Caso clinicoCaso clinico
La sig.ra F. di anni 91 ricoverata per scadimento delleLa sig.ra F. di anni 91 ricoverata per scadimento delle
condizioni generali.condizioni generali.
vive sola e nell’ultima settimana ha dovuto più voltevive sola e nell’ultima settimana ha dovuto più volte
ricorrere all’aiuto dei vicini e di una nipote (spesa,ricorrere all’aiuto dei vicini e di una nipote (spesa,
faccende domestiche).faccende domestiche).
All’anamnesi remotaAll’anamnesi remota: BPCO, arteriopatia periferica,: BPCO, arteriopatia periferica,
frattura di Colles circa 1 aano fa in seguito a cadutafrattura di Colles circa 1 aano fa in seguito a caduta
accidentale.accidentale.
Negli ultimi 4 mesi altre due cadute senzaNegli ultimi 4 mesi altre due cadute senza
conseguenze. In terapia con trental 400 mg 1 co dueconseguenze. In terapia con trental 400 mg 1 co due
volte al di e Tavor 2,5 mg alla sera.volte al di e Tavor 2,5 mg alla sera.
Nella prima notte di ricovero viene chiamato il medicoNella prima notte di ricovero viene chiamato il medico
di guardia per una caduta : l’obiettività pone ildi guardia per una caduta : l’obiettività pone il
sospetto di frattura del femore confermato ad unasospetto di frattura del femore confermato ad una
successiva indagine Rxsuccessiva indagine Rx
Cadute
Vertigine
Disequilibrio
Confusione
Sincope
insonnia
Un fattore o, più spesso, più fattori interagentiUn fattore o, più spesso, più fattori interagenti
Disegno schematico delle vie nervose che regolano il senso
dell’equilibrio
apparato vestibolare periferico
Recettori del labirinto membranoso posteriore (utricolo e sacculo)
Canali semicircolari
Ramo vestibolare dell’VIII paio di nervi cranici
apparato vestibolare centrale
Nuclei vestibolari del bulbo e dalle vie di connessione con:
il cervelletto
la sostanza reticolare
i nuclei oculomotori + corteccia temporo - parietale
i motoneuroni spinali
Labirinto
Canale membranoso, circondato da liquidi: endolinfa e
perilinfa
recettori nei canali semicircolari (le creste ampollari)
Recettori nell’utricolo e nel sacculo (le macule)
due tipi di cellule cigliate: “a fiasco”, o di tipo I
“cilindriche”, o di tipo II
In grado di convertire i movimenti meccanici in variazioni di potenziale
delle cellule stesse e dei neuroni afferenti
Nelle macule, dell’utricolo e del sacculo (organi otolitici), i meccanocettori
sono imbrigliati in una sostanza gelatinosa, rivestita da cristalli di carbonato di
calcio detti otoliti od otoconi.
Gli otoliti hanno densità e peso superiore all’endolinfa per cui consentono alle
macule di comportarsi come recettori inerziali, sensibili alle accelerazioni sia
lineari, sia gravitarie.
Nei recettori ampollari (creste) dei canali semicircolari le ciglia sono ricoperte
ed imbrigliate in una massa muco-gelatinosa anista (cupola).
sensibili alle stimolazioni rotatorie ( movimenti rotatori del capo nello spazio)
Lo stimolo delle creste e delle macule trasformato in potenziale d’azione è trasmesso attraverso il
nervo vestibolare:
entra, a livello pontino, nel tronco encefalico
termina in parte nel cervelletto
ed in parte nei nuclei vestibolari (centraline) che integrano le afferenze provenienti dal midollo spinale, dal tronco
e dal cervelletto stesso
I nuclei vestibolari ricevono informazioni, oltre che dalle macule e dalle creste ampollari anche dal
sistema sensoriale propriocettivo, soprattutto visivo e muscolare.
Sistema ottico-cinetico,
origina dalla retina periferica, informa i nuclei vestibolari, interviene
ottimizzazione del mantenimento dello sguardo nello spazio durante i movimenti del capo- collo
I propriocettori
situati intorno alle faccette articolari della colonna cervicale ed a livello delle grandi articolazioni delle spalle, dei
fianchi, delle ginocchia e delle anche determinano modificazioni riflesse della postura, fornendo informazioni ai
nuclei centrali riguardo la posizione dell’articolazione stessa, l’ampiezza e la direzione dei movimenti.
I meccanismi visivi, propriocettivi e labirintici si compensano l’un l’altro, al fine di mantenere l’equilibrio.
La vertigo o il disequilibrio possono essere indotti da una causa psichica, da una disfunzione dei tre sistemi
sensoriali, da un difetto nell’elaborazione centrale delle afferenze.
I canali semicircolari
captano i movimenti rotatori (accelerazione angolare) della testa.
Accelerazione angolare
Le macule o organi otolitici
hanno due funzioni:
1. Sono sensibili alle accelerazioni lineari della testa;
2. Sono anche in grado di captare la posizione della
testa rispetto alla gravità
Accelerazione lineare Gravità
utriculo
sacculo
Cellule di sostegno
Cellule ciliate
Membrana
otolitica Strato gelatinoso
Macula
Otoconi
Gli organi otolitici sono due sacche membranose denominate utriculo e sacculo:
Nell’utriculo e nel sacculo l’epitelio sensoriale o macula consiste di cellule ciliate e di
sostegno.
Le cellule ciliate sono dotate di stereocilia il più spesso e lungo delle quali è il chinocilio.
Le cellule ciliate e le stereocilia sono ricoperte da uno strato gelatinoso al di sopra del quale
c’è una struttura fibrosa: la membrana otolitica, nella quale ci sono cristalli di carbonato di
calcio (otoconi).
Anatomia funzionale degli organi otolitici
chinocilio
stereocilia
Cellula ciliata
Nervo sensoriale
vestibolo-cocleare
Se indisturbate, le afferenze vestibolari hanno una velocità di scarica basale di circa
100 pot. d’az./sec.
Un piegamento delle stereocilia verso il chinocilio depolarizza la cellula ciliata e
induce un aumento della frequenza di scarica.
Un piegamento delle stereocilia in direzione opposta al chinocilio induce una
iperpolarizzazione della cellula ciliata e una diminuzione della frequenza di scarica.
riposo aumento diminuzione
Che cosa stimola gli organi otolitici?
Come fa il labirinto a calcolare la direzione della rotazione della testa?
• i canali sono organizzati a coppie: ciascun canale ha un partner controlaterale
• quando uno è eccitato, l’altro è inibito.
• se la testa ruota a destra, vi è eccitamento nel canale orizzontale destro e inibizione in quello
sinistro.
Sequenza degli eventi:
• La testa ruota a destra
• Le cellule ciliate del canale orizzontale di destra
si depolarizzano, quelle di sinistra
iperpolarizzano.
• L’attività dei neuroni vestibolari afferenti di destra
aumenta, mentre quella di sinistra diminuisce
. Entrambi gli occhi ruotano verso sinistra
. Gli aggiustamenti (fase rapida del nystagmo o
direzione del nystagmo) sono diretti in senso
opposto (parte dx depolarizzata)
• L’attivitè del nucleo vestibolare destro aumenta,
quella del sinistro diminuisce
• I muscoli extraoculari retto laterale dx sinistro e
retto mediale sx si contraggono
A riposo (testa ferma), l’attività tonica dei canali destro e sinistro si bilancia.
Meccanismo neuronale del VOR orizzontale
depol.iperpol.
Maggiore rischio di cadute
Instabilità posturaleInstabilità posturale
verrtigineverrtigine
 POSTURA:POSTURA:
 posizione complessiva del corpo e degli artiposizione complessiva del corpo e degli arti e loro orientamento nello spazioe loro orientamento nello spazio
 EQUILIBRIO:EQUILIBRIO:
 capacità di mantenere la verticalitàcapacità di mantenere la verticalità durante la stazione erettadurante la stazione eretta
 STABILITA’ POSTURALE:STABILITA’ POSTURALE:
 capacità di controllare il centro della massa corporeacapacità di controllare il centro della massa corporea (davanti L3) in(davanti L3) in rapportorapporto
alla gravitàalla gravità
 ee di stabilizzare segmenti corporei durante ildi stabilizzare segmenti corporei durante il movimento volontariomovimento volontario
LA VERTIGINE CAUSA INSTABILITA’ POSTURALE
CP
Strategia anca
Strategia
caviglia
c.m.c
Centro di massa corporea
Baricentro
Base appoggio (CP)
Un corpo è in equilibrio quando il centro di gravità cade all'interno della base di
appoggio.
Nella postura eretta, una persona è in equilibrio, detto statico, se il centro di
gravità cade all'interno dell'area d'appoggio dei piedi
linea di gravità.
