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Il decameron 2014 ie

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Il decameron 2014 ie

  1. 1. Il codice Hamilton 90, consultabile presso la Staatsbibliothek di Berlino, autografo del Decameron Il Decameron Giovanni Boccaccio tutti i testi menzionati sono disponibili in Italiano e con analisi e commento o in forma di videolezione su Prometeo Palumbo In lingua inglese su http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/dweb/texts/
  2. 2. DECAMERON WEB http://www.brown.edu/Departments/Italian_S tudies/dweb/texts/ http://www.brown.edu/Departments/Italian_S tudies/dweb/texts/DecShowText.php?myID=pr oem&lang=eng Download e-book http://www.gutenberg.org/ebooks/23700 http://decameron.weebly.com/ E-text http://www.gradesaver.co m/the-decameron/e-text/
  3. 3. Il Decameron composto fra il 1349 e il 1351 o 1353. • Il titolo, derivante con qualche imprecisione dal greco, significa "Dieci giornate". • sottotitolo : Comincia il libro chiamato Decameron, cognominato prencipe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle in diece dì dette da sette donne e da tre giovani uomini. The book's primary title exemplifies Boccaccio's fondness for Greek philology: Decameron combines two Greek words, δέκα, déka ("ten") and ἡμέρα, hēméra ("day"), to form a term that means "ten-day [event]”. Ten days is the time period in which the characters of the frame story tell their tales subtitled Prince Galehaut (Italian: Prencipe Galeotto), is a collection of novellas by the 14th-century Italian author Giovanni Boccaccio (1313– 1375).
  4. 4. Subtitle: Prencipe Galeotto – Il termine prencipe Galeotto fa riferimento a mastro Galehaut, personaggio che offre aiuto a Lancillotto e Ginevra nell'amore adultero di cui trattano i poemi del ciclo bretone; – di libro Galeotto si parla anche nella Commedia dantesca, (Inferno, Canto V) a proposito del racconto che spinge Paolo e Francesca a dare inizio alla loro passione Boccaccio's subtitle, Prencipe Galeotto (Prince Galehaut), refers to Galehaut, portrayed in the Lancelot-Grail. Galehaut was a close friend of Lancelot and an enemy of King Arthur. When Galehaut learned that Lancelot loved Arthur's wife, Guinevere, he set aside his own ardor for Lancelot in order to arrange a meeting between his friend and Guinevere. At this meeting the Queen first kisses Lancelot, and so begins their love affair. In Canto V of Inferno, Dante compares these fictional lovers with the real-life paramours Francesca da Rimini and Paolo Malatesta, whose relationship he fictionalises. In Inferno, Francesca and Paolo read of Lancelot and Guinevere, and the story
  5. 5. • Novella: genere narrativo, quasi sempre in prosa – brevità: può imperniarsi su fatti reali o immaginari, verosimili o inverosimili. – Pur non essendo ignota al mondo classico, la sua origine è ritenuta legata soprattutto alla cultura araba e, in particolare, a tre cicli: – il Pancatantra, giunto dall'India; • il Libro di Sindbad, volgarizzato in Toscana nel XIII secolo come Libro dei sette savi (consistente in quattordici novelle racchiuse in una cornice); • La vita di Barlaam e Josafat, un'antica biografia fantastica del Boccaccio borrowed the plots of almost all his stories Although he consulted only French, Italian and Latin sources, some of the tales have their origin in such far-off lands as India, Persia Some were already centuries old. The frame narrative structure (though not the characters or plot) originates from : the Panchatantra, which was written in Sanskrit before AD 500 and came to Boccaccio through a chain of translations.
  6. 6. Lais e fabliaux, e poemi cavallereschi • Sia la novella che il romanzo hanno, fra i loro antenati, anche testi in versi: • le narrazioni francesi in octosyllabes ("otto-sillabi") dette Lais se d’ argomento cortese, fabliaux se argomento comico • i romanzi d'avventura o poemi cavallereschi, quali quelli di Chrétien de Troyes. – alcuni ne fanno risalire le comuni origini alla struttura della fiabaMorfologia della fiaba 1928 Vladimir Propp A lai is a lyrical, narrative poem written in octosyllabic couplets that often deals with tales of adventure and romance A fabliau (plural fabliaux) is a comic, often anonymous tale written by jongleurs in northeast France between ca. 1150 and 1400. They are generally characterized by an excessiveness of sexual and scatological obscenity. Several of them were reworked by Giovanni Boccaccio for the Decameron and by Geoffrey Chaucer for his Canterbury Tales.
