
      rendendosi quindi molto più disponibili a collaborare
E pure quei mattacchioni degli psicologi. Sì, la nostra mente è connaturata
   alla creazione di storie. L’uomo, da sempre, naturalmente, crea storie
                        Pure i sogni son fatti di storie
Musica consigliata




La mente ragiona per immagini. Le storie sono immaginifiche, fanno descrivere
     cioè delle figure nella mente. Perciò si ricordano, sono memorabili
 La memoria vive di immagini. Proviamo a chiudere gli occhi e pensare a ieri
                 Subito, avrà inizio una sequenza di immagini
Le storie aiutano a spiegare i cambiamenti ed i loro motivi
           Sono dinamiche, e suscitano riflessioni
Le storie spiegano le verità, le umane debolezze, le forze, le speranze, le paure
           Tutti noi ci identifichiamo nel protagonista di una storia
Le storie descrivono le alternative, stimolano la fantasia
 quindi fanno immaginare le conseguenze delle scelte
      Ci aiutano a scegliere il prodotto più adatto
Tutte le storie narrano di conflitti
          interiori o esteriori

  E mostrano come il protagonista
          l”eroe”, li affronti
       svelandoci il significato
 delle sue azioni positive e negative

Nel nostro caso l’eroe si deve avvalere
  di uno strumento molto speciale:
          il nostro prodotto
Un prodotto a cui ci si affeziona
pensiamo a quanti prodotti siamo affezionati, e anche a quante marche
    Ma questo è più difficile, perché un prodotto è concreto e utile
     mentre una marca è soltanto un nome, una filosofia, un’idea
In quello strano
       millennio
lo storytelling divenne
veramente importante

  La gente infatti era
     ormai confusa
da troppi messaggi spot

 Si preferiva ricevere
    meno messaggi
 ma più affascinanti
    e coinvolgenti
proprio come le storie
E quando le storie sono belle e interessanti vengono ri-raccontate a loro volta
Noi proviamo molto piacere nel raccontare nuovamente le storie che ci piacciono
                Pensiamo ad un aneddoto, o ad una barzelletta
       Una marca che riesce a farsi raccontare raggiunge certo il successo
   o comunque la notorietà. E pure, scusate l’espressione volgare, tutto gratis
Nel millennio precedente
si dava importanza all’immagine

  In quello successivo invece
   si badò alla reputazione

 La differenza sta nel fatto che
     l’immagine se la crea
            la fattoria
     la reputazione invece
        è ciò che la gente
        dice in giro di lei

    Roba seria, molto seria
    Ma niente affatto triste
Ci piace condividere…
          Gli strumenti per diffondere la reputazione di una marca,
                       in quel millennio tutto nuovo,
                          non mancavano di sicuro
Musica consigliata
Ci piace condividere…
   Il termine “condividere” divenne molto popolare
        E si condivideva in un modo tutto nuovo
Nell’era dell’informazione si condivideva la conoscenza
                E le storie sono conoscenza
Ci piace condividere…

Anche gli uccellini cinguettavano storie
Si chiamavano
                                                 “mezzi sociali”
                                                 ma i forestieri
                                                 li chiamavano
                                                 “social media”




                 Erano veramente tanti
   ogni giorno se ne inventavano di nuovi, diversi
adatti alle rinnovate esigenze dei popolani che, invero
    diventavano sempre più bizzarri e capricciosi
Qualcuno faceva
                                                   confusione
                                                    e pensava
                                                  con le storie
                                                    di potersi
                                                prendere giuoco
                                                   della gente




       Ma il millennio era cambiato davvero
   ed erano ancora tanti i mercanti che, ancora
non avevano compreso che le storie le raccontavano
             SOPRATTUTTO la gente
E la gente
    che invece imparò tanto presto
    ad usare tutti quei nuovi arnesi
     quando si sentiva presa in giro
          subito si vendicava:

bastava raccontarlo, e tutti i suoi amici
         meglio, i suoi contatti
  l’avrebbero raccontato a loro volta
Antichi opifici

                       popolani
                                            Era tornato il passaparola
                                             solo che stavolta era più
                                             rapido, efficace, potente




