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Pagina 4B.C.C. S.r.l.                    COME OPERA LA B.C.C.                                        Primo contatto,      ...
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Pagina 14 B.C.C. S.r.l.                                        Le Garanzie Le garanzie hanno l’obiettivo di ridurre il ris...
Pagina 15 B.C.C. S.r.l.                                    Il rating internoLe Banche maggiori potranno adottare dei siste...
Pagina 16 B.C.C. S.r.l.                                   Il rating internoI sistemi di Rating Interno sono basati su una ...
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Pagina 24 B.C.C. S.r.l.                  EAD (Exposure At Default)          Indica l’effettivo ammontare del prestito al m...
Pagina 25 B.C.C. S.r.l.                         LGD (Loss Given Default)                 Indica la percentuale effettiva d...
Pagina 26 B.C.C. S.r.l.                     PD (Probability of Default)                          Indica la probabilità che...
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Pagina 47  B.C.C. S.r.l.                   Tutte le Banche dovranno dare lo                  stesso rating a una certa Imp...
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Pagina 49B.C.C. S.r.l.                Basilea 2 porterà a una riduzione e ad                 un rincaro del credito alle I...
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Pagina 54   B.C.C. S.r.l.         Per le Aziende muta il contesto competitivoIn presenza dei metodi IRB, occorre ragionare...
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Pagina 56   B.C.C. S.r.l.         Per le Aziende muta il contesto competitivoAnalogamente a quanto avviene per le vendite,...
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Pagina 58  B.C.C. S.r.l.                        Cosa fare?Ecco le linee guida: 1) Comprendere il ruolo strategico della fi...
Pagina 59   B.C.C. S.r.l.                   I documenti che possono essere chiesti …Non sempre le richieste delle Banche s...
Pagina 60                                             Il test di autovalutazioneB.C.C. S.r.l.                1 Il CE che p...
Pagina 61B.C.C. S.r.l.                APPENDICI
Pagina 62                     L’analisi del mercato B.C.C. S.r.l.                 Il modello di Michael Porter            ...
Pagina 63   B.C.C. S.r.l.Rischi autoliquidanti: sono le operazioni caratterizzate da una fonte di rimborso predeterminata....
Pagina 64   B.C.C. S.r.l.Rischi a scadenza: sono le operazioni di finanziamento con scadenza fissatacontrattualmente e pri...
Pagina 65  B.C.C. S.r.l.Rischi a revoca: sono per esempio le aperture di credito in conto corrente concesse perelasticità ...
Pagina 66            B.C.C. S.r.l.                                   Risultati della simulazione                          ...
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Illustra perché l'accordo Basilea 2approvato il 26 Giugno 2004, pur entrando in vigore all’inizio del 2007 di fatto esplica già i suoi effetti.
Affronta, inoltre, le conseguenze che ne deriveranno per le PMI

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  1. 1. Pagina 1B.C.C. S.r.l. B.C.C. S.r.l. Bedeschi Comandatore Consulting S.r.l. Via G. Ungaretti 2/B, 24126 Bergamo (BG)  Tel.: 035.5294276 Fax: 035 31 37 6  e-mail: info@bcc-srl.com Cod. Fisc. e Part. IVA: 03167770167 – Reg. Imprese: BG 03167770167 - R.E.A.: BG 355149 Capitale Sociale: 10.000,00 i.v.
  2. 2. Pagina 2B.C.C. S.r.l. Chi è la B.C.C. S.r.l.Bedeschi Comandatore Consulting S.r.l. • Progettazione e realizzazione di Sistemi di Controllo di Gestione; • Analisi ed interventi sui Sistemi Informativi e sulle Organizzazioni Aziendali; • Monitoraggio, raccolta ed elaborazione dati, coordinamento di studi clinici.
  3. 3. Pagina 3B.C.C. S.r.l. B.C.C. collabora con le PMI nei seguenti campi GESTIONE E CONTROLLO COMMERCIALE E  Analisi per indici e flussi MARKETING  Schemi di controllo E MANAGEMENT STRATEGIA  Cicli economici e finanziari PRODUZIONE   Business Plan Analisi della redditività  Politica dei prezzi   Direzione  Controllo dei costi per obiettivi Politica di remunerazione dei  Pianificazione della   Sistemi decisionali Controllo e gestione delle scorte venditori produzione   Sistemi di delega  Animazione della forza Budgeting  Programmazione e lancio   Definizione delle funzioni e dei Tableaux de bord vendita delle commesse compiti  Pubblicità, incentivi, e  Controllo dell’efficienza  Organigrammi funzionali promozioni  Pianificazione finanziaria produttiva  Statistiche commerciali  Flussi informativi  Margine operativo  umane  Gestione delle risorseControllo dei risultati  Stato avanzamento lavori   Scelta della Formula Analisi dei marginiPolitica degli  Imprenditoriale  Posizionamento dei prodotti approvvigionamenti
  4. 4. Pagina 4B.C.C. S.r.l. COME OPERA LA B.C.C. Primo contatto, necessità del Check Up. Contratto di Check Up Realizzazione Check Up Se l’Imprenditore lo considera necessario Convenzione d’Intervento Realizzazione Intervento Al termine dell’Intervento Controllo dell’Intervento ed Assistenza all’applicazione gratuita per 12 mesi Dopo 2 o 3 anni nuovo Check Up
  5. 5. Pagina 5B.C.C. S.r.l. BASILEA 2 IMPLICAZIONI PRATICHE PER LE IMPRESE TRIESTE 16 Novembre 2005 Indice Che cosa è Basilea 2 e perché esiste ..................................... Pag. 7 Il Rating esterno ………………………………………..….. Pag. 11 Il Rating interno …………………………………………..... Pag. 16 Esempio di Rating Interno …………………………………. Pag. 36 Le implicazioni per le Imprese…….…………….……….… Pag. 41 Le conclusioni ……...…………………………..………….. Pag. 57 Il test di autovalutazione ……………………..….………..... Pag. 60 Appendici …………………………………….…………….. Pag. 61
  6. 6. Pagina 6B.C.C. S.r.l.
  7. 7. Pagina 7 B.C.C. S.r.l."Basilea 2" è il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle Banche; è statoapprovato il 26 Giugno 2004. In base ad esso le Banche dei paesi aderenti dovranno accantonarequote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti, valutatoattraverso lo strumento del rating.Il provvedimento entrerà in vigore all’inizio del 2007 ma di fatto esplica già i suoi effetti; infatti ilcalcolo del rating si basa sullo storico degli ultimi 3 anni e pertanto il bilancio dell’esercizio 2004 nefa già parte.I gruppi bancari, per poter usare l’Approccio Avanzato, dovranno adottare il conteggio “parallelo”del nuovo e del vecchio accordo a partire dalla fine del 2005; per fare ciò dovranno dimostrare diavere adottato l’uso interno dei modelli da almeno 3 anni, secondo le indicazioni previstedall’accordo stesso. Di fatto l’accordo, per questi gruppi bancari, è entrato in vigore nel corso del2003. La Banca d’Italia ha indicato di attendersi che tutti i gruppi bancari italiani con patrimonioconsolidato superiore a 3 miliardi di EUR adottino gli approcci basati sui modelli interni.Gli accordi di Basilea sui requisiti patrimoniali delle Banche sono il frutto del lavoro del Comitato diBasilea, istituito dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati (G10) allafine del 1974. I membri attuali del Comitato provengono da Belgio, Canada, Francia, Germania,Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. IlComitato opera in seno alla BRI, Banca dei Regolamenti Internazionali, con sede a Basilea,unorganizzazione internazionale che ha lo scopo di promuove la cooperazione fra le Banche centralied altre agenzie equivalenti allo scopo di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria.
  8. 8. Pagina 8 B.C.C. S.r.l.Nel 1988 il Comitato di Basilea raggiunse un primo accordo, Basilea 1, che è tuttora in vigore. Inbase a tale accordo le Banche devono avere un patrimonio di vigilanza pari ad almeno l’8% delleloro attività ponderate per il rischio connesso. Il peso con cui sono ponderate le attività è funzionedel tipo di attività e di cliente (prestito ad Impresa, a privato, mutuo ipotecario, ecc.), ma non allarischiosità di quello specifico cliente. Ciò a indotto le Banche a privilegiare i Clienti più rischiosi: adessi si poteva applicare un tasso di interesse maggiore a parità di costi (la percentuale di capitale daaccantonare). I crediti verso i clienti più virtuosi sono stati cartolarizzati (ceduti ad altri istituti)aumentando l’esposizione al rischio d’insolvenza.Alla fine degli anni 90, sono state redatte alcune bozze di discussione per la revisione di Basilea 1;l’ultima (quella sottoscritta) è quella denominata Pacchetto per consultazione n. 3, spesso indicatacome CP3. Il Nuovo Accordo si articola su tre pilastri: 1. I nuovi requisiti patrimoniali minimi tengono conto del rischio operativo, del rischio di mercato e del rischio di credito. 2. Il controllo delle Banche Centrali che avranno una maggiore discrezionalità nel valutare ladeguatezza patrimoniale delle Banche, potendo imporre una copertura superiore ai requisiti minimi. 3. Disciplina del Mercato e Trasparenza. Sono previste regole di trasparenza per linformazione al pubblico sui livelli patrimoniali, sui rischi e sulla loro gestione.
