PRESENTAMI UN LIBRO
                      Bibliografia 11 aprile 2012
                                         La casa
           LA CASA DI PAN DI ZENZERO di Carin Gerhardsen
           È un tardo lunedì pomeriggio di novembre a Stoccolma, la neve cade fitta e il buio
           già sta calando sulla città. Un uomo sale sulla metropolitana, si abbandona sul
           sedile. Osserva le facce grigie e tristi che lo circondano e si sente felice. Forse no,
           felice è troppo, ma senz'altro è soddisfatto: ha un buon lavoro, è sposato, è padre
           di tre figli. Una sola cosa lo inquieta: uno sguardo insistente riflesso nel finestrino.
Quando alla sua fermata l'uomo scende, non si accorge che qualcuno lo sta seguendo... Inizia
così l'incubo in cui precipiterà Stoccolma per giorni, una serie di efferati omicidi
apparentemente irrelati che terranno in scacco la polizia, incapace di venirne a capo, tra errori
e false piste. L'indagine viene affidata a Conny Sjoberg, commissario della stazione di
Hammarby, e alla sua squadra. Poco alla volta il poliziotto dovrà ricostruire le motivazioni che
spingono l'assassino a uccidere. Sarà una lotta contro il tempo e contro le sue stesse paure.
Ma forse la soluzione è contenuta nella risposta a un'unica domanda: quanto a lungo può
attendere la vendetta?

          CASA DESOLATA di Charles Dickens
          Il romanzo è una satira della costosa e rovinosa procedura dell'antica corte della
          Cancelleria, illustrata dal caso di eredità Jarndyce & Jarndyce, che viene
          interamente assorbita dalle spese legali, provocando la rovina e la morte d'un
          giovanotto inconcludente, Richard Carstone che, con la cugina con cui si era
          segretamente sposato, mirava a mettere le mani su quella eredità. Il libro è pieno
          di scene truci come un romanzo nero, dove, tra i vicoli bui e maleodoranti, si
muovono figure sospette e anche le cose assumono un'aria sinistra. Con un saggio di Vladimir
Nabokov.

             LA PRIGIONE DI NEVE di Elizabeth Watson
             Asta ha sette anni. Il fratello Orion, nove. Le loro giornate sono scandite dai ritmi
             dei programmi TV, delle letture della Bibbia, di un manuale scolastico e del Big
             Movie Book. Il loro mondo si articola intorno a questi tre "testi sacri", dalla mattina,
             quando la madre Loretta esce per andare al lavoro, fino a sera, quando torna a
             casa. Abbandonati all'universo degli oggetti da cui sono circondati, i piccoli sono
prigionieri delle fissazioni maniacali della donna, che per loro ha inventato e perfezionato un
sistema di protezione dal mondo reale. La scansione perfetta e monotona del tempo all'interno
della casa in cui ogni mattina lei li chiude a chiave contribuisce così a edificare una cortina di
menzogne: le finestre sono schermate perché fuori c'è la peste, la gente è quasi tutta morta, i
corpi accatastati nelle strade sono preda di orribili bestie. Un universo che Loretta ha costruito
secondo la grammatica di un incubo infantile, dal quale non ci si può salvare che isolandosi. Ma
ecco, una sera, l'impensabile: la madre non fa ritorno. I bambini l'aspettano per due giorni.
Sono affamati. Si spingono così fino alla stanza di lei e scoprono un passaggio che li conduce
fuori. E il grande salto verso il mondo esterno, le sue strade sgombre di cadaveri, la sua
illimitata libertà. Un mondo diverso da quello dei libri e del cinema, nelle dimensioni delle cose,
negli odori, nel significato dei segni. Forse peggiore di quello che si sono lasciati alle spalle. O
forse no.

            LA CASA DI BERNARDA ALBA di Federico Garcia Lorca
            Considerata come il capolavoro di García Lorca e la più importante opera del teatro
            spagnolo contemporaneo, "La casa di Bernarda Alba", commedia in tre atti, venne
            conclusa a Madrid nel giugno 1936, circa due mesi prima della sua morte ad opera
            dei falangisti. Lo scoppio della guerra civile ne impedì la rappresentazione, prevista
            inizialmente per l'autunno dello stesso anno, che fu rinviata al 1945 quando venne


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portata in scena al Teatro Avenida di Buenos Aires. Definito dallo stesso autore come
"documentario fotografico", il dramma sviluppa, con un andamento sobrio e serrato di grande
carica espressiva, tutte le contraddizioni interne al mondo andaluso, legato all'arcaica
consuetudine della castità.

             LA CASA DEGLI SPIRITI di isabel Allende
             Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di
             tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e
             stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può
             ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni
             di solitudine" di García Márquez.


             CASA DI BAMBOLA di Henrik Ibsen
             Considerata dal marito, il rispettabile avvocato Torvaldo Helmer, l'immagine del
             decoro degna di essere esibita in società, nonché la bambola prediletta da guidare
             ed ammaestrare a proprio piacimento, la giovane Nora vive all'ombra di un
             matrimonio di cui non ha mai sperimentato l'essenza in otto anni di convivenza.
             Ignara del proprio ruolo puramente accessorio ed egoisticamente infantile nella
             casa che lei crede la sua reggia, destinata però a rivelarsi una prigione di ipocrisia,
Nora andrà incontro ad una personale epifania a partire da una vigilia di Natale carica di
aspettative, in cui un antico prestito contratto con l'oscuro Krogstad illuminerà la natura
dell'amore che la lega al marito e l'abisso che li divide. Forte della rinnovata consapevolezza di
non essere niente se non un grazioso burattino, Nora si dichiarerà intenzionata a completare il
suo personale percorso di affermazione interiore, alla ricerca di nuovo senso o forse, solo, di
un altro sostegno su cui plasmare la propria vita.

