Fse 01 - ambiente

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Fse 01 - ambiente

  1. 1. Corso FSE 2010 Processi innovativi per le PMI Il rapporto Azienda Ambiente
  2. 2. Cosa ci aspettiamo dal futuro?
  3. 3. Nuvole nere si profilano all'orizzonte
  4. 4. L’era dell’energia a basso costo è finita <ul><li>Domanda energetica “scatenata” (anche se la crisi economica ha raffreddato i consumi) </li></ul><ul><li>Scenario geopolitico incerto: molti focolai di crisi manifeste e latenti </li></ul><ul><li>Crescente consapevolezza dell’opinione pubblica sulla “questione climatica” </li></ul>
  5. 5. Peak Oil: il convitato di pietra
  6. 6. Non “oro nero” ma ”ossigeno nero” <ul><li>I combustibili fossili hanno creato la nostra prosperità </li></ul><ul><li>La loro relativa indisponibilità potrebbe mettere a rischio il nostro inteno “life style” </li></ul><ul><li>Acqua potabile, agricoltura, trasporti, comunicazioni, mobilità... </li></ul>
  7. 7. Il “Climate Change” <ul><li>Tra gli studiosi c'è una pressochè totale unanimità sull'origine antropica del cambiamento climatico </li></ul>
  8. 8. Il “Climate Change”
  9. 9. E allora? Problemi irrisolvibili? <ul><li>Anche se i problemi sono enormi, non è detto che il nostro futuro sia una via di mezzo tra “Mad Max” e “Blade Runner” </li></ul>
  10. 10. Una possibile risposta: le “Transition towns” <ul><li>Le Città di Transizione (Transition Towns) rappresentano un movimento fondato in Irlanda e in Inghilterra dall'ambientalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. </li></ul>
  11. 11. Le “Transition towns” <ul><li>Una “transition town” è una comunità che cerca di prepararsi agli inevitabili cambiamenti provocati dalla cambiamento climatico e dalla fine dell'energia a basso prezzo. </li></ul>
  12. 12. Resilienza - definizione <ul><li>In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di resistere agli urti. </li></ul><ul><li>In ecologia e biologia la resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno. </li></ul><ul><li>Una comunità resiliente è una comunità pronta ad affrontare le sfide che si prospettano per i prossimi anni. </li></ul>
  13. 14. Awareness raising <ul><li>Il modello delle TT prevede come primo passo la presa di coscienza della comunità sui temi e sui problemi qui discussi. </li></ul><ul><li>Gli strumenti sono dibattiti pubblici, proiezioni di documentari, collegamento tra le associazioni già esistenti. </li></ul><ul><li>Vitale è il coinvolgimento degli “opinion leader” e dell'imprenditoria locale </li></ul>
  14. 15. Iniziative concrete: il cibo <ul><li>E' fondamentale la trasformazione da “consumatore” a “autoproduttore” </li></ul><ul><li>Eccellenti strumenti sono gli orti, condotti con metodologie biologiche e permaculturali </li></ul>
  15. 16. Iniziative concrete: il cibo <ul><li>È già successo qualche decennio fà... </li></ul>
  16. 17. ...e qualcuno ricomincia (anche a Vicenza) <ul><li>Guerrilla gardening: Trapianto di pomodori alla rotonda dei ferrovieri </li></ul>
  17. 18. Il sole: Inondati di energia <ul><li>1 mq di suolo italiano riceve dal sole 1600 kWh/anno </li></ul><ul><li>È lo stesso contenuto energetico di un barile di petrolio </li></ul>
  18. 19. Iniziative concrete: FV <ul><li>Il forte risveglio dato dalla crisi energetica ha portato molti a orientarsi verso l'autoproduzione di EE tramite impianti FV. </li></ul><ul><li>Il fabbisogno di una famiglia media si copre con la superficie di 20-30 mq di tetto. </li></ul>
  19. 20. Iniziative concrete: Solare termico
