Corinna CristianiCompiti evolutivi e identità di          genere
Il miglioramento generalizzato delle condizioni di vita sotto il profilo alimentare e sanitario, insieme alritardo della m...
allaccudimento. Il loro tema centrale sembra essere quindi quello della coppia bambino-madre confusitra di loro, che tenta...
ipocrisia, realizzazione, fatica, maturità, stress, ansia, distacco, ecc sono collegate alletà adulta. Einfatti a partire ...
giornalini, di giochi, di piccoli problemi) ma non sono affidabili quando ci si trova di fronte a problemiseri da risolver...
A volte laccento è rivolto alle abilità, alle competenze necessarie per risolvere un compito o vincereuna gara:"...sono in...
Questi sogni parlano di un corpo sessuato, che comunica sensazioni ed emozioni mentre abbiamo giàvisto come nei maschi il ...
Le relazioni sessuali divengono relazioni vere e proprie, nel senso di una storia in cui compare unrapporto/interazione co...
prestigiosi i palazzi delle capanne). Sul piano affettivo quindi compare una madre protettiva ma pocoattrezzata sul piano ...
circondata da un mondo di cui non si possiedono mappe, strumenti in grado di permetterci lafamigliarizzazione con lignoto....
"una gatta ancora libera e affascinante".La questione dellidentità di genere è quindi aperta: la propongo qui come problem...
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Corinna Cristiani - Compiti evolutivi e identità di genere

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Corinna Cristiani - Compiti evolutivi e identità di genere

  1. 1. Corinna CristianiCompiti evolutivi e identità di genere
  2. 2. Il miglioramento generalizzato delle condizioni di vita sotto il profilo alimentare e sanitario, insieme alritardo della maturità sociale hanno dato luogo a un allungamento sempre più consistente di uno spazioindeterminato tra infanzia e adultità. Il dilatarsi di questo spazio intermedio e il moltiplicarsi deiriferimenti sociali implicati nella trasformazione adolescenziale hanno dato luogo a uninfinità dipercorsi possibili rispetto alle secche alternative di una volta, quando per esempio, nascere nobile ostudiare da prete erano pressochè le uniche possibilità di non fare il contadino per tutta la vita.Naturalmente laprirsi di un ampio ventaglio di possibilità in sé ampiamente positivo, comporta ancheinquietudini e rischi, che spesso invece di impegnarsi nel trovare nuove strategie si impantanano nelrimpianto di un mitico buon tempo antico, dimenticandone penurie e ingiustizie.Diventare grandi è certamente oggi un percorso più complesso di un tempo, ma non mancano risorseper farne unoccasione di crescita sia per i giovani, sia per coloro che, lavorando con loro e per loro,possono riscoprire al loro interno risorse inaspettate e coinvolgenti. Oggi gli adolescenti fin da bambinisono educati a spartire i medesimi spazi di gioco, le stesse occasioni formative in una rigidaappplicazione delle pari opportunità: i cambiamenti avvenuti nella cultura familiare e scolastica hannomitigato gli aspetti formali ma sembrano far diventare più visibili le differenze di contenuto profondo,strutturale e invariante nellaffrontare la necessità di crescere.Desidero parlarvi qui delladolescenza e dei compiti evolutivi in unottica preventiva formativa, centratasul concetto della competenza affettiva, comune ad ogni uomo, ipotizzata da Fornari alla base delnostro rapporto con gli altri e con le cose del mondo. La capacità di produrre simboli riconducibili astrategie affettive alternative da utilizzare in vista della sopravvivenza mette in grado ciascuno diriconoscere quanto spesso ha confusivamente deciso di perseguire. Nei momenti di crisi, dicambiamento è appunto cruciale riconoscere e ordinare le alternative decisionali che si accavallano e siconfrontano nel nostro mondo interno, isia per affrontare le emergenze, sia per riorganizzare laquotidianità.A partire dalla preadolescenza, i ragazzi si distaccano dal proprio corpo infantile, debbono ridefinire leloro relazioni rispetto alla nicchia famigliare per risimbolizzarle in una prospettiva autonoma e nonpiù dipendente, dando spazio e investimento affettivo al gruppo dei pari età e quindi confrontandosi colsociale. Inoltre, sul piano cognitivo gradualmente si passa dalla logica delle operazioni concrete aquella formale. Si conquista così la possibilità di ridefinire le diverse appartenenze in cui ci si trovacoinvolti, da quella religiosa, a quella scolastica, a quella