  9. 9. Pagina 9 B.C.C. S.r.l. Il primo pilastroRISCHIO OPERATIVO (frodi, caduta dei sistemi informatici, ecc.): le Banche, come qualunquealtra Impresa, è esposta ai danni conseguenti dal malfunzionamento di procedure e sistemi interni,incapacità e dolo del personale, altri eventi esogeni. Basilea 2 introduce per la prima volta questotipo di rischio.RISCHIO DI MERCATO: l’enorme sviluppo dei mercati finanziari e degli strumenti derivati haaccresciuto in modo sensibile la possibilità di subire delle perdite economiche legate alle fluttuazionidel valore di tali strumenti e/o dei rapporti fra le varie divise. Questo tipo di rischio non era previstoda Basilea 1, ma è stato aggiunto con un emendamento nel 1996.RISCHIO DI CREDITO: è quello più coinvolto nel rapporto Banche - Aziende. Sono previsti 3diversi metodi di rating: • Rating ESTERNO (Approccio STANDARD), il rating è assegnato da agenzie specializzate come Moody’s, S&P o altri. • Rating INTERNO, a sua volta suddiviso in • Approccio BASE (IRB Foundation), pensato per i gruppi bancari con scarsa esperienza nel rating • Approccio AVANZATO (IRB Advanced), riservato a chi, nel tempo, saprà dimostrare alle Autorità di aver sviluppato strumenti di controllo del credito raffinati ed affidabili.
  10. 10. Pagina 10 B.C.C. S.r.l. Il rating esterno Come per Basilea 1, a rating migliori corrispondono pesi più leggeri nel calcolo dei Risk-Weighted Assets, in coerenza al calcolo del Patrimonio di Vigilanza. PV ≥ 8% x Si (Ai x RWi) Una volta assegnato il rating, è possibile calcolare il patrimonio di vigilanza mediante la tabella dei coefficienti di ponderazione dell’approccio standard AAA - BBB + BBB - AA + AAA BB + BBB AA - BB - Rating Senza A+ AA B+ BB A- B- A B Scaduti inferiore RatingCorporate 20% 50% 100% 150% 100% 150%Governi e Banche Centrali 0% 20% 50% 100% 150% 100%Banche in base al paese 20% 50% 100% 150% 150% 100%Banche 20% 50% 100% 150% 50%Banche (<= 3 mesi) 20% 50% 150% 20%Retail (privati e PMI) 75% 150%Mutui residenziali 35% 100% I coefficienti indicati (RWi) valgono per crediti NON garantiti
  11. 11. Pagina 11 B.C.C. S.r.l. Il rating esterno A seguito delle osservazioni mosse dall’Italia è stato modificato, riducendolo, il coefficiente di ponderazione del Retail che, ora, è inferiore a quello Corporate con rating inferiore a A-. In altre parole, i privati e le PMI che: • chiedono un prestito inferiore al milione di euro, • soddisfano il criterio di frazionamento (incidenza sul totale retail non superiore al 2 per mille), hanno una ponderazione (e quindi un costo d’accesso) inferiore a quella delle grandi Aziende. AAA - BBB + BBB - AA + AAA BB + BBB AA - BB - A+ Rating Senza AA B+ BB A- B- A B Scaduti inferiore RatingCorporate 20% 50% 100% 150% 100% 150%Governi e Banche Centrali 0% 20% 50% 100% 150% 100%Banche in base al paese 20% 50% 100% 150% 150% 100%Banche 20% 50% 100% 150% 50%Banche (<= 3 mesi) 20% 50% 150% 20%Retail (privati e PMI) 75% 150%Mutui residenziali 35% 100% Per i crediti Retail è impossibile definire un rating (troppo costoso); si applica una ponderazione unica inferiore a quella prevista per le Corporate senza Rating.
  12. 12. Pagina 12 B.C.C. S.r.l. Il rating esterno Basilea 1 riconosceva già uno “sconto” ai mutui assistiti da ipoteca sulla prima casa d’abitazione, Basilea 2 aumenta questo sconto riducendo al 35% il coefficiente di ponderazione. BBB + AAA - BBB - AA + AAA BB + BBB AA - BB - A+ Rating Senza AA B+ BB A- B- A B Scaduti inferiore RatingCorporate 20% 50% 100% 150% 100% 150%Governi e Banche Centrali 0% 20% 50% 100% 150% 100%Banche in base al paese 20% 50% 100% 150% 150% 100%Banche 20% 50% 100% 150% 50%Banche (<= 3 mesi) 20% 50% 150% 20%Retail (privati e PMI) 75% 150%Mutui residenziali 35% 100%
  13. 13. Pagina 13 B.C.C. S.r.l. Le Garanzie Le Garanzie possono essere così classificate: Reali Personali e derivati del credito Hanno la funzione di ridurre le perdite in caso di insolvenza (modificano LGD): contanti, oro,Sostituzione Garante per Garantito azioni ed obbligazioni qualificate, azioni e fondiSono utilizzati dalla Banca per sostituireil rischio connesso al Garantito conquello del Garante che, ovviamente,deve avere un rating migliore(modificano il PD) Metodo Semplificato Metodo IntegraleL’entità della garanzia è ridotta (haircut) Sostituzione Garanzia Nessun PVin caso di differenza fra la scadenza per Garantito sull’importo copertodella garanzia ed il prestito (maturity che è pari alla garanziamismatch) o di differenza fra le valute meno gli haircut tanto(currency mismatch) più pesanti, tanto più è volatile la garanzia
  14. 14. Pagina 14 B.C.C. S.r.l. Le Garanzie Le garanzie hanno l’obiettivo di ridurre il risk-weighting (RWi) del prestito garantito; ciò riduce il rischio e consente alla Banca di ridurre il suo Patrimonio di Vigilanza. Basilea 2 Basilea 2 Basilea 2 Basilea 1 Approccio Approccio Approccio Standard Base Avanzato Metodo Metodo Metodo Metodo Metodo semplificato semplificato Integrale Integrale IntegraleVersamenti in contanti/oro X X X X XObbligazioni valutate con rating almeno BB- X X X X Xemesse da governi od enti pubbliciObbligazioni valutate con rating almeno BBB- X X X X Xemesse da altri entiObbligazioni non valutate emesse da una banca X X X X Xvalutata almeno BBB-Obbligazioni valutate internamente XAzioni o Fondi con titoli dellIndice principale X X X XAzioni o Fondi di una borsa riconosciuta X X XAltre azioni o Fondi con altri titoli XCrediti per consegna & prestazioni X XImmobili abitativi e commerciali X XAltre garanzie X
  15. 15. Pagina 15 B.C.C. S.r.l. Il rating internoLe Banche maggiori potranno adottare dei sistemi di rating interno, previa autorizzazione dellaBanca d’Italia. Le Banche possono adottare l’Approccio Avanzato solo se lo applicano da almeno 3anni. Ciò costituisce un forte incentivo per le Banche all’adozione di modelli più sofisticati divalutazione e gestione del rischio; l’adozione degli approcci più sofisticati comporta dei benefici intermini di minor assorbimento di capitale. Basilea 2 non entra nel merito di come debba essere costruito il sistema di rating interno (IRB), ovvero: • non specifica quali indicatori (per esempio gli indici di bilancio) debbano essere utilizzati; • non obbliga le Banche ad utilizzare sistemi automatici. Ma impone che: • i criteri adottati siano documentati ed archiviati in modo trasparente; • i sistemi siano utilizzati con piena cognizione di causa, ovvero che le organizzazioni soddisfino dei requisiti minimali (responsabilità, organi di controllo, procedure di gestione dei fault); • i sistemi siano rivisti periodicamente in base all’efficacia dimostrata; • i sistemi di rating siano validati dalle Banche Centrali
  16. 16. Pagina 16 B.C.C. S.r.l. Il rating internoI sistemi di Rating Interno sono basati su una doppia valutazione: • QUANTITATIVA: ovvero l’analisi delle informazioni che si ricavano dai bilanci, dalla Centrale Rischi, dall’analisi storica del rapporto con la Banca, dalla situazione di mercato, ecc. Tale analisi, solitamente, determina lo score finanziario e lo score andamentale • QUALITATIVA: ovvero l’analisi delle informazioni che si ricavano dal rapporto personale con l’Imprenditore (score qualitativo).I sistemi di Rating Interno sono, in altre parole un processo di analisi : • codificato (documentato); • volto a determinare in modo omogeneo la probabilità di default; • basato su una molteplicità di informazioni inerenti al soggetto economico (Azienda, Privato, ecc.), all’operazione in esame (prestito, mutuo, castelletto), alle eventuali garanzie, al contesto economico contingente.Gli obiettivi dei sistemi di Rating Interno sono: • valutare il soggetto economico; • decidere se dar luogo all’operazione in esame; • definirne il prezzo; • consentire il monitoraggio e/o la revisione dell’operazione stessa.
