Osservazioni murgiaviva
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Osservazioni murgiaviva Osservazioni murgiaviva Document Transcript

  • UN PARCO EOLICO PER CASSANO? OSSERVAZIONI al PROGETTO DEFINITVO per un IMPIANTO EOLICO S09.ENL.005 Enel Green Power S.p.A ad opera dello studio SINTECNICA s.r.l. in agro di CASSANO DELLE MURGE (BA) C O M I TATO C I T TA D I N O MURGIAVIVA CASSANO DELLE MURGE
  • UN PARCO EOLICO PER CASSANO?PREMESSACon questa relazione il comitato “Murgia Viva” di Cassano delle Murge esprime dare il propriocontributo alle motivazioni del NO di una popolazione (non solo di Cassano ma di tutto ilcircondario della provincia di Bari) che non vede in un mega impianto eolico come quellopresentato dalla Enel Green Power S.p.A con progetto definitivo ad opera dello studio SINTECNICA s.r.l. diRosignano Solvay- le proposte di un serio progresso sostenibile in questo contesto murgiano epremurgiano. In questa sede non mettiamo assolutamente in dubbio la validità e la proposta di fontienergetiche rinnovabili ma proponiamo un ripensamento, oculato, ad investimenti così importanti inun momento storico di crisi economica. Lo stesso titolo del progetto posto come un parco eolico pone dei dubbi e dei pregiudizisull’essenza stessa del progetto. Di fatti, si tratta di un vero proprio impianto industriale ai fini diproduzione di energia elettrica e non come concetto di parco che farebbe pensare quale: Zonaprotetta, Terreno generalmente recintato adiacente a dimora signorile, Recinto in senso lato,Territorio che ospita insediamenti scientifici, Foresta o territorio di particolare interessenaturalistico. In un contesto come quello di Cassano, dalle tipiche prerogative agricole e turistiche che ha giàpesanti ricadute antropiche, pensiamo sia opportuno e indispensabile pensare ad un vero e proprioprogetto d’area che veda nel progresso sostenibile il suo futuro. Un progresso che non si butti,anima e corpo, in un tipo di monocultura industriale che cresce a scapito di altre economie radicatein anni e secoli si storia e cultura. Gli esempi proprio qui, nel cosiddetto sud, sono innumerevoli e cipongono oggi i dubbi se sono effettivo progresso o benessere.Proponiamo invece un progetto d’area che veda nel suo insieme i bisogni di diverse cittadine chegià in passato hanno lottato per la salvaguardia del loro territorio con l’istituzione del Parcodell’Alta Murgia. Ad oggi è impensabile che possano essere installati pesanti impianti praticamentea ridosso di tale area. Impianti che possono pregiudicare, in modo irreversibile il futuro di questoambiente e annullare il contesto e l’essenza della Murgia. Devastare un territorio è facile ancheperché la fragilità di questi ambienti è già dimostrata. Proporre questi impianti, ora in questa inquell’altra cittadina, non dimostra una visione d’insieme del problema energetico bensì unassecondare interessi di grossi imprenditori a scapito delle piccole economie locali che non sipossono dividere con semplici limiti amministrativi. Nel progetto eolico proposto, a nostro umile parere, non sono evidenti: la conoscenza di questoterritorio e non sono espresse osservazioni su un regionalismo costruttivo. Non vengono altresì datele motivazioni sui consumi e sulla disponibilità energetica per definire l’installazione proprio inquesto luogo. Non vengono espresse attenzioni progettuali, sugli insediamenti e gli stili di vita inequilibrio con la natura di questo territorio. Sono invece dichiarati, asetticamente, i limiti previsti didistanze e valori entro cui è possibile realizzare quanto proposto. Come se la tutela di specieprotette (come le zone lì presenti ZPS, SIC, ambiti territoriali estesi, IBA Important Birds Area eParco Alta Murgia come da direttiva 92/43/CEE, direttiva 79/409/CEE e DGR n1022 del21/7/2005) possa essere difeso con un semplice limite posto dall’uomo su una cartografia tematica.Dichiarando in sintesi che solo pochi metri più in là tutto è possibile!La nostra proposta di progresso sostenibile è quella che ha già visto nella tutela del territorio e delpaesaggio come da decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 ed in particolare lart. 146,comma 3 quali beni da salvaguardare e tutelare con verifica di compatibilità paesaggistica degliinterventi proposti. Il progresso sostenibile che proponiamo in base a normative europee, vediRatifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre2000, e nazionali sono il connubio di tre tipi di sviluppo: ambientale, sociale ed economico. 2
  • La prevaricazione di un solo aspetto a scapito dell’altro creano di fatto i problemi di falso o scarsosviluppo in una collettività non in equilibrio con il proprio ambiente.Questo tipo di sviluppo prevede la conoscenza del territorio in tutti i suoi aspetti: geografico,chimico, fisico, biologico, sociale, storico, culturale, urbanistico, architettonico….. Sono sotto gli occhi di ognuno gli errori storico-culturali sui concetti di progresso che prevedeprocessi lineari o di semplice crescita economica che vedono in un solo parametro il PIL, peraltromolto riduttivo, il tasso di crescita o di sviluppo di un paese. In natura esistono solo processi ciclicie solo con essi l’uomo, e le sue attività, deve interagire. In questi processi importanti sono iparametri di qualità della vita e di etica. Un progetto d’area, in un sud che affannosamente cerca l’identità, fondamentale deve trasparirel’etica del rispetto del NOSTRO CONTESTO SOCIALE, del NOSTRO TERRITORIO, delleCOLLETTIVITA’ VICINE. Al contempo deve tener conto della QUALITA’ della VITA. Unparametro che deve rispondere a semplici ma precise domande: • Viviamo bene? • Stiamo vivendo al meglio delle nostre possibilità? • Il territorio è uno dei miei problemi? • Il mio vivere comporta problemi per altri esseri viventi? • Il mio vivere comporta problemi per i posteri?Per fare tutto questo è indispensabile studiare ed interpretare le evidenze economiche ma ancheecologiche del luogo come: biologia, geologia, zoologia, agricoltura, silvicoltura, ecc. Prima di unprogetto impattante come quello proposto dalla Geen Power ci saremmo aspettati una analisi attentaverso la scelta del tipo di intervento e in particolare sulle interrelazioni tra questi aerogeneratori el’ambiente e gli organismi. Al contrario sembra l’ennesimo esempio di progetto a scapitodell’ambiente e dei suoi abitanti. Ambiente che deve sopportare un uso forsennato da parte dimetodi industriali che non tengono conto degli equilibri delicati presenti in natura.Un progetto, quello proposto all’amministrazione comunale di Cassano, che non pone contropartitepositive né a breve ne a lungo termine e che nei meandri della burocrazia viene imposto con limititemporali ristretti. 3 View slide