          LA CASA DEL SONNO di Jonathan Coe
          Cuore di questo romanzo è un edificio abbarbicato in cima a uno scoglio a picco
          sull'oceano: la "casa del sonno" del titolo. Nei primi anni Ottanta è un alloggio per
          studenti universitari. E' qui che si incontrano, si sfiorano o s'ignorano i destini dei
          personaggi.


           LE REGOLE DELLA CASA DEL SIDRO di John Irving
           E'la storia di Homer Wells, un ragazzo dall'animo ricco di sentimenti e ideali
           cresciuto nell'orfanotrofio di St. Cloud's nel Maine, e del medico-padre Wilbur Larch,
           che accoglie nel suo istituto neonati abbandonati e fa abortire povere donne che
           altrimenti finirebbero nelle mani di macellai. Larch educa il giovane e gli insegna la
           professione, nella speranza che un giorno prenda il suo posto. Homer preferisce
seguire la propria via lavorando in una fattoria dove si produce sidro. Si renderà ben presto
conto che non conosce nulla del mondo dei grandi, e che dovrà affrontare dolori, asperità e
percorrere molta strada per capire le regole della vita.

             IL MONDO DI GARP di John irving
             Uno dei libri più venduti nel mondo. Caratterizzato da una vena di pazzia e di
             tristezza, il romanzo è una splendida rassegna di atteggiamenti verso il sesso, il
             matrimonio, la famiglia e il femminismo.Una donna "sessualmente sospetta", la
             madre di Garp, diviene bersaglio dell'odio antifemminista e sarà uccisa da un
             pazzo che odia le donne; Garp, a sua volta, diviene bersaglio delle femministe
             radicali    e    sarà  vittima   di   una   pazza     che     odia gli    uomini.
             Un libro ironico e contemporaneamente drammatico che rivela le contraddizioni
dell'America dinanzi ai problemi del femminismo e della liberazione sessuale. Un capolavoro
personale, una chiara dimostrazione del credo morale ed estetico di Irving.




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MRS DALLOWAY di Virginia Woolf
           Romanzo tra i più intensi e riusciti della grande scrittrice inglese, "Mrs Dalloway"
           inaugura un originale modo di narrare e costituisce la prima opera in cui Virginia
           Woolf attinge alla propria esperienza femminile. Vi si racconta la giornata di Clarissa
           Dalloway, cinquantenne, esponente dell'alta borghesia londinese, impegnata a
           organizzare per la serata un sontuoso ricevimento nella propria casa. La protagonista
esce per comprare dei fiori e nel suo itinerario scopre o intravede le esistenze di tanti
sconosciuti, tra i quali lo sfortunato Septimus Warren Smith. La serata si svolge con pieno
successo, anche se nel corso del ricevimento si apprende del suicidio di Septimus. L'incrociarsi
di destini paralleli, ritmato dai rintocchi del Big Ben, conferisce alla narrazione un andamento
musicale; nota dopo nota, frase dopo frase, il contrappunto drammatico dalla storia di
Septimus spinge Mrs Dalloway, proprio grazie alla consapevolezza della fugacità e
dell'"incompletezza" della nostra esistenza, a trasformare la certezza della fine in esaltazione
della vita.

           LA CASA NERA di patricia Highsmith
           Questa raccolta ripropone undici classici racconti della scrittrice americana, tra cui
           La casa nera del titolo, La preda del gatto e Accadde a Roma.



           LA CASA DEI DESIDERI di Celia Rees
           Estate 1976, di nuovo in vacanza: mamma, papà, il caravan, il campeggio nei Galles
           del sud. Il quindicenne Richard non ha motivo di aspettarsi grandi sorprese. Ma una
           novità c'è: la grande casa abbandonata attorno cui Richard e il suo amico d'infanzia
           David amavano curiosare è improvvisamente abitata. A Wish House, la casa dei
desideri, sono tornati i proprietari: i disinibiti, anticonformisti Dalton. Il pittore Jay, quasi un
sacerdote dell'arte, a cui si dedica con instancabile e fanatico fervore; sua moglie Lucia, bella e
trasognata; il figlio Joe appassionato di musica; e la bellissima figlia Clio, musa onnipresente
nei quadri di Jay, da cui Richard è irresistibilmente, quasi perdutamente attratto. Lo stesso Jay
mostra un interesse speciale per Richard, che aspira a entrare nel clan; e ben presto
L'attrazione per Clio si trasforma in una storia d'amore, potente e intensa. Con lei trascorre
giorni e notti indimenticabili, prendendo coscienza delle proprie emozioni e dei propri sensi.
Fino a quando il genio di Jay non diventa distruttivo e un doloroso segreto viene alla luce...

