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Pesticidi, OGM, micotossine
 

Pesticidi, OGM, micotossine

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La seconda lezione di quest'anno al Master di Diritto Ambientale dell'Università di Bergamo.

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    Pesticidi, OGM, micotossine Pesticidi, OGM, micotossine Presentation Transcript

    • Aspetti scientifici legati a tematiche emergenti nella tutela ambientale e in agricoltura Gianluca Tognon Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO), Firenze Master di diritto ambientale Area Tutela dell’ambiente, risparmio energetico e agricoltura
      • Pesticidi
      • Organismi geneticamente modificati
      • Micotossine
      • Cambiamenti climatici: agricoltura e salute
    • Pesticidi
    • I pesticidi
      • Sono sostanze chimiche sviluppate e prodotte per il controllo degli infestanti in agricoltura e nel settore della salute pubblica, oppure per aumentare la produzione di cibo o fibre
      • Anche i regolatori di crescita delle piante (usati per influenzare determinati processi di crescita delle piante) e gli erbicidi (usati contro le erbe infestanti) sono trattati dalla legislazione dell’UE come prodotti fitosanitari. I biocidi, invece, non sono usati sulle piante, bensì per debellare organismi nocivi e portatori di malattie quali insetti, ratti e topi
      • Gli antibiotici non sono considerati pesticidi
      • Alcune piante sono in grado di produrre pesticidi naturali (piretroidi)
    • Caratteristiche di un pesticida a basso rischio
      • Ridotto impatto sulla salute umana e tossicità sui mammiferi molto bassa
      • Tossicità minore rispetto alle alternative
      • Effetti ridotti sugli organismi non oggetto del controllo (api, uccelli, pesci)
      • Basso potenziale di inquinamento delle acque
      • Basso potenziale di generare resistenze
      • Buona efficacia
    • Quadro normativo EU
      • Una corposa legislazione UE disciplina il commercio e l’impiego di prodotti per la protezione delle piante e i loro residui negli alimenti. I pesticidi sono regolamentati principalmente dalla direttiva 91/414/CEE relativa all’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari
      • La direttiva stabilisce che le sostanze attive contenute nei pesticidi sono approvate per l’uso nell’Unione europea soltanto se sono state oggetto di una valutazione di sicurezza
      • Il regolamento (CE) n. 396/2005 concerne la fissazione, il monitoraggio e il controllo dei residui di pesticidi nei prodotti di origine vegetale e animale (MRL) che possono derivare dal loro uso come fitofarmaci
      • Dall’agosto del 2002 l’EFSA è responsabile a livello comunitario della revisione delle sostanze attive impiegate nei prodotti fitosanitari, compito che viene assolto dall’unità Revisione tra pari della valutazione del rischio dei pesticidi (PRAPeR) dell’EFSA secondo le procedure e i termini stabiliti dalla legislazione europea.
    • Il sistema comunitario di approvazione dei pesticidi
      • Affinché possa esserne autorizzata la commercializzazione, ogni sostanza attiva deve rivelarsi sicura per la salute umana, degli animali e dell’ambiente. Spetta all’industria fornire dati scientifici in grado di dimostrare la sicurezza di impiego di una data sostanza
      • L’EFSA svolge una valutazione scientifica del rischio derivante dall’uso delle sostanze. La Commissione decide quali misure specifiche adottare per la gestione del rischio
      • Se durante il processo di revisione si riesce a dimostrare che la sostanza attiva è priva di effetti nocivi sulla salute dell’uomo e degli animali e che non ha nessun influsso inaccettabile sull’ambiente, è possibile procedere alla sua approvazione
      • Viene infine redatto un elenco comunitario di principi attivi approvati e gli Stati membri hanno la possibilità di autorizzare solo i prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive ivi inserite
