DSA a scuola: osservareDSA a scuola: osservare
per prevenire eper prevenire e
intervenireintervenire
Dott.ssa Baronio RobertaDott.ssa Baronio Roberta –– LogopedistaLogopedista
Dott.ssa Anselmi Benedetta -Dott.ssa Anselmi Benedetta - PedagogistaPedagogista
clinico – Psicomotricista funzionaleclinico – Psicomotricista funzionale
PERCHE’ SI VA MALE A SCUOLA?
Deficit sensoriali e motori (vista, udito prassie)
Handicap mentali (ritardo mentale)
Svantaggio socio-culturale (pochi stimoli, ambienti poveri….
Bilinguismo in fase di acquisizione
Problemi di comportamento e disturbi emotivi
Disturbo Specifico di Apprendimento -DSA
PERCHE' PREVENIRE LE DIFFICOLTA'
DI APPRENDIMENTO?
Da 5% al 10% dei bambini nella scuola elementare presenta problemi
marcati nelle abilità di lettura.
(Cassini ed al.,1984; Lindgren ed al., 1985)
le difficoltà d'apprendimento
storie d'insuccesso
che spesso finiscono per compromettere
la carriera scolastica e lo sviluppo della personalità
e un adattamento sociale equilibrato.
(Rutter et al., 1976; Spreen, 1978; Brier, 1989; Stone e la Greca, 1990;
Vogel, 1990; Biancardi,1991; Masi et al.,1998; Stringer et al.,1999).
Identificazione e prevenzione dei potenziali
disturbi e problemi dell'apprendimento
scolastico
la precocità d'intervento
evoluzione del disturbo e
sviluppo affettivo e cognitivo del
bambino con disturbi specifici
dell'apprendimento
(Baker e Smith, 1999; Jakson et al., 1999;Byrne et al.,2000; Morris
et al., 2000; Schneider et al., 2000; Vadasy et al., 2000)
LA RICERCA DELLE VARIABILI che possono
costituire degli “ indicatori di rischio” si differenzia
in tre filoni:
o condizioni sociali o sanitarie, mediche e neurologiche i referenti di
questo tipo di studi sono i responsabili delle politiche sanitarie,
pediatri, neonatologi, ostetrici ecc.
o il peso delle variabili socioculturali i referenti di questo tipo di studio
sono soprattutto operatori sociali, assistenti sociali, consulenti
famigliari ecc.
il peso di variabili legate allo sviluppo linguistico percettivo,
mnestico, della conoscenza e del pensiero vale a dire quelle variabili
che con un termine generale definiremo cognitive, i referenti di questo
tipo di studio sono tutte le persone coinvolte nell'educazione
LA RICERCA DELLE VARIABILI si divide a sua volta
in due settori
1. aspetti generali dello sviluppo percettivo e cognitivo
2. funzioni e abilità collegate a specifici apprendimenti in
particolare alla lettura, alla scrittura e al calcolo.
condo questo approccio gli apprendimenti di lettura, scrittura,
colo che definiamo apprendimenti di base non si fondano
le abilità percettiva, mnestiche e di pensiero che si sviluppano
orno ai 6 anni, bensìbensì sono il risultato di una serie di capacitàsono il risultato di una serie di capacità
ognitive che hanno iniziato a svilupparsi gradualmente moltoognitive che hanno iniziato a svilupparsi gradualmente molto
mpo primampo prima
MOTIVI DI PREVISIONE DI RISCHIO POSSONO
QUINDI ESSERE:
 ritardo psicomotorio anche lieve
disturbi del linguaggio
disturbi della simbolizzazione
 sindrome di iperattività e/o difficoltà di
concentrazione
DISTURBI DIDISTURBI DI
APPRENDIMENTOAPPRENDIMENTO
 Prerequisiti per apprenderePrerequisiti per apprendere
 Aspetti funzionali dell’apprendimentoAspetti funzionali dell’apprendimento
 Disturbi specifici-aspecificiDisturbi specifici-aspecifici
FAVORISCONO GLIFAVORISCONO GLI
APPRENDIMENTIAPPRENDIMENTI
LA FUNZIONE SIMBOLICA
 (Q. I.)
LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
(ambiente familiare)
LE FUNZIONI PSICOMOTORIE
(evoluzione del S.N.C. 0- 12/14)
QUOZIENTE INTELLETTIVOQUOZIENTE INTELLETTIVO
• NELLA NORMA DA 85 IN POI
• RITARDO MENTALE LIEVE (70-55)
• RITARDO MENTALE MEDIO (55-40)
• RITARDO MENTALE GRAVE (SOTTO 40)
• BORDERLINE DA 70 A 85
SVILUPPO DEL LINGUAGGIOSVILUPPO DEL LINGUAGGIO
• Aspetto fonetico-fonologico
• Aspetto lessicale
• Aspetto grammaticale
• Aspetto sintattico
• Aspetto espressivo
FUNZIONI PSICOMOTORIEFUNZIONI PSICOMOTORIE
Proprie del sistema nervoso centrale
• FUNZIONE DI VEGLIA
• FUNZIONE DI AGGIUSTAMENTO
• FUNZIONE DI PERCEZIONE
DISGNOSIADISGNOSIA
• DIFFICOLTA’ NEL REALIZZARE LA
FUNZIONE GNOSICA: LA CONOSCENZA
• A CAUSA DI PREREQUISITI CARENTI O
INADEGUATI ALL’APPRENDIMENTO
• PREREQUISITI DI TIPO
PSICOLINGUISTICO E/O PSICOMOTORIO
DISTURBI SPECIFICIDISTURBI SPECIFICI
• TERMINE UTILIZZATO PER
DESIGNARE LE MANIFESTAZIONI
DI PARTICOLARI DIFFICOLTA’
- CON IL TESTO SCRITTO O DA
LEGGERE
- CON LA MATEMATICA
• IN ASSENZA DI RITARDO MENTALE
DSA e scuolaDSA e scuola
Evoluzione dei DSAEvoluzione dei DSA
•SUPERAMENTO 20%SUPERAMENTO 20%
•COMPENSAZIONE 50%COMPENSAZIONE 50%
•PERMANENZA 30%PERMANENZA 30%
DISLESSIADISLESSIA
• DIFFICOLTA’ DI LETTURA DEL TESTO
SCRITTO
• DIFFICOLTA’ DI DECODIFICA DEL TESTO
SCRITTO (GRAFEMA-FONEMA) A CAUSA
DI UN DEFICIT DI AUTOMATIZZAZIONE
NELLA CONVERSIONE GRAFEMA –FONEMA
(D. visivo – semantica o superficiale)
• DIFFICOLTA’ DI AUTOMATIZZAZIONE
FONOLOGICA
DISLESSIADISLESSIA
• CIRCA 5% DELLA POPOLAZIONE
SCOLASTICA
• LETTURA FLUTTUANTE (per invenzione)
senza comprensione testo
• LETTURA LENTA E STENTATA
con comprensione testo
DISORTOGRAFIADISORTOGRAFIA
• DIFFICOLTA’ DI SCRITTURA DI UN TESTO
PER ERRORI ORTOGRAFICI DI TIPO:
DIFFICOLTA’ FONOLOGICHE
DIFFICOLTA’ DI CONVERSIONE FONEMA-
GRAFEMA (FONOGRAFEMOLOGICHE)
DIFFICOLTA’ DI DECODIFICA DI SEGNI
OMOFONI-ALLOGRAFI
DISGRAFIADISGRAFIA
• LA DISGRAFIA ESPRIME LA
COMPROMISSIONE DELLA TRADUZIONE
VISUO- CINESTESICA
• PUÒ RIGUARDARE UN PROBLEMA
ASSOCIATIVO: IL BAMBINO NON SA
METTERE INSIEME IL MODELLO
CINESTESICO DEI MOVIMENTI DELLA MANO
CON IL MODELLO VISIVO (DISTURBO VISUO-
CINESTESICO).
DISCALCULIADISCALCULIA
• DIFFICOLTA’ NELLA COMPRENSIONE
DELLA DIREZIONE DELLA MICROFORMA
• DIFFICOLTA’ NEL SENSO
DELL’ORIENTAMENTO DEI NUMERI
• DIFFICOLTA’ NEL SENSO
DELL’INCOLONNAMENTO DEI NUMERI
DISTURBI ASPECIFICIDISTURBI ASPECIFICI
• RITARDO DI LINGUAGGIO
(espressivo)
• RITARDO PSICOMOTORIO
• DEFICIT DI ATTENZIONE CON
IPERATTIVITA
LALA
DISLESSIADISLESSIA
Un dislessico legge ………..Un dislessico legge ………..
• ….nu sidselocis eggel
• Oppure……Un d sle sic l e gge…….
• Oppure…. Un dislessico legge
PREREQUISITIPREREQUISITI
La letto-scrittura richiedeLa letto-scrittura richiede
• orientamento visuo-motorio fisso: da sinistra a destra e
dall'alto in basso
• percezione orientata delle lettere, nella giusta direzione, es.d-
b, p-b
• comprensione del significato di parole e di strutture più ampie
• corrispondenza suono-significato
• interdipendenza tra analisi e sintesi.
REQUISITI ORGANICIREQUISITI ORGANICI E PSICHICIE PSICHICI
Funzione neurologica
Funzione sensoriale
Funzione psicomotoria
Funzione intellettiva
Funzione emotivo - affettiva
Funzione linguistica
F
U
N
Z
I
O
N
E
C
O
G
N
I
T
I
V
A
…..tra lettura come decifrazione e lettura come
comprensione.
A – La decifrazione dei segni (decifrazione segnica)
è la percezione ed il riconoscimento dei grafemi e la
loro associazione ai suoni corrispondenti.
B – La comprensione è l’elaborazione cognitiva degli
indizi percettivi in una realizzazione significativa del
testo, sulla base di processi di anticipazione o di
predizione.
UNA FONDAMENTALE DISTINZIONE…
A – L’occhio getta uno sguardo, più o meno rapido, sulla
linea della scrittura, durante il quale isola percettivamente
per poi associarli sommativamente, non tutti i segni, bensì
solo alcuni.
B - Sulla scorta dei segni così percepiti, il lettore lancia
ipotesi, formula congetture, su ciò che ritiene ci sia scritto,
pertanto procede per via deduttiva, a salti ipotetici, lungo
il testo.
C – Proseguendo nella linea della scrittura verso destra, il
lettore raccoglie visivamente altri grafemi o indizi di
significato, i quali gli consentono di confermare o meno la
giustezza di ciò che ha appena letto/ipotizzato, e quindi di
lanciare altre predizioni sul testo che segue, e così legge.