  20. 21. Iniziative concrete: solare termico Macrozona del suolo italiano Irraggiamento solare (*) (kWh/m 2 anno) Inclinazione dei collettori Superficie collettori (m 2 /persona) NORD 1500-1600 45° 0,8 CENTRO 1600-1700 40° 0,7 SUD 1700-1800 35° 0,6
  21. 22. Iniziative concrete: minieolico <ul><li>L'eolico domestico è una tecnologia in espansione e in grado di ripagarsi rapidamente (pay-back 5-10 anni); </li></ul><ul><li>L'impatto paesaggistico è limitato (turbina 2 kW, raggio 1,5 m montata su palo da 6 metri); </li></ul><ul><li>L'utilizzo è limitato a siti con discreta continuità di vento (almeno 1000 h equivalenti/anno). </li></ul>
  22. 23. Iniziative concrete: Geotermico <ul><li>A differenza della geotermia HT questa tecnologia è sfruttabile su quasi ogni sottosuolo; </li></ul><ul><li>Va abbinata a un impianto a pompa di calore e a un impianto di distribuzione a bassa temperatura (a pavimento, a battiscopa, ecc.). </li></ul>
  23. 24. Riscaldamento a battiscopa
  24. 25. Riscaldamento a battiscopa <ul><li>Il sistema a battiscopa dà una serie di vantaggi: </li></ul><ul><li>Fa lavorare le pareti come pannelli radianti, con distribuzione più uniforme del calore; </li></ul><ul><li>È un sistema a medio-bassa temperatura, quindi integrabile con produzione di calore da fonti rinnovabili (pannelli termici, geotermico entalpico, ecc.); </li></ul><ul><li>E' un sistema a bassa inerzia termica (solo 8 litri d'acqua per un appartamento di 100 mq)‏ </li></ul>
  25. 26. Riscaldamento a battiscopa <ul><li>Nel complesso il riscaldamento a battiscopa sposa esigenze diverse: </li></ul><ul><li>Risparmio energetico : a parità di “sensazione di calore” il sistema permette di tenere la temperatura un paio di gradi più bassa rispetto ai sistemi tradizionali; </li></ul><ul><li>Benessere : questo tipo di riscaldamento tiene le pareti asciutte, evita la formazione di muffe e la movimentazione di polveri, ecc. </li></ul>
  26. 27. Iniziative concrete: accorgimenti progettuali N ESTATE INVERNO
  27. 28. Iniziative concrete: accorgimenti progettuali N ESTATE INVERNO
  28. 29. Iniziative concrete: Recupero acque piovane
  29. 30. Iniziative concrete: Fitodepurazione LA FITODEPURAZIONE DELLE ACQUE DI SCARICO DEI DEPURATORI ESEMPIO DI SVILUPPO ECOSOSTENIBILE
  30. 31. Fitodepurazione Horizontal Vertical
  31. 32. Soluzioni strutturali: il vetiver
  32. 33. Altre possibili iniziative <ul><li>Riduzione della quantità di rifiuti; </li></ul><ul><li>Laboratori di riparazione e riutilizzo; </li></ul><ul><li>Iniziative per la mobilità locale (piste ciclabili, pedibus, ecc.); </li></ul><ul><li>Utilizzo di prodotti locali a “kilometri zero”; </li></ul>
  33. 34. AMBIENTE <ul><li>Secondo questa impostazione è possibile rilevare come all’origine di molti problemi ambientali, come l’inquinamento o il prelievo indiscriminato di risorse non rinnovabili sia rinvenibile una concezione di ambiente decisamente ANTROPOCENTRICA E TECNOCENTRICA </li></ul>
  34. 35. ECOLOGIA E ECONOMIA <ul><li>OIKOS (casa) + LOGOS (discorso)= studio delle case (ambienti) </li></ul><ul><li>oikonomia = amministrazione della casa cioè del luogo di vita degli uomini </li></ul>
  35. 36. CONCETTI di ECOLOGIA <ul><li>Ecosistema : indica l’insieme degli organismi viventi e dei fattori abiotici presenti in un dato ambiente e le relazioni che legano fra di loro tali elementi </li></ul><ul><li>Habitat :l’ambiente particolare dove vive un determinato individuo (l’indirizzo!) </li></ul><ul><li>Nicchia Ecologica : l’insieme di risorse di un dato ecosistema che una specie è in grado di utilizzare (che cosa fa, la professione!) </li></ul>