            VILLA VENTOSA di Anne Fine
            Villa Ventosa è una casa di campagna circondata da un incantevole parco che viene
            sistematicamente devastato dalla furia della padrona di casa, l'eccentrica Lilith
            Collett, che nella sua vita ha detestato ogni istante in cui ha dovuto essere madre.
            Ma per i suoi quattro figli viene il momento della rivolta, complici l'omosessualità di
            William e il promesso sposo di Barbara, un seducente cameriere spagnolo
            dall'improbabile nome di Miguel Angel Arqueso Algaron Perz de Vega. Tanto basta
perché si scateni una trascinante sequenza di eventi comici che coinvolgono tutti i membri
della famiglia.

            LA CAVERNA di José Saramago
            Il mito platonico della caverna, rivisitato da Saramago e portato ai giorni nostri: la
            storia di un vasaio cui viene rifiutata la solita fornitura di stoviglie da parte del
            Centro, simbolo del potere nell'età della globalizzazione. L'artigiano si troverà così
            costretto a inventarsi un altro prodotto e, soprattutto, a confrontarsi con il Centro
            stesso, per cercare di scoprirne il terribile, spaventoso segreto. Così, come in altri
            suoi libri, abbiamo due storie parallele e allo stesso tempo convergenti. Da una
parte i protagonisti: gente normalissima, antieroi per eccellenza. Dall'altra una costruzione
quasi infinita e maligna: il Centro, sorta di città nella città che divora la città.




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UNA CASA DEI MELOGRANI di Oscar Wilde
             Re, principesse, nani di corte, sirenette, streghe, creature misteriose, paesi
             fantastici e atmosfere suggestive, questi gli ingredienti di cui Wilde si serve per
             costruire quattro favole che per certi versi rientrano appieno in questo genere e
             per altri lo sovvertono. Wilde ci proietta in un mondo fiabesco per confutare, come
             è solito fare, convenzioni e clichè. Il suo spirito eccentrico e anticonvenzionale
aleggia in ogni pagina ammiccando al lettore che resta immancabilmente di stucco. Queste
fiabe, più per adulti che per bambini, sono prive di finalità didascaliche e si presentano
piuttosto come pure invenzioni, frutto del genio esibizionista dell'autore, dotate di
un'antimorale o meglio della morale wildiana dell'immoralità. Le descrizioni estremamente
estetizzanti e la scrittura densamente simbolica contribuiscono ad ammaliare il lettore che
finisce per condividere la visione dell'autore. Wilde non ci delude neppure questa volta,
regalandoci una raccolta di favole che non tradisce il suo stile.

           A VELA, IN SOLITARIA, INTORNO ALLA STANZA di Billy Collins
           Con la sua poesia a un tempo gentile e arguta, umoristica e commovente, lieve e
           meditabonda, Billy Collins è stato dopo Robert Frost il primo poeta americano capace
           di ottenere il consenso della critica e di un vasto numero di lettori. Poeta laureato
           degli Stati Uniti dal 2001 al 2003, voce nota per le sue letture di poesia alla National
           Public Radio, insegnante di letteratura nei college americani, Collins conosce le
difficoltà che i giovani e i lettori meno iniziati incontrano quando affrontano un testo poetico,
ma conosce bene anche il loro bisogno di poesia. I suoi versi, come quelli di Prévert, di Lorca,
di Neruda, rispondono a questo bisogno e ci conducono al centro di un mondo guardato spesso
con sospetto. La poesia di Collins, con ironia e leggerezza, manda in pensione le formule vuote
della poesia di maniera, le allegorie pesanti e concettose, le oscurità fini a se stesse, e osserva,
con uno sguardo disposto alla sorpresa, gli oggetti quotidiani, facendoli parlare in modo nuovo
con parole discrete, medie, in un registro piano e defilato, con un ritmo e un tono vicini alla
lingua americana parlata. E quegli oggetti quotidiani diventano il pretesto per una calma,
godibilissima e lirica meditazione sulla vita, e non solo.

         ECLISSI QUOTIDIANE di Roger McGough
         La carriera poetica di Roger McGough inizia nella Liverpool dei primi anni Sessanta. La
         città inglese per una strana alchimia, diventa un vibrante laboratorio di creatività.
         Musica, arte, poesia, teatro abbandonano i luoghi chiusi delle accademie e scendono
         in strada, entrano nei pub, nelle scuole, nelle carceri. I reading di poesia, le
performance neodadaiste e patafisiche, i concerti di musica rock invadono la città. McGough
con irridente comicità racconta in presa diretta le inquietudini e le aspirazioni di quella
generazione. Negli anni l'esuberanza giovanile lascia spazio a un'ironia asciutta e meditabonda.
Ai toni seducenti delle poesie giovanili si aggiungono così note più cupe che toccano le corde
più profonde del sentimento.

            IL GATTO di Georges Simeno
            Da anni, ormai, Émile Bouin e Marguerite Doise non si rivolgono più la parola, e
            comunicano solo attraverso laconici, ma non per questo meno crudeli, bigliettini.
            Ciascuno fa la spesa per conto suo, ciascuno ha una sua dispensa, e ciascuno
            mangia, da solo, a un orario diverso da quello dell'altro. Del resto, niente li
            predisponeva a formare una coppia armoniosa: lei è magra, pallida, impettita e
            irreprensibile; lui tarchiato e sanguigno; lei ha alle spalle gli splendori di una
famiglia dell'alta borghesia caduta in rovina e il ricordo di un primo marito musicista; lui viene
dal mondo operaio, e nel suo passato ci sono le balere in riva alla Senna, i piaceri semplici del
proletariato della banlieue, e una moglie allegra e polposa morta troppo presto. Lei detesta
l'odore del sigaro toscano e i modi rozzi dell'uomo; lui trova irritanti le leziosità della donna.
L'odio ha preso corpo in un momento preciso, quando Émile si è convinto che sia stata
Marguerite a uccidergli l'amatissimo gatto - e si è vendicato sul pappagallo da lei prediletto. Un
odio che da allora si è solidamente installato tra loro, diventando, come scrive Benoît Denis,
"un sentimento puro, senza ombre e senza contaminazioni", del quale non possono fare a
meno perché è per entrambi l'unica ragione di vita, e l'unica barriera contro la morte.