  • Una progettualità che non prevede i COSTI. Quanto costerà al territorio e alle economie dell’areala trasformazione irreversibile che si propone ENEL GREEN POWER?Quanto costerà in termini ambientali la presenza di 33 aerogeneratori da 2 Milioni di Watt ciascunoin pochi chilometri quadri?Quanto costerà in termini di salute per la popolazione il rumore e le vibrazioni di queste strutture?Quanto costerà in termini di mercato l’installazione di queste torri da oltre 146m di altezza visto chenon sarà più possibile una qualsiasi forma di agriturismo?Stessa cosa per l’agricoltura in termini di strade (nuove e vecchie) portate a larghezze tali dadiminuire la superficie coltivata. Ed ancora, realizzare piazzole da oltre 1500 mq per l’installazionedi ogni torre con elettrodotti annessi. E ancora, tagliare curve per il trasporto eccezionale delle paleda 46 m, distruggere muri a secco e i manufatti secolari in pietra locale, sarà un intervento da pococonto?Il rumore e il movimento continuo dei generatori, disturberà gli abitanti e gli operatori agricoli, glianimali e in particolare gli impollinatori. Le api sono responsabili del 50 % dell’impollinazione e laloro diminuzione è vista in termini scientifici come una maledizione; questo è acclarato in moltistudi. Saranno possibili ancora i raccolti e le coltivazioni DOP e DOC del vino primitivo edell’extravergine d’oliva fiore all’occhiello della nostra agricoltura nonché fonte di reddito edeconomia per l’indotto?L’installazione di queste strutture creeranno problemi al deflusso delle acque superficiali in un’areaidentificata con zone a RISCHIO IDROGEOLOGIO MEDIO ALTO E ALTO?Gli scavi delle opere fondali come interferiranno con il substrato roccioso e con il deflusso delleacque di falda?Quanto, e a carico di chi, costerà lo smaltimento delle torri e relative pale?Quanto costerà lo smaltimento e dove sarà posto il materiale di risulta degli scavi?Quali ricadute economiche a breve e a lungo termine avrà Cassano delle Murge?Quali pregi potranno arrivare alla popolazione dell’area per una così pesante servitù?Un impianto così potente ed impattante serve a Cassano?A chi interessa cedere il proprio territorio per nulla? 4 View slide
  • OSSERVAZIONI TECNICHELa collocazione dell’impianto eolico è prevista in ambiente carsico a spiccata vocazione agricola aduliveti, vitigni e mandorleti. L’area di intervento (50 Kmq) è posta nella parte settentrionale delterritorio (fig.1). Sono previsti 33 torri eoliche dall’altezza complessiva di 146 m di altezza (fig. 2).Pari a 66 MW totali. L’aerogeneratore di progetto è il REPOWER Sistem MM 92 da 2 MW dipotenza nominale (fig.3 e 4). Dai dati economico-energetici presi dal progetto della ENEL GREENPOWER si prevede una produzione annuale dell’impianto di 155 GWh in circa 2349 ore difunzionamento. Al contempo, sempre da dati ENEL, Cassano consuma circa 8,5 GWh annui. Sideduce che l’impianto produrrà 18,3 volte i consumi elettrici di Cassano. Con introiti per ilproduttore compresi tra circa 21,7 e 35,6 milioni di Euro/anno. E questo malgrado il fatto che,dall’analisi sulla produttività della centrale, il sito non è stato posizionato nell’area a maggioredensità produttiva vedi Fig. 1 bis. Posizionando i generatori più a Nord si avrebbe avuto anche ilvantaggio di allontanarli dal centro abitato. Come mai?Fig. 1 Area di intervento prevista nel progetto Enel Green Power. 5
  • Fig. 1 bis. Posizionamento degli aerogeneratori e produttività eolica prevista nel progetto Enel Green Power.Fig. 2 Posizionamento previsto nel progetto Enel Green Power dei 33 aerogeneratori. Topografia in scala 1:25000 IGM. 6
  • Fig. 3 Posizionamento previsto nel progetto Enel Green Power dei 33 aerogeneratori. Ortofoto in scala 1:25000 circa. 7
  • Fig. 4 Dati di targa aerogeneratore REPOWER Sistem MM 92.Dall’analisi dei dati di targa del generatore emergono serie perplessità riguardo le sue dimensioni.146 m di altezza e 92 m di diametro di elica. La struttura presenta un’area spazzata di 6720 mq.Dimensioni che fanno impallidire il campanile della cittadina di Cassano con soli 33,34 m. 8
  • Fig. 5 Schema dell’aerogeneratore con le dimensioni fisiche. Dati forniti in progetto. 9
  • OSSERVAZIONI SUGLI IMPATTI ACUSTICI E VIBRAZIONALI Dai dati del generatore eolico emerge una velocità di rotazione compresa tra 7,8 e 15 giri/min convelocità periferiche delle pale di circa 250 Km/h. Ossia frequenze fondamentali di vibrazionecomprese tra 0,13 Hz e 0.25 Hz. Con armoniche di ordine 3 per la tipologia a tre pale. Frequenzenemmeno menzionate nella Valutazione da impatto da vibrazioni (vedi pg. 13). Vibrazioni che sepur non percepite dall’udito umano appartengono allo spettro degli infrasuoni e che sicuramenteinfluiranno sul sistema neurovegetativo di ogni essere vivente presente nelle vicinanze per diversiKm. In relazione (sulla Valutazione da impatto da vibrazioni pg. 15) si evincono limiti di appena 10dB in meno per i ricettori posti a diverse centinaia di metri dai generatori. E per coloro chelavoreranno e persisteranno a distanze minori cosa succederà? Una cosa è certa, il generatore emette105 db(A) di intensità sonora (intensità ricavata dai dati di progetto vedi fig. 6 a pag. 7 dellaValutazione da impatto da vibrazioni e dai dati di targa del costruttore). Talaltro non si dichiara aquale distanza. Va anche detto che è certo che gli infrasuoni possono viaggiare molto lontanoperché si propagano molto bene lungo il suolo con velocità di circa 800 m/s.Fig. 6 Stralcio della valutazione impatto da vibrazione con indicazione della massima intensità sonoradell’aerogeneratore, 105 dB(A). La velocità di rotazione del rotore risulta compresa tra 900 e 1800 gir/min ossia frequenzefondamentali comprese tra 15 e 30 Hz. Queste molto probabilmente udibili anche dall’uomo. A talriguardo si riporta quanto relazionato in progetto riguardo la valutazione di impatto acustico:Gli aerogeneratori durante il loro funzionamento generano due tipi di rumore. Il primo è quelloconnesso al funzionamento delle apparecchiature poste all’interno della gondola, tra cui sidistingue per intensità il rumore dovuto alla rotazione degli ingranaggi del moltiplicatore di giri. Ilsecondo è di tipo aerodinamico ed è associato alla rotazione delle pale. Quest’ultimo disturbopossiede essenzialmente due distinte componenti sonore. La prima è causata essenzialmentedall’estremità delle pale che, fendendo l’aria a velocità inferiori a quella del suono, emettonorumore ad alta frequenza. La seconda è dovuta al passaggio periodico della pala a poca distanza 10