    • Classificazione generale Acaricidi Battericidi Regolatori di crescita Avicidi Fungicidi Rodenticidi Erbicidi Attrattori di insetti Molluschicidi Insetticidi Repellenti Nematodicidi Algicidi
      • Organofosforici (spt insetticidi)
      • Carbammati ( insetticidi, fungicidi ed erbicidi )
      • Benzimidazoli (fungicidi)
      • Ditiocarbammati (usati prevalentemente in agricoltura come fungicidi)
      • Piretroidi sintetici (insetticidi molto persistenti)
      • Organoclorurati (insetticidi estremamente stabili ormai quasi per nulla utilizzati)
      • Fenossiacetici (erbicidi)
      • Erbicidi del gruppo dell’ammonio quaternario
      • Clorotriazine (erbicidi, come l’atrazina)
      Classificazione chimica
    • Principali effetti
      • Neurotossici
      • Teratogenici
      • Cancerogenici
      • Distruzione endocrina
    • Meccanismi d’azione 1: interferenza coi processi cellulari
      • Inibitori dei processi metabolici cellulari di produzione dell’energia: organostannici (ad es. l’acaricida azocyclotin )
      • Sostanze che reagiscono con i gruppi SH (siti di legame attivi importanti per molti enzimi) e generatori di radicali liberi: ditiocarbammati ( maneb , mancozeb , metiram , propineb , thiram e zineb ) e fungicidi a base di rame
      • Interferenza con i processi di divisione cellulare: fungicidi ( benomyl [benzimidazoli] , carbendazim , thiabendazole , diethofencarb ), erbicidi ( trifluralin , carbetamide )
      • Inibizione del metabolismo degli acidi nucleici (DNA, RNA): fungicidi ( metalaxyl [fenilamidi] , erbicidi ( acetochlor , alachlor , butachlor [Cloroacetanilidi] )
      • Inibitori della fotosintesi: atrazina [triazine] , inibitori della sintesi dei carotenoidi ( aminotriazole , aclonifen e beflubutamid )
    • Meccanismi d’azione 2: inibitori enzimatici
      • Inibitori della sintesi dell’ergosterolo (analogo del colesterolo nei funghi): azoli e triazoli ( imazalil e flusilazole ); piridine e pirimidine ( pyrifenox , triarimol , ancymidol ); piperazine ( triforine ), amine, morpholine ( Dodemorph , Fenpropimorph e Spiroxamine )
      • Inibitori della sintesi degli aminoacidi (erbicidi): glyphosate , glufosinate
      • Inibitori della sintesi della chitina (insetticidi): buprofezin , cyromazine
      • Inibitori dell’acetil-colinesterasi (insetticidi): organofosforici ( paraoxon , parathion -> degradato a paraoxon, fenthion , dichlorofenthion , bromophos , azinphos ethyl , trichlorfon ); carbammati ( aldicarb, bendiocarb, )
    • Meccanismi d’azione 3: interferenza con la trasduzione del segnale nervoso
      • Inibizione dei canali del sodio:
        • Piretroidi: insetticidi derivati dai fiori del piretro o analoghi sintetici ( permethrin , deltamethrin , cipermethrin ). Insieme agli organofosforici sono fra gli insetticidi più diffusi
        • DDT, methoxychlor
      • Inibizione contro le sinapsi GABA-ergiche:
        • Lindano
        • Ciclodieni: aldrin, dieldrin, endrin, heptachlor, chlordane
    • Meccanismi d’azione 4: pesticidi che agiscono come ormoni
      • Agonisti dell’ormone giovanile ( methoprene , fenoxycarb , pyriproxyfen ): alterano i processi di maturazione e riproduzione
      • Feromoni, permettono di attirare gli insetti nelle trappole o alterano la maturazione sessuale
    • Resistenza ai pesticidi
      • Lo sviluppo di meccanismi di resistenza ai pesticidi è considerato uno dei principali ostacoli al controllo dei patogeni
      • Consiste nello sviluppo in una popolazione della capacità a tollerare dosi tossiche di una sostanza che sarebbe letale per la maggior parte dei soggetti di quella specie
      • Cross-resistenza: sviluppo della resistenza ad una sostanza dopo essere stati esposti ad un’altra
      • Resistenze multiple: sviluppo di resistenza a più sostanze alle quali il patogeno è stato esposto
    • Meccanismi