        Anche perché la gente non si fidava più di
       quel mezzo ormai abusato che era la rèclame
Essa spesso dava fastidio, e poi si sapeva che diceva le bugie
I popolani
                                                        si fidavano invece
                                                        di ciò che dicevano
                                                         gli altri popolani
                                                            perché erano
                                                           disinteressati
                                                              e, spesso
                                                            anche molto
                                                            competenti




                Certo, non sempre ma molto spesso
Era un rapporto da pari a pari, peer to peer, come dicevano i forestieri
                         E non costava nulla
In quel millennio
                                                  posmoderno infatti
                                                 la gente amava tanto
                                                     la tecnologia ma
                                                       per paradosso
                                                 riscopriva tante tante
                                                         belle cose
                                                   dei tempi antichi



Quasi si comportavano come se appartenessero a una medesima tribù
                  erano capaci di azioni collettive,
    si muovevano tutti assieme, rapidamente, inaspettatamente
               Essi erano mossi da uno scopo comune
      che spesso era dovuto ad una semplice motivazione etica
Raccontare storie
    sviluppa
   il senso di
 appartenenza

  Un racconto
 meglio di altri
 freddi schemi
 usati un tempo
   riesce a far
immedesimare le
     persone

 Musica consigliata
Ancor più importante poi è far condividere le storie
  E le emozioni se condivise sono ancor più belle
         Condividere vuol dir moltiplicare
Le storie trovano l’individuo nella folla




E ciascuno le reinterpreta a modo suo. Aggiunge, toglie, modifica
          Tutto dipende dalle sue personali emozioni
  L’importante però e che rimanga intatta la trama della storia
Le storie creano connessione ed empatia
 sono più facili da capirsi e stimolano
     la creazione di nuove soluzioni
        Sono molto più persuasive
            Le storie sono belle
“Ma come
  si costruisce una storia?”
chiese allora un bimbo curioso

Un signore dall’aria stralunata
         gli rispose:
 simula una situazione vera
  poi dài un insegnamento
       Ed infine invita
     a metterlo in pratica



            Musica consigliata
“Può spiegarsi meglio”? Incalzò il bambino, un poco scettico
“Certo”
   rispose il tipo allampanato

“ricordiamoci che le matrici delle
  storie le abbiamo impresse nel
          nostro inconscio

  E queste storie primordiali si
      chiamano archetipi”
La dinamica di una storia




                                                                                                             le
                                                                                                         fina
                                                                                                       sfida
                                             a
                                          id
                                          sf
Tranquillità




                                     la




                                                                                                  ce la
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                                                         L’ero più diffi
                                                          la lot
                                   on




                                                                                               e vin
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                                                               e affr
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                                                                                                  ce
                                                                      onta ile




                                                                                             agis
                                                                                        Si re
                                                                           c
   I atto                                      II atto                                                   III atto



               I incidente                                                       II incidente
     Una storia inizia di solito da uno stato d’animo tranquillo e positivo
Ma ecco l’imprevisto, che l’eroe affronta e supera. Ancora, quando sembra tutto
  ormai passato, ecco una nuova minaccia, ancor più grave della precedente
             Con maggior fatica, astuzia, coraggio fino all’eroismo
         il protagonista affronta tutti i pericoli e, naturalmente, vince
Secondo il più grande studioso del tempo
       che si chiamava Carl Jung
         tutte le persone hanno
    un comune “inconscio collettivo”

C’è un aspetto affettivo, simbolico, etico

          Questo è l’archetipo
Mentre secondo un certo Booker, le storie
   potevano seguire sette archetipi differenti




