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La nuova sentieristica del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
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La nuova sentieristica del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

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Presentazione del Dr. Franco Tassi, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, durante il Convegno di Visso del 27 ottobre, Nuove forme di turismo. Il Dr. Tassi, ci illustra la nuova sentieristica, in …

Presentazione del Dr. Franco Tassi, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, durante il Convegno di Visso del 27 ottobre, Nuove forme di turismo. Il Dr. Tassi, ci illustra la nuova sentieristica, in maniera tecnica. Una fitta rete di sentieri, la cui segnatura sarà ultimata entro la prossima primavera, che arricchisce la già ampia offerta turistica del territorio del parco. Un lungo percorso di trekking servito da rifugi escursionistici (il Grande Anello dei Sibillini), una serie di percorsi in mountain bike ed una ricca offerta per famiglie costituita dai Sentieri Natura a cui si sono aggiunti quest’anno i 17 Percorsi Escursionistici, itinerari di montagna più impegnativi pensati per soddisfare ogni esigenza.

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  • 1. “Nuove forme di turismoSostenibilità ambientale e sentieristica del Parco Nazionale dei Monti Sibillini” “La carta dei sentieri” Franco Tassi 27 ottobre 2012 VISSO - Sala Convegni
  • 2. • 17 Percorsi escursionistici (187 Km)• Grande Anello dei Sibillini (122 Km)• 18 Sentieri Natura (75 Km)• Percorsi MTB (560 KM)
  • 3. Tappe fondamentali• Legge finanziaria del 1998 Primo riferimento legislativo• D.M. 3 febbraio 1990 che sostituisce il D.M. 18.07.1989 (perimetrazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e normativa di riferimento – zone 1 e 2):• D.M. 26.07.90 Direttive e criteri generali per la redazione del Piano per il Parco• Legge 394/91 Legge quadro sulle aree protette (Organi – Piano per il parco – Regolamento ecc.• DPR 6 agosto 1993 sostituito con DPR 4 novembre 1993 (istituzione dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini – nomina degli organi – modifica ai confini)
  • 4. Gli strumenti legislativi e tecnici che regolamentano il Territorio⇒il piano per il Parco individua le attività consentite, cioè quelle compatibili con l’interesse pubblico naturalistico⇒il regolamento del parco, invece, disciplina l’esercizio delle attività consentite entro il territorio del Parco e le eventuali deroghe ai divieti.
  • 5. Qual è la situazione attuale?Il C.D. del Parco ha approvato il proprioPiano previa consultazione della Comunità del Parco. Il Piano è stato adottato dalle regioni Marche e Umbria è in fase di approvazione finale. Nel frattempo vale la normativa transitoria
  • 6. DPR 6 agosto 1993Fino all’approvazione del regolamentodel Parco sono in vigore le misure disalvaguardia ad INTEGRAZIONEdell’art. 11, comma 3 della l. 394/1991
  • 7. IL TERZO COMMA DELL’ART. 11 DELLA LEGGE 394Salvo quanto previsto dal comma 5, neiparchi sono vietate le attività e le opereche possono compromettere lasalvaguardia del paesaggio e degliambienti naturali tutelati con particolareriguardo alla flora e alla fauna protette eai rispettivi habitat
  • 8. Art. 11 comma 5 L.394/91Restano salvi i diritti reali e gli usicivici delle collettività locali, chepossono essere esercitati secondole consuetudini locali ..()
  • 9. D.M. 3 febbraio 1990Sono soggette ad autorizzazione una serie di interventidi rilevante trasformazione specificatamente elencatinell’art.4 del D.M. 3 febbraio 90:• Variante degli strumenti urbanistici;• opere di mobilità (nuovi tracciati stradali, impianti a fune, ecc.);• opere fluviali;• opere tecnologiche (elettrodotti captazioni, acquedotti, ripetitori, ecc.);• opere di trasformazione e bonifica agraria• Piani forestali;• apertura di nuove discariche per rifiuti solidi-urbani;• Realizzazione bacini idrici e centraline idroelettriche.