  7. 7. narrazione sviluppata nella cornice L'opera inizia con un Proemio dedicato alle lettrici, nel quale, dopo aver confessato di essere stato a lungo oltre modo acceso d'altissimo e nobile amore, l'autore afferma che, finché esso durò, gran conforto all'afflizione gli furono i piacevoli ragionamenti d'alcuno amico e le sue laudevoli consolazioni: in seguito, per lo stesso motivo, egli ha scritto le proprie novelle per le donne, in soccorso e rifugio di quelle che amano e tengono l'amorose fiamme nascose. Leggendole, esse diletto delle sollazzevoli cose in quelle mostrate ed utile consiglio potranno pigliare The book is structured as a frame story containing 100 tales told by a group of seven young women and three young men sheltering in a secluded villa just outside Florence to escape the Black Death, which was afflicting the city. By invoking the name Prencipe Galeotto in the alternative title to Decameron, Boccaccio alludes to a sentiment he expresses in the text: his compassion for women deprived of free speech and social liberty, confined to their homes and, at times, lovesick.
  8. 8. La poetica Boccaccio’s Poetics • Il Decameron contiene numerose riflessioni sull'arte del narrare: • nel Proemio la definizione degli obiettivi della narrazione (consolazione, diletto e utilità) l'individuazione da parte dell'autore del destinatario ideale dell'opera (le donne) la riflessione sullo stile (la pluralità di codici stilistici) • nell'introduzione alla quarta giornata • nella Conclusione dell'autore. – molteplicità di temi e di argomenti mediante la metafora del campo ben coltivato, che può contenere erbacce oppure le «erbe migliori»: «Conviene nella moltitudine delle cose diverse qualità di cose trovarsi. Niun campo fu mai sì ben coltivato, che in esso o ortica o triboli o alcun pruno non si trovasse mescolato tra l'erbe migliori». Short stories for womens to: • give comfort • soothe their loneliness • It is the content of these parts: • Preface • Preface to the stories of the fourth day • conclusion
  9. 9. Nell'introduzione alla quarta giornata Boccaccio si difende dalle accuse di essere troppo indulgente con le donne. Mediante la NOVELLA DELLE PAPERE http://www.brown.edu/Departments/Italian_S tudies/dweb/texts/DecShowText.php?myID=d 04intro&expand=empty&lang=eng • la propria inclinazione, letteraria e umana, è radicata nell'animo di ogni uomo a partire dall'infanzia • come lo scrittore esemplifica con la novella delle papere è un istinto insopprimibile: «Le quali forze [per contrastare l'amore verso le donne] io confesso che io non l'ho né d'averle disidero in questo». • Per Boccaccio le donne prima di tutto amano («alle quali del tempo avanza quanto negli amorosi piaceri non ispendete”), leggono per diletto e per consolazione, sognano, fantasticano e inventano. Boccaccio focused on the naturalness of sex by combining and interlacing sexual experiences with nature.
  10. 10. • Le donne, prototipo del lettore-consumatore di novelle, il nuovo genere letterario • Da oggetto della rappresentazione esse passano a soggetto della fruizione • La loro condizione di vita è determinata da ragioni sociali e non da una naturale inferiorità – letteratura intesa al piacevole intrattenimento di un pubblico non composto di letterati di professione -anche se raffinato ed elegante – rimediare al «peccato della Fortuna»: » le donne, egli sostiene, possiedono in misura molto minore degli uomini la facoltà di trovare distrazione dalle pene d’amore Il pubblico di Boccaccio Decameron, Proe mio
  11. 11. introduzione il narratore si sofferma su un'ampia descrizione delle drammatiche conseguenze prodotte, a Firenze, dall'epidemia di peste del 1348. Per sfuggire al contagio e al senso di morte e disfacimento che regnano a Firenze, tre giovani uomini e sette giovani donne di famiglia aristocratica si allontanano dalla città e si rifugiano in una villa di campagna, decidendo di raccontarsi dieci novelle al giorno per dieci giorni, esclusi il venerdì e il sabato dedicati al riposo e alla preghiera. In Italy during the time of the Black Death, a group of seven young women and three young men flee from plague-ridden Florence to a deserted villa in the countryside of Fiesole for two weeks. To pass the evenings, every member of the party tells a story each night, except for one day per week for chores, and the holy days in which they do no work at all, resulting in ten nights of storytelling over the course of two weeks. Thus, by the end of the fortnight they have told 100 stories.
