Il libro di Massimo Bucciantini analizza il legame tra la letteratura di Italo Calvino e il pensiero scientifico, evidenziando come Calvino abbia cercato di integrare la scienza nella sua opera per rappresentare la complessità della realtà. Bucciantini discute il rifiuto di Calvino nei confronti della separazione tra il mondo interiore dell'individuo e il mondo esterno, sostenendo che l'astrazione geometrica e il meccanismo siano essenziali nella scrittura moderna. La riflessione di Calvino sulla scienza e la sua visione innovativa della letteratura rimangono rilevanti anche nel contesto delle attuali interazioni tra tecnologia e narrazione.