INTRODUZIONE“I memi sono le unità culturali che si trasmettono di mente in mente, attraverso illinguaggio, passando attrav...
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I personaggi che abbiamo scelto con i loro relativi simboli hanno origini lontane, ancor prima chenella letteratura fiabes...
Ma esiste un‟alternativa ancora diversa che è quella di rivoluzionare del tutto il meme salvando solo  le caratteristiche ...
Così la Lancia y diventa la moderna carrozza ad un prezzo „da favola‟ , Biancaneve„mamma‟ dei nani in una pubblicità per c...
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Relazione c era_una_volta

  1. 1. INTRODUZIONE“I memi sono le unità culturali che si trasmettono di mente in mente, attraverso illinguaggio, passando attraverso qualsivoglia mediatore (manufatti ed artefatti) e media(papiri e vasi, stampa, tv, internet eccetera) ed agendo la comunicazione in tutte le sueforme (orale, scritta, ideografica ed iconica) ed a tutti i livelli di analisi psicosociale: lapersona (le sue cognizioni ed i suoi pensieri), le relazioni interpersonali, i gruppi, lecomunità e le organizzazioni, la folla e la massa, i sistemi sociali.”L‟ambiente dei memi è la cultura, si può quindi dedurre che i memi sono ovunque, ci entrano nellamente e si trasmettono come dei virus senza che noi, umili veicoli, ce ne rendiamo conto. Il poolmemico ci viene trasmesso dall‟infanzia e così arrivati ad un certo punto della nostra vita losentiamo „nostro‟. Tutti i membri di una società posseggono questo bagaglio, che gli permettere dicomunicare in maniera efficace con gli altri. Ai memi però non basta replicarsi, per affermarsihanno bisogno di tre condizioni basilari, già utilizzate nella teoria darwiniana per i geni :replicazione, varietà e diffusione. Questo significa che durante i processi di replicazione i memisubiscono delle mutazioni, volontarie o non.Un processo creativo molto spesso può avvenire proprio per mutazione di un meme. Allora vuoldire che i memi non ci permettono di essere creativi? Che i prodotti umani sono il frutto di una meraimitazione? Non è così. Perché è proprio la variabilità che favorisce la diffusione e di conseguenzail successo di un meme. La creatività non è imitazione, ma piuttosto variazione. In alcuni casi si puòparlare proprio di rivoluzione, una mutazione così profonda da determinare una speciazione, tantepiccole varianti di un unico meme.Il nostro lavoro parte proprio dall‟idea che la diffusione dei memi presenti nelle fiabe hanno avutosuccesso perché subiscono continue variazioni, che gli permettono di propagarsi anche a distanza ditempo, di generazione in generazione ormai da secoli. Il processo virale è stato talmente efficace daportare il meme ad essere utilizzato anche per scopi commerciali.
  2. 2. “C’era una volta…” L’evoluzione dei memi: dalla fiaba allo schermo Utilizzare memi che vengono dalla tradizione è imitazione? Dove sono i risvolti creativi ? Abbiamo analizzato l‟evoluzione di quattro famosi memi delle fiabe come Biancaneve, Cenerentola, Cappuccetto rosso e Raperonzolo a partire dalla loro versione cartacea che ne hanno dato i fratelli Grimm, passando per le loro trasposizioni animate sullo schermo, fino ad arrivare all‟impiego nelle pubblicità, per capire come un meme può diffondersi e sopravvivere fino ad entrare a far parte di un pool memico. Il percorso evolutivo che abbiamo individuato prevede quattro tappe:1. Origine del meme nelle fiabe2. Rielaborazione del meme nei film danimazione3. Trasposizione del meme al cinema e in televisione4. Utilizzo del meme nelle pubblicitá 1. LE ORIGINI Cenerentola […] anche l‟uomo aveva una figlia, ma di una dolcezza e di una bontà da non farsene un‟idea; e in questo tirava dalla sua mamma, che era la donna più buona del mondo. […] La fata non fece altro che toccarla colla sua bacchetta, e i suoi poveri panni si cambiarono in vestiti di broccato d‟oro e di argento, e tutti tempestati di pietre preziose: quindi le diede un paio di scarpine di vetro, che erano una meraviglia. Raperonzolo Raperonzolo era la più bella creatura sotto il sole. Quando ebbe dodici anni la maga la rinchiuse in una torre che sorgeva isolata nel bosco e che non aveva ne porte né finestre; solo in cima c‟era una finestrella. […] Raperonzolo aveva capelli lunghi e meravigliosi, parevano oro filato. Cappuccetto rosso C‟era una volta in un villaggio una bambina, la più carina che si potesse mai vedere. […] Quella buona donna di sua madre le aveva fatto fare un cappuccetto rosso, il quale le tornava così bene a viso, che la chiamavano dappertutto Cappuccetto Rosso. Biancaneve Una volta, in inverno inoltrato, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva cuciva seduta accanto ad una finestra dalla cornice color ebano. […]la regina diede alla luce una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l‟ebano, da quel giorno tutti la chiamarono Biancaneve.