sociale. La vicenda trasformativa individualequindi si alimenta e viene modellata dal realizzarsi di questi cambiamenti, veri e propri punti di nonritorno che impongono, nella specificità delle storie individuali, di affrontare separazioni e sfide dopole sicurezze dellinfanzia e della latenza. Per questo Blos (1979) rivendicava una propria specificitàpsicologica per la preadolescenza, identificata come lo scenario in cui si avvia il disimpegno daglioggetti damore primari, genitori o loro sostituti, e la progressiva scoperta e il coinvolgimento inrelazioni oggettuali adulte. Una rinascita perciò simile a quella della fenice, che risorge dalle sueceneri: è nel riproporsi della pregenitalità che si radica il percorso di individuazione, con caratteristichespecifiche a seconda del genere. Larrivo della preadolescenza maschile è segnalato da un aumentodella motilità, caratterizzata dallirrequietezza e dallagitazione; compaiono lingordigia, attività sadichee anali, testimoniate dal piacere per il linguaggio sporco e contemporaneamente dal disprezzo per lapulizia, dallimpegno per la produzione di rumori onomatopeici e da una passione per gli odori,utizzata astutamente da Pennac che, per coinvolgere la sua classe di adolescenti nella scoperta dellevirtù della lettura, propone loro "Profumo" di Suskind(Come un romanzo, Feltrinelli, 1992). In questomomento la vicenda evolutiva maschile è caratterizzata dallangoscia di castrazione, considerata daBlos il tema centrale della preadolescenza maschile, che riguarda la madre fallica, arcaica, un sinistro eminaccioso gigante-donna, che viene estesa e sperimentata nei confronti di tutte le donne, coetaneecomprese. Nelle ragazze la preadolescenza interessa in particolare gli aspetti fusionali e legati 2
  3. 3. allaccudimento. Il loro tema centrale sembra essere quindi quello della coppia bambino-madre confusitra di loro, che tentano di contrastare con comportamenti esageratamente iperattivi e indipendenti e unattenzione esagerata verso laltro sesso. Lobiettivo è esorcizzare il rischio della passività infantile allaquale sarebbero condannate dal confronto con lattività che caratterizza le rappresentazioni della madrearcaica, anche per loro minacciosa e onnipotente: per questo diventano donnine o maschiacci, mentrenelladolescente maschio desideri e identificazioni femminili sono rilevabili soltanto con lanalisi,perchè sono profondamente repressi.Ma questa regressione è accompagnata comunque dalla presenza della parte dellIo legata alla realtà ecapace di autosservazione, permettendo la riduzione e la regolazione dei pericoli dellindifferenziazionee della perdita di sè.Infine è necessario sottolineare landamento oscillante di questi fenomeni: caratteristica questa alla basedelle difficoltà che il mondo adulto, affamato di stabilità, manifesta a contatto con gli adolescenti,ondivaghi e sfaccettati.Fin qui la teoria. Tutti gli autori però sottolineano come la seconda nascita, che marca il passaggio dallafamiglia alla società, sia molto più della prima attraversata da condizionamenti socioculturali: ho decisoperciò di presentare due interventi psicopedagogici a marcatura psicoanalitica condotti negli anni scorsifinanziati dalla Provincia di Milano, a Milano e provincia, rivolti ai ragazzi delle quinte elementari, diseconda e terza media e delle seconde classi delle superiori.Di entrambi gli interventi il punto di partenza è stata la consapevolezza della difficoltàdellattraversamento della situazione intermedia tra infanzia e adultità, anche perchè la famiglia di oggi,caratterizzata in genere dal lavoro di entrambi i genitori, è abituata ad allearsi o a delegare alleistituzioni parecchi compiti relativi alla cura e alla crescita dei figli. Essa, infatti, bravissima esacrificale nellascolto e nella realizzazione dei desideri del bambino e della bambina , è molto menodisponibile ed attrezzata quando si tratta di fronteggiare la separazione e il percorso verso lautonomiadei suoi figli, che preferisce simbolizzare come piccoli e bisognosi di dipendenza, accudimento eprotezione, mentre il sociale, a cui bisognerebbe indirizzarli e che sarebbe perciò necessariopromuovere, viene maleficato e respinto, rappresentato come fonte di stress per gli adulti e senzaltromolto pericoloso per la sopravvivenza dei propri cuccioli.Una lunga consuetudine di lavoro formativo nelle classi, mi aveva convinto della necessità di utilizzare con i ragazzi testi da loro prodotti per coinvolgerli da