  • dalla torre metallica (rumore cadenzato). Ad ogni passaggio la torre emette un impulso divibrazioni sonore percepibili dall’orecchio, con cadenza proporzionale al numero di giri del rotoremoltiplicato per il numero delle pale. Si comprende subito che lo spettro sonoro emesso dalleturbine eoliche è abbastanza complesso essendo composto sia da rumore a larga banda, sia darumore periodico a bassa e alta frequenza.Il valore di 105 db con pesatura A pone seri dubbi riguardo la compatibilità ambientale di questemacchine con i siti residenziali del circondario con le attività agricole e con le forme di vita presentiin queste campagne anche con i limiti di distanze previste in progetto.OSSERVAZIONE SUI RISCHI INDOTTI ALLE ATTIVITA’ UMANE Riguardo la possibilità nel tempo che un oggetto possa distaccarsi dalla struttura e venir lanciatosi è provveduto al cosiddetto calcolo della gittata. Si ottengono lanci di piccoli oggetti fino a 248 me 72,6 m/s pari a 262 Km/h di velocità. Per l’intera pala si ottiene una distanza di 183 m e unavelocità intorno ai 100 Km/h. Sicuramente un dato che alza molto l’indice di rischio di una qualsiasiattività umana nelle vicinanze, anche perchè nell’intorno sono previste innumerevoli attivitàagricole vista la parcellizzazione delle proprietà.OSSERVAZIONE SUI RISCHI GEOLOGICIDallo schema fondale, non meglio specificato in progetto nel disciplinale tecnico e prestazionale(PD.CSN.DTP.001), si evince che la base ottagonale ha dimensione massima di 15 m e altezza di3,4 m. Pari a circa 186 mq. Per capire le dimensioni e la tipologia delle fondazioni si rimanda allefig. 8 e 9.Della dimensione dei pali di fondazione e della loro lunghezza nulla è chiaro né tanto meno èdescritto se non una laconica:Scelta del tipo di palificataLa tipologia di pali da realizzare, il diametro, il numero e la lunghezza saranno indicati neglielaborati grafici di progetto a seguito dei risultati ottenuti dalle indagini geotecniche e geologicheeffettuate. All’atto dell’esecuzione degli scavi, qualora si presentino condizioni che lo rendanonecessario,le caratteristiche dei pali potranno subire variazioni che dovranno essere indicate dalprogettista ed accettate dalla direzione dei Lavori. Tali eventuali modifiche saranno comunqueelaborate nel rispetto delle disposizioni di cui al paragrafo 6.4 delle “Norme Tecniche per leCostruzioni” approvate con D.M. 14 gennaio 2008. Nel caso di eventuali modifiche sulla tipologiadi fondazione l’appaltatore non avrà diritto a richiedere alcun compenso aggiuntivo, tranne quellistrettamente legate ad un maggior carico di lavoro eseguito a causa di tali modifiche.Traspare invece, dalla relazione geologica allegata al progetto, che al momento nulla è statoaccertato riguardo alle caratteristiche geotecniche del sottosuolo! 11
  • Fig. 7 Stralcio della tipologia fondazionale del progetto. 12
  • Fig. 8 Tipologia di fondazione come da sito internet del costruttore.Fig. 9 Esempio di scavo da realizzarsi per ogni fondazione (come da sito internet del costruttore). 13
  • Per quanto riguarda le condizioni geologiche in Relazione tecnica PD.CSN.REL.001Così vengono definite:Caratteristiche del suoloIl terreno, come riportato nelle carte geologiche, risulta principalmente costituito da CALCARE DIBARI (aree con campitura verde) e CALCARENITE DI GRAVINA (aree con campitura verdechiaro), costituito da calcari biometrici e biosparitici bianchi dotati di elevate caratteristichemeccaniche. Dal punto di vista geomorfologico tutta l’area di interesse risulta prevalentementepianeggiante, non si rilevano problematiche relative alla stabilità dei versanti. Non si riscontranosituazioni critiche in merito alla regimazione delle acque o saturazione d’acqua, né problematicherelative alla penetrazione del gelo. Dal punto di vista sismico, la zona di Bari risulta di scarsaimportanza e pericolosità. SINTECNICA s.r.l.Peccato che in realtà come da Carta geologica anche allegata in Relazione GeologicaPD.CSN.REL.007 si evince tutt’altra litologia in guanto Calcari Altamura e DMT (DepositiMarini Terrazzati (fig. 10). Piccola incongruenza che invece è fondamentale sulla qualità dellaroccia e sulle sue caratteristiche! Tra le altre cose nella carta geologica mancano 9 aerogeneratorie guarda caso sui particolari terreni tra Acquaviva e Cassano.Fig.10 Stralcio della carta geologica allegata in relazione PD.CSN.REL.007 di progetto.Ma l’incongruenza tra relazione tecnica e geologica continua con la dichiarazione: Non siriscontrano situazioni critiche in merito alla regimazione delle acque in Relazionetecnica PD.CSN.REL.001 con quanto l’area di progetto è definita come area a rischio per l’assetto 14
  • idrogeologico contemplati con normative e regolamenti attuati dal PAI Piano Assetto Idrogeologicocon una classificazione R2, R3,R4 (rischio medio ed alto).E ancora in Relazione tecnica PD.CSN.REL.001 a firma SINTECNICA s.r.l. si asserisce: Dal punto divista sismico, la zona di Bari risulta di scarsa importanza e pericolosità.In netto contrasto con quanto si evince anche in relazione geologica di progetto in relazionePD.CSN.REL.007 che qui si riporta:A scanso di equivoci si allega la vera classificazione sismica del territorio di Cassano delle Murgesulla base documentale dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che classifica ilterritorio mediante accelerazioni massime al suolo in aree di pericolosità sismica del territorio conriferimento alla OPCM 3274 del 20 marzo 2003. La classificazione di Cassano quindi su una scalada I a X presenta Imax comprese tra il VII e l’VIII grado (fig.11). Fig. 11 Classificazione di pericolosità sismica in riferimento alla OPCM 3274 del 20 marzo 2003. 15
  • Ma le perplessità continuano rasentando il ridicolo con la dichiarazione a pag. 19 in Relazionegeologica di progetto (relazione PD.CSN.REL.007) che qui riporta:In agro RUVO di PUGLIA?!Ma continuiamo. Vediamo i gravi problemi idrogeologici che l’impianto eolico in questione puòcomportare. Essi sono: • Rischio di perforazione dello strato di base della falda superficiale • Rischio idrogeologico ed idraulico di superficieIn figura 12 si osserva uno stralcio della tipologia costruttiva delle fondazioni di ogni palo. Inquesto caso poniamo l’attenzione sui 16 pali di fondazione che in progetto non si specifica a qualeprofondità possano arrivare. L’esperienza geotecnica e le simulazioni ipotizzano lunghezze disicurezza di 18 – 24 m. su queste previsioni è praticamente sicuro che vengano perforati i DepositiMarini terrazzati per raggiungere i Calcari di Altamura alla base. Il problema è che tra le dueformazioni è presente uno strato impermeabile di limi ed argille quaternarie che permette di reggereuna falda superficiale che è nota nell’area Cassano – Acquaviva (fig.13). Falda superficiale che èspesso intercettata da numerosissimi pozzi di entrambi i paesi e che hanno permesso la loro stessafondazione. Essa in loco è posta tra 3 e 8 m dal piano campagna. Con la perforare dello strato delloimpermeabile ad opera di questi impianti andiamo a creare tre tipi di problemi: • Immissione di acque di superficie, spesso inquinate da prodotti agricoli (come fosfati, nitrati e nitriti se non diossine) verso la falda profonda carsica; • La percolazione potrebbe impoverire la sottile falda e farla sparire; • Terzo e non ultimo la mancanza di falda potrebbe causare seri problemi di instabilità e dissesto degli stabili degli edifici dei due centri storici di Cassano delle Murge e di Acquaviva delle Fonti.Il primo problema porterebbe a compromettere la chimica delle acque di falda profonda dell’interoAltopiano Murgiano fortemente carsificato e fratturato figg. 14 e 15. In fig. 16 viene rappresentatala carta delle permeabilità dell’intera Puglia. Compromettere ed inquinare tali depositi di acquefossili e di ottima qualità e che come si vede si estendono fin nel Salento sarebbe un dannoirrimediabile ed irreversibile dai danni incalcolabile.L’impoverimento della falda superficiale porrebbe seri problemi alle economie agricole soprattuttoa vitigni della parte tra Cassano ed Acquaviva nota come i terreni più fertili del circondario.Ricordiamo che l’area è ora interessata da importanti impianti a vite per Primitivo DOC e DGP deldistretto di Gioia del Colle. 16