  17. 17. Pagina 17 B.C.C. S.r.l. Il rating internoAffinché tutti i sistemi di Rating indichino requisiti patrimoniali comparabili, è necessario cheprendano in esame le stesse componenti di rischio ed utilizzino la stessa funzione di ponderazione EAD RW EAD (Exposure At Default) Indica l’effettivo ammontare del prestito al momento dell’insolvenza. Vi sono crediti “elastici” in cui l’effettivo utilizzo differisce dal fido massimo concesso
  18. 18. Pagina 18 B.C.C. S.r.l. Il rating internoAffinché tutti i sistemi di Rating indichino requisiti patrimoniali comparabili, è necessario cheprendano in esame le stesse componenti di rischio ed utilizzino la stessa funzione di ponderazione EAD RW LGD LGD (Loss Given Default) Indica la percentuale effettiva di perdita in caso di insolvenza. Può essere inferiore al credito concesso per effetto delle garanzie.
  19. 19. Pagina 19 B.C.C. S.r.l. Il rating internoAffinché tutti i sistemi di Rating indichino requisiti patrimoniali comparabili, è necessario cheprendano in esame le stesse componenti di rischio ed utilizzino la stessa funzione di ponderazione EAD RW LGD PD (Probability of Default) Indica la probabilità che il debitore si trovi nell’im- possibilità di onorare i propri impegni. Il Rating è un modo semplice per misurare la PD. PD
  20. 20. Pagina 20 B.C.C. S.r.l. Il rating internoAffinché tutti i sistemi di Rating indichino requisiti patrimoniali comparabili, è necessario cheprendano in esame le stesse componenti di rischio ed utilizzino la stessa funzione di ponderazione EAD RW LGD R (Correlation) Il PV deve coprire, oltre alle perdite attese, anche quelle Max perdita inattese. R consente di (al 99,9%) calcolare la perdita massima probabile che copre il 99,9% dei casi possibili. R PD
  21. 21. Pagina 21 B.C.C. S.r.l. Il rating internoAffinché tutti i sistemi di Rating indichino requisiti patrimoniali comparabili, è necessario che M (Matury)prendano in esame le stesse componenti di rischio ed utilizzino la stessa funzione di ponderazioneLa PD può variare nel tempo, crediticon durata EAD maggiore sono più espostiad un peggioramento del PD.Soggetti con PD elevato possono RW“solo” peggiorare, quelli con PD LGDbasso possono anche migliorare Max perdita Maturity (al 99,9%) adjustment R PD M
  22. 22. Pagina 22B.C.C. S.r.l. Il rating interno Analisi di bilancio storico e prospettico. Analisi Analisi competitiva: cliente prospettive, posiziona- mento, fattori di critici- tà e di successo, ecc. Rating P.D. Integrato Analisi della Analisi Centrale Rischi, relazione sconfinamenti, ecc. Analisi M. RWi temporale Analisi L.G.D garanzie Analisi E.A.D operazione
  23. 23. Pagina 23B.C.C. S.r.l. Il rating interno GOVERNI, BANCHE, CORPORATE, PMI RETAIL APPROCCIO APPROCCIO APPROCCIO BASE AVANZATO AVANZATO P.D. Banca Banca Banca (pool) M. Fissa a 2,5 anni Banca Non Applicabile Autorità, in base a forme L.G.D. tecniche e garanzie Banca Banca (pool) E.A.D. Autorità Banca Banca (pool)
  24. 24. Pagina 24 B.C.C. S.r.l. EAD (Exposure At Default) Indica l’effettivo ammontare del prestito al momento dell’insolvenza.Basilea 2, per l’Approccio Base, prevede delle regole precise per la sua determinazione: • il credito effettivamente utilizzato da parte del Cliente deve essere considerato per l’intero importo • i margini di credito disponibili NON prontamente revocabili dalla Banca devono essere considerati per il 75% del loro valore • i margini di credito disponibili prontamente revocabili dalla Banca NON devono essere considerati Utilizzata oggi 100% Linea 40 di 40 EAD credito Margine 85 100 disponibile 75% 45 60
  25. 25. Pagina 25 B.C.C. S.r.l. LGD (Loss Given Default) Indica la percentuale effettiva di perdita in caso di insolvenza.Basilea 2, per l’Approccio Base, prevede dei valori prefissati a seconda dei vari tipi di garanzia realeprestate a fronte del credito in esame: • 45% è il valore base (45 € persi per ogni 100 € prestati) per tutti i prestiti generici NON garantiti • 75% per i prestiti subordinati (il cui rimborso è subordinato alla preventiva soddisfazione di tutti gli altri creditori del Cliente fallito) • 47,27% - Garanzia/(11 x Credito) se la garanzia è costituita da proprietà immobiliari avente un valore compreso tra il 30% ed il 140% dell’importo del Credito (LGD=44,54%÷34,54%) • 46,36% - Garanzia/(22 x Credito) se la garanzia è costituita da impianti e macchinari aventi un valore compreso tra il 30% ed il 140% dell’importo del Credito (LGD=45,0%÷40,0%) • 45% - Garanzia/(12,5 x Credito) se la garanzia è costituita da crediti commerciali (fatture da scontare) aventi un valore compreso tra il 0% ed il 125% dell’importo del Credito (LGD=42,6%÷33,8%)
  26. 26. Pagina 26 B.C.C. S.r.l. PD (Probability of Default) Indica la probabilità che il debitore si trovi nell’impossibilità di onorare i propri impegni.Basilea 2, NON entra in merito a come debba essere costituito il sistema di Rating … quellomostrato è solo un esempio. Ipotizziamo di prendere in considerazione i seguenti indici economici-patrimoniali.Per ciascuno di questi indici definiamo un peso nel calcolo dello score totale; tanto più è alto ilpeso, tanto è maggiore l’indice.Per ciascuno di questi indici, attribuiamo uno score in base al suo valore e calcoliamo lo score totale Peso Score Indice di valutazione 0,82 x 50 = 41,0 - Capacità di Autofinanziamento netto 1,47 x 15 = 22,5 - Valutazione del Patrimonio Netto e del Patrimonio Netto Tangibile 2,21 x 32 = 70,7 - Gestione del Circolante 1,33 x 20 = 26,6 - Incidenza e valutazione degli interessi passivi 3,22 x 30 = 96,6 - Analisi e composizione del M.O.L. 1,15 x 25 = 28,7 - Valutazione del posizionamento rispetto alla concorrenza Totale 285,7
  27. 27. Pagina 27 B.C.C. S.r.l. PD (Probability of Default) (Continua)Lo score totale ottenuto consente, mediante apposita tabella, di identificare il PD da assegnareall’Azienda. Score Totale Rating PD Da A Ma questa è solo la probabilità media di 0 150 Inferiore 15,25% 151 200 B- 8,84% insolvenza per il Rating B+. 285 201 250 B 4,76% 2,84% Ciò equivale a dire che una Banca che 251 300 B+ 2,84% abbia 100 clienti con questo rating, in 301 350 BB- 1,94% un anno subirà il danno conseguente al 351 400 BB 1,22% 401 450 BB+ 0,72% fallimento di 2,84 clienti. Questa è 451 500 BBB- 0,36% quella che si chiama Perdita Attesa. 501 550 BBB 0,21% Ma ciò è solo un valore statistico, gli 551 600 BBB+ 0,11% anni non sono tutti uguali, il mercato si 601 650 A- 0,09% trova in situazioni diverse, in un anno 651 700 A 0,07% 701 750 A+ 0,05% “buono” potrebbero fallirne solo uno, in 751 800 AA- 0,04% uno “cattivo” 5 o 6 o 7… E’ necessario 801 850 AA 0,03% calcolare la Perdita Inattesa: la Banca 851 900 AA+ 0,02% deve poter far fronte anche agli anni I valori indicati 901 950 AAA- 0,01% sono puramente esemplificativi 951 1000 AAA 0,00% “cattivi”.
