Genitorialità in adolescenza

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Genitorialità in adolescenza

  1. 1. GENITORIALITÀ IN ADOLESCENZA Tesina di: Valentina Cutinelli Rendina Marianna Del Muto Valerio La Verghetta Myriam Lo Presti Laura Pullo Michela RossettiCDL L-24: Scienze e tecniche psicologiche di valutazione clinica nell’infanzia, l’adolescenza e la famiglia Insegnamento: Psicopatologia dello sviluppo con 4 CFU di laboratorio (10 CFU) Docente: Anna Maria Speranza Data 09/01/2012
  2. 2. IndiceGenitorialità in adolescenza………………………………………………….........pag.3Epidemiologia e contesto sociale………………………………………………...pag.Proposta d’intervento………………………………………………………………...pag.Confronto tra la PDI e le osservazioni dirette………………………………pag.Bibliografia………………………………………………………………………………..pag.Appendice Trascritto PDI Osservazione n°1 Osservazione n°2 2
  3. 3. La genitorialità in adolescenzaIl fenomeno della genitorialità in adolescenza è stato molto studiato nella letteraturascientifica, ed è stato affrontato da diverse prospettive al fine di capirne non solo leconseguenze, ma anche i significati che esso sottende. La genitorialità di per sé è un fenomenomolto complesso, che produce tutta una serie di effetti e trasformazioni nei neo-genitori ancorprima della nascita del bambino (James P. McHale, 2010).Da questa considerazione possiamoimmaginare che quando la complessit{ della genitorialit{ s’intreccia con la complessitàdell’adolescenza, il quadro complessivo risultante sia quanto mai articolato e sfaccettato.L’adolescenza è considerata come una fase del ciclo di vita in cui il giovane deve costruire unanuova immagine di sé e una nuova identit{, attraverso l’elaborazione del lutto nei confrontidel corpo infantile e attraverso la rinuncia agli oggetti d’amore originari, i genitori, perpassare a nuovi oggetti libidici eterosessuali (G. Signorelli e A.F. Zampino, 2008).Comeevidenziato da Blos (1962, 1979), sviluppando i concetti di M. Mahler sullo sviluppo delrapporto madre-bambino, l’adolescenza comporta un secondo processo di separazione eindividuazione, in cui il compito principale dell’adolescente è di distaccarsi dagli oggettiinternalizzati (i legami con i genitori) per amare oggetti esterni ed extra-familiari.Questa fase di transizione dall’infanzia all’et{ adulta non è mai semplice, ma nemmenonecessariamente patologica, né per l’adolescente né per i suoi genitori, che non sanno più chihanno davanti. Caratteristiche dell’adolescente sono l’ambivalenza e l’acting-out. Perambivalenza intendiamo quella caratteristica tipica dello status adolescenziale necessaria perraggiungere l’autonomia individuale; essa si manifesta come un’alternanza tra uno sprezzantespirito d’indipendenza e un atteggiamento regressivo verso la dipendenza infantile (M.Andolfi, 2010). L’acting-out è un meccanismo di difesa che si manifesta nella tendenza adagire senza riflettere o senza apparente considerazione per le conseguenze negativedell’azione (V. Lingiardi, 2007). Gli agiti dell’adolescente possono essere causati da conflitti,ma possono anche essere l’espressione della necessit{ di un cambiamento (G. Signorelli e A.F.Zampino, 2008). La gravidanza in questo senso può essere l’esito di un agito. Come sostiene A.Maltese, la prematurità dei rapporti sessuali tra gli adolescenti rappresenta una fuganell’agire, volta a evacuare i fantasmi inaccettabili mobilitati dalla pubertà; questi rapportitestimonierebbero la difficoltà della mente adolescente a coniugare corpo infantile e corpopubere e a rappresentarsi nella nuova immagine genitale (ivi). Se da un lato la gravidanza puòrispondere al desiderio tipicamente adolescenziale di dimostrare che il proprio corpo è ingrado di funzionare come quello materno, allo stesso tempo può rappresentare un modo disfuggire alle complesse dinamiche