  12. 12. struttura • Tranne la prima e la nona, tutte le altre giornate, su decisione di un re o una regina eletti a turno, hanno un tema fisso, cui i narratori delle novelle devono attenersi (il solo Dioneo è solitamente libero di discostarsene). • Ogni giornata si conclude, per riaffermare l'affiatamento del gruppo, con danze e con una canzone. Each of the ten characters is charged as King or Queen of the company for one of the ten days in turn. This charge extends to choosing the theme of the stories for that day, and all but two days have topics assigned. Only Dioneo, who usually tells the tenth tale each day, has the right to tell a tale on any topic he wishes, due to his wit
  13. 13. LA DESCRIZIONE DELLA PESTE • la «mortifera pestilenza” colpì Firenze nell'aprile del 1348. The onset of the Black Death was described by Giovanni Boccaccio Giovanni Boccaccio lived through the plague as – testimone oculare it ravaged the city of Florence in 1348. • ha visto morire familiari (la matrigna e il padre) e In his introduction to the fictional portion of amici, ha vissuto l'improvvisa scomparsa his book, Boccaccio gives a graphic description di un'intera generazione of the effects of the epidemic on his city e la perdita del senso civico e morale, il declino un manoscritto, Harley 5383, conservato di Firenze. presso la British Library di Londra, contenente – reminiscenze letterarie una copia quasi completa dell'Historia • (Historia Langobardorum Langobardorum, scritta e glossata di Paolo Diacono) direttamente da Boccaccio. - See more at: http://www.noodls.com/view/BD6D163EE17F 2F9154F9E01808A3DE84AA56DCDC?6538xxx1 366115408#sthash.vtpCxQ4z.dpuf
  14. 14. La peste nella rappresentazione letteraria • Confronti con – Tucidide – Lucrezio – Defoe – Manzoni – Camus The epidemic is a recurring theme with a long tradition in literary history
  15. 15. Conclusioni dell’autore • Boccaccio si rivolge alle nobilissime giovani per giustificare la presenza di novelle licenziose: anche le novelle e nuocere e giovar possono, sì come tutte l'altre cose, avendo riguardo all'ascoltatore • Niuna corrotta mente intese mai sanamente parola: anche le migliori parole possono suscitare malvagie intenzioni • Ha scritto il libro per cacciar la malinconia delle femine e di aver voluto essere sì lieve (cioè leggero, nel senso di lontano da argomenti moralistici) da stare a galla nell'acqua. The Author's Epilogue http://www.brown.edu/ Departments/Italian_St udies/dweb/texts/DecS howText.php?myID=epil ogue&lang=eng
  16. 16. La brigata Tale from the Decameron (1916) by John William Waterhouse.