 Battere il mostro                                 l’integrità
 sfidare sé stessi                               e la purezza
     storie di                                    le tragedie
     saggezza                                          e le
ezioni di ottimismo                               commedie
E gli eroi possono essere di tanti tipi diversi
 Ma essi devono sempre insegnarci qualcosa, questa è la morale.
Nello storytellig la morale sta nella bellezza, nel fascino, nell’utilità
      del prodotto. Meglio: nell’esperienza d’uso del prodotto
Le marche allora
 (che poi erano i cognomi
       dei prodotti)             Questo era il fine
avevano bisogno di tempo         dello storytelling
       per spiegare
     a tutti i popolani               Il motivo
         il motivo               veniva rafforzato
    della loro bellezza              dal fatto che
                                dietro questa marca
                                vi fosse una lunga ed
 In fondo, quando qualcuno       avvincente storia
la sceglieva doveva avere un
        buon motivo                  La morale
                               è sempre un argomento
      Questo motivo                     forte
 era la morale della favola
Gli studiosi dei mercati
          la chiamavano
 “Tessuto narrativo della marca”

In sostanza: cosa dovrebbe andare
       a dire la gente di lei?
    Perché dovrebbe sceglierla?

Riuscire non solo a dare un motivo
  ma spingerla a dirlo in maniera
           coinvolgente

         Si prefigurava
      un millennio difficile
Qualche eccentrico giullare
           arrivò a dire:
  “un bravo mercante, in questo
millennio, deve saper scrivere bene”

   Chissà… magari aveva ragione
Per tutte queste cose, si scopri che lo storytelling era molto utile in tante altre
cose non solo per intrattenere i bambini piccoli ma anche tutti i bambini grandi
            Li aiutava a diventare ancora più grandi e più forti dentro
    Aiutava a risolvere problemi, a prender decisioni, a scambiarsi il sapere,
   e soprattutto a cambiare, vero forte imperativo di quel difficile momento
… e fu così
che il rapporto
  tra aziende
    e clienti
 si trasformò
 in rapporto
 tra persona
   e persona

  Musica consigliata
E vissero
      insieme
felici e contenti
Gratzias meda

       Andrea Riccio

       Via Tharros 91
      09170 - Oristano
         0783 212037
info@marketingeformazione.it
      www.ilriccio.eu
www.marketingeformazione.it
    Skype: Andrea.riccio1
    Twitter: andrea_riccio
http://drwho.it

http://www.slideshare.net/biancacawthorne/engaging-through-storytelling-overview


http://blog.evoluzionetelematica.it/quale-la-vostra-storia/


 http://www.slideshare.net/whitneyq/power-of-story-ux-hong-kong



http://blog.tagliaerbe.com/2010/08/storytelling.html



http://gruppodilettura.wordpress.com/2008/10/31/storytelling-la-fabbrica-delle-storie-la-na