subito attivamente nel lavoro in classe. Inun caso si lavora sui racconti dei loro sogni, nellaltro su un sogno a tema, presentato come gioco diimmaginazione; infine, su questultima traccia, sono stati raccolti anche i materiali dei ragazzi piùgrandi, alluniversità, tra gli allievi che frequentano il mio corso di Psicologia Dinamica.Ora, negli ultimi anni, come si è visto nel lavoro di Maggiolini, si è venuta affermando appunto laconvinzione che nei sogni si svolga una rielaborazione strategica degli accadimenti diurni: quindi isogni dei ragazzi dovevano per forza attenere alle difficoltà dei compiti evolutivi. Si propose così airagazzi , dopo aver presentato a grandi linee il lavoro che si voleva fare con loro, di raccontarci i lorosogni. Registrati individualmente e poi successimente trascritti, i racconti venivano elaborati eriproposti alla classe per quattro ore successive, articolate in due o più incontri.I sogni, del primo e del secondo tipo, e la discussione sul loro contenuto potevano così fare il puntosulle ansie, sulle difficoltà e sulle paure che si debbono affrontare nella situazione di mezzo, quando sicerca di passare dal mondo infantile al mondo adulto. Ciò implica preliminarmente di fissare gli aspettiche per i ragazzi caratterizzano ciascuna di queste fasi della vita delluomo. Ogni classe dà così vita aun suo schema, scritto a maiuscole sulla lavagna, che resta la cornice di riferimento per il lavorocomune successivo sui sogni delletà di mezzo. Così pianto, spensieratzza, gioco, dolcezza,divertimento, solitudine, rompiballe, cacca, pipì, pannolino, pigrizia, sonno, simpatia, fragilità, eccdefiniscono linfanzia, mentre serietà, responsabilità, lavoro, famiglia, autonomia, libertà, conformismo, 3
  4. 4. ipocrisia, realizzazione, fatica, maturità, stress, ansia, distacco, ecc sono collegate alletà adulta. Einfatti a partire dallo schema, che ciascuna classe personalizzerà con una sua scelta di significanti, chepossiamo sintetizzare nelle opposizioni seguenti- dipendenza -> autonomia- desiderio -> regola- bisogno -> capacità.Vediamo come è andata coi sogni dei preadolescenti, alle prese con luscita dalla nicchia primaria e conla costruzione dellidentità di genere.Per ogni sogno lobiettivo era individuare la situazione, il problema/compito che il protagonista deveaffrontare, con quali strumenti, grazie a quali aiutanti, ecc.In quinta elementare, abbondano animali, accompagnati da re, regine, draghi, personaggi dei cartoni evideo-games. I racconti dei maschi e delle femmine sono sostanzialmente omogenei: comuni lemodalità e la struttura del racconto, come le tematiche, i nemici, gli aiuti, le soluzioni trovate. Ma sipuò evidenziare una prima separazione dei due percorsi di genere, che verrà approfondita negli anniseguenti.Gli aspetti comuni, come ho accennato nella premessa teorica, lavorano simbolicamente molto sul temadella madre arcaica, riconoscibile dalle caratteristiche che definiscono il persecutore, sia quando èindeterminato (spesso è una minaccia generica), sia quando viene identificato. Può essere una persona,ma anche un mostro, un carro armato, un animale feroce o un essere fantascientifico, tutti accomunatiperò dalle stesse caratteristiche: dimensioni straordinarie, grande forza e potenza, a volte poteri magicie soprannaturali. Perduta lonnipotenza infantile, il povero sognatore soccombe; la paura prevalente ècosì quella di essere mangiati, schiacciati, annientati:"cera un carro armato che veniva contro di me e mi voleva schiacciare.....""...ho due tartarughe e ho sognato che erano divenute grandi grandi grandi ed ero rimasto solo in unmondo sperduto...e mi mangia...." ...cerano tre serpenti ...hanno morso me e mia sorella...una signora ci ha salvato ma quando siamotornati avevano ucciso tutta la mia famiglia"Il pericolo arriva sempre quando padre o madre si allontanano, non sono presenti o non stanno attenti.Mentre nei sogni delle medie il pericolo si incontra fuori casa, per i ragazzi di quinta invece arriva incasa, quando si é soli e perciò più indifesi::"...ero con mio papà in casa, va a chiudere la porta e improvvisamente arriva unombra, non socosé....".La soluzione del conflitto è ancora talvolta a marcatura onnipotente: avviene un miracolo, si beve unapozione, viene scoperta una formula magica, sostituti simbolici della madre onnipotente buona. Peresempio"sono entrati dei mostri, io sono indietreggiato e mi sono spuntate le ali e iniziavo a volare..."Talvolta è il