CANDIDATA: CLAUDIA PIZZO 
Palermo, 30 luglio 2013
Traccia estratta 
CAMPO DI ESPERIENZA: 
La conoscenza del mondo 
UNITA’ DI APPRENDIMENTO: La candidata 
predisponga un percorso didattico, per una 
sezione di cinque anni, per far ricostruire al 
bambino sequenze logiche.
LOGICA STUDIA I PROCESSI FORMALI DEL 
RAGIONAMENTO 
COERENZA DEL RAGIONAMENTO E 
CONSEQUENZIALITA’ DEL 
COMPORTAMENTO
SEQUENZE LOGICHE 
Organizzate rispetto a: 
• PRINCIPI ORDINATORI 
• RELAZIONI LOGICHE
Fasi del progetto 
FASE 
IDEATIVA 
FASE POST-ATTIVA 
FASE ATTIVA
Motivazione e finalità 
I bambini si trovano immersi in un 
mondo sconosciuto e ricco di 
stimoli percettivi. Spetta alla 
scuola dell’infanzia far scoprire 
loro i codici di lettura, nonché i 
principi interpretativi che 
permettono di percepire, 
discriminare, confrontare, 
analizzare sempre meglio cose ed 
eventi per giungere al processo di 
simbolizzazione che dà luogo 
all’acquisizione dei concetti 
astratti. 
CLASSIFICAZIONE 
SERIAZIONE 
GENERALIZZAZIONE
CONTESTO SEZIONE 
TARGET 
PROGETTAZIONE 
EDUCATIVO-DIDATTICA 
TAR 
GET 
SEZIONE 
ARCOBALENO 
(5 ANNI) 
CON 
TEST 
O 
CONTESTO 
TERRITORIAL 
E URBANO 
SEZI 
ONE 
22 ALUNNI
Accorgimenti per l’inclusione 
Il compito della scuola è da una parte cercare di 
fornire al bambino con bisogni educativi speciali le 
abilità necessarie ad affrontare situazioni 
problematiche, evitando la messa in atto di 
meccanismi di difesa che, se reiterati nel corso 
degli anni, potrebbero essere causa di disturbi 
della personalità difficili da gestire; dall’altra, 
aiutarlo a valorizzare le proprie risorse, ad 
impiegarle in maniera ottimale, motivandolo 
all’impegno, all’autocritica e alla condivisione dei 
propri risultati con gli altri.
COMPETENZE CHIAVE EUROPEE 
U.E. Raccomandazioni del 18/12/2006 
• Comunicazione nella madrelingua 
• Competenze matematiche e competenze 
di base in scienze e tecnologie 
• Competenza digitale 
• Imparare a imparare 
• Competenze sociali e civiche 
• Spirito di iniziativa e imprenditorialità.
IDENTITA’ 
FINALITA’ 
DELLA 
SCUOLA 
DEL’INFANZIA 
CITTADINANZA 
AUTONOMIA 
COMPETENZA
Campo di esperienza prevalente 
LA CONOSCENZA DEL MONDO 
BISOGNI DI: 
- Conoscenza 
- Esplorazione 
- Scoperta
LA CONOSCENZA DEL MONDO 
ORGANIZZAZIONE DELLE ESPERIENZE, 
COMPETENZE TRASVERSALI 
INTERAZIONE CON LO SPAZIO, GLI 
OGGETTI, IL NUMERO, LA MISURA, I 
VIVENTI E IL MONDO 
TRASFORMAZIONE DELLA MATERIA, 
MACCHINE, STRUMENTI, ARTEFATTI 
TECNOLOGICI
Altri campi di esperienza 
coinvolti 
Immagini, 
suoni e 
colori 
I discorsi 
e le 
parole 
Il sé e 
l’altro 
Il corpo e il 
movimento
Obiettivi 
Fare abbinamenti logici 
per attinenza 
Percepire, distinguere e 
riconoscere le proprietà 
degli oggetti 
Sviluppare le capacità 
Cogliere il concetto di 
appartenenza 
logiche Precisare il linguaggio 
Da trasformare in
Traguardi per lo sviluppo delle 
competenze 
Relativi al campo di esperienza: LA CONOSCENZA DEL MONDO 
• Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi, 
confronta 
• Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti, 
persone; 
• Si orienta nel tempo della vita quotidiana. 