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Lo Storytelling

  • 1. Lo Storytelling Raccontarsi e farsi raccontare la gente parla della nostra marca?
  • 2. Musica consigliata C’era un tempo, lontano lontano in cui le fattorie parlavano per slogan Era un modo rapidissimo, e molto efficace per far memorizzare i messaggi di rèclame
  • 3. Ma per le tante magie di quel tempo dopo pochi anni il millennio cambiò In quella èra tutta nuova la gente che pure aveva così poco tempo per sé comincio ad ascoltar le fattorie che narravano loro delle lunghe, interessanti, storie
  • 4. Uno studioso vecchio vecchio disse con la sua voce profonda e austera, che era “una metodologia e disciplina che, usando i principi della retorica e della narratologia creava racconti influenzanti in cui vari pubblici potevano riconoscersi”
  • 5. Egli conosceva tutte le scienze e sosteneva che le storie sono nella natura dell’uomo Fin dalla notte dei tempi infatti l’uomo aveva sempre raccontato delle storie
  • 6. Le fattorie però usavano lo Storytelling Una cosa un po’ diversa dalla narrazione: esso infatti non racconta il passato ma disegna i comportamenti orientando i flussi di emozioni portando gli individui a identificarsi e a conformarsi L’epica raccontava lezioni di saggezza dall’esperienza lo storytelling invece incolla sulla realtà dei racconti artificiali
  • 7. La narrazione infatti metteva d’accordo tutti: secondo gli antropologi per esempio, fu proprio la narrazione a permettere la trasmissione della conoscenza tra uomo e uomo
  • 8. Secondo i sociologi invece le persone vengono accomunate se si identificano in un racconto Sviluppano senso di appartenenza rendendosi quindi molto più disponibili a collaborare
  • 9. E pure quei mattacchioni degli psicologi. Sì, la nostra mente è connaturata alla creazione di storie. L’uomo, da sempre, naturalmente, crea storie Pure i sogni son fatti di storie
  • 10. Musica consigliata La mente ragiona per immagini. Le storie sono immaginifiche, fanno descrivere cioè delle figure nella mente. Perciò si ricordano, sono memorabili La memoria vive di immagini. Proviamo a chiudere gli occhi e pensare a ieri Subito, avrà inizio una sequenza di immagini
  • 11. Le storie aiutano a spiegare i cambiamenti ed i loro motivi Sono dinamiche, e suscitano riflessioni
  • 12. Le storie spiegano le verità, le umane debolezze, le forze, le speranze, le paure Tutti noi ci identifichiamo nel protagonista di una storia
  • 13. Le storie descrivono le alternative, stimolano la fantasia quindi fanno immaginare le conseguenze delle scelte Ci aiutano a scegliere il prodotto più adatto
  • 14. Tutte le storie narrano di conflitti interiori o esteriori E mostrano come il protagonista l”eroe”, li affronti svelandoci il significato delle sue azioni positive e negative Nel nostro caso l’eroe si deve avvalere di uno strumento molto speciale: il nostro prodotto
  • 15. Un prodotto a cui ci si affeziona pensiamo a quanti prodotti siamo affezionati, e anche a quante marche Ma questo è più difficile, perché un prodotto è concreto e utile mentre una marca è soltanto un nome, una filosofia, un’idea
  • 16. In quello strano millennio lo storytelling divenne veramente importante La gente infatti era ormai confusa da troppi messaggi spot Si preferiva ricevere meno messaggi ma più affascinanti e coinvolgenti proprio come le storie