  28. 28. Pagina 28 B.C.C. S.r.l. PD (Probability of Default) (Continua)Nel calcolo della Perdita Inattesa intervengono fattori come l’effetto domino (Aziende strettamentelegate fra loro sono estremamente legate), alle situazione congiunturale del settore in cui si opera(con l’apertura del mercato alla Cina, il tessile è in crisi), alla zona geografica (distretto del Nord Est,Torino e zone limitrofe, il mezzogiorno), alla dimensione (le Corporate sono le più correlate) …Basilea 2 introduce il concetto di Correlazione (R). Le formule di ponderazione fissate da Basilea 2sono piuttosto complicate … Per il Retail Correlazione Correlazione è 35 Minima Massima Per i fanatici: W = (1-EXP(-50*PD))/(1-EXP(-50)) R =0,12*W+0,24*(1-W) Livello di confidenza desiderata Probability Fattore di Default Correlazione PMAX = DISTRIB.NORM.ST(INV.NORM.ST(PD)/RADQ(R)+RADQ(R/(1-R))*INV.NORM.ST(99,9%)) Massima perdita Probabilità cumulata secondo la Funzione inversa della Probabilità cumulata per Corporate distribuzione normale standard secondo la distribuzione normale standard
  29. 29. Pagina 29 B.C.C. S.r.l. PD (Probability of Default) (Continua)Nel calcolo della Perdita Inattesa intervengono fattori come l’effetto domino (Aziende strettamentelegate fra loro sono estremamente legate), alle situazione congiunturale del settore in cui si opera(con l’apertura del mercato alla Cina, il tessile è in crisi), alla zona geografica (distretto del Nord Est,Torino e zone limitrofe, il mezzogiorno), alla dimensione (le Corporate sono le più correlate) …Basilea 2 introduce il concetto di Correlazione (R). Le formule di ponderazione fissate da Basilea 2sono piuttosto complicate … Per il Retail Correlazione Correlazione è 35 Minima Massima Per i fanatici: W = (1-EXP(-50*PD))/(1-EXP(-50)) R =0,12*W+0,24*(1-W) Livello di confidenza desiderata Probability Fattore di Default Correlazione PMAX = DISTRIB.NORM.ST(INV.NORM.ST(PD)/RADQ(R)+RADQ(R/(1-R))*INV.NORM.ST(99,9%)) Massima perdita Calcolo della Perdita Calcolo della per Corporate Attesa Perdita Inattesa
  30. 30. Pagina 30 B.C.C. S.r.l. PD (Probability of Default) (Continua)Per l’analisi statistica Basilea 2 utilizza la Distribuzione Normale Standard [px= exp(-x2/2) / 2 п ] Distribuzione Normale Standard (Gaussiana normalizzata) 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% -3 -2,75 -2,5 -2,25 -2 -1,75 -1,5 -1,25 -1 -0,75 -0,5 -0,25 0 0,25 0,5 0,75 1 1,25 1,5 1,75 2 2,25 2,5 2,75 3 Probabilità Probabilità Cumulata
  31. 31. Pagina 31 B.C.C. S.r.l. M (Maturity) La PD può variare nel tempo...Basilea 2, apporta dei correttivi alla formula di ponderazione per tener conto delle variazioni che ilPD può subire nel tempo; a questo proposito è da notare che le Aziende con PD elevato tendono adessere più “stabili” e, in caso di variazione, a peggiorare. Le Aziende con PD basso sono più soggettea variazioni che possono anche essere dei miglioramenti Trend del PD nel tempo 50% 40% 30% Azienda 1 20% Azienda 2 10% Azienda 3 Azienda 4 0% Anno 1 Anno 2 Anno 3 Anno 4 Anno 5 Anno 6
  32. 32. Pagina 32 B.C.C. S.r.l. RWi = f (PD, LGD, EAD, M) Funzione di Ponderazione (LGD= 45%, EAD = 1 EUR, M = 2,5 y) 0,250Capitale richiesto su un Euro prestato 0,200 0,150 0,100 0,050 0,001% 1,0% 2,0% 3,0% 4,0% 5,0% 6,0% 7,0% 8,0% 9,0% 10,0% PD (probabilità di Default) corporate PMI mutui cred rot retail Basilea 1 Basilea 2 PMI Std
  33. 33. Pagina 33 B.C.C. S.r.l. RWi = f (PD, LGD, EAD, M) Funzione di Ponderazione (LGD= 75%, EAD = 1 EUR, M = 2,5 y) 0,250Capitale richiesto su un Euro prestato 0,200 0,150 0,100 0,050 0,001% 1,0% 2,0% 3,0% 4,0% 5,0% 6,0% 7,0% 8,0% 9,0% 10,0% PD (probabilità di Default)
  34. 34. Pagina 34 B.C.C. S.r.l. RWi = f (PD, LGD, EAD, M) Funzione di Ponderazione (LGD= 45%, EAD = 1 EUR, M = 2,5 y) CORPORATE PMI PMI RETAIL PD Fatturato Fatturato Fatt. < 5 Mil. € Fatt. < 5 Mil. € > 50 Mil. € = 15 Mil. € Esp. > 1 Mil. € Esp. < 1 Mil. € 0.01% 0.6% 0.5% 0.5% 0.2% 0.30% 4.5% 3.8% 3.6% 2.2% 0.50% 5.8% 4.9% 4.6% 2.9% 0.70% 6.7% 5.7% 5.4% 3.6% 0.80% 7.1% 6.0% 5.7% 3.8% 0.90% 7.5% 6.3% 6.0% 4.0%Per questi valori di PD 1.00% 7.8% 6.6% 6.2% 4.2% 1.30% 8.6% 7.3% 6.9% 4.7% Basilea 2 1.50% 9.1% 7.7% 7.2% 5.0% assegna alle PMI, 1.70% 9.5% 8.0% 7.6% 5.2%con fatturato < 1 Mil. €, 1.90% 9.9% 8.3% 7.9% 5.4% 2.00% 10.1% 8.5% 8.0% 5.5% un RW inferiore di 2.30% 10.6% 8.9% 8.4% 5.8% Basilea 1 2.60% 11.0% 9.3% 8.7% 6.0% 3.00% 11.6% 9.7% 9.2% 6.2% 3.40% 12.2% 10.2% 9.6% 6.4% 3.70% 12.6% 10.5% 10.0% 6.6% 4.00% 13.0% 10.9% 10.3% 6.7% 7.00% 16.7% 14.2% 13.4% 7.9% 8,0% 7,17% 10.00% 20.0% 17.2% 16.4% 9.4% Basilea 1
  35. 35. Pagina 35 B.C.C. S.r.l. Esempio di Rating InternoLe formule imposte da Basilea 2 per il calcolo del PD, distinguono fra Corporate (Fatturato > 50 Mil.€, PMI, Retail, mutui e crediti rotativi); le Banche, però, possono fare una classificazione piùdettagliata della Clientela (per esempio Mid-Corporate con fatturato compreso tra 2,6 e 500 Mil. €,PMI società di capitali, PMI società di persone e persone fisiche con partita IVA).La prima fase della determinazione del Rating Interno, quindi, è la determinazione del gruppo diappartenenza del Cliente in esame (al fine di individuare quale set di dati chiedere e quali formuleapplicare). Tanto più è “grande” il Cliente ed il finanziamento richiesto, tanto più dettagliata saràl’analisi. È ragionevole utilizzare sistemi automatizzati/utilizzati in filiale per valutazioni che nonsuperino certi limiti, oltre i quali l’analisi è centralizzata e condotta manualmente (500 Mil. €nell’esempio). Vi sono, inoltre, tipologie di Clienti difficilmente inquadrabili in statistiche (Impresepubbliche, costruttori edili, general contractor, ONLUS, ecc.) per le quali è necessario procederemanualmente e/o utilizzando dei modelli ad hoc.È auspicabile che nella prima fase di screening vengano evidenziati situazioni anomale/eccezionaliper le quali l’analisi statistica non garantisce un’analisi attendibile e, quindi, interrompa il calcolo delrating (si immagini, per esempio, ad Aziende con meno di 24/36 mesi di vita, Aziende che hanno datoluogo ad operazioni straordinarie quali fusioni/scorpori/acquisizioni e/o ad Aziende che registranovariazioni di Fatturato e/o del Totale Attivo > 50)Vi sono, inoltre, dei fattori di rischio ad alto potere predittivo (protesti, immobilizzo di c/c, ecc.) che,una volta calcolato il PD lo “peggiorano” in funzione del fattore di rischio (overrides).