Passaggi della strategia lettoria…
La letto-scrittura è un’azione globale-predittiva dell’intera
parola, o dell’enunciato che, nel lettore più abile,
congiunge dinamicamente l’azione di decodifica (lettura) o
di codifica (scrittura), espressione del pensiero e
simultaneamente il movimento da sinistra a destra.
PROVE DELLA LETTURA PREDITTIVA 
 VELOCITA’
 LAPSUS
 ERRORI MORFOLOGICI
 INVENZIONI
 PERDITA DELLA COMPRENSIONE IN LETTURA ANALITICA
O LENTA
Tipi di dislessia: (Boder 1973Tipi di dislessia: (Boder 1973
e Sartori 1998)e Sartori 1998)
• fonologica 65% dei casi
• visivo-semantica o (di surface) 10%
dei casi
• mista : fonologica e di surface 25%
dei casi
IN UN BAMBINO DISLESSICO
L’attenzione viene condotta dal bambino/ragazzo
specificatamente sulla decodifica del testo:
– si stanca rapidamente,
– commette errori,
– rimane indietro,
– non impara.
Possibili segnali predittivi DELLAPossibili segnali predittivi DELLA
DISLESSIA alla scuola maternaDISLESSIA alla scuola materna
• IL BAMBINO HA DIFFICOLTA’ NEL
PARLARE CORRETTAMENTE
• HA INIZIATO A PARLARE TARDI
• IN GENERE E’ POCO ATTENTO
• HA DIFFICOLTA’ DI COORDINAZIONE
MOTORIA
• UTILIZZA LE DUE MANI
INDIFFERENTEMENTE O QUASI
Possibili segnali predittivi DELLAPossibili segnali predittivi DELLA
DISLESSIA alla scuola maternaDISLESSIA alla scuola materna
• FATICA A RICONOSCERE FORME O
CONFONDE FORME
• HA TEMPI BREVI DI CONCENTRAZIONE
PER ATTIVITÀ GRAFICHE O DI
RIPRODUZIONE
• E’ INSOLITAMENTE MALDESTRO
• HA PROBLEMI CON IL SUONO DELLE
PAROLE,TIPO POCO SENSO DELLA RIMA
• FA FATICA A IMPARARE A MEMORIA LE
FILASTROCCHE
MANIFESTAZIONI DELLA DISLESSIAMANIFESTAZIONI DELLA DISLESSIA
ALLA SCUOLA PRIMARIAALLA SCUOLA PRIMARIA
• Ha particolari difficoltà nel leggere o nel pronunciare
• Colloca figure o lettere o numeri al posto sbagliato. Es.15 al
posto di 51; d al posto di b,
• Inverte le sillabe nelle parole che pronuncia
• Legge una parola e poi non la riconosce in seguito nella
pagina
• Ha tempi brevi di concentrazione per lettura e scrittura
• Ha difficolta’ a capire tempo e durata
• Confonde la destra e la sinistra
• Risponde oralmente bene, ma ha difficoltà a scrivere la
risposta
• E’ insolitamente maldestro
• Ha problemi con il suono delle parole,Tipo poco senso della
rima.
• Fa fatica a imparare a memoria poesie
SINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIASINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIA
1. SOSTITUZIONE GRAFEMI SIMMETRICI p-b, d-b, p-q. u-n
2. SOSTITUZIONE FONEMI SIMILI P-B. T-D F-V M-N. S-Z. L-R
3. SOSTITUZIONE GRAFEMI POCO DISSIMILI m-n,a-o,e-c,u-v
4. SOSTITUZIONE FONEMI colpo-corpo, panca-panda
5. INVERSIONE FONEMI il-li.aI-la,un-nu,garbo-grabo, tar-tra, las-sal
6. INVERSIONE SILLABE PALA- LAPA
7. SOPPRESSIONE LETTERE/FONEMI porta-pota, cielo-cilo,
tavolo-tavlo
8. SOPPRESSIONE PAROLE
9. REITERAZIONE SILLABE paninino, Giuseppinana
10. AGGIUNTA FONEMI/LETTERE rondinle, manchina
SINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIASINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIA
11. AGGIUNTA SILLABE stufa-stufato
12. ASSOCIAZIONE PAROLE lamela, versocasa
13. ASSOCIAZIONE SILLABE correvave- loce
14. DISPERCEZIONE DI/TRIGRAMMI psi-pis, impr
15. FRAMMENTAZIONE SILLABICA an-diamo, co-struire
16. PERDURANTE SILLABAZIONE
17. SOSTITUZIONE PAROLE susseguire -suggerire
18. PERDITA DI SENSO NEL CAMBIO RIGA
19. LETTURA ESITANTE, DISCONTINUA,ARITMICA
20. ERRORI PLURIMI.
ALLA SCUOLA MEDIAALLA SCUOLA MEDIA
• Permangono le manifestazione della
primaria, spesso in forma ridotto perché in
parte compensate
• La pronuncia della lettura può essere
scadente
• Può essere sbadato nella lettura
• Ha difficoltà a prendere appunti o a
copiare
• Ha difficoltà a scrivere le risposte o i
resoconti
Il bambino ha difficoltà:
 a copiare dalla lavagna
 a prendere nota delle istruzioni impartite
oralmente
Riguardo la lateralizzazione, può avere difficoltà
con i compiti che implicano abilità motorie.
Ha difficoltà nella sintesi e nella copiatura e a
riconoscere la destra dalla sinistra.
In matematica riesce a contare solo sulle dita e
gli risulta veramente difficile apprendere
concetti di algebra o di calcolo.
COMPORTAMENTI
NELL’APPRENDIMENTO
Il BAMBINO/RAGAZZOIl BAMBINO/RAGAZZO
DISLESSICODISLESSICO
Talvolta perde la fiducia in se stesso e può
presentare:
 alterazioni del comportamento,
 ansia da prestazione,
 depressione,
 scarsa autostima.
Il bambino dislessico apprende rapidamente
attraverso l’osservazione e soprattutto
attraversi gli aiuti visivi
SITUAZIONI CRITICHESITUAZIONI CRITICHE
• LETTURA AD ALTA VOCE
• COPIATURA ALLA LAVAGNA
• SCRITTURA DA DETTATURA
• RICHIESTA DI ESATTEZZA FORMALE
• TRADUZIONI
• CALCOLO ORALE
• TABELLINE
PREVENZIONEPREVENZIONE
• La dislessia è individuabile già alla
scuola materna
• Attraverso prove psicomotorie
funzionali e prove fonetico-
fonologiche
Si può prevedere e si può prevenire
Misure compensativeMisure compensative
• Sono strumenti tecnologici che
semplificano l’attività svolgendo una
serie di operazioni automatiche che il
bambino dislessico o discalculico ha
difficoltà a svolgere
• Il calcolatore, la sintesi vocale per
esempio
Le misure dispensativeLe misure dispensative
• Sono misure che riguardano i tempi
di realizzazione delle attività e la
valutazione delle prestazioni
dell’allievo, quali:
- Assegnare compiti più brevi a casa
- Concedere più tempo per le verifiche
- accettare le difficoltà ortografiche
- Limitare la lettura in classe
- Somministrare più verifiche orali che
scritte
LALA
DISGRAFIADISGRAFIA
La fisiologia della grafo-motricità
Il bambino conquista la competenza grafo-motoria
attraverso un percorso,che parte dai grafismi fino ad arrivare
al disegno geometrico. Nello sviluppo delle competenze
grafo-motorie inizialmente il bambino è in grado di tracciare
segni su una superficie con qualsiasi mezzo appuntito.
Successivamente è capace di prolungare in modo informe
la punteggiatura, eseguendo una sorta di traccia informale.
La fisiologia della grafo-motricità
I tratti informi precedenti al disegno ed alla scrittura sono gli
scarabocchi, che sono in costante evoluzione secondo almeno
tre fasi:
a) mero scarabocchio, ghirigori, tracce a tendenza ripetitiva e
circolare
b) scarabocchio con significato conferito a posteriori e mutevole nel
tempo,
c) scarabocchio con intenzionalità simbolica-rappresentativa,
significato preventivo, come rappresentazione grafica di un realtà
figurata secondo visioni e simbologie personali.
La fisiologia della grafo-motricità
Per quanto riguarda l’evoluzione delle linee il bambino è in grado di eseguire in
questa sequenza:
a)      la linea verticale, un tratto dall'alto verso il basso per effetto del
movimento verticale del polso omologo allo scivolamento secondo il peso;
b)      la linea obliqua, un tratto progressivamente controllato verso l'alto e
l'orizzontale;
c)      la linea orizzontale, un tratto controllato in orizzontale con senso da
sinistra a destra per i destri e da destra a sinistra per i mancini;
d)      la linea aperta, un tratto informale non chiuso;
e)      la linea chiusa, un tratto che tende a chiudere un campo (a tre anni
circa), in corrispondenza con le precoci nozioni topologiche di aperto-chiuso e
dentro-fuori;
f)        il cerchio, la chiusura di forme tendenzialmente circolari;
g)      l’incrocio di linee, la tendenza ad incrociare linee, a creare relazioni
topologiche nello spazio.
DISGRAFIADISGRAFIA
• PROBLEMA ESTETICO- MOTORIO
• NON RIGUARDA GLI ERRORI
ORTOGRAFICI
Disgrafia - ELEMENTI DA OSSERVAREDisgrafia - ELEMENTI DA OSSERVARE
scuola dell’infanziascuola dell’infanzia
• DIFFICOLTA’ MOTORIE
• DIFFICOLTÀ NELLA MANUALITÀ FINE
• GOFFAGGINE NEL VESTIRSI, ALLACCIARSI LE
SCARPE,….
