La gestione dei sedimenti secondo le caratteristiche chimico-fisico e tossicologiche : classificazione tossicità
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La gestione dei sedimenti secondo le caratteristiche chimico-fisico e tossicologiche : classificazione tossicità

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Workshop: "LA COMPETITIVITÀ DEI PORTI: LA GESTIONE DEI SEDIMENTI" - 8 Marzo 2012, Venezia Terminal Passegeri.

Workshop: "LA COMPETITIVITÀ DEI PORTI: LA GESTIONE DEI SEDIMENTI" - 8 Marzo 2012, Venezia Terminal Passegeri.
Intervento di Loredana Musmeci
Istituto Superiore di Sanità

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La gestione dei sedimenti secondo le caratteristiche chimico-fisico e tossicologiche : classificazione tossicità La gestione dei sedimenti secondo le caratteristiche chimico-fisico e tossicologiche : classificazione tossicità Presentation Transcript

  • LA COMPETITIVITA’ DEI PORTI: LA GESTIONE DEI SEDIMENTI Venezia 08 marzo 2012La gestione dei sedimenti secondo le caratteristichechimico-fisico e tossicologiche : classificazione tossicità Loredana Musmeci Istituto Superiore di Sanità
  • ART. 48 Dl "Liberalizzazioni" Dl 24 gennaio 2012, n. 1 "Materiali di dragaggio"Tale articolo, come prima visto, contiene alcune importantinovità in merito alla gestione , sia come rifiuti che non, deimateriali di dragaggio: Possibilità di "riutilizzo" a terra dei materiali dragati, purché conformi alle CSC ( Colonna A o B in funzione della destinazione d’uso) ed al test di cessione di cui al DM 05/02/1998 e s.m.i. In tale caso non vengono presi in considerazione i parametri CLORURI e SOLFATI a condizione che l’ ARPA competente dia l’assenso. Le modalità del recupero a terra verranno fissate nel DM di cui al comma 6.
  • ART. 48 Dl "Liberalizzazioni" Dl 24 gennaio 2012, n. 1 "Materiali di dragaggio"Conformità per l’eluato ai sensi del D.M. 5/2/1998
  • ART. 48 Dl "Liberalizzazioni" Dl 24 gennaio 2012, n. 1 "Materiali di dragaggio"La destinazione a recupero dei materiali anzidetti dovrà essereindicata nel progetto di dragaggio di cui al comma 1 o in quellodi bonifica di cui all’articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile2006, n. 152 e successive modificazioni ed integrazioni. Ildecreto di approvazione dei progetti autorizza la realizzazionedegli impianti di trattamento e fissa le condizioni di impiego, iquantitativi e le percentuali di sostituzione in luogo deicorrispondenti materiali naturali e costituisce autorizzazione alrecupero.
  • ART. 48 Dl "Liberalizzazioni" Dl 24 gennaio 2012, n. 1 "Materiali di dragaggio"I materiali derivanti dalle attività di dragaggio di cui al comma 1, o da attività didragaggio da realizzare nell’ambito di procedimenti di bonifica di cui all’articolo252 del decreto legislativo n. 152 del 2006, ovvero ogni loro singola frazioneottenuta a seguito di separazione granulometrica o ad altri trattamenti finalizzatia minimizzare i quantitativi da smaltire inclusa l’ottimizzazione dello stadio didisidratazione, se non pericolosi all’origine o a seguito di trattamentifinalizzati esclusivamente alla rimozione degli inquinanti, ad esclusione quindidei processi finalizzati all’immobilizzazione degli inquinanti stessi, come quelli disolidificazione/stabilizzazione, possono essere refluiti, su autorizzazione dellaregione territorialmente competente, ovvero con le modalità di cui all’articolo 2,comma 3, del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e delmare del 7 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana del 4 dicembre 2008, n. 284 e fatte salve le disposizioni in materia tutela diimmobili ed aree di notevole interesse pubblico di cui al decreto legislativo 22gennaio 2004, n. 42, all’interno di casse di colmata, di vasche di raccolta, ocomunque di strutture di contenimento poste in ambito costiero, il cui progetto èapprovato ai sensi del comma 1 del presente articolo. Le stesse strutture devonopresentare un sistema di impermeabilizzazione naturale o completatoartificialmente al perimetro e sul fondo, in grado di assicurare requisiti dipermeabilità almeno equivalenti quelli di uno strato di materiale naturale dellospessore di cento centimetri con coefficiente di permeabilità pari a 1,0 x 10-9 m/s.