  36. 36. Pagina 36 B.C.C. S.r.l. Esempio di Rating Interno (continua)Una volta determinato il gruppo di appartenenza, il sistema chiede i dati qualitativi, finanziari edandamentali al fine di calcolare il PD in funzione delle caratteristiche del cliente e della relazionecon il Sistema Creditizio. Tipicamente: • i dati qualitativi sono “analizzati” mediante un questionario, • i dati finanziari sono ricavati dai bilanci o dai Modelli Unici (opportunamente riclassificati) • i dati andamentali sono elaborati in base alle informazioni fornite dalla Centrale Rischi e dall’analisi degli sconfinamenti/insoluti avvenuti sui conti aperti presso l’Istituto a cui ci si è rivolti.I dati finanziari e quelli andamentali sono, quindi, già a disposizione della Banca; al momento dellarichiesta del finanziamento si può solo intervenire sui dati qualitativi fornendo un’adeguatainformazione. Ciò non vuol dire che non si possa/debba intervenire sui dati finanziari edandamentali, ma che – purtroppo – non sia possibile farlo al momento della richiesta delfinanziamento: è troppo tardi! È necessario intervenire sui dati finanziari in modo sistematico (allastesura del bilanci annuali e/o infrannuali), organico e finalizzato a fornire una informazione chiarae trasparente: a parte l’obbligo previsto dal Codice Civile, è ormai una necessità.
  37. 37. Pagina 37 B.C.C. S.r.l. Esempio di Rating Interno (continua)I dati qualitativi potrebbero essere così classificati: Persone fisiche Mid Corporate PMI con P. IVA Caratteristiche del Anagrafica Cliente Anagrafica Cliente Cliente Descrizione dellattivià Informazioni sullattività dimpresa professionale Strategia e qualità del Management Esperienza Caratteristiche dellimprenditore professionali del Cliente Relazione con la Banca Relazione con la Banca Relazione con la Banca Business dellAzienda e suo posizionamento vs i concorrenti Valutazione Rischio settoriale Rischi legati al competetivia e settoriale business AnomalieAffinché sia possibile l’elaborazione automatizzata dei dati, essi saranno raccolti mediante rispostepredefinite a mutua esclusione (p.e. da quanti l’Azienda è cliente della Banca? <1, 1-2, 2-5, >5).
  38. 38. Pagina 38 B.C.C. S.r.l. Esempio di Rating Interno (continua)I dati finanziari potrebbero analizzati i seguenti indici: PMI PMI Persone fisiche Mid Corporate Soc Capitale Soc Persone con P. IVA Dimensione Ricavi Netti = VP VP/CI RLC/VP, ROA = RO / CI ROA = RO / CI (RLC+Ammort)/(BA- Redditività BP+ALI) Margine di copertura interessi = (ROGC + OF/VP (RLC+OF)/OF OF / VP Ammortamenti)/OF, Capacità OF/VP ripianamento debito Acid Test = Liquidità Immediate / CI, Indice Liquidità = (Liquidita immedite + Liquidità differite) / (BA-BP)/VP (BA-BP)/VP PB, Rapporto Liquidità = (AB - Rimanenze) / (PB - Anticipi da Clienti) Liquidità MT / MP, (PN- MT / MP, (PN- ALI)/(CI-ALI), (PN- ALI)/(CI-ALI), (PN- MT/VP Leva finanziaria Cap. Soc)/CI Cap. Soc)/CI Stabilità Aziendale VP, PN+PL VP VP
  39. 39. Pagina 39 B.C.C. S.r.l. Esempio di Rating Interno (continua)Al termine dell’elaborazione s’avrà: Valore Numerico Score Dimensione 1111 1 Redditività 2222 2 Capacità 33333 1 ripianamento debito Liquidità 44444 3 Leva finanziaria 5555 4 Stabilità Aziendale  1 Score 2 Finanziario Score 1 Andamentale Score Qualitativo 2 Score pre 2 Override Override NO Score Finale 2
  40. 40. Pagina 40 B.C.C. S.r.l. Basilea 2 ha valore di legge o é facoltativa?Basilea 2 è un accordo internazionale sottoscritto da un comitato che rappresenta leAutorità di vigilanza dei principali Paesi industrializzati.Ha valore eminentemente consultivo e "di indirizzo", tuttavia i membri del comitato siimpegnano a favorirne ladozione nei rispettivi Paesi (adozione che può avvenire consemplice atto amministrativo o che può richiedere una legge del Parlamento).In Italia Basilea 2, per diventare esecutiva, ha richiesto una direttivadellUnione Europea (approvata dal Parlamento Europeo il 28/09/2005) modificando ledirettive vigenti in materia bancaria ("Codified Banking Directive" n. 2000/12/CE e"Capital Adequacy Directive" n. 93/6/CE)Come il suo predecessore del 1988, anche il nuovo accordo è rivolto, almeno sulla carta,alle sole Banche con operatività internazionale (perché è solo per queste che, in presenza direquisiti patrimoniali eterogenei, si porrebbe un problema di "concorrenza sleale" trasistemi creditizi nazionali).Tuttavia, come accadde con Basilea 1, la nuova direttiva europea lo rendeobbligatorio per tutte le Banche e Imprese dinvestimento operanti nei paesi della UE.
  41. 41. Pagina 41 B.C.C. S.r.l. Cosa cambia per le ImpreseRiassumendo e semplificando al massimo si può affermare che: • Considerazioni di carattere macroeconomico impongono che le Banche si strutturino per poter far fronte ad eventuali insolvenze da parte dei loro clienti (fra cui le PMI); • Basilea 1 ha ottenuto il suo scopo ma i nuovi strumenti finanziari e le mutate condizioni economiche ne richiedono un aggiornamento; • Imporre alle Banche di “accantonare” delle riserve (il patrimonio di vigilanza) equivale ad imporre agli Istituti di Credito dei costi aggiuntivi; • Le riserve, e quindi i costi che ne derivano, devono essere commisurati ai rischi a cui sono esposte le Banche (composizione portafoglio, organizzazione, situazione congiunturale, ecc.); • Le Banche non sono disposte ad accollarsi il maggior costo, lo ribalteranno sul Cliente: in altre parole il costo dei finanziamenti sarà correlato alla rischiosità degli stessi. La rischiosità del finanziamento alle Aziende è “misurabile” dai loro dati economici/patrimoniali; • Il costo dei finanziamenti dipenderà dalla qualità della documentazione fornita alle Banche; • In seguito a Basilea 2, il legame fra rating interno e pricing si farà più solido, più strutturato e più trasparente. Ciò potrà indurre un effetto di carattere restrittivo nei confronti delle Imprese, in particolare le PMI, in quanto i prenditori di minore qualità creditizia (tipicamente le piccole e medie imprese) vedrebbero peggiorare le condizioni loro praticate con un effetto di compressione della loro capacità di indebitamento e di revisione delle opportunità di indebitamento.
  42. 42. Pagina 42 B.C.C. S.r.l. Cosa cambia per le ImpreseBasilea 2 obbliga il sistema creditizio a conoscere (e quindi valutare) meglio le Aziende acui presta denaro; per fare ciò le Banche dispongono di due strumenti: i bilanci e lavalutazione umana dellAzienda, dellImprenditore, del modello imprenditoriale, dellastrategia, del mercato di riferimento, ecc. La seconda valutazione è molto difficile darendere oggettiva, ma soprattutto richiede personale qualificato (ovvero che sappiavalutare unAzienda per quello che è, un sistema complesso che nel tempo genera piùricchezza di quanta ne abbia utilizzata). La strada, quindi, più seguita è quella dei bilanci; è in pratica la più facile, riduce la soggettività e, quindi, i rischi che comporta. Le Aziende, piccole o grandi che siano, dovranno spiegare al sistema creditizio come vogliono utilizzare i finanziamenti che chiedono e quando pensano di ottenerne dei vantaggi economici oltre, ovviamente, al perché stanno chiedendo un finanziamento ovvero perché lAzienda non dispone dei fondi necessari. In questi termini, il tutto sembra quanto meno ragionevole; quello che in realtà spesso sfugge è che queste sono domande che lImprenditore si dovrebbe porre da solo. Lanalisi degli indici è uno strumento decisionale, e chi più dellImprenditore deve prendere decisioni sulla gestione della Sua Azienda?
  43. 43. Pagina 43 B.C.C. S.r.l. Tutte le Banche dovranno introdurre sistemi di rating interni?No. Molte Banche passeranno da "Basilea 1" al nuovo approccio Standard e utilizzeranno,quando disponibili, i rating delle agenzie e di altri fornitori abilitati dalle Autorità(classificando la maggior parte delle esposizioni con clientela nei portafogli "corporatesenza rating", "retail" e "mutui residenziali", ponderandoli rispettivamente al 100%, 75% e35%).Queste Banche, che dovranno attrezzarsi per calcolare il nuovo requisito patrimoniale sulrischio operativo non saranno tenute a sviluppare sistemi di rating interni per ottemperarea Basilea 2 (anche se potrebbero trovare comunque utile adottarli per finalità gestionali).Saranno le Banche più grandi, verosimilmente, a decidere di adottare lapproccio basatosui rating interni al fine di poter risparmiare capitale (si stima infatti che gli approcci IRBFoundation e Advanced possano produrre requisiti patrimoniali meno pesanti di quellostandard, in particolare per i prestiti a grandi Imprese), o per effetto delle sollecitazioni daparte delle Autorità di vigilanza.Basilea 2 rappresenta unimportante occasione per favorire la diffusione di procedure digestione dei crediti più accurate, oggettive e rigorose (Parmalat, Cirio, ecc.).