Disgrafia - ELEMENTI DADisgrafia - ELEMENTI DA
OSSERVAREOSSERVARE
scuola primariascuola primaria
• DIFFICOLTA’ MOTORIE
• INADEGUATO RICONOSCIMENTO DESTRA/SINISTRA
• DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE SEQUENZE ( MESI,
GIORNI, ORDINE ALFABETICO,…)
• DIFFICOLTÀ A COPIARE DALLA LAVAGNA
• UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA
• DIFFICOLTÀ GRAFO-MOTORIE
• DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE
SINTOMI PRIMARI DELLA DISGRAFIASINTOMI PRIMARI DELLA DISGRAFIA
1. TRATTO GRAFICO IRREGOLARE dimensione. spessore. ritmo. chiusura
2. ELISIONE SILLABE FINALI
3. LETTERE SLEGATE ca valI o
4. SPECULARITÀ GRAFEMI
5. GRAFIA DISCONTINUA riprese grafiche, ritocchi
6. MANCATA CHIUSURA FORME
7. TREMOLIO/RIGIDEZZA
8. UNIONE DI PAROLE setivedo
9. ERRORI ORTOGRAFICI
10. SUDORAZIONE MANO
11. SPASMI MUSCOLARI
Un esempioUn esempio
ELEMENTI DA OSSERVARE
scuola secondaria di I grado (che
permangono)
 UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA
 SCRITTURA SPECULARE DI GRAFEMI E NUMERI
 GRAFIA CHE ALTERNA LO STAMPATO E IL CORSIVO
 MACROGRAFIA
 MICROGRAFIA
 SCRITTURA NON FLUENTE, NON ORDINATA
DISORTOGRAFIA
L’APPRENDIMENTO DELLA SCRITTURA
l’apprendimento della scrittura costituisce un processo
lento e graduale
inizia negli anni della scuola dell’infanzia e si completa
alla fine della scuola primaria
le modalità con cui un bambino impara a scrivere seguono
delle tappe più o meno costanti ed universali
MODELLO EVOLUTIVO DI UTA FRITH
Stadio logografico
Stadio alfabetico
Stadio ortografico
Stadio lessicale
Riconoscimento di parole note
Meccanismo di conversione grafema/fonema
La combinazione di grafemi non è illimitata, ma
segue delle legge ortografiche
Magazzino lessicale che consente il
riconoscimento delle parole conosciute
ORGANIZZAZIONE GERARCHICA
DELL’APPRENDIMENTO DELLA
LETTOSCRITTURA
fase alfabetica cane
fase ortografica ghiro/giro
fase lessicale luna/l’una
LE DIFFICOLTÀ DI SCRITTURA
Disortografia: difficoltà nell’automatizzare le regole di
trasformazione del codice verbale in codice scritto;
Disgrafia: problemi nella riproduzione a memoria di un segno
grafico o nella sua copia
Difficoltà nell’espressione scritta: problemi nella produzione di
un testo scritto
E’ disortografico il bambino normodotato
intellettivamente, senza deficit sensoriali o
neurologici, senza gravi e conclamate patologie
psicologiche ed esposto regolarmente al ciclo
di apprendimento, che commette un numero
di errori nella scrittura persistenti
nel tempo ed invasivi
Disgrafia e disortografia possono presentarsi sia in
associazione sia isolatamente
Disgrafia
 difficoltà nel mantenere i giusti rapporti spaziali
 difficoltà nel mantenere i giusti rapporti di misura delle lettere
 il bambino non rispetta il margine del foglio
 il bambino lascia spazi regolari tra i grafemi e le parole
 il bambino non segue la riga della scrittura e procede in salita
o discesa rispetto al rigo
 difficoltà nel regolare la pressione della mano sul foglio
 cambio di direzione del segno grafico
Disortografia
nella disortografia la grafia risulta essere adeguata e leggibile,
ma il contenuto del testo risulta caratterizzato da vari errori
CLASSIFICAZIONE DEGLI ERRORI ORTOGRAFICI
errori fonologici
scambio di grafemi
omissione/aggiunta di lettere o sillabe
inversione di lettere o sillabe
grafema inesatto
errori non fonologici (ortografici)
separazioni illegali
fusioni illegali
scambio grafema omofono
omissione/aggiunta della lettera h
altri errori
omissione/aggiunta accenti e doppie
Disortografia fonologica
Disturbo delle componenti di tipo fonologico che produce errori
e omissioni nella scelta dei fonemi da realizzare o alterazioni
dell’ordine all’interno della parola
Disortografia superficiale
Disturbo nella componente del processo ortografico: errori con
parole omofone non omografe
NOTA BENE
Gli errori ortografici hanno un peso diverso a seconda che si
tratti di
errori di tipo evolutivo: negli anni di scuola gli alunni hanno
bisogno di esercitare queste competenze. Un bambino che
in terza elementare commette errori di tipo fonologico (f/v) è
più preoccupante di un bambino che commette errori
di tipo ortografico (h).
disortografia: soltanto attraverso un accertamento clinico si
potrà parlare di disortografia
STRATEGIE OPERATIVE CHE POSSONE ESSERE
MESSE IN ATTO DALL’INSEGNANTE
Scuola Materna: ritardo del linguaggio, dislalie, metafonologia
Le difficoltà del bambino spesso nella scuola materna
sono negate dai genitori o misconosciute dagli insegnanti
e anche quando queste vengono individuate
e segnalate non sono affrontate dalle strutture e
dagli operatori responsabili con adeguata tempestività
TAPPE INDICATIVE DELL'EVOLUZIONE FISIOLOGICA
DEI FONEMI
Tra i 24 e i 30 mesi p-bt-d k-gm n l
Tra i 30 e i 48 mesi s sci f-v ci-gi z
Tra i 48 e i 60 mesi r gn gli sp st sk
Se prendiamo come riferimento lo schema
siamo in grado di inviare correttamente e con modalità
adeguate il bambino presso le strutture territoriali.
CAUSECAUSE FUNZIONALIFUNZIONALI CHE POSSONOCHE POSSONO
DETERMINARE DISLALIEDETERMINARE DISLALIE
 Cause che impediscono una buona percezione dei suoni,
come le otiti ricorrenti, nei primi anni di vita, che possono
determinare dislalie audiogene
 Cause che agiscono sulle strutture articolatorie:
 Ipertrofia delle adenoidi (no elevazione linguale)
 Riniti ricorrenti e/o persistenti (no elevazione linguale)
 L’uso prolungato del ciuccio o del biberon (sigmatismo
zetacismo deglutizione atipica)
Succhiarsi il pollice (sigmatismo zetacismo deglutizione
atipica
Scarsa abitudine a masticare (l, r, n, ci).
L’uso del ciuccio e/o del biberon non dovrebbe superare
i 18-20 mesi
Metafonologia e morfo-sintassiMetafonologia e morfo-sintassi
• Riconoscimento ed uso di rime
• Riconoscimento della sillaba iniziale
• Discriminazione fonemica
• Delezione sillabe iniziale; capacità di
analisi e sintesi
• Discriminazione di parole
foneticamente simili
• Segmentazione fonetica
• Ampliamento del lessico in
comprensione
• Arricchimento lessicale-semantico
• Comprensione morfo-sintattica
• Uso dei funtori morfologici
SCUOLA ELEMENTARE/ MEDIE
Abitudini didattiche errate
Correggere le prove degli alunni portando a casa i quaderni
Separazione dei saperi disciplinari (stare attenti all’ortografia solo se s
durante le ore di lingua)
Esercitazioni standardizzate mirate al recupero ovvero gli esercizi class
Assenza dei percorsi metacognitivi
ALCUNI ESEMPI DI PROPOSTE OPERATIVE
Per gli errori fonologici
- testi in cui sono sottolineate parole scritte in modo corretto
e parole scritte in modo errato (si dice ai bambini che nel
testo devo evidenziare le parole che ritengono corrette e
ricopiarle così come sono scritte,mentre devono ricopiare
correggendole quelle che ritengo errate)
- dettato ortografico breve e quotidiano
- dettato di parole e non parole (brodo-bodo)
che mettano in conflitto il bambino
Per gli errori non fonologici
utilizzo di tabelle della memoria (portare l’alunno a utilizzare strategie
lessicali, costruendosi una rappresentazione visiva di parole la cui
grafia non può essere specificata fonologicamente: cuoco-quaderno
il suono è identico, ma la grafia no)
affrontare le difficoltà di una parola individuandola e ricordando il metodo
per superarla
utilizzo di figure o testi significativi
(il legame col contesto facilita l’associazione tra la forma visiva della
parola e il suo significato)
uso del computer per la scrittura spontanea e autonoma
con utilizzo di Word e correttore ortografico da parte dei bambini
che esprimono le maggiori difficoltà
DISCALCULIA
La diagnosi di discalculia
non può essere formulata
prima della III elementare,
anche se già nel primo
ciclo elementare possono essere
rilevate discrepanza fra le
capacità cognitive globali e
l’apprendimento del calcolo numerico
Secondo quanto indicato nell'ICD-10 ed in accordo con
quanto descritto nel DSM-IV, i sintomi delle difficoltà
aritmetiche sono:
a) incapacità di comprendere i concetti di base di particolari operazioni
b) mancanza di comprensione dei termini o dei segni matematici
c) mancato riconoscimento dei simboli numerici
d) difficoltà ad attuare le manipolazioni aritmetiche standard
e) difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico
che si sta considerando
f) difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali
g) problemi nella comprensione e nell'uso dei simboli durante i calcoli
h) scorretta organizzazione spaziale dei calcoli
i) incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le «tabelline»
della moltiplicazione
L’APPRENDIMENTO DEL CALCOLO NUMERICO COMPRENDE
 la numerazione bidirezionale
 la transcodifica
 il calcolo mentale
 l’immagazzinamento di fatti aritmetici
 il calcolo scritto
LA VALUTAZIONE SI RIFERISCE ALLA CORRETTEZZA E
SOPRATTUTTO ALLA RAPIDITÀ
PER LA DISCALCULIA SONO STATI INDIVIDUATI DIVERSI TIPI DI
DISFUNZIONALITA’ CHE RIGUARDANO:
1. La processazione dei numeri (riconoscimento, transcodifica,
organizzazione spaziale)
2. Il sistema del calcolo (procedure per eseguire operazioni
matematiche)
3. La risoluzione dei problemi artimetici (analisi dei dati e
organizzazione del piano di lavoro)
TRE TIPI DI DISCALCULIA EVOLUTIVA
1: DISLESSIA PER LE CIFRE: caratterizzata da difficoltà
nell’acquisizione dei processi lessicali sia nel sistema di comprensione del
numero sia di produzione del calcolo 34 = sessantasei 8483 =
ottomilaquattrocentoquarantaquattro
Riguarda la difficoltà selezione e al recupero dei singoli elementi lessicali.
RICORDA
Il lessico dei numeri è autonomo rispetto al linguaggio.
I meccanismi di elaborazione lessicale sono indipendenti
dai meccanismi di elaborazione sintattica.
L’accesso lessicale, è influenzato dalla posizione.
I “dici” o “tens” ( i numeri dall’11 al 19) sono una classe lessicale
distinta.