  • 17. E quando le storie sono belle e interessanti vengono ri-raccontate a loro volta Noi proviamo molto piacere nel raccontare nuovamente le storie che ci piacciono Pensiamo ad un aneddoto, o ad una barzelletta Una marca che riesce a farsi raccontare raggiunge certo il successo o comunque la notorietà. E pure, scusate l’espressione volgare, tutto gratis
  • 18. Nel millennio precedente si dava importanza all’immagine In quello successivo invece si badò alla reputazione La differenza sta nel fatto che l’immagine se la crea la fattoria la reputazione invece è ciò che la gente dice in giro di lei Roba seria, molto seria Ma niente affatto triste
  • 19. Ci piace condividere… Gli strumenti per diffondere la reputazione di una marca, in quel millennio tutto nuovo, non mancavano di sicuro Musica consigliata
  • 20. Ci piace condividere… Il termine “condividere” divenne molto popolare E si condivideva in un modo tutto nuovo Nell’era dell’informazione si condivideva la conoscenza E le storie sono conoscenza
  • 21. Ci piace condividere… Anche gli uccellini cinguettavano storie
  • 22. Si chiamavano “mezzi sociali” ma i forestieri li chiamavano “social media” Erano veramente tanti ogni giorno se ne inventavano di nuovi, diversi adatti alle rinnovate esigenze dei popolani che, invero diventavano sempre più bizzarri e capricciosi
  • 23. Qualcuno faceva confusione e pensava con le storie di potersi prendere giuoco della gente Ma il millennio era cambiato davvero ed erano ancora tanti i mercanti che, ancora non avevano compreso che le storie le raccontavano SOPRATTUTTO la gente
  • 24. E la gente che invece imparò tanto presto ad usare tutti quei nuovi arnesi quando si sentiva presa in giro subito si vendicava: bastava raccontarlo, e tutti i suoi amici meglio, i suoi contatti l’avrebbero raccontato a loro volta
  • 25. Antichi opifici popolani Era tornato il passaparola solo che stavolta era più rapido, efficace, potente Anche perché la gente non si fidava più di quel mezzo ormai abusato che era la rèclame Essa spesso dava fastidio, e poi si sapeva che diceva le bugie
  • 26. I popolani si fidavano invece di ciò che dicevano gli altri popolani perché erano disinteressati e, spesso anche molto competenti Certo, non sempre ma molto spesso Era un rapporto da pari a pari, peer to peer, come dicevano i forestieri E non costava nulla
  • 27. In quel millennio posmoderno infatti la gente amava tanto la tecnologia ma per paradosso riscopriva tante tante belle cose dei tempi antichi Quasi si comportavano come se appartenessero a una medesima tribù erano capaci di azioni collettive, si muovevano tutti assieme, rapidamente, inaspettatamente Essi erano mossi da uno scopo comune che spesso era dovuto ad una semplice motivazione etica
  • 28. Raccontare storie sviluppa il senso di appartenenza Un racconto meglio di altri freddi schemi usati un tempo riesce a far immedesimare le persone Musica consigliata
  • 29. Ancor più importante poi è far condividere le storie E le emozioni se condivise sono ancor più belle Condividere vuol dir moltiplicare
  • 30. Le storie trovano l’individuo nella folla E ciascuno le reinterpreta a modo suo. Aggiunge, toglie, modifica Tutto dipende dalle sue personali emozioni L’importante però e che rimanga intatta la trama della storia
  • 31. Le storie creano connessione ed empatia sono più facili da capirsi e stimolano la creazione di nuove soluzioni Sono molto più persuasive Le storie sono belle
