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Edoardo Cenni 3^media sez.A
“ Tre giorni fuori
porta”
Tre luoghi
della Toscana.
"Istituto Comprensivo 2 “Gino Bartali”
Terontola
1° giorno -
SIAMO PARTITI da Cortona verso quello
che viene definito il primo Comune che
l'Arno incontra dopo essere entrato nel
Val d'Arno presso il Salto della Penna, è
Civitella in Val di Chiana, presso la
frazione di Ponticino. Pertanto, la
porzione del comune di Civitella in Val di
Chiana su cui si estende detta località è
parte anche del Valdarno superiore.
Da Cortona a Civitella della Chiana
Parlo però di Civitella
quella situata in alto
che domina la Val di
Chiana.
Civitella Già
popolata in epoca
romana, divenne
roccaforte
longobarda e vi fu
costruito il castello
che tutt'oggi è
visibile.
Data la sua caratteristica di
roccaforte fu sede strategica di tantissime battaglie e ricostruzioni
Quello che oggi mi ha
colpito è l'eccidio del
secolo scorso durante la
seconda guerra mondiale.
Nel risalire verso il
paese i tedeschi
iniziarono la loro
carneficina nei pressi
del Ponte della
Palazzina uccidendo
tutti gli uomini civili che
incontravano. 21
furono qui giustiziati.
(...)Durante la guerra 4 soldati
tedeschi erano saliti al paese di
Civitella e sul tardi si erano recati
nel locale del dopolavoro,
frequentato dagli abitanti.
La notizia della presenza fu
comunicata ai partigiani che
irruppero tentando di disarmare i
tedeschi. La reazione provocò una
sparatoria e 2 soldati tedeschi
rimasero uccisi, uno rimase illeso e
riuscì a fuggire. Gli abitanti di Civitella conoscevano le reazioni
tedesche per averne avuto notizia dalle altre
località e nonostante la pioggia torrenziale
la popolazione fuggì nelle campagne
circostanti.
Dopo circa una settimana Civitella rivide le truppe
tedesche che rastrellarono le case in cerca di
nomi.
Sembrava tutto appianarsi per
via del fronte sfondato di
Cassino e faceva ben sperare
che i problemi urgenti della
guerra avessero distolto i
tedeschi da ogni pensiero di
rappresaglia. Si pensava che i
tedeschi si fossero realmente
convinti dell' innocenza della
popolazione di Civitella
Ma così non fu..
La mattina del
29 giugno...
2° giorno - Dopo la notte passata in un B&B nel centro di Civitella e
dopo aver visto Villa Oliveto, situata in località Oliveto e antica
dimora dei conti Barbolani di Montauto...
Ci apprestiamo attraverso il passo della Scheggia (dove anche
qui vengono ricordate uccisioni di rappresaglie tedesche) a
raggiungere Anghiari.
Altro Comune aretino Anghiari viene ricordato per la famosa
battaglia d'Anghiari immortalata da un dipinto di Leonardo,
che non esiste più ma che se ne narra la realizzazione.
Qui riportato un
quadro del Rubens
situato la Louvre
Anonimo, Tavola
Doria, Fuji Art
Museum, Tokyo
A causa dell'inadeguatezza della
tecnica, il dipinto subì danni e non è
certo che i suoi resti fossero stati
lasciati in loco, incompiuti e mutili; circa
sessant'anni dopo, la decorazione del
salone venne rifatta da Giorgio Vasari;
non si conosce se all’epoca fossero
ancora presenti i frammenti leonardiani
o se l'architetto aretino li abbia distrutti.
Alcuni sostengono che li abbia nascosti
sotto un nuovo intonaco o una nuova
parete: ricerche e saggi finora condotti
non hanno sciolto il mistero. Nel mese
di ottobre 2020, dopo anni di ricerche,
viene reso noto che probabilmente
Leonardo si fermò alla delicata fase
preparatoria del muro, non portata a
termine per motivi tecnici, senza mai
iniziare la pittura vera e propria.
Il dipinto di Leonardo da Vinci
In questi giorni ad Anghiari c'è la
27^ edizione di
Tovaglia a Quadri
nota rassegna teatrale scritta e diretta
da due amici:
Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini
Un rito collettivo tra cibo tradizionale e narrazione da ripetersi per dieci serate. Dieci
repliche identiche, ognuna delle quali unica e irripetibile per atmosfera e respiro.
Tovaglia a Quadri - Come la vita dei vecchi contadini. Quelli veri, quelli estinti. Il
primo Liceo Contadino, è l’incubatore per formare i nuovi contadini toscani. Gli
estinti avevano attraversato guerre,
pestilenze e siccità. Umiliazioni e lotte sindacali. E sapevano tutto: bestemmie e
preghiere senza aver mai aperto un libro. Poi c’è stato il tempo della chimica, della
meccanica e dello sfruttamento intensivo.(...). Si potrà “imparare di nuovo la terra”?