  3. 3. I personaggi che abbiamo scelto con i loro relativi simboli hanno origini lontane, ancor prima chenella letteratura fiabesca erano già oggetto della tradizione popolare. Oltre alle celebri versioni deifratelli Grimm esistono varie copie, ancora oggi presenti nelle librerie. Fra tutti gli altri abbiamoscelto questi perché sono quelli che hanno avuto più successo e per questo ne esistono più versioni.Ma aldilà dei racconti quello che si è imposto è il meme di ognuno di loro, quello che ancora oggi alsolo guardare una mela o una scarpetta ci fa subito pensare al personaggio ed è proprio questo cheha reso possibile la loro diffusione in tutto il mondo.L‟istituto Grimmland1 ancora oggi si occupa di curare e diffondere, anche i maniera nuova eattraverso nuovi canali (utilizzano twitter), i personaggi presenti nella raccolta di favole del 1812dei famosi fratelli.2. I CARTONI ANIMATI“I film danimazione di Lotte Reiniger, i capolavori della Disney, la famosaserie Shreks della Dremworks dimostrano chiaramente che il cinema danimazione è ilmezzo ideale di trasposizione visiva del meraviglioso mondo di fiaba dei fratelli Grimm. ” 2 Infatti per le generazioni moderne dal 1937 con la pubblicazione di „Biancaneve‟ ad oggi il supporto memetico è cambiato, non più il libro, ma il cartoon. I classici Disney nella maggior parte dei casi sono tratti o ispirati da opere letterarie o fiabe molto note, proprio come nel caso dei personaggi da noi scelti, che sono tutti fiabe Grimm. Un processo di imitazione per copia di prodotto (come direbbe S.Blackmore) su scala sempre maggiore.Le fiabe e i cartoon presentano infatti differenze nella trama, pur mantenendo i tratti peculiari delpersonaggio. La maggior parte delle volte acambiare è il finale, reso più romantico eall‟insegna dell‟ happy ending. I personaggi inquestione erano ormai di dominio pubblico alpunto che nelle sceneggiature dei filmd‟animazione le favole dei Grimm non vengononeanche citate! C‟è chi parla di plagio e chi diappropriazione indebita, anche perché come èben noto la Disney ha costruito un impero suquesti personaggi. L‟azienda si difende dicendo che comunque può avanzare diritti in quanto idisegni e i bozzetti sono stati creati appositamente da operatori interni all‟società. Si tratta insommadi un processo creativo e non di imitazione. Anche perché la psicologia dei personaggi èapprofondita e adeguata ai tempi. Resta il fatto che ad avvantaggiarsi sono sempre loro: i memiegoisti, ai quali non importa quale sia il veicolo, l‟importante è replicarsi.1 http://www.goethe.de/ins/it/lp/prj/gri/itindex.htm2 vedi nota 1
  4. 4. Ma esiste un‟alternativa ancora diversa che è quella di rivoluzionare del tutto il meme salvando solo le caratteristiche strettamente necessarie per il suo riconoscimento. E‟ questo il caso estremo delfilm d‟animazione “Come d’incanto” sempre di casa Disney, in cui i personaggi non sono neanche citati, ma solo richiamati, o ancora il caso di “Shrek“ che ne fa quasi una parodia, rendendo le principesse guerriere e aggressive.3. FILM E TELEFIMCon l‟evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa si sono moltiplicate le copie dei memi dellefavole sul grande schermo, ma anche su quello televisivo. Uno dei casi più recenti è quello deltelefilm “ C’era una volta” che trasporta i personaggi delle fiabe intempi moderni nella città di Boston, rielaborando non più i memidei testi Grimm, ma la loro riproduzione Disney. Quindi unarielaborazione della rielaborazione! Anche in questo caso ilprocesso creativo ha preso le basi da qualcosa di già esistente, manon per questo meno originale. La serie infatti ha riscosso undiscreto successo sia negli USA che in Italia. Per quanto riguarda ilcinema sono numerosi i film con protagonista uno dei nostri memi,sia come racconto della storia, sia come reinterpretazione. Unesempio potrebbe essere “A Cinderella story” in cui la protagonistaè una giovane studentessa orfana che al ballo perde il cellulare! Mentre è stata fatta una versione recentissima di Biancaneve in 3D che ha come sottotitolo „Siete sicuri di conoscere la vera storia?‟ in cui oltre alla trama, anche i personaggi sono stravolti ( i nani sono dei banditi). Ed ancora una volta il meme porta al successo un moderno elaborato, diffondendosi stavolta su scala globale. Il cinema infatti permette di „contagiare‟ milioni di persone contemporaneamente, la massima diffusione virale. Ma questi sono solo degli esempi di una vastissima produzione.4. PUBBLICITA‟La forza che i memi hanno raggiunto permette di utilizzarli a scopo commerciale. Da anni lepubblicità approfittano della fama dei simboli di queste fiabe per rendere più efficaci i loro slogan.Se tutti riconoscono il meme, tutti gli assoceranno il prodotto, sperando nella stessa diffusione.Allora Raperonzolo diventa la testimonial prediletta di shampoo, piastra e prodotti per capelli,Cenerentola quella per pubblicizzare scarpe ecc… Ma anche altre di interpretazioni più fantasiose.
  5. 5. Così la Lancia y diventa la moderna carrozza ad un prezzo „da favola‟ , Biancaneve„mamma‟ dei nani in una pubblicità per carrozzini, Raperonzolo non cala più icapelli dalla torre, ma un rotolo di carta igienica, oppure si piastra la riccia chiomaper aiutare il principe a raggiungerla, anche in un altro spot non riesce a salire sullatorre e usa la bevanda „che mette le ali‟ per arrivare all‟amata… Ma i simboli diquesti personaggi possono anche diventare il logo di un‟azienda come è successo per la Apple.Si instaura così un legame a filo doppio che intreccia i due processi, ma ancora una volta abeneficiarne sono loro, i memi. IL GRUPPO : Federica Borriello, Giovanni Covino, Luca Micillo, Ilaria Zagarese e Stefania Zona. Università di Napoli Federico II Facoltà di Sociologia Corso di laurea in “ Culture digitali e della comunicazione”. Lavoro di gruppo creato per il corso di Psicologia sociale a cura del professore Stanislao Smiraglia.

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