  44. 44. Pagina 44 B.C.C. S.r.l. I modelli di rating saranno impersonali ed automatici?Quasi. Ci saranno più sistemi di rating, rivolti a tipologie di clientela diversa; in generale,il sistema adottato sarà tanto più raffinato e flessibile quanto più le dimensionidelloperazione da valutare (e i suoi margini di profitto) giustificheranno linvestimento inun modello sofisticato e costoso.E dunque verosimile che, per valutare i prestiti a privati e a piccolissime imprese, molteBanche si orientino verso sistemi prevalentemente (o esclusivamente) automatici, capacidi emettere un giudizio di massima ponderando alcuni indici di bilancio ecomportamentali (e che potrebbero lasciare al personale la possibilità di "ritoccare" lavalutazione finale solo entro dati limiti).Per le Imprese medio-grandi, invece, il sistema di rating lascerà ampio spazio agli aspetti"qualitativi" della relazione, e farà tesoro delle indicazioni del settorista sullecaratteristiche della controparte, anche se allinterno di una procedura di analisi rigorosa estandardizzata.
  45. 45. Pagina 45 B.C.C. S.r.l. Da chi dipenderanno i sistemi di rating interni in Banca?E necessario distinguere tra la progettazione del sistema di rating ed il suo utilizzo.Riguardo al primo aspetto, Basilea 2 prevede che le Banche dispongano di unità indipendenti dicontrollo del rischio di credito, cui spetta la responsabilità della progettazione del IRB o della scelta delrating esterno, la realizzazione, la revisione e la verifica della performance dei sistemi di rating IRB.Per evitare "conflitti di interessi", tali unità devono essere funzionalmente autonome dal personale avario titolo responsabile della concessione dei fidi.Relativamente al secondo aspetto, è previsto che lattribuzione dei rating ai singoli clienti e la loroperiodica revisione siano compiute/approvate da soggetti che non traggono un diretto beneficio dallaconcessione del credito.Pare quindi delinearsi una separazione abbastanza netta tra gestori delle relazione con la clientela (che"vendono" crediti ai clienti e sui risultati di queste "vendite" conseguono il proprio budget) e gestori dirischio (che valutano il contenuto di rischio dei crediti).E poi previsto che laudit interno, o un altro soggetto indipendente, rivedano una volta lanno il sistemadi rating della Banca e il suo funzionamento. Infine, tutti gli aspetti sostanziali del processo di ratingdovranno essere approvati dal consiglio di amministrazione (o un suo comitato esecutivo) e dallaltadirezione della Banca; tali organi dovranno avere una conoscenza generale del sistema e unaconoscenza particolareggiata dei report destinati alla direzione.
  46. 46. Pagina 46 B.C.C. S.r.l. Tutte le Imprese dovranno ricevere un rating dalle Banche?No. In primo luogo, perché molte Banche (tutte quelle che adotteranno lapprocciostandard) non saranno obbligate da Basilea 2 a costruire un proprio sistema di ratinginterni.In secondo luogo, anche le Banche che adotteranno lapproccio dei rating interniclassificheranno molte piccole imprese allinterno del portafoglio "retail", dove larevisione periodica delle caratteristiche di rischiosità delle operazioni avverrà solo "pergrandi blocchi", e non a livello di singola controparte.Potrà comunque succedere che, anche se non costretti dalla normativa, molti Istituti diCredito potranno trovare conveniente sviluppare un proprio sistema di rating, permigliorare i propri processi di erogazione e monitoraggio dei finanziamenti.
  47. 47. Pagina 47 B.C.C. S.r.l. Tutte le Banche dovranno dare lo stesso rating a una certa Impresa?Assolutamente no. La capacità di discernere tra prenditori "buoni e "cattivi, e di giudicarecorrettamente i margini di rischio di un prestito, è ciò che distingue una buona Banca da unacattiva Banca, determinandone i margini di successo nella competizione sul libero mercato.Pretendere che tutte le Banche valutino una data Impresa in modo uniforme equivarrebbe, inun certo senso, a nazionalizzare il sistema creditizio; e non è certo a questo che miranoBasilea 2 e le Autorità di vigilanza italiane.Allinterno del secondo pilastro, le Autorità verificheranno che ogni Banca che ha adottatolapproccio dei rating interni basi il proprio giudizio su una procedura oggettiva,documentata, perfezionata sulla base della sua efficacia passata, fondata su basi di datistoriche sufficientemente ampie e profonde.Sarà comunque possibile che due sistemi di rating diversi, entrambi in possesso dei requisitiminimi per essere "validati" dalle Autorità, conducano a giudizi dissimili per la stessaImpresa.
  48. 48. Pagina 48 B.C.C. S.r.l. Basilea 2 porterà a una riduzione e ad un rincaro del credito alle Imprese?A livello aggregato, pare di no.Le simulazioni condotte dalla Banca dItalia hanno infatti dimostrato che, nel complesso, i requisitipatrimoniali - così come le politiche di pricing - delle Banche italiane non dovrebbero mostrareparticolari discontinuità con il passato.Questo non significa, tuttavia, che non possano esservi variazioni rilevanti a livello delle singoleImprese. In fin dei conti, lo scopo del nuovo accordo è (anche) di incentivare le Banche a discernere conmaggior accuratezza fra Clienti “rischiosi” e Clienti “sicuri”.E dunque lecito attendersi che gli Istituti di Credito imparino, ancor meglio di quanto non faccianooggi, a modulare i tassi attivi richiedendo un "premio" maggiore ai clienti con rating più bassi (clientiche assorbiranno più capitale), ma anche a concedere condizioni migliori ai debitori di maggiore qualità.Anche il ruolo delle garanzie, normato in modo dettagliato dalla nuova normativa, dovrebbe diventarepiù chiaro e trasparente.Per il singolo Imprenditore sarà dunque importante comprendere attraverso quali "leve" la suaAzienda può migliorare il rating e ridurre il fabbisogno patrimoniale che la Banca deve sostenereper prestargli denaro, così da accedere al credito con maggior facilità e a tassi più convenienti.
  49. 49. Pagina 49B.C.C. S.r.l. Basilea 2 porterà a una riduzione e ad un rincaro del credito alle Imprese?3 Dicembre 2004: Lintroduzione di Basilea 2 consentirà alle Banche di tuttaEuropa di ottenere un risparmio pari al 5,3%.E quanto rileva uno studio condotto da PriceWaterhouseCoopers che, su incarico dellaCommissione Europea ha svolto unindagine sugli effetti che i nuovi requisiti minimiprevisti da Basilea 2 avranno sia sulle Banche che sulle Imprese.Il risultato sembra poter placare, almeno in parte, le preoccupazioni delle PMI.Gli 80-100 miliardi di euro che gli Istituti di Credito dovrebbero risparmiare, come ilsondaggio stima, aumenteranno in relazione alla quantità di credito concesso allepiccole e medie imprese. Il rapporto afferma infatti che nel caso di prestiti concessi adAziende di piccole e medie dimensioni gli istituti di credito dovrebbero poterpresumibilmente registrare un risparmio del 10,99%.Come tutte le analisi statistiche che indicano in ½ pollo il consumo procapite, c’èchi ne mangia uno intero e chi digiuna!
  50. 50. Pagina 50 B.C.C. S.r.l. Le PMI saranno penalizzate da Basilea 2?In teoria, no. Basti pensare che, nellapproccio standard (quello che verrà seguito dalleBanche medio-piccole, che finanziano in prevalenza Imprese di dimensioni minori) unprestito privo di rating viene pesato al 100% se è destinato a unImpresa grande, e solo al75% se è rivolto a unAzienda più piccola (più precisamente, se lesposizione complessivadel cliente con il gruppo bancario è inferiore al milione di euro).Anche nel metodo dei rating interni (IRB), inoltre, la funzione di ponderazione per iprestiti è maggiormente vantaggiosa per i finanziamenti alle Imprese di dimensioni medio-piccole (le cosiddette SME corporate e SME retail).Certo, soprattutto se la loro Banca adotta un sistema di rating interni, le PMI dovrannoimparare a comunicarle con maggior chiarezza e tempestività i propri indicatori diredditività, liquidità e solidità patrimoniale; eviteranno così di finire "schiacciate" nelleclassi di rating peggiori, cui si associa un maggior consumo di capitale e dunque unaminor propensione della Banca a concedere credito a tassi ridotti.