Il Liceo Contadino non darà alcun bonus: pochi libri di testo e tante buone zappe.
Dopo avere visitato il paese e il suo centro storico, che è un vero gioiello...
con la sua "ruga- Corso " dritta che
taglia la Valtiberina attraversando il Tevere fino a
Sansepolcro…ripartiamo direzione nord dove punta il dito Garibaldi in
Piazza Baldaccio
Risaliamo il Tevere e incontriamo la
"Diga di Montedoglio":
(..)Con la sempre maggiore necessità
dell'acqua per irrigazione e per fornire
acqua potabile alle abitazioni del
complesso irriguo delle province di
Arezzo, Perugia, Siena e Terni, prende
vita l’idea di realizzare un bacino
artificiale e risolvere così la
problematica situazione. La diga di
Montedoglio è stata progettata dal prof.
Filippo Arredi e dall'ing. Ugo Ravaglioli;
i lavori di costruzione durarono dal
1977 al 1993, mentre il riempimento
della diga avvenne a partire dal 1990.
Alle ore 20.15 (orario stabilito grazie all’idrometro
sul lago e all'idrometro di Gorgabuia
posto a poche centinaia di metri a valle della diga)
del giorno mercoledì 29 dicembre
2010 sono crollati circa 20 metri del muro che
separa l'invaso dal canale effluente,
canale che raccorda l'opera di sfioro con il corso
d'acqua a valle. La breccia ha
causato inizialmente la fuoriuscita di 600 m³ di
acqua al secondo, flusso poi affievolito
dopo alcune ore. Sono state evacuate per
precauzione diverse abitazioni, soprattutto
nelle zone di Sansepolcro, San Giustino e Città di
Castello e alcune frazioni come
Piosina, Trebbio, Vannocchia, Pistrino, Pitigliano,
Viaio (Anghiari).[1] L'Ente irriguo
Umbro Toscano che gestisce il bacino artificiale ha
comunicato che nella giornata era
stato raggiunto il massimo riempimento del lago ed
erano stati effettuati i controlli di
collaudo, con esito positivo (?)
Andiamo verso Chiusi della Verna ma nel
tragitto ci fermiamo a: Caprese Michelangelo
alla casa natale di Michelangelo Buonarroti
scultore pittore artista nato il 6 marzo del 1475
Il David di Michelangelo Scultura
Dipinto nella Cappella Sistema a Roma
Ritratto a Michelangelo Buonarroti
Caprese ha due particolarità. La luce: che
nelle ore del tramonto illumina la casa natale di
Michelangelo, a ricordare lo straordinario valore
di queste montagne. Il suono: dell’acqua che
scorre, inno permanente alla vita che nasce.
Continuando per la dorsale
appenninica Lasciato il borgo di
Caprese Michelangelo, e superato
le frazioni di Lama e Fragaiolo,
arriviamo ad una bellissima strada
di bosco che sale sul Monte
Foresto, al centro dell’Alpe di
Catenaia. Visitiamo l'Eremo della
Casella dopo un tragitto a piedi di
quasi 30 minuti. L’eremo si trova a
quota 1263 m slm e fu costruito in
ricordo dell’addio dato da San
Francesco a La Verna da questo
luogo, nel 1224, nel suo ultimo
viaggio di ritorno ad Assisi,
pronunciando le commoventi
parole: «Addio monte di Dio!
Addio Monte Alvernia!»
Ritornati verso Fragaiolo perché con la
macchina non era possibile passare per la
dorsale... risaliamo verso Chiusi e da qui fino al
Santuario della Verna. Un complesso sacro
che sorge su un imponente gradone calcareo.
Il santuario della Verna si
trova sull'Appennino
Toscano. Il monte, ricoperto
da una monumentale foresta
di faggi e abeti, è visibile da
tutto il Casentino e dall'alta
Val Tiberina ed ha una forma
inconfondibile con la
sua vetta (m 1283) tagliata a
picco da tre parti. Sopra la
roccia ed avvolto dalla
foresta si trova il grande
complesso del Santuario che
dentro la sua massiccia ed
articolata architettura
custodisce numerosi tesori di
spiritualità, arte, cultura e
storia.
Nell'estate del 1224 San
Francesco si ritirò sul monte della
Verna per i suoi consueti periodi di
silenzio e preghiera. Durante la sua
permanenza chiese a Dio di poter
partecipare con tutto il suo essere alla
Passione di Cristo, mistero di
amore e dolore. Il Signore lo ascoltò e
gli apparve sotto forma di
serafino crocifisso lasciandogli in
dono i sigilli della sua passione.