• Prova interesse per la tecnologia e i suoi strumenti. 
• E’ curioso, esplorativo, pone domande, discute, 
confronta ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni. 
• Utilizza un linguaggio appropriato per descrivere le 
osservazioni o le esperienze.
Metodologia 
Learning 
by doing 
Coopera 
tive 
learning 
Circle 
time 
Brainsto 
rming 
Problem 
solving
Strategie
Spazi 
Angolo del 
gioco 
Angolo 
motricità 
Angolo 
attività 
grafiche 
Angolo 
lettura Angolo LIM
Tempi 
• Da ottobre a giugno.
MEDIATORI DIDATTICI 
Si utilizzeranno alcuni 
mediatori didattici per 
garantire una pluralità di 
approcci e consentire ai 
bambini una 
personalizzazione 
dell’apprendimento, poiché 
questi hanno la funzione di 
“trasformare” la realtà 
rendendola comprensibile a 
tutti. 
ICONICI 
ANALOGICI 
SIMBOLICI
Materiali
Ruolo dell’insegnante 
• predispone lo spazio e i materiali in 
relazione ai bambini; 
• osserva le scoperte dei bambini per 
valorizzarle; 
• guida il bambino nel prendere coscienza di 
sé, 
• valuta le sue esigenze e riequilibra via via 
le proposte educative in base a tali 
esigenze.
All’interno di ogni attività il processo 
di insegnamento-apprendimento 
sarà diviso in tre fasi: 
INPUT 
SITUAZIONE 
INIZIALE 
MOTIVANTE 
ELABORAZIONE 
ESPERIENZA 
DIRETTA 
OUTPUT 
ATTIVITA’ DI 
SVILUPPO
MEDIAZIONE DIDATTICA 
INPUT 
ELABORAZIONE 
OUTPUT 
AZIONE DELL’ALUNNO 
CHE APPRENDE
Giochiamo con i blocchi logici 
Materiali: 
-blocchi logici Dienes 
-Cartoncini colorati 
-Forbici 
Si formano dei gruppi di quattro bambini ai quali 
verranno fornite scatole di blocchi logici (possono 
essere costruite anche dai bambini con del 
cartoncino). 
Si chiede ai bambini di: 
-raggruppare per forma 
-raggruppare per dimensione 
-raggruppare per spessore 
-raggruppare per colore 
Le attività con i blocchi logici 
hanno la caratteristica di 
presentare le proprietà in 
modo estremamente 
evidente.
Creare sequenze e ritmi con 
perle di legno colorate.
L’uccellino vola e va 
L’uccellin dal becco giallo 
Esce, canta, poi zampetta. 
Tanti semi lui becchetta 
Poi sen va nel cielo blu 
L’insegnante dopo la lettura 
e l a rappresentazione 
gestuale della poesia invita i 
bambini a ricomporre sui 
loro banchi la storia in 
sequenze logiche
Gioco motorio: ora tocca a me! 
Dopo la notte c’è il mattino 
Dopo il sonno ch’è il risveglio 
Dopo la corsa c’è il traguardo 
Dopo il bocciolo c’è il giglio 
Dopo il padre viene il figlio 
Dopo le nuvole viene la pioggia 
Dopo la pioggia viene il sereno 
Dopo la tempesta l’arcobaleno 
Dopo il girino c’è la rana 
Dopo la pecora la lana 
Ogni bambini avrà una scheda con 
la rappresentazione di una azione 
della poesia, man mano che 
l’insegnante legge ogni bambino 
dovrà posizionarsi lungo una linea in 
ordine secondo l’immagine che ha.
