19. Architettura romana - Le Terme

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19. Architettura romana - Le Terme

  1. 1. TermePiccole e grandi città erano dotate di bagni pubblici o thermae, dotate di acqua corrente, che inepoca repubblicana erano costituite da una serie di spogliatoi e di locali (frigidaria, tepidaria ecalidaria) e da una palaestra.Nel periodo imperiale le terme divennero sempre più grandi e lussuose: quelle di Caracalla (215ca. d.C.) a Roma comprendevano biblioteche e grandi spazi pubblici coperti, riccamente decoratida statue, mosaici, affreschi e rilievi in stucco.Ne sufruivano poveri e ricchi. Di varia grandezza cerano ovunque, nelle case e quelle pubbliche inogni città. Erano di mattoni o di pietra, rivestite o meno di pietra pregiata o marmi. Contrariamentea ciò che si crede in genere avevano i vetri sulle grandi finestre. A seconda dei tempi furonosuddivise o no in femminili e maschli, cosa inconcepibile per oggi che i Romani si bagnasseroinsieme uomini e donne, visto che il bagnarsi si faceva in bikini o nudi. Le terme erano pure dotatedi una piscina scoperta (natatio) e un vasto ambiente adibito a spogliatoio e sala per detergersi(destrictarium), e pure di una palestra. In genere nella stessa città esistevano terme separate ocongiunte per uomini e donne, secondo i gusti, come ad esempio a Pompei.Dall’ingresso si accedeva alla palestra, per poi passare allo spogliatoio (apodyterium) con lapiscina per il bagno freddo, poi al tepidario (tepidarium) ed infine al caldario (calidarium). Per chivoleva cera anche la sauna, molto calda e asciutta (laconicum).I primi bagni pubblici (balnea) vennero costruiti tardi, nel II secolo a.c. In epoca imperiale il numerodei bagni si moltiplicò rapidamente. Marziale ne cita alcuni, frequentati da unambigua clientela dipersone parassite e viziose: i Bagni di Fortunato, quelli di Grillo, quelli Lupo.I bagni furono luoghi frequentatissimi e di grande rumore, come appare nel resoconto di Seneca inuna lettera inviata a Lucilio: "Ed eccomi nel bel mezzo del più orrendo casino. Sono sistematoproprio al di sopra di uno stabilimento balneare e lascio alla tua immaginazione figurarsi ciò chelumanità riesce a fare, in quanto ad esasperanti rumori….".Per quanto lussuosi e frequentati fossero questi bagni vennero presto soppiantati nel favorepubblico da stabilimenti concepiti in modo più grandioso e con una struttura più complessa,destinate a divenire la passeggiata favorita e il luogo di svago per eccellenza del popolo romano.Tanto successo si spiega con molte ragioni: la grandiosità, lammirevole funzionalità dei locali, lafastosità delle decorazioni, ed il numero eccezionale di divertimenti che potevano offrire.Le dimensioni sempre crescenti permettevano di accogliere un numero sempre maggiore di clienti:in seicento potevano contemporaneamente bagnarsi nelle Terme di Caracalla, in tremila in quelle diDiocleziano. Tra le strutture presenti allinterno un piccolo stadio, una palestra, biblioteche, sale diconversazione, auditori letterari o musicali, un teatro. Vi si tenevano esposizioni diverse, vi sitrovavano negozi di vario tipo e ristoranti.Come i portici le terme furono i grandi musei di Roma durante il periodo dellImpero. Dalle Terme diTraiano ci giungono il Lacoonte di Agessandro, Atenodoro e Polidoro di Rodi, la Venere Callipigia,e il Plutone con Cerbero del Museo Capitolino. Lentrata alle terme era a pagamento, al contrarioche per i portici. La tariffa comunque era molto bassa, un quarto di asse per gli uomini, un po piùalta per le donne, mentre i ragazzi entravano gratuitamente. Diversi imperatori però le reserogratuite. Le terme furono il centro di passeggio di tutta la popolazione romana fino alla cadutadellImpero.
  2. 2. Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare lesorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doticurative. Col tempo, soprattutto in età imperiale, si diffuseroanche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche diriscaldamento delle acque sempre più evolute. Al riscaldamentodell acqua provvedevano i focolari che diffondevano aria caldadagli ipocausti, gli spazi sottostanti alle pavimentazioni sospese(suspensùra) dei vani da riscaldareVeri e propri monumenti o addirittura piccole città allinterno dellacittà stessa, esistevano due classi di terme, una più poveradestinata alla plebe, e una più fastosa destinata ai patrizi.Lo sviluppo interno tipico era quello di una successione di stanze,con allinterno una vasca di acqua fredda,la sala del frigidario,solitamente circolare e con copertura a cupola e acqua atemperatura bassa, seguita allesterno dal calidario, generalmenterivolto a mezzogiorno, con bacini di acqua calda. Tra il frigidario eil calidario vi era probabilmente una stanza mantenuta atemperatura moderata, il tepidario. Stanza adiacente al calidaro incui veniva creato un raffreddamento artificiale. Assieme alcalidario veniva usata per quella che ai nostri giorni vienechiamata la sauna finlandese, ovvero il passaggio repentino dalcaldo al freddo e viceversa.Attorno a questi spazi principali, si sviluppavano gli spaziaccessori: lapodyterium (uno spazio non riscaldato adibito aspogliatoio), la sauna, la sala di pulizia, la palestra. Allinternodelle terme più sontuose (come le Terme di Caracalla)si potevatrovare spazio anche per piccoli teatri, biblioteche, sale di studio eaddirittura negozi.