Dormiamo in un piccolo Hotel a
Chiusi della Verna e la mattina
seguente ripartiamo per
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On the Road
Cortona
On the Road
Grazie
dell’attenzione

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  • 1. Edoardo Cenni 3^media sez.A “ Tre giorni fuori porta” Tre luoghi della Toscana. "Istituto Comprensivo 2 “Gino Bartali” Terontola
  • 2. 1° giorno - SIAMO PARTITI da Cortona verso quello che viene definito il primo Comune che l'Arno incontra dopo essere entrato nel Val d'Arno presso il Salto della Penna, è Civitella in Val di Chiana, presso la frazione di Ponticino. Pertanto, la porzione del comune di Civitella in Val di Chiana su cui si estende detta località è parte anche del Valdarno superiore. Da Cortona a Civitella della Chiana
  • 3. Parlo però di Civitella quella situata in alto che domina la Val di Chiana.
  • 4. Civitella Già popolata in epoca romana, divenne roccaforte longobarda e vi fu costruito il castello che tutt'oggi è visibile. Data la sua caratteristica di roccaforte fu sede strategica di tantissime battaglie e ricostruzioni
  • 5. Quello che oggi mi ha colpito è l'eccidio del secolo scorso durante la seconda guerra mondiale. Nel risalire verso il paese i tedeschi iniziarono la loro carneficina nei pressi del Ponte della Palazzina uccidendo tutti gli uomini civili che incontravano. 21 furono qui giustiziati.
  • 6. (...)Durante la guerra 4 soldati tedeschi erano saliti al paese di Civitella e sul tardi si erano recati nel locale del dopolavoro, frequentato dagli abitanti. La notizia della presenza fu comunicata ai partigiani che irruppero tentando di disarmare i tedeschi. La reazione provocò una sparatoria e 2 soldati tedeschi rimasero uccisi, uno rimase illeso e riuscì a fuggire. Gli abitanti di Civitella conoscevano le reazioni tedesche per averne avuto notizia dalle altre località e nonostante la pioggia torrenziale la popolazione fuggì nelle campagne circostanti.
  • 7. Dopo circa una settimana Civitella rivide le truppe tedesche che rastrellarono le case in cerca di nomi. Sembrava tutto appianarsi per via del fronte sfondato di Cassino e faceva ben sperare che i problemi urgenti della guerra avessero distolto i tedeschi da ogni pensiero di rappresaglia. Si pensava che i tedeschi si fossero realmente convinti dell' innocenza della popolazione di Civitella
  • 8. Ma così non fu.. La mattina del 29 giugno...
  • 9. 2° giorno - Dopo la notte passata in un B&B nel centro di Civitella e dopo aver visto Villa Oliveto, situata in località Oliveto e antica dimora dei conti Barbolani di Montauto...
  • 10. Ci apprestiamo attraverso il passo della Scheggia (dove anche qui vengono ricordate uccisioni di rappresaglie tedesche) a raggiungere Anghiari.
  • 11. Altro Comune aretino Anghiari viene ricordato per la famosa battaglia d'Anghiari immortalata da un dipinto di Leonardo, che non esiste più ma che se ne narra la realizzazione. Qui riportato un quadro del Rubens situato la Louvre Anonimo, Tavola Doria, Fuji Art Museum, Tokyo
  • 12. A causa dell'inadeguatezza della tecnica, il dipinto subì danni e non è certo che i suoi resti fossero stati lasciati in loco, incompiuti e mutili; circa sessant'anni dopo, la decorazione del salone venne rifatta da Giorgio Vasari; non si conosce se all’epoca fossero ancora presenti i frammenti leonardiani o se l'architetto aretino li abbia distrutti. Alcuni sostengono che li abbia nascosti sotto un nuovo intonaco o una nuova parete: ricerche e saggi finora condotti non hanno sciolto il mistero. Nel mese di ottobre 2020, dopo anni di ricerche, viene reso noto che probabilmente Leonardo si fermò alla delicata fase preparatoria del muro, non portata a termine per motivi tecnici, senza mai iniziare la pittura vera e propria. Il dipinto di Leonardo da Vinci
  • 13. In questi giorni ad Anghiari c'è la 27^ edizione di Tovaglia a Quadri nota rassegna teatrale scritta e diretta da due amici: Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini
  • 14. Un rito collettivo tra cibo tradizionale e narrazione da ripetersi per dieci serate. Dieci repliche identiche, ognuna delle quali unica e irripetibile per atmosfera e respiro. Tovaglia a Quadri - Come la vita dei vecchi contadini. Quelli veri, quelli estinti. Il primo Liceo Contadino, è l’incubatore per formare i nuovi contadini toscani. Gli estinti avevano attraversato guerre, pestilenze e siccità. Umiliazioni e lotte sindacali. E sapevano tutto: bestemmie e preghiere senza aver mai aperto un libro. Poi c’è stato il tempo della chimica, della meccanica e dello sfruttamento intensivo.(...). Si potrà “imparare di nuovo la terra”? Il Liceo Contadino non darà alcun bonus: pochi libri di testo e tante buone zappe.