  • 32. “Ma come si costruisce una storia?” chiese allora un bimbo curioso Un signore dall’aria stralunata gli rispose: simula una situazione vera poi dài un insegnamento Ed infine invita a metterlo in pratica Musica consigliata
  • 33. “Può spiegarsi meglio”? Incalzò il bambino, un poco scettico
  • 34. “Certo” rispose il tipo allampanato “ricordiamoci che le matrici delle storie le abbiamo impresse nel nostro inconscio E queste storie primordiali si chiamano archetipi”
  • 35. La dinamica di una storia le fina sfida a id sf Tranquillità la ce la ta L’ero più diffi la lot on e vin ffr a e affr ta Si ce onta ile agis Si re c I atto II atto III atto I incidente II incidente Una storia inizia di solito da uno stato d’animo tranquillo e positivo Ma ecco l’imprevisto, che l’eroe affronta e supera. Ancora, quando sembra tutto ormai passato, ecco una nuova minaccia, ancor più grave della precedente Con maggior fatica, astuzia, coraggio fino all’eroismo il protagonista affronta tutti i pericoli e, naturalmente, vince
  • 36. Secondo il più grande studioso del tempo che si chiamava Carl Jung tutte le persone hanno un comune “inconscio collettivo” C’è un aspetto affettivo, simbolico, etico Questo è l’archetipo
  • 37. Mentre secondo un certo Booker, le storie potevano seguire sette archetipi differenti Battere il mostro l’integrità sfidare sé stessi e la purezza storie di le tragedie saggezza e le ezioni di ottimismo commedie
  • 38. E gli eroi possono essere di tanti tipi diversi Ma essi devono sempre insegnarci qualcosa, questa è la morale. Nello storytellig la morale sta nella bellezza, nel fascino, nell’utilità del prodotto. Meglio: nell’esperienza d’uso del prodotto
  • 39. Le marche allora (che poi erano i cognomi dei prodotti) Questo era il fine avevano bisogno di tempo dello storytelling per spiegare a tutti i popolani Il motivo il motivo veniva rafforzato della loro bellezza dal fatto che dietro questa marca vi fosse una lunga ed In fondo, quando qualcuno avvincente storia la sceglieva doveva avere un buon motivo La morale è sempre un argomento Questo motivo forte era la morale della favola
  • 40. Gli studiosi dei mercati la chiamavano “Tessuto narrativo della marca” In sostanza: cosa dovrebbe andare a dire la gente di lei? Perché dovrebbe sceglierla? Riuscire non solo a dare un motivo ma spingerla a dirlo in maniera coinvolgente Si prefigurava un millennio difficile
  • 41. Qualche eccentrico giullare arrivò a dire: “un bravo mercante, in questo millennio, deve saper scrivere bene” Chissà… magari aveva ragione
  • 42. Per tutte queste cose, si scopri che lo storytelling era molto utile in tante altre cose non solo per intrattenere i bambini piccoli ma anche tutti i bambini grandi Li aiutava a diventare ancora più grandi e più forti dentro Aiutava a risolvere problemi, a prender decisioni, a scambiarsi il sapere, e soprattutto a cambiare, vero forte imperativo di quel difficile momento
  • 43. … e fu così che il rapporto tra aziende e clienti si trasformò in rapporto tra persona e persona Musica consigliata
  • 44. E vissero insieme felici e contenti
  • 45. Gratzias meda Andrea Riccio Via Tharros 91 09170 - Oristano 0783 212037 info@marketingeformazione.it www.ilriccio.eu www.marketingeformazione.it Skype: Andrea.riccio1 Twitter: andrea_riccio