di separazione e d’individuazione nei confronti di deipropri genitori, ma più specificatamente nei confronti della loro madre(R. Tambelli, inAmmaniti, 2010).L’intrecciarsi delle complesse dinamiche della gravidanza con i cambiamenti tipici dell’et{adolescenziale rende particolarmente difficile la costruzione dell’identit{ materna, che va asovrapporsi a quell’immagine di sé come donna anziché essere la naturale continuazione (ivi).Alcune linee di pensiero, come la prospettiva transazionale, considerano la gravidanza inadolescenza un fattore di rischio per lo sviluppo sano del bambino. Essa però non è solo unfattore di rischio in sé ma anche l’esito di altri fattori di rischio, come fattori di rischio sociali,ambientali, familiari o culturali. Le ricerche sulla genitorialità in adolescenza indicano unasignificativa presenza di traiettorie negative nelle interazioni precoci tra madri e bambini. Lemadri adolescenti sono molto più frequentemente soggette a sintomi depressivi, abuso disostanze ed episodi di maltrattamento nei confronti dei figli rispetto alle madri adulte(Fergusson, Woodward, 1999). Inoltre i figli di madri adolescenti mostrano un maggiornumero di deficit cognitivi e socio-emotivi nel corso dello sviluppo (Spieker, Larson, Lewisetal., 1999). Questo perché le madri adolescenti stabilirebbero relazioni genitoriali più povere, 3
  4. 4. caratterizzate da una estrema limitazione delle comunicazioni verbali, da tendenze punitive eda una frequente svalutazione delle competenze cognitive e comunicative del bambino. Lemadri adolescenti esprimono un maggior numero di emozioni di segno negativo e i lorobambini, all’interno di situazioni che producono disagio, piangono di meno e mostrano unaminore quantità di rabbia (R. Tambelli, in Ammaniti, 2010). Ci sono studi che dimostrano chein alcuni casi la maternità in adolescenza può portare a esiti negativi, come il rischio di nascitepretermine, basso peso alla nascita, e ad alta mortalità legate alla gravidanza e parto(Maria deFátima Rato Padin, Rebeca de Souza e Silva, Elisa Chalem, Sandro SendinMitsuhiro, et al.,2009).La letteratura ci dice che le giovani donne che diventano madri durante l’adolescenza ingenere hanno meno successo rispetto alle madri più grandi nel raggiungimento di una buonaeducazione per i loro figli, in genere vivono in condizioni di maggior disagio economico, ehanno la più alta probabilità di essere genitori single (M. AnnEasterbrooks, Jana H. Chaudhuri,SteinunnGestsdottir, 2005).Per queste giovani donne, la famiglia d’origine, in particolar modo la madre (nonna), assumeun ruolo importante in quanto può agire come fattore protettivo, e quindi di sostegno allamadre adolescente, ma può anche essere un fattore di rischio, specie in quei casi in cui lanonna tende a sostituirsi alla madre nel ruolo di caregiver primario del bambino.Lo studio condotto daM. AnnEasterbrooks, Jana H.Chaudhuri, eSteinunnGestsdottir (2005) haindagato il costrutto della “Disponibilit{ Emotiva” (EA, EmtionalAvailability di Emde, 1980)utilizzando la relativa scala “EmtionalAvailability Scale” (EAS), in un campione di 80 coppie dimadri adolescenti e i loro bambini, per comprendere le variazioni nella genitorialità degliadolescenti. Tale costrutto è di tipo relazionale e riflette gli scambi di adattamento cheregolano le comunicazioni emozionali tra neonati e caregiver. Può essere meglio definitocome la misura in cui gli individui, all’interno delle interazioni in corso, sono aperte ai segnaliemozionali, alle motivazioni, agli obiettivi del loro partner, la loro reattività e il carattere deiloro cambiamenti affettivi. Sono stati così individuati 4distinti pattern di DisponibilitàEmotiva madre-bambino: Diadi ad alto funzionamento, che mostrano un’elevata Disponibilità Emotiva sia la madre sia il neonato; Diadi