TRE TIPI DI DISCALCULIA EVOLUTIVA
2. DISCALCULIA PROCEDURALE: caratterizzata da difficoltà
nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi nel sistema del
calcolo
Tale discalculia è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione
delle procedure e degli algoritmi implicati nel sistema del calcolo. Il
bambino affetto da questo tipo di discalculia riesce a leggere e
scrivere correttamente i numeri, ha compreso il significato di
addizione, sottrazione, etc. ma non è in grado di applicare le
procedure necessarie all’esecuzione del calcolo ( ad esempio
commette errori nell’incolonnamento, nel riporto, nel prestito).
La conoscenza procedurale è distinta dalla elaborazione
numerica e dalla conoscenza dei fatti numerici.
TRE TIPI DI DISCALCULIA EVOLUTIVA
3. DISCALCULIA PER I FATTI ARITMETICI: caratterizzata da
difficoltà nell’acquisizione dei fatti numerici all’interno del sistema del calcolo
Tale discalculia si manifesta con difficoltà nell’acquisizione dei fatti
numerici all’interno del sistema del calcolo. La capacità di
elaborazione dei numeri è intatta, così come la conoscenza delle
procedure di calcolo, mentre risulta compromesso il recupero dei
fatti aritmetici.
In questo disturbo si rivelano due tipi di errori:
 errori di “confine”: inappropriata attivazione di altre tabelline
confinanti ( come per esempio 6X3= 21 ;
 errori di slittamento: una cifra è corretta, l’altra è sbagliata
(come per esempio 4X3=11).
L’efficienza del problem solving matematico non concorre alla diagnosi di
discalculia evolutiva, ma appare correlato al livello delle competenze
cognitive o al livello di competenza linguistica.
 La diagnosi di discalculia va effettuata sulla base di una valutazione
psicodiagnostica globale (cognitiva, neuro-psicologica e psicopatologica).
 Prevede l’utilizzazione di test standardizzati somministrati
individualmente.
 Necessita quindi di una consultazione specialistica non effettuabile in
ambito scolastico
Fin dalla primissima infanzia il soggetto deve conoscere il mondo,
manipolare gli oggetti, raggrupparli secondo criteri, costruire con essi
strutture via via più complesse. Alla scuola materna e nel primo ciclo di
scuola elementare queste esperienze continuano ad essere molto
importanti, l'uso del materiale concreto (oggetti, immagini, blocchi
logici, regoli in colore, multibase) è indispensabile per guidare il soggetto
verso la conquista dei concetti fondamentali.
L'uso dei simboli, la memorizzazione delle regole
esecutive e delle cosiddette "tabelline" vengono dopo e
devono essere conquiste graduali e non meccanismi
superficiali che tanto facilmente si dimenticano
I PREREQUISITI INDISPENSABILI PER
L’APPRENDIMENTO DELLA MATEMATICA
competenze trasversali
competenze specifiche
valutare la presenza
valutare la parziale presenza
valutare la non presenza
COMPETENZE TRASVERSALI
 comprendere e ripete una comunicazione verbale
 riconoscimento dei colori fondamentali
 riconoscere le forme
 riconoscere le varie grandezze
 definire le proprietà di un oggetto: colore –forma –parti-
grandezza
 comunica una propria esperienza
 colora rispettando forme e proprietà
 riconosce e denomina le parti del suo corpo su se stesso
 riconosce e denomina le parti del corpo sugli altri
 ricompone lo schema corporeo
 coordinazione oculo-manuale
 riconoscere suoni e rumori nel suo ambiente
 eseguire un semplice comando
 riconoscere la destra e la sinistra
COMPETENZE SPECIFICHE
 porre in relazione oggetti e persone
 individuare uguaglianze e differenze
 comprendere termini quantitativi non numerici
 numerare con oggetti sino a 10 e sino a 20
 numerare con oggetti da 10 a 0 e da 20 a 0
 orientarsi nello spazio
 distinguere le varie posizioni e dimensioni (primo
ed ultimo-alto e basso-sopra e sotto-dentro e
fuori-vicino e lontano-davanti e dietro- aperto e
chiuso- lungo e corto- grande e piccolo- destre e
sinistra)
 distinguere il prima e il dopo
Se è vero che le nostre conoscenze sulla discalculia evolutiva sono di
gran lunga inferiori rispetto a quanto sappiamo sulla dislessia o sulla
disortografia, l'entusiasmo con cui alcuni ricercatori e riabilitatori stanno
discutendo e valutando le migliori strategie riabilitative fa prevedere un
rapido sviluppo di proposte e di iniziative per migliorare le
competenze di questi bambini.
2. occorre pensare agli strumenti compensativi che possono aiutare i
bambini in difficoltà, come ad esempio la tavola pitagorica e la
calcolatrice.
In sintesi:
1. Le difficoltà del bambino discalculico vanno considerate solo come
difficoltà numeriche ed aritmetiche di base che poi interferiscono
sulle prestazioni matematiche più generali. Esse quindi, di per sé, non
riguardano le abilità logiche vere e proprie.
Rispetto alla calcolatrice si suggerisce, soprattutto agli
insegnanti, di superare la diffidenza circa tale mezzo, e di
distinguere tra conoscenza della struttura dell'algoritmo
(componente logica), e conoscenza procedurale, relativa
alla memorizzazione e messa in atto dei passaggi
sequenziali necessari a svolgere l'operazione.
I bambini, tutti i bambini, devono essere aiutati a
comprendere l'algoritmo, ma quelli che non riescono a
memorizzarne le procedure potrebbero utilizzare i supporti
di cui anche noi adulti ci serviamo così volentieri.
Le dita, il primo strumento di calcolo
L’uomo ha i numeri, possiamo dire, “sulla punta delle dita”. Se deve
contare un insieme di oggetti, infatti, è portato a toccarli, uno ad
uno, con la punta dell’indice, e il bambino in particolare, quando si
trova in difficoltà nei calcoli, cerca spontaneamente aiuto sulle dita.
La tabellina è un calcolo?
La tabellina non è un calcolo
La tabellina è un automatismo
La verifica delle tabelline deve avvenire oralmente
La risposta del bambino deve essere rapida (circa 5 secondi)
NOTA BENE
Il compito deve essere difficile quel tanto che basta per far progredire
la conoscenza, e facile al punto di rendere più probabile il successo
che l’insuccesso
“Sfida cognitiva ottimale”
S. Harter,
S. Harter
Il programma carta e matita “L’intelligenza
numerica” è rivolto a bambini dai 3 agli 11 anni di
età.
Può essere utilizzato anche per ragazzi della scuola
media che presentano difficoltà nelle abilità di
calcolo.
Comprende esercizi relativi al sistema dei numeri e
al sistema del calcolo.
L’INTELLIGENZA NUMERICA
(Lucangeli, Molin, Poli, De Candia; 2003
Calcolare a mente
 Bortolato
 Erickson
Potenziare le abilità numeriche e di calcolo
 Biancardi, Pulga, Savelli
 Erickson
Discalculia trainer
 Molin, Poli, Tressoldi, Lucangeli
 Erickson
SOFTWARE
Lo SFORZOLo SFORZO
LA VERA DIFFICOLTA’ E’ LO SFORZO
CHE I SOGGETTI CON DSA
REALIZZANO PER LEGGERE,
SCRIVERE E “FAR DI CONTO”
LE CONSEGUENZE DI QUESTO SFORZO SONO:
 affaticamento nervoso precoce con caduta di attenzione
 dispendio energetico mentale eccessivo
 Perdita frequente dell’attenzione
 lentezza e disorientamento
 impulsivita’ per compensare la lentezza
 demotivazione
LO SFORZOLO SFORZO
• LO SFORZO E LA RELATIVA PERDITA DI
ENERGIE MENTALI PER COMPENSARLO E
PER LEGGERE E SCRIVERE
CORRETTAMENTE SONO IL VERO
PROBLEMA APPRENDITIVO POSTO DALLA
DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA,
DISCALCULIA.
Per sintetizzare…..Per sintetizzare…..
PREREQUISITI DAPREREQUISITI DA
SVILUPPARESVILUPPARE
• FONETICO-FONOLOGICI
• EQUILIBRIO- POSTURALE
• PREVALENZE TONICO- MOTORIE
ALLINEATE
• MOTRICITA’ OCULARE: SACCADI,
POURSUIT
• ATTENZIONE : globale e selettiva,
uditiva e visiva
Cosa fare alla scuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA
e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA
• FAVORIRE E STIMOLARE L’EVOLUZIONE
PSICOMOTORIA
• FAVORIRE L’AFFERMAZIONE DELLA PREVALENZA
NATURALE
• STIMOLARE IL PASSAGGIO DALL’AZIONE ALLA
SUA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA E ALLA
RELATIVA SIMBOLIZZAZIONE
• FAVORIRE LA DIREZIONE DELL’AUTOMATISMO
Cosa fare alla scuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA
e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA
• STIMOLARE LA PERCEZIONE TEMPORALE
STRUTTURA RITMICA
DURATA di un fenomeno sonoro
SUCCESSIONE (percezione successivo)
Delle lettere, sillabe, parole, dei numeri in
una frase o in un’operazione
Cosa fare alla scuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA
e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA
• ARRICCHIRE LA PERCEZIONE
SPAZIALE
 MICROFORME ORIENTATE PER SCRITTURA
 ORIENTAMENTO DA SX VERSO DESTRA E
SOPRA-SOTTO
 ASSOCIAZIONE SPAZIO TEMPO: PRIMA DOPO
DA SX VERSO DX
Cosa fare alla scuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA
e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA
• FAVORIRE LA DISPONIBILITA’
MOTORIA
 PREVALENZE STABILI E AFFERMATE
 COORDINAZIONE BINOCULARE
 COORDINAZIONE OCULO-MANUALE
 DESTREZZA MANUALE
 DISSOCIAZIONE PARTI
Cosa fare alla scuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA
e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA
• CONSENTIRE LA PERCEZIONE DEL
CORPO
 LATERALITA’
 ORIENTAMENTO EGOCENTRICO
 CONTROLLO TONICO
 CONTROLLO POSTURALE
• Evidenziare deficit fono-articolatori
• Riconoscimento ed uso di rime
• Riconoscimento della sillaba iniziale
• Discriminazione fonemica
• Delezione sillabe iniziale; capacità di analisi e sintesi
• Discriminazione di parole foneticamente simili
• Segmentazione fonetica- fusione
Cosa fare alla scuola
MATERNA e consolidare
alla PRIMARIA
Cosa fare alla scuola MATERNA
e consolidare alla PRIMARIA
l'uso del materiale concreto
(oggetti, immagini, blocchi logici,
regoli in colore, multibase) è
indispensabile per guidare il soggetto
verso la conquista dei concetti
fondamentali.