Michele aveva un gallo 
Michele aveva un gallo 
Bianco, rosso, verde e giallo 
E per farlo ben cantare 
Gli dava da mangiare: 
Panettone, latte e miele 
Quel simpatico Michele 
In cerchio l’insegnante dopo una prima lettura del testo, mostra ai bambini 
le figure, i bambini dovranno riconoscere tra le figure presentate, quelle che 
corrispondono alla descrizione fatta nella filastrocca.
Il gallo di Michele era…
Il gallo di Michele mangiava…
La leggenda del girasole 
In un giardino era nato uno strano fiore: brutto, storto, con 
un enorme disco marrone appoggiato su uno stelo sottile. 
Gli altri fiori lo guardavano con disprezzo e gli animali del 
cortile lo schernivano chiamandolo “brutto sgorbio”. Il fiore 
soffriva in silenzio e guardava il Sole, che amava e 
ammirava con tutte le sue forze. Il Sole allora si commosse 
e decise di premiare quel povero fiore sfortunato. Gli regalò 
alcuni dei suoi raggi, che circondarono il disco marrone di 
una meravigliosa corona d’oro. “Porterai il mio nome” gli 
disse il Sole “tra tutti i fiori sarai il mio prediletto”. Da quel 
giorno, il girasole segue nel cielo il corso del Sole al quale 
deve la sua bellezza.
• Lettura della leggenda 
• Drammatizzazione 
• Rappresentazione grafica in 
sequenza
Catena di parole… 
• Pronunciare una parola e invitare a turno 
ogni bambino a pronunciarne un’altra che 
abbia attinenza con la precedente 
L’insegnante comincia con “sedia” 
Il primo bambino dirà “sedia” fa pensare a 
“tavolo” 
Il secondo bambino dirà “tavolo” fa pensare 
a “legno”….. 
E così via…..
Per fare un tavolo ci vuole il legno 
per fare il legno ci vuole l'albero 
per fare l'albero ci vuole il seme 
per fare il seme ci vuole il frutto 
per fare il frutto ci vuole un fiore 
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore, 
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re. 
Per fare un fiore ci vuole un ramo 
per fare il ramo ci vuole l'albero 
per fare l'albero ci vuole il bosco 
per fare il bosco ci vuole il monte 
per fare il monte ci vuol la terra 
per far la terra vi Vuole un fiore 
per fare tutto ci vuole un fio-r-e 
Per fare un tavolo ci vuole il legno 
per fare il legno ci vuole l'albero 
per fare l'albero ci vuole il seme 
per fare il seme ci vuole il frutto 
per fare il frutto ci vuole il fiore 
ci vuole il fiore, ci vuole il fiore, 
per fare tutto ci vuole un fio-o-re. 
.
Indovina chi?
Attività con la Lim 
• http://www.puzzlepuzzles.it/puzzle-educativi. 
html
Analisi della 
situazione di partenza 
attraverso 
l’osservazione 
sistematica e 
occasionale e 
attraverso un 
periodico colloquio 
con i genitori 
Diagnostica 
Osservazione 
occasionale e 
sistematica volta a 
verificare la 
partecipazione alla 
realizzazione delle 
varie attività del 
progetto, la 
progressiva conquista 
di autonomia 
operativa, l’impegno , 
l’attenzione, la 
creatività, la capacità 
di lavorare in gruppo 
Formativa 
Documentazione e 
lavori creati dai 
Bambini, griglie di 
valutazione 
Sommativa 
Valutazione
Compito in situazione
Documentazione 
• Carpetta personale dell’alunno contenente 
le foto di ciascun bambino all’opera, le 
proprie produzioni, le didascalie con i 
commenti ai lavori ed alle attività. 
