Fotografie ed elaborazioni originali di  Antonio Florino Avanzamento automatico eccetto la  slide 2
La Basilica Santuario di S. Rita in Cascia offre a tutti i visitatori una significativa occasione di riflessione e di preghiera. Il Signore infatti ci ha dato in S. Rita un singolare esempio di amore .L’amore è stato la sua forza vitale e dall’amore venne sempre guidata nei vari momenti della sua vita prima come moglie e madre e poi come monaca agostiniana . Grande è in verità la sua disponibilità al perdono,il suo desiderio di pace, la sua capacità di vivere la sofferenza. Chiunque si accosta al suo messaggio non può non restare attratto dalla ricchezza delle sue virtù. Virtù che ella attinse alla grande scuola spirituale del suo protettore S. Agostino.Allieva del Beato agostiniano Simone da Cascia , che riposa accanto a lei, ed affascinata da S. Nicola da Tolentino, anch’egli agostiniano, Rita è una gloria della Famiglia agostiniana, che da sempre continua la sua opera presso la Basilica Santuario di Casci. Basilica Santuario rinnovata e arricchita, a metà del secolo scorso,dalla Beata Maria Teresa Fasce, Superiora del Monastero, che è venerata anch’essa accanto a Rita. La prima pietra della chiesa di Santa Rita da Cascia fu posta il 20 giugno del 1937, solo dieci anni più tardi, il 18 maggio del 1947, l'edificio fu consacrato .L'aspetto attuale tuttavia si deve alla volontà di Papa Pio XII ed all'opera prima del Mons. Spirito Chiapetta e poi degli architetti Martinenghi e Calori. Non va tuttavia dimenticato l'apporto economico dei tanti devoti di Santa Rita da Cascia sparsi nel mondo e l'opera incessante della badessa Madre Teresa Fasce.  La basilica, rivestita di travertino bianco tipico delle cave di Tivoli, presenta un'impianto a croce greca con quattro grandi absidi laterali e cupola centrale a dominare il presbiterio. L'artista Eros Pellini ha scolpito sul portale principale alcuni episodi della vita di Santa Rita da Cascia ed all'interno, in marmo di Carrara, le tappe della Via Crucis. Altri artisti moderni di indiscutibile fama hanno partecipato alla realizzazione dell'edificio e degli arredi; le mura sono affrescate fra gli altri da Luigi Montanarini, Luigi Filocamo, Silvio Consadori e Gisberto Ceracchini, le suppellettili sacre e l'altare maggiore sono opera di Giacomo Manzù. Cesarino Vincenzi di Bologna è l'autore del quadro ad olio della Maddalena, dell'affresco del San Giuseppe nell'ingresso della Basilica e del bel soffitto ad affresco della sagrestia. Le spoglia terrene di Santa Rita riposano oggi protette dalla cancellata di sinistra ancora perfettamente conservate. La Santa nata nel 1381 nella vicina Roccaporena e battezzata con il nome di "Margherita", per il volere del padre si sposò rinunciando, in un primo tempo, ad entrare in un convento Agostiniano secondo quelle che erano invece le sue più intime aspirazioni. Dopo 18 anni di un matrimonio travagliato e violento, la sua esemplare condotta spinse il marito a convertirsi. In un periodo di lotte comunali intestine il marito fu ucciso dalla famiglia dei Casciani; "Margherita" per evitare sanguinose e infinite vendette trasversali, perdonò i propri compaesani e trovò accoglienza nel Monastero delle Suore Agostiniane di Maria Maddalena. Nel 1442, la notte del Venerdì Santo, ricevette le stimmate da una spina della corona del Crocefisso, che secondo la tradizione, le si conficcò in fronte. Si spense il 22 maggio del 1447, e benché fosse oggetto di venerazione già negli ultimi anni della sua vita, solo nel 1628 fu beatificata da Papa Urbano VIII e solo il 24 maggio del 1900 fu santificata da Papa Leone XIII. La Beata Maria Delle Fasce . Maria Teresa nasce a Torriglia (Genova) il 27 dicembre 1881. Nella sua piccola anima dovettero fondersi, subito, la grazie cristiana del Battesimo e la tonalità generosa e forte della stirpe genovese, a comporre la base della sua personalità. L’educazione ricevuta presso le Suore Gianelline, costituì, forse, per lei, un presagio lontano dell’avvenire. L’ideale monastico infatti le cantò presto nel cuore, ma dovette pregare assai, dovette assai attendere e soffrire prima di poter intendere, con chiarezza, quale fosse l’Oasi alla quale Dio la destinava.Il Monastero di S. Rita in Cascia l’accolse postulante a 25 anni, il 6 giugno del 1906. La notte di Natale, nell’atmosfera luminosa e significativa della grande Solennità, offrì al Signore la sua giovinezza, vestendo l’abito agostiniano, e l’anno seguente, nella stessa solennità, sancì coi voti religiosi la Sua immolazione.Dal 1914, le giovani novizie l’ebbero Maestra d’esempio e di parola. Dal 1917 al 1920, la fiducia delle consorelle la chiamò ai compiti gravi di Madre Vicaria. Dal 1920, fino alla morte, con voto unanime, immutato di triennio in triennio, le suore la vollero Abbadessa, e divenne per antonomasia “La Madre”
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Corpo di S . Rita da Cascia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Fonte della Vita
 
 
 
 
Corpo della Beata Maria delle Fasce
 
 
 
 
 
ossa del Beato Simone Fidati,
 
 
La basilica inferiore è nata per accogliere un'importantissima reliquia, legata ad un miracolo liturgico, il Corpus Christi o Sacra Reliquia, cioè la pagina del breviario di un sacerdote senese che nel 1330 si recò al capezzale di un morente, mettendo tra le pagine del libro, in maniera irriverente, l'ostia consacrata: quando, giunto a destinazione, aprì il breviario la trovò liquefatta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ci soffermiamo qualche minuto ad ammirare i panorami delle valli circostanti
 