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IL GRANDE BOH di Lorenzo Jovanotti
            "La mia è sempre più la lingua dei viaggiatori e chi decide di ascoltarmi deve sapere
            che io sono uno che racconta mondi che ha visto e mondi che vuole vedere, e che
            non conosco a fondo la lingua del posto, la lingua degli stanziali, strimpello
            strumenti e parlo male diverse lingue e di volta in volta ho bisogno di musicisti e di
            interpreti per metter su le tende nel luogo e restare finché non mi riprende il senso
di irrequietezza che mi porta a fare di nuovo i bagagli e partire." (Jovanotti)

            LA CASA SOPRA I PORTICI di Carlo Verdone
            Carlo Verdone si racconta per la prima volta in un flusso di ricordi ricco,
            sorprendente, tenero ed esilarante. Si parte dalla giovinezza e dal vissuto nella
            mitica casa paterna, grande protagonista del libro: l'incontro con Vittorio De Sica, il
            rapporto con i genitori e i fratelli, gli scherzi (tanti, fulminanti), le prime esperienze
            sentimentali ma anche i drammi famigliari. E poi il cinema: i primi passi al Centro
Sperimentale sotto la guida di Roberto Rossellini, la genesi dei film, i retroscena, gli aneddoti
più inediti e divertenti, il rapporto con gli attori. Quindi le amicizie che hanno segnato la sua
vita: Sergio Leone, Federico Fellini e Massimo Troisi. E senza tralasciare il grande amore di
Carlo per la musica: i primi concerti di Beatles e Who, gli incontri con David Bowie, David
Gilmour e Led Zeppelin. Un libro per scoprire un "privato" inedito e i molteplici aspetti di un
regista, attore, autore che ha ammaliato, divertito, fatto riflettere generazioni di italiani. Un
artista che - attraverso la sua trentennale carriera - ha tracciato un formidabile, lucido,
disincantato e talvolta spietato ritratto del nostro paese.

            NUDI E CRUDI di Alan Bennett
            Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se
            spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l'arrosto che
            attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E
            l'allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di
            pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti
            da una realtà truce e idiota, l'avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad
affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi,
mentre il lettore viene guidato verso un'esilarante catarsi di rara crudeltà.

            OGNI CASA HA BISOGNO DI UN BALCONE di Frank Rina
            Haifa, Israele, seconda metà del Novecento. Rina è una piccola ebrea rumena che
            vive con la sorella e i genitori in un monolocale con balcone. Davanti a quella
            finestra sul mondo sfila la vita di quel nuovo, strano paese che nasce dalle rovine
            dell'Europa e raccoglie i suoi abitanti da almeno due continenti. Rina cresce e con la
            guerra del Kippur il suo paese entra in un'era di conflitti da cui praticamente non
uscirà più. Ma la ragazza è fortunata, incontra il suo principe azzurro nei panni di uno studente
di una facoltosa famiglia spagnola. I due si innamorano e si sposano, ma la meravigliosa favola
è destinata a risvolti drammatici.

           ABBIAMO SEMPRE VISSUTO NEL CASTELLO di Shirley Jackson
           "A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce"; con questa
           dedica si apre "L'incendiaria" di Stephen King. È infatti con toni sommessi e
           deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande
           casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella
           Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i
minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri
della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala
da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si
snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante
che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade
via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i "brividi silenziosi e cumulativi" che - per usare
le parole di un'ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo "La lotteria".




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LA GRANDE CASA di Nicole Krauss
            Nell'inverno del 1972, a New York, Nadia vive reclusa in una casa vuota, a fare i
            conti con la solitudine dopo un abbandono e con le difficoltà del suo mestiere di
            scrittrice. L'incontro di una sola notte con un giovane poeta cileno le cambierà la
            vita: lui decide di lasciarle in prestito i suoi mobili e di tornare in Cile, dove verrà
            inghiottito dalle carceri di Pinochet. A Nadia resta in eredità un'enorme scrivania,
dotata di diciannove piccoli cassetti, uno dei quali impossibile da aprire. E quando dopo
venticinque anni riceve la telefonata di quella che si presenta come la figlia del poeta, Nadia si
rende conto di non volersi separare da qualcosa che è diventato parte integrante della sua
identità. Si tratta, forse, della stessa scrivania su cui da sessant'anni un antiquario di
Gerusalemme sta cercando di mettere le mani, nel tentativo di ricostruire pezzo dopo pezzo lo
studio di suo padre, saccheggiato dai nazisti a Budapest in una notte del 1944. E per un
periodo sembra essere appartenuta anche a un'altra scrittrice, Lotte Berg, fuggita a Londra
dalla Germania nazista: solo alla fine della loro vita insieme il marito di Lotte, un professore
universitario inglese, capisce di non aver mai conosciuto a fondo la donna che ha amato di un
amore struggente, e che proprio in quei cassetti nascondeva un terribile segreto.