• Creazione di un Power Point con video, 
audio, foto che testimoniano tutte le fasi 
del percorso svolto da pubblicare sul sito 
della scuola in modo da renderlo visibile ai 
genitori.
Valutazione 
Valutare significa attribuire un valore ai 
risultati ottenuti. Data la natura del percorso 
d’apprendimento ho scelto l’osservazione 
come prima operazione della verifica e della 
valutazione. 
L’osservazione permetterà di raccogliere 
dati che non si limitano propriamente ai 
campi cognitivi ma investono anche gli 
aspetti relazionali, affettivi, emotivi, 
psicomotori, creativi, comunicativi.
Valutazione del processo 
Attraverso la valutazione si 
intende stabilire il grado in 
cui l’azione didattica è 
riuscita ad incidere sugli 
obiettivi programmati, non 
tanto per attribuire giudizi di 
merito, ma al fine di rilevare 
il sapere e il saper fare di 
ciascun alunno nonché 
l’efficacia delle strategie 
metodologiche-didattiche 
poste in essere. 
Valutazione degli esiti 
P e r e f f e t t u a r e 
u n ’ o s s e r v a z i o n e 
pedagogicamente adeguata 
alla fine di ogni situazione di 
a p p r e n d i m e n t o h o 
individuato alcuni indicatori 
che permettono di rilevare le 
competenze attese alla fine 
dell’incontro e dopo le 
attività di consolidamento.
Attraverso la valutazione si intende stabilire il grado in cui l’azione didattica è 
riuscita ad incidere sugli obiettivi programmati, non tanto per attribuire giudizi di 
merito, ma al fine di rilevare il sapere e il saper fare di ciascun alunno nonché 
l’efficacia delle strategie metodologiche-didattiche poste in essere. 
AL TAL FINE E’ STATA PREDISPOSTA UNA GRIGLIA PER LA RILEVAZIONE 
OBIETTIVO RAGGIUNTO PARZIALMENTE 
RAGGIUNTO 
NON 
RAGGIUNTO 
1Percepire, distinguere e 
riconoscere le proprietà degli 
oggetti 
2. Sviluppare le capacità logiche 
3. Fare abbinamenti logici per 
attinenza 
4. Cogliere il concetto di 
appartenenza 
5. Precisare il linguaggio
Riflessione e auto-valutazione 
dell’insegnante 
Metodologia 
Relazione 
Didattica
Relazione 
1. Mi rivolgo a tutti gli alunni della classe 
utilizzando un linguaggio chiaro. 
2. Rispondo a tutte le domande che mi 
rivolgono i bambini. 
3. Incoraggio gli alunni che dimostrano 
difficoltà. 
4. So pormi in ascolto. 
5. Ho rispetto dei differenti tempi di 
apprendimento.
Metodologia 
1. Coinvolgo i bambini. 
2. Ricorro all’utilizzo di sussidi didattici 
idonei al contesto e al tema. 
3. Metto in atto strategie personalizzate in 
modo da coinvolgere tutti i canali di 
apprendimento. 
4. Alterno attività da svolgersi in autonomia 
con attività da eseguirsi in gruppo. 
5. Pongo attenzione ai processi emotivi e 
metacognitivi dei bambini.
Didattica 
1. Espongo con chiarezza quello che intendo fare. 
2. Tramite domande mi accerto che gli alunni 
abbiano capito chiaramente le mie consegne e 
il significato dei termini utilizzati. 
3. Riprendo alcune argomentazioni per accertarmi 
che gli alunni abbiano acquisito i concetti. 
4. Procedo proponendo attività da svolgere 
insieme che giustifichino le argomentazioni 
proposte. 
5. Osservo le produzioni degli alunni e, se 
necessario, aiuto individualmente il bambino.