  36. 37. L’ECOSISTEMA <ul><li>L’ecosistema è l’unità funzionale di base in ecologia, le sue componenti sono: </li></ul><ul><li>comunità biotica </li></ul><ul><li>comunità abiotica </li></ul><ul><li>i flussi di energia </li></ul><ul><li>le interazioni </li></ul>
  37. 38. L’ECOSISTEMA <ul><li>Una parte importante del concetto di ecosistema risiede nella considerazione di : </li></ul><ul><li>ambiente di entrata (AE) </li></ul><ul><li>ambiente di uscita (AU) </li></ul><ul><li>ECOSISTEMA = AE + S + AU </li></ul><ul><li>il punto di partenza è l’energia solare che entra e in parte viene trasformata in materia vivente, in parte viene degradata (calore) </li></ul>
  38. 39. L’ECOSISTEMA <ul><li>In questo modo viene prodotta “energia” pronta per essere consumata </li></ul><ul><li>CATENA ALIMENTARE (struttura trofica) </li></ul><ul><li>produttore </li></ul><ul><li>consumatore 1 </li></ul><ul><li>consumatore 2 LIVELLI TROFICI </li></ul><ul><li>consumatore 3 </li></ul><ul><li>decompositori </li></ul>
  39. 40. RAPPORTO UOMO-AMBIENTE <ul><li>l’uomo è parte integrante dell’ecosistema terrestre dal quale trae gli elementi essenziali per la propria sopravvivenza </li></ul><ul><li>l’uomo provoca con la propria attività un impatto sull’ambiente (spesso non stimabile con sicurezza e non controllabile) </li></ul>
  40. 41. IMPATTO <ul><li>Grande Dizionario Garzanti: </li></ul><ul><li>Impatto: (che discende dal latino impingere, &quot;spingere contro&quot;) - &quot;l'incontro/scontro di un corpo mobile con una superficie&quot;. </li></ul><ul><li>Senso figurato anche: &quot;forte influenza&quot; </li></ul><ul><li>Impatto ambientale : &quot;l'azione di una causa fisica sull'ambiente naturale&quot; </li></ul>
  41. 42. IMPATTO <ul><li>Impatto è dato dall’interazione che ha una certa quantità e qualità, tali da determinare una destabilizzazione +/- lunga su un sistema comportandone la modificazione. Il sistema tende a ristabilizzarsi </li></ul><ul><li>Tutto quello che modifica più o meno fortemente l’ambiente fisico e socio-culturale nella realizzazione di un intervento umano. La valutazione deriva dal rapporto tra benefici e danni. </li></ul><ul><li>Azione invasiva che crea cambiamento all’interno di un sistema </li></ul><ul><li>Intensità di energia immessa in un ciclo. Criterio: misurazione della capacità di sopportazione del ciclo stesso. </li></ul><ul><li>“ CONCENTRO” </li></ul><ul><li>Un evento esterno che modifica in tempi e intensità diverse un sistema, che in base alla proprio capacità di sopportazione tende a creare un nuovo equilibrio </li></ul>
  42. 43. VIA - Valutazione d'Impatto Ambientale EIA - Environmental Impact Assessment <ul><li>la valutazione preliminare dei potenziali effetti che “grandi” opere pubbliche o private possono avere sull'ambiente naturale nel quale dovrebbe inserirsi e la definizione della loro reversibilità o irreversibilità. </li></ul><ul><li>Le norme che ne regolano l'applicazione prevedono anche la raccolta delle osservazioni di tutta la comunità interessata, e quindi (almeno in teoria) la reale partecipazione della &quot;gente&quot; alle decisioni finali. </li></ul><ul><li>Strumento obbligatorio </li></ul><ul><li>tratto da pubblicazione di Prof. Virginio Bettini (Univ. Venezia) </li></ul>
  43. 44. Livelli Strumenti di gestione <ul><li>Prodotto </li></ul><ul><li>Impresa </li></ul><ul><li>Opere </li></ul><ul><li>Piani e Programmi </li></ul><ul><li>Ecobilancio, LCA, Ecolabel </li></ul><ul><li>Sistemi di Gestione ambientale </li></ul><ul><li>VIA </li></ul><ul><li>VAS (Valutazione Impatto Ambientale Strategico) </li></ul>