  17. 17. La strutturazione delle giornate Each story teller’s charge extends to choosing the theme of the stories for that day, and all but two days have topics assigned: examples of the power of fortune; examples of the power of human will; love tales that end tragically; love tales that end happily; clever replies that save the speaker; tricks that women play on men; tricks that people play on each other in general; examples of virtue. • Only Dioneo, who usually tells the tenth tale each day, has the right to tell a tale on any topic he wishes, due to his wit.[5][6] Many authors have argued that Dioneo expresses the views of Boccaccio himself.[7] Each day also includes a short introduction and conclusion to continue the frame of the tales by describing other daily activities besides story-telling. These frame tale interludes frequently include transcriptions of Italian folk songs
  18. 18. il disegno sottinteso all'opera • Vittore Branca vede nell'opera di Boccaccio un itinerario in ascesa paragonabile a quello della Commedia dantesca, che conduce dal vizioso ser Cepparello della prima novella della prima giornata alla virtuosa Griselda dell'ultima novella della decima. • Anche secondo F. Cardini vi è un itinerario, ma da leggere in chiave storica e sociale: la prima parte dell'opera denuncia il mondo dei mercanti e dello strapotere del denaro, l'ultima loda il passato mondo feudale-rurale, considerato come un paradiso da contrapporre alla vita infernale della città mercantile. • Oggi si ritiene che non vi sia alcun disegno sotteso
  19. 19. I personaggi e l’ambientazione delle novelle • IL peso preponderante è riservato a personaggi appartenenti al mondo contemporaneo. • I protagonisti contemporanei in parte sono realmente esistiti, in parte sono di invenzione dell'autore. • Tutte le categorie sociali e le condizioni di vita sono rappresentate. • Fra le professioni, predominano largamente quelle appartenenti al mondo dei mercanti The basic plots of the stories including mocking the lust and greed of the clergy; tensions in Italian society between the new wealthy commercial class and noble families; the perils and adventures of traveling merchants. Throughout Decameron the mercantile ethic prevails and predominates. The commercial and urban values of quick wit, sophistication, and intelligence are treasured, while the vices of stupidity and dullness are cured, or punished. While these traits and values may seem obvious to the modern reader, they were an emerging feature in Europe with the rise of urban centers and a monetized economic system beyond the traditional rural feudal and monastery systems which placed greater value on piety and loyalty.
  20. 20. – rare sono le novelle collocate nel mondo classico ; – racconti che hanno per protagonisti figure bibliche (come il saggio re Salomone:). – personaggi del mondo arabo – Qualche critico ha definito il Decameron un'epopea dei mercanti :l'intelligenza, l'intraprende nza e l'astuzia, doti di molti protagonisti sono messe in luce con ammirazione many of the characters actually existed, such as Giotto di Bondone, Guido Cavalcanti, Saladin and King William II of Sicily. Scholars have even been able to verify the existence of less famous characters, such as the tricksters Bruno and Buffalmacco and their victim Calandrino. Still other fictional characters are based on real people, Boccaccio often intentionally muddled historical (II, 3) and geographical (V, 2) facts for his narrative purposes. Within the tales of the Decameron, the principal characters are usually developed through their dialogue and actions, so that by the end of the story they seem real and their actions logical given their context.
  21. 21. F. X. Winterhalter, Il Decameron (1837) Amore e sesso intelligenza .. industria fortuna I temi del Decameron
  22. 22. L'amore l'amore è considerato un movente fondamentale delle azioni degli esseri umani – nella novella quinta della quarta giornata, Lisabetta da Messina è talmente innamorata del suo Vai a Prometeo per la Lorenzo che, quando i videolezione fratelli, che l'hanno ucciso, le sottraggono la testa che ella ha nascosto in un vaso di basilico, la giovane si lascia morire di crepacuore;
  23. 23. L’amore in Boccaccio Boccaccio desublima l’amore, desacralizza la donna Tu non sai dond’elle s’imbeccano Uso di espressioni traslate, spesso comiche, Allusività ricavata dal quotidiano oh! if you love me, do but let us take one of these goslings up there, and I will see that she have whereon to bill. ” “ Nay, ” said the father, “ that will not I. Thou knowest not whereon they bill; ” and straightway, being ware that nature was more potent than his art, he repented him that he had brought the boy to Florence.
  24. 24. Ambientazione inconsueta: personaggi del sottoproletariato urbano vivono una storia d’amore tragica Novella di Simona e Pasquino • L’amore: – Volentieri le case de’ nobili uomini abita – Non rifiuta lo ‘mperio di quelle de’ poveri Simona loves Pasquino; they are together in a garden; Pasquino rubs a leaf of sage against his teeth, and dies; Simona is arrested, and, with intent to shew the judge how Pasquino died, rubs one of the leaves of the same plant against her teeth, and likewise dies
  25. 25. • Per soddisfare l'amore, nel Decameron entra in gioco anche l'intelligenza – nella novella seconda della terza giornata in cui un palafreniere giace con la moglie d'Agilulf re, di che Agilulf tacitamente s'accorge; truovalo e tondalo [gli rasa i capelli]; il tonduto tutti gli altri tonde, e così campa [si salva] della mala ventura.