  3. 3. Praefurnium: lambiente di servizio delle terme in cui avveniva lacombustione e dove si trovava il forno di riscaldamento; esso eracostituito di un arco nella parete sottostante agli ambienti dariscaldare, in cui si poteva regolare laccensione e la vivacità dellafiamma, e poteva essere chiuso da un portello di metallo. Inoltre,nel praefurnium entro caldaie metalliche, avveniva ilriscaldamento dellacqua che, a temperatura diversificata, era poidistribuita ai rispettivi vani, tramite tubature.
  4. 4. Il pavimento sopraelevatoQuesto sistema, poi perfezionato e divenuto raffinatissimo, fulargamente impiegato negli edifici termali di Roma e di tuttolimpero.La tecnica antica, il vespaio (hipocasteum: scaldato da sotto),era ottenuto disponendo su file parallele di pilastrini in mattoni dicm. 20 di lato (bessales), alti tra i 70 e i 90 cm e formanti unascacchiera (suspensurae), grandi mattoni di cm. 60 di lato(bipedales, di due piedi).Sul piano formato dai "bipedales" si stendeva uno strato di maltacementizia idraulica (cocciopesto) e quindi il pavimento vero eproprio, fatto di lastre o di mattonelle di marmo (spesso preferitoper la buona conducibilità del calore).
  5. 5. Il riscaldamento degli ambienti termali, del calidarium e deltepidarium , era ottenuto convogliando sotto i pavimenti rialzati dapilastrini (le suspensurae ) e nelle concamerazioni delle pareti,realizzate con tubuli di terracotta a sezione quadrangolare, ilcalore prodotto dalla combustione di legna nei praefurnia .Il sistema era così efficiente che negli ambienti più caldi(calidarium ) la temperatura poteva arrivare anche a 50/60 gradi,tanto che per camminare in tali ambienti era necessario indossaredegli zoccoli di legno.
  6. 6. Il sistema di riscaldamento delle grandi terme dimostra uno stato tecnologico particolarmenteelevato. Le sale con i bagni caldi erano riscaldate da un sistema detto ad hypocaustum ohypokausis. Il nome greco del sistema, che troviamo a partire dal I secolo a.C. in tutto il mondoellenistico, significa “riscaldamento da sotto”. Con questo sistema si riscaldavano il pavimento, lepareti e, naturalmente, l’acqua.La combustione di legna e di carbone avveniva nel praefurnium, una camera di combustioneaccessibile dallesterno delledificio. I fumi e l’aria calda passavano sotto il pavimento rialzato,asportati da canne fumarie (tuboli) inserite nella muratura delle pareti, e uscivano poi sopra il tetto.I “tubuli” potevano essere disposti anche in serie in modo da formare un sistema di riscaldamento aparete.Il funzionamento del sistema, che richiede un tiraggio lento e continuo, dipende dalla formazione edal dimensionamento delle singole parti, dalla qualità del materiale combustibile e dalla quantitàdaria con la quale viene alimentato il fuoco. Il fattore più importante è che i canali nei qualipassano i fumi abbiano una leggera inclinazione verso la camera di combustione. La regolazionedel sistema di riscaldamento e di ventilazione avveniva non solo dal praefurnium, ma in massimaparte dal tetto.La costruzione dell’ipocausto si svolgeva nel seguente modo: dapprima si costruiva un pavimentoin lastre di terracotta leggermente inclinato verso in praefurnium; su di esso venivano eretti deipilastrini in mattoni (suspensurae) sui quali venivano posate delle lastre in laterizio. Sul tutto sistendeva poi un massetto di cemento e su questo il pavimento. La muratura si eseguiva con unamalta dargilla mischiata con peli per garantire lelasticità della costruzione che doveva subiregrandi differenze di temperatura.Vicino al praefurnium, si trovava la grande caldaia di bronzo o di rame chiamata testudo (forse inriferimento alla sua forma, molto simile ad una testuggine) in cui veniva prodotta lacqua calda.Vitruvio8 descrive un sistema costituito da tre recipienti, uno per lacqua calda, uno per lacquatiepida e uno per quella fredda. I tre elementi erano collegati in serie affinché la quantità d’acquacalda uscita fosse sostituita con acqua tiepida e quella tiepida con acqua fredda.Questo sistema di riscaldamento aveva un rendimento straordinario, spesso superiore al 90 percento, cioè maggiore di quello di molti impianti dei nostri giorni- Tramite esperimenti fatti conimpianti ricostruiti si è potuto dimostrare che, nel caso di temperature al praefurnium di 400-600°C,la temperatura dei fumi al fumaiolo era scesa a soli 40°C9. Per meglio sfruttare il calore prodottonell’impianto di riscaldamento, i bagni caldi per le donne e quelli per gli uomini furono concentratinella medesima zona e allineati in modo tale che l’aria calda passasse dritta sotto il pavimento diambedue le strutture. Da Vitruvio leggiamo al riguardo10:“E inoltre si deve fare attenzione che i calidari per le donne e per gli uomini siano attigui e collocatinelle medesime zone. Poiché in tal modo si otterrà che nelle caldaie anche il calorifero sotterraneosia comune all’uno e all’altro degli ambienti”.Linvenzione di questo sistema di riscaldamento è generalmente attribuita a Caio Sergio Orata(circa 80 a.C.), un commerciante della Campania che costruiva bagni ad ipocausto nelle grandiville e impiegava le balneae pensilis nei suoi allevamenti di pesci e di ostriche. Gli studiarcheologici più recenti hanno però potuto dimostrare che il sistema di riscaldamento a pavimentoera conosciuto già da prima (Olympia11, Gortys12, Megara Hyblea13).