                               POESIA di Asia Tamara (9 anni)

                          La mia casa è fatta senza sabbia né acqua.
                             Il cuore di mia madre è un muro forte
                         Le braccia di mio padre il tetto e il pavimento.
                           La risata di mia nonna le porte e finestre.
                               I miei occhi la luce che la accende.
                                 Nella mia casa c’è tanto amore.




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Bibliografia della serata 11 04-2012

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    PRESENTAMI UN LIBRO Bibliografia 11 aprile 2012 La casa LA CASA DI PAN DI ZENZERO di Carin Gerhardsen È un tardo lunedì pomeriggio di novembre a Stoccolma, la neve cade fitta e il buio già sta calando sulla città. Un uomo sale sulla metropolitana, si abbandona sul sedile. Osserva le facce grigie e tristi che lo circondano e si sente felice. Forse no, felice è troppo, ma senz'altro è soddisfatto: ha un buon lavoro, è sposato, è padre di tre figli. Una sola cosa lo inquieta: uno sguardo insistente riflesso nel finestrino. Quando alla sua fermata l'uomo scende, non si accorge che qualcuno lo sta seguendo... Inizia così l'incubo in cui precipiterà Stoccolma per giorni, una serie di efferati omicidi apparentemente irrelati che terranno in scacco la polizia, incapace di venirne a capo, tra errori e false piste. L'indagine viene affidata a Conny Sjoberg, commissario della stazione di Hammarby, e alla sua squadra. Poco alla volta il poliziotto dovrà ricostruire le motivazioni che spingono l'assassino a uccidere. Sarà una lotta contro il tempo e contro le sue stesse paure. Ma forse la soluzione è contenuta nella risposta a un'unica domanda: quanto a lungo può attendere la vendetta? CASA DESOLATA di Charles Dickens Il romanzo è una satira della costosa e rovinosa procedura dell'antica corte della Cancelleria, illustrata dal caso di eredità Jarndyce & Jarndyce, che viene interamente assorbita dalle spese legali, provocando la rovina e la morte d'un giovanotto inconcludente, Richard Carstone che, con la cugina con cui si era segretamente sposato, mirava a mettere le mani su quella eredità. Il libro è pieno di scene truci come un romanzo nero, dove, tra i vicoli bui e maleodoranti, si muovono figure sospette e anche le cose assumono un'aria sinistra. Con un saggio di Vladimir Nabokov. LA PRIGIONE DI NEVE di Elizabeth Watson Asta ha sette anni. Il fratello Orion, nove. Le loro giornate sono scandite dai ritmi dei programmi TV, delle letture della Bibbia, di un manuale scolastico e del Big Movie Book. Il loro mondo si articola intorno a questi tre "testi sacri", dalla mattina, quando la madre Loretta esce per andare al lavoro, fino a sera, quando torna a casa. Abbandonati all'universo degli oggetti da cui sono circondati, i piccoli sono prigionieri delle fissazioni maniacali della donna, che per loro ha inventato e perfezionato un sistema di protezione dal mondo reale. La scansione perfetta e monotona del tempo all'interno della casa in cui ogni mattina lei li chiude a chiave contribuisce così a edificare una cortina di menzogne: le finestre sono schermate perché fuori c'è la peste, la gente è quasi tutta morta, i corpi accatastati nelle strade sono preda di orribili bestie. Un universo che Loretta ha costruito secondo la grammatica di un incubo infantile, dal quale non ci si può salvare che isolandosi. Ma ecco, una sera, l'impensabile: la madre non fa ritorno. I bambini l'aspettano per due giorni. Sono affamati. Si spingono così fino alla stanza di lei e scoprono un passaggio che li conduce fuori. E il grande salto verso il mondo esterno, le sue strade sgombre di cadaveri, la sua illimitata libertà. Un mondo diverso da quello dei libri e del cinema, nelle dimensioni delle cose, negli odori, nel significato dei segni. Forse peggiore di quello che si sono lasciati alle spalle. O forse no. LA CASA DI BERNARDA ALBA di Federico Garcia Lorca Considerata come il capolavoro di García Lorca e la più importante opera del teatro spagnolo contemporaneo, "La casa di Bernarda Alba", commedia in tre atti, venne conclusa a Madrid nel giugno 1936, circa due mesi prima della sua morte ad opera dei falangisti. Lo scoppio della guerra civile ne impedì la rappresentazione, prevista inizialmente per l'autunno dello stesso anno, che fu rinviata al 1945 quando venne 1
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    portata in scenaal Teatro Avenida di Buenos Aires. Definito dallo stesso autore come "documentario fotografico", il dramma sviluppa, con un andamento sobrio e serrato di grande carica espressiva, tutte le contraddizioni interne al mondo andaluso, legato all'arcaica consuetudine della castità. LA CASA DEGLI SPIRITI di isabel Allende Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni di solitudine" di García Márquez. CASA DI BAMBOLA di Henrik Ibsen Considerata dal marito, il rispettabile avvocato Torvaldo Helmer, l'immagine del decoro degna di essere esibita in società, nonché la bambola prediletta da guidare ed ammaestrare a proprio piacimento, la giovane Nora vive all'ombra di un matrimonio di cui non ha mai sperimentato l'essenza in otto anni