BA
CNSCNS Integrazione centrale con i
programmi del soggetto e con le
precedenti esperienze
Il S. Nervoso Centrale riceve informazioni continue sulle perturbazioni interne od esterne,
sulla posizione reciproca dei vari segmenti corporei in rapporto alla gravità, all’ambiente
circostante ed alle superfici di supporto
PropriocettiviPropriocettivi
VisiviVisivi
VestibolariVestibolari
Efferenze motorie
Oculomotoria - spinale
Una volta che ha ricevuto le informazioni sensoriali, il cervelletto modula subito una
risposta rapida e inconscia, fatta di spostamenti articolari e di regolazioni muscolari per
riportare il centro di gravità sulla base d'appoggio.
Riflessi vestibolari
Generano movimenti del corpo compensatori per mantenere una stabilità
posturale e quindi prevenendo le cadute
Ad es., aiutano a mantenere una posizione eretta anche sul ponte barcollante di una barca
Riflesso vestibolare tonico. Gli assoni degli organi otolitici proiettano al nucleo
vestibolare laterale, il quale proietta tramite il tratto vestibolo-spinale ai motoneuroni
spinali i quali, eccitati, controllano i muscoli delle gambe aiutandoli a mantenere la
postura, ovvero a riportare il corpo nella sua naturale stazione.
Riflesso vestibolare cinetico. Assoni dei canali semicircolari proiettano al nucleo
vestibolare mediale che invia assoni al fascicolo longitudinale mediale per eccitare i
motoneuroni del tronco e i muscoli del collo che orientano la testa. Si tratta di reazioni
motorie complesse intese a correggere con immediatezza, durante i movimenti rapidi
del capo, gli sbilanciamenti del corpo rispetto alla normale posizione di equilibrio.
La registrazione separata dei movimenti a livello del piedeLa registrazione separata dei movimenti a livello del piede
sinistro e destro, quale si ottiene con la piattaforma asinistro e destro, quale si ottiene con la piattaforma a
quattro sensori separati (Kohen-Raz), dimostra come viquattro sensori separati (Kohen-Raz), dimostra come vi
sia una netta asimmetria delle tracce del centro disia una netta asimmetria delle tracce del centro di
pressione, potendo così definirepressione, potendo così definire
il piede destro come piede pilastroil piede destro come piede pilastro
quello sinistro come piede motorequello sinistro come piede motore
Quando il centro di pressione arretra sull'asse del
piede destro da CP a CP' questo movimento
presenta una componente sagittale e frontale poichè
l'asse del piede non è mai parallelo all'asse sagittale
del corpo. Affinchè la componente frontale del
movimento del centro di pressione sul piede sinistro
sia diretto nello stesso senso, bisogna che il centro di
pressione avanzi sull'asse del piede sinistro da CP a
CP'.
Per mantenere la posturaPer mantenere la postura
Aggiustamento della posizione del capo/occhi e del corpo:
 Riflessi vestibolo-oculari: deviazione coniugata degli occhi in risposta al
movimento del capo
 Riflessi vestibolo-cervicali: orientano la posizione del collo per compensare
l’inclinazione del capo
 Riflessi vestibolo-spinali: adattano la posizione degli arti a quella del capo
 Riflessi cervico-spinali: estensione/flessione degli arti evocata dalla rotazione del
capo.
Studio della PosturaStudio della Postura
 Posturografia statica:Posturografia statica:
Misura le forze di reazione esercitate dai piedi sullaMisura le forze di reazione esercitate dai piedi sulla
piattaforma di appoggiopiattaforma di appoggio
(“(“strain gaugesstrain gauges” o “” o “force transducersforce transducers”)”)
⇒⇒ Parametro di riferimento: COP (“Parametro di riferimento: COP (“centre of foot pressurecentre of foot pressure”)”)
rappresentato graficamente da un “rappresentato graficamente da un “gomitologomitolo” di cui è” di cui è
possibile misurare la superficie, la lunghezza e glipossibile misurare la superficie, la lunghezza e gli
spostamenti sui piani frontale (X) e sagittale (Y)spostamenti sui piani frontale (X) e sagittale (Y)
Studio della PosturaStudio della Postura
 Posturografia dinamica:Posturografia dinamica:
Piattaforme mobili o rotanti in grado di generare diverse tipi diPiattaforme mobili o rotanti in grado di generare diverse tipi di
perturbazioni posturaliperturbazioni posturali
Presbiastasia
Il soggetto anziano presenta un equilibrio globalmente precario, una difficoltà alla
marcia, una maggiore facilità di inciampo, passi falsi e cadute.
Questo è dovuto in gran parte al variare della strategia posturale: infatti
l ’anziano fa più leva sulla strategia delle anche che tuttavia spesso è deficitaria per
cui la strategia di caviglia da sola è insufficiente a prevenire le cadute.
La strategia delle anche è certamente più complessa ed apparentemente meno
efficace, ma sarebbe l’ideale a compensare la riduzione delle afferenze
propriocettive (meglio adatta alle condizioni neurologiche e osteo-artromuscolari
spesso molto alterate)
L’ equilibrio dell’anziano si basa più sul sistema visivo e vestibolare che propriocettivo
Presbiatassia: postura caratteristica
Modificazioni età dipendenti della STABILITA’ POSTURALE
Dal punto di vista biomeccanico l’equilibrio viene mantenuto grazie al riposizionamento “istante per
istante” dal centro di massa corporea (BA), che tende a spostarsi dalla propria base di supporto (BP).
Nell’ anziano, alla prova di Romberg, si nota un deficit posturale “fisiologico” attribuito a :
Disordini della sensibilità propriocettiva, vibratoria e cinestesica;
Riduzione della sensibilità visiva;
Compromissione della funzione vestibolare;
Alterazioni di centri e vie nervose, preposti alla motilità involontaria e volontaria;
Alterazioni del sistema muscolo-sheletrico;
L’accentuazione della cifosi dorsale sposta in avanti il BA rispetto alla BP;
Riduzione della forza dei muscoli antigravitazionali ;
Minore flessibilità delle articolazioni.
IMPLICAZIONI CLINICHE:
sbandamento e vertigine; alto rischio di cadute; riduzione della mobilità e dei contatti sociali; sindromi
menieriformi.
Differenze tra vertigini centrali e perifericheDifferenze tra vertigini centrali e periferiche
C.A. KANE. Dizzines and vertigo. Med . Clin. North. Am, 2004
Diagnosi differenziale disequilibrioDiagnosi differenziale disequilibrio
 Stazione eretta
– Patologia vestibolare periferica:
 alla chiusura degli occhi il paziente con una certa latenza cade verso il lato
deficitario; direzione della caduta dipende dall'orientamento del capo
– Patologia "propriocettiva":
 alla chiusura degli occhi il soggetto tende a cadere (generalmente all'indietro)
– Patologia cerebellare:
 il paziente deve allargare la base di appoggio, non vi sono differenza in
funzione della chiusura degli occhi
– Romberg positivo" psicogeno":
 oscillazioni polidirezionali, peggiorate dalla chiusura degli occhi, senza caduta,
ridotte dalle manovre distraenti
se c'è una deviazione, di solito è diretta verso il lato del labirinto malato.
Diagnosi differenziale disequilibrioDiagnosi differenziale disequilibrio
 Deambulazione
– Patologia vestibolare periferica:
 marcia cautelosa, con collo mantenuto rigido; tendenza a deviare verso
il lato deficitario ; peggiora dalla chiusura degli occhi
– Patologia "propriocettiva":
 il soggetto tende a lanciare in vanti gli arti inferiori che toccano il suolo
pesantemente; peggioramento alla chiusura degli occhi
– Patologia cerebellare:
 il paziente deve allargare la base di appoggio, sbanda in tutte le
direzioni con passi di ampiezza irregolare e braccia a bilanciere; non vi
sono differenza in funzione della chiusura degli occhi
DiagnosiDiagnosi / esame ORL/ esame ORL
L’esame otorinolaringoiatrico
studio delle caratteristiche del nistagmo spontaneo e la ricerca di quello di posizionamento.
Il nistagmo è un movimento coniugato e involontario degli occhi, fisiologicamente deputato a mantenere nel soggetto
in movimento la visione distinta a livello retinico.
Il sistema oculomotore, in ragione dei collegamenti labirintici-vestibolari-oculomotori e cerebellari, può esprimere
questo fenomeno in condizioni patologiche.
Il nistagmo spontaneo di origine periferica è unidirezionale, orizzontale-rotatorio, inibito dalla fissazione dello
sguardo, con fase rapida che batte dal lato opposto a quello della lesione (che non funziona)
Il nistagmo che si associa a vertigine centrale è bidirezionale o unidirezionale, in genere orizzontale, ma anche
rotatorio o verticale, talora può essere dissociato (cioè mostrare una marcata differenza tra i due occhi o comparire
in uno solo).