      • La resistenza ad un pesticida è una caratteristica intrinseca al patogeno, non viene indotta dal trattamento
      • La presenza di elementi resistenti in una popolazione fa sì che questi abbiano un vantaggio rispetto agli altri individui che sono invece sensibili
      • Gli individui che sopravvivono perché resistenti al trattamento, sono gli unici che si riproducono e generano una nuova generazione di soggetti resistenti
    • Possibili fenomeni alla base della resistenza
      • Comportamento (e.g.: alcuni animali potrebbero aver modificato il proprio comportamento in modo da evitare le aree trattate). Può essere geneticamente determinato
      • Ridotto assorbimento o ridotta penetrazione attraverso la cuticola
      • Ridotto trasporto a livello del tessuto target
      • Ridotta bioattivazione della sostanza
      • Maggiore velocità di eliminazione/metabolizzazione
      • Presenza di recettori meno sensibili al composto
      • Presenza di organi più grandi o più robusti
      • Sviluppo di meccanismi fisiologici alternativi a quello bloccato
    • Modalità per ridurre i fenomeni di resistenza
      • Strategia “Refuge” (alcune aree non vengono trattate)
      • Utilizzo di sostanze in combinazione per sfruttare meccanismi d’azione diversi
      • Colpire gli individui adulti piuttosto che le larve (che sono i reali patogeni, ma rappresentano anche lo stadio di vita alla quale l’animale è più resistente)
      • Combinazione con altri composti che inibiscono i meccanismi di detossificazione
      • Sfruttamento della maggiore sensibilità in una popolazione resistente ad un altro composto (alcuni funghi resistenti ai benzimidazoli sono però anche più sensibili al diethofencarb)
      • Nessun metodo permette di mettersi al riparo da fenomeni di resistenza al 100%
      • I fenomeni di resistenza crociata possono avvenire sia nei confronti di sostanze con meccanismi d’azione simili che diversi
    • Concentrazioni plasmatiche
      • Numerosi pesticidi ormai vietati da diversi anni nell’UE (DDT, HCH, ecc.), sono ancora rintracciabili nei tessuti umani (sangue, tessuto adiposo, ecc.) e nel latte materno
      • Questo non può che suggerire cautela nell’utilizzo dei pesticidi attualmente in commercio
      • Per accedere al database europeo:
      • http://ec.europa.eu/sanco_pesticides/public/index.cfm
    • Monitoraggio europeo dei pesticidi negli alimenti
      • Vengono testati alimenti diversi di origine vegetale (frutti e ortaggi di vario genere) campionati su diversi alimenti in diversi punti della filiera alimentare (grossisti, dettaglianti, mercati, industrie di trasformazione, ecc.)
      • Il numero di campioni e pesticidi testati è cresciuto nel corso degli anni e cresce il numero di campioni con contaminazione multipla
      • I dati di contaminazione vengono incrociati con i dati di consumo ( Standard European Diet , WHO)
      • Generalmente non vi è nessuna preoccupazione per l’ADI
      • A volte si ha il superamento dell’RfD per i bambini (nel 2001 l’endosulfam supera l’RfD anche per gli adulti)
    • Regolamento 396/05
      • Dal primo settembre 2008 è entrato in vigore il Regolamento europeo n. 396/05 che armonizza la definizione dei limiti massimi consentiti (MLR) nei prodotti alimentari nei paesi membri dell’UE e che ha portato ad abbassarli, per alcune sostanze, per garantire che vengano utilizzati quantitativi minimi di pesticidi
      • Sarà dunque interessante valutare nei prossimi anni i risultati dei monitoraggi condotti in seguito all’introduzione della nuova normativa
    • Organismi geneticamente modificati
    • Definizione di OGM
      • Per “organismo geneticamente modificato” (OGM) si intende un organismo il cui materiale genetico è stato modificato con modalità che non avvengono naturalmente per fecondazione e/o per ricombinazione naturale
      • Gli OGM possono essere vegetali, animali o microrganismi quali batteri, parassiti e funghi.