di convivenza. Ignara del proprio ruolo puramente accessorio ed egoisticamente infantile nella casa che lei crede la sua reggia, destinata però a rivelarsi una prigione di ipocrisia, Nora andrà incontro ad una personale epifania a partire da una vigilia di Natale carica di aspettative, in cui un antico prestito contratto con l'oscuro Krogstad illuminerà la natura dell'amore che la lega al marito e l'abisso che li divide. Forte della rinnovata consapevolezza di non essere niente se non un grazioso burattino, Nora si dichiarerà intenzionata a completare il suo personale percorso di affermazione interiore, alla ricerca di nuovo senso o forse, solo, di un altro sostegno su cui plasmare la propria vita. LA CASA DEL SONNO di Jonathan Coe Cuore di questo romanzo è un edificio abbarbicato in cima a uno scoglio a picco sull'oceano: la "casa del sonno" del titolo. Nei primi anni Ottanta è un alloggio per studenti universitari. E' qui che si incontrano, si sfiorano o s'ignorano i destini dei personaggi. LE REGOLE DELLA CASA DEL SIDRO di John Irving E'la storia di Homer Wells, un ragazzo dall'animo ricco di sentimenti e ideali cresciuto nell'orfanotrofio di St. Cloud's nel Maine, e del medico-padre Wilbur Larch, che accoglie nel suo istituto neonati abbandonati e fa abortire povere donne che altrimenti finirebbero nelle mani di macellai. Larch educa il giovane e gli insegna la professione, nella speranza che un giorno prenda il suo posto. Homer preferisce seguire la propria via lavorando in una fattoria dove si produce sidro. Si renderà ben presto conto che non conosce nulla del mondo dei grandi, e che dovrà affrontare dolori, asperità e percorrere molta strada per capire le regole della vita. IL MONDO DI GARP di John irving Uno dei libri più venduti nel mondo. Caratterizzato da una vena di pazzia e di tristezza, il romanzo è una splendida rassegna di atteggiamenti verso il sesso, il matrimonio, la famiglia e il femminismo.Una donna "sessualmente sospetta", la madre di Garp, diviene bersaglio dell'odio antifemminista e sarà uccisa da un pazzo che odia le donne; Garp, a sua volta, diviene bersaglio delle femministe radicali e sarà vittima di una pazza che odia gli uomini. Un libro ironico e contemporaneamente drammatico che rivela le contraddizioni dell'America dinanzi ai problemi del femminismo e della liberazione sessuale. Un capolavoro personale, una chiara dimostrazione del credo morale ed estetico di Irving. 2
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    MRS DALLOWAY diVirginia Woolf Romanzo tra i più intensi e riusciti della grande scrittrice inglese, "Mrs Dalloway" inaugura un originale modo di narrare e costituisce la prima opera in cui Virginia Woolf attinge alla propria esperienza femminile. Vi si racconta la giornata di Clarissa Dalloway, cinquantenne, esponente dell'alta borghesia londinese, impegnata a organizzare per la serata un sontuoso ricevimento nella propria casa. La protagonista esce per comprare dei fiori e nel suo itinerario scopre o intravede le esistenze di tanti sconosciuti, tra i quali lo sfortunato Septimus Warren Smith. La serata si svolge con pieno successo, anche se nel corso del ricevimento si apprende del suicidio di Septimus. L'incrociarsi di destini paralleli, ritmato dai rintocchi del Big Ben, conferisce alla narrazione un andamento musicale; nota dopo nota, frase dopo frase, il contrappunto drammatico dalla storia di Septimus spinge Mrs Dalloway, proprio grazie alla consapevolezza della fugacità e dell'"incompletezza" della nostra esistenza, a trasformare la certezza della fine in esaltazione della vita. LA CASA NERA di patricia Highsmith Questa raccolta ripropone undici classici racconti della scrittrice americana, tra cui La casa nera del titolo, La preda del gatto e Accadde a Roma. LA CASA DEI DESIDERI di Celia Rees Estate 1976, di nuovo in vacanza: mamma, papà, il caravan, il campeggio nei Galles del sud. Il quindicenne Richard non ha motivo di aspettarsi grandi sorprese. Ma una novità c'è: la grande casa abbandonata attorno cui Richard e il suo amico d'infanzia David amavano curiosare è improvvisamente abitata. A Wish House, la casa dei desideri, sono tornati i proprietari: i disinibiti, anticonformisti Dalton. Il pittore Jay, quasi un sacerdote dell'arte, a cui si dedica con instancabile e fanatico fervore; sua moglie Lucia, bella e trasognata; il figlio Joe appassionato di musica; e la bellissima figlia Clio, musa onnipresente nei quadri di Jay, da cui Richard è irresistibilmente, quasi perdutamente attratto. Lo stesso Jay mostra un interesse speciale per Richard, che aspira a entrare nel clan; e ben presto L'attrazione per Clio si trasforma in una storia d'amore, potente e intensa. Con lei trascorre giorni e notti indimenticabili, prendendo coscienza delle proprie emozioni e dei propri sensi. Fino a quando il genio di Jay non diventa distruttivo e un doloroso segreto viene alla luce... VILLA VENTOSA di Anne Fine Villa Ventosa è una casa di campagna circondata da un incantevole parco che viene sistematicamente devastato dalla furia della padrona di casa, l'eccentrica Lilith Collett, che nella sua vita ha detestato ogni istante in cui ha dovuto essere madre. Ma per i suoi quattro figli viene il momento