padre che, forte e competente, torna sulla scena e riesce a opporsi ai mostri.Il tema della relazione è centrale nei sogni delle femmine, che raccontano di separazioni rispetto almondo dei genitori in generale e in particolare dalla madre e di incontro coi coetanei.I maschi assegnano al genitore un ruolo di protezione e di aiuto, ma la relazione in sé non vienedescritta. Entrambi poi sognano gare e competizioni, centrati più sul giudizio degli altri nellefemmine, più sulle proprie risorse e capacità nei maschi.Gli amici sono presenti ma, come anche per i ragazzi di seconda, sono compagni di avventura o didisavventura, e non rappresentano un punto di riferimento saldo. Nella discussione in classe, aconferma di ciò, gli amici sono giudicati importanti e divertenti(con loro si può parlare di moda, di 4
  5. 5. giornalini, di giochi, di piccoli problemi) ma non sono affidabili quando ci si trova di fronte a problemiseri da risolvere.Tra le femmine, nel quadro dellattenzione alla relazione che , come si è detto, le distingue, comincia aserpeggiare una distinzione tra compagni e amici veri e propri, con cui fare esperienze e scambiarsiconfidenze. In molti sogni ci si fanno dei regali, si dorme a casa dellamica, si va in gita o in vacanzainsieme. Il tema degli amici è collegato ai sogni di separazione rispetto a persone care, caratterizzati dalritrovarsi soli, senza punti di riferimento sostitutivi rispetto a quelli dellinfanzia:si ambisce allaseparazione, ma se ne temono le conseguenze sul piano relazionale.*In seconda media, il tema più frequente e presente in pari misura sia nelle femmine che nei maschi èquello di essere attaccati, inseguiti, minacciati. Il protagonista è in relazione con un nemico e prevaleun contenuto persecutorio:"....sogno persone brutte che mi inseguono e mi sento triste perché mi inseguono senza un motivo.."(M)"c era un uomo che mi perseguitava, una specie di assassino che voleva uccidere tutti i ragazzi dellamia età "(F).Come si è detto prima, per entrambi il pericolo o la minaccia sopraggiunge fuori di casa, in un mondoestraneo, fuori dal raggio di protezione dei genitori, in luoghi bui come possono essere le cantine, isotterranei, le strade quando si fa troppo tardi. Oppure il pericolo si trova nel bosco che può essereusato proprio come metafora delluscita dal mondo materno per incontrare quello paterno, sociale.Questa uscita sembra appunto comportare rischi, insicurezze, difficoltà da superare.Sempre sottolineando le costanti per maschi e femmine, ci sono alcuni sogni in cui colui che perseguitaè il professore nei confronti del quale non si ha alcuna possibilità di fuga:"...la prof ogni volta che sbagliavo una virgola mi urlava dietro... si trasforma in un lupo e mi mangia..."(M)"...il prof diventa un mostro e ci mangiò... anche quelli delle altre classi.. "(F).Qualche differenza tra maschi e femmine rispetto a questo tema si trova nelle modalità di contrastare ilnemico: nei racconti dei maschi si assiste a numerosi tentativi di resistere e combattere (nelle guerre ,per es.); mentre nelle femmine è meno presente la possibilità di sconfiggere il nemico: infatti laprotagonista, quando non muore, può solo fuggire o interrompere il sogno (che indicherebbe un eccessodi ansia e unincapacità di risolvere positivamente il sogno).Nei racconti delle femmine, la protagonista è talvolta affiancata dal gruppo di amiche, che tuttavia nonricopre ancora il ruolo di aiutante. Infatti, anche in presenza delle amiche, il sogno finisce con la fuga oil risveglio. Per trovare il tema del gruppo dei pari come risorsa reale per affrontare le difficoltà bisognaarrivare in terza media.Nei maschi sono molti i sogni in cui il protagonista si sente messo alla prova e si deve dimostrarequalcosa( in accordo con chi si occupa di maschilità, come Gilmore, per il quale nelle culture umanedonne si nasce, uomini faticosamente si diventa). Si è sottoposti ad un esame, si partecipa ad un gioco,si vince o si perde :"....sogno di diventare un calciatore e ho fatto molti goal e il mister mi ha detto che ero bravo...." 5