  • 10. 4 Fino all’approvazione del Piano per il parco, sonocomunque vietati su tutto il territorio, così comeperimetrato:• L’attività venatoria (escluso l’abbattimento selettivo delle specie in sovranumero);• La pesca nelle aree delimitate come zona 1;• Il transito dei mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali gravate dai servizi di pubblico passaggio, e private esistenti; fatta eccezione per i mezzi di servizio e per quelli occorrenti all’attività agro-silvo-pastorali;• L’apertura di nuove cave;• L’apposizione in zona 1 ad esclusione dei centri abitati, di cartelli e manufatti pubblicitari, di qualunque natura e scopo, ad esclusione della segnaletica stradale e di quella turistica di cui alla circolare del ministro dei Lavori Pubblici, n. 400 del 9 febbraio 1979;• La costruzione di recinti su zona agricola salvo quelle accessorie per le attività agro-silvo-pastorali e per la sicurezza degli impianti tecnologici
  • 11. PIANO PER IL PARCO del (L.394/91 – 426/98)
  • 12. Il Piano per il Parco (Art. 12 Legge 394/91) Finalità: “Tutela dei valori naturali, ambientali, storici, culturali, antropologici tradizionali”Deve disciplinare i seguenti contenuti:•Organizzazione generale del territorio e sua articolazione inaree e parti, caratterizzate da forme differenziate di uso,godimento e tutela;•Vincoli, destinazioni di uso pubblico o privato e norme diattuazione relative con riferimento alle varie aree o parti delPiano;•Sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolareriguardo ai percorsi, accessi e strutture riservate ai disabili,ai portatori di handicap ed agli anziani;
  • 13. Il Piano per il Parco (Art. 12 Legge 394/91) Deve disciplinare i seguenti contenuti:•Sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e lafunzione sociale del parco, musei, centri visite, ufficiinformativi, aree di campeggio, attività agrituristiche;•Indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sullla fauna e esull’ambiente naturale in genere.
  • 14. Il Piano per il Parco (Art. 12 Legge 394/91) ZonizzazioneIl Piano suddivide il territorio in base al diverso grado diprotezione, prevedendo:•A) Riserve integrali nelle quali l’ambiente naturale èconservato nella sua integrità;•B) Riserve generali orientate, nelle quali è vietato costruirenuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti,eseguire opere di trasformazione del territorio. Possonoessere tuttavia consentite le utilizzazioni produttivetradizionali, la realizzazione delle infrastrutture, nonchéinterventi di gestione delle risorse naturali a cura dell’EnteParco. Sono altresì ammesse opere di manutenzione (aisensi della lettera a) e b) del primo comma dell’articolo 31della legge 5 agosto 1978 n. 457;
  • 15. •C) Aree di protezione nelle quali, in armonia con le finalitàistitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall’EnteParco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali,ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, le attivitàagro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta dei prodottinaturali ed è incoraggiata anche la produzione artigianale diqualità. Sono ammessi gli interventi autorizzati dalle letterea), b), c) del primo comma dell’articolo 31 della citata legge457 del 1978, salvo l’osservanza delle norme di Piano sulledestinazioni d’uso ;•D) Aree di promozione economica e sociale facenti partedel medesimo ecosistema, più estesamente modificate daiprocessi di antropizzazione, nelle quali sono consentiteattività compatibili con le finalità istitutive del parco efinalizzate al miglioramento della vita socio-culturale dellecollettività locali e al miglior godimento del parco da partedei visitatori.
  • 16. IL REGOLAMENTO DEL PARCO del (L.394/91 – 426/98)
  • 17. IL REGOLAMENTO DEL PARCO disciplina, in particolare:a) la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti;b) lo svolgimento delle attività artigianali, commerciali, di servizio e agro-silvo- pastorali;c) il soggiorno e la circolazione del pubblico con qualsiasi mezzo di trasporto;d) lo svolgimento di attività sportive, ricreative ed educative;
  • 18. e) lo svolgimento di attività di ricerca scientifica e biosanitaria;f) i limiti alle emissioni sonore, luminose o di altro genere, nellambito della legislazione in materia;g) lo svolgimento delle attività da affidare a interventi di occupazione giovanile, di volontariato, con particolare riferimento alle comunità terapeutiche, e al servizio civile alternativo;h) laccessibilità nel territorio del Parco attraverso percorsi e strutture idonee per disabili, portatori di handicap e anziani ;
  • 19. N.T.A.Norme tecniche di Attuazione del
  • 20. N.T.A.Titolo I – DISPOSIZIONI GENERALI• Art. 1 Finalità ed obiettivi del Piano per il Parco;• Art. 2 Elaborati del Piano del Parco;• Art. 3 Efficacia del Piano e rapporti con gli altri piani e col Regolamento;• Art. 4 Strumenti e modalità attuative;• Art. 5 Categorie di Interventi ammissibili;• Art. 6 Attività ed usi compatibili.
  • 21. N.T.A.Titolo II – NORME PER PARTI DEL TERRITORIO• Art. 7 Inquadramento territoriale;• Art. 8 Zonizzazione;• Art. 9 Unità di paesaggio.