Editor's Notes

  1. C’era un tempo, lontano lontano, in cui le fattorie parlavano per slogan. Era un modo rapidissimo, e molto efficace per far memorizzare i messaggi di rèclame
  2. Ma, per le tante strane magie di quel tempo, dopo pochi anni il millennio cambiò. In quella èra tutta nuova, la gente, che pure aveva così poco tempo per sé, comincio ad ascoltar le fattorie che narravano loro delle lunghe, interessanti, storie
  3. Uno studioso vecchio vecchio disse, con la sua voce profonda e austera, che era “una metodologia e disciplina che, usando i principi della retorica e della narratologia creava racconti influenzanti in cui vari pubblici potevano riconoscersi”
  4. Egli conosceva tutte le scienze, e sosteneva che le storie erano nella natura dell’uomo. Fin dalla notte dei tempi, infatti, l’uomo aveva sempre raccontato delle storie.
  5. Le fattorie però, usavano lo storytelling. Una cosa un po’ diversa dalla narrazione: infatti esso non racconta il passato, ma disegna i comportamenti, orientando i flussi di emozioni, portando gli individui a identificarsi e a conformarsi L’epica raccontava lezioni di saggezza dall’esperienza, lo storytelling invece incolla sulla realtà dei racconti artificiali http://gruppodilettura.wordpress.com/2008/10/31/storytelling-la-fabbrica-delle-storie-la-narrazione-come-strumento-di-manipolazione/
  6. La narrazione infatti metteva d’accordo tutti: secondo gli antropologi, per esempio, fu proprio la narrazione a permettere la trasmissione della conoscenza tra uomo e uomo
  7. Secondo i sociologi, invece, le persone vengono accomunate se si identificano in un racconto. Sviluppano senso di appartenenza rendendosi quindi molto più disponibili a collaborare.
  8. E pure quei mattacchioni degli psicologi. Sì, la nostra mente è connaturata alla creazione di storie. L’uomo, da sempre, naturalmente, crea storie. Pure i sogni, son fatti di storie. Fine Selling england Inizio Imagine
  9. La mente ragiona per immagini. Le storie sono immaginifiche, fanno descrivere cioè delle figure nella mente. Perciò si ricordano, sono memorabili. La memoria vive di immagini. Proviamo a chiudere gli occhi e pensare a ieri. Subito, avrà inizio una sequenza di immagini
  10. Le storie aiutano a spiegare i cambiamenti ed i loro motivi. Sono dinamiche, e suscitano riflessioni
  11. Le storie descrivono le alternative, stimolano la fantasia quindi aiutano ad immaginare le conseguenze delle scelte Ci aiutano a scegliere il prodotto più adatto
  12. Tutte le storie contengono conflitti, interiori o esteriori. E mostrano come il protagonista, l”eroe”, le affronti, spiegandoci il significato delle sue azioni, positive e negative. Nel nostro caso l’eroe si deve avvalere di uno strumento molto speciale: il nostro prodotto.
  13. Un prodotto a cui ci si affeziona. Pensiamo a quanti prodotti siamo affezionati. E anche a quante marche. E questo è più difficile, perché un prodotto è concreto e utile, mentre una marca è soltanto un nome, una filosofia, un’idea
  14. In quello strano millennio lo storytelling divenne veramente importante. La gente infatti era ormai sommersa da troppi messaggi spot Si preferiva ricevere meno messaggi, ma più affascinanti e coinvolgenti, proprio come le storie
  15. E quando le storie son belle e interessanti, vengono ri-raccontate a loro volta. Noi proviamo molto piacere nel raccontare nuovamente le storie che ci piacciono. Pensiamo ad un aneddoto, o ad una barzelletta. Una marca che riesce a farsi raccontare raggiunge certo il successo, o comunque la notorietà. E pure, scusate l’espressione volgare… tutto gratis
  16. Nel millennio precedente si dava importanza all’immagine In quello successivo invece, si badò alla reputazione. La differenza stava nel fatto che l’immagine se la creava la fattoria, ma la reputazione era ciò che la gente diceva in giro di lei. Roba seria, molto seria. Ma niente affatto triste Fine Imagine
  17. Gli strumenti per diffondere la reputazione di una marca, in quel millennio tutto nuovo, non mancavano di sicuro Come together
  18. La parola “condividere” divenne molto popolare. E si condivideva in un modo tutto nuovo. Nell’era dell’informazione si condivideva la conoscenza. E le storie, sono conoscenza
  19. Anche gli uccellini cinguettavano storie
  20. Si chiamavano “Mezzi sociali”, qualche forestiero li chiamava “social neworks”. Erano veramente tanti, ogni giorno ne uscivano di nuovi, diversi, adatti alle rinnovate esigenze dei popolani che, invero, diventavano sempre più bizzarri e capricciosi
