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Valutazione merito creditizio
 

Valutazione merito creditizio

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    Valutazione merito creditizio Valutazione merito creditizio Presentation Transcript

    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it Valutazione del merito creditizio criteri generali Corso: Analisi di bilancio per indici e il rendiconto finanziario Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 1
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 1) L’impresa e il suo business La banca vuole comprendere la capacità competitiva dell'impresa acquisendo, in collaborazione con il cliente, le informazioni sulla situazione attuale e le previsioni di sviluppo del mercato in cui opera, sui prodotti/servizi realizzati e/o commercializzati e sul suo posizionamento nel mercato, tenuto conto delle caratteristiche del settore e della dinamica della concorrenza. Ad esempio: • la natura giuridica dell’impresa • la struttura proprietaria • il settore di attività, i prodotti o servizi, i principali concorrenti, i canali di vendita • la fase di sviluppo dell’impresa • l’esperienza nel settore dei proprietari e dei responsabili Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 2
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 2) Le finalità del finanziamento Una precisa ed esaustiva informativa consente alla banca di individuare la natura e l'origine dei fabbisogni finanziari dell'impresa e quindi di studiare ed erogare finanziamenti, anche "su misura", atti a soddisfare nella maniera più adeguata le sue esigenze. Ad esempio: 1. il finanziamento del capitale circolante commerciale che trova origine nella differente tempistica che caratterizza gli incassi e i pagamenti connessi alle operazioni di gestione corrente (acquisto - trasformazione - vendita); 2. il finanziamento di investimenti destinati ad accrescere o a modificare la capacità produttiva dell'impresa e/o di investimenti sostitutivi di impianti o macchinari obsoleti; 3. la sostituzione di finanziamenti in essere con altri più congeniali alla struttura patrimoniale e alla dinamica finanziaria dell'impresa (ad esempio, finanziamenti a breve con finanziamenti a medio/lungo termine in coerenza con la durata degli attivi). Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 3
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 3) Capacità di rimborso dell’impresa L'analisi della capacità di rimborso permette alla banca di verificare se esistono o meno le condizioni economico-finanziarie per il successo dell’iniziativa e il rimborso del capitale prestato e dunque che supportano la decisione di finanziamento. La verifica da parte della banca può essere condotta sulla base di molteplici approcci valutativi, a seconda delle caratteristiche del settore e dell'impresa, nonché della finalità, tipologia e dimensione del finanziamento. Ad esempio: • per i finanziamenti a breve termine legati all'operatività corrente, quali l'anticipo o lo sconto di crediti, volti a coprire il fabbisogno finanziario del circolante commerciale, la banca si basa su metodologie consolidate fondate sulla valutazione della capacità dell'impresa di produrre flussi di cassa nel breve termine e dell’equilibrio della sua situazione finanziaria e patrimoniale • per i finanziamenti a medio/lungo termine la banca conduce un’analisi che punta a valutare la capacità prospettica dell’impresa di rimborsare negli anni futuri il prestito, facendo prevalere lo studio e l’interpretazione dei flussi economici, e dunque di cassa e monetari che l'impresa sarà in grado di generare negli anni futuri Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 4
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 4) Il capitale investito dall’imprenditore o dai soci Il capitale investito dall'imprenditore o dai soci, conosciuto anche con il termine "capitale di rischio" o "capitale proprio", rappresenta l'insieme delle risorse finanziarie che l'imprenditore o i soci hanno destinato al finanziamento dell'impresa. Rappresenta quindi per la banca un importante indicatore della fiducia che l'imprenditore o i soci ripongono nell'iniziativa e, quindi, la misura del rischio che gli stessi assumono a proprio carico. Allo stesso tempo però, l’ammontare del capitale di rischio influenza direttamente l'entità del capitale di debito (sul piano dell’analisi del rischio a dosi crescenti di capitale proprio possono associarsi maggiori dosi di capitale di debito), in massima parte costituito da finanziamenti bancari, e, di conseguenza, l'equilibrio della situazione patrimoniale dell'impresa. Definire tuttavia a priori un congruo livello di capitale investito da utilizzare per la generalità delle imprese risulta di scarso significato, perché tale valore può variare in funzione delle caratteristiche sia del settore che della specifica impresa, che può dunque presentare a seconda dei casi una capacità di indebitamento e quindi un contributo da parte dell'imprenditore o dei soci differente. Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 5