    • Quadro normativo EU
      • Gli alimenti geneticamente modificati (GM) possono essere autorizzati nell’Unione europea soltanto dopo aver superato una rigorosa procedura di valutazione della sicurezza
      • Le procedure di valutazione e di autorizzazione degli alimenti geneticamente modificati sono previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003 relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, entrato in vigore nell’aprile 2004, e dalla direttiva 2001/18/CE sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati, entrata in vigore nel marzo 2001
    • Valutazione dei rischi
      • La valutazione indipendente ogni possibile rischio derivante dagli OGM per la salute umana e animale e per l’ambiente viene effettuata dall’EFSA
      • L’agenzia però, non autorizza gli OGM, in quanto questo compete alla Commissione europea e agli Stati membri in qualità di gestori dei rischi, ma si limita strettamente alla fornitura di pareri scientifici
      • Le valutazioni dell’EFSA sono effettuate dal gruppo GMO, costituito da esperti scientifici indipendenti coadiuvati da un determinato numero di gruppi di lavoro specializzati che si avvalgono di un pool di oltre 40 esperti esterni competenti in settori quali l’allergenicità, l’ecologia, la microbiologia, la tossicologia, la fisiologia vegetale e la genetica molecolare. Tutti i membri del gruppo di esperti scientifici e dei gruppi di lavoro sono tenuti a conformarsi alla politica dell’EFSA in materia dichiarazione di interessi e a dichiarare gli eventuali conflitti di interessi prima di ogni riunione. Le loro dichiarazioni sono accuratamente vagliate dall’EFSA in base a rigorose procedure interne. 
      • Per tutte le domande vengono presi in considerazione i seguenti aspetti:
      • la caratterizzazione molecolare del prodotto geneticamente modificato, tenendo conto delle caratteristiche dell’organismo donatore e di quello ricevente
      • le caratteristiche compositive, nutrizionali e agronomiche del prodotto geneticamente modificato
      • la tossicità e allergenicità potenziali del prodotto geneticamente modificato
      • il potenziale impatto sull’ambiente a seguito del rilascio deliberato del prodotto geneticamente modificato, tenendo conto dell’impiego previsto (importazione, lavorazione o coltivazione)
    • Aspetti di maggiore interesse
      • Tecnologie applicate, prospettive e problemi
      • Impatto ambientale
      • Impatto sul suolo
      • Impatto agronomico
      • Impatto sanitario (allergie)
      • Impatto sullo stato nutrizionale
      • Aspetti giuridici (ad es. proprietà intellettuale)
      • Prospettiva economica
      • Prospettiva etica e sociale
    • Il principio della sostanziale equivalenza
      • Introdotto dall’OECD, si basa sul principio che se si può dimostrare che un prodotto alimentare nuovo o GM è essenzialmente equivalente nella composizione ad un prodotto esistente allora lo si può considerare sicuro quanto il suo equivalente convenzionale
      • Questo principio, che fu approvato da una consultazione congiunta FAO/WHO nel 1996, riconosce anche che i prodotti alimentari rappresentano misture altamente complesse di differenti composti e che la composizione dettagliata e i valori nutrizionali dipendono, tra l’altro, dalle condizioni di crescita, dal clima e dal periodo della raccolta
      • Riconosce anche che la valutazione tossicologica degli alimenti interi ha dei limiti dovuti alla dimensione in rapporto agli additivi alimentari o alle medicine
      • Il principio della sostanziale equivalenza esige che le piante GM vengano valutate confrontando la pianta GM con la sua controparte convenzionale . E’ stato criticato perché richiede un giudizio troppo soggettivo
    • Valutazione della sostanziale equivalenza
      • Il rapporto FAO/WHO del 1996 identifica 3 possibili risultati di tale valutazione che vengono poi usati per strutturare la valutazione di sicurezza richiesta per un particolare prodotto GM