  • Nella malaugurata ipotesi della mancanza di questa falda sarebbe invece una vera e propria sciaguraper la stabilità degli edifici dei centri storici di Cassano e di Acquaviva. Le fondamenta di questimanufatti medievali spesso sono posti su sottili strati arenacei inframmezzati ai limi dei depositimarini terrazzati. La mancanza di acqua di falda porterebbe alla mancanza di pressione interstizialedei depositi con diminuzione di portanza dei terreni. Assisteremmo al collasso strutturale di questiedifici e alla loro condanna. Ricordiamo che proprio per questi problemi idrogeologici Cassano èdefinita ad alto rischio idrogeologico e oggetto di due Finanziamenti POR 2000-2006 perl’abbattimento del rischio. Fig. 12 schema delle fondazioni a palificata dell’aerogeneratore. In progetto non si evince la profondità dei pali né il loro diametro. 17
  • Fig. 13 schema del sottosuolo di Cassano delle Murge con i calcari carsificati alla base e i DMT in superficie. Interpostifra queste litologie gli strati impermeabili delle argille.Fig. 14 Schema della tipologia litologica di profondità dell’Altopiano Murgiano con micro e macrocavità di originecarsica. 18
  • Fig. 15 Schema funzionale idraulico dell’Altopiano Murgiano sede di falda profonda.Fig. 16 Cartografia tematica della Regione Puglia in cui è rappresentata la permeabilità idraulica delle litologie. Si notil’importanza idraulica delle aree Murgiane ed in particolare dell’area di Cassano sulla importante falda di profonditàche i estende dall’Ofanto al Salento.Veniamo ora al problema idrogeologico ed idraulico delle acque di superficie. In Relazionegeologica di progetto non si evincono assolutamente le estreme problematiche insite in questa partedel territorio barese storicamente responsabile dei problemi alluvionali avvenuti nel nostrocapoluogo di regione. La bibliografia e le cronache in merito sono vastissime e il ricordo dell’ultimaalluvione, quella del 2005, è ancora vivido nella memoria di tutti per le 5 giovani vittime periteproprio nei luoghi in cui si pensa di porre l’impianto (vedi C12 del Progetto) fig17. 19
  • Fig. 17. Ponte crollato in occasione dell’alluvione del 23 ottobre 2005 sulla provinciale Cassano-Bitetto. In quellaoccasione il crollo costò la vita a 5 giovani vittime.E’ vero che l’uomo dimentica le notizie cattive, ma le perplessità sorgono spontanee sullaconvivenza di questo importantissimo dedalo di lame con l’impianto di aerogeneratori. In figura 18viene rappresentato il complesso sistema di decorsi torrentizi che si sviluppano dall’entroterramurgiano e si dirigono tutti in una stretta area di sfocio in corrispondenza del capoluogo pugliese.In Particolare si noti l’estrema importanza del sistema di Lama Picone con i suoi due rami Badessae Baronale che dal territorio in oggetto si dirigono verso Bari.Fig. 18 rappresentazione delle lame (decorsi torrentizi superficiali) della conca barese. In Particolare si noti l’estremaimportanza del sistema Picone con i due rami Badessa e Baronale. 20
  • Due veri e propri fiumi che, anche se saltuariamente, ad ogni alluvione importante fanno il loromestiere. Entrambi i rami principali e tutto il sistema di affluenti ha origine alle falde delle Murgetra Cassano ed Acquaviva. In particolare il sistema riveste estrema rilevanza nell’area di impianto.Per mettere in evidenza i deflussi idrici si è pensato di elaborare sulla base dell’ortofoto su scala a25000 i decorsi superficiali e le aree di espansione (fig. 19).Fig. 19 rappresentazione grafica dei decorsi superficiali del Torrente Picone nel territorio di Cassano ed Acquaviva.Vere e proprie aree di corso fluviale e di alveo che vanno assolutamente rispettate per l’incolumitàdegli uomini e delle infrastrutture lungo tutto il loro decorso. Pena la sicurezza non solo di questisiti quanto anche dell’intero capoluogo Bari. Non a caso si pensò alla realizzazione della ForestaMercadante ad inizio ‘900 a seguito di altri eventi luttuosi per le alluvioni di quel periodo.L’esperienza ha portato queste terre a essere contemplare nelle normative e nei regolamenti attuatidal PAI (Piano Assetto Idrogeologico) come zone a rischio per l’assetto idrogeologico conclassificazione R2, R3, R4 (rischio medio alto ed alto).Invece nella relazione in progetto, nella parte dei studio di impatto ambientale e sulle modifiche deiprocessi geodinamici, si dichiara:La caratterizzazione geologica e geomorfologica condotta ha consentito di escludere particolariproblematiche fondazionali. 21
  • E in più in carta geologica (fig. 10) non sono stati evidenziati ben 9 eorogeneratori proprio in questaarea!Ogni commento è inutile!Però è il caso di porci alcune semplici domande.E’ una relazione riferita al territorio di Cassano delle Murge?Si tratta di un progetto fotocopia presentato a chissà quante amministrazioni comunali?E’ un progetto redatto da tecnici che conoscono questi luoghi?PROBLEMATICHE LEGATE ALLA DISMISSIONEA tal riguardo si calcola un volume di inerti da scavo e da 16 trivellazioni pari circa a 2.000 mc apalo. Il volume totale da smaltire è una discreta montagnola (66.000 mq) e nulla si evince sul suosmaltimento. In relazione tecnica la cosa si risolve con questa frase:3.8. FASE DI DISMISSIONEDurante la fase di dismissione dell’impianto gli impatti di maggior entità saranno dovuti al trafficoveicolare ed alla dismissione dei cavi elettrici e dei componenti dell’aerogeneratore. Tali impattihanno durata contenuta. Per quanto riguarda la rete viaria non saranno necessarie riprofilaturegià eseguite in fase di esecuzione e le fondazioni non verranno smantellate poiché essendoricoperte da uno strato di 1m di terreno permettono comunque le attività agricole a cuioriginariamente erano destinate.Questo vuol dire che le basi ottagonali da 15 m e circa 200 mq (vedi fig. 8 e 9) non sarannosmantellate! Inoltre non è specificato a carico di chi, se della Green Power o del proprietariodella particella? 22