  21. Qualcuno faceva confusione, e pensava, con le storie, di potersi prendere giuoco della gente. Ma il millennio era cambiato, ed erano ancora tanti i mercanti che, ancora, non avevano compreso che,le storie, le raccontava SOPRATTUTTO la gente, E la gente, che invece aveva imparato tanto presto ad usare tutti quei nuovi arnesi, quando si sentiva presa in giro allora subito si poteva vendicare: bastava raccontarlo, e tutti i suoi amici, meglio, i suoi contatti, l’avrebbero raccontato a loro volta. .
  22. Era tornato il passaparola, solo che stavolta era più rapido, efficace, potente. Anche perché la gente non si fidava più di quel mezzo ormai abusato che era la rèclame. Essa spesso dava fastidio, e poi si sapeva che diceva le bugie. I popolani si fidavano invece di ciò che dicevano gli altri popolani, perché parlavano in maniera disinteressata, e, molto spesso erano molto competente. Certo, non sempre ma molto spesso Era un rapporto da pari a pari, peer to peer, come dicevano i forestieri e non costava nulla.
  23. In quel millennio posmoderno infatti, la gente amava tanto la tecnologia ma, per paradosso, riscopriva tante tante belle cose dei tempi antichi. Quasi si comportavano come fossero appartenenti a una tribù: ed erano capaci di azioni collettive, si muovevano tutti assieme, rapidamente, inaspettatamente. Ma erano mossi da uno scopo comune, che spesso era dovuto ad una semplice motivazione etica
  24. Raccontare storie sviluppa il senso di appartenenza. Un racconto, meglio di altri freddi schemi usati un tempo, riesce a far immedesimare le persone
  25. E ciascuno le reinterpreta a modo suo. Aggiunge, toglie, modifica. Tutto dipende dalle sue personali emozioni. L’importante però e che rimanga intatta la trama della storia
  26. Le storie creano connessione ed empatia, sono più facili da capirsi, e stimolano la creazione di nuove soluzioni. Sono molto più persuasive. Le storie sono belle
  27. “ Ma come si costruisce una storia”? Chiese allora un bimbo curioso. Un signore dall’aria stralunata gli rispose: Simula una situazione vera; poi dai un insegnamento. Ed infine invita a metterlo in pratica
  28. “ Può spiegarsi meglio”? Incalzò il bambino, un poco scettico.
  29. Certo, rispose il tipo allampanato: ricordiamoci che le matrici delle storie le abbiamo impresse nel nostro inconscio. E queste storie primordiali si chiamano “archetipi”
  30. E, per fare una buona storia, si partiva di solito da un certo stato d’animo, tranquillo e positivo. A un certo punto, ecco l’imprevisto, che l’eroe affronta e supera. Ma, quando sembra tutto ormai passato, ecco una nuova minaccia, ancor più grave della precedente. Ancora, con maggior fatica, astuzia, coraggio fino all’eroismo il protagonista affronta tutti i pericoli e, naturalmente, vince.
  31. Secondo il più grande studioso del tempo, che si chiamava Carl Jung, tutte le persone hanno un comune “inconscio collettivo”. C’è un aspetto affettivo, simbolico, etico. Questo è l’archetipo
  32. Mentre secondo un certo Booker, le storie potevano seguire sette archetipi differenti: battere il mostro, la sfida con sé stessi, le storie di saggezza, lezioni di ottimismo, l’integrità e la purezza, le tragedie e le commedie. Sarebbe molto interessante poterle esaminare, ma ora dobbiamo correre! Che peccato …
  33. E gli eroi possono essere di tanti tipi diversi. Ma gli eroi devono sempre insegnarci qualcosa, questa è la morale. Nello storytellig la morale è la bellezza, il fascino, l’utilità dell’utilizzo del nostro prodotto
  34. Le marche allora, che poi erano i cognomi dei prodotti, avevano bisogno di tempo, per spiegare a tutti i popolani il motivo della loro bellezza. In fondo, quando qualcuno la sceglieva, doveva avere un buon motivo. Questo era l’oggetto dello storytelling E questo motivo era molto rafforzato dal fatto che, dietro questa marca, vi fosse una lunga ed avvincente storia. http://blog.evoluzionetelematica.it/quale-la-vostra-storia/
  35. Gli studiosi dei mercati la chiamavano: “Tessuto narrativo della marca”: in sostanza: cosa dovrebbe andare a dire la gente di me? Perché dovrebbe sceglierla? Riuscire non solo a dare un motivo, ma spingerla a dirlo in maniera coinvolgente. Si prefigurava un millennio difficile
  36. E allora ci si domandava: ma cosa dovrebbe dire la gente, della nostra marca? Qualche eccentrico giullare arrivò a dire: un bravo mercante, in questo millennio, deve saper scrivere bene. Chissà… magari aveva ragione
  37. Per tutte queste cose, si scopri che lo storytelling era molto utile in tante altre cose, non solo per intrattenere i bambini piccoli ma anche tutti i bambini grandi. E li aiutava a diventare ancora più grandi, e più forti dentro. Aiutava a risolvere problemi, a prender decisioni, a scambiarsi il sapere, e soprattutto a cambiare, vero forte imperativo di quel difficile momento