della rivolta, complici l'omosessualità di William e il promesso sposo di Barbara, un seducente cameriere spagnolo dall'improbabile nome di Miguel Angel Arqueso Algaron Perz de Vega. Tanto basta perché si scateni una trascinante sequenza di eventi comici che coinvolgono tutti i membri della famiglia. LA CAVERNA di José Saramago Il mito platonico della caverna, rivisitato da Saramago e portato ai giorni nostri: la storia di un vasaio cui viene rifiutata la solita fornitura di stoviglie da parte del Centro, simbolo del potere nell'età della globalizzazione. L'artigiano si troverà così costretto a inventarsi un altro prodotto e, soprattutto, a confrontarsi con il Centro stesso, per cercare di scoprirne il terribile, spaventoso segreto. Così, come in altri suoi libri, abbiamo due storie parallele e allo stesso tempo convergenti. Da una parte i protagonisti: gente normalissima, antieroi per eccellenza. Dall'altra una costruzione quasi infinita e maligna: il Centro, sorta di città nella città che divora la città. 3
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    UNA CASA DEIMELOGRANI di Oscar Wilde Re, principesse, nani di corte, sirenette, streghe, creature misteriose, paesi fantastici e atmosfere suggestive, questi gli ingredienti di cui Wilde si serve per costruire quattro favole che per certi versi rientrano appieno in questo genere e per altri lo sovvertono. Wilde ci proietta in un mondo fiabesco per confutare, come è solito fare, convenzioni e clichè. Il suo spirito eccentrico e anticonvenzionale aleggia in ogni pagina ammiccando al lettore che resta immancabilmente di stucco. Queste fiabe, più per adulti che per bambini, sono prive di finalità didascaliche e si presentano piuttosto come pure invenzioni, frutto del genio esibizionista dell'autore, dotate di un'antimorale o meglio della morale wildiana dell'immoralità. Le descrizioni estremamente estetizzanti e la scrittura densamente simbolica contribuiscono ad ammaliare il lettore che finisce per condividere la visione dell'autore. Wilde non ci delude neppure questa volta, regalandoci una raccolta di favole che non tradisce il suo stile. A VELA, IN SOLITARIA, INTORNO ALLA STANZA di Billy Collins Con la sua poesia a un tempo gentile e arguta, umoristica e commovente, lieve e meditabonda, Billy Collins è stato dopo Robert Frost il primo poeta americano capace di ottenere il consenso della critica e di un vasto numero di lettori. Poeta laureato degli Stati Uniti dal 2001 al 2003, voce nota per le sue letture di poesia alla National Public Radio, insegnante di letteratura nei college americani, Collins conosce le difficoltà che i giovani e i lettori meno iniziati incontrano quando affrontano un testo poetico, ma conosce bene anche il loro bisogno di poesia. I suoi versi, come quelli di Prévert, di Lorca, di Neruda, rispondono a questo bisogno e ci conducono al centro di un mondo guardato spesso con sospetto. La poesia di Collins, con ironia e leggerezza, manda in pensione le formule vuote della poesia di maniera, le allegorie pesanti e concettose, le oscurità fini a se stesse, e osserva, con uno sguardo disposto alla sorpresa, gli oggetti quotidiani, facendoli parlare in modo nuovo con parole discrete, medie, in un registro piano e defilato, con un ritmo e un tono vicini alla lingua americana parlata. E quegli oggetti quotidiani diventano il pretesto per una calma, godibilissima e lirica meditazione sulla vita, e non solo. ECLISSI QUOTIDIANE di Roger McGough La carriera poetica di Roger McGough inizia nella Liverpool dei primi anni Sessanta. La città inglese per una strana alchimia, diventa un vibrante laboratorio di creatività. Musica, arte, poesia, teatro abbandonano i luoghi chiusi delle accademie e scendono in strada, entrano nei pub, nelle scuole, nelle carceri. I reading di poesia, le performance neodadaiste e patafisiche, i concerti di musica rock invadono la città. McGough con irridente comicità racconta in presa diretta le inquietudini e le aspirazioni di quella generazione. Negli anni l'esuberanza giovanile lascia spazio a un'ironia asciutta e meditabonda. Ai toni seducenti delle poesie giovanili si aggiungono così note più cupe che toccano le corde più profonde del sentimento. IL GATTO di Georges Simeno Da anni, ormai, Émile Bouin e Marguerite Doise non si rivolgono più la parola, e comunicano solo attraverso laconici, ma non per questo meno crudeli, bigliettini. Ciascuno fa la spesa per conto suo, ciascuno ha una sua dispensa, e ciascuno mangia, da solo, a un orario diverso da quello dell'altro. Del resto, niente li predisponeva a formare una coppia armoniosa: lei è magra, pallida, impettita e irreprensibile; lui tarchiato e sanguigno; lei ha alle spalle gli splendori di una famiglia dell'alta borghesia caduta in rovina e il ricordo di un primo marito musicista; lui viene dal mondo operaio, e nel suo passato ci sono le balere in riva alla Senna, i piaceri semplici del proletariato della banlieue, e una moglie allegra e polposa morta troppo presto. Lei detesta l'odore del sigaro toscano e i modi rozzi dell'uomo; lui trova irritanti le leziosità della donna. L'odio ha preso corpo in un momento preciso, quando Émile si è convinto che sia stata Marguerite a uccidergli l'amatissimo gatto - e si è vendicato sul pappagallo da lei prediletto. Un odio che da allora si è solidamente installato tra loro, diventando, come scrive Benoît Denis, "un sentimento puro, senza ombre e senza contaminazioni", del quale non possono fare a meno perché è per entrambi l'unica ragione di vita, e l'unica barriera contro la morte. 4
