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Fenomenologia dei media 4. Tv
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Fenomenologia dei media 4. Tv Presentation Transcript

  • 1. Corso di Fenomenologia dei media4. LA TELEVISIONE prof. Matteo Asti
  • 2. La storia istituzionale della televisione - 1932: nel Regno Unito vengono trasmessi programmi sperimentali dalla BBC col sistema Baird e successivamente col sistema Emitron. - In Italia il servizio regolare cominciò soltanto dal 3 gennaio 1954, a cura della RAI, in bianco e nero. (1954 quota di popolazione 48% - 1961 97%) - Nel ’57 viene introdotta la pubblicità con "Carosello" (finanziamento privato) - Nel 1961 iniziarono le trasmissioni del secondo canale RAI - Nascono le prime televisioni libere italiane via etere: Canale 21 (Napoli), Telealtomilanese (Busto Arsizio), GBR (Roma). - La RAI nel 1977 introduce il colore - Nel 1991 arriva in Italia la Pay-tv (Tele+) e nel 1997 la tv via satellite - Dopo il 2000 arriva in Italia il digitale terrestre (2003) e la formula del pay per view (2005)
  • 3. Dalla televisione analogica al digitale terrestre La tv analogica è quella che ha rappresentato sinora la forma tecnologica tradizionale della tv e che si manterrà in Italia sino al 2010 (Europa 2012). Rispetto a tale modello il sitema del digitale terrestre (introdotta con le leggi 66/2001 e poi rivista dalla Gasparri del 2006) offre come vantaggi: - maggiore qualità delle immagini (alta definizione) - possibilità di avere più canali (centinaia contro poche decine e meno di una decina a livello nazionale) - possibilità di criptare il segnale (canali a pagamento) - possibilità di interagire col televisore e con lutente (info personalizzate, quiz, didattica, commerce) - integrazione con le altre piattaforme digitali (smarphone, pc)
  • 4. La televisione satellitare La televisione satellitare o televisione via satellite è la televisione che giunge agli utenti per mezzo di onde radio emesse da trasmettitori posti su satelliti per telecomunicazioni geostazionari. I vantaggi rispetto alla tv analogica sono simili a quelli del digitale terrestre con una migliore qualità del segnale. Attualmente occorre però usufruire di un contratto a pagamento con un operatore (Sky).
  • 5. La paleo-televisione Con il termine Paleotelevisione ci si riferisce alla televisione degli inizi, caratterizzata da un rigoroso progetto comunicativo, da programmi basati su criteri pedagogici ed educativi. Le scelte su cosa mandare in onda erano fatte pensando all’utilità che il telespettatore potesse trarne. Da tenere presente che i canali erano solo due e le programmazioni erano complementari. I generi televisivi erano nettamente definiti. Con l’instaurarsi di un regime concorrenziale e commerciale, (la nascita delle emittenti televisive private nel 1975) le cose cambiarono radicalmente.
  • 6. La neo-televisione Con la Neotelevisione il quadro cambia radicalmente. Si entra nell’era della scelta e dell’abbondanza. Il principio fondamentale nell’organizzazione del palinsesto diventa il flusso, la capacità di costruire un’offerta che costringa i telespettatori a rimanere sintonizzati sul canale. I programmi sono adatti a tutti: è la televisione generalista.
  • 7. Paleo e neo tv
  • 8. Il palinsesto Palinsesto è la disposizione in successione di un insieme di programmi, di una certa durata, allinterno di un intervallo temporale, secondo una logica e un ordine determinati. Dal punto di vista dellimpresa televisiva, lattività di costruzione del palinsesto consiste nel collocare un insieme di programmi (contenuto) allinterno di una griglia temporale (forma) secondo un determinato schema di disposizione (logica).