  26. 26. Non sempre il lieto fine la storia d'amore può avere • lieto fine, come nella quarta della quinta giornata (Ricciardo Manardi è trovato da messer Lizio di Valbona con la figliuola, la quale egli sposa, e col padre di lei rimane in buona pace) Caterina e l’usignolo V, 4 Catherine and the nightingale HAPPY END http://www.youtube.com/watch?v =MZqdQ4vFFig HERE TEXT • conclusione catastrofica, come nella prima della quarta giornata (Tancredi, prenze di Salerno, uccide l'amante della figliuola e mandale il cuore in una coppa d'oro; la quale, messa sopr'esso acqua avvelenata, quella si bee, e così muore) http://www.brown.edu/Depart ments/Italian_Studies/dweb/te xts/DecShowText.php?myID=no v0504&lang=eng
  27. 27. L'intelligenza IN BOCCACCIO E DANTE • IN BOCCACCIO: L'intelligenza, anche se usata per fini immorali, viene sempre ammirata e considerata un valore in sé, che rappresenta la più alta manifestazione delle caratteristiche umane. allor mi dolsi, e ora mi ridoglio • IN Dante nel Canto XXVI quando drizzo la mente a ciò ch'io vidi, dell'Inferno, dedicato ad e più lo 'ngegno affreno ch'i' non soglio, Ulisse, è grave colpa usare l'intelligenza senza che essa perché non corra che virtù nol guidi; sia orientata verso il bene dalla virtù.
  28. 28. l'intelligenza… l’industria • Intelligenza=grandezza artistica e intellettuale – (così, esemplarmente, nelle novelle quinta e nona della sesta giornata, che hanno per protagonisti, rispettivamente, Giotto e Cavalcanti); • Intelligenza= INDUSTRIA: capacità di far fronte all'imprevisto o di cavarsela in situazioni difficili spesso determinate dalla sorte, SPESSO usando come strumento privilegiato la parola: Chichibio VI, 4 Vai Prometeo per la lezione di Piero Cataldi • • Intelligenza= astuzia, che consente di realizzare i propri scopi (particolarmente in campo amoroso), più o meno leciti, o di divertirsi a beffare gli ingenui e gli sciocchi
  29. 29. “è egli meglio fare e pentere, che starsi e pentersi» – lo spirito avventuroso è la caratteristica predominante della mentalità borghese e mercantile. – i mercanti viaggiano, entrando in contatto con nuove situazioni e nuovi orizzonti culturali – mettono alla prova la propria tenacia, la capacità di "saper vivere", il coraggio Vai a • Landolfo Rufolo – viaggi (II, 4) Prometeo Palumbo • le peripezie di Andreuccio da Perugia II. 5 • Questo spirito è sintetizzato bene in un motto (Ill, 5)
  30. 30. i motti e le beffe • Molte le novelle in cui l'intelligenza si manifesta in forma di risposta che permette ai personaggi di mostrare la propria dignità o di cavarsela dai guai: – la seconda e la quarta della sesta giornata, in cui due umili figure, il fornaio Cisti e il cuoco Chichibio, con pronti e arguti motti risolvono le diverse situazioni di fronte alle quali si vengono a trovare. • Frequentemente fra i beffatori e i beffati si trovano ancora uomini di religione • VI, 3 Don Felice insegna a frate Puccio come egli diverrà beato faccendo una sua penitenza; la quale frate Puccio fa, e don Felice in questo mezzo con la moglie del frate si dà buon tempo
  31. 31. Le novelle di beffa • Spesso la beffa è erotica:vedi – Lidia moglie di Nicostrato VII, 9 – Masetto III, 1 – Un geloso in forma di prete VII, 5 – Peronella VII, 2
  32. 32. novella di frate Cipolla (novella decima della sesta giornata) – Egli, per impinguare la cassa delle elemosine, promette di mostrare ai certaldesi una penna dell'arcangelo Gabriele (in realtà, di un pappagallo). – Due burloni però gliela rubano dalla scatola in cui il frate la custodiva e la sostituiscono con carboni. – Trovandosi nei guai di fronte ai contadini, il frate, con grande intelligenza e con esilarante abilità oratoria, li raggira raccontando loro che i carboni sono preziose reliquie, perché su di essi fu bruciato vivo san Lorenzo, ottenendo così ugualmente, grazie alla sua prontezza di spirito, cospicue elemosine.