Il nistagmo può essere scatenato dalla posizione di ripiegamento del capo
la manovra di Dix e Hallpike
Si esegue tenendo con la mano destra la testa del soggetto, quindi facendolo passare rapidamente dalla posizione
seduta a quella supina e con la testa iperestesa e ruotata da un lato, successivamente ripetendo la manovra dal lato
opposto.
Cadute nell’anziano: Incidenza
• Anziani domiciliati che cadono annualmente
30% degli ultra65enni
40% degli ultra75enni
il 10-20% cade due o più volte
in circa la metà dei casi, entro un anno, ricoverati in case di cura ed ospedaliin circa la metà dei casi, entro un anno, ricoverati in case di cura ed ospedali
• La incidenza media di cadute in casa di riposo è circa due volte quella della
popolazione anziana a casa
1.5 per letto per anno
approssimativamente la metà degli ospiti cade ogni anno
• Le cadute in ospedale hanno un tasso intermedio
1.2 – 7.4 per 1000 giorni di ricovero
0.5 – 2.6 per letto per anno
Definizione di caduta
• Evento che si verifica quando l’asse verticale che attraversa il
baricentro corporeo viene a trovarsi oltre la base di supporto, in
assenza di una tempestiva correzione (Isaacs, 1985)
• Situazione in cui la persona si trova a terra (o ad un livello inferiore)
non intenzionalmente e non a causa di eventi morbosi maggiori (ad es.
ictus) o incidenti rilevanti (Tinetti, 1988)
• Ritrovarsi in modo non intenzionale a terra o ad un livello inferiore
(FICSIT, 1993)
• Evento inatteso in cui la persona cade a terra da un livello superiore o
dallo stesso livello (ICD, 9)
• Discesa inattesa da una posizione eretta, seduta o orizzontale,
caratterizzata da una altezza di caduta ≤ 1 metro (Kannus, 1999)
 Numerosi sono gli studi in letteratura
che hanno analizzato il fenomeno
“caduta” nell’anziano
istituzionalizzato
 Relativamente pochi sono gli studi
riguardanti il paziente anziano
ricoverato in ospedale
LE CADUTE IN OSPEDALELE CADUTE IN OSPEDALE
620 pazienti
ultrasessantacinquenni
ricoverati consecutivamente
nell’arco di 16 mesi presso la
Divisione Universitaria di
Geriatria dell’Ospedale S.
Giovanni Battista di Torino
METODIMETODI
 Dati anamnestici
 Stato funzionale (ADL, IADL)
 Stato cognitivo (SPMSQ)
 Comorbilità (CIRS)
 Valutazione della deambulazione
(Tinetti)
 Diagnosi e terapia
 Analisi delle caratteristiche
della caduta
[Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E,
Margolicci A, Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
80 cadute
70 pazienti caduti 11,3 %
15264 giornate di degenza
5,2 cadute / 1000 giornate di ricovero
1,9 cadute / posto letto / anno
RisultatiRisultati: incidenza: incidenza
[Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A,
Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
Incidenza di cadute dopo laIncidenza di cadute dopo la
dimissionedimissione
Il rischio di caduta è 4 volte più alto nelle prime 2
settimane dopo il ricovero, rispetto ai 3 mesi
successivi
Mahoney, Arch Intern Med. 2000
Cambiamenti età dipendentiCambiamenti età dipendenti
Vista
Udito
Funzione vestibolare
Sensibilità propriocettiva
Apparato locomotore
La deambulazione nell’anzianoLa deambulazione nell’anziano
Deambulazione più lenta
Riduzione della lunghezza del passo
Ridotta oscillazione delle braccia
Flessione testa e dorso
Flessione aumentata di spalle e ginocchia
Ondeggiamento laterale aumentato
RisultatiRisultati: tempo trascorso tra: tempo trascorso tra
ricovero e prima cadutaricovero e prima caduta
0
5
10
15
20
25
30
35
40
45
50
< 3 giorni 3 - 7 giorni 8 - 14 giorni
15 - 30 giorni >30 giorni
%
38.6%
12.9%
31.4%
10.0% 7.1%
Il 51.5 % dei pazienti cade entro la prima
settimana di ricovero [Falls in hospitalized
elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
RisultatiRisultati: tempo trascorso tra la: tempo trascorso tra la
prima e la seconda cadutaprima e la seconda caduta
Il 12.8% dei pazienti caduti cade una
seconda volta durante il ricovero
Nel 60% dei casi l’incidente si ripete
entro 3 giorni dal primo evento
[Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E,
Margolicci A, Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
 NEL 63.7% DEI CASI LA CADUTA E’
AVVENUTA DURANTE IL GIORNO
 NEL 73.7% NELLA STANZA DI DEGENZA,
NEL 13.7% NEI SERVIZI IGIENICI E NEL
12.6% NEL CORRIDOIO
 LA CADUTA SI E’ VERIFICATA NEL 51,3%
“DAL LETTO ” (35% NEL TENTATIVO DI
SCENDERE O SALIRE)
NEL 40% DURANTE LA DEAMBULAZIONE
NEL 8.7% DALLA CARROZZINA
Risultati:Risultati:
Tempi, luoghi e modalità delle caduteTempi, luoghi e modalità delle cadute
[Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
N°
80 cadute
%
NESSUNA
CONSEGUENZA
53 66.2
FERITE LACERO-
CONTUSE
9 11.2
FRATTURA femore 2 2.5
FRATTURA omero 2 2.5
ALTRE fratture 3 3.7
EMATOMA SUB-
DURALE
1 1.2
POST-FALL 2 2.5
Risultati:Risultati:
Conseguenze delle caduteConseguenze delle cadute
[Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
RisultatiRisultati: esito del ricovero e cadute: esito del ricovero e cadute
0
5
10
15
20
25
30%
deceduti
Dimessi in
lungodegenza
█ caduti
█ non caduti
NS
P<0,05
11.3 11.4
5.6
12.9
[Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
RisultatiRisultati: Fattori di rischio di caduta: Fattori di rischio di caduta
in ospedalein ospedaleModello di regressione logistica :
R.R. I.C.
Età 1.05 1.01 – 1.09**
Tinetti equil. 0.91 0.86 – 0.97**
Confusione acuta 3.6 1.09 – 11.67*
Diabete mellito 5.91 1.69 – 20.64**
Antidepressivi triciclici 4.23 1.32 – 13.59*
Numero di farmaci assunti 1.23 1.12 – 1.34***
Diff. Deamb. + Conf. Acuta 8.4 1.96 – 16.51***
[Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors].
Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M.
Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
Fattori di rischio di cadute
(Guideline for the prevention of falls in older persons.: JAGS 2001)
Ridotta forma muscolare 4.4 10/11
Storia di cadute 3.0 12/13
Deficit dell’andatura 2.9 10/12
Deficit dell’equilibrio 2.9 8/11
Uso di ausilii nelle ADL 2.6 8/8
Deficit visivi 2.5 6/12
Artrosi/artrite 2.4 3/7
Deficit nelle ADL 2.3 8/9
Depressione 2.2 3/6
Deficit cognitivi 1.8 4/11
Età > 80 anni 1.7 5/8
RR-OR Concordanza
studi
Scala Stratify di valutazione del rischio diScala Stratify di valutazione del rischio di
cadutacaduta
Oliver, BMJ 1997
Fattori intrinseci Fattori estrinseci
CADUTE
Condizioni
mediche
Alterazioni
sensoriali
(vista,udito)
Età
(cambiamenti
fisiologici)
Medicamenti
Uso improprio di
apparecchiature
Ambiente
Cause di caduta
Fattori estrinseci / FarmaciFattori estrinseci / Farmaci
MECCANISMO FARMACI
Sedazione Benzodiazepine
Triciclici
Fenotiazine
Ridotta per fusione
cerebrale
Antipertensivi
Antiaritmici
Diuretici
Tossicità vestibolare Aminoglicosidi
Diuretici
Sintomi extrapiramidali Fenotiazine
Fattori situazionaliFattori situazionali
Attività
Posizione del corpo
Modalità di caduta
Velocità di caduta
Ostacoli
Modalità di caduta
Atypical or Geriatric presentationAtypical or Geriatric presentation
of diseaseof disease
Decompensation, with onset of 1 or more of 1
– Confusion
– Memory failure
– Psychosis
– Falls
– Postural instability
– Immobility
– Incontinence of urine
– Fecal loading, impaction, and incontinence
– Social crisis
Kirshen A. Geriatric Palliative Care, 2004
Individuazione dei pazienti a rischioIndividuazione dei pazienti a rischio
mediante valutazione dell’equilibrio e dellamediante valutazione dell’equilibrio e della
deambulazionedeambulazione
Tinetti, JAGS 1986
Podsiallo, JAGS 1991
Mathias, Arch Phys Med 1986
Test di Tinetti
Performance Oriented Mobility Assessment
Valutazione dell’equilibrio
Sedendosi (su sedia rigida, priva di braccioli)
Alzandosi
Equilibrio eretto (immediato e ritardato)
Con leggera spinta
Con occhi chiusi
Equilibrio dopo rotazione di 360°
Tinetti JAGS 1986
Valutazione della deambulazioneValutazione della deambulazione
Inizio
Lunghezza del passo e sua altezza
Simmetria del passo e continuità
Percorso
Posizione
Abilità nel cambiare velocità
Tinetti JAGS 1986
Cause comuni di anormaleCause comuni di anormale
deambulazionedeambulazione
 Difficoltà ad alzarsi da una sedia Debolezza
Artrite
 Instabilità in ortostatismo Ipotensione
Debolezza
 instabilità ad occhi chiusi Disturbi propriocettivi
 Altezza /lunghezza del passo
Parkinson
Patologie frontali
Paura
Valutazione dell’anziano per il problema cadute
Raccomandazioni AGS per la prevenzione delle cadute, 2003
Anziano che non si presenta
per una caduta
• chiedere se ha riportato
cadute
• nel caso venga riferita 1
caduta→ ‘Get up & go test’.