  • 22. N.T.A.Titolo III – NORME PER PARTICOLARI CATEGORIE D’INTERVENTO, DI OPERE E RISORSE• Art. 10 Difesa del suolo e gestione delle acque;• Art. 11 Reti ecologiche, fasce fluviali e continuità ambientali;• Art. 12 Aree e risorse naturali;• Art. 13 Boschi e gestione forestale;• Art. 14 Attività agro-silvo-pastorali;• Art. 15 Aree ed elementi di interesse storico-culturale;• Art. 16 Aree di recupero ambientale e paesistico• Art. 17 Sistemi di accessibilità• Art. 18 Sistemi di attrezzature e servizi.• Art. 19 Progetti e programmi di valorizzazione e d’intervento• Art. 20 Norme transitorie
  • 23. Art. 8 Zonizzazione1. Il Piano suddivide il Parco in Zone, identificate nelle tavole di Piano ed assoggettate a diverso grado di protezione, con riferimento alle seguenti categorie di cui allart.12 L.394/91:
  • 24. Zone A• - zone A, di riserva integrale dove lambiente naturale è conservato nella sua integrità. Tali zone sono destinate alla salvaguardia degli equilibri ecologici in atto e potenziali, alla prevenzione ed all’eliminazione dei fattori di disturbo. E’ vietato ogni intervento che non abbia finalità esclusivamente conservativa. La fruizione degli ambiti interessati ha carattere esclusivamente naturalistico;
  • 25. Zone B• - zone B, di riserva generale orientata, dove si favorisce il potenziamento delle funzionalità ecosistemiche e la conservazione delle risorse paesistico-culturali presenti anche attraverso la riduzione dei fattori di disturbo. In tali zone è vietato in particolare: costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio, effettuare movimenti di terreno o trasformazioni dell’uso del suolo, salvo quando finalizzati ad interventi di conservazione, manutenzione e restituzione, eseguire cambi di destinazione d’uso che richiedano sostanziali cambiamenti edilizi ed impiantistici. Possono comunque essere consentiti la realizzazione delle infrastrutture espressamente previste nelle tavole di piano e gli interventi di gestione a cura dell’Ente Parco. Per la gestione forestale valgono gli indirizzi gestionali dei Piani forestali regionali e dei Piani di gestione del patrimonio agricolo-forestale delle Comunità Montane regolarmente approvati, previo parere favorevole del Parco;
  • 26. Zone C• - zone C, di protezione, interessate dalle attività agro-silvo- pastorali. In tali zone, in armonia con le finalità istitutive sono incoraggiate le attività agro-silvo-pastorali, secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica. E’ comunque vietato realizzare: nuove strade salvo le eccezioni di cui alla lettera precedente e[1] quanto previsto nell’art. 17, comma 3, nuovi edifici ad eccezione di quelli a servizio dell’attività agricola di carattere non residenziale; interventi che modificano il regime delle acque salvo quando strettamente necessari per l’interesse pubblico locale. Per il miglioramento dellambiente rurale è consentita la realizzazione di parcheggi, aree per la sosta attrezzata, impianti sportivi e campeggi purchè localizzati in prossimità dei centri abitati ed individuati in sede di formazione dei relativi piani urbanistici (PRG e Piani di recupero).
  • 27. Zone C• Nei nuclei rurali sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonchè, previo progetto paesaggistico di cui all’art.30 delle N.T.R. del Vigente P.T.C.P. della Provincia di Perugia, [1] (piano di recupero)[2] approvato dall’Ente Parco, interventi di ristrutturazione edilizia, così come definiti all’art. 31 della L. 457/78, specificandosi che gli interventi di ristrutturazione edilizia da assoggettare a progetto paesaggistico sono quelli che comportano la demolizione con ricostruzione o ampliamento e/o la sopraelevazione [3] [1] Modifica apportata con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.• [2] Sostituito con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.• [3] Modifica apportata con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.
  • 28. Zone D• zone D, di promozione economica e sociale, che interessano le aree urbanizzate, quelle da urbanizzare e quelle degradate, comprese le aree parzialmente o completamente degradate. In tali zone sono consentite tutte le attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio - culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori, nei limiti e con le specificazioni contenute nelle presenti N.T.A. Sono individuate le seguenti sottozone, cartograficamente delimitate negli stralci di approfondimento al 10.000:
  • 29. Zone D1• - D1, in cui gli interventi interessano preminentemente la riqualificazione e la trasformazione di aree urbane con le specifiche determinazioni di cui agli stralci allegati in scala 1:10.000 e delle presenti N.T.A. (Tali determinazioni debbono essere analiticamente riscontrate in sede di formazione ed adeguamento degli strumenti urbanistici generali ed attuativi, motivando eventuali scostamenti delle scelte effettuate e proponendo eventuali alternative di assetto complessivo, atte comunque a conseguire i risultati attesi)[1];• [1] Norma spostata art.3, comma 4 da cancellare.