  51. 51. Pagina 51 B.C.C. S.r.l. Le PMI saranno penalizzate da Basilea 2?18 Novembre 2004: Lentrata in vigore del nuovo Accordo consentirà alle Banche diconcedere alle PMI maggiori risorse.Parola di Aristide Canosani, presidente di Unicredit Banca, il quale sostiene che il volumedei finanziamenti erogati dagli istituti di credito in favore delle PMI aumenterà del 10%.Un dato emerso dalle simulazioni effettuate dalla Banca in previsione delladeguamento aBasilea 2, di fatto già applicate da Unicredit da oltre un anno, come lo stesso presidenteafferma.Canosani si mostra ottimista riguardo al futuro del credito anche in considerazione di unincremento che, con lingresso di Basilea 2, subiranno di certo i fondi da destinare ai fidiconcessi alle PMI.A suo parere le difficoltà lamentate ancora dalle PMI sarebbero legate alla ancoratroppo spesso scarsa trasparenza dimostrata dalle Aziende che richiedono un prestito,in merito alle previsioni dinvestimento, allandamento economico dellImpresa e allaredditività dei progetti.
  52. 52. Pagina 52 B.C.C. S.r.l. Le PMI saranno penalizzate da Basilea 2?9 Dicembre 2004: Una nuova iniziativa agevolerà le PMI nellaccesso al credito dopolintroduzione del nuovo accordo.A dare il via al progetto sono stati Matteo Arpe, amministratore delegato di Capitalia, eGianni Merluzzi, presidente di Unionfidi Lazio, che hanno appena siglato un protocollodi intenti che definisce alcuni possibili metodi sulle analisi comparative dei rating.Obiettivo dellaccordo è lavvio un processo di approfondimento congiunto sulle tecnichedi analisi e di riduzione dei rischi creditizi per le PMI, oltre che lelaborazione di unaserie di modelli di valutazione condivisi sia dalle Banche che dalle Imprese.Liniziativa ha inoltre lo scopo di fornire agli Imprenditori nuovi strumenti multimedialidi formazione relativi alle tematiche di Basilea 2. Il numero uno di Capitalia, MatteoArpe, ha commentato il raggiungimento dellintesa sottolineando che si tratta di un passoverso la ridefinizione del ruolo della Banca, vista non più solo come finanziatore, maanche come partner di sviluppo.
  53. 53. Pagina 53 B.C.C. S.r.l. Un messaggio alle ImpreseLutilizzo di sistemi di rating per la valutazione del rischio di credito offre alle PMI nuoveopportunità. Da un sistema basato su tassi medi poco differenziati e ripartizione delrischio tra varie Banche (multi affidamento) si sta già passando a un sistema di tassifortemente differenziati e rapporti privilegiati con alcune Banche.La fidelizzazione dei rapporti bancari deriva dalla convenienza per lAzienda di offrire lamassima informazione possibile al fine di personalizzare il rating. Quanto più è possibileper la Banca apprezzare la qualità del management di unAzienda e le sue potenzialità dimercato, tanto più favorevole sarà la valutazione del merito di credito.Per Aziende solide, che hanno rating elevati, il nuovo sistema porterà a tassi più bassi. Maanche le Aziende che oggi pagano tassi elevati, a causa di un rating basso, possonoprepararsi a Basilea 2 migliorando la propria situazione finanziaria e patrimoniale. I ratingsono particolarmente sensibili ad alcuni indicatori di bilancio: le condizioni di liquidità, laredditività, il grado di patrimonializzazione, il tasso di indebitamento.Nei prossimi anni le Imprese dovranno prestare particolare attenzione, oltre allaredditività, anche alla gestione della liquidità, alla gestione finanziaria, e mettere in atto, senecessario, operazioni di patrimonializzazione.
  54. 54. Pagina 54 B.C.C. S.r.l. Per le Aziende muta il contesto competitivoIn presenza dei metodi IRB, occorre ragionare in termini di rating debitore e di rating operazione. Perquanto riguarda il rating del debitore, l’attenzione va certamente posta sull’analisi di fido e quindi sulletre dimensioni della stessa:1) l’analisi quantitativa, sintetizza il giudizio sulla situazione patrimoniale/economico/finanziariadell’Impresa attraverso gli strumenti di analisi di bilancio. Si esamina la capacità dell’Azienda disviluppare e produrre risorse adeguate e sufficienti per la copertura dell’affidamento. In linea con ciò ènecessario che l’Impresa tenda all’equilibrio, ciò significa che il rapporto tra i vari elementi strutturali,pur sotto la pressione delle forze “ambientali” cui l’Azienda è sottoposta, non raggiungano valori critici;2) l’analisi qualitativa, è l’analisi che si occupa della ricerca e della definizione degli obiettivi chel’Impresa si pone nell’operare sul proprio mercato di riferimento (politica di prodotto e di produzione,ricerca e sviluppo, struttura e indirizzi organizzativi, ecc.), ponendo attenzione in particolareallandamento dell’economia in generale, al settore economico di riferimento e alla capacitàprofessionale del management.3) l’analisi andamentale, si occupa dell’analisi storica del rapporto dell’Azienda con la Banca e con ilSistema Creditizio nel complesso. I fatti economici e finanziari che caratterizzano l’attività aziendaletrovano la loro manifestazione, non solo nei bilanci e nella componente qualitativa, ma anche nelrapporto con la Banca e con l’intero sistema bancario. Si pensi, ad esempio, all’alimentazione di unconto corrente dovuta alle entrate ed alle uscite della sola gestione caratteristica dell’Impresa. Ne derivache la Banca dispone di una consistente quantità di dati che concorrono alla valutazione del “meritocreditizio” del cliente. L’accesso al credito è, infatti, agevole se l’Azienda ha saputo correttamentepianificare e controllare le proprie attività imprenditoriali e gli indicatori quantitativi che deve teneresotto costante controllo.
  55. 55. Pagina 55B.C.C. S.r.l.
  56. 56. Pagina 56 B.C.C. S.r.l. Per le Aziende muta il contesto competitivoAnalogamente a quanto avviene per le vendite, per le quali spesso non è sufficiente avereun buon prodotto ma è necessario saperlo presentare ai Clienti, anche per il ricorso alcredito non è sufficiente avere una buona situazione economico/finanziaria/patrimoniale,ma è necessario anche saperla rappresentare in maniera conveniente e fruibile da partedell’Istituto di Credito.L’incapacità di comunicare con le Banche potrebbe, infatti, dopo l’avvento di Basilea2 diventare molto penalizzante. In assenza di adeguate informazioni, infatti, la Bancapotrebbe percepire una maggior rischiosità connessa all’Impresa con la conseguenza dipeggiorare il rating.Si segnala infine che l’Impresa potrebbe migliorare la propria valutazione con lapresentazione di eventuali garanzie. Le garanzie personali, inoltre, mitigano il rischio solose il garante ha un rating migliore del debitore.
  57. 57. Pagina 57 B.C.C. S.r.l. ConclusioniBasilea 2 può rappresentare un importante punto di svolta sia per le Banche che per leImprese.Basilea 2 incentiva le Banche a sviluppare ed adottare appropriate tecniche di gestione delrischio e politiche del credito più attive, a tutto vantaggio della stabilità del sistemaeconomico-finanziario.L’adozione di tecniche e strumenti adeguati di misura e di gestione del rischio di creditoera ed è comunque un’esigenza improrogabile, indipendentemente dalle scadenze imposteda Basilea 2, che rappresenta solo un impulso in più per muoversi in tale direzione. Unopportuno e attento presidio del rischio è indispensabile non solo per la stabilità delsistema, ma anche perché le Banche possano svolgere un ruolo più attivo ed efficientenell’allocazione del credito.Basilea 2 rappresenta anche un’opportunità di sviluppo della relazione Banca-Impresa:l’attuale prassi del multiaffidamento dovrebbe moderatamente ridursi, con una più chiaraidentificazione della Banca di riferimento per le operazioni a maggiore valore aggiunto.
  58. 58. Pagina 58 B.C.C. S.r.l. Cosa fare?Ecco le linee guida: 1) Comprendere il ruolo strategico della finanza d’Impresa: oggi, solo poche PMI fanno pianificazione finanziaria. La strategia finanziaria sarà una nuova leva competitiva; 2) Predisporre un sistema di autovalutazione per migliorare il proprio rating individuando le aree di intervento e definendo dei valori obiettivo; 3) Redigere il bilancio anche con la finalità di calcolare il rating dell’Azienda; 4) Acquisire nuove professionalità in particolar modo intervenendo sui sistemi informativi.