  6. 6. A volte laccento è rivolto alle abilità, alle competenze necessarie per risolvere un compito o vincereuna gara:"...sono in un labirinto, corro corro, ma non trovo luscita come se ci fosse un enigmista che mi fa ledomande e io non so le risposte, alla fine però riesco a rispondere e riesco ad uscire".Altre volte il sentimento che prevale è un senso di impedimento, di incapacità; oppure a volte siposseggono gli strumenti ma non si sanno usare:".....porto sulla moto alcune ragazze, la moto è bella ma è molto piccola e le ragazze cominciano acadere.."Tutti questi sogni sono stati letti dai ragazzi come espressione del desiderio di crescere, di uscire dalladimensione infantile, di compiere attività e azioni da grandi. Il timore di non essere all altezza èangosciante ed è testimoniato dalla frequente morte del sognatore:"....1 ascensore era bloccato, io non riuscivo ad uscire e muoio..""...non riesco a controllare la macchina ... e muoio. Io muoio sempre, non capisco...."Il desiderio di crescita è declinato anche in relazione alle tematiche sessuali. Nei racconti di questafascia di età manca lidea di una relazione sentimentale o sessuale; lavere la ragazza sembrarappresentare uno dei possibili segnali dellessere divenuti grandi come guidare, fumare o andare perpaesi lontani. In ogni caso il protagonista compie unimpresa notevole, fuori dallordinario, per usciredal mondo infantile e rendersi finalmente visibile in quello pubblico adulto: "....sono forte, vinco un combattimento cosi posso avere la ragazza che mi piace.. ho molti soldiquindi posso permettermi molte donne..."Il tema che più caratterizza specificamente i racconti delle femmine è quello della separazione in cuiuna persona cara è in pericolo o muore, si perdono oggetti, si vivono abbandoni o separazioni; in questisogni prevale uno stato depressivo o un senso di abbandono.Prima di specificare meglio da chi ci si separa e quali siano le paure, le difficoltà o le mete raggiunte, èda sottolineare che il tema della separazione ci fornisce una prima grande informazione: il fatto che isogni delle ragazze rispetto a quelli dei maschi sono caratterizzati dalla relazione e dal rapporto conaltre persone; precisamente con un universo composto da madre, padre, sorelle/fratelli, amici, cugini,zie......La più importante separazione è quella dai genitori: in questi racconti succede che muoiano, partano ocomunque non sembrano accorgersi della vicinanza della figlia; la protagonista vive allora unasituazione di totale estraneità:"....nessuno mi saluta, è come se non esistessi. e sono i miei parenti i miei amici ma è come se nessunomi vedesse.."Il gruppo degli amici non è ancora fonte di sicurezza e appartenenza alternativa alla famiglia, per cui laperdita o lallontanamento da questultima sono vissuti come un grave lutto che può minacciare lapropria stessa sopravvivenza (aspetto che si può collegare a quanto detto per i sogni di attacco in cui leamiche non costituivano un aiuto reale).Infine una ulteriore declinazione della relazione è la presenza di relazioni sessuali (da intendere insenso ampio fino a comprendervi relazioni sentimentali, gelosie, corteggiamento, violenze sessuali). 6
  7. 7. Questi sogni parlano di un corpo sessuato, che comunica sensazioni ed emozioni mentre abbiamo giàvisto come nei maschi il tema sessuale rappresenta il raggiungimento dello status di adulto.In classe si è parlato, leggendo questi racconti, di ansie da separazione, di nascita sociale comeallontanamento dalla famiglia di origine, dei rischi che questa separazione può comportare, delle ansiedi non riuscire, di non essere allaltezza che il "diventare grandi" necessariamente comporta.Parlando di rischi coi ragazzi e con le ragazze è risultato tuttavia che il maggior pericolo erarappresentato dalla possibilità di rinunciare al progetto evolutivo, decidendo di tornare indietro, in unmondo più rassicurante e protetto:"....ho preso uno spavento ......ho avuto paura di essere tornata indietro, che dovevo fare tuttodaccapo....."Rispetto alle seconde, i racconti dei maschi di terza presentano, in primo luogo il tema dellattacco,seguito da quello di essere esaminati, e infine l avere rapporti sessuali.Poichè anche i sogni di esame si caricano spesso di vissuti persecutori, di fatto, il tema dellattaccorappresenta il tema più frequente nei sogni dei maschi di terza.Ne è un esempio latteggiamento nei confronti degli insegnanti che assume a volte dei toni fortementeoppositivi. La relazione è percepita come persecutoria, gli insegnanti possono risultare castranti,svalutativi ed infantilizzanti. In alcuni sogni il tono è minaccioso:"....avevamo fatto un test e ho spento il computer e dovevo rifarlo ma non mi veniva più ma dovevorifarlo e non riuscivo allora il professore mi ha detto che mi doveva bocciare""....la prof aveva una ferita e si vedeva che era un robot..""la