  • OSSERVAZIONI AMBIENTALIOSSERVAZIONI SULLO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALEENEL GREEN POWER S.p.A. (SINTECNICA SRL) SIA.CSN.001Rapporto del progetto con il R.R. 30 Dicembre 2010 n. 24 “Regolamento attuativo del Decreto delMinistero per lo Sviluppo Economico del 10 settembre 2010, “Linee Guida per l’autorizzazionedegli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei allainstallazione di specifiche tipologie di impianti alimentati da fonti rinnovabili nel territorio dellaRegione Puglia”.Dalla lettura del R.R. 30 Dicembre 2010 n. 24 si evince come il presente progetto ricada nel campodi applicazione dello stesso. Infatti, l’art. 5, comma 1, recita:1. Il presente regolamento non si applica ai procedimenti in corso alla data della suapubblicazione, qualora riferiti a progetti completi della soluzione di connessione di cui al punto13,1 lett. f) della parte III delle linee guida emanate con DM 10 settembre 2010 e per i quali a taledata siano intervenuti i prescritti pareri ambientali, né ai procedimenti relativi ad impianti eoliciricadenti nel campo di applicazione del Regolamento regionale 4 ottobre 2006, n. 16(“Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia”).Per cui non avendo completato l’iter autorizzativo dei pareri ambientali né quello delle connessionie non ricadendo nel campo di applicazione del RR 16/06 annullato prima della presentazione delpresente studio di VIA, il progetto è sottoposto alla individuazione delle Aree non idonee.Entrando nel merito dell’inidoneità del progetto, si evidenzia che nel R.R. 30 Dicembre 2010 n. 24,art. 4 comma 1, è specificato che: “Nelle aree e nei siti elencati nell’Allegato 3 non è consentita la localizzazione delle specifichetipologie di impianti da fonti energetiche rinnovabili indicate per ciascuna area e sito.”Il presente progetto è inidoneo in quanto la sua tipologia E.4d) rientra nelle seguenti aree nonidonee:• “Altre aree ai fini della conservazione della biodiversità presenti in Puglia e individuazione delle tipologie inidonee di impianti” per la tipologia “Connessioni” (Fig. 1);• Lame e gravine presenti in Puglia e individuazione delle tipologie inidonee di impianti (Fig. 2);• “Aree agricole interessate da produzioni agro-alimentari di qualità presenti in Puglia e individuazione delle tipologie inidonee di impianti.” Rispetto a questa inidoneità si specifica che l’area rientra nella DOP OLII TERRA DI BARI - reg. ce n. 2325 del 24.11.97 (Guce l. 322 del 25.11.97) e nella DOC VINI GIOIA DEL COLLE - DPR 11/05/87. Pertanto, l’inevitabile espianto di almeno 100-200 individui di ulivi e di vari vitigni è in totale contrasto con il RR 24/10. 23
  • Fig. 1 – Tipologia inidonea “Lame e Gravine” 24
  • Fig. 2 – Tipologia “Altre aree ai fini della conservazione della biodiversità presenti in Puglia” Connessioni 25
  • OSSERVAZIONI SULL’ IMPATTO AMBIENTALE SU FAUNA FLORA EDECOSISTEMIAVIFAUNAA pag. 66 del SIA.CSN.001 sono riportate le specie di uccelli minacciate e di interesseconservazionistico presenti nell’area interessata dal progetto e si dichiara testualmente:“fatta eccezione per il Falco Grillaio, la Calandra e la Calandrella, le altre specie non sonopresenti in quanto l’area di intervento non risulta essere di tipo xerica, adibita a colturecerealicole, pascoli e incolti, ambienti elettivi per specie con alto valore conservazionistico-scientifico”.In realtà sono presenti nell’area altre specie minacciate quali:Barbagianni (Tyto alba), Assiolo (Otus scops), Gufo comune (Asio otus), Tottavilla (Lullulaarborea), Succiacapre (Caprimulgus europaeus), Averla capirossa (Lanius senator), Averlacenerina (Lanius minor), Monachella (Oenanthe hispanica), Tordela (Turdus viscivorus).Quindi, in totale le specie di avifauna di interesse conservazionistico e/o minacciate diestinzione a livello locale, nazionale ed internazionale, presenti nell’area di progetto sonoalmeno 12.IMPATTO SUL GRILLAIO (Falco naumanni)Contrariamente a quanto riportato a pag. 67, l’entità e l’importanza della colonia di Grillaio Falconaumanni di Cassano delle Murge è nota già da tempo (Monitoraggio della popolazione di GrillaioFalco naumanni delle Murge (Italy) nel periodo 1993-1996, attraverso il conteggio dellapopolazione pre e post-riproduttiva ai dormitori - A. Sigismondi, G. Cassizzi, N. Cillo, M. Laterza.2nd International Conference On Raptors. Urbino 1996).L’ultimo monitoraggio pre-riproduttivo, effettuato nel 2010 dal PN AltaMurgia, ha registrato untotale di 500 individui.Quindi, per consistenza numerica e posizione geografica, la colonia di Cassano Murge riveste unruolo di elevatissima rilevanza all’interno della popolazione pugliese e nazionale.Inoltre, dalla colonia di Cassano delle Murge, mediante un processo durato diversi anni, si èoriginata la colonia di Acquaviva delle Fonti, che nell’ultimo censimento pre-reproduttivo risultaessere costituita da 390 individui (PN AltaMurgia) .Le due colonie sono in stretto collegamento tra loro e il dormitorio di Cassano delle Murge èutilizzato dalla colonia di Acquaviva nella fase post-riproduttiva, dopo l’involo dei juv, in unperiodo molto delicato per la specie, in cui le varie colonie della popolazione murgiana diFalco naumanni interagiscono tra loro.Nel SIA, quindi, oltre alla omissione della consistenza e dell’importanza della colonia di Falconaumanni di Cassano M., non si fa menzione della colonia di Acquaviva e il posizionamento degliaerogeneratori a tutto fanno pensare tranne che a un corridoio di passaggio per la specie, comeinvece viene affermato nelle conclusioni.Alla luce di queste considerazioni, si ritiene che il gruppo di pale previste dal progetto in direzionedi Acquaviva delle Fonti (C1, C2, C3, C4, C5, C6, C7, C8, C28, C29, C30, C31, C32) costituiscauna vera e propria barriera e quindi una seria minaccia per la presenza del Falco naumanni,sia nel territorio di Cassano Murge, sia in quello di Acquaviva delle Fonti.STRIGIFORMIContrariamente a quanto dichiarato a pag. 66 del PD.CSN.REL.013, l’area interessata dal progettoospita ben quattro specie di rapaci notturni: 26
  • Barbagianni (Tyto alba), Assiolo (Otus scops), Gufo comune (Asio otus) e Civetta (Athenanoctua).Il Barbagianni, il Gufo comune e l’Assiolo sono inseriti nella lista rossa nazionale (LR).I rapaci sono all’apice di catene trofiche e, in particolare i rapaci notturni nelle aree agricole,svolgono un ruolo ecologico di grande importanza, come ad esempio il contenimento deimicromammiferi. Questi uccelli utilizzano il loro sensibilissimo udito per localizzare le prede e di conseguenzasono particolarmente vulnerabili all’inquinamento acustico derivante dal movimento delle pale.Se in prossimità delle pale vengono dichiarati 105 db (l’equivalente del rumore prodotto da unmartello pneumatico alla distanza di 2m), si può ben immaginare come l’inquinamento acusticopressoché continuo, prodotto dal movimento delle pale, costringerebbe questi rapaci all’abbandonodell’area con la conseguente alterazione degli ecosistemi agricoli.Si ritiene dunque che l’impatto indiretto provocato sui rapaci notturni dal rumore delmovimento delle pale in tutta l’area interessata dal progetto non sia stato considerato e che siaparticolarmente grave e di sicura incompatibilità con le specie già presenti.MAMMIFERILa relazione a pag. 68 dichiara “poiché alcune zone di intervento sono vicine all’Area protettaForesta di Mercadante, si annovera pur sporadicamente la presenza di alcune specie quali laVolpe, la Donnola e la Faina”.Di fatto la Volpe (Vulpes vulpes) la Donnola (Mustela nivalis) e la Faina (Martes foina) sonopresenti in tutta l’area interessata dal progetto e nelle zone di macchia boschiva presenti nella lama,non si può escludere la presenza del Tasso (Meles meles).CHIROTTERILa relazione tecnica a pag. 73 dichiara interferenze (dirette e indirette) con le specie di Chirotteripresenti