Civita di Bagnoregio

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Un antico paese, fondato dagli Etruschi, che rischia di scomparire a causa delle erosioni.

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Civita di Bagnoregio

  1. 1. Avanzamento automatico Durata 9 minuti circa . 11.09.11
  2. 2. Civita si trova in provincia di Viterbo, 1 km circa ad est di Bagnoregio. In una zona ricca di