prof ci stava sulle balle.... allora l abbiamo chiusa dentro e gli abbiamo dato fuoco.."Le prove divengono più pericolose. Non riuscire a controllare i mezzi e gli strumenti è percepito comeestremamente minaccioso, ma riuscire nellimpresa porta all emancipazione e al riconoscimentosociale fondamentale per il giovane maschio:"facevo una gara di rally e andava molto veloce. Cercavo di evitare gli ostacoli ma lo sterzo nonfunziona e proprio quando una macchina sta per investirmi mi sveglio...." "ho sognato di guidare un aereo e combattevo contro i nemici alla fine li ho distrutti tutti e michiamavano in aereonautica..."Una novità nei sogni di terza che abbiamo anticipato più volte è la presenza degli amici: le situazionipericolose si vivono con lamico fidato o con il gruppetto. A volte essi rappresentano un aiuto in piùnei confronti del nemico, altre volte è il protagonista che lotta e salva lamico in pericolo.Gli amici sono anche coloro che condividono nuove esperienze, con i quali si verificano nuovecompetenze e abilità e, probabilmente sono loro che attestano una eventuale crescita:"....ho sognato di guidare una macchina e andavo a prendere i miei amici.... poi mi hanno chiesto seavevo il coraggio di andare più veloce, io non volevo, loro continuavano a prendermi in giro e inpratica ho accellerato, abbiamo fatto un incidente.. i miei amici sono tutti morti..." 7
  8. 8. Le relazioni sessuali divengono relazioni vere e proprie, nel senso di una storia in cui compare unrapporto/interazione con la ragazza e non si risolve semplicemente nell "avere la ragazza". Rispettoalle coetanee comunque largomento è centrato sul rapporto sessuale in sé, mentre nelle ragazzecompaiono le problematiche relative al corpo, allintimità, allimbarazzo di mostrarsi allaltro.Nelle ragazze i temi più frequenti sono quelli legati al corpo che rappresenta la parte visibile di unapersona e perciò soggetta a giudizi, critiche, confronti. Il problema è più grave se si pensa ai notevolicambiamenti che il corpo subisce negli anni della preadolescenza: esso non sembra controllabile, simodifica velocemente e può risultare difficile ritrovarcisi:".....c erano delle persone che mi prendevano in giro, io correvo correvo, in pratica diventavoanoressica.. loro ridevano e non sapevo cosa stava succedendo...""....tutti mi rifiutavano, perché ero una persona non accettata, allora non mangiavo più...."La relazione con un corpo cambiato si ritrova anche in molti sogni nei quali la casa in cui si vive èdiventata improvvisamente troppo brutta, o troppo piccola, o troppo vecchia:"ad un certo punto la mia cucina è diventata grandissima, mia mamma lavava i piatti inginocchio....però io mi sentivo normale.."Nella stessa direzione del divenire adulti si comprendono quei sogni in cui il racconto è centrato sulrapporto mondo conosciuto/mondo sconosciuto; la casa in cui si vive rimane stretta mentre lambienteesterno si amplia fino a ritrovare una festeggiante famiglia sociale:"....sono in questa città e non la conosco, cammino e chiedo informazioni però nessuno mi ascolta""....mi trovavo in una foresta ed era buio, mi sono trovata in una caverna e c era tanta gente felice....poi non mi ricordo".I due generi quindi partono da tematiche ampiamente comuni relative al distacco ambito e insiemetemuto dalla nicchia familiare, per approdare a percorsi molto differenziati. Per i maschi dominanopersecutorietà e necessità di dimostrarsi capaci e allaltezza, nelle femmine il corpo che cambia,lestensione del mondo conosciuto e delle relazioni che vi si possono intrecciare. Gli amici infine,oppresenti dapprima come replicanti inaffidabili sono diventati la famiglia sociale, partner riconosciutacompetente nellimpresa di esplorare il mondo.Il lavoro simbolico nella seconda superiore richiedeva ai ragazzi di trasformare, come succede neisogni dove le cose si trasformano sempre, ladolescenza in un paesaggio, utilizzando la tecnica del testludico-onirico di cui siamo debitori con Laura Frontori. Ho lo spazio per darvene un paio di esempi, aconferma di quanto emerso fin qui sui diversi percorsi di genere. Comincio da una ragazza di quindicianni che scrive, trasformando la sua età in un paesaggio:"campo primaverile, con una capanna in mezzo e le montagne intorno".A partire da questa metafora, con tutta la classe si cerca di capirne il significato affettivo. In primoluogo lattenzione viene rivolta alle opposizioni presenti nel testo, in questo caso, la capanna opposta alcampo, e anche linsieme campo/capanna opposto alle montagne intorno.Sul piano simbolico la capanna è un contenitore e perciò un significante materno, da un latoidealizzabile (un cuore e una capanna) ma piuttosto svalutato sotto il profilo sociale(dove son più 8