RIFERIMENTIRIFERIMENTI
• Benedetta Anselmi
beneanselmi@alice.it
• Roberta Baronio
logopedia.cr@figliesancamillo.it

Generale disturbi di_apprendimento

  • 1.
    DSA a scuola:osservareDSA a scuola: osservare per prevenire eper prevenire e intervenireintervenire Dott.ssa Baronio RobertaDott.ssa Baronio Roberta –– LogopedistaLogopedista Dott.ssa Anselmi Benedetta -Dott.ssa Anselmi Benedetta - PedagogistaPedagogista clinico – Psicomotricista funzionaleclinico – Psicomotricista funzionale
  • 2.
    PERCHE’ SI VAMALE A SCUOLA? Deficit sensoriali e motori (vista, udito prassie) Handicap mentali (ritardo mentale) Svantaggio socio-culturale (pochi stimoli, ambienti poveri…. Bilinguismo in fase di acquisizione Problemi di comportamento e disturbi emotivi Disturbo Specifico di Apprendimento -DSA
  • 3.
    PERCHE' PREVENIRE LEDIFFICOLTA' DI APPRENDIMENTO? Da 5% al 10% dei bambini nella scuola elementare presenta problemi marcati nelle abilità di lettura. (Cassini ed al.,1984; Lindgren ed al., 1985) le difficoltà d'apprendimento storie d'insuccesso che spesso finiscono per compromettere la carriera scolastica e lo sviluppo della personalità e un adattamento sociale equilibrato. (Rutter et al., 1976; Spreen, 1978; Brier, 1989; Stone e la Greca, 1990; Vogel, 1990; Biancardi,1991; Masi et al.,1998; Stringer et al.,1999).
  • 4.
    Identificazione e prevenzionedei potenziali disturbi e problemi dell'apprendimento scolastico la precocità d'intervento evoluzione del disturbo e sviluppo affettivo e cognitivo del bambino con disturbi specifici dell'apprendimento (Baker e Smith, 1999; Jakson et al., 1999;Byrne et al.,2000; Morris et al., 2000; Schneider et al., 2000; Vadasy et al., 2000)
  • 5.
    LA RICERCA DELLEVARIABILI che possono costituire degli “ indicatori di rischio” si differenzia in tre filoni: o condizioni sociali o sanitarie, mediche e neurologiche i referenti di questo tipo di studi sono i responsabili delle politiche sanitarie, pediatri, neonatologi, ostetrici ecc. o il peso delle variabili socioculturali i referenti di questo tipo di studio sono soprattutto operatori sociali, assistenti sociali, consulenti famigliari ecc. il peso di variabili legate allo sviluppo linguistico percettivo, mnestico, della conoscenza e del pensiero vale a dire quelle variabili che con un termine generale definiremo cognitive, i referenti di questo tipo di studio sono tutte le persone coinvolte nell'educazione
  • 6.
    LA RICERCA DELLEVARIABILI si divide a sua volta in due settori 1. aspetti generali dello sviluppo percettivo e cognitivo 2. funzioni e abilità collegate a specifici apprendimenti in particolare alla lettura, alla scrittura e al calcolo. condo questo approccio gli apprendimenti di lettura, scrittura, colo che definiamo apprendimenti di base non si fondano le abilità percettiva, mnestiche e di pensiero che si sviluppano orno ai 6 anni, bensìbensì sono il risultato di una serie di capacitàsono il risultato di una serie di capacità ognitive che hanno iniziato a svilupparsi gradualmente moltoognitive che hanno iniziato a svilupparsi gradualmente molto mpo primampo prima
  • 7.
    MOTIVI DI PREVISIONEDI RISCHIO POSSONO QUINDI ESSERE:  ritardo psicomotorio anche lieve disturbi del linguaggio disturbi della simbolizzazione  sindrome di iperattività e/o difficoltà di concentrazione
  • 8.
    DISTURBI DIDISTURBI DI APPRENDIMENTOAPPRENDIMENTO Prerequisiti per apprenderePrerequisiti per apprendere  Aspetti funzionali dell’apprendimentoAspetti funzionali dell’apprendimento  Disturbi specifici-aspecificiDisturbi specifici-aspecifici
  • 9.
    FAVORISCONO GLIFAVORISCONO GLI APPRENDIMENTIAPPRENDIMENTI LAFUNZIONE SIMBOLICA  (Q. I.) LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO (ambiente familiare) LE FUNZIONI PSICOMOTORIE (evoluzione del S.N.C. 0- 12/14)
  • 10.
    QUOZIENTE INTELLETTIVOQUOZIENTE INTELLETTIVO •NELLA NORMA DA 85 IN POI • RITARDO MENTALE LIEVE (70-55) • RITARDO MENTALE MEDIO (55-40) • RITARDO MENTALE GRAVE (SOTTO 40) • BORDERLINE DA 70 A 85
  • 11.
    SVILUPPO DEL LINGUAGGIOSVILUPPODEL LINGUAGGIO • Aspetto fonetico-fonologico • Aspetto lessicale • Aspetto grammaticale • Aspetto sintattico • Aspetto espressivo
  • 12.
    FUNZIONI PSICOMOTORIEFUNZIONI PSICOMOTORIE Propriedel sistema nervoso centrale • FUNZIONE DI VEGLIA • FUNZIONE DI AGGIUSTAMENTO • FUNZIONE DI PERCEZIONE
  • 13.
    DISGNOSIADISGNOSIA • DIFFICOLTA’ NELREALIZZARE LA FUNZIONE GNOSICA: LA CONOSCENZA • A CAUSA DI PREREQUISITI CARENTI O INADEGUATI ALL’APPRENDIMENTO • PREREQUISITI DI TIPO PSICOLINGUISTICO E/O PSICOMOTORIO
  • 14.
    DISTURBI SPECIFICIDISTURBI SPECIFICI •TERMINE UTILIZZATO PER DESIGNARE LE MANIFESTAZIONI DI PARTICOLARI DIFFICOLTA’ - CON IL TESTO SCRITTO O DA LEGGERE - CON LA MATEMATICA • IN ASSENZA DI RITARDO MENTALE
  • 15.
    DSA e scuolaDSAe scuola Evoluzione dei DSAEvoluzione dei DSA •SUPERAMENTO 20%SUPERAMENTO 20% •COMPENSAZIONE 50%COMPENSAZIONE 50% •PERMANENZA 30%PERMANENZA 30%
  • 16.
    DISLESSIADISLESSIA • DIFFICOLTA’ DILETTURA DEL TESTO SCRITTO • DIFFICOLTA’ DI DECODIFICA DEL TESTO SCRITTO (GRAFEMA-FONEMA) A CAUSA DI UN DEFICIT DI AUTOMATIZZAZIONE NELLA CONVERSIONE GRAFEMA –FONEMA (D. visivo – semantica o superficiale) • DIFFICOLTA’ DI AUTOMATIZZAZIONE FONOLOGICA
  • 17.
    DISLESSIADISLESSIA • CIRCA 5%DELLA POPOLAZIONE SCOLASTICA • LETTURA FLUTTUANTE (per invenzione) senza comprensione testo • LETTURA LENTA E STENTATA con comprensione testo
  • 18.
    DISORTOGRAFIADISORTOGRAFIA • DIFFICOLTA’ DISCRITTURA DI UN TESTO PER ERRORI ORTOGRAFICI DI TIPO: DIFFICOLTA’ FONOLOGICHE DIFFICOLTA’ DI CONVERSIONE FONEMA- GRAFEMA (FONOGRAFEMOLOGICHE) DIFFICOLTA’ DI DECODIFICA DI SEGNI OMOFONI-ALLOGRAFI
  • 19.
    DISGRAFIADISGRAFIA • LA DISGRAFIAESPRIME LA COMPROMISSIONE DELLA TRADUZIONE VISUO- CINESTESICA • PUÒ RIGUARDARE UN PROBLEMA ASSOCIATIVO: IL BAMBINO NON SA METTERE INSIEME IL MODELLO CINESTESICO DEI MOVIMENTI DELLA MANO CON IL MODELLO VISIVO (DISTURBO VISUO- CINESTESICO).
  • 20.
    DISCALCULIADISCALCULIA • DIFFICOLTA’ NELLACOMPRENSIONE DELLA DIREZIONE DELLA MICROFORMA • DIFFICOLTA’ NEL SENSO DELL’ORIENTAMENTO DEI NUMERI • DIFFICOLTA’ NEL SENSO DELL’INCOLONNAMENTO DEI NUMERI
  • 21.
    DISTURBI ASPECIFICIDISTURBI ASPECIFICI •RITARDO DI LINGUAGGIO (espressivo) • RITARDO PSICOMOTORIO • DEFICIT DI ATTENZIONE CON IPERATTIVITA
  • 22.
  • 23.
    Un dislessico legge………..Un dislessico legge ……….. • ….nu sidselocis eggel • Oppure……Un d sle sic l e gge……. • Oppure…. Un dislessico legge
  • 24.
    PREREQUISITIPREREQUISITI La letto-scrittura richiedeLaletto-scrittura richiede • orientamento visuo-motorio fisso: da sinistra a destra e dall'alto in basso • percezione orientata delle lettere, nella giusta direzione, es.d- b, p-b • comprensione del significato di parole e di strutture più ampie • corrispondenza suono-significato • interdipendenza tra analisi e sintesi.
  • 25.
    REQUISITI ORGANICIREQUISITI ORGANICIE PSICHICIE PSICHICI Funzione neurologica Funzione sensoriale Funzione psicomotoria Funzione intellettiva Funzione emotivo - affettiva Funzione linguistica F U N Z I O N E C O G N I T I V A
  • 26.
    …..tra lettura comedecifrazione e lettura come comprensione. A – La decifrazione dei segni (decifrazione segnica) è la percezione ed il riconoscimento dei grafemi e la loro associazione ai suoni corrispondenti. B – La comprensione è l’elaborazione cognitiva degli indizi percettivi in una realizzazione significativa del testo, sulla base di processi di anticipazione o di predizione. UNA FONDAMENTALE DISTINZIONE…
  • 27.
    A – L’occhiogetta uno sguardo, più o meno rapido, sulla linea della scrittura, durante il quale isola percettivamente per poi associarli sommativamente, non tutti i segni, bensì solo alcuni. B - Sulla scorta dei segni così percepiti, il lettore lancia ipotesi, formula congetture, su ciò che ritiene ci sia scritto, pertanto procede per via deduttiva, a salti ipotetici, lungo il testo. C – Proseguendo nella linea della scrittura verso destra, il lettore raccoglie visivamente altri grafemi o indizi di significato, i quali gli consentono di confermare o meno la giustezza di ciò che ha appena letto/ipotizzato, e quindi di lanciare altre predizioni sul testo che segue, e così legge. Passaggi della strategia lettoria…
  • 28.