Bibliografia e sitografia 
• http://math.unipa.it/~grim/ 
• http://www.puzzlepuzzles.it/puzzle-educativi.html 
• Allasia D., Montel V., Rinaudo G., La fisica per maestri, Libreria 
Cortina, Torino, 2004 
• Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e 
del primo ciclo di istruzione, 2012 
• Capaldo N, Cramerotti S., Ianes D., Rondanini L, Insegnare 
domani. Prova orale. Progettare e condurre una lezione, Ed 
Erickson, Trento, 2013 
• M. Belli - G. Santilli - L. e B. Petrocchi; La scatola magica. 
Percorsi di attività didattiche per la Scuola dell'Infanzia, Ed. 
Piccoli, 2012 
• M. Pantaleo M., Speciale C., Le unità di apprendimento, Ed. 
Immedia, 2005

2016

  • 1.
    CANDIDATA: CLAUDIA PIZZO Palermo, 30 luglio 2013
  • 2.
    Traccia estratta CAMPODI ESPERIENZA: La conoscenza del mondo UNITA’ DI APPRENDIMENTO: La candidata predisponga un percorso didattico, per una sezione di cinque anni, per far ricostruire al bambino sequenze logiche.
  • 3.
    LOGICA STUDIA IPROCESSI FORMALI DEL RAGIONAMENTO COERENZA DEL RAGIONAMENTO E CONSEQUENZIALITA’ DEL COMPORTAMENTO
  • 4.
    SEQUENZE LOGICHE Organizzaterispetto a: • PRINCIPI ORDINATORI • RELAZIONI LOGICHE
  • 5.
    Fasi del progetto FASE IDEATIVA FASE POST-ATTIVA FASE ATTIVA
  • 7.
    Motivazione e finalità I bambini si trovano immersi in un mondo sconosciuto e ricco di stimoli percettivi. Spetta alla scuola dell’infanzia far scoprire loro i codici di lettura, nonché i principi interpretativi che permettono di percepire, discriminare, confrontare, analizzare sempre meglio cose ed eventi per giungere al processo di simbolizzazione che dà luogo all’acquisizione dei concetti astratti. CLASSIFICAZIONE SERIAZIONE GENERALIZZAZIONE
  • 8.
    CONTESTO SEZIONE TARGET PROGETTAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA TAR GET SEZIONE ARCOBALENO (5 ANNI) CON TEST O CONTESTO TERRITORIAL E URBANO SEZI ONE 22 ALUNNI
  • 9.
    Accorgimenti per l’inclusione Il compito della scuola è da una parte cercare di fornire al bambino con bisogni educativi speciali le abilità necessarie ad affrontare situazioni problematiche, evitando la messa in atto di meccanismi di difesa che, se reiterati nel corso degli anni, potrebbero essere causa di disturbi della personalità difficili da gestire; dall’altra, aiutarlo a valorizzare le proprie risorse, ad impiegarle in maniera ottimale, motivandolo all’impegno, all’autocritica e alla condivisione dei propri risultati con gli altri.
  • 10.
    COMPETENZE CHIAVE EUROPEE U.E. Raccomandazioni del 18/12/2006 • Comunicazione nella madrelingua • Competenze matematiche e competenze di base in scienze e tecnologie • Competenza digitale • Imparare a imparare • Competenze sociali e civiche • Spirito di iniziativa e imprenditorialità.
  • 11.
    IDENTITA’ FINALITA’ DELLA SCUOLA DEL’INFANZIA CITTADINANZA AUTONOMIA COMPETENZA
  • 12.
    Campo di esperienzaprevalente LA CONOSCENZA DEL MONDO BISOGNI DI: - Conoscenza - Esplorazione - Scoperta
  • 13.
    LA CONOSCENZA DELMONDO ORGANIZZAZIONE DELLE ESPERIENZE, COMPETENZE TRASVERSALI INTERAZIONE CON LO SPAZIO, GLI OGGETTI, IL NUMERO, LA MISURA, I VIVENTI E IL MONDO TRASFORMAZIONE DELLA MATERIA, MACCHINE, STRUMENTI, ARTEFATTI TECNOLOGICI
  • 14.