Chi mostra difficoltà al test
richiede ulteriori
accertamenti
Anziano che riferisce ≥ 1
caduta o con deficit di
deambulazione o equilibrio
• Fare riferimento ad uno
specialista (es. geriatra), per
valutazione clinica generale
e funzionale globale
• esame di: vista, funzione
neuro-motoria, funzioni
cardiache
PrevenzionePrevenzione
Rimuovere medicazioni non necessarie
Esercizi, apparecchiature di ausilio
Correzione problemi sensoriali
Modifiche ambientali
Intervento multifattorialeIntervento multifattoriale
0
10
20
30
40
50
0 3 6 9 12
mesi
%
di cadute
Controlli
Intervento
P = .04
Tinetti et al 1994 NEJM
Interventi multipli di prevenzione delleInterventi multipli di prevenzione delle
cadute in Ospedalecadute in Ospedale
• Valutazione
• Diagnosi di rischio
• Formazione
• Problemi ambientali
• Alvo e diuresi
• Farmaci
• Mobilità
• Stato mentale
• Riposo a letto
• Sedie e carrozzine
The Joanna Briggs Institute , A systematic
review of research related tp patient falls in
hospitals, 2002
Interventi multipli di prevenzione delleInterventi multipli di prevenzione delle
cadute in ospedalecadute in ospedale
626 pazienti ricoverati in Ospedale626 pazienti ricoverati in Ospedale
Intervento multiplo di prevenzioneIntervento multiplo di prevenzione
Risultati:Risultati:
Riduzione delle cadute del 30%Riduzione delle cadute del 30%
Riduzione delle conseguenze traumatiche del 28%Riduzione delle conseguenze traumatiche del 28%
Haines T., BMJ, 2004Haines T., BMJ, 2004
Contenzioni e limitazioniContenzioni e limitazioni
Nessuna evidenza che le limitazioni riducano i
danni della caduta
Le limitazioni aumentano la morbosità e
possono provocare morte
– Ogni anno riportate morti da strozzamento da
contenzione
– Costituiscono fattore di rischio per delirio, ulcere
da decubito, malnutrizione, polmonite da
aspirazione
Limitazione della contenzione - riduzioneLimitazione della contenzione - riduzione
dei dannidei danni
816 pazienti ricoverati in lungodegenza
- Interventi di contenzione ridotti da 39% al 4% in 3 anni
- Nessun cambiamento in cadute, danni, uso di psicotropi
follow-up su 2000 pazienti - Diminuzione degli
interventi di contenzione dal 41% al 4%
- Diminuzione di danni dal 7.5% al 4.4%
Tinetti, JAGS, 1992
Capezuti, JAGS, 2002
RisultatiRisultati: cadute e sbarre al: cadute e sbarre al
lettoletto
• La contenzione ha interessato 63 pazienti (10,2 %)
• 6 pazienti sono caduti dal letto senza sbarre
• 2 pazienti sono caduti deambulando
• Nessuno è caduto dal letto con le sbarre posizionate
Caduta
Reazione di
difesa
Riduzione impatto
Resistenza ossea
Frattura
OsteoporosiTerapia
farmacologica
Riflessi conservati
Forza Muscolare
Postura integra
Parkinson
Neuropatia
Farmaci
Età
 reazione
 coordinazione
 Peso/ BMI
Età
Androide habitus
Obesità
Hip protector
• 3 - 6% dei pazienti muore durante il ricovero.
• 12 – 30 % muore entro l’anno
• 15 – 25% perde l’autonomia o viene ricoverata in struttura di
lungodegenza
• 3 volte più elevati i costi sanitari nell’anno successivo
• ripercussioni psicologiche con mutamenti delle abitudini di
vita, limitazione dell’autosufficienza e spesso accelerazione
dei fenomeni involutivi
La frattura del femore / alcuni numeri
Ridurre la forza dell’impattoRidurre la forza dell’impatto
Tessuto frapposto
Protettori del femore
Pavimenti assorbenti
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PROTETTORI DELLE ANCHE E PREVENZIONE
DELLE FRATTURE DI FEMORE
• Il 98% dei pazienti con frattura di femore riferisce una caduta
• Il 76% dei pazienti riporta un impatto diretto laterale sulla regione trocanterica
(Parkkari J, Calcif Tissue Int 1999))
Protettori delle anche e rischio di frattura di femore
anni
RR = 0,4
IC 95% = 0.2-0.8
Escludendo le fratture di
femore avvenute nel gruppo
trattato in assenza di prot.:
RR = 0,1
IC 95% = 0.03-0.50,00
0,02
0,04
0,06
0,08
0,10
0,12
0 0,5 1 1,5 2
Rischiocumulativo
Controllo
protettori
(Kannus P , N Engl J Med 2000(Kannus P , N Engl J Med 2000))
Fratture con protezione dell’anca
– 2.1% per anno vs. 4.6% per anno (p<.01)
– 40 pazienti devono essere trattati con protettore per 1 anno per
prevenire una frattura
– Senza protettore 2.4% delle cadute sono esitate in frattura
– Con protettore 0.4% delle cadute sono esitate in frattura di anca
(80% riduzione di rischio)
Minimo però è il grado di accettazione del paziente
verso tale ausilio
Kannus. NEJM; 2000
Interventi sulla massa ossea
• DIETA (CALCIO, FIBRE)
• FUMO
• STATO ESTROGENICO
• VITAMINA D
• INTERVENTI FARMACOLOGICI
L’ Effetto dell’ Alendronato sulle fratture di femore riguarda
tutti gli studi e tutte le popolazionioni
Rischio Relativo (RR)
0.1 0.3 0.5 0.8 1 2
Black
Tutti gli studi
Cummings ( T < -2.5)
Pols
Karpf
A favore dellì Alendronato A favore del Placebo
52% (p = 0.001)
Test per l’omogeneità degli studi: p = 0.996
Long Term Care
Cambiamenti Variazioni rischio
Smettere di fumare 38%
Trattamento disturbi visus 50%
Stop sedativi 40%
Aggiungere 1 g di calcio 24%
Protezione anca 50%?
Adattato da Cummings, 1998
Riduzioni del rischio di fratturaRiduzioni del rischio di frattura
ConclusioniConclusioni
IL RISCHIO DI CADUTA DEL PAZIENTE ANZIANO RICOVERATO IN
OSPEDALE PUO’ VEROSIMILMENTE ESSERE RIDOTTO DA PROGRAMMI
DI INTERVENTO MULTIPLO:
 PONENDO PARTICOLARE ATTENZIONE AI PAZIENTI CHE:
PRESENTANO TURBE EQUILIBRIO - DEAMBULAZIONE E
STATO CONFUSIONALE
 CONTENENDO ENTRO LE STRETTE NECESSITA’ IL NUMERO DI
PRESCRIZIONI FARMACEUTICHE
LIMITANDO, PER QUANTO POSSIBILE, L’USO DI SOSTANZE CON
RIPERCUSSIONI SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE O IN GRADO DI
INDURRE IPOTENSIONE ORTOSTATICA
 VALUTANDO L’AMBIENTE AL FINE DI RIMUOVERE DISAGI E
IMPEDIMENTI
 PROGRAMMANDO MOMENTI DI ESERCIZIO FISICO
 NON VI SONO EVIDENZE CHE LA CONTENZIONE RIDUCA LE CADUTE O
ATTENUI I DANNI

Cadute ed equilibrio. Dott. Mauro Zanocchi

  • 1.