  • 9. Il palinsesto CONTENUTO: generalista - (segmentato) - tematico in base ad ampiezza e profondità FORMA: durata, frequenza, collocazione temporale, ordine di successione LOGICA: lobiettivo comune di tutti I canali della neotv è la massivizzazione dellascolto. In base a tale obiettivo nella tv tradizionale si sono create le seguenti logiche: counter programming, competitiv programming, bridging, effetto traino (block programming, hammoking, tentpoiling)
  • 10. I generi dei prodotti culturali I generi all’avvento dell’industria cultura passano dallessere categorie di classificazione a categorie d’uso. Chi produce, chi distribuisce, chi fruisce: i prodotti culturali vengono costruiti secondo precise categorie di genere e vengono distribuiti e consumati sullo sfondo di quelle stesse categorie. I generi non sono semplicemente un insieme di norme o convenzioni nei testi, ma sono degli orizzonti di aspettative condivisi anche dai pubblici che fruiscono i prodotti culturali.
  • 11. I generi in tv Gli obiettivi possono essere ricondotti a tre secondo la teoria della Bbc degli anni 30: - INFORMARE - INTRATTENERE - EDUCARE Ma se nella paleotv questa differenza era alla base di generi differenti, nella neotv ogni programma può avere contemporaneamente più di una funzione, tenendone una prevalente.
  • 12. I generi in tv Telegiornale, Programmi di approfondimento giornalistico, Infotainment (INFORMARE INTRATTENERE) Film per la TV, Miniserie televisiva, Serial, Telefilm, Sceneggiato televisivo, Telenovela, Soap opera, Cartoni animati (INTRATTENERE - EDUCARE) Varietà, contenitore, quiz (INTRATTENERE EDUCARE) Talk show (INTRATTENERE INFORMARE) Reality show (INTRATTENERE EDUCARE) Spot, televendita (VENDERE INTRATTENERE)
  • 13. Il telegiornale In Italia nasce il 10 settembre 1952. Si basa su 3 modelli fondamentali: il giornale radiofonico, il cinegiornale, i quotidiani. La legge Mammì lo rende obbligatorio per tutte le reti e dal 1991 nascono I tg delle reti Mediaset (2000 Tg La7 e 2003 Sky News). Il Tg è ancora il principale e più diffuso mezzo di informazione per la popolazione italiana.
  • 14. Il telegiornale I telegiornali non sono tutti uguali: hanno differenti strategie del discorso informativo. Un tg può essere analizzato in base a: - Gestione delle notizie - Agenda - Ritmo - Atteggiamento del conduttore - Profilo del pubblico - Relazione con lo spettatore - Scenografia
  • 15. Il TG1, TG2, TG3 TG1: Solo lievi variazioni nel corso degli anni. Studio chiuso e centralizzato. Gestione delle notizie tradizionale. Forte asetticità nella conduzione. Centralità delle hard news. Pubblico di anziani e famiglie con membri adulti. TG2: Veste grafica rinnovata di frequente. Impaginazione di tipo tradizionale ma con elementi informali. Conduzione più moderna. Centralità delle hard news ma anche grande spazio a temi sociali. Profilo spettatoriale adulto. TG3: Gestione delle notizie di tipo tradizionale. Centralità delle hard news e particolare attenzione agli esteri e alleconomia. Taglio interpretativo. Pubblico maschile detà matura e femminile adulto con livelli economici e culturali medio-alti.
  • 16. La reality tv - Da metà anni 80 si sviluppa problema di realismo sul piccolo schermo (tv verità, filmati amatoriali, candid camera). - Da anni 90 si diffonde un macrogenere che si può definire REALITY TV: tutti I programmi che presentano come veri e contemporanei personaggi e location ed eventi a cui si può assistere in diretta. - La tv si propone come mezzo tecnologico ceh filma il reale in modo neutro e fa dellestemporaneità e della casualità il vero motivop di interesse del pubblico.