    Altri campi diesperienza coinvolti Immagini, suoni e colori I discorsi e le parole Il sé e l’altro Il corpo e il movimento
  • 15.
    Obiettivi Fare abbinamentilogici per attinenza Percepire, distinguere e riconoscere le proprietà degli oggetti Sviluppare le capacità Cogliere il concetto di appartenenza logiche Precisare il linguaggio Da trasformare in
  • 16.
    Traguardi per losviluppo delle competenze Relativi al campo di esperienza: LA CONOSCENZA DEL MONDO • Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta • Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti, persone; • Si orienta nel tempo della vita quotidiana. • Prova interesse per la tecnologia e i suoi strumenti. • E’ curioso, esplorativo, pone domande, discute, confronta ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni. • Utilizza un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le esperienze.
  • 17.
    Metodologia Learning bydoing Coopera tive learning Circle time Brainsto rming Problem solving
  • 18.
  • 19.
    Spazi Angolo del gioco Angolo motricità Angolo attività grafiche Angolo lettura Angolo LIM
  • 20.
    Tempi • Daottobre a giugno.
  • 21.
    MEDIATORI DIDATTICI Siutilizzeranno alcuni mediatori didattici per garantire una pluralità di approcci e consentire ai bambini una personalizzazione dell’apprendimento, poiché questi hanno la funzione di “trasformare” la realtà rendendola comprensibile a tutti. ICONICI ANALOGICI SIMBOLICI
  • 22.
  • 23.
    Ruolo dell’insegnante •predispone lo spazio e i materiali in relazione ai bambini; • osserva le scoperte dei bambini per valorizzarle; • guida il bambino nel prendere coscienza di sé, • valuta le sue esigenze e riequilibra via via le proposte educative in base a tali esigenze.
  • 25.
    All’interno di ogniattività il processo di insegnamento-apprendimento sarà diviso in tre fasi: INPUT SITUAZIONE INIZIALE MOTIVANTE ELABORAZIONE ESPERIENZA DIRETTA OUTPUT ATTIVITA’ DI SVILUPPO
  • 26.
    MEDIAZIONE DIDATTICA INPUT ELABORAZIONE OUTPUT AZIONE DELL’ALUNNO CHE APPRENDE
  • 27.
    Giochiamo con iblocchi logici Materiali: -blocchi logici Dienes -Cartoncini colorati -Forbici Si formano dei gruppi di quattro bambini ai quali verranno fornite scatole di blocchi logici (possono essere costruite anche dai bambini con del cartoncino). Si chiede ai bambini di: -raggruppare per forma -raggruppare per dimensione -raggruppare per spessore -raggruppare per colore Le attività con i blocchi logici hanno la caratteristica di presentare le proprietà in modo estremamente evidente.
  • 28.
    Creare sequenze eritmi con perle di legno colorate.
  • 29.
    L’uccellino vola eva L’uccellin dal becco giallo Esce, canta, poi zampetta. Tanti semi lui becchetta Poi sen va nel cielo blu L’insegnante dopo la lettura e l a rappresentazione gestuale della poesia invita i bambini a ricomporre sui loro banchi la storia in sequenze logiche
  • 30.
    Gioco motorio: oratocca a me! Dopo la notte c’è il mattino Dopo il sonno ch’è il risveglio Dopo la corsa c’è il traguardo Dopo il bocciolo c’è il giglio Dopo il padre viene il figlio Dopo le nuvole viene la pioggia Dopo la pioggia viene il sereno Dopo la tempesta l’arcobaleno Dopo il girino c’è la rana Dopo la pecora la lana Ogni bambini avrà una scheda con la rappresentazione di una azione della poesia, man mano che l’insegnante legge ogni bambino dovrà posizionarsi lungo una linea in ordine secondo l’immagine che ha.