    La letto-scrittura èun’azione globale-predittiva dell’intera parola, o dell’enunciato che, nel lettore più abile, congiunge dinamicamente l’azione di decodifica (lettura) o di codifica (scrittura), espressione del pensiero e simultaneamente il movimento da sinistra a destra. PROVE DELLA LETTURA PREDITTIVA   VELOCITA’  LAPSUS  ERRORI MORFOLOGICI  INVENZIONI  PERDITA DELLA COMPRENSIONE IN LETTURA ANALITICA O LENTA
  • 29.
    Tipi di dislessia:(Boder 1973Tipi di dislessia: (Boder 1973 e Sartori 1998)e Sartori 1998) • fonologica 65% dei casi • visivo-semantica o (di surface) 10% dei casi • mista : fonologica e di surface 25% dei casi
  • 30.
    IN UN BAMBINODISLESSICO L’attenzione viene condotta dal bambino/ragazzo specificatamente sulla decodifica del testo: – si stanca rapidamente, – commette errori, – rimane indietro, – non impara.
  • 31.
    Possibili segnali predittiviDELLAPossibili segnali predittivi DELLA DISLESSIA alla scuola maternaDISLESSIA alla scuola materna • IL BAMBINO HA DIFFICOLTA’ NEL PARLARE CORRETTAMENTE • HA INIZIATO A PARLARE TARDI • IN GENERE E’ POCO ATTENTO • HA DIFFICOLTA’ DI COORDINAZIONE MOTORIA • UTILIZZA LE DUE MANI INDIFFERENTEMENTE O QUASI
  • 32.
    Possibili segnali predittiviDELLAPossibili segnali predittivi DELLA DISLESSIA alla scuola maternaDISLESSIA alla scuola materna • FATICA A RICONOSCERE FORME O CONFONDE FORME • HA TEMPI BREVI DI CONCENTRAZIONE PER ATTIVITÀ GRAFICHE O DI RIPRODUZIONE • E’ INSOLITAMENTE MALDESTRO • HA PROBLEMI CON IL SUONO DELLE PAROLE,TIPO POCO SENSO DELLA RIMA • FA FATICA A IMPARARE A MEMORIA LE FILASTROCCHE
  • 33.
    MANIFESTAZIONI DELLA DISLESSIAMANIFESTAZIONIDELLA DISLESSIA ALLA SCUOLA PRIMARIAALLA SCUOLA PRIMARIA • Ha particolari difficoltà nel leggere o nel pronunciare • Colloca figure o lettere o numeri al posto sbagliato. Es.15 al posto di 51; d al posto di b, • Inverte le sillabe nelle parole che pronuncia • Legge una parola e poi non la riconosce in seguito nella pagina • Ha tempi brevi di concentrazione per lettura e scrittura • Ha difficolta’ a capire tempo e durata • Confonde la destra e la sinistra • Risponde oralmente bene, ma ha difficoltà a scrivere la risposta • E’ insolitamente maldestro • Ha problemi con il suono delle parole,Tipo poco senso della rima. • Fa fatica a imparare a memoria poesie
  • 34.
    SINTOMI PRIMARI DELLADISLESSIASINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIA 1. SOSTITUZIONE GRAFEMI SIMMETRICI p-b, d-b, p-q. u-n 2. SOSTITUZIONE FONEMI SIMILI P-B. T-D F-V M-N. S-Z. L-R 3. SOSTITUZIONE GRAFEMI POCO DISSIMILI m-n,a-o,e-c,u-v 4. SOSTITUZIONE FONEMI colpo-corpo, panca-panda 5. INVERSIONE FONEMI il-li.aI-la,un-nu,garbo-grabo, tar-tra, las-sal 6. INVERSIONE SILLABE PALA- LAPA 7. SOPPRESSIONE LETTERE/FONEMI porta-pota, cielo-cilo, tavolo-tavlo 8. SOPPRESSIONE PAROLE 9. REITERAZIONE SILLABE paninino, Giuseppinana 10. AGGIUNTA FONEMI/LETTERE rondinle, manchina
  • 35.
    SINTOMI PRIMARI DELLADISLESSIASINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIA 11. AGGIUNTA SILLABE stufa-stufato 12. ASSOCIAZIONE PAROLE lamela, versocasa 13. ASSOCIAZIONE SILLABE correvave- loce 14. DISPERCEZIONE DI/TRIGRAMMI psi-pis, impr 15. FRAMMENTAZIONE SILLABICA an-diamo, co-struire 16. PERDURANTE SILLABAZIONE 17. SOSTITUZIONE PAROLE susseguire -suggerire 18. PERDITA DI SENSO NEL CAMBIO RIGA 19. LETTURA ESITANTE, DISCONTINUA,ARITMICA 20. ERRORI PLURIMI.
  • 36.
    ALLA SCUOLA MEDIAALLASCUOLA MEDIA • Permangono le manifestazione della primaria, spesso in forma ridotto perché in parte compensate • La pronuncia della lettura può essere scadente • Può essere sbadato nella lettura • Ha difficoltà a prendere appunti o a copiare • Ha difficoltà a scrivere le risposte o i resoconti
  • 37.
    Il bambino hadifficoltà:  a copiare dalla lavagna  a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente Riguardo la lateralizzazione, può avere difficoltà con i compiti che implicano abilità motorie. Ha difficoltà nella sintesi e nella copiatura e a riconoscere la destra dalla sinistra. In matematica riesce a contare solo sulle dita e gli risulta veramente difficile apprendere concetti di algebra o di calcolo. COMPORTAMENTI NELL’APPRENDIMENTO
  • 38.
    Il BAMBINO/RAGAZZOIl BAMBINO/RAGAZZO DISLESSICODISLESSICO Talvoltaperde la fiducia in se stesso e può presentare:  alterazioni del comportamento,  ansia da prestazione,  depressione,  scarsa autostima. Il bambino dislessico apprende rapidamente attraverso l’osservazione e soprattutto attraversi gli aiuti visivi
  • 39.
    SITUAZIONI CRITICHESITUAZIONI CRITICHE •LETTURA AD ALTA VOCE • COPIATURA ALLA LAVAGNA • SCRITTURA DA DETTATURA • RICHIESTA DI ESATTEZZA FORMALE • TRADUZIONI • CALCOLO ORALE • TABELLINE
  • 40.
    PREVENZIONEPREVENZIONE • La dislessiaè individuabile già alla scuola materna • Attraverso prove psicomotorie funzionali e prove fonetico- fonologiche Si può prevedere e si può prevenire
  • 41.
    Misure compensativeMisure compensative •Sono strumenti tecnologici che semplificano l’attività svolgendo una serie di operazioni automatiche che il bambino dislessico o discalculico ha difficoltà a svolgere • Il calcolatore, la sintesi vocale per esempio
  • 42.
    Le misure dispensativeLemisure dispensative • Sono misure che riguardano i tempi di realizzazione delle attività e la valutazione delle prestazioni dell’allievo, quali: - Assegnare compiti più brevi a casa - Concedere più tempo per le verifiche - accettare le difficoltà ortografiche - Limitare la lettura in classe - Somministrare più verifiche orali che scritte
  • 43.
  • 44.
    La fisiologia dellagrafo-motricità Il bambino conquista la competenza grafo-motoria attraverso un percorso,che parte dai grafismi fino ad arrivare al disegno geometrico. Nello sviluppo delle competenze grafo-motorie inizialmente il bambino è in grado di tracciare segni su una superficie con qualsiasi mezzo appuntito. Successivamente è capace di prolungare in modo informe la punteggiatura, eseguendo una sorta di traccia informale.
  • 45.
    La fisiologia dellagrafo-motricità I tratti informi precedenti al disegno ed alla scrittura sono gli scarabocchi, che sono in costante evoluzione secondo almeno tre fasi: a) mero scarabocchio, ghirigori, tracce a tendenza ripetitiva e circolare b) scarabocchio con significato conferito a posteriori e mutevole nel tempo, c) scarabocchio con intenzionalità simbolica-rappresentativa, significato preventivo, come rappresentazione grafica di un realtà figurata secondo visioni e simbologie personali.
  • 46.
    La fisiologia dellagrafo-motricità Per quanto riguarda l’evoluzione delle linee il bambino è in grado di eseguire in questa sequenza: a)      la linea verticale, un tratto dall'alto verso il basso per effetto del movimento verticale del polso omologo allo scivolamento secondo il peso; b)      la linea obliqua, un tratto progressivamente controllato verso l'alto e l'orizzontale; c)      la linea orizzontale, un tratto controllato in orizzontale con senso da sinistra a destra per i destri e da destra a sinistra per i mancini; d)      la linea aperta, un tratto informale non chiuso; e)      la linea chiusa, un tratto che tende a chiudere un campo (a tre anni circa), in corrispondenza con le precoci nozioni topologiche di aperto-chiuso e dentro-fuori; f)        il cerchio, la chiusura di forme tendenzialmente circolari; g)      l’incrocio di linee, la tendenza ad incrociare linee, a creare relazioni topologiche nello spazio.
  • 47.
    DISGRAFIADISGRAFIA • PROBLEMA ESTETICO-MOTORIO • NON RIGUARDA GLI ERRORI ORTOGRAFICI
  • 48.
    Disgrafia - ELEMENTIDA OSSERVAREDisgrafia - ELEMENTI DA OSSERVARE scuola dell’infanziascuola dell’infanzia • DIFFICOLTA’ MOTORIE • DIFFICOLTÀ NELLA MANUALITÀ FINE • GOFFAGGINE NEL VESTIRSI, ALLACCIARSI LE SCARPE,….
  • 49.
    Disgrafia - ELEMENTIDADisgrafia - ELEMENTI DA OSSERVAREOSSERVARE scuola primariascuola primaria • DIFFICOLTA’ MOTORIE • INADEGUATO RICONOSCIMENTO DESTRA/SINISTRA • DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE SEQUENZE ( MESI, GIORNI, ORDINE ALFABETICO,…) • DIFFICOLTÀ A COPIARE DALLA LAVAGNA • UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA • DIFFICOLTÀ GRAFO-MOTORIE • DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE
  • 50.
