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La comunicazione

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La comunicazione: studiarla per renderla efficace. …

La comunicazione: studiarla per renderla efficace.
Gli elementi che costituiscono la comunicazione e i 5 assiomi illustrati da Paul Watzlawick

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  • 1. Dott.ssa Ada MoscarellaPsicologa, Mediatrice Familiare, Tesoriere dell’Associazione Psicologi CampaniWeb: www.ampsico.it Email: ada.moscarella@libero.it tel: 334 90 57 714www.psicologicampani.ithttp://senzacamice.wordpress.com http://mifacciobene.wordpress.com
  • 2. Comunicazione => dal latino…--- cum = con--- munire = legare, costruire… mettere in comune…INFORMAZIONEDott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 3.  Emittente Ricevente Canale: mezzo o veicolo attraverso cuil’informazione è trasferita; Contenuto: l’informazione; Codice: la forma linguistica in cui ètrasmessa l’informazione; Contesto: l’ambiente “significativo”entro cui si svolge la relazione.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 4. Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiare -www.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714EMITTENTEMESSAGGIOIl fattoRelazioneRivelazione di séCosa voglio trasmettere con questainformazione?RICEVENTE
  • 5. CVParaverbaleCNVDott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 6.  Arrossamenti, soprattutto del viso; Sudore sul labbro superiore; Deglutizione forzata; “Raschietto”; Grattarsi, soprattutto sul naso o intorno alla bocca; Battere il tempo col il piede o con le dita sul tavolo; Giocherellare con gli oggetti.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 7.  Spostare il busto all’indietro; Indietreggiare col capo; Spazzolamenti; Chiudersi la giacca; Incrociare le gambe e/o le braccia; Nascondere le mani dietro la schiena.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 8.  Umettarsi o mordicchiarsi le labbra; Accarezzarsi i capelli o le orecchie; Accarezzarsi il collo, le guance o ilmento; Portare il busto in avanti; Tirarsi su le maniche della camicia.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 9. Paul Watzlawick ha studiato a fondola comunicazione umana, soprattuttoper quanto riguarda i suoi aspettipragmatici, ossia gli effetti che lacomunicazione ha sulcomportamento e sulle persone.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 10. La comunicazione è un comportamento, e il comportamento non ha un suo opposto, ossia: non possiamo non comportarci.Ciò non toglie, però, che ostinatamente l’essere umano tenti di sottrarsi dalla comunicazione.Siete seduti in aereo, cinture allacciate, fase di decollo. Accanto a voi siede un giovane dalle mani sudate che parlavelocemente ad alta voce nel tentativo di contenere la sua ansia. Siete lì, legati alla sedia, non potete andarvene. Eper il I assioma non potete non comunicare. Quali sono allora i possibili scenari? Il Rifiuto: con assertività che talvolta può rasentare un certo disprezzo per le buone maniere, fate capire al passeggeroche vi siede accanto che non avete proprio voglia di conversare. Ma non crediate di averla fatta del tutto franca, perrifiutare, dovrete comunque comunicare il vostro rifiuto… L’Accettazione: semplicemente vi arrendete. E iniziate a parlare con il giovane agitato. La Squalifica: è l’arte gentile del “non dire nulla dicendo qualcosa”. Voi, che non volete avere davvero a che fare conil giovane dalle mani sudate, vi abbandonate a una sorta di comunicazione non sense, inconcludente, cambiandoargomento, fraintendendo, contraddicendovi. Il Sintomo: dite, ad esempio, di avere mal di testa. Ossia utilizzate il sintomo per nascondere la vostra volontà di nonvolervi impegnare nella conversazione e comunicate all’altro che per voi non è possibile conversare non per vostravolontà, ma per colpa del mal di testa.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 11.  