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 5) Le garanzie per la mitigazione del rischio Le garanzie rilasciate dal cliente sono gli strumenti che attenuano il rischio finanziario a cui si espone la banca erogando il credito, consentendo all'impresa di accedere ai finanziamenti anche quando, a seguito delle valutazioni effettuate, vi siano elementi di incertezza circa il suo merito di credito. Quindi le garanzie non modificano il profilo di rischio economico-finanziario dell’iniziativa finanziata, ma pongono una parte di questo rischio a carico di specifiche quote del patrimonio aziendale o, più genericamente, a carico del patrimonio di terzi interessati. Per la piccola e media impresa che, per sua natura, può a volte evidenziare scarsi livelli di capitalizzazione (soprattutto per la ristretta base azionaria) o una breve storia di presenza nel mercato, le garanzie possono costituire un incentivo alla erogazione di un finanziamento andando a ridurre, con differente entità a seconda delle forme di garanzia prestate, l’effettiva esposizione della banca. Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 6
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 5) Come le banche costruiscono il rating I dati necessari: Il meccanismo Il risultato: di calcolo: Dati quantitativi, ad es.: Indici di bilancio Indici di bilancio Una procedura Una procedura oggettiva eenon “AAA” “AAA” Indici sull’andamento Indici sull’andamento oggettiva non arbitraria, che aiuti del rapporto del rapporto arbitraria, che aiuti Un “voto” numerico (o aanon dimenticare non dimenticare nessun aspetto un’etichetta) cui verrà nessun aspetto Dati qualitativi, ad es: rilevante, “agganciata” – attraverso rilevante, eventualmente con l’osservazione nel tempo eventualmente con un supporto dei clienti che hanno Prospettive del settore un supporto Prospettive del settore statistico oo statistico ricevuto quel voto – una informatico certa probabilità di Discontinuità informatico Discontinuità insolvenza societarie societarie Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 7
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 5) Come le banche costruiscono il rating 2 Dati quantitativi, ad es.: E’ statisticamente dimostrato che le imprese diventate insolventi hanno, già un anno prima Indici di bilancio Indici di bilancio dell’insolvenza, valori più elevati del quoziente tra debito e totale attivo, dell’incidenza del Indici sull’andamento Indici sull’andamento debito a breve termine o del rapporto tra del rapporto del rapporto oneri finanziari e fatturato. Anche indici “andamentali” come la percentuale di effetti presentati all’incasso e Dati qualitativi, ad es: tornati insoluti, possono segnalare una maggior probabilità di dissesto. Prospettive del settore Prospettive del settore Simili indicatori possono dunque entrare nella Discontinuità procedura di rating, attraverso un peso Discontinuità determinato da un gruppo di esperti o da una societarie societarie tecnica matematica di analisi dei dati. Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 8
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 5) Come le banche costruiscono il rating 3 Dati quantitativi, ad es.: Naturalmente, è necessario introdurre meccanismi per correggere il rating tenendo Indici di bilancio Indici di bilancio conto di casi particolari (es. imprese appena avviate, imprese che hanno varato un nuovo Indici sull’andamento Indici sull’andamento investimento, ecc.) e di particolari variabili del rapporto del rapporto “qualitative” non catturabili dai modelli automatici. Ad esempio: - Le prospettive del settore industriale di Dati qualitativi, ad es: appartenenza; - La presenza di possibili contrasti tra soci, o Prospettive del settore Prospettive del settore passaggi generazionali non preparati. Discontinuità Discontinuità Una maggiore trasparenza dell’impresa valutata societarie societarie aiuterà la banca ad assegnarle un rating migliore. Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 9
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 6) Il fabbisogno finanziario…perché ho bisogno della banca IMMOBILIZZAZIONI FABBISOGNO FINANZIARIO A MEDIO E LUNGO E INVESTIMENTI TERMINE ATTIVITA’ CORRENTI (crediti a breve e FABBISOGNO FINANZIARIO DEL CIRCOLANTE magazzino merci) Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 10
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 6) La durata del ciclo finanziario NE NO NO OR O OT A TI OD I T TT ST IO I ZI ZI PR END FA UI UZ Z Z Q GA GA OD V AC MA MA PR RISCOSSIONE PAGAMENTO CICLO MONETARIO po m Te Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 11
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 7) Lo stato patrimoniale finanziario ATTIVITA’ PASSIVITA’ TI ’ EN A EN A’ RR V IT CAP.CIRCOLANTE LORDO TI RR I T BANCHE E CASSA, DEBITI VERSO CO SI CO TIV CREDITI VERSO FORNITORI E S ALTRI DEBITI A PA CLIENTI, ALTRI AT CAPITALE DI TERZI CREDITI A BREVE BREVE MAGAZZINO DEBITI A MEDIO E LUNGO TERMINE CAPITALE FISSO ATTIVITA’ CAPITALE IMMOBILIZZATE PROPRIO CAPITALE PROPRIO Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 12
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 7) Lo stato patrimoniale finanziario 2 Attività Passività Entro 12 mesi Attivo Circolante Debiti a breve termine Oltre 12 mesi Immobilizzazioni Debiti a m/l e capitale netto Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 13
    • 20133 Milano Viale Campania n. 33 – Tel 02718992 Fax 02719118 email: info@studiofa.it 7) Lo stato patrimoniale finanziario 3 ATTIVITA’ PASSIVITA’ Liq Liquidità Patrimonio netto Cn Cre Crediti a breve Debiti a breve Deb Mag Magazzino Debiti a lungo termine Del Imm Immobilizzazioni Milano, gennaio 2007 Relatore: Dott. Antonio Fortarezza – fortarezza@studiofa.it 14