  59. 59. Pagina 59 B.C.C. S.r.l. I documenti che possono essere chiesti …Non sempre le richieste delle Banche sono chiare, a volte non si capisce che cosa vogliano o in base aquali documenti abbiano preso le loro decisioni:Consuntivi sull’andamento dei redditi passati Bilancio CEE, Dichiarazione dei redditiPrevisioni sull’andamento dei redditi futuri Piani strategici, piani industriali, Business PlanAnalisi del posizionamento competitivo dei prodotti e servizi offerti Documenti di analisi del Marketing Mix rispetto alla concorrenzaAdeguatezza della struttura interna aziendale Documenti descrittivi dell’organizzazione (organigrammi, mansionari, statuto, deleghe …)Qualità dell’attività di pianificazione sviluppata dall’Azienda Documentazione descrittiva dell’attività di pianificazioneAssenza di informazioni pubbliche negative circa l’attività dell’Azienda Articoli di giornale, news aziendali, comunicati stampa dell’Azienda di smentitaPuntualità nell’adempiere alle obbligazioni con la propria Banca Dati andamentali interni alla BancaPuntualità nell’adempiere alle obbligazioni con altre Banche Dati disponibili a livello di Sistema BancarioAssenza di pregiudizievoli in capo alla società, ai soci o agli esponenti Visure ed altre informazioni di natura giuridica, a carattere pubblico fornite da provider esterni
  60. 60. Pagina 60 Il test di autovalutazioneB.C.C. S.r.l. 1 Il CE che presentate è riclassificato? FALSO FALSO Azzera valori 2 Che tipo di riclassificazione è stata adottata? FALSO FALSO FALSO 3 Di che tipo è lattività principale della Vs azienda? FALSO FALSO FALSO 4 Lo SP che presentate è riclassificato? FALSO FALSO 5 Presentate anche il Rendiconto Finanziario? FALSO FALSO 6 I documenti sono corredati degli indici? FALSO FALSO 7 Con che frequenza consegnate la documentazione? FALSO FALSO FALSO 8 Dopo quanto tempo sono pronti i documenti infrannuali? FALSO FALSO FALSO 9 Lattività della Vs azienda è suddivisibile in più business FALSO FALSO 10 La documentazione che presentate è suddivisa nei vari business? FALSO FALSO 11 La Vs azienda appartiene ad un gruppo (anche se non formale)? FALSO FALSO 12 Presentate la documentazione di gruppo? FALSO FALSO 13 Con quante banche opera la Vs azienda? FALSO FALSO FALSO 14 Quanti finanziamenti sta utilizzando la Vs Azienda in questo momento? FALSO FALSO 15 Quanto incidono i beni in leasing sul Capitale Investito? FALSO FALSO 16 Quanto incidono i beni immateriali sul Capitale Investito? FALSO FALSO 17 Quanto incidono le giacenze sul Capitale Investito? FALSO FALSO FALSO Quante volte, in un anno, subite un insoluto su Ri.Ba. senza 18 FALSO FALSO FALSO che possiate avvertire la banca
  61. 61. Pagina 61B.C.C. S.r.l. APPENDICI
  62. 62. Pagina 62 L’analisi del mercato B.C.C. S.r.l. Il modello di Michael Porter Il sistema Entranti Il mercato normativo potenziali (leggi sull’ambiente, del lavoro sulla privacy, Minaccia di ingresso sulla sicurezza, gli standard qualitativi) L’Impresa I Potere contrat- PotereFornitori tuale I concorrenti contrat- tuale I Clienti Prodotti o servizi Imposte Il mercato alternativi e tasse del denaro I prodotti succedanei
  63. 63. Pagina 63 B.C.C. S.r.l.Rischi autoliquidanti: sono le operazioni caratterizzate da una fonte di rimborso predeterminata.Si tratta di finanziamenti concessi per consentire limmediata disponibilità di crediti non ancorascaduti vantati nei confronti di terzi e per i quali lintermediario segnalante cura lincasso. Ilrapporto coinvolge tre soggetti: la Banca, il Cliente ed il suo Debitore.Sono Rischi autoliquidanti: * gli anticipi su crediti ceduti per attività di factoring * gli anticipi su fatture * gli anticipi "allesportazione” * il prefinanziamento di mutuo (anche se concesso dallo stesso intermediario)I crediti “autoliquidanti” sono direttamente connessi con la fonte del rimborso (il debitore), èquindi anomalo il ricorso a questo tipo di credito nei casi in cui si nutrano dubbi sulla consistenzae sulla tempestività dei pagamenti da parte dei debitori.Il ricorso ad anticipi su fatture, quando il loro pagamento non è certo, determina la valutazionenegativa dell’Azienda in quanto pone dubbi sulla sua competitiva e serietà; ciò è particolarmentegrave nei casi in cui il mancato pagamento è legato a contestazioni sulla qualità della fornitura.Le Banche monitorano la percentuale di rischi autoliquidanti che risulta insoluta; nei casi in cuitale valore supera limiti prefissati, la posizione dell’Azienda è automaticamente revisionata .Il reiterato pagamento diretto del credito da parte dell’affidato, in sostituzione, per esempio deldebitore della fattura anticipata, è visto in modo negativo in quanto indica uno scarsoapprezzamento del prodotto / servizio offerto, o peggio la presentazione di fatture false. Anchel’utilizzo del conto anticipi s.b.f. oltre all’ammontare accordato (sconfinamento assoluto), oppurerispetto all’importo delle fatture presentate allo sconto (sconfinamento sull’anticipabile) è visto inmodo negativo .
  64. 64. Pagina 64 B.C.C. S.r.l.Rischi a scadenza: sono le operazioni di finanziamento con scadenza fissatacontrattualmente e prive di una fonte di rimborso predeterminata.Sono Rischi a scadenza: * le anticipazioni attive * le sovvenzioni per utilizzo di carte di credito * le aperture di credito regolate in c/c per le quali lintermediario segnalante non ha facoltà di recesso prima della scadenza contrattuale * i leasing * i mutuiI rischi a scadenza impongono un piano prefissato di rimborso, con scadenze ed importispesso rigidamente definiti. In tal caso, le Banche rilevano come anomalo il ritardo rispettoa tali scadenze e sono normalmente poco propense ad utilizzare altre forme di credito(sconfinamento rispetto all’apertura di credito in conto corrente) per coprire tali ritardi, inquanto tale scelta espone la Banca a rischi crescenti, nei casi in cui si inizi a rilevare unasituazione di dissesto finanziario per l’Azienda.Per esempio anche il semplice utilizzo dell’apertura di credito in conto corrente per coprirele rate impagate, determina il passaggio da un credito con garanzia reale, verso un creditonon garantito.Nel caso poi che le rate impagate siano coperte ammettendo lo sconfinamento sul contocorrente, allora si determina per la Banca il rischio di revocatoria fallimentare su tutti ipagamenti ricevuti a rimborso della quota sconfinata.
  65. 65. Pagina 65 B.C.C. S.r.l.Rischi a revoca: sono per esempio le aperture di credito in conto corrente concesse perelasticità di cassa per le quali lintermediario si sia riservato la facoltà di recedereindipendentemente dall’esistenza di una giusta causa.Questo tipo di finanziamento è finalizzato alla gestione degli sbilanci temporanei di cassa,legati per esempio ai pagamento ciclici (es. stipendi), stagionali (es. imposte), oimprevedibili (es. spese di manutenzione straordinarie). È quindi anomalo il suo utilizzo peri finanziamenti non avente natura transitoria. In particolare un’apertura di creditopienamente utilizzata e che non abbia movimentazioni di rientro, anche se coperta dagaranzia reale, potrebbe essere rilevata e classificata come anomala, in primo luogo dallaBanca, ed eventualmente anche dalla Banca d’Italia nelle sue ispezioni periodiche presso leBanche. E’ quindi importante per il richiedente analizzare con attenzione le modalità diutilizzo del credito in conto corrente, per assicurarsi che l’eventuale pieno utilizzo siatemporaneo e che il conto abbia adeguata movimentazione. L’utilizzo del credito in contocorrente oltre il fido accordato, oltre ad essere estremamente oneroso, è inoltre da valutarecon estrema attenzione: anche se consentito dalla Banca si possono avere delle segnalazionidi anomalia a livello di sistema. Riepilogando, le anomalie da evitare nell’utilizzodell’apertura di credito in conto corrente sono: * L’utilizzo “teso”, con percentuali prossime al fido per lunghi periodi * L’utilizzo sconfinato, per periodi non brevissimi * La mancanza di movimentazione del conto, su posizioni tese o sconfinate
  66. 66. Pagina 66 B.C.C. S.r.l. Risultati della simulazione Distribuzione per classe di ratingFrequenza 30% 25,8% 25% 20,5% 20% 17,5% 15% 13,6% 10,2% 10% 4,0% 4,5% 5% 2,1% 1,2% 0,7% 0% BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- CCC Rating

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