    Caso clinicoCaso clinico Lasig.ra F. di anni 91 ricoverata per scadimento delleLa sig.ra F. di anni 91 ricoverata per scadimento delle condizioni generali.condizioni generali. vive sola e nell’ultima settimana ha dovuto più voltevive sola e nell’ultima settimana ha dovuto più volte ricorrere all’aiuto dei vicini e di una nipote (spesa,ricorrere all’aiuto dei vicini e di una nipote (spesa, faccende domestiche).faccende domestiche). All’anamnesi remotaAll’anamnesi remota: BPCO, arteriopatia periferica,: BPCO, arteriopatia periferica, frattura di Colles circa 1 aano fa in seguito a cadutafrattura di Colles circa 1 aano fa in seguito a caduta accidentale.accidentale. Negli ultimi 4 mesi altre due cadute senzaNegli ultimi 4 mesi altre due cadute senza conseguenze. In terapia con trental 400 mg 1 co dueconseguenze. In terapia con trental 400 mg 1 co due volte al di e Tavor 2,5 mg alla sera.volte al di e Tavor 2,5 mg alla sera. Nella prima notte di ricovero viene chiamato il medicoNella prima notte di ricovero viene chiamato il medico di guardia per una caduta : l’obiettività pone ildi guardia per una caduta : l’obiettività pone il sospetto di frattura del femore confermato ad unasospetto di frattura del femore confermato ad una successiva indagine Rxsuccessiva indagine Rx
  • 2.
    Cadute Vertigine Disequilibrio Confusione Sincope insonnia Un fattore o,più spesso, più fattori interagentiUn fattore o, più spesso, più fattori interagenti
  • 3.
    Disegno schematico dellevie nervose che regolano il senso dell’equilibrio
  • 4.
    apparato vestibolare periferico Recettoridel labirinto membranoso posteriore (utricolo e sacculo) Canali semicircolari Ramo vestibolare dell’VIII paio di nervi cranici apparato vestibolare centrale Nuclei vestibolari del bulbo e dalle vie di connessione con: il cervelletto la sostanza reticolare i nuclei oculomotori + corteccia temporo - parietale i motoneuroni spinali
  • 5.
    Labirinto Canale membranoso, circondatoda liquidi: endolinfa e perilinfa recettori nei canali semicircolari (le creste ampollari) Recettori nell’utricolo e nel sacculo (le macule) due tipi di cellule cigliate: “a fiasco”, o di tipo I “cilindriche”, o di tipo II In grado di convertire i movimenti meccanici in variazioni di potenziale delle cellule stesse e dei neuroni afferenti Nelle macule, dell’utricolo e del sacculo (organi otolitici), i meccanocettori sono imbrigliati in una sostanza gelatinosa, rivestita da cristalli di carbonato di calcio detti otoliti od otoconi. Gli otoliti hanno densità e peso superiore all’endolinfa per cui consentono alle macule di comportarsi come recettori inerziali, sensibili alle accelerazioni sia lineari, sia gravitarie. Nei recettori ampollari (creste) dei canali semicircolari le ciglia sono ricoperte ed imbrigliate in una massa muco-gelatinosa anista (cupola). sensibili alle stimolazioni rotatorie ( movimenti rotatori del capo nello spazio)
  • 6.
    Lo stimolo dellecreste e delle macule trasformato in potenziale d’azione è trasmesso attraverso il nervo vestibolare: entra, a livello pontino, nel tronco encefalico termina in parte nel cervelletto ed in parte nei nuclei vestibolari (centraline) che integrano le afferenze provenienti dal midollo spinale, dal tronco e dal cervelletto stesso I nuclei vestibolari ricevono informazioni, oltre che dalle macule e dalle creste ampollari anche dal sistema sensoriale propriocettivo, soprattutto visivo e muscolare. Sistema ottico-cinetico, origina dalla retina periferica, informa i nuclei vestibolari, interviene ottimizzazione del mantenimento dello sguardo nello spazio durante i movimenti del capo- collo I propriocettori situati intorno alle faccette articolari della colonna cervicale ed a livello delle grandi articolazioni delle spalle, dei fianchi, delle ginocchia e delle anche determinano modificazioni riflesse della postura, fornendo informazioni ai nuclei centrali riguardo la posizione dell’articolazione stessa, l’ampiezza e la direzione dei movimenti. I meccanismi visivi, propriocettivi e labirintici si compensano l’un l’altro, al fine di mantenere l’equilibrio. La vertigo o il disequilibrio possono essere indotti da una causa psichica, da una disfunzione dei tre sistemi sensoriali, da un difetto nell’elaborazione centrale delle afferenze.
  • 7.
    I canali semicircolari captanoi movimenti rotatori (accelerazione angolare) della testa. Accelerazione angolare
  • 8.
    Le macule oorgani otolitici hanno due funzioni: 1. Sono sensibili alle accelerazioni lineari della testa; 2. Sono anche in grado di captare la posizione della testa rispetto alla gravità Accelerazione lineare Gravità
  • 9.
    utriculo sacculo Cellule di sostegno Celluleciliate Membrana otolitica Strato gelatinoso Macula Otoconi Gli organi otolitici sono due sacche membranose denominate utriculo e sacculo: Nell’utriculo e nel sacculo l’epitelio sensoriale o macula consiste di cellule ciliate e di sostegno. Le cellule ciliate sono dotate di stereocilia il più spesso e lungo delle quali è il chinocilio. Le cellule ciliate e le stereocilia sono ricoperte da uno strato gelatinoso al di sopra del quale c’è una struttura fibrosa: la membrana otolitica, nella quale ci sono cristalli di carbonato di calcio (otoconi). Anatomia funzionale degli organi otolitici
  • 10.
  • 11.
    Se indisturbate, leafferenze vestibolari hanno una velocità di scarica basale di circa 100 pot. d’az./sec. Un piegamento delle stereocilia verso il chinocilio depolarizza la cellula ciliata e induce un aumento della frequenza di scarica. Un piegamento delle stereocilia in direzione opposta al chinocilio induce una iperpolarizzazione della cellula ciliata e una diminuzione della frequenza di scarica. riposo aumento diminuzione Che cosa stimola gli organi otolitici?
  • 12.
    Come fa illabirinto a calcolare la direzione della rotazione della testa? • i canali sono organizzati a coppie: ciascun canale ha un partner controlaterale • quando uno è eccitato, l’altro è inibito. • se la testa ruota a destra, vi è eccitamento nel canale orizzontale destro e inibizione in quello sinistro.
  • 13.
    Sequenza degli eventi: •La testa ruota a destra • Le cellule ciliate del canale orizzontale di destra si depolarizzano, quelle di sinistra iperpolarizzano. • L’attività dei neuroni vestibolari afferenti di destra aumenta, mentre quella di sinistra diminuisce . Entrambi gli occhi ruotano verso sinistra . Gli aggiustamenti (fase rapida del nystagmo o direzione del nystagmo) sono diretti in senso opposto (parte dx depolarizzata) • L’attivitè del nucleo vestibolare destro aumenta, quella del sinistro diminuisce • I muscoli extraoculari retto laterale dx sinistro e retto mediale sx si contraggono A riposo (testa ferma), l’attività tonica dei canali destro e sinistro si bilancia. Meccanismo neuronale del VOR orizzontale depol.iperpol.
  • 14.
    Maggiore rischio dicadute Instabilità posturaleInstabilità posturale verrtigineverrtigine
  • 15.
     POSTURA:POSTURA:  posizionecomplessiva del corpo e degli artiposizione complessiva del corpo e degli arti e loro orientamento nello spazioe loro orientamento nello spazio  EQUILIBRIO:EQUILIBRIO:  capacità di mantenere la verticalitàcapacità di mantenere la verticalità durante la stazione erettadurante la stazione eretta  STABILITA’ POSTURALE:STABILITA’ POSTURALE:  capacità di controllare il centro della massa corporeacapacità di controllare il centro della massa corporea (davanti L3) in(davanti L3) in rapportorapporto alla gravitàalla gravità  ee di stabilizzare segmenti corporei durante ildi stabilizzare segmenti corporei durante il movimento volontariomovimento volontario LA VERTIGINE CAUSA INSTABILITA’ POSTURALE
  • 16.
    CP Strategia anca Strategia caviglia c.m.c Centro dimassa corporea Baricentro Base appoggio (CP) Un corpo è in equilibrio quando il centro di gravità cade all'interno della base di appoggio. Nella postura eretta, una persona è in equilibrio, detto statico, se il centro di gravità cade all'interno dell'area d'appoggio dei piedi linea di gravità. BA
  • 17.