  • 17. Il reality show Nati almeno trentanni fa negli Usa (Saranno famosi) - Spazio nei palinsesti dagli anni 90 con The Real Word su Mtv - Larrivo dei format di Big Brother e Fame segna la soapizzazione delle storie raccontate e della dimensione più ludica dei contenuti - Forte coinvolgimento dei new media e dello spettatore nellevoluzione del programma
  • 18. Il reality show Il reality show è un programma basato su situazioni reali che coinvolgono solitamente persone comuni (o star viste come persone comuni come ne Lisola dei famosi o The Osbournes) presentate in un contetso narrativo reale o fittizio visibili sia in diretta che in con contributi preregistrati. - La tv è demiurgo che crea levento e lascia che si svolga - Ruolo consenziente dei protagonisti che affuidano la loro vita alla tv - I contenuti si incentrano sulla vita quotidiana e la melodrammaticità dei sentimenti coinvolti - La realtà mostrata è provocata, costruita e preordinata per quanto si cerchi di occultarlo
  • 19. Il reality show: tipologie - Utility tv (es. Forum) - Emotaintment (Carramba che sorpresa, Stranamore, Amici) - People show (Grande fratello, La corrida) - Celebrity show (Lisola dei famosi, La fattoria) - Talent show (Amici, Xfactor, Italian Next Top model)
  • 20. La fiction tv La fiction : testi basati sull’invenzione narrativa, sulla costruzione di un universo diegetico costituito da ambienti, personaggi e azioni, dinamizzati in un racconto (promessa finzionale) Il termine fiction, derivazione inglese dal verbo latino “fingo” (creare), in opposizione a “factual”, e ancor di più il temine “drama” si connettono al concetto classico/aristotelico di mimesi, imitazione o rappresentazione del reale. La fiction televisiva ha definito le proprie specifiche forme culturali a partire da: - prosa teatrale (teledramas e sceneggiati) - radiodramma (da cui trae origine, come diretta filiazione, la soap opera), - cinema di narrazione o di finzione.
  • 21. SOAP, DRAMA e COMEDY La fiction si differenzia in base a stile e soprattutto contenuti in tre grandi macrogeneri: - SOAP: ununica storia che non giunge ad una conclusione narrativa (serial aperto), pochi luoghi, impostazione teatrale, ricambio dei personaggi, forte continuità tra puntate che non giungono mai ad alcuna conclusione. - SITCOM: una sola o poche ambientazioni, pochi punti di ripresa, al chiuso, impostazione teatrale. Un ristretto numero di personaggi immersi in un ambiente ordinario usati come pretesti per trattare temi di vita quotidiana da prospettive insolite e come fonte di spunti per gag. Gli episodi sono sostanzialmente indipendenti (o stand-alone).
  • 22. SOAP, DRAMA e COMEDY La fiction si differenzia in base a stile e soprattutto contenuti in tre grandi macrogeneri: - DRAMA: molte location e punti di ripresa, impostazione cinematografica, forte variabilità di temi tra puntate, approfondimento psicologico dei personaggi e loro evoluzione, numerosi personaggi secondari più o meno stabili, grande variabilità di generi.
  • 23. La struttura della serie I Simpson Csi Big bang theory Lost SoapSERIE SERIAL Serie Serializzata: plot episodico plot stagionale plot inter-stagionale
  • 24. La struttura della serie Il formato viene definito soprattutto in base alle modalità di scansione o disposizione temporale del discorso narrativo che il medium sceglie e colloca all’interno del palinsesto, derivante da: - il numero dei segmenti (per esempio 2, 4, 22 o potenzialmente infiniti come nelle soap, estremamente ridotti come nelle miniserie) - la loro morfologia (episodio “chiuso” o puntata “aperta”) - la struttura narrativa (evoluzione cronologica o meno delle vicende e dei personaggi).
  • 25. La struttura della serieSerie: suddivisa in episodi, cioè segmenti narrativi autoconclusivi senza sviluppocronologico delle vicende, e che prevede un ritorno ciclico del tempo;Serial: suddiviso in puntate, cioè segmenti narrativi aperti con sviluppocronologico delle vicende, e che prevede uno sviluppo lineare del tempo;Miniserie: suddivisa in puntate, da due a sei, e prevede uno sviluppocronologico delle vicende attraverso un percorso narrativo molto breve rispettoad altre forme seriali ed perciò è definita una forma seriale debole;Film per la Tv: non presenta caratteri di serialità (serialità zero), la cui durataè di circa 90 minuti (al netto dei break pubblicitari), e che è la forma più affineal lungometraggio cinematografico.