a basso funzionamento, che mostrano una bassa Disponibilità Emotiva sia la madre siail neonato; Diade di medio funzionamento; Pattern bambino disimpegnato /genitore medio.Il pattern bambino disimpegnato /genitore medio è quello più interessante perché, mentrequeste madri hanno mostrato livelli più alti di qualità genitoriale, i loro neonati hannomanifestato la più bassa connessione alle madri. Questo dato può riflettere il fatto che solo inquesto patternerano presenti madri che non erano i caregiver primari dei loro bambini. Lenonne materne erano molto coinvolte nel fornire cure ai loro nipoti. Quando le nonneassumono il ruolo di caregiver primario, i pattern di relazione tra madre, nonna e neonatopossono cambiare. Le madri in questo gruppo sembravano essere focalizzate sul loro sviluppoin misura maggiore rispetto ad altre madri. Quando il focus della madre è diretto al suosviluppo personale, la relazione madre-bambino può risentirne fortemente e questo avrà uncosto sulla relazione a lungo termine tra madre e bambino. Dunque, nell’analizzare i differenticasi è importante andare a considerare anche il contesto della famiglia allargata.Anche gli autoriK. Sellers, Maureen M. Black, Neil W.Boris, Sarah E. Oberlander, e L. Myers(2011), si sono occupati dell’influenza del rapporto nonna-madre adolescente sulcomportamento genitoriale. Gli autori sono partiti dall’ipotesi cheil rapporto conflittualenonna-madre adolescente predica un futuro stile genitoriale con controllo negativo e menosupportivo nei primi due anni di vita del bambino. Lo studio, longitudinale e multi-metodo, è 4
  5. 5. stato condotto su 181 madri adolescenti primipare afroamericane residenti nel Maryland. Irisultati di questo studio hanno dimostrato che la qualità del rapporto nonna-madreadolescente predice sia il livello di controllo negativo sia una genitorialità centrata sulsostenere lo sviluppo del bambino. Le relazioni nonna-madre con bassi livelli di conflittoerano correlate a bassi livelli di controllo negativo nella genitorialità delle adolescenti, speciese la madre mostrava alti livelli d’individualizzazione e la nonna alti livelli di direttività.Questo studio ha trovato che una nonna più diretta predice un controllo meno negativo daparte della giovane madre e predice che un’individuazione maggiore porta con più probabilit{ad una genitorialità positiva nel corso dei primi due anni di vita del bambino.La letteratura sulla genitorialità in adolescenza si è concentrata prevalentemente sul ruolomaterno, come fattore che maggiormente influisce sullo sviluppo del bambino, trascurandospesso il ruolo paterno, ma anche l’importanza di considerare entrambi i partnercontemporaneamente in quanto co-genitori. In uno studio condotto da P. Florsheim e A. Smith(2005) in cui si esaminava il comportamento della coppia genitoriale adolescente verso ilbambino e lo si confrontava con un precedente studio simile ma con coppie adulte, si è messoin luce che la qualità del comportamento della madre in attesa verso il suo partner predicevail comportamento paterno al follow-up. In altre parole, i padri sembravano trattare i loro figliin un modo che riflette come loro sono stati trattati dalle proprie partner. Inoltre auna analisipiù dettagliata si è evidenziato che un clima interpersonale ostile tra i partner è probabile chesi riversi sul rapporto genitore-figlio.