    CNSCNS Integrazione centralecon i programmi del soggetto e con le precedenti esperienze Il S. Nervoso Centrale riceve informazioni continue sulle perturbazioni interne od esterne, sulla posizione reciproca dei vari segmenti corporei in rapporto alla gravità, all’ambiente circostante ed alle superfici di supporto PropriocettiviPropriocettivi VisiviVisivi VestibolariVestibolari Efferenze motorie Oculomotoria - spinale Una volta che ha ricevuto le informazioni sensoriali, il cervelletto modula subito una risposta rapida e inconscia, fatta di spostamenti articolari e di regolazioni muscolari per riportare il centro di gravità sulla base d'appoggio.
  • 18.
    Riflessi vestibolari Generano movimentidel corpo compensatori per mantenere una stabilità posturale e quindi prevenendo le cadute Ad es., aiutano a mantenere una posizione eretta anche sul ponte barcollante di una barca Riflesso vestibolare tonico. Gli assoni degli organi otolitici proiettano al nucleo vestibolare laterale, il quale proietta tramite il tratto vestibolo-spinale ai motoneuroni spinali i quali, eccitati, controllano i muscoli delle gambe aiutandoli a mantenere la postura, ovvero a riportare il corpo nella sua naturale stazione. Riflesso vestibolare cinetico. Assoni dei canali semicircolari proiettano al nucleo vestibolare mediale che invia assoni al fascicolo longitudinale mediale per eccitare i motoneuroni del tronco e i muscoli del collo che orientano la testa. Si tratta di reazioni motorie complesse intese a correggere con immediatezza, durante i movimenti rapidi del capo, gli sbilanciamenti del corpo rispetto alla normale posizione di equilibrio.
  • 19.
    La registrazione separatadei movimenti a livello del piedeLa registrazione separata dei movimenti a livello del piede sinistro e destro, quale si ottiene con la piattaforma asinistro e destro, quale si ottiene con la piattaforma a quattro sensori separati (Kohen-Raz), dimostra come viquattro sensori separati (Kohen-Raz), dimostra come vi sia una netta asimmetria delle tracce del centro disia una netta asimmetria delle tracce del centro di pressione, potendo così definirepressione, potendo così definire il piede destro come piede pilastroil piede destro come piede pilastro quello sinistro come piede motorequello sinistro come piede motore Quando il centro di pressione arretra sull'asse del piede destro da CP a CP' questo movimento presenta una componente sagittale e frontale poichè l'asse del piede non è mai parallelo all'asse sagittale del corpo. Affinchè la componente frontale del movimento del centro di pressione sul piede sinistro sia diretto nello stesso senso, bisogna che il centro di pressione avanzi sull'asse del piede sinistro da CP a CP'.
  • 20.
    Per mantenere laposturaPer mantenere la postura Aggiustamento della posizione del capo/occhi e del corpo:  Riflessi vestibolo-oculari: deviazione coniugata degli occhi in risposta al movimento del capo  Riflessi vestibolo-cervicali: orientano la posizione del collo per compensare l’inclinazione del capo  Riflessi vestibolo-spinali: adattano la posizione degli arti a quella del capo  Riflessi cervico-spinali: estensione/flessione degli arti evocata dalla rotazione del capo.
  • 21.
    Studio della PosturaStudiodella Postura  Posturografia statica:Posturografia statica: Misura le forze di reazione esercitate dai piedi sullaMisura le forze di reazione esercitate dai piedi sulla piattaforma di appoggiopiattaforma di appoggio (“(“strain gaugesstrain gauges” o “” o “force transducersforce transducers”)”) ⇒⇒ Parametro di riferimento: COP (“Parametro di riferimento: COP (“centre of foot pressurecentre of foot pressure”)”) rappresentato graficamente da un “rappresentato graficamente da un “gomitologomitolo” di cui è” di cui è possibile misurare la superficie, la lunghezza e glipossibile misurare la superficie, la lunghezza e gli spostamenti sui piani frontale (X) e sagittale (Y)spostamenti sui piani frontale (X) e sagittale (Y)
  • 23.
    Studio della PosturaStudiodella Postura  Posturografia dinamica:Posturografia dinamica: Piattaforme mobili o rotanti in grado di generare diverse tipi diPiattaforme mobili o rotanti in grado di generare diverse tipi di perturbazioni posturaliperturbazioni posturali
  • 24.
    Presbiastasia Il soggetto anzianopresenta un equilibrio globalmente precario, una difficoltà alla marcia, una maggiore facilità di inciampo, passi falsi e cadute. Questo è dovuto in gran parte al variare della strategia posturale: infatti l ’anziano fa più leva sulla strategia delle anche che tuttavia spesso è deficitaria per cui la strategia di caviglia da sola è insufficiente a prevenire le cadute. La strategia delle anche è certamente più complessa ed apparentemente meno efficace, ma sarebbe l’ideale a compensare la riduzione delle afferenze propriocettive (meglio adatta alle condizioni neurologiche e osteo-artromuscolari spesso molto alterate) L’ equilibrio dell’anziano si basa più sul sistema visivo e vestibolare che propriocettivo
  • 25.
  • 26.
    Modificazioni età dipendentidella STABILITA’ POSTURALE Dal punto di vista biomeccanico l’equilibrio viene mantenuto grazie al riposizionamento “istante per istante” dal centro di massa corporea (BA), che tende a spostarsi dalla propria base di supporto (BP). Nell’ anziano, alla prova di Romberg, si nota un deficit posturale “fisiologico” attribuito a : Disordini della sensibilità propriocettiva, vibratoria e cinestesica; Riduzione della sensibilità visiva; Compromissione della funzione vestibolare; Alterazioni di centri e vie nervose, preposti alla motilità involontaria e volontaria; Alterazioni del sistema muscolo-sheletrico; L’accentuazione della cifosi dorsale sposta in avanti il BA rispetto alla BP; Riduzione della forza dei muscoli antigravitazionali ; Minore flessibilità delle articolazioni. IMPLICAZIONI CLINICHE: sbandamento e vertigine; alto rischio di cadute; riduzione della mobilità e dei contatti sociali; sindromi menieriformi.
  • 27.
    Differenze tra vertiginicentrali e perifericheDifferenze tra vertigini centrali e periferiche C.A. KANE. Dizzines and vertigo. Med . Clin. North. Am, 2004
  • 29.
    Diagnosi differenziale disequilibrioDiagnosidifferenziale disequilibrio  Stazione eretta – Patologia vestibolare periferica:  alla chiusura degli occhi il paziente con una certa latenza cade verso il lato deficitario; direzione della caduta dipende dall'orientamento del capo – Patologia "propriocettiva":  alla chiusura degli occhi il soggetto tende a cadere (generalmente all'indietro) – Patologia cerebellare:  il paziente deve allargare la base di appoggio, non vi sono differenza in funzione della chiusura degli occhi – Romberg positivo" psicogeno":  oscillazioni polidirezionali, peggiorate dalla chiusura degli occhi, senza caduta, ridotte dalle manovre distraenti
  • 30.
    se c'è unadeviazione, di solito è diretta verso il lato del labirinto malato.
  • 31.
    Diagnosi differenziale disequilibrioDiagnosidifferenziale disequilibrio  Deambulazione – Patologia vestibolare periferica:  marcia cautelosa, con collo mantenuto rigido; tendenza a deviare verso il lato deficitario ; peggiora dalla chiusura degli occhi – Patologia "propriocettiva":  il soggetto tende a lanciare in vanti gli arti inferiori che toccano il suolo pesantemente; peggioramento alla chiusura degli occhi – Patologia cerebellare:  il paziente deve allargare la base di appoggio, sbanda in tutte le direzioni con passi di ampiezza irregolare e braccia a bilanciere; non vi sono differenza in funzione della chiusura degli occhi
  • 32.
    DiagnosiDiagnosi / esameORL/ esame ORL L’esame otorinolaringoiatrico studio delle caratteristiche del nistagmo spontaneo e la ricerca di quello di posizionamento. Il nistagmo è un movimento coniugato e involontario degli occhi, fisiologicamente deputato a mantenere nel soggetto in movimento la visione distinta a livello retinico. Il sistema oculomotore, in ragione dei collegamenti labirintici-vestibolari-oculomotori e cerebellari, può esprimere questo fenomeno in condizioni patologiche. Il nistagmo spontaneo di origine periferica è unidirezionale, orizzontale-rotatorio, inibito dalla fissazione dello sguardo, con fase rapida che batte dal lato opposto a quello della lesione (che non funziona) Il nistagmo che si associa a vertigine centrale è bidirezionale o unidirezionale, in genere orizzontale, ma anche rotatorio o verticale, talora può essere dissociato (cioè mostrare una marcata differenza tra i due occhi o comparire in uno solo). Il nistagmo può essere scatenato dalla posizione di ripiegamento del capo la manovra di Dix e Hallpike Si esegue tenendo con la mano destra la testa del soggetto, quindi facendolo passare rapidamente dalla posizione seduta a quella supina e con la testa iperestesa e ruotata da un lato, successivamente ripetendo la manovra dal lato opposto.