  • ART. 48 Dl "Liberalizzazioni" Dl 24 gennaio 2012, n. 1 "Materiali di dragaggio"Classificazione dei materiali di dragaggio Nell’art.48 non viene mai affermato che i materiali di dragaggio sono rifiuti, ma quando si afferma " SE NON PERICOLOSI ALL’ORIGINE O/A SEGUITO DI TRATTAMENTI ……. " è intuitivo il riferimento ai criteri di classificazione dei rifiuti. Pertanto dovranno essere applicati i criteri di classificazione dei rifiuti ed un problema è sicuramente quello dell’applicazione della caratteristica di pericolo H 14 ECOTOSSICO
  • ART. 48 Dl "Liberalizzazioni" Dl 24 gennaio 2012, n. 1 "Materiali di dragaggio"Classificazione dei materiali di dragaggio Il DL 02/2012 (MISURE IN CAMPO AMBIENTALE) Riporta un importante articolo, e precisamente l’art. 3, comma 2 - Ter recita: AllAllegato D, della parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006, il punto 5 è sostituito dal seguente: "5. Se un rifiuto è identificato come pericoloso mediante riferimento specifico o generico a sostanze pericolose, esso è classificato come pericoloso solo se le sostanze raggiungono determinate concentrazioni (ad esempio, percentuale in peso), tali da conferire al rifiuto in questione una o più delle proprietà di cui allallegato I. Per le caratteristiche da H3 a H8, HI0 e Hll, di cui allallegato I, si applica quanto previsto al punto 3.4 del presente allegato. Per le caratteristiche Hl, H2, H9, H12, H13 e H14, di cui allallegato I, la Decisione 2000/532/CE non prevede al momento alcuna specifica. Nelle more di una specifica Decisione Comunitaria, la caratteristica H14 viene attribuita ai rifiuti secondo le modalità dellaccordo ADR per la classe 9 - M6 e M7. Il Ministero dellambiente può individuare le modalità di attribuzione di tale caratteristica di pericolosità con decreto ai sensi dellarticolo 184, comma 5, del presente decreto . Fino allentrata in vigore del decreto di cui al periodo precedente restano comunque esclusi dallobbligo di determinazione della caratteristica di pericolosità H14 i rifiuti avviati a qualsiasi trattamento che non preveda contatto degli stessi con lambiente acquatico"
  • ART. 48 Dl "Liberalizzazioni" Dl 24 gennaio 2012, n. 1 "Materiali di dragaggio"L’idoneità del materiale dragato ad essere gestito secondo quanto previsto aicommi 2 e 3 viene verificata mediante apposite analisi da effettuare nel sitoprima del dragaggio sulla base di metodologie e criteri stabiliti dal citatodecreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 7novembre 2008. Le modifiche al decreto di cui al periodo precedente sonoapportate con decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio edel mare. In caso di realizzazione, nell’ambito dell’intervento di dragaggio, distrutture adibite a deposito temporaneo di materiali derivanti dalle attività didragaggio nonché dalle operazioni di bonifica, prima della loro messa a dimoradefinitiva, il termine massimo di deposito è fissato in trenta mesi senzalimitazione di quantitativi, assicurando il non trasferimento degli inquinantiagli ambienti circostanti. Sono fatte salve le disposizioni adottate per lasalvaguardia della laguna di Venezia.Si applicano le previsioni della vigente normativa ambientalenell’eventualità di una diversa destinazione e gestione a terra dei materialiderivanti dall’attività di dragaggio.
  • LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI: STATO DELL’ARTE, USO ADRPar. 2.2.9.1.10.5.2 Classificazione CE delle materie pericolose per l’ambientein alternativa all’ADR (ovvero le disposizioni di cui al Par. 2.2.9.1.10 ingenerale)In alternativa alle disposizioni dellADR 2009:a) Le materie che non possono essere assegnate a rubriche diverse dai numeri ONU3077 e 3082 della Classe 9 o ad altre rubriche delle classi da 1 ad 8, ma che sonoidentificate nella Direttiva 67/548/CEE del Consiglio del 27/06/1967 concernente ilravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relativealla classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura di sostanze pericolose, comemodificata, come sostanze alle quali è assegnata la lettera “N” “pericoloso perl’ambiente” (R50; R50/53; R51/53); eb) le soluzioni e miscele (come i preparati e i rifiuti) di materie alle quali è assegnatala lettera N “pericoloso per l’ambiente" (R50; R50/53; R51/53) nella Direttiva67/548/CEE come modificata, e alle quali, conformemente alla Direttiva1999/45/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 1999,concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari eamministrative relative alla classificazione, l’imballaggio e l’etichettatura di preparatipericolosi, come modificata, è ugualmente assegnata la lettera “N” “pericoloso perl’ambiente” (R50; R50/53; R51/53), e che non possono essere assegnate a rubrichedella classe 9 diverse dai numeri ONU 3077 e 3082 della classe 9 o ad altre rubrichedelle classi da 1 a 8;devono essere assegnate ai numeri ONU 3077 o 3082 della classe 9, secondoil caso.
  • LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI: STATO DELL’ARTE, USO ADR Conseguenze/ConclusioniL’ADR diventa uno strumento per la classificazione delle miscele di rifiuti nelcaso di composizione non nota con richiamo all’impianto della già citatanormativa comunitaria.L’estrema semplificazione consiste nell’attuazione della medesimaclassificazione CE in modo riduttivo nel quale si omette l’utilizzo della frasedi rischio R52: “Nocivo per gli organismi acquatici” e della R52-53: “Nocivoper gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativiper l’ambiente acquatico”.La conseguenza è che si elidono i relativi limiti più restrittivi aumentando difatto di un ordine di grandezza i limiti utilizzati nell’impianto del sistema dicalcolo delle sommatorie per la valutazione del rischio per la tossicità perl’ambiente acquatico conformemente alla direttiva 1999/45/CEE e successiviemendamenti come recepiti dalla norma statale.
  • LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI: STATO DELL’ARTE, USO ADR Conseguenze/ConclusioniL’ADR diventa uno strumento semplificato per la classificazione delle miscele di rifiuti acomposizione non nota. Vediamo tale semplificazione con quanto viene in praticaeliminato dalla Tabella 1 (All. 3 Parte A) della Direttiva 1999/45/CEE (si elide la parte ditabella individuata dalla croce, corrispondente al rischio R52-53): Colonna e riga non considerate
  • LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI: STATO DELL’ARTE, USO ADR Conseguenze/ConclusioniPur introducendo il rischio cronico, l’ADR 2011 mantiene il medesimoimpianto per le miscele a composizione non nota o deducibile. Si evincedunque che, a prescindere da limiti più restrittivi imposti per singolasostanza, composto o miscela dalla Direttiva 67/548/CEE, il limite diconcentrazione minore è pari a 25.000 mg/kg
  • LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI: STATO DELL’ARTE, USO ADR Conseguenze/ConclusioniQualora si contemplino i recepimenti e gli aggiornamenti allaDirettiva 1999/45/CEE, D.Lgs. 65/2003 D.M. 03/04/2007 e D.M.05/05/2008, rimane comunque esclusa ai fini dellaclassificazione secondo ADR 2009-2011 la nocività secondo lecombinazioni R52, R52-53, salvo introdurre il concetto deifattori moltiplicativi.
  • LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI PERICOLOSI: STATO DELL’ARTE, USO ADR Conseguenze/ConclusioniL’introduzione dei fattori moltiplicativi, comporta di fatto di tener conto dellagrave tossicità di un composto, qualora si manifesti L(E)C50 al di sotto di 0.1mg/L, come peraltro già presente nell’impianto della normativa CE. Tabella 2 Colonna non considerata