[inserire articolo Myriam sul padre]Epidemiologia e contesto socialeLa genitorialità in adolescenza è un fenomeno sociale presente in quasi tutte le società e illivello di distribuzione epidemiologica varia da paese a paese con un’incidenza più alta negliStati Uniti (7% tra i 10-14 anni, 35% tra i 15-17 anni, 20% tra i 18-19 anni) rispettoall’Europa. In particolare in Italia il fenomeno si colloca al 4,7% (dati Istat 2005). Questo datoassume ancora più valore se si considera il sostanziale calo delle nascite totale e andrebbevalutato insieme alla percentuale delle interruzioni volontarie di gravidanza (R. Tambelli, inAmmaniti, 2010).Lo studio condotto da Maria de Fàtima Rato Padin et al. (2009) su 915 ragazze adolescentiprimipare e multipare, ha confermato che la maternità precoce tra i giovani a basso reddito èun indicatore di una multiparità più probabile (Blankson et al.,1993;. Matsuhashi,Felice,Shragg, &Hollingsworth, 1989). I livelli di precarietà socio-economiche e educative di granpartedella popolazione nei paesi in via di sviluppo rendono molto più difficile ottenererisultati positivi nelle gravidanze e nella maternità in età adolescenziale (BENFAM, 1996).Anche nei paesi sviluppati, come gli Stati Uniti, cè un risultato negativo per la maternitàadolescenziale nei casi in cui vi sono bassi livelli d’istruzione e di reddito. Inoltre, nelle classisociali più basse, lo stato di maternità è spesso correlato ad una più prominente posizionesociale. In altre parole, cè un cambiamento nello status sociale delle donne giovani: passanodallessere viste come adolescenti fino a raggiungere unidentificazione sociale come madri.[inserire articoli Valerio] 5
  6. 6. Proposta d’intervento[inserire articolo Marianna sull’intervento][inserire articolo Valentina sull’efficacia degli interventi]Confronto tra la PDI e le osservazioni diretteBibliografiaBENFAM. (1996). The National Researchaboutdemography and health. Family Welfare Civil Society in Brazil.BLANKSON, M. L., CLIVER, S. P., GOLDENBERG, R. L., HICKEY, C. A., JIN, J., & DUBARD, M. B.(1993). “Healthbehavior andoutcomes in sequentialpregnancies of black and whiteadolescents”, In:Journal of the American MedicalAssociation, Vol.269, pp. 1401-1403.EASTERBROOKS M. ANN, CHAUDHURI JANA H., STEINUNN GESTSDOTTIR (2005) “Patterns of emotionalavailabilityamongyoungmothers and theirinfants: a dyadic, contextualanalysis”, In: InfantMentalHealth Journal, Vol.26(4), pp. 309-326FERGUSSON, D.M.,WOODWARD, L.J. (1999), “Maternalage and educational and psychosocialoutcomes in earlyadulthood”, In: Journal of Child Psychology and Psychiatry, Vol.43, pp. 479-489FLORSHEIM P., SMITH A., (2005) “Expectantadolescentcouples’ relations and subsequentparentingbehavior”, In:InfantMentalHealth Journal, Vol.26(6), pp. 533-548LAUFER M., LAUFER ME., (1986), Adolescenza e Breakdown evolutivo, Boringhieri TorinoLINGIARDI V., (2007) La personalità e i suoi disturbi. Lezioni di psicopatologia dinamica, Il SaggiatoreMARIA DE FÀTIMA RATO PADIN, REBECA DE SOUZA E SILVA,ELISA CHALEM, SANDRO SENDIN MITSUHIRO, MARINA MORAES BARROS, RUTH GUINSBURG, RONALDO LARANJEIRA, (2009) “Brief report: A socio-demographicprofile of multiparousteenagemothers”,In: Journal of Adolescence,Vol.32(3), pp. 715-721MCHALE JAMES P., (2010) La sfida della cogenitorialità, Raffaello Cortina EditoreSELLERS K., BLACK MAUREEN M., BORIS NEIL W., OBERLANDER SARAH E., MYERS L., (2011), “Adolescentmothers’ relationship with theriownmothers: impact on parentingoutcomes”, In: Journal of Family Psychology, Vol.25, No. 1, pp. 117-126SIGNORELLI G., ZAMPINO A.F., (2008) “Riflessioni su un caso di gravidanza in adolescenza”, In: La Rivista di Servizio Sociale. Studi di scienze sociali applicate e di pianificazione sociale, 2/08 n.s.SPIEKER S.J., LARSON N.C., LEWIS M.S., KELLER T.E., GILCHRIST L., (1999) “Development trajectories of disruptive behavior problema in preschoolchildren of adolescentmothers”, In: Child Development, Vol.70(2), pp. 443-458 6
  7. 7. TAMBELLI R., (2010) Dinamiche e competenze genitoriali nello sviluppo tipico e a rischio. In Ammaniti (a cura di) Psicopatologia dello sviluppo. Modelli teorici e percorsi a rischio, Raffaello Cortina, Milano 7

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