      • Primo , l’alimento GM può essere considerato come sostanzialmente equivalente alla sua controparte convenzionale sia dal punto di vista tossicologico che nutrizionale. Ne è un esempio l’olio derivato da una pianta GM quale il mais o la soia, in quanto non include la proteina rintracciabile o il DNA derivato dalla pianta GM. Una volta che il prodotto è risultato sostanzialmente equivalente, non è necessaria un’ulteriore valutazione di sicurezza
      • Secondo , potrebbe essere sostanzialmente equivalente a parte alcune differenze definite. A volte il prodotto alimentare GM include i componenti deliberatamente introdotti dalla modificazione genetica. La valutazione si può limitare allora all’esame delle implicazioni delle differenze, testando i componenti nuovi della pianta GM
      • Terzo , il prodotto GM potrebbe essere considerato come non sostanzialmente equivalente a quello convenzionale, o potrebbe mancare un riferimento idoneo disponibile al confronto. Il prodotto necessita allora di una valutazione di sicurezza molto dettagliata
      • Oggi, le valutazioni di sicurezza includono un esame dettagliato della procedura di modificazione genetica sia rispetto alle sequenze di DNA che sono state introdotte, sia rispetto al punto della loro integrazione nel genoma della pianta parente
      • Vengono considerati i dati sulla composizione che coprono un’ampia gamma di parametri nutrizionali
      • Si procede anche ad una valutazione del potenziale di allergenicità derivante da un DNA estraneo
      • Se ci sono differenze tra il prodotto GM e la sua controparte naturale, si eseguono ulteriori esami (valutazione tossicologica della proteina introdotta o studi sull’alimentazione animale)
    • Le biotecnologie
      • Le biotecnologie tradizionali:
        • per produrre il pane, i formaggi, il vino, e la birra, fin dall’antichità l’uomo utilizza i lieviti e i batteri
        • Può essere considerata biotecnologia anche la selezione artificiale operata attraverso incroci. (es. razze canine e verietà di piante)
      • Le biotecnologie moderne:
        • possono essere cellulari (come la clonazione) o molecolari (basate sull’ingegneria genetica). L'ingegneria genetica consente di manipolare i singoli geni, isolarli, modificarli, trapiantarli, da una cellula all’altra, modificando così il patrimonio genetico di un individuo e quindi creare nuovi organismi che non esistono in natura
    • Il DNA
      • Ogni gene (tratto di DNA) codifica per una particolare proteina
      • Il codice genetico è universale
      • Ogni proteina ha una sua specifica funzione (strutturale, enzimatica, ecc.)
      • Le proteine sono troppo complesse da poter sintetizzate con processi chimici o fisici di laboratorio
    • Possibili applicazioni delle biotecnologie
      • In agricoltura:
        • Migliorare le proprietà alimentari
        • Rendere le piante più resistenti ai parassiti o agli erbicidi
      • In medicina:
        • Produzione in vitro di ormoni e antibiotici
        • Creazione di animali GM i cui organi siano compatibili con l’uomo
      • In campo ambientale:
        • Utilizzo di microrganismi GM per “ripulire” zone inquinate
        • Creazione di biosensori che rilevano sostanze chimiche tossiche illuminandosi
    • Tecniche più usate
      • Attualmente l’uso dell’ Agrobacterium tumefaciens e la “tecnica balistica” sono i metodi maggiormente usati per introdurre particolari sequenze di DNA nel genoma delle cellule vegetali
    • La tossina del Bacillus thuringensis
      • Il B. thuringensis è un bacillo gram positivo, sporigeno, molto simile al B. cereus (gastroenteriti) e al B. anthracis (estremam. tossico)
      • Più di 170 geni del Bt codificano per delle tossine
      • Tra queste, la proteina Cry (endotossina), è il principale componente insetticida di interesse
      • Cry lega dei recettori nell’apparato digerente dell’insetto e provoca lisi del tessuto
    • La δ - endotossina Cry
      • Il gene codificante per la tossina Cry viene usato nell’ingegneria genetica per produrre il mais BT, il cotone BT, ecc.