  • 26. La struttura della puntataLa serie ha un formato standard, che è determinatodalla sua collocazione in un palinsesto rigido (slot di1 ora e ½ ora)La serie drammatica (drama) ha una durata standarddi 1 ora (lorda) per episodioL’episodio è segmentato in blocchi dai breakpubblicitari (normalmente 4, preceduti dal nero):Ogni segmento si chiude con un climax (più omeno forte) per mantenere fedeltà spettatoriale(curva crescente/break etc)
  • 27. La struttura della puntata: inizio RESUME: in alcune serie serializzate: breve riassunto (funzionale ai temi della puntata) TEASER: breve blocco che precede la sigla: il tema/soggetto dell’episodio è introdotto; oppure introduce un certo “guest character” o una nuova location etc. OPENING CREDITS (sigla): tema musicale e montaggio in stile clip; serve a indicare i credits (attori, creator, writer, regista etc.) La sigla è molto indicativa del genere cui la serie si richiama e può modificarsi nel corso degli anni.
  • 28. La struttura della puntata DRAMA La serie ha un formato standard, che è determinato dalla sua collocazione in un palinsesto rigido (slot di 1 ora e ½ ora) La serie drammatica (drama) ha una durata standard di 1 ora (lorda) per episodio L’episodio è segmentato in blocchi dai break pubblicitari (normalmente 4, preceduti dal nero): Ogni segmento si chiude con un climax (più o meno forte) per mantenere fedeltà spettatoriale (curva crescente/break etc)
  • 29. La struttura della puntata SITCOM La puntata della sitcom ha una durata compresa tra i 20 e i 30 minuti. Ogni puntata prevede una o due storie che si concludono entro la puntata. Ogni due o tre frasi cè una battuta che è sottolineata da una risata (vera o finta) del pubblico invisibile allo spettatore. L’episodio è segmentato in blocchi dai break pubblicitari (il numero si basa sulla durata). Ogni segmento si chiude con un climax (più o meno forte) per mantenere fedeltà spettatoriale (curva crescente/break etc).
  • 30. La serialità di culto - Nasce la figura del produttore/creatore/AUTORE: ampio controllo creativo. I creatori/autori diventano “marchi” e garanzie per attrarre pubblico: Stephen Bochco (Hill Street Blues, NYPD), David E. Kelley (Ally McBeal, The Practice), Chris Carter (X-files, Millenium), Joss Whedon(Buffy, Angel), David Chase (Sopranos) - Dagli anni Ottanta, e poi negli anni Novanta/Duemila, nasce una “quality popular television”: una serialità di qualità destinata a frazioni di spettatori più ristrette, sul mercato interno (“democraphically desirable audience”) e sul mercato globale (esportazione delle serie e vendita dei diritti)
  • 31. La serialità di culto - Dalla programmazione di flusso (Williams, anni 70) a programmazione “per appuntamenti imperdibili” (must-see-tv); - Meccanismo del “double coding”: il testo si rivolge a un pubblico generalista MA ANCHE a un pubblico competente/appassionato (un pubblico di fan) - Le serie di culto sono quelle che conseguono culture di fandom attive e consistenti, con fan impegnati in pratiche creative e interpretative (scrittura di fan-fiction, produzione di fan-art… etc.) - Le serie di culto comprendono/prevedono uno spettatore/fan, forme di fruizione di fandom
  • 32. La serialità di culto La cult-testualità si definisce a partire da una serie di caratteristiche “testuali” (Matt Hills): a) autorialità [auteurism]; b) narrazione costruita su un costante differimento che genera un’ ermeneutica perpetuata; c) iper-diegesi [hyperdiegesis]
  • 33. LostLost è un serial televisivo americano davventura.Trasmesso a partire dal 2004 negli Stati Uniti, èambientato su una misteriosa isola tropicale in cui siritrovano i sopravvissuti di un incidente aereo.Il serial, le cui riprese si svolgono principalmentesullisola di Oahu (Hawaii), è prodotto negli USAdalla ABC, Bad Robot Productions e Grass SkirtProductions. La storia è stata scritta da J.J. Abrams,Damon Lindelof e Jeffrey Lieber,
  • 34. LostTra le 324 persone a bordo, solo 71 se ne salvano(72 aggiungendo un cane) sparse attraverso le tresezioni dellaereo precipitato.La stagione di apertura rappresenta 14 ruoliprincipali da protagonista, che fa di Lost il secondopiù grande cast televisivo in America (dietro aDesperate Housewives). Questo fa si che, comeafferma il produttore esecutivo Bryan Burk, "Puoiavere più interazioni tra i protagonisti e così crearepiù personaggi, più storie passate, più triangoliamorosi."Durante le prime due stagioni, molti personaggiprincipali sono stati fatti uscire di scena e fattientrare degli altri personaggi con le loro storie.