  33. 33. Novella di ser Cepparello. http://www.youtube.com/watch?v=u6MtsfAIfL Y • Egli, inviato in Francia da un mercante per riscuotere crediti, si ammala gravemente e, prima di morire, gioca un'ultima beffa al pio e ingenuo frate che giunge a confessarlo, raggirandolo talmente bene con le proprie parole da riuscire addirittura a farsi considerare un santo, San Cepparello, le cui miracolose reliquie saranno poi contese dal popolo credulone. • All'inizio e al termine della narrazione, singolarmente, Boccaccio attribuisce qui a Pampinea un articolato commento di carattere religioso, che accenna alla benignità di Dio la quale guarda non al nostro errore ma alla purità delle fé. • L'autore sottolinea inoltre il fatto che, se gli uomini venerano persone indegne, l'errore va imputato agli uomini stessi e non certo a Dio.
  34. 34. Libro IX, 2 Elissa La Badessa e le brache Viveva in un convento una monaca di nome Isabetta che frequentava da tempo un uomo. Le altre monache quando lo scoprono, invidiose di questa segreta relazione, una notte, mentre la consorella è a letto con l’uomo, corrono alla celletta della Badessa di nome Usimbalda per riferirle quello che sanno. Ma anche la Badessa, quella notte, era a letto con un uomo, un prete, e così, presa dalla fretta, esce dalla sua stanza con le brache dal prete in testa al posto del velo. La Badessa porta la monaca nel capitolo per fustigarla ma tutti si accorgono di cosa ha in testa la Badessa. Quest’ultima decide di lasciar correre e non punire le monaca. Così,presto, hanno tutte il proprio amante.
  35. 35. Giorno III, 10 Dioneo Alibech diviene romita • Alibech figlia di un signore, vive a Capsa in Barberia, incuriosita dalla religione cristiana chiede come si possa servire Dio e gli rispondono che molti lo fanno vivendo come eremiti in solitudine . Così il mattino seguente parte e arriva ad un tugurio dove viveva un sant’ uomo. Questo vedendo la giovane e bella fanciulla teme di essere tentato dal diavolo e così la manda da un altro uomo che a sua volta la manda da Rustico- un giovane eremita. • Questi ben presto ne è tentato e così le fa credere che per servire Dio bisogna rimettere il diavolo nell’inferno. Le spiega, spogliandosi, che il diavolo è il suo pene mentre l’inferno è in lei. Così dopo il “dolore iniziale” Alibech ècontenta di “servire Dio” . Anzi lei stessa chiede continuamente a Rustico di servire Dio, riducendolo sempre più debole e magro • Un incendio però uccide la sua famiglia e lei rimane unica erede del patrimonio. Viene così chiesta in sposa da Neerbale. • Tornata a Capsa le donne le chiedono che cosa avesse fatto per tutto quel tempo, lei spiega e quelle la prendono in giro per la sua ingenuità . Ora, da sposa, potrà servire Dio quanto vorrà
  36. 36. Il concetto di fortuna • evidente differenza fra Dante e Boccaccio. – Dante sostiene, nella Commedia come in altre opere, che la fortuna è un'intelligenza angelica, strumento del disegno della provvidenza di Dio. • Per Boccaccio la sorte è invece una potenza che opera casualmente o attraverso le leggi della natura e gli istinti che dominano l'uomo. • di fronte alla fortuna, però, l'uomo non è impotente, perché può battersi con la propria intelligenza e intraprendenza.. • Novella quarta della seconda giornata Landolfo Rufolo, impoverito, divien corsale [corsaro], e da' genovesi preso, rompe in mare [fa naufragio] e sopra una cassetta di gioie carissime piena scampa, ed in Gurfo ricevuto da una femina, ricco si torna a casa sua.
  37. 37. Il realismo del Decameron • Le storie raccontate sono a volte vere (o, comunque, ricavate da aneddoti), o sempre verosimili e collocate in un'ambientazione spaziale e temporale ricostruita con grande cura. • Le uniche novelle che contengono elementi per noi inverosimili (ma tali non erano per i contemporanei dell'autore) riguardano sogni premonitori che si avverano. • Per il resto, il criterio di verosimiglianza è generalmente rispettato.

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