      • Diverse preparazioni della tossina Cry ( δ - endotossina) è inoltre commercializzata ed utilizzata contro lepidotteri, alcuni vermi infestanti e contro la piralide del mais
      • Nella forma commerciale è uno dei pesticidi ammessi nell’agricoltura biologica
      • La tossicità per l’uomo sembra essere bassa, ma permangono dubbi per l’ambiente
    • Resistenza al glifosate
      • Il glifosate (roundup) è un erbicida non selettivo che agisce per assorbimento attraverso le parti verdi della pianta inibendo un enzima, il 5-enolpiruvato-3-fosfoscichimato acido sintasi (EPSPS), coinvolto nella biosintesi degli aminoacidi aromatici, di alcune vitamine e di altri metaboliti secondari della pianta
      • L’EPSPS è presente nelle piante superiori, nei batteri e nei funghi, ma non nei mammiferi (uomo incluso), che assumono gli aminoacidi aromatici attraverso l’alimentazione (aminoacidi essenziali). Il glifosate pertanto, non dovrebbe essere tossico per l’uomo e gli animali
      • Per ottenere piante resistenti al glifosate si introducono geni codificanti per gli enzimi EPSPS, con affinità ridotta per il glifosate, o geni codificanti per enzimi che degradano il glifosate
      • Il principale esempio di prodotto transgenico che utilizza questo tipo di resistenza è la soia roundup ready
    • Temi da approfondire
      • Tutela del suolo (essudati radicali)
      • Trasferimento genico orizzontale (non sessuale) , ad esempio ai batteri intestinali (problema delle resistenze agli antibiotici) e verticale (sessuale) alle altre piante (problema della resistenza agli erbicidi negli infestanti)
      • Selezione di insetti e parassiti resistenti alle tossine (ad esempio Bt)
      • Aumento della quantità di pesticidi da usare a causa della selezione dei resistenti
      • Possibilità di modificazione della qualità del prodotto
    • Alcune valutazioni
      • Non è possibile affermare che tutti gli OGM sono sicuri così come non si può affermare che tutti gli OGM sono a rischio. La valutazione deve essere effettuata singolarmente
      • I dati sulla sicurezza del consumatore riguardo i prodotti attualmente presenti sul mercato, tendono a essere rassicuranti, almeno per il breve periodo, non esistono però ancora gli effetti nel lungo periodo
      • E’ invece necessario approfondire meglio le tematiche riguardanti la tutela dell’ambiente, data la penuria di studi in proposito
      • Occorre valutare anche la convenienza dell’introduzione degli OGM per l’agricoltura italiana, la cui politica è volta alla produzione agricola di qualità piuttosto che di quantità
      • Problematiche etiche legate all’utilizzo dei brevetti
    • Etichettatura dei prodotti alimentari
      • Viene considerato come limite al di sotto del quale la contaminazione può essere considerata accidentale e accettabile quello dell’0.9%
      • Al di sopra di tale soglia l’etichetta dovrà indicare obbligatoriamente una dicitura che indichi la presenza di OGM nel prodotto
      • Per conoscere i prodotti GM attualmente autorizzati e per approfondimenti: http:ww.consigliodirittigenetici.org/agrobiotech
    • MICOTOSSINE
      • Le micotossine sono metaboliti secondari prodotti da “muffe” in opportune condizioni microclimatiche di temperatura ed umidità (caldo/umido)
      • Sono biosintetizzate con poche reazioni biochimiche e invece costituiscono un gruppo eterogeneo sia chimicamente che biologicamente
      • Principali effetti tossici:
      • Genotossicità – Cancerogenicità - Mutagenicità
      • Nefrotossicità
      • Teratogenicità
      • Immunotossicità
      • Distruzione endocrina
      Cosa sono le micotossine
    • Normative micotossine
      • In Europa il processo di regolamentazione delle micotossine negli alimenti è iniziato nel 1998 con il Regolamento 1525/98
      • Attualmente i limiti sono stabiliti dai Regolamenti:
        • CE 472/2002 (tenori massimi di taluni contaminanti presenti nelle derrate alimentari)
        • CE 2174/2003 (aflatossine)
        • CE 1425/2003 e 455/04 (patulina)
        • CE 683/2004 (aflatossine e ocratossina A negli alimenti per lattanti e prima infanzia)
    • Le Muffe Tossigene
      • Aspergillus spp. (soprattutto flavus, parasiticus, ochraceus )
      • Fusarium spp. (soprattutto graminearum, moniliforme, sporotrichoides )
      • Penicillium spp. (soprattutto viridaticum )
      • La loro crescita è influenzata dal livello di umidità (Aw), dalla temperatura e dal pH e può avvenire:
      • direttamente sulla pianta
      • durante il trasferimento ai siti di stoccaggio
      • durante lo stoccaggio
    • Tipi di tossine
      • Le principali tossine di Fusarium sono:
      • FUMONISINE ( F. verticilloides, moniliforme e proliferatum )
      • DEOSSIVALENOLO ( F. graminearum e culmorum )
      • T-2 e HT-2 ( F. sporotrichioides, poae, equiseti e acuminatum )
      • ZEARALENONE ( F. graminearum )
      • Le principali tossine di Aspergillus :
      • AFLATOSSINE ( A. flavus, parasiticus e nomius )
      • OCRATOSSINE ( Aspergillus ochraceus e Penicillium verrucosum )
    • Derrate alimentari suscettibili di contaminazione
      • Materie prime (cereali, semi, frutta e verdura, frutta secca, caffé, cacao, spezie)
      • Prodotti derivati (prodotti a base di cereali, oli, dolci a base di cioccolato, birra, prodotti contenenti spezie, succhi di frutta, ecc.)
