Museo d’Arte Contemporanea
Viale Padania 6
20851 Lissone - MB
www.museolissone.it
museo@comune.lissone.mb.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
NICOLA SAMORÌ
INTUS
Il MAC di Lissone ospita la prima mostra di
sole sculture di Nicola Samorì [Forlì, 1977],
artista che negli ultimi anni si è fatto cono-
scere per i suoi “delitti pittorici”.
«Se l’ambizione della mia pittura è quella di
risvegliarsi dal sonno bidimensionale», spie-
ga l’artista, «l’aspirazione della mia scultura è
talvolta quella di fare tabula rasa dell’imma-
gine scacciando i rilievi dal piano e scavando
i volumi da dentro». Il titolo della mostra,
INTUS, allude proprio a un “dentro” violato
attraverso un lavoro di endochirurgia sculto-
rea. L’artista ha voluto avvicinarsi a dei testi-
moni plastici, più o meno antichi, per instillare
al loro interno un processo di decomposi-
zione corporea. Le sculture rappresentano
infatti la risposta plastica più coerente al
modus operandi che l’artista sta sperimen-
tando con la pittura negli ultimi anni.
In occasione di questa sua personale, Samorì
si è lambiccato intorno all’interrogativo se un
dipinto quando muore diventa una scultura.
«Forse lo è sempre stato», ha ammesso lui
stesso, «ma solo perdendo i processi d’illu-
sione indotti dal colore e cedendo il passo ai
movimenti prodotti dalla superficie esso sci-
vola nello spazio della scultura». Altrettanto
emblematico è il sottotitolo della mostra,
“Cristalli di crisi”, un’espressione usata da
Carl Einstein che Didi-Huberman attribuisce
«a qualcosa che si manifesta come anomalo
nella storia dell’arte, osando promuovere
l’avanzata sovversiva delle forme attraverso
un assalto regressivo dell’informe» (una re-
gressione all’informe che nel caso di Samorì
informa di sé tutte le opere in mostra).
L’esposizione offrirà un campionario di solu-
zioni rispetto al rilievo, al bassorilievo e al cal-
co della pittura, attingendo in modo trasver-
sale a soluzioni e periodi diversi della spora-
dica eppur sostanziale esperienza plastica
dell’artista.
Sono circa una trentina le opere realizzate
per il museo di Lissone e comprendono delle
teste convulse che si accompagnano a una
ricca sequenza di busti liquefatti nell’onice o
nel marmo rosa. Su colonne di cemento sono
invece posizionate delle teste fuse in bronzo
e altre scolpite nel marmo, utilizzate dall’arti-
sta come blocco a levare. Alcuni “corpi senza
ossa”, ottenuti staccando la pittura dal sup-
porto rigido e facendole assumere un volume
plastico, danno vita a un deposito di situa-
zioni plastico/pittoriche (uno spazio dove il
peso specifico del tegumento si libera della
responsabilità pittorica concedendosi alla
scultura tout court). Al centro della sala, un
nudo di quasi due metri e mezzo replicherà in
grande scala un modellino in cera che ha
assunto una postura tortile attraverso la
pressione delle mani.
Completano l’esposizione degli altorilievi anti-
chi, rimodellati fino a ottenere una vitalità del
negativo, e una serie di busti con la faccia
rivolta a parete, intenti a fissare otto formelle
in bronzo, marmo e olio; tra questi ci saranno
cinque opere autografe dello scultore neo-
classico Paolo Visani, provenienti dal Museo
Civico delle Capuccine di Bagnacavallo, che
dialogheranno con tre rifacimenti eseguiti da
Samorì.
PRIMO PIANO
10 maggio - 15 giugno 2014
INGRESSO LIBERO
INTUS: CRISTALLI DI CRISI
NICOLA SAMORÌ
A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
INAUGURAZIONE
sabato 10 maggio
ore 18:30

Ldb_TAZ Zanchetta 02

  • 1.
    Museo d’Arte Contemporanea VialePadania 6 20851 Lissone - MB www.museolissone.it museo@comune.lissone.mb.it tel. 039 7397368 – 039 2145174 Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19 Giovedì h 15-23 Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19 NICOLA SAMORÌ INTUS
  • 2.
    Il MAC diLissone ospita la prima mostra di sole sculture di Nicola Samorì [Forlì, 1977], artista che negli ultimi anni si è fatto cono- scere per i suoi “delitti pittorici”. «Se l’ambizione della mia pittura è quella di risvegliarsi dal sonno bidimensionale», spie- ga l’artista, «l’aspirazione della mia scultura è talvolta quella di fare tabula rasa dell’imma- gine scacciando i rilievi dal piano e scavando i volumi da dentro». Il titolo della mostra, INTUS, allude proprio a un “dentro” violato attraverso un lavoro di endochirurgia sculto- rea. L’artista ha voluto avvicinarsi a dei testi- moni plastici, più o meno antichi, per instillare al loro interno un processo di decomposi- zione corporea. Le sculture rappresentano infatti la risposta plastica più coerente al modus operandi che l’artista sta sperimen- tando con la pittura negli ultimi anni. In occasione di questa sua personale, Samorì si è lambiccato intorno all’interrogativo se un dipinto quando muore diventa una scultura. «Forse lo è sempre stato», ha ammesso lui stesso, «ma solo perdendo i processi d’illu- sione indotti dal colore e cedendo il passo ai movimenti prodotti dalla superficie esso sci- vola nello spazio della scultura». Altrettanto emblematico è il sottotitolo della mostra, “Cristalli di crisi”, un’espressione usata da Carl Einstein che Didi-Huberman attribuisce «a qualcosa che si manifesta come anomalo nella storia dell’arte, osando promuovere l’avanzata sovversiva delle forme attraverso un assalto regressivo dell’informe» (una re- gressione all’informe che nel caso di Samorì informa di sé tutte le opere in mostra). L’esposizione offrirà un campionario di solu- zioni rispetto al rilievo, al bassorilievo e al cal- co della pittura, attingendo in modo trasver- sale a soluzioni e periodi diversi della spora- dica eppur sostanziale esperienza plastica dell’artista. Sono circa una trentina le opere realizzate per il museo di Lissone e comprendono delle teste convulse che si accompagnano a una ricca sequenza di busti liquefatti nell’onice o nel marmo rosa. Su colonne di cemento sono invece posizionate delle teste fuse in bronzo e altre scolpite nel marmo, utilizzate dall’arti- sta come blocco a levare. Alcuni “corpi senza ossa”, ottenuti staccando la pittura dal sup- porto rigido e facendole assumere un volume plastico, danno vita a un deposito di situa- zioni plastico/pittoriche (uno spazio dove il peso specifico del tegumento si libera della responsabilità pittorica concedendosi alla scultura tout court). Al centro della sala, un nudo di quasi due metri e mezzo replicherà in grande scala un modellino in cera che ha assunto una postura tortile attraverso la pressione delle mani. Completano l’esposizione degli altorilievi anti- chi, rimodellati fino a ottenere una vitalità del negativo, e una serie di busti con la faccia rivolta a parete, intenti a fissare otto formelle in bronzo, marmo e olio; tra questi ci saranno cinque opere autografe dello scultore neo- classico Paolo Visani, provenienti dal Museo Civico delle Capuccine di Bagnacavallo, che dialogheranno con tre rifacimenti eseguiti da Samorì. PRIMO PIANO 10 maggio - 15 giugno 2014 INGRESSO LIBERO INTUS: CRISTALLI DI CRISI NICOLA SAMORÌ A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA INAUGURAZIONE sabato 10 maggio ore 18:30