  9. 9. prestigiosi i palazzi delle capanne). Sul piano affettivo quindi compare una madre protettiva ma pocoattrezzata sul piano del riconoscimento sociale, in grado di contenere/riscaldare ma poco spendibilesocialmente. La capanna poi è piccola permettendo la convivenza comoda di poche persone meglio sepiccine.Sembra così chiaro il riferimento alla famiglia nucleare e alle sue relazioni intense edesclusive.Infine è anche importante che i materiali utilizzati per costruire le capanne solitamente sianogrezzi, appena sbozzati dalluomo e dalla sua competenza culturale che comunque è presente etrasformativa sia nel progetto sia nelle tecniche costruttive: siamo perciò di fronte a un contenitoremarcato fortemente dalla naturalità, ma che presenta anche tratti culturali. Si può perciò riconoscerenella capanna unorganizzazione familiare a prevalente marcatura materna nelle sue scelte relazionali,poco attrezzata rispetto ai valori paterni, per esempio il prestigio e la visibilità sociale. Il camporimanda ancora una volta alla natura e quindi alla madre, ma mentre la madre è smisurata(sia per il fetosia per il piccolo bambino) il campo è tale proprio perchè ha confini che lo limitano e ospita unprogetto generativo che è possibile grazie alla rinuncia alla generatività incontrollata e pericolosa che iGreci dellantichità identificavano nella palude. Si assiste invece in questo caso a un accoppiamentogenerativo tra padre e madre( estensivamente riferibile a natura e cultura) in cui luna rinuncia allageneratività incontrollato e laltro alla libertà da qualsiasi legame in vista di un progetto generativocomune. Il campo ospita infatti ciò che si è deciso di farvi crescere, eliminando le male erbe spontanee,che potrebbero compromettere il raccolto.Per la nostra quindicenne quindi, fuor di metafora, ladolescenza è unestensione ordinata dei valorifamiliari. Più in dettaglio la ragazza sembra avere in mente unuscita sicura dalla famiglia,rappresentata come protettiva ma inadeguata sotto il profilo sociale, tuttavia in grado di fronteggiarerientri rassicuranti in caso di insuccessi nel più ampio mondo esterno. Fuori della capanna, un orizzontedi lontani e difficili possibili, perchè le montagne per essere superate e concedere panorami gratificantirichiedono risorse fatiche competenza e determinazione: cose da grandi, che i bambini non possonomettere in campo. Infine la capanna, collocata in mezzo, come a rappresentare comunque la centralitàsia pure svalutata della struttura familiare, che nelle oscillazioni fisiologiche tra infanzia e adultità puòfunzionare da rifugio o da punto di partenza, come si è sottolineato.Ritroviamo qui alcuni punti emersi in precedenza nei sogni considerati in precedenza: la stabilità dellerelazioni familiari, da superare ma presenti, un certo diffuso equilibrio nel rapporto natura/cultura cheperò non perde di vista la necessità di un progetto di emancipazione e scoperta.Molto frequente negli adolescenti maschi è invece un paesaggio di questo tipo:"Unisola tropicale,piena di palme con una spiaggia bianca e tante ragazze che ballano" . Il mare, lisola, la spiaggiasembrano evocare la coppia madre/bambino e le relazioni fusionali che la caratterizzano. Ma inagguato la natura lussureggiante evoca anche la pericolosità avviluppante dellonnipotenza materna,combattuta in questo caso dalla tropicalità del paesaggio, agli antipodi della quotidianitàdellaccudimento materno. Inoltre le tante ragazze che ballano sembrano opporsi allunica madre chespadroneggia nella quotidianità della vita famigliare da cui ci si vuole emancipare senza incertezze.Un altro ragazzo, sedicenne, scrive: "Valle verde, sperduta in un luogo sconosciuto del mondo". Lavalle verde e generativa sembra garantire la sopravvivenza soltanto al suo interno, rappresentata comè 9