  • 30. Zone D2• D2, in cui gli interventi interessano preminentemente la riqualificazione di nuclei ed agglomerati rurali con le specifiche determinazioni di cui agli stralci allegati in scala 1:10.000 e delle presenti N.T.A. Eventuali interventi edilizi che prevedano aumenti di volume, nuova edificazione o alterazioni formali delle facciate dovranno essere realizzati previa redazione di progetto paesaggistico di cui all’art.30 delle N.T.R. del Vigente P.T.C.P. della Provincia di Perugia[1] (piano attuativo)[2], esteso allintero abitato, approvato preventivamente dallEnte Parco specificandosi che gli interventi di ristrutturazione edilizia da assoggettare a progetto paesaggistico sono quelli che comportano la demolizione con ricostruzione o ampliamento e/o la sopraelevazione[3]• [1] Modifica apportata con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.• [2] Sostituito con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.• [3] Modifica apportata con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.
  • 31. Zone D3• - D3, in cui gli interventi interessano preminentemente la riqualificazione o trasformazione di insediamenti turistico- residenziali con le specifiche determinazioni di cui agli stralci allegati in scala 1:10.000 e delle presenti N.T.A. Eventuali interventi edilizi che prevedano aumenti di volume o nuova edificazione dovranno essere realizzati previa redazione di progetto paesaggistico di cui all’art.30 delle N.T.R. del Vigente P.T.C.P. della Provincia di Perugia,[1] (piano attuativo)[2], esteso allintero insediamento, approvato preventivamente dallEnte Parco specificandosi che gli interventi di ristrutturazione edilizia da assoggettare a progetto paesaggistico sono quelli che comportano la demolizione con ricostruzione o ampliamento e/o la sopraelevazione.[3] [1] Modifica apportata con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.• [2] Sostituito con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.• [3] Modifica apportata con provvedimento della Comunità del Parco n. 8 del 21.09.2002.
  • 32. Zone D4• - D4, in cui gli interventi interessano preminentemente la riqualificazione e la formazione di aree produttive- artigianali con le specifiche determinazioni di cui agli stralci allegati in scala 1:10.000 e delle presenti N.T.A. Eventuali interventi edilizi che prevedono nuova edificazione per una superficie coperta di oltre 500 mq. potranno essere assentiti a condizione che risultino compatibili il carico inquinante prodotto e gli effetti dellimpermeabilizzazione rispetto alle condizioni del suolo;
  • 33. Zonizzazione• 2. La disciplina delle Zone Interventi Attività ed usi suddette zone è sintetizzata ammissibili compatibili nella tabella seguente con Zona A CO MA RE RQ TR N riferimento alle categorie di cui agli artt. 5 e 6: Zona B CO MA RE RQ TR NA• 3. In tutte le zone di cui al Zona C CO MA RE RQ TR N A UA S3 S4 comma 1 sono comunque fatti salvi i diritti di uso Zona D1 CO MA RE RQ TR N A UA S1 S3 S4 civico. Eventuali limitazioni necessarie per Zona D2 CO MA RE RQ TR N A UA S1 S3 S4 realizzare le finalità del Piano sono adottate di Zona D3 CO MA RE RQ TR N A UA S1 S3 S4 concerto con gli aventi diritto. Zona D4 CO MA RE RQ TR N A UA S1 S2
  • 34. LA FASE DI START UP Il Piano per il parco
  • 35. Quadri conoscitivi - Consulenti incaricati Budget impiegato 50 % circa 3 UNIVERSITA’Ancona Camerino Perugia 10 DIPARTIMENTI 5 Studi di Consulenza
  • 36. Struttura tecnica per lelaborazione del Piano per il ParcoNucleo di coordinamentoCoordinatore generale:Alfredo FermanelliCoordinatore scientifico:Roberto GambinoCoordinatore tecnico:Massimo SargoliniUfficio di Piano del Parco:Roberta Angelini - UrbanistaFabrizio Cinquini - UrbanistaMaurizio Consoli - Geologo Numerosi altri consulenti incaricati diPiersebastiano Ferranti - eseguire studi nelle varie disciplineInformatico scientifiche interessatePaolo Perna - NaturalistaFranco Tassi - Informatico
  • 37. Il SIT ed il Piano Per il ParcoIl programma esecutivo del progetto Piano per il Parcoprevedeva l’implementazione di un sistema informativoterritoriale.Il Piano doveva essere realizzato con l’ausilio dei GIScome strumenti di supporto alle decisioni
  • 38. DTM Modello ad Elevazione Digitale (Digital Elevation Model)E’ un modello di dati rasterche rappresenta l’elevazionedel terreno. Può esseregenerato a partire da pianiquotati o da curve di livelloed è generalmente usato percondurre analisi di visibilità,,effettuare analisi dipendenza o esposizione,ecc.