all’interno dell’area interessata dal progetto, dove è accertata la presenza di siti diimportanza strategica per i pipistrelli come nursery, rifugio estivo ed invernale.Viene assicurato che “Gli impatti diretti saranno mitigati con un costante e continuo monitoraggio”.Non risulta chiaro come un “monitoraggio costante e continuo” possa mitigare l’impattodiretto delle pale sui Chirotteri. Il monitoraggio deve, infatti, essere effettuatopreventivamente.Si richiama a tal proposito la sentenza n. 939 del TAR Toscana che recita:“…appare di evidente ragionevolezza la conclusione del rapporto istruttorio che, per l’ipotesi diesclusione del progetto dalla procedura di VIA, ritiene necessario che “preventivamente al rilasciodell’autorizzazione alla costruzione dell’impianto” debba essere effettuata “una campagna dirilievi sul campo della durata di 18 mesi” per valutare la frequentazione del sito da parte di rapacie di chirotteri con la definizione di soglie critiche di mortalità specifiche per le varie specie e chesuccessivamente, sulla base dei risultati dei rilevamenti, il proponente provveda agli interventiindicati dalla Provincia come necessari.Né ovviamente il prescritto monitoraggio di durata triennale, da effettuarsi in corso di eserciziodell’impianto medesimo, può essere considerato come equivalente e sostitutivo della mancatarealizzazione della campagna di rilievi ritenuta necessaria al fine di acquisire proprio quelleconoscenze dell’ecosistema più attendibili che avrebbero permesso una più esatta valutazione diincidenza dell’impianto sull’ambiente e, quindi, la previsione di misure di mitigazione dettate daspecifiche esperienze locali oppure, ove i rilievi fossero stati negativi, la conferma della valutazionedi incompatibilità già espressa dalla medesima provincia di Grosseto nel 2002.”Si chiedono pertanto chiarimenti e si evidenzia l’obbligo di effettuare il monitoraggio come 27
  • d’altronde previsto obbligatoriamente dalla DGR 131/04 in applicazione dell’art. 7 dellaL.R.11/01.ANFIBINel documento non è riferito nessun impatto sugli anfibi, poiché nella relazione tecnicaPD.CSN.REL.013, a pag. 7, si dichiara che le specie di anfibi “associate ai limitati e puntiformiambienti umidi nell’area di interesse non risultano presenti allo stato delle conoscenze attuali”.Viene quindi ignorata la lama, che attraversa longitudinalmente tutta l’area interessata dal progetto,dove sul fondo si formano con regolare frequenza pozze d’acqua temporanee, ambiente idoneo perdiverse specie di anfibi.La relazione ignora soprattutto le cisterne, le piscine, i pozzi e altri depositi di acqua collegati alleattività antropiche, che ospitano specie di anfibi e rettili.Oltre alla presenza certa del Rospo smeraldino (Bufo virdis) e del Tritone italico (Triturusitalicus) non si può escludere la presenza della Raganella (Hyla intermedia).Per il rospo smeraldino, come per la raganella e altri anfibi, il canto notturno del maschio durante ilperiodo degli accoppiamenti ha la una funzione di richiamare le femmina, che accorre anche dalunghe distanze.Si ritiene quindi che l’impatto prodotto dal rumore delle pale sulle specie di anfibi possainfluire negativamente sulla presenza delle specie di anfibi.RETTILISempre a pag. 66 si dichiara: “Fra le specie succitate fatta eccezione per la presenza sporadicadella vipera, del cervone e del ramarro le altre specie non sono presenti in quanto l’area diintervento non risulta essere di tipo xerica ma esclusivamente a vocazione Agricola”.I muretti a secco, le specchie, i trulli, i ruderi e tutti i manufatti appartenenti al patrimonioarchitettonico rurale del luogo e diffusi in tutta l’area interessata dal progetto, ospitanopermanentemente e non sporadicamente le seguenti specie di rettili: Vipera (Vipera aspis), Cervone(Elaphe quatuorlineata), Colubro leopardino (Zamenis situla), Ramarro (Lacerta virdis), Geco diKotschyi (Cyrtopodion kotschyi), Geco comune (Tarentola mauritanica).Quindi, nell’area interessata dal progetto, sono presenti 6 specie di rettili, di cui 5 inserite lista rossaed in allegato II della direttiva CEE 43/92.Si ritiene che le opere infrastrutturali previste dal progetto, tra cui la distruzione irreversibiledell’ecosistema collegato ai muretti a secco, influiscano negativamente sulla presenza dellespecie di rettili presenti. 28
  • FLORA ED ECOSISTEMIA pag. 70 del SIA.CSN.001 si dichiara:Il territorio su cui verranno posizionati gli aerogeneratori, analizzato dettagliatamente dal punto divista floristico e vegetazionale utilizzando come base di riferimento sia dati reperibili in letteratura,sia dati inediti attenuti durante le ricognizioni in campo ha evidenzato quanto segue:• Nessun habitat prioritario e/o comunitario verrà interessato da azioni progettuali• Nessuna delle specie vegetali dell’allegato I della Direttiva 92/43/CEE è presente nell’area diintervento• Nessuna delle specie vegetali riportate nella Lista Rossa Nazionale è risultata presente nelterritorio considerato• Nessuna delle specie vegetali riportate nella Lista Rossa Nazionale è risultata presente nelterritorio oggetto d’intervento• Nessuna specie di orchidacee protette dalla Convenzione Cites è stata rinvenuta nel sito.Di fatto nel territorio interessato dal progetto sono presenti tre habitat prioritari:1) Bosco di Grottagiglio - Contrada Grottagiglia (fig 1, fig 2) Habitat 9250: Querceti a Quercus trojana (91AA: Boschi orientali di quercia bianca), Sono presenti le seguenti specie vegetali di pregio e rilevanza nazionale: Quercus trojana, Quercus virgiliana, Quercus calliprinos, Arum apulum, Paeonia mascula, Cyclamen hederifolium, Cyclamen repandum. 29
  • 2) Steppa mediterranea in Contrada Grottagiglia (fig3) Habitat 6210*: Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee). Sono presenti le seguenti specie di orchidee spontanee, tutte protette dalla Convenzione CITES: Orchis italica, Anacamptis morio, Anacamptis papilionacea, Anacamptis pyramidalis, Ophrys passionis subsp. garganica, Ophrys incubacea, Ophrys tenthredinifera, Ophrys lutea subsp. minor, Ophrys bertolonii, Neotinea tridentata, Serapias lingua. 30
  • 3) Inghiottitoio carsico Grava di Pasciuddo Contrada la grava Habitat 8310: Grotte non ancora sfruttate a livello turistico. Questo habitat assume notevole importanza soprattutto per la conservazione di una fauna cavernicola caratterizzata da animali molto specializzati e spesso strettamente endemici. Si tratta di una fauna costituita soprattutto da invertebrati esclusivi delle grotte e dei corpi idrici sotterranei come i coleotteri appartenenti alle famiglie Bathysciinae e Trechinae i crostacei (Isopoda, Amphipoda, Syncarida, Copepoda) e i molluschi acquatici della famiglia Hydrobiidae. Le grotte costituiscono spesso i luoghi di rifugio durante il letargo invernale per varie specie di vertebrati dell’Allegato II. Più specie possono utilizzare a tal fine la stessa grotta. Le grotte sono importanti habitat per i Chirotteri, esse ospitano inoltre anfibi molto rari come Proteus anginus e diverse specie del genere Speleomantes.