  • 31.
    Michele aveva ungallo Michele aveva un gallo Bianco, rosso, verde e giallo E per farlo ben cantare Gli dava da mangiare: Panettone, latte e miele Quel simpatico Michele In cerchio l’insegnante dopo una prima lettura del testo, mostra ai bambini le figure, i bambini dovranno riconoscere tra le figure presentate, quelle che corrispondono alla descrizione fatta nella filastrocca.
  • 32.
    Il gallo diMichele era…
  • 33.
    Il gallo diMichele mangiava…
  • 34.
    La leggenda delgirasole In un giardino era nato uno strano fiore: brutto, storto, con un enorme disco marrone appoggiato su uno stelo sottile. Gli altri fiori lo guardavano con disprezzo e gli animali del cortile lo schernivano chiamandolo “brutto sgorbio”. Il fiore soffriva in silenzio e guardava il Sole, che amava e ammirava con tutte le sue forze. Il Sole allora si commosse e decise di premiare quel povero fiore sfortunato. Gli regalò alcuni dei suoi raggi, che circondarono il disco marrone di una meravigliosa corona d’oro. “Porterai il mio nome” gli disse il Sole “tra tutti i fiori sarai il mio prediletto”. Da quel giorno, il girasole segue nel cielo il corso del Sole al quale deve la sua bellezza.
  • 35.
    • Lettura dellaleggenda • Drammatizzazione • Rappresentazione grafica in sequenza
  • 36.
    Catena di parole… • Pronunciare una parola e invitare a turno ogni bambino a pronunciarne un’altra che abbia attinenza con la precedente L’insegnante comincia con “sedia” Il primo bambino dirà “sedia” fa pensare a “tavolo” Il secondo bambino dirà “tavolo” fa pensare a “legno”….. E così via…..
  • 37.
    Per fare untavolo ci vuole il legno per fare il legno ci vuole l'albero per fare l'albero ci vuole il seme per fare il seme ci vuole il frutto per fare il frutto ci vuole un fiore ci vuole un fiore, ci vuole un fiore, per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re. Per fare un fiore ci vuole un ramo per fare il ramo ci vuole l'albero per fare l'albero ci vuole il bosco per fare il bosco ci vuole il monte per fare il monte ci vuol la terra per far la terra vi Vuole un fiore per fare tutto ci vuole un fio-r-e Per fare un tavolo ci vuole il legno per fare il legno ci vuole l'albero per fare l'albero ci vuole il seme per fare il seme ci vuole il frutto per fare il frutto ci vuole il fiore ci vuole il fiore, ci vuole il fiore, per fare tutto ci vuole un fio-o-re. .
  • 38.
  • 39.
    Attività con laLim • http://www.puzzlepuzzles.it/puzzle-educativi. html
  • 41.
    Analisi della situazionedi partenza attraverso l’osservazione sistematica e occasionale e attraverso un periodico colloquio con i genitori Diagnostica Osservazione occasionale e sistematica volta a verificare la partecipazione alla realizzazione delle varie attività del progetto, la progressiva conquista di autonomia operativa, l’impegno , l’attenzione, la creatività, la capacità di lavorare in gruppo Formativa Documentazione e lavori creati dai Bambini, griglie di valutazione Sommativa Valutazione
  • 42.
  • 43.
    Documentazione • Carpettapersonale dell’alunno contenente le foto di ciascun bambino all’opera, le proprie produzioni, le didascalie con i commenti ai lavori ed alle attività. • Creazione di un Power Point con video, audio, foto che testimoniano tutte le fasi del percorso svolto da pubblicare sul sito della scuola in modo da renderlo visibile ai genitori.
  • 44.