  • 33.
    Cadute nell’anziano: Incidenza •Anziani domiciliati che cadono annualmente 30% degli ultra65enni 40% degli ultra75enni il 10-20% cade due o più volte in circa la metà dei casi, entro un anno, ricoverati in case di cura ed ospedaliin circa la metà dei casi, entro un anno, ricoverati in case di cura ed ospedali • La incidenza media di cadute in casa di riposo è circa due volte quella della popolazione anziana a casa 1.5 per letto per anno approssimativamente la metà degli ospiti cade ogni anno • Le cadute in ospedale hanno un tasso intermedio 1.2 – 7.4 per 1000 giorni di ricovero 0.5 – 2.6 per letto per anno
  • 34.
    Definizione di caduta •Evento che si verifica quando l’asse verticale che attraversa il baricentro corporeo viene a trovarsi oltre la base di supporto, in assenza di una tempestiva correzione (Isaacs, 1985) • Situazione in cui la persona si trova a terra (o ad un livello inferiore) non intenzionalmente e non a causa di eventi morbosi maggiori (ad es. ictus) o incidenti rilevanti (Tinetti, 1988) • Ritrovarsi in modo non intenzionale a terra o ad un livello inferiore (FICSIT, 1993) • Evento inatteso in cui la persona cade a terra da un livello superiore o dallo stesso livello (ICD, 9) • Discesa inattesa da una posizione eretta, seduta o orizzontale, caratterizzata da una altezza di caduta ≤ 1 metro (Kannus, 1999)
  • 35.
     Numerosi sonogli studi in letteratura che hanno analizzato il fenomeno “caduta” nell’anziano istituzionalizzato  Relativamente pochi sono gli studi riguardanti il paziente anziano ricoverato in ospedale LE CADUTE IN OSPEDALELE CADUTE IN OSPEDALE
  • 36.
    620 pazienti ultrasessantacinquenni ricoverati consecutivamente nell’arcodi 16 mesi presso la Divisione Universitaria di Geriatria dell’Ospedale S. Giovanni Battista di Torino
  • 37.
    METODIMETODI  Dati anamnestici Stato funzionale (ADL, IADL)  Stato cognitivo (SPMSQ)  Comorbilità (CIRS)  Valutazione della deambulazione (Tinetti)  Diagnosi e terapia  Analisi delle caratteristiche della caduta [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 38.
    80 cadute 70 pazienticaduti 11,3 % 15264 giornate di degenza 5,2 cadute / 1000 giornate di ricovero 1,9 cadute / posto letto / anno RisultatiRisultati: incidenza: incidenza [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 39.
    Incidenza di cadutedopo laIncidenza di cadute dopo la dimissionedimissione Il rischio di caduta è 4 volte più alto nelle prime 2 settimane dopo il ricovero, rispetto ai 3 mesi successivi Mahoney, Arch Intern Med. 2000
  • 40.
    Cambiamenti età dipendentiCambiamentietà dipendenti Vista Udito Funzione vestibolare Sensibilità propriocettiva Apparato locomotore
  • 41.
    La deambulazione nell’anzianoLadeambulazione nell’anziano Deambulazione più lenta Riduzione della lunghezza del passo Ridotta oscillazione delle braccia Flessione testa e dorso Flessione aumentata di spalle e ginocchia Ondeggiamento laterale aumentato
  • 42.
    RisultatiRisultati: tempo trascorsotra: tempo trascorso tra ricovero e prima cadutaricovero e prima caduta 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 < 3 giorni 3 - 7 giorni 8 - 14 giorni 15 - 30 giorni >30 giorni % 38.6% 12.9% 31.4% 10.0% 7.1% Il 51.5 % dei pazienti cade entro la prima settimana di ricovero [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 43.
    RisultatiRisultati: tempo trascorsotra la: tempo trascorso tra la prima e la seconda cadutaprima e la seconda caduta Il 12.8% dei pazienti caduti cade una seconda volta durante il ricovero Nel 60% dei casi l’incidente si ripete entro 3 giorni dal primo evento [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 44.
     NEL 63.7%DEI CASI LA CADUTA E’ AVVENUTA DURANTE IL GIORNO  NEL 73.7% NELLA STANZA DI DEGENZA, NEL 13.7% NEI SERVIZI IGIENICI E NEL 12.6% NEL CORRIDOIO  LA CADUTA SI E’ VERIFICATA NEL 51,3% “DAL LETTO ” (35% NEL TENTATIVO DI SCENDERE O SALIRE) NEL 40% DURANTE LA DEAMBULAZIONE NEL 8.7% DALLA CARROZZINA Risultati:Risultati: Tempi, luoghi e modalità delle caduteTempi, luoghi e modalità delle cadute [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 45.
    N° 80 cadute % NESSUNA CONSEGUENZA 53 66.2 FERITELACERO- CONTUSE 9 11.2 FRATTURA femore 2 2.5 FRATTURA omero 2 2.5 ALTRE fratture 3 3.7 EMATOMA SUB- DURALE 1 1.2 POST-FALL 2 2.5 Risultati:Risultati: Conseguenze delle caduteConseguenze delle cadute [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 46.
    RisultatiRisultati: esito delricovero e cadute: esito del ricovero e cadute 0 5 10 15 20 25 30% deceduti Dimessi in lungodegenza █ caduti █ non caduti NS P<0,05 11.3 11.4 5.6 12.9 [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 47.
    RisultatiRisultati: Fattori dirischio di caduta: Fattori di rischio di caduta in ospedalein ospedaleModello di regressione logistica : R.R. I.C. Età 1.05 1.01 – 1.09** Tinetti equil. 0.91 0.86 – 0.97** Confusione acuta 3.6 1.09 – 11.67* Diabete mellito 5.91 1.69 – 20.64** Antidepressivi triciclici 4.23 1.32 – 13.59* Numero di farmaci assunti 1.23 1.12 – 1.34*** Diff. Deamb. + Conf. Acuta 8.4 1.96 – 16.51*** [Falls in hospitalized elderly patients: incidence and risk factors]. Zanocchi M, Pilon S, Speme S, Nicola E, Corsinovi L, Ponte E, Cerrato F, Luppino A, Martinelli E, Margolicci A, Molaschi M. Recenti Prog Med. 2004 Dec;95(12):570-4. Italian.
  • 48.
    Fattori di rischiodi cadute (Guideline for the prevention of falls in older persons.: JAGS 2001) Ridotta forma muscolare 4.4 10/11 Storia di cadute 3.0 12/13 Deficit dell’andatura 2.9 10/12 Deficit dell’equilibrio 2.9 8/11 Uso di ausilii nelle ADL 2.6 8/8 Deficit visivi 2.5 6/12 Artrosi/artrite 2.4 3/7 Deficit nelle ADL 2.3 8/9 Depressione 2.2 3/6 Deficit cognitivi 1.8 4/11 Età > 80 anni 1.7 5/8 RR-OR Concordanza studi
  • 49.
    Scala Stratify divalutazione del rischio diScala Stratify di valutazione del rischio di cadutacaduta Oliver, BMJ 1997
  • 50.
    Fattori intrinseci Fattoriestrinseci CADUTE Condizioni mediche Alterazioni sensoriali (vista,udito) Età (cambiamenti fisiologici) Medicamenti Uso improprio di apparecchiature Ambiente Cause di caduta
  • 51.
    Fattori estrinseci /FarmaciFattori estrinseci / Farmaci MECCANISMO FARMACI Sedazione Benzodiazepine Triciclici Fenotiazine Ridotta per fusione cerebrale Antipertensivi Antiaritmici Diuretici Tossicità vestibolare Aminoglicosidi Diuretici Sintomi extrapiramidali Fenotiazine
  • 52.
    Fattori situazionaliFattori situazionali Attività Posizionedel corpo Modalità di caduta Velocità di caduta Ostacoli
  • 53.
  • 54.
    Atypical or GeriatricpresentationAtypical or Geriatric presentation of diseaseof disease Decompensation, with onset of 1 or more of 1 – Confusion – Memory failure – Psychosis – Falls – Postural instability – Immobility – Incontinence of urine – Fecal loading, impaction, and incontinence – Social crisis Kirshen A. Geriatric Palliative Care, 2004
  • 55.