  7. 7. NellAntica Roma unasuspensura era un piccolopilastro a base quadratautilizzato come sostegno delpavimento rialzato di ville o diedifici pubblici. Storia Lesuspensure erano formate damattoni quadrati sovrapposti inmodo da costituire delle pilaealte di solito circa 50 cm. Vitruvio(I secolo a.C.) le descrisseassociate agli ipocausti deicalidari termali ("suspensuracaldariorum") la cui invenzioneveniva attribuita a Sergio Orata(fine del II-inizi del I secolo a.C.).
  8. 8. Il fuoco, che veniva alimentato introducendo dal praefurnium, dal focolare legna daardere, riscaldava il pavimento, hypocaustum, dell’ambiente sovrastante dovevenivano a sedersi le persone che usufruivano delle terme. I fumi venivano drenatiall’esterno tramite una serie di tubuli disposti lungo le pareti della stanza riscaldatacontribuendo ad aumentare e a mantenere il calore di tutto l’ambiente. Il pavimentosospeso dell’ambiente riscaldato, era sorretto da pilastrini formati da mattoni quadratio rotondi come nel caso di Domo.
  9. 9. 1. Tipi di suspensuræ (A, in pietra; B, in laterizio)2. Particolari costruttivi degli ipocausti (A,pianta; B,sezione a-b; C, sezione c-d)
  10. 10. Lipocausto era alimentato da un grande forno, il praefurnium,inizialmente posto nelladiacente cucina, che produceva ariacalda ad altissima temperatura. Questa veniva fatta defluire inuno spazio vuoto predisposto sotto la pavimentazione interna, laquale poggiava su pilae di mattoni dette "suspensure" e,soprattutto nelle terme, anche allinterno delle pareti, per quasitutta la loro estensione, entro tubi in laterizio (tubuli). In generalelaltezza dello spazio vuoto sotto il pavimento era circa 50-60cm[1]. Si ritiene che la temperatura ottenuta nelle stanze riscaldatedallipocausto non dovesse superare i 30 °C.Storia [modifica]Questo tipo di riscaldamento era già conosciuto nellanticaGrecia: il termine latino hypocaustum daltronde è un calco dalgreco ὑπόκαυστον (da ὑπό = "sotto" e καίω = "brucio"), elesempio più antico di ipocausto è dato dalle suspensure trovatenei resti delle terme di Cladeo a Olimpia, datate attorno al 100a.C.[2]. Furono però i Romani che lo perfezionarono e loutilizzarono estesamente per riscaldare i calidari delle termeromane e il riscaldamento delle ville più lussuose. Linvenzionedel riscaldamento ad aria calda veniva attribuitao dagli storiciromani a Sergio Orata, un cittadino romano di Lucrino vissuto aitempi di Cicerone[3][4], il quale si era forse ispirato al sistema diriscaldamento naturale della zona dei Campi Flegrei[5]. Gliipocausti sono rimasti in uso nellarea mediterranea ancora nelmedio evo, attorno al XII secolo[6].
  11. 11. Villa romana a Saldaña, visibili le basi delle suspensure nello spazio vuotosottostante il pavimento (ancora intatto nellesedra)Terme di Ostia antica, tubuli nelle pareti del calidario
  12. 12. Ricostruzione di un calidarium (bagno caldo) con suspensurae etubuli per il riscaldamento
  13. 13. Calidario nella villa di Poppea ad Oplontis
  14. 14. Bath, suspensure al di sotto del pavimento del calidario

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