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  • OSSERVAZIONI SULL’IMPATTO RELATIVO ALLE ARCHITETTURERURALI E AL PAESAGGIO AGRARIO Il progetto definitivo, così come proposto da Sintecnica S.r.l., necessita per la sua realizzazione di una riconfigurazione sostanziale del sistema viario, fatto ad oggi da strade interpoderali spesso non più larghe di 3 metri, oltre che uno stravolgimento del paesaggio agrario tradizionale per come lo si vede oggi. Le opere propedeutiche alla realizzazione del “Parco Eolico” consistenti prima nella costituzione di un’adeguata viabilità di cantiere adatta alla percorrenza di Tir per trasporto eccezionale della lunghezza di oltre 45 metri, come espresso dai progettisti, e poi nella costituzione dei 33 cantieri ai piedi degli aerogeneratori, necessiterà di complessi ed invasivi interventi su quella che diventerà la viabilità di cantiere, ed in particolare1: ‐ un consistente allargamento della sezione stradale a mezzo di esproprio fino a minimo 5 m con la conseguente demolizione di tutte le recinzioni fatte con tradizionali muri di pietra a secco;Fig. 1_ Fotosimulazione dell’aerogeneratore vicino alla ChiesaMadre di Cassano1 Dalla Relazione Paesaggistica di Progetto - PAE.CSN.001“1.8. COSTRUZIONE DEL PARCO - 1.8.1. STRADE DI ACCESSOLa prima opera che è necessario analizzare e dove richiesto adeguare sono le infrastrutture di accesso alle areeinteressate dall’installazione degli aerogeneratori.Una parte delle opere sarà di tipo permanente questa comprenderà le opere minime indispensabili per permetterel’accesso al cantiere ai fini della manutenzione e dove necessario della riparazione del parco. In particolare dovrannoessere verificate e dove necessario adeguate le larghezze e i raggi di curvatura delle strade di accesso al cantiere cheverranno utilizzate dai mezzi di trasporto dei componenti degli aerogeneratori considerando il trasporto di maggiorlunghezza che è costituito dal trasporto delle pale pari a 45m.Le strade di accesso dovranno avere dimensioni pari a 5m di larghezza e 5 m di altezza sgombra da ostacoli, l’altezzasgombra da ostacoli della strada dovrà essere garantita per evitare interferenze con la vegetazione esistente o con lineeelettriche locali durante il passaggio dei mezzi.Nelle specifiche tecniche fornite da Repower vengono indicate le caratteristiche minime che devono possedere le stradeper poter consentire un trasporto ed un installazione dell’aerogeneratore in sicurezza.Per quanto riguarda le fasi di trasporto si dovrà porre particolare attenzione alla pendenza ed alla larghezza dellastrada.La pendenza della strada non dovrà essere superiore a 2°. Il peso totale massimo del mezzo di trasporto non dovràsuperare 140t. Su una lunghezza di 50 non si dovrà avere pendenze di 2°o 3.5°. 32
  • Inizialmente si dovrà intervenire sulle strade esistenti con opere di pulizia delle canalette laterali di scolo e disistemazione della vegetazione circostante la strada spesso lasciata incolta.Si procederà quindi alle opere di scavo, ove necessario, fino al raggiungimento della quota desiderata, verrà quindirealizzato uno strato di sabbia compattata dello spessore di 30cm, sopra di questo verrà costituito uno strato dispessore 35cm di ghiaia compattata, granulometria di diametro massimo pari a 60mm, il tutto verrà completato da unostrato di spessore 10cm di ghiaia compattata, granulometria con diametro massimo di 30mm.La maggior parte della viabilità circostante il parco eolico è sterrata o asfaltata ma presenta larghezza ridotta rispettoa quella necessaria per il trasporto delle pale. In alcuni casi sono presenti recinzioni lungo il limite stradale, in questicasi si interverrà rimuovendo la recinzione e procedendo al termine dei lavori al ripristino delle stesse.” Fig. 2_ Viabilità attuale con muretti a secco e arbusti a margine sulla Via Vecchia Cassano-Acquaviva Fig. 3_ Alberature (noce) che ingombra su una strada interessata dal progetto 33
  • ‐ il taglio di tutto quello che ingombra per un’altezza minima di 5 m, ivi compresi alberature e linee elettriche;‐ la riprofilatura di diverse curve per le manovre dei Tir con il conseguente espianto di numerosissimi ulivi oltre che di muri a secco;‐ consistenti ripianature delle pendenze viarie per ricondurle ai 2° massimo;‐ il taglio di tutta la vegetazione spontanea (rovi e arbusti) e la perdita degli ambienti idonei alla presenza di numerose specie di orchidee a margine di tutte le strade interessate dal passaggio dei Tir per raggiungere la sezione effettiva di 5 m;‐ lo scavo per l’interro dei Cavidotti per 22 km;‐ la realizzazione di Piazzole (dimensione 25 x 45 m) e Fondazioni dell’aerogeneratore (costituita da plinto ottagonale su palificata del diametro di 15 m e una profondità non precisata in progetto che si definirà caso per caso con le puntuali indagini geologiche in fase esecutiva).Quello che si descrive rappresenta senza dubbio alcuno una profonda modificazione, se nonlacerazione, del tipico paesaggio agrario cassanese fatto, come in altri comuni contermini, di unaviabilità “in filigrana” che si muove nella fertile piana con colture di ulivi, vite ed alberi da frutta,fra recinzioni in pietra a secco, trulli, piccoli e medi fabbricati rurali (spesso abitati dai detentoridelle terre), spesso bordato da cespugli di rovi o piccoli arbusti spontanei.Come espresso nel Codice dei BB.CC.2, il Paesaggio è definito all’art. 131, comma 1, come:“il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dallazione di fattori naturali, umani edalle loro interrelazioni”2 D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 - CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO - ai sensi dell’art. 10 dellalegge 6 luglio 2002, n.137 - così come modificato dal D. Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 e D. Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 -nonché dal D. Lgs. 26 marzo 2008, n. 62 e D. Lgs. 26 marzo 2008, n. 63 34