    SINTOMI PRIMARI DELLADISGRAFIASINTOMI PRIMARI DELLA DISGRAFIA 1. TRATTO GRAFICO IRREGOLARE dimensione. spessore. ritmo. chiusura 2. ELISIONE SILLABE FINALI 3. LETTERE SLEGATE ca valI o 4. SPECULARITÀ GRAFEMI 5. GRAFIA DISCONTINUA riprese grafiche, ritocchi 6. MANCATA CHIUSURA FORME 7. TREMOLIO/RIGIDEZZA 8. UNIONE DI PAROLE setivedo 9. ERRORI ORTOGRAFICI 10. SUDORAZIONE MANO 11. SPASMI MUSCOLARI
  • 51.
  • 52.
    ELEMENTI DA OSSERVARE scuolasecondaria di I grado (che permangono)  UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA  SCRITTURA SPECULARE DI GRAFEMI E NUMERI  GRAFIA CHE ALTERNA LO STAMPATO E IL CORSIVO  MACROGRAFIA  MICROGRAFIA  SCRITTURA NON FLUENTE, NON ORDINATA
  • 53.
  • 54.
    L’APPRENDIMENTO DELLA SCRITTURA l’apprendimentodella scrittura costituisce un processo lento e graduale inizia negli anni della scuola dell’infanzia e si completa alla fine della scuola primaria le modalità con cui un bambino impara a scrivere seguono delle tappe più o meno costanti ed universali
  • 55.
    MODELLO EVOLUTIVO DIUTA FRITH Stadio logografico Stadio alfabetico Stadio ortografico Stadio lessicale Riconoscimento di parole note Meccanismo di conversione grafema/fonema La combinazione di grafemi non è illimitata, ma segue delle legge ortografiche Magazzino lessicale che consente il riconoscimento delle parole conosciute
  • 56.
    ORGANIZZAZIONE GERARCHICA DELL’APPRENDIMENTO DELLA LETTOSCRITTURA fasealfabetica cane fase ortografica ghiro/giro fase lessicale luna/l’una
  • 57.
    LE DIFFICOLTÀ DISCRITTURA Disortografia: difficoltà nell’automatizzare le regole di trasformazione del codice verbale in codice scritto; Disgrafia: problemi nella riproduzione a memoria di un segno grafico o nella sua copia Difficoltà nell’espressione scritta: problemi nella produzione di un testo scritto
  • 58.
    E’ disortografico ilbambino normodotato intellettivamente, senza deficit sensoriali o neurologici, senza gravi e conclamate patologie psicologiche ed esposto regolarmente al ciclo di apprendimento, che commette un numero di errori nella scrittura persistenti nel tempo ed invasivi
  • 59.
    Disgrafia e disortografiapossono presentarsi sia in associazione sia isolatamente Disgrafia  difficoltà nel mantenere i giusti rapporti spaziali  difficoltà nel mantenere i giusti rapporti di misura delle lettere  il bambino non rispetta il margine del foglio  il bambino lascia spazi regolari tra i grafemi e le parole  il bambino non segue la riga della scrittura e procede in salita o discesa rispetto al rigo  difficoltà nel regolare la pressione della mano sul foglio  cambio di direzione del segno grafico
  • 60.
    Disortografia nella disortografia lagrafia risulta essere adeguata e leggibile, ma il contenuto del testo risulta caratterizzato da vari errori CLASSIFICAZIONE DEGLI ERRORI ORTOGRAFICI errori fonologici scambio di grafemi omissione/aggiunta di lettere o sillabe inversione di lettere o sillabe grafema inesatto errori non fonologici (ortografici) separazioni illegali fusioni illegali scambio grafema omofono omissione/aggiunta della lettera h altri errori omissione/aggiunta accenti e doppie
  • 61.
    Disortografia fonologica Disturbo dellecomponenti di tipo fonologico che produce errori e omissioni nella scelta dei fonemi da realizzare o alterazioni dell’ordine all’interno della parola Disortografia superficiale Disturbo nella componente del processo ortografico: errori con parole omofone non omografe
  • 62.
    NOTA BENE Gli erroriortografici hanno un peso diverso a seconda che si tratti di errori di tipo evolutivo: negli anni di scuola gli alunni hanno bisogno di esercitare queste competenze. Un bambino che in terza elementare commette errori di tipo fonologico (f/v) è più preoccupante di un bambino che commette errori di tipo ortografico (h). disortografia: soltanto attraverso un accertamento clinico si potrà parlare di disortografia
  • 63.
    STRATEGIE OPERATIVE CHEPOSSONE ESSERE MESSE IN ATTO DALL’INSEGNANTE Scuola Materna: ritardo del linguaggio, dislalie, metafonologia Le difficoltà del bambino spesso nella scuola materna sono negate dai genitori o misconosciute dagli insegnanti e anche quando queste vengono individuate e segnalate non sono affrontate dalle strutture e dagli operatori responsabili con adeguata tempestività
  • 64.
    TAPPE INDICATIVE DELL'EVOLUZIONEFISIOLOGICA DEI FONEMI Tra i 24 e i 30 mesi p-bt-d k-gm n l Tra i 30 e i 48 mesi s sci f-v ci-gi z Tra i 48 e i 60 mesi r gn gli sp st sk Se prendiamo come riferimento lo schema siamo in grado di inviare correttamente e con modalità adeguate il bambino presso le strutture territoriali.
  • 65.
    CAUSECAUSE FUNZIONALIFUNZIONALI CHEPOSSONOCHE POSSONO DETERMINARE DISLALIEDETERMINARE DISLALIE  Cause che impediscono una buona percezione dei suoni, come le otiti ricorrenti, nei primi anni di vita, che possono determinare dislalie audiogene  Cause che agiscono sulle strutture articolatorie:  Ipertrofia delle adenoidi (no elevazione linguale)  Riniti ricorrenti e/o persistenti (no elevazione linguale)  L’uso prolungato del ciuccio o del biberon (sigmatismo zetacismo deglutizione atipica) Succhiarsi il pollice (sigmatismo zetacismo deglutizione atipica Scarsa abitudine a masticare (l, r, n, ci). L’uso del ciuccio e/o del biberon non dovrebbe superare i 18-20 mesi
  • 66.
    Metafonologia e morfo-sintassiMetafonologiae morfo-sintassi • Riconoscimento ed uso di rime • Riconoscimento della sillaba iniziale • Discriminazione fonemica • Delezione sillabe iniziale; capacità di analisi e sintesi • Discriminazione di parole foneticamente simili • Segmentazione fonetica • Ampliamento del lessico in comprensione • Arricchimento lessicale-semantico • Comprensione morfo-sintattica • Uso dei funtori morfologici
  • 67.
    SCUOLA ELEMENTARE/ MEDIE Abitudinididattiche errate Correggere le prove degli alunni portando a casa i quaderni Separazione dei saperi disciplinari (stare attenti all’ortografia solo se s durante le ore di lingua) Esercitazioni standardizzate mirate al recupero ovvero gli esercizi class Assenza dei percorsi metacognitivi
  • 68.
    ALCUNI ESEMPI DIPROPOSTE OPERATIVE Per gli errori fonologici - testi in cui sono sottolineate parole scritte in modo corretto e parole scritte in modo errato (si dice ai bambini che nel testo devo evidenziare le parole che ritengono corrette e ricopiarle così come sono scritte,mentre devono ricopiare correggendole quelle che ritengo errate) - dettato ortografico breve e quotidiano - dettato di parole e non parole (brodo-bodo) che mettano in conflitto il bambino
  • 69.
    Per gli errorinon fonologici utilizzo di tabelle della memoria (portare l’alunno a utilizzare strategie lessicali, costruendosi una rappresentazione visiva di parole la cui grafia non può essere specificata fonologicamente: cuoco-quaderno il suono è identico, ma la grafia no) affrontare le difficoltà di una parola individuandola e ricordando il metodo per superarla utilizzo di figure o testi significativi (il legame col contesto facilita l’associazione tra la forma visiva della parola e il suo significato) uso del computer per la scrittura spontanea e autonoma con utilizzo di Word e correttore ortografico da parte dei bambini che esprimono le maggiori difficoltà
  • 70.
  • 71.
    La diagnosi didiscalculia non può essere formulata prima della III elementare, anche se già nel primo ciclo elementare possono essere rilevate discrepanza fra le capacità cognitive globali e l’apprendimento del calcolo numerico
  • 72.
    Secondo quanto indicatonell'ICD-10 ed in accordo con quanto descritto nel DSM-IV, i sintomi delle difficoltà aritmetiche sono: a) incapacità di comprendere i concetti di base di particolari operazioni b) mancanza di comprensione dei termini o dei segni matematici c) mancato riconoscimento dei simboli numerici d) difficoltà ad attuare le manipolazioni aritmetiche standard e) difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando f) difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali g) problemi nella comprensione e nell'uso dei simboli durante i calcoli h) scorretta organizzazione spaziale dei calcoli i) incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le «tabelline» della moltiplicazione
  • 73.
    L’APPRENDIMENTO DEL CALCOLONUMERICO COMPRENDE  la numerazione bidirezionale  la transcodifica  il calcolo mentale  l’immagazzinamento di fatti aritmetici  il calcolo scritto
  • 74.
    LA VALUTAZIONE SIRIFERISCE ALLA CORRETTEZZA E SOPRATTUTTO ALLA RAPIDITÀ PER LA DISCALCULIA SONO STATI INDIVIDUATI DIVERSI TIPI DI DISFUNZIONALITA’ CHE RIGUARDANO: 1. La processazione dei numeri (riconoscimento, transcodifica, organizzazione spaziale) 2. Il sistema del calcolo (procedure per eseguire operazioni matematiche) 3. La risoluzione dei problemi artimetici (analisi dei dati e organizzazione del piano di lavoro)
  • 75.
    TRE TIPI DIDISCALCULIA EVOLUTIVA 1: DISLESSIA PER LE CIFRE: caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione dei processi lessicali sia nel sistema di comprensione del numero sia di produzione del calcolo 34 = sessantasei 8483 = ottomilaquattrocentoquarantaquattro Riguarda la difficoltà selezione e al recupero dei singoli elementi lessicali. RICORDA Il lessico dei numeri è autonomo rispetto al linguaggio. I meccanismi di elaborazione lessicale sono indipendenti dai meccanismi di elaborazione sintattica. L’accesso lessicale, è influenzato dalla posizione. I “dici” o “tens” ( i numeri dall’11 al 19) sono una classe lessicale distinta.
  • 76.