  • 35. Lost- Vite collegate (le vite dei protagonisti di Lostsembrerebbero già correlate tra loro prima ditrovarsi sullisola)- Bianco e nero (I colori bianco e nero, chesimbolicamente rappresentano le forze naturali enegative o il bene e il male, appaiono alcune volte –Backgammon, Sassi, Occhiali)- Padri (La maggior parte dei personaggi è inconflitto con il proprio padre, ha rapporti difficilicon lui o lo ha perso)- I numeri (I numeri 4, 8, 15, 16, 23 e 42 (alla basedellEquazione di Valenzetti): hanno attratto ilgruppo di Danielle Rousseau; Hurley ha vinto lalotteria; incisi sul portello di ingresso della botola,il tempo per digitare il codice computer).- Redenzione
  • 36. LostI nomi di alcuni personaggi sono in realtà nomi dinoti filosofi o personaggi letterari:John Locke → John LockeDanielle Rousseau → Jean-Jacques RousseauDesmond David Hume → David HumeMikhail Bakunin → Michail Aleksandrovič BakuninBoone Carlyle → Thomas CarlyleAnche il nome di Jack è molto significativo: JackShephard, molto simile a shepherd, pastore ininglese.Penny, diminutivo di Penelope con Desmond neipanni di un Ulisse tropicale.Jacob, il personaggio misterioso dellisola richiamala figura del patriarca Giacobbe.
  • 37. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling La casa di produzione ABS del serial televisivo LOST (Usa 2004-2009) ospita sul suo sito una sezione dedicata a questo prodotto nella quale risultano presenti una quantità notevole di materiali multimediali: - Foto - Bio personaggi - Guida agli episodi - Video tratti dagli episodi e commentativi - Forum - Podcast autori - Magazine ufficiale - Book club
  • 38. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling Il multimedia o transmedia storytelling è il racconto di una storia in modo trasversale a diversi media con l’obiettivo di creare un’esperienza unica e coordinata di intrattenimento. Le storie, così costruite, non sono basate su singoli personaggi o su specifici plot, ma su complessi mondi finzionali (matrici di narrazioni) in continua espansione che possono sostenere molti personaggi correlati e le loro storie. Tale modello di narrazione può essere applicato anche ai più svariati ambiti comunicativi e con I più diversi obiettivi (non solo con entertaitment prevalente come nel caso analizzato).
  • 39. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling Nel 2007 la ABS aggiunge alcuni micro-episodi destinati solo alla diffusione online. Si tratta dei MISSING PIECES, tredici mini episodi della durata di due o tre minuti girati ex novo che approfondiscono alcuni aspetti della serie rimasti fino a quel punto nellombra, ma non fondamentali alla comprensione dellintera storia.