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    IL GRANDE BOHdi Lorenzo Jovanotti "La mia è sempre più la lingua dei viaggiatori e chi decide di ascoltarmi deve sapere che io sono uno che racconta mondi che ha visto e mondi che vuole vedere, e che non conosco a fondo la lingua del posto, la lingua degli stanziali, strimpello strumenti e parlo male diverse lingue e di volta in volta ho bisogno di musicisti e di interpreti per metter su le tende nel luogo e restare finché non mi riprende il senso di irrequietezza che mi porta a fare di nuovo i bagagli e partire." (Jovanotti) LA CASA SOPRA I PORTICI di Carlo Verdone Carlo Verdone si racconta per la prima volta in un flusso di ricordi ricco, sorprendente, tenero ed esilarante. Si parte dalla giovinezza e dal vissuto nella mitica casa paterna, grande protagonista del libro: l'incontro con Vittorio De Sica, il rapporto con i genitori e i fratelli, gli scherzi (tanti, fulminanti), le prime esperienze sentimentali ma anche i drammi famigliari. E poi il cinema: i primi passi al Centro Sperimentale sotto la guida di Roberto Rossellini, la genesi dei film, i retroscena, gli aneddoti più inediti e divertenti, il rapporto con gli attori. Quindi le amicizie che hanno segnato la sua vita: Sergio Leone, Federico Fellini e Massimo Troisi. E senza tralasciare il grande amore di Carlo per la musica: i primi concerti di Beatles e Who, gli incontri con David Bowie, David Gilmour e Led Zeppelin. Un libro per scoprire un "privato" inedito e i molteplici aspetti di un regista, attore, autore che ha ammaliato, divertito, fatto riflettere generazioni di italiani. Un artista che - attraverso la sua trentennale carriera - ha tracciato un formidabile, lucido, disincantato e talvolta spietato ritratto del nostro paese. NUDI E CRUDI di Alan Bennett Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l'arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l'allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti da una realtà truce e idiota, l'avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un'esilarante catarsi di rara crudeltà. OGNI CASA HA BISOGNO DI UN BALCONE di Frank Rina Haifa, Israele, seconda metà del Novecento. Rina è una piccola ebrea rumena che vive con la sorella e i genitori in un monolocale con balcone. Davanti a quella finestra sul mondo sfila la vita di quel nuovo, strano paese che nasce dalle rovine dell'Europa e raccoglie i suoi abitanti da almeno due continenti. Rina cresce e con la guerra del Kippur il suo paese entra in un'era di conflitti da cui praticamente non uscirà più. Ma la ragazza è fortunata, incontra il suo principe azzurro nei panni di uno studente di una facoltosa famiglia spagnola. I due si innamorano e si sposano, ma la meravigliosa favola è destinata a risvolti drammatici. ABBIAMO SEMPRE VISSUTO NEL CASTELLO di Shirley Jackson "A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce"; con questa dedica si apre "L'incendiaria" di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l'Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i "brividi silenziosi e cumulativi" che - per usare le parole di un'ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo "La lotteria". 5
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    LA GRANDE CASAdi Nicole Krauss Nell'inverno del 1972, a New York, Nadia vive reclusa in una casa vuota, a fare i conti con la solitudine dopo un abbandono e con le difficoltà del suo mestiere di scrittrice. L'incontro di una sola notte con un giovane poeta cileno le cambierà la vita: lui decide di lasciarle in prestito i suoi mobili e di tornare in Cile, dove verrà inghiottito dalle carceri di Pinochet. A Nadia resta in eredità un'enorme scrivania, dotata di diciannove piccoli cassetti, uno dei quali impossibile da aprire. E quando dopo venticinque anni riceve la telefonata di quella che si presenta come la figlia del poeta, Nadia si rende conto di non volersi separare da qualcosa che è diventato parte integrante della sua identità. Si tratta, forse, della stessa scrivania su cui da sessant'anni un antiquario di Gerusalemme sta cercando di mettere le mani, nel tentativo di ricostruire pezzo dopo pezzo lo studio di suo padre, saccheggiato dai nazisti a Budapest in una notte del 1944. E per un periodo sembra essere appartenuta anche a un'altra scrittrice, Lotte Berg, fuggita a Londra dalla Germania nazista: solo alla fine della loro vita insieme il marito di Lotte, un professore universitario inglese, capisce di non aver mai conosciuto a fondo la donna che ha amato di un amore struggente, e che proprio in quei cassetti nascondeva un terribile segreto. POESIA di Asia Tamara (9 anni) La mia casa è fatta senza sabbia né acqua. Il cuore di mia madre è un muro forte Le braccia di mio padre il tetto e il pavimento. La risata di mia nonna le porte e finestre. I miei occhi la luce che la accende. Nella mia casa c’è tanto amore. 6