    TRE TIPI DIDISCALCULIA EVOLUTIVA 2. DISCALCULIA PROCEDURALE: caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi nel sistema del calcolo Tale discalculia è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi implicati nel sistema del calcolo. Il bambino affetto da questo tipo di discalculia riesce a leggere e scrivere correttamente i numeri, ha compreso il significato di addizione, sottrazione, etc. ma non è in grado di applicare le procedure necessarie all’esecuzione del calcolo ( ad esempio commette errori nell’incolonnamento, nel riporto, nel prestito). La conoscenza procedurale è distinta dalla elaborazione numerica e dalla conoscenza dei fatti numerici.
  • 77.
    TRE TIPI DIDISCALCULIA EVOLUTIVA 3. DISCALCULIA PER I FATTI ARITMETICI: caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione dei fatti numerici all’interno del sistema del calcolo Tale discalculia si manifesta con difficoltà nell’acquisizione dei fatti numerici all’interno del sistema del calcolo. La capacità di elaborazione dei numeri è intatta, così come la conoscenza delle procedure di calcolo, mentre risulta compromesso il recupero dei fatti aritmetici. In questo disturbo si rivelano due tipi di errori:  errori di “confine”: inappropriata attivazione di altre tabelline confinanti ( come per esempio 6X3= 21 ;  errori di slittamento: una cifra è corretta, l’altra è sbagliata (come per esempio 4X3=11).
  • 78.
    L’efficienza del problemsolving matematico non concorre alla diagnosi di discalculia evolutiva, ma appare correlato al livello delle competenze cognitive o al livello di competenza linguistica.  La diagnosi di discalculia va effettuata sulla base di una valutazione psicodiagnostica globale (cognitiva, neuro-psicologica e psicopatologica).  Prevede l’utilizzazione di test standardizzati somministrati individualmente.  Necessita quindi di una consultazione specialistica non effettuabile in ambito scolastico
  • 79.
    Fin dalla primissimainfanzia il soggetto deve conoscere il mondo, manipolare gli oggetti, raggrupparli secondo criteri, costruire con essi strutture via via più complesse. Alla scuola materna e nel primo ciclo di scuola elementare queste esperienze continuano ad essere molto importanti, l'uso del materiale concreto (oggetti, immagini, blocchi logici, regoli in colore, multibase) è indispensabile per guidare il soggetto verso la conquista dei concetti fondamentali. L'uso dei simboli, la memorizzazione delle regole esecutive e delle cosiddette "tabelline" vengono dopo e devono essere conquiste graduali e non meccanismi superficiali che tanto facilmente si dimenticano
  • 80.
    I PREREQUISITI INDISPENSABILIPER L’APPRENDIMENTO DELLA MATEMATICA competenze trasversali competenze specifiche valutare la presenza valutare la parziale presenza valutare la non presenza
  • 81.
    COMPETENZE TRASVERSALI  comprenderee ripete una comunicazione verbale  riconoscimento dei colori fondamentali  riconoscere le forme  riconoscere le varie grandezze  definire le proprietà di un oggetto: colore –forma –parti- grandezza  comunica una propria esperienza  colora rispettando forme e proprietà  riconosce e denomina le parti del suo corpo su se stesso  riconosce e denomina le parti del corpo sugli altri  ricompone lo schema corporeo  coordinazione oculo-manuale  riconoscere suoni e rumori nel suo ambiente  eseguire un semplice comando  riconoscere la destra e la sinistra
  • 82.
    COMPETENZE SPECIFICHE  porrein relazione oggetti e persone  individuare uguaglianze e differenze  comprendere termini quantitativi non numerici  numerare con oggetti sino a 10 e sino a 20  numerare con oggetti da 10 a 0 e da 20 a 0  orientarsi nello spazio  distinguere le varie posizioni e dimensioni (primo ed ultimo-alto e basso-sopra e sotto-dentro e fuori-vicino e lontano-davanti e dietro- aperto e chiuso- lungo e corto- grande e piccolo- destre e sinistra)  distinguere il prima e il dopo
  • 83.
    Se è veroche le nostre conoscenze sulla discalculia evolutiva sono di gran lunga inferiori rispetto a quanto sappiamo sulla dislessia o sulla disortografia, l'entusiasmo con cui alcuni ricercatori e riabilitatori stanno discutendo e valutando le migliori strategie riabilitative fa prevedere un rapido sviluppo di proposte e di iniziative per migliorare le competenze di questi bambini. 2. occorre pensare agli strumenti compensativi che possono aiutare i bambini in difficoltà, come ad esempio la tavola pitagorica e la calcolatrice. In sintesi: 1. Le difficoltà del bambino discalculico vanno considerate solo come difficoltà numeriche ed aritmetiche di base che poi interferiscono sulle prestazioni matematiche più generali. Esse quindi, di per sé, non riguardano le abilità logiche vere e proprie.
  • 84.
    Rispetto alla calcolatricesi suggerisce, soprattutto agli insegnanti, di superare la diffidenza circa tale mezzo, e di distinguere tra conoscenza della struttura dell'algoritmo (componente logica), e conoscenza procedurale, relativa alla memorizzazione e messa in atto dei passaggi sequenziali necessari a svolgere l'operazione. I bambini, tutti i bambini, devono essere aiutati a comprendere l'algoritmo, ma quelli che non riescono a memorizzarne le procedure potrebbero utilizzare i supporti di cui anche noi adulti ci serviamo così volentieri.
  • 85.
    Le dita, ilprimo strumento di calcolo L’uomo ha i numeri, possiamo dire, “sulla punta delle dita”. Se deve contare un insieme di oggetti, infatti, è portato a toccarli, uno ad uno, con la punta dell’indice, e il bambino in particolare, quando si trova in difficoltà nei calcoli, cerca spontaneamente aiuto sulle dita. La tabellina è un calcolo? La tabellina non è un calcolo La tabellina è un automatismo La verifica delle tabelline deve avvenire oralmente La risposta del bambino deve essere rapida (circa 5 secondi) NOTA BENE Il compito deve essere difficile quel tanto che basta per far progredire la conoscenza, e facile al punto di rendere più probabile il successo che l’insuccesso “Sfida cognitiva ottimale” S. Harter,
  • 86.
    S. Harter Il programmacarta e matita “L’intelligenza numerica” è rivolto a bambini dai 3 agli 11 anni di età. Può essere utilizzato anche per ragazzi della scuola media che presentano difficoltà nelle abilità di calcolo. Comprende esercizi relativi al sistema dei numeri e al sistema del calcolo. L’INTELLIGENZA NUMERICA (Lucangeli, Molin, Poli, De Candia; 2003
  • 87.
    Calcolare a mente Bortolato  Erickson Potenziare le abilità numeriche e di calcolo  Biancardi, Pulga, Savelli  Erickson Discalculia trainer  Molin, Poli, Tressoldi, Lucangeli  Erickson SOFTWARE
  • 88.
    Lo SFORZOLo SFORZO LAVERA DIFFICOLTA’ E’ LO SFORZO CHE I SOGGETTI CON DSA REALIZZANO PER LEGGERE, SCRIVERE E “FAR DI CONTO” LE CONSEGUENZE DI QUESTO SFORZO SONO:  affaticamento nervoso precoce con caduta di attenzione  dispendio energetico mentale eccessivo  Perdita frequente dell’attenzione  lentezza e disorientamento  impulsivita’ per compensare la lentezza  demotivazione
  • 89.
    LO SFORZOLO SFORZO •LO SFORZO E LA RELATIVA PERDITA DI ENERGIE MENTALI PER COMPENSARLO E PER LEGGERE E SCRIVERE CORRETTAMENTE SONO IL VERO PROBLEMA APPRENDITIVO POSTO DALLA DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA, DISCALCULIA.
  • 90.
  • 91.
    PREREQUISITI DAPREREQUISITI DA SVILUPPARESVILUPPARE •FONETICO-FONOLOGICI • EQUILIBRIO- POSTURALE • PREVALENZE TONICO- MOTORIE ALLINEATE • MOTRICITA’ OCULARE: SACCADI, POURSUIT • ATTENZIONE : globale e selettiva, uditiva e visiva
  • 92.
    Cosa fare allascuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA • FAVORIRE E STIMOLARE L’EVOLUZIONE PSICOMOTORIA • FAVORIRE L’AFFERMAZIONE DELLA PREVALENZA NATURALE • STIMOLARE IL PASSAGGIO DALL’AZIONE ALLA SUA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA E ALLA RELATIVA SIMBOLIZZAZIONE • FAVORIRE LA DIREZIONE DELL’AUTOMATISMO
  • 93.
    Cosa fare allascuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA • STIMOLARE LA PERCEZIONE TEMPORALE STRUTTURA RITMICA DURATA di un fenomeno sonoro SUCCESSIONE (percezione successivo) Delle lettere, sillabe, parole, dei numeri in una frase o in un’operazione
  • 94.
    Cosa fare allascuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA • ARRICCHIRE LA PERCEZIONE SPAZIALE  MICROFORME ORIENTATE PER SCRITTURA  ORIENTAMENTO DA SX VERSO DESTRA E SOPRA-SOTTO  ASSOCIAZIONE SPAZIO TEMPO: PRIMA DOPO DA SX VERSO DX
  • 95.
    Cosa fare allascuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA • FAVORIRE LA DISPONIBILITA’ MOTORIA  PREVALENZE STABILI E AFFERMATE  COORDINAZIONE BINOCULARE  COORDINAZIONE OCULO-MANUALE  DESTREZZA MANUALE  DISSOCIAZIONE PARTI
  • 96.
    Cosa fare allascuola MATERNACosa fare alla scuola MATERNA e consolidare alla PRIMARIAe consolidare alla PRIMARIA • CONSENTIRE LA PERCEZIONE DEL CORPO  LATERALITA’  ORIENTAMENTO EGOCENTRICO  CONTROLLO TONICO  CONTROLLO POSTURALE
  • 97.
    • Evidenziare deficitfono-articolatori • Riconoscimento ed uso di rime • Riconoscimento della sillaba iniziale • Discriminazione fonemica • Delezione sillabe iniziale; capacità di analisi e sintesi • Discriminazione di parole foneticamente simili • Segmentazione fonetica- fusione Cosa fare alla scuola MATERNA e consolidare alla PRIMARIA
  • 98.
    Cosa fare allascuola MATERNA e consolidare alla PRIMARIA l'uso del materiale concreto (oggetti, immagini, blocchi logici, regoli in colore, multibase) è indispensabile per guidare il soggetto verso la conquista dei concetti fondamentali.
  • 99.
    RIFERIMENTIRIFERIMENTI • Benedetta Anselmi beneanselmi@alice.it •Roberta Baronio logopedia.cr@figliesancamillo.it