  • oppure circa la Tutela del Paesaggio al comma 4:“è volta a riconoscere, salvaguardare e, ove necessario, recuperare i valori culturali che essoesprime. I soggetti, indicati al comma 6, qualora intervengano sul paesaggio, assicurano laconservazione dei suoi aspetti e caratteri peculiari”e ancora al comma 6:“Lo Stato, le Regioni, gli altri Enti Pubblici territoriali nonché tutti i soggetti che, nellesercizio dipubbliche funzioni, intervengono sul territorio nazionale, informano la loro attività ai principi diuso consapevole del territorio e di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e direalizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati e coerenti, rispondenti a criteri di qualità eSostenibilità”Appare dunque necessaria una seria riflessione e valutazione sulla reale opportunità di realizzare unintervento così impattante sul territorio, viste le pesanti ricadute;‐ sull’aspetto della viabilità di campagna, ridisegnata, livellata per ridurre le pendenze e lasciata al dilavamento delle piogge (il progetto non prevede l’uso di asfalto);‐ sui numerosi ulivi che verranno espiantati;‐ sulle piccole architetture rurali e recinzioni in muretti a secco, che verranno demoliti e mai più recuperati, o peggio ancora ripristinati in cemento;‐ sul paesaggio agrario nel complesso, aggredito su tutta la zona più fertile del Comune con dei colossi rumorosi e comunque visibili in una zona praticamente pianeggiante;‐ sul paesaggio che si percepirà dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia che, se pur distanziato come da norma, si trova ad una quota decisamente più alta e dominante sulla piana del “parco eolico” devastando le potenzialità di questo territorio. Fig. 4_ Tratto della Via vecchia Cassano-Acquaviva interessato dal costituendo Prog. "Ciclovie di Giano" (finanz. Regione Puglia) 35
  • Importante è rilevare anche che la Regione Puglia con fondi P.O. F.E.S.R. 2007-2013 ha finanziatodue progetti per il turismo sostenibile del Comune di Cassano delle Murge, una ReteEscursionistica Comunale “Sentieri di Giano” e una nuova Rete per Cicloamatori “Ciclovie diGiano” che integra ed amplia l’esistente “Circuito delle Querce” per un complessivo tracciato dicentinaia di chilometri. La realizzazione di questo secondo nella parte della Via Vecchia Cassano-Acquaviva, per ironia della sorte, potrebbe essere vanificata dalla devastazione operata dal propostoprogetto.Allora viene da chiedersi:Come si può da un lato puntare sulla Sostenibilità, sulla Mobilità Lenta, sull’intervento noninvasivo e poi prestare il fianco alla speculazione e alla devastazione permanente del Paesaggio?Perché cancellare dei segni della nostra storia e del nostro paesaggio rurale tradizionale, certi tral’alto della scarsa efficacia dal punto di vista energetico? Perché la Puglia non prova a trovareuna via alternativa agli impianti industriali pur per energia pulita (puntare su impianti domesticiper mini-eolico, fotovoltaico e solare termico?Perché insomma barattare il nostro Futuro e il nostro Paesaggio in cambio di un pugno dimosche? 36
  • OSSERVAZIONE SUGLI ASPETTI URBANISTICI Il territorio amministrativo della città di Cassano, per i suoi valori paesaggistici edambientali, risulta in gran parte interessato a sud-ovest dalla perimetrazione del Parco Nazionaledell’Alta Murgia, che costituisce di fatto una linea di confine per la edificabilità e l’espansioneurbanista del tessuto urbano. Ragion per cui l’unico ambito di sviluppo futuro dell’abitato è proprioquello interessato dall’impianto eolico di cui ci si occupa. D’altra parte l’impianto dista poco più di un kilometro dal perimetro urbano consolidatoattuale, occupando, peraltro, circa un terzo dell’intera estensione territoriale ed amministrativacomunale. Non va, oltremodo, trascurata la presenza dell’edificato diffuso anche di carattereresidenziale. Oltretutto, l’idea della edificabilità dei suoli travalica le cogenti previsioni urbanistichedello strumento regolatore, in quanto le disposizioni normative (LEGGE REGIONALE 20/2001 esusseguenti modificazioni) e gli scenari in letteratura suggeriscono forme di perequazione deitessuti cittadini tali da richiedere una disponibilità di suolo utile ad attuare modalità compensativedei carichi edificatori che supera gli attuali confini urbani. 37
  • CONCLUSIONIRicordiamo inoltre che il DdL del 6 dicembre 1991 n°394 “Legge quadro sulle aree protette” tendealla conservazione di: specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolaritàgeologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotipi, di valori cenici epanoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici.Crediamo che una tale produzione, tutta concentrata in poco spazio, sia inutile e dannosa perl’impronta ecologica che ricadrà sul territorio. Crediamo inoltre che non si è tenuto conto di unfattore importante che è alla base di qualsiasi equilibrio ecologico il consumo di territorio. Nondimentichiamo il ruolo importantissimo che la Puglia ha quale regione produttrice di energia.Come Comitato Murgia Viva, siamo più propensi alla realizzazione spalmata e più vicina agliutilizzatori, che è vero forse risulterà meno produttiva, ma sicuramente avrà minori costi ditrasmissione di energia. Inoltre differenziare la tipologia di produzione tra eolico e fotovoltaico edin particolare con la realizzazione di piccoli impianti sui capannoni industriali e su molte abitazioniprivate sarebbe più utile e con maggiore ricaduta economica sui redditi di tanti nuclei familiari. Lanostra proposta è indirizzata a piccoli risparmiatori e produttori che permetterebbero la stessaproduttività con l’invisibilità dei sistemi produttivi unita alla possibilità di un futuro piùconsapevole di fonti energetiche.Quale comitato dei cittadini di Cassano e quali associazioni di categoria e associazioniculturali, qui in calce, non crediamo di meritare un tale scempio e ci affidiamo al buon sensodei nostri amministratori. Crediamo fermamente che essi sentano il dovere del loro mandato eprendano seriamente in conto queste osservazioni che provano l’infondatezza e lascelleratezza di questo progetto che non presenta nemmeno la firma singoli dei progettisti. 38
  • INDICEPREMESSA pag. 2OSSERVAZIONI TECNICHE pag. 5OSSERVAZIONI SUGLI IMPATTI ACUSTICI E VIBRAZIONALI pag. 10OSSERVAZIONE SUI RISCHI INDOTTI ALLE ATTIVITA’ UMANE pag. 10OSSERVAZIONE SUI RISCHI GEOLOGICI pag. 11PROBLEMATICHE LEGATE ALLA DISMISSIONE pag. 22OSSERVAZIONI AMBIENTALI pag. 23OSSERVAZIONI SULL’ IMPATTO AMBIENTALE SU FAUNA FLORA EDECOSISTEMI pag. 26OSSERVAZIONI SULL’IMPATTO RELATIVO ALLE ARCHITETTURERURALI E AL PAESAGGIO AGRARIO pag. 32OSSERVAZIONE SUGLI ASPETTI URBANISTICI pag. 37CONCLUSIONI pag. 38ALLEGATI:Osservazioni delle Aziende Agrituristiche e delle Attività Agricole edAgroalimentari di Cassano delle Murge 39