  10. 10. circondata da un mondo di cui non si possiedono mappe, strumenti in grado di permetterci lafamigliarizzazione con lignoto. Un mondo materno, quindi, difeso da confini che se permettono ilverdeggiare della valle, impediscono collegamenti con lesterno e non incoraggiano spedizioniesplorative anche prudenti.La difficoltà di affrontare il sociale, per i maschi e per le femmine, sembra dipendere spesso da comeci si rappresenta il sistema scolastico, marcato affettivamente dallassenza del padre o dal degrado cherimanda alla mancanza di accudimento, come se nellistituzione venissero a mancare delle presenzeparentali buone, capaci di allearsi e aiutare a crescere. Invece di essere un luogo dove ci si procuralattrezzatura per affrontare lo spazio sociale, molto spesso è regressione e abbandono, dove si restapiccoli perseguitati e soli. Per fortuna, non sempre è così. Per qualcuno, per esempio, la scuola è "lamontagna innevata dove si può imparare a sciare sempre meglio", marcata dal piacere del cimentarsi edellapprendere.A risentire delle difficoltà della crescita, nel nostro contesto sociale, come si è visto, sono soprattutto imaschi, che non possono contare, come le femmine su una continuità, sia pure conflittuata, del propriomondo relazionale che spesso facilita loro la vita nelle istituzioni dove si fanno i conti coi replicantidelle figure parentali, destinati a scontrarsi coi giovani maschi che li vivono sovente minacciosi per illoro progetto di crescita.Così, oggi, per le femmine, già nelladolescenza, nel rapporto coi coetanei maschi comincia a prenderforma una modalità materna, arrendevole allapparenza ma invece molto determinata, ispirata nondalla sacrificalità ma piuttosto dalla consapevolezza di "disporre di poteri discreti dei quali bisognaimparare a fare buon uso". Mette così radici una sorta di leadership femminile che ritroviamoconfermata nei risultati del quinto rapporto CISF sulla famiglia, relativi ai bambini e ai giovani:"..mentre il mondo maschile appare ancorato ad attività e impegni tipicamente e storicamente propridella maschilità, il mondo femminile si presenta in forte movimento verso la conquista di nuovi spazi enuove aperture: limpegno intellettuale e sociale, il benessere fisico, gli interessi più disparati"(p. 264).A conferma di quanto detto fin qui, posso citare i risultati di un altro test di trasformazione, rivolto aglistudenti del mio corso (in grande maggioranza giovani donne). Si è chiesto loro di associare a uomo edonna tre aggettivi e di trasformarli rispettivamente in animali. Gran parte delle risposte disegnavanoun profilo di uomo(nè marito nè padre) riconosciuto forte, prestante, determinato e simpatico, matalvolta in difficoltà: per esempio infelice, testardo, sottomesso, umile.Nelle immagini spesso viene incarnato nei felini(dal puma alla tigre), ma se ne sottolinea anche ilbisogno di legame:"un giovane cavallo pronto a lasciarsi accudire" e il rischio dellomologazione in agguato nel sociale: "formica, una tra tante".Il profilo femminile invece si caratterizza per la mancanza di ambivalenza. Gli aggettivi rimandano aforza, determinazione, eleganza, dinamicità, versatillità, estroversione, sensibilità, dolcezza. Lanimaleche rappresenta queste donne che non sono nè mogli nè madri è il gatto, straordinario nella sua capacitàdi testimoniare, seduttività e mistero, domesticità e indipendenza, voglia di coccole e curiosità: 10
  11. 11. "una gatta ancora libera e affascinante".La questione dellidentità di genere è quindi aperta: la propongo qui come problema da affrontare nelrapporto tra i giovani impegnati a crescere, le istituzioni che li dovrebbero affiancare e motivare e gliadulti che vi operano.Una società complessa come la nostra non può permettersi di sprecare risorse: sembra quindiopportuno che, in tempi brevi, la scuola che finora ha sempre ignorato la differenza di genere ne facciail punto di partenza per una nuova cultura che tenga conto sia delle esigenze di gender, sia dellaperturadi un campo assai ampio di scelte formative e professionali possibili. Lavorare coi ragazzi e con leragazze in un contesto formativo sembra essere un passo in questa direzione.BibliografiaBlos, Ladolescenza come età di transizione, Armando, 1988Cristiani C., a cura di, Percorsi di genere tra natura e cultura, Unicopli, 1996De Pieri, S. e Tonolo, G. a cura di , Le crescite nascoste, Armando 1990Donati P. , a cura di , Uomo e donna in famiglia, San Paolo 1997Frontori, L. Il mercato dei segni, Raffaello Cortina editore, 1996Giori F., a cura di, Adolescenza e rischio, Franco Angeli, 1998Pietropolli Charmet, G. , Amici, compagni, complici, Franco Angeli, 1997Palmonari, A. , a cura di, Psicologia delladolescenza, Il Mulino, 1997Roccioletti, Zulli e Bertini, Il sogno nelletà evolutiva, Bulzoni, 1983 11

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