 
 
 
Con il cuore più leggero prendiamo la via del ritorno. A presto by   Aflo [email_address]

Basilica di s. rita da cascia

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    Fotografie ed elaborazionioriginali di Antonio Florino Avanzamento automatico eccetto la slide 2
  • 2.
    La Basilica Santuariodi S. Rita in Cascia offre a tutti i visitatori una significativa occasione di riflessione e di preghiera. Il Signore infatti ci ha dato in S. Rita un singolare esempio di amore .L’amore è stato la sua forza vitale e dall’amore venne sempre guidata nei vari momenti della sua vita prima come moglie e madre e poi come monaca agostiniana . Grande è in verità la sua disponibilità al perdono,il suo desiderio di pace, la sua capacità di vivere la sofferenza. Chiunque si accosta al suo messaggio non può non restare attratto dalla ricchezza delle sue virtù. Virtù che ella attinse alla grande scuola spirituale del suo protettore S. Agostino.Allieva del Beato agostiniano Simone da Cascia , che riposa accanto a lei, ed affascinata da S. Nicola da Tolentino, anch’egli agostiniano, Rita è una gloria della Famiglia agostiniana, che da sempre continua la sua opera presso la Basilica Santuario di Casci. Basilica Santuario rinnovata e arricchita, a metà del secolo scorso,dalla Beata Maria Teresa Fasce, Superiora del Monastero, che è venerata anch’essa accanto a Rita. La prima pietra della chiesa di Santa Rita da Cascia fu posta il 20 giugno del 1937, solo dieci anni più tardi, il 18 maggio del 1947, l'edificio fu consacrato .L'aspetto attuale tuttavia si deve alla volontà di Papa Pio XII ed all'opera prima del Mons. Spirito Chiapetta e poi degli architetti Martinenghi e Calori. Non va tuttavia dimenticato l'apporto economico dei tanti devoti di Santa Rita da Cascia sparsi nel mondo e l'opera incessante della badessa Madre Teresa Fasce. La basilica, rivestita di travertino bianco tipico delle cave di Tivoli, presenta un'impianto a croce greca con quattro grandi absidi laterali e cupola centrale a dominare il presbiterio. L'artista Eros Pellini ha scolpito sul portale principale alcuni episodi della vita di Santa Rita da Cascia ed all'interno, in marmo di Carrara, le tappe della Via Crucis. Altri artisti moderni di indiscutibile fama hanno partecipato alla realizzazione dell'edificio e degli arredi; le mura sono affrescate fra gli altri da Luigi Montanarini, Luigi Filocamo, Silvio Consadori e Gisberto Ceracchini, le suppellettili sacre e l'altare maggiore sono opera di Giacomo Manzù. Cesarino Vincenzi di Bologna è l'autore del quadro ad olio della Maddalena, dell'affresco del San Giuseppe nell'ingresso della Basilica e del bel soffitto ad affresco della sagrestia. Le spoglia terrene di Santa Rita riposano oggi protette dalla cancellata di sinistra ancora perfettamente conservate. La Santa nata nel 1381 nella vicina Roccaporena e battezzata con il nome di "Margherita", per il volere del padre si sposò rinunciando, in un primo tempo, ad entrare in un convento Agostiniano secondo quelle che erano invece le sue più intime aspirazioni. Dopo 18 anni di un matrimonio travagliato e violento, la sua esemplare condotta spinse il marito a convertirsi. In un periodo di lotte comunali intestine il marito fu ucciso dalla famiglia dei Casciani; "Margherita" per evitare sanguinose e infinite vendette trasversali, perdonò i propri compaesani e trovò accoglienza nel Monastero delle Suore Agostiniane di Maria Maddalena. Nel 1442, la notte del Venerdì Santo, ricevette le stimmate da una spina della corona del Crocefisso, che secondo la tradizione, le si conficcò in fronte. Si spense il 22 maggio del 1447, e benché fosse oggetto di venerazione già negli ultimi anni della sua vita, solo nel 1628 fu beatificata da Papa Urbano VIII e solo il 24 maggio del 1900 fu santificata da Papa Leone XIII. La Beata Maria Delle Fasce . Maria Teresa nasce a Torriglia (Genova) il 27 dicembre 1881. Nella sua piccola anima dovettero fondersi, subito, la grazie cristiana del Battesimo e la tonalità generosa e forte della stirpe genovese, a comporre la base della sua personalità. L’educazione ricevuta presso le Suore Gianelline, costituì, forse, per lei, un presagio lontano dell’avvenire. L’ideale monastico infatti le cantò presto nel cuore, ma dovette pregare assai, dovette assai attendere e soffrire prima di poter intendere, con chiarezza, quale fosse l’Oasi alla quale Dio la destinava.Il Monastero di S. Rita in Cascia l’accolse postulante a 25 anni, il 6 giugno del 1906. La notte di Natale, nell’atmosfera luminosa e significativa della grande Solennità, offrì al Signore la sua giovinezza, vestendo l’abito agostiniano, e l’anno seguente, nella stessa solennità, sancì coi voti religiosi la Sua immolazione.Dal 1914, le giovani novizie l’ebbero Maestra d’esempio e di parola. Dal 1917 al 1920, la fiducia delle consorelle la chiamò ai compiti gravi di Madre Vicaria. Dal 1920, fino alla morte, con voto unanime, immutato di triennio in triennio, le suore la vollero Abbadessa, e divenne per antonomasia “La Madre”
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