  • 40. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytellingMISSING PIECES: The Watch (Jack e Christian) ; The Adventures of Hurley andFrogurt (Hurley e "Frogurt") ; King of the Castle (Jack e Ben); The Deal (Michael eJuliet) ; Operation: Sleeper (Jack e Juliet); Room 23 (Ben e Juliet); Arzt & Crafts(Hurley, Jin, Sun, Michael e Arzt); Buried Secrets (Jin, Sun e Michael); TropicalDepression (Michael e Arzt); Jack, Meet Ethan. Ethan? Jack (Jack e Ethan) ; Jin Hasa Temper-Tantrum on the Golf Course (Hurley, Jin e Michael); The Envelope(Juliet e Amelia) ; So It Begins (Jack, Christian e Vincent)
  • 41. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling Sono stati sviluppati, in parallelo a Lost, tre diversi "Alternate Reality Games", un particolare tipo di gioco on line, destinato a rivelare indizi sulle stagioni seguenti e a fornire unespansione delluniverso di Lost, al di fuori della storia rivelata negli episodi: si tratta di The Lost Experience, Find 815 e del Dharma Initiative Recruiting Project. Anchessi non sono però necessari alla comprensione della serie. La canonicità dei giochi è un argomento che è stato affrontato dagli autori in un episodio del podcast ufficiale della serie. Tutti e tre sono stati sviluppati nellintervallo di tempo tra una serie e laltra e chiusi non appena la nuova serie è iniziata.
  • 42. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling
  • 43. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling Ma la ABC gioca anche la carta del medium tradizionale, il libro Bad Twin pubblicato nel maggio 2006. Rilasciato esclusivamente in versione inglese, fa parte delluniverso di Lost e di Lost Experience. Nella finzione è stato scritto da Gary Troup, ma il vero autore è Laurence Shames. Il libro è centrato sulla storia di Paul Artisan, un investigatore privato che viene assunto da uno dei più importanti membri della famiglia Widmore, Clifford Widmore, con lincarico di trovare il suo fratello gemello Alexander. Alexander è sempre stato visto come la pecora nera della famiglia, il gemello cattivo (Bad Twin); ma Artisan scoprirà presto che ci sono molte cose nella famiglia Widmore che non avvengono alla luce del sole.
  • 44. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling Gary Troup consegna il manoscritto di Bad Twin alla Hyperion Publishing prima del viaggio fatale sul Volo Oceanic. Lautore sopravvive al disastro aereo, ma è la prima persona a morire sullisola metre viene risucchiato nel motore dellaereo che ancora gira, causando lesplosione seguente. Un manoscritto del Bad Twin viene ritrovato da Hurley nellepisodio 2x13 ("Il lupo"). Il manoscritto fu in seguito acquisito da Sawyer. Quando Sawyer prova a posporre la richiesta di Jack riguardo la pistola rubata, Jack brucia le pagine che avrebbero rivelato la fine episodio 2x20 ("Due per la strada"). Jack non aveva nessun modo di sapere se il manoscritto fosse stato pubblicato o se il suo autore fosse stato ucciso.
  • 45. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling Il clamoroso successo della serie televisiva Lost ha avuto come conseguenza anche l’uscita di “guide”, e di romanzi che si rifanno alla serie stessa.
  • 46. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling OBIETTIVI - Contribuire alla comprensione del prodotto - Mantenere alto il coinvolgimento dellaudience - Attivare forme di viral marketing
  • 47. Unesempio di partecipazione intermediale: il Multimedia storytelling FASI 1. Promozione del serial e creazione del primo sito ufficiale (solo accessorio) 2. Trasmissione di una voice mail per ottenere chiavi di accesso al sito e avere informazioni aggiuntive; siti web di società del serial (aggiuntivo ma sempre passivo) 3. Apertura di un blog della protagonista di Lost Experience ; Montaggio spezzoni video da parte di utenti sul sito ; Vendita prodotti del serial e uploading fotografie , ; utilizzo dei social network come forma di creazione di nuove declinazioni del prodotto (aggiuntivo e attivo)