    Valutazione Valutare significaattribuire un valore ai risultati ottenuti. Data la natura del percorso d’apprendimento ho scelto l’osservazione come prima operazione della verifica e della valutazione. L’osservazione permetterà di raccogliere dati che non si limitano propriamente ai campi cognitivi ma investono anche gli aspetti relazionali, affettivi, emotivi, psicomotori, creativi, comunicativi.
  • 45.
    Valutazione del processo Attraverso la valutazione si intende stabilire il grado in cui l’azione didattica è riuscita ad incidere sugli obiettivi programmati, non tanto per attribuire giudizi di merito, ma al fine di rilevare il sapere e il saper fare di ciascun alunno nonché l’efficacia delle strategie metodologiche-didattiche poste in essere. Valutazione degli esiti P e r e f f e t t u a r e u n ’ o s s e r v a z i o n e pedagogicamente adeguata alla fine di ogni situazione di a p p r e n d i m e n t o h o individuato alcuni indicatori che permettono di rilevare le competenze attese alla fine dell’incontro e dopo le attività di consolidamento.
  • 46.
    Attraverso la valutazionesi intende stabilire il grado in cui l’azione didattica è riuscita ad incidere sugli obiettivi programmati, non tanto per attribuire giudizi di merito, ma al fine di rilevare il sapere e il saper fare di ciascun alunno nonché l’efficacia delle strategie metodologiche-didattiche poste in essere. AL TAL FINE E’ STATA PREDISPOSTA UNA GRIGLIA PER LA RILEVAZIONE OBIETTIVO RAGGIUNTO PARZIALMENTE RAGGIUNTO NON RAGGIUNTO 1Percepire, distinguere e riconoscere le proprietà degli oggetti 2. Sviluppare le capacità logiche 3. Fare abbinamenti logici per attinenza 4. Cogliere il concetto di appartenenza 5. Precisare il linguaggio
  • 47.
    Riflessione e auto-valutazione dell’insegnante Metodologia Relazione Didattica
  • 48.
    Relazione 1. Mirivolgo a tutti gli alunni della classe utilizzando un linguaggio chiaro. 2. Rispondo a tutte le domande che mi rivolgono i bambini. 3. Incoraggio gli alunni che dimostrano difficoltà. 4. So pormi in ascolto. 5. Ho rispetto dei differenti tempi di apprendimento.
  • 49.
    Metodologia 1. Coinvolgoi bambini. 2. Ricorro all’utilizzo di sussidi didattici idonei al contesto e al tema. 3. Metto in atto strategie personalizzate in modo da coinvolgere tutti i canali di apprendimento. 4. Alterno attività da svolgersi in autonomia con attività da eseguirsi in gruppo. 5. Pongo attenzione ai processi emotivi e metacognitivi dei bambini.
  • 50.
    Didattica 1. Espongocon chiarezza quello che intendo fare. 2. Tramite domande mi accerto che gli alunni abbiano capito chiaramente le mie consegne e il significato dei termini utilizzati. 3. Riprendo alcune argomentazioni per accertarmi che gli alunni abbiano acquisito i concetti. 4. Procedo proponendo attività da svolgere insieme che giustifichino le argomentazioni proposte. 5. Osservo le produzioni degli alunni e, se necessario, aiuto individualmente il bambino.
  • 51.
    Bibliografia e sitografia • http://math.unipa.it/~grim/ • http://www.puzzlepuzzles.it/puzzle-educativi.html • Allasia D., Montel V., Rinaudo G., La fisica per maestri, Libreria Cortina, Torino, 2004 • Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, 2012 • Capaldo N, Cramerotti S., Ianes D., Rondanini L, Insegnare domani. Prova orale. Progettare e condurre una lezione, Ed Erickson, Trento, 2013 • M. Belli - G. Santilli - L. e B. Petrocchi; La scatola magica. Percorsi di attività didattiche per la Scuola dell'Infanzia, Ed. Piccoli, 2012 • M. Pantaleo M., Speciale C., Le unità di apprendimento, Ed. Immedia, 2005