  44. 45. Modello Dall’Ambiente agli Strumenti di valutazione e gestione <ul><li>Prodotto - Processo </li></ul><ul><li>Impresa </li></ul><ul><li>Opere </li></ul><ul><li>Piani e Programmi </li></ul><ul><li>Nazione, Regione, Zona </li></ul><ul><li>LCA, Ecodesign (volont.) </li></ul><ul><li>Ecomapping, EMAS, ISO (volont.) </li></ul><ul><li>VIA (obl.) </li></ul><ul><li>VAS (obl.) </li></ul><ul><li>Impronta Ecologica (Indicatore globale) </li></ul>Punti di vista Semplificazione Ambiente: relazioni complesse difficili da quantificare con precisione valutazione soggettive
  45. 46. RAPPORTO UOMO-AMBIENTE <ul><li>l’uomo utilizza le risorse dell’ambiente necessarie a sostenere le proprie attività </li></ul><ul><li>l’uomo introduce nell’ambiente gli scarti delle proprie attività </li></ul>
  46. 47. PRINCIPI DI ECOLOGIA <ul><li>Principi di funzionamento di un sistema ecologico </li></ul><ul><li>flusso unidirezionale d’energia dal sole che lo mantiene in vita (fissata attraverso la fotosintesi)  Capitale Naturale </li></ul><ul><li>continuo e complesso scambio di materiali fra componenti viventi e non viventi  interazioni/reazioni congiunte </li></ul>
  47. 48. Il Club di Roma aveva ragione <ul><li>La crisi energetica- economica che si sta dispiegando darà sostanzialmente ragione all’impostazione del Club di Roma (uno degli scenari analizzati dal rapporto mostrava un forte calo della produzione industriale attorno al 2010) </li></ul>
  48. 50. I soldi non fanno la felicità... <ul><li>Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è la misura universale del “successo” delle nostre società. </li></ul><ul><li>Ma da sempre il PIL è stato criticato come indice non in grado di misurare il “benessere” di una popolazione. </li></ul>
  49. 51. Le critiche al PIL <ul><li>Ad esempio se compri un'auto il PIL cresce , se stai in coda e consumi più benzina senza muoverti di un metro il PIL cresce , se hai un incidente il PIL cresce , se sei ospedalizzato il PIL cresce. </li></ul>
  50. 52. Alternative al PIL <ul><li>Il principale indicatore proposto come alternativa al PIL è il Genuine Progress Indicator (GPI) , in italiano &quot;indicatore del progresso reale&quot;. </li></ul><ul><li>Il GPI ha come obiettivo la misurazione dell'aumento della qualità della vita e per raggiungere questo obiettivo distingue con pesi differenti tra spese positive (perché aumentano il benessere, come quelle per beni e servizi) e negative (come i costi di criminalità, inquinamento, incidenti stradali). </li></ul>
  51. 53. Conclusioni <ul><li>Il nostro modo di vivere sta per cambiare in modo radicale: nel giro di qualche anno il tenore di vita medio si abbasserà drasticamente a causa dell' inflazione (causata dalla scarsità di beni) e della disoccupazione (ci sono stime indipendenti che dicono che in Italia potrebbe chiudere il 25% del manifatturiero nel giro di 2-3 anni). </li></ul>
  52. 54. Conclusioni <ul><li>Cosa faremo quando questo accadrà? </li></ul><ul><li>Io dico che non mancheranno lavoro e opportunità per chi è pronto a creare nuovi modi di vivere e di fare le cose </li></ul>
  53. 55. <ul><li>“ L’Italia è leader mondiale per creativitá e idee ed è il luogo migliore per dare inizio alla terza rivoluzione industriale. Anche perché l’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili .” </li></ul><ul><li>Jeremy Rifkin </li></ul>
  54. 56. <ul><li>Grazie per l’attenzione </li></ul>

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