    Individuazione dei pazientia rischioIndividuazione dei pazienti a rischio mediante valutazione dell’equilibrio e dellamediante valutazione dell’equilibrio e della deambulazionedeambulazione Tinetti, JAGS 1986 Podsiallo, JAGS 1991 Mathias, Arch Phys Med 1986 Test di Tinetti Performance Oriented Mobility Assessment
  • 56.
    Valutazione dell’equilibrio Sedendosi (susedia rigida, priva di braccioli) Alzandosi Equilibrio eretto (immediato e ritardato) Con leggera spinta Con occhi chiusi Equilibrio dopo rotazione di 360° Tinetti JAGS 1986
  • 57.
    Valutazione della deambulazioneValutazionedella deambulazione Inizio Lunghezza del passo e sua altezza Simmetria del passo e continuità Percorso Posizione Abilità nel cambiare velocità Tinetti JAGS 1986
  • 58.
    Cause comuni dianormaleCause comuni di anormale deambulazionedeambulazione  Difficoltà ad alzarsi da una sedia Debolezza Artrite  Instabilità in ortostatismo Ipotensione Debolezza  instabilità ad occhi chiusi Disturbi propriocettivi  Altezza /lunghezza del passo Parkinson Patologie frontali Paura
  • 59.
    Valutazione dell’anziano peril problema cadute Raccomandazioni AGS per la prevenzione delle cadute, 2003 Anziano che non si presenta per una caduta • chiedere se ha riportato cadute • nel caso venga riferita 1 caduta→ ‘Get up & go test’. Chi mostra difficoltà al test richiede ulteriori accertamenti Anziano che riferisce ≥ 1 caduta o con deficit di deambulazione o equilibrio • Fare riferimento ad uno specialista (es. geriatra), per valutazione clinica generale e funzionale globale • esame di: vista, funzione neuro-motoria, funzioni cardiache
  • 60.
    PrevenzionePrevenzione Rimuovere medicazioni nonnecessarie Esercizi, apparecchiature di ausilio Correzione problemi sensoriali Modifiche ambientali
  • 61.
    Intervento multifattorialeIntervento multifattoriale 0 10 20 30 40 50 03 6 9 12 mesi % di cadute Controlli Intervento P = .04 Tinetti et al 1994 NEJM
  • 62.
    Interventi multipli diprevenzione delleInterventi multipli di prevenzione delle cadute in Ospedalecadute in Ospedale • Valutazione • Diagnosi di rischio • Formazione • Problemi ambientali • Alvo e diuresi • Farmaci • Mobilità • Stato mentale • Riposo a letto • Sedie e carrozzine The Joanna Briggs Institute , A systematic review of research related tp patient falls in hospitals, 2002
  • 63.
    Interventi multipli diprevenzione delleInterventi multipli di prevenzione delle cadute in ospedalecadute in ospedale 626 pazienti ricoverati in Ospedale626 pazienti ricoverati in Ospedale Intervento multiplo di prevenzioneIntervento multiplo di prevenzione Risultati:Risultati: Riduzione delle cadute del 30%Riduzione delle cadute del 30% Riduzione delle conseguenze traumatiche del 28%Riduzione delle conseguenze traumatiche del 28% Haines T., BMJ, 2004Haines T., BMJ, 2004
  • 64.
    Contenzioni e limitazioniContenzionie limitazioni Nessuna evidenza che le limitazioni riducano i danni della caduta Le limitazioni aumentano la morbosità e possono provocare morte – Ogni anno riportate morti da strozzamento da contenzione – Costituiscono fattore di rischio per delirio, ulcere da decubito, malnutrizione, polmonite da aspirazione
  • 65.
    Limitazione della contenzione- riduzioneLimitazione della contenzione - riduzione dei dannidei danni 816 pazienti ricoverati in lungodegenza - Interventi di contenzione ridotti da 39% al 4% in 3 anni - Nessun cambiamento in cadute, danni, uso di psicotropi follow-up su 2000 pazienti - Diminuzione degli interventi di contenzione dal 41% al 4% - Diminuzione di danni dal 7.5% al 4.4% Tinetti, JAGS, 1992 Capezuti, JAGS, 2002
  • 66.
    RisultatiRisultati: cadute esbarre al: cadute e sbarre al lettoletto • La contenzione ha interessato 63 pazienti (10,2 %) • 6 pazienti sono caduti dal letto senza sbarre • 2 pazienti sono caduti deambulando • Nessuno è caduto dal letto con le sbarre posizionate
  • 67.
    Caduta Reazione di difesa Riduzione impatto Resistenzaossea Frattura OsteoporosiTerapia farmacologica Riflessi conservati Forza Muscolare Postura integra Parkinson Neuropatia Farmaci Età  reazione  coordinazione  Peso/ BMI Età Androide habitus Obesità Hip protector
  • 68.
    • 3 -6% dei pazienti muore durante il ricovero. • 12 – 30 % muore entro l’anno • 15 – 25% perde l’autonomia o viene ricoverata in struttura di lungodegenza • 3 volte più elevati i costi sanitari nell’anno successivo • ripercussioni psicologiche con mutamenti delle abitudini di vita, limitazione dell’autosufficienza e spesso accelerazione dei fenomeni involutivi La frattura del femore / alcuni numeri
  • 69.
    Ridurre la forzadell’impattoRidurre la forza dell’impatto Tessuto frapposto Protettori del femore Pavimenti assorbenti
  • 70.
  • 71.
    PROTETTORI DELLE ANCHEE PREVENZIONE DELLE FRATTURE DI FEMORE • Il 98% dei pazienti con frattura di femore riferisce una caduta • Il 76% dei pazienti riporta un impatto diretto laterale sulla regione trocanterica (Parkkari J, Calcif Tissue Int 1999)) Protettori delle anche e rischio di frattura di femore anni RR = 0,4 IC 95% = 0.2-0.8 Escludendo le fratture di femore avvenute nel gruppo trattato in assenza di prot.: RR = 0,1 IC 95% = 0.03-0.50,00 0,02 0,04 0,06 0,08 0,10 0,12 0 0,5 1 1,5 2 Rischiocumulativo Controllo protettori (Kannus P , N Engl J Med 2000(Kannus P , N Engl J Med 2000))
  • 72.
    Fratture con protezionedell’anca – 2.1% per anno vs. 4.6% per anno (p<.01) – 40 pazienti devono essere trattati con protettore per 1 anno per prevenire una frattura – Senza protettore 2.4% delle cadute sono esitate in frattura – Con protettore 0.4% delle cadute sono esitate in frattura di anca (80% riduzione di rischio) Minimo però è il grado di accettazione del paziente verso tale ausilio Kannus. NEJM; 2000
  • 73.
    Interventi sulla massaossea • DIETA (CALCIO, FIBRE) • FUMO • STATO ESTROGENICO • VITAMINA D • INTERVENTI FARMACOLOGICI
  • 74.
    L’ Effetto dell’Alendronato sulle fratture di femore riguarda tutti gli studi e tutte le popolazionioni Rischio Relativo (RR) 0.1 0.3 0.5 0.8 1 2 Black Tutti gli studi Cummings ( T < -2.5) Pols Karpf A favore dellì Alendronato A favore del Placebo 52% (p = 0.001) Test per l’omogeneità degli studi: p = 0.996 Long Term Care
  • 75.
    Cambiamenti Variazioni rischio Smetteredi fumare 38% Trattamento disturbi visus 50% Stop sedativi 40% Aggiungere 1 g di calcio 24% Protezione anca 50%? Adattato da Cummings, 1998 Riduzioni del rischio di fratturaRiduzioni del rischio di frattura
  • 76.
    ConclusioniConclusioni IL RISCHIO DICADUTA DEL PAZIENTE ANZIANO RICOVERATO IN OSPEDALE PUO’ VEROSIMILMENTE ESSERE RIDOTTO DA PROGRAMMI DI INTERVENTO MULTIPLO:  PONENDO PARTICOLARE ATTENZIONE AI PAZIENTI CHE: PRESENTANO TURBE EQUILIBRIO - DEAMBULAZIONE E STATO CONFUSIONALE  CONTENENDO ENTRO LE STRETTE NECESSITA’ IL NUMERO DI PRESCRIZIONI FARMACEUTICHE LIMITANDO, PER QUANTO POSSIBILE, L’USO DI SOSTANZE CON RIPERCUSSIONI SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE O IN GRADO DI INDURRE IPOTENSIONE ORTOSTATICA  VALUTANDO L’AMBIENTE AL FINE DI RIMUOVERE DISAGI E IMPEDIMENTI  PROGRAMMANDO MOMENTI DI ESERCIZIO FISICO  NON VI SONO EVIDENZE CHE LA CONTENZIONE RIDUCA LE CADUTE O ATTENUI I DANNI