  • 15. Dopo avere visitato il paese e il suo centro storico, che è un vero gioiello... con la sua "ruga- Corso " dritta che taglia la Valtiberina attraversando il Tevere fino a Sansepolcro…ripartiamo direzione nord dove punta il dito Garibaldi in Piazza Baldaccio
  • 16. Risaliamo il Tevere e incontriamo la "Diga di Montedoglio": (..)Con la sempre maggiore necessità dell'acqua per irrigazione e per fornire acqua potabile alle abitazioni del complesso irriguo delle province di Arezzo, Perugia, Siena e Terni, prende vita l’idea di realizzare un bacino artificiale e risolvere così la problematica situazione. La diga di Montedoglio è stata progettata dal prof. Filippo Arredi e dall'ing. Ugo Ravaglioli; i lavori di costruzione durarono dal 1977 al 1993, mentre il riempimento della diga avvenne a partire dal 1990.
  • 17. Alle ore 20.15 (orario stabilito grazie all’idrometro sul lago e all'idrometro di Gorgabuia posto a poche centinaia di metri a valle della diga) del giorno mercoledì 29 dicembre 2010 sono crollati circa 20 metri del muro che separa l'invaso dal canale effluente, canale che raccorda l'opera di sfioro con il corso d'acqua a valle. La breccia ha causato inizialmente la fuoriuscita di 600 m³ di acqua al secondo, flusso poi affievolito dopo alcune ore. Sono state evacuate per precauzione diverse abitazioni, soprattutto nelle zone di Sansepolcro, San Giustino e Città di Castello e alcune frazioni come Piosina, Trebbio, Vannocchia, Pistrino, Pitigliano, Viaio (Anghiari).[1] L'Ente irriguo Umbro Toscano che gestisce il bacino artificiale ha comunicato che nella giornata era stato raggiunto il massimo riempimento del lago ed erano stati effettuati i controlli di collaudo, con esito positivo (?)
  • 18. Andiamo verso Chiusi della Verna ma nel tragitto ci fermiamo a: Caprese Michelangelo alla casa natale di Michelangelo Buonarroti scultore pittore artista nato il 6 marzo del 1475 Il David di Michelangelo Scultura Dipinto nella Cappella Sistema a Roma Ritratto a Michelangelo Buonarroti
  • 19. Caprese ha due particolarità. La luce: che nelle ore del tramonto illumina la casa natale di Michelangelo, a ricordare lo straordinario valore di queste montagne. Il suono: dell’acqua che scorre, inno permanente alla vita che nasce.
  • 20. Continuando per la dorsale appenninica Lasciato il borgo di Caprese Michelangelo, e superato le frazioni di Lama e Fragaiolo, arriviamo ad una bellissima strada di bosco che sale sul Monte Foresto, al centro dell’Alpe di Catenaia. Visitiamo l'Eremo della Casella dopo un tragitto a piedi di quasi 30 minuti. L’eremo si trova a quota 1263 m slm e fu costruito in ricordo dell’addio dato da San Francesco a La Verna da questo luogo, nel 1224, nel suo ultimo viaggio di ritorno ad Assisi, pronunciando le commoventi parole: «Addio monte di Dio! Addio Monte Alvernia!»
  • 21. Ritornati verso Fragaiolo perché con la macchina non era possibile passare per la dorsale... risaliamo verso Chiusi e da qui fino al Santuario della Verna. Un complesso sacro che sorge su un imponente gradone calcareo.
  • 22. Il santuario della Verna si trova sull'Appennino Toscano. Il monte, ricoperto da una monumentale foresta di faggi e abeti, è visibile da tutto il Casentino e dall'alta Val Tiberina ed ha una forma inconfondibile con la sua vetta (m 1283) tagliata a picco da tre parti. Sopra la roccia ed avvolto dalla foresta si trova il grande complesso del Santuario che dentro la sua massiccia ed articolata architettura custodisce numerosi tesori di spiritualità, arte, cultura e storia.
  • 23. Nell'estate del 1224 San Francesco si ritirò sul monte della Verna per i suoi consueti periodi di silenzio e preghiera. Durante la sua permanenza chiese a Dio di poter partecipare con tutto il suo essere alla Passione di Cristo, mistero di amore e dolore. Il Signore lo ascoltò e gli apparve sotto forma di serafino crocifisso lasciandogli in dono i sigilli della sua passione.
  • 24. Dormiamo in un piccolo Hotel a Chiusi della Verna e la mattina seguente ripartiamo per destinazione casa. On the Road Cortona On the Road Grazie dell’attenzione