  • 39. Fase 1: elaborazione dei Quadri conoscitiviNella prima fase i consulenti incaricati hannoprovveduto ad elaborare i quadri conoscitivi relativi ad
  • 40. Nella strutturazione del SIT abbiamo suddiviso questi ambiti insistema fisico, sistema biologico, sistema antropico.Strutturando effettivamente la base di dati e introducendo unconcetto sarebbe diventato il punto di riferimento per linterosistema informativo territoriale. Sistema Fisico SIT Sistema Biologico Sistema Antropico
  • 41. Fase 2: Interpretazione e sintesiA FATTORI STRUTTURANTI: componenti edelementi costitutivi della "struttura" intesa comelinsieme delle componenti e delle relazioni con cuilorganizzazione di un sistema si manifestaconcretamente ed attivamente (dove però persistema può intendersi sia il sistema complessivo deisibillini sia i diversi sub-sistemi locali)B FATTORI CARATTERIZZANTI: componenti edelementi che appunto caratterizzano ogni sistemalocale od unità di paesaggio, distinguendolo dagli altrianche strutturalmente simili aggettivandone le formestrutturali ed organizzative e rendendolo quindiriconoscibile.
  • 42. Fase 2: Interpretazione e sintesiC FATTORI QUALIFICANTI: elementi o condizioniche conferiscono ad un sistema locale o a unpaesaggio una particolare qualità o valore, sotto undeterminato profilo (ad es. morfologico o ecologico) osotto diversi profili, pur senza variarne la struttura ed icaratteri di fondo rispetto ad altri simili.D FATTORI CRITICITA’: l’Insieme di elementi o dicondizioni, in atto o potenziali, di degrado o de-qualificazione o alterazione, più o meno acuta, nontali da compromettere la struttura o i caratteri o laqualità dei sistemi
  • 43. Fase 2: Interpretazione e sintesi(Da notare che questa classificazione non è mutuamente esclusiva cioè elementi presenti ununa classe possono essere ritrovati in altre)Determinazioni delle invarianti strutturali da sottoporre a particolare tutela:sono questi fattori strutturali ai quali il piano, in considerazione della loro qualità o valore,intende garantire una relativa stabilità rispetto alle dinamiche trasformative dei contestipaesisticiUnità di paesaggio: basate sullindividuazione degli elementi strutturali, in particolarequelli che determinano ùle più significative articolazioni del paesaggio: bacini idrografici,geosigmeti, sistemi insediativi funzionalmente o storicamente coesi, distretti visivi.Il progetto prevedeva peraltro in vista dellindividuazione delle unità dipaesaggio un triplice riferimento:•Parti del sistema insediativo•Alle reti•Alle unità Ambientali
  • 44. Fase 2: Interpretazione e sintesi(Da notare che questa classificazione non è mutuamente esclusiva cioè elementi presenti ununa classe possono essere ritrovati in altre)Determinazioni delle invarianti strutturali da sottoporre a particolare tutela:sono questi fattori strutturali ai quali il piano, in considerazione della loro qualità o valore,intende garantire una relativa stabilità rispetto alle dinamiche trasformative dei contestipaesisticiUnità di paesaggio: basate sullindividuazione degli elementi strutturali, in particolarequelli che determinano ùle più significative articolazioni del paesaggio: bacini idrografici,geosigmeti, sistemi insediativi funzionalmente o storicamente coesi, distretti visivi.Il progetto prevedeva peraltro in vista dellindividuazione delle unità dipaesaggio un triplice riferimento:•Parti del sistema insediativo•Alle reti•Alle unità Ambientali
  • 45. Fase 3: Redazione del Progetto del Piano Elaborazione delle strategie Zonizzazione
  • 46. •17 Percorsi escursionistici (187 Km)•Grande Anello dei Sibillini (122 Km)•18 Sentieri Natura (75 Km)•Percorsi MTB (560 KM)

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