Un marito si rivolge alla moglie dicendole: - Questa minestra è orrenda! –Quale sarà l’elemento che determinerà la reazione? => E’ la relazione.In ogni comunicazione infatti, abbiamo una componente di informazione (l’aspetto di notizia, ossia: la minestra è orrenda! ) e unacomponente di comando, che si riferisce alla relazione. Quest’ultimo aspetto rientra negli “automatismi” di cui si parlavaall’inizio, e spesso vive sullo sfondo della comunicazione tra le persone. L’aspetto di relazione ci dice, in pratica, come trattarel’informazione, esso rappresenta quindi un’informazione SULL’informazione, ed è quindi metacomunicazione.Ogni volta che ci troviamo all’interno di un’interazione definiamo la relazione e anche l’altro, è come se dicessimo: - Tu per me seicosì – .Come può reagire l’altro di fronte a questa definizione? Confermando: ossia il rispondente conferma all’emittente che la versione che ha dato di sé è valida e ci si riconosce. Questoaiuta, naturalmente, a consolidare l’immagine che ciascuno ha di sé.Emittente: - Tu per me sei così –Rispondente: - Sono d’accordo con te, io sono così – Rifiutando: il rispondente rifiuta la definizione proposta dall’emittente. Rifiutare una definizione implica che io ho riconosciutola comunicazione e chi la emessa, semplicemente sono in disaccordo.Emittente: - Tu per me sei così –Rispondente: - Non sono d’accordo con quello che tu dici, io non sono così - Disconfermando: in questo caso il problema non è più confermare o rifiutare ciò che viene detto, ma negare che una definizione,giusta o sbagliata che sia mai stata prodotta dall’emittente. Quello che viene cancellato è l’emittente stesso, indipendentementedalla definizione che questi ci ha dato.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 12. Uno sperimentatore dice: - Ci sono riuscito! Ho insegnato al topolino a premere la leva per ottenere il cibo! -Generalmente, però, non ci chiediamo come veda la faccenda il topolino...E’ moltoprobabile che la pensi così:- Ci sono riuscito! Ho insegnato allo sperimentatore a darmi del cibo ogni volta che premola leva! -Se il topolino potesse parlare con lo sperimentatore, i due si troverebbero in conflittorispetto alla punteggiatura della loro interazione, in quanto ciascuno interpreta loscambio in modo tale da vedere il proprio comportamento come causato dalcomportamento dell’altro e come causa della reazione dell’altro e viceversa. I conflitti sulla punteggiatura sono alla base delle “profezie che si auto-avverano”, inquanto il soggetto crede di subire dagli altri comportamenti che invece è egli stesso aprovocare. Per questa ragione, i conflitti sulla punteggiatura non sono risolvibili sul livello delcontenuto, ma solo sul livello della metacomunicazione.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 13.  Il linguaggio numerico è il linguaggio verbale. Il linguaggio analogico riguarda invece la comunicazionenon verbale, come la postura, il tono della voce, leespressioni del viso, ecc… Con il primo ci si scambia informazioni circa gli oggetti ele conoscenze. Con il secondo ci si scambia informazionicirca la relazione. Da questo deriva una importante conseguenza: se ilproblema è la relazione, il linguaggio numerico non haalcuna forza per risolvere il conflitto.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 14.  Nella interazione simmetrica A tende a rispecchiare il comportamento di B. Nella interazione complementare A assume una posizione one-up, superiore, mentre B neassume una inferiore, detta one-down. Queste configurazioni non vanno connotate positivamente o negativamente, o come posizioni diforza o debolezza, in quanto, ad esempio, l’assunzione dell’una o l’altra posizione può esseredeterminata da mere variabili culturali (ad esempio: insegnante/alunno, medico/paziente). Inuna relazione sana i due tipi di configurazione sono presenti entrambe, alternativamente. Ma cosa accade quando un tipo di interazione diventa prevalente? Nell’interazione simmetrica è sempre insito il rischio della competitività, per cui i duecomunicanti non arretrano mai di fronte all’altro, ma cercano di aver a tutti i costi “l’ultimaparola” sul contenuto, mentre sul piano della relazione quello che accade è che ciascunorifiuta fermamente la definizione che gli arriva dall’altro. Quando l’interazione complementare diventa rigida, ossia non c’è possibilità di alternarsi nelledue posizioni up e down, viene a mancare il riconoscimento dell’altro come emittente, ossiasolo uno dei due avrà il diritto di parlare dell’altro, mentre i commenti di quest’ultimo,semmai ne facesse, non verrebbero presi in considerazione.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiarewww.ampsico.it - ada.moscarella@libero.it - 334 9057714
  • 15.  «Istruzioni per rendersi infelici», di PaulWatzlawick, ed. Ferltrinelli. «La comunicazione e i suoi assiomi», di AdaMoscarella, disponibile su www.ampsico.it –Sezione Download.Dott.ssa Ada Moscarella - Psicologa, Mediatrice Familiare www.ampsico.it- ada.moscarella@libero.it - 334 9057714