      • Anche la carne e i latticini possono essere contaminati!
    • Cambiamenti climatici: agricoltura e salute
    • L’effetto serra
      • L’energia emessa dalla superficie terrestre verso lo spazio (infrarosso) per bilanciare il flusso di energia ricevuta dal Sole, viene parzialmente assorbita da alcuni gas presenti nell’atmosfera (gas-serra) e da questi irradiata nuovamente verso la Terra.
      • In tal modo viene ritardata la dispersione di energia e si instaura una temperatura media alla superficie terrestre maggiore di quella che si verificherebbe in assenza di atmosfera.
    • I gas climateranti
      • Con il termine “gas serra” si definiscono quei gasi che influenzano il bilancio radiativo (delle radiazioni) dell’atmosfera e modificano gli equilibri climatici del pianeta
      • Generalmente essi vengono divisi in due gruppi principali:
        • Radiativamente attivi: modificano il clima attraverso il loro effetto diretto sull’equilibrio energetico della Terra (CO 2 , O 3 , CH 4 , CFC, ecc.)
        • Chimicamente attivi: influenzano il clima indirettamente, reagendo chimicamente con altri componenti dell’atmosfera e producendo gas radiativamente attivi (CO, NOx, COV, SO 2 )
    • Il surriscaldamento globale
      • Incremento della T media globale: 0,6°C nell’ultimo secolo
      • Scioglimento dei ghiacciai (soprattutto artici)
      • Aumento delle precipitazioni annue (spt nell’emisfero nord)
      • Incremento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi (cicloni tropicali e alluvioni) e de El Ni ň o
      • Crescita del livello del mare di 0,1-0,2 m (un tasso 10 volte più elevato di quello registrato negli ultimi 3000 anni)
    • Cambiamenti climatici e produzione agricola
      • Utilizzo di modelli statistici (scenario climatico – rese agricole per tipo di raccolto e paese – previsioni globali sulla base dei possibili adattamenti, andamento prezzi, ecc.)
      • I modelli attualmente in uso non sono in grado di stimare gli effetti degli eventi estremi (alluvioni, siccità)
      • Vanno considerati uno strumento utile per ottenere delle indicazioni future, ma non delle stime precise
      • Per quanto riguarda la produzione agricola, questi modelli indicano un aumento della produttività nelle latitudini a nord e una riduzione nelle latitudini più a sud (spt quelle aride e semi-aride, Africa in particolare)
    • Rischi per la salute umana
      • Ondate di caldo (aumento della mortalità)
      • Maggior facilità di diffusione delle malattie: molti insetti che fungono da vettori per alcuni patogeni (come la malaria, l’encefalite virale o la febbre gialla), sopravvivono meglio in un clima caldo e umido (effetti dipendenti dai livelli ambientali, socio-economici e dal grado di infrastrutturazione sanitaria)
      • Maggiore diffusione delle allergie (le concentrazioni di pollini sono in aumento)
      • Aumento della denutrizione a causa della riduzione delle rese agricole nelle zone alle latitudini più basse, soprattutto nelle zone giù aride o semiaride
      • Problematiche legate alle micotossine (climi più umidi e caldi)
      • In generale: maggiore vulnerabilità dei bambini
    • Dove reperire informazioni scientifiche affidabili
      • OMS: www.who.int
      • EPA: www.epa.gov
      • FAO: www.fao.org
      • EFSA: efsa.europa.eu
      • IARC: www.iarc.fr
      • UE: europa.eu/index_it.htm
      • PubMed: www.pubmed.gov
      • http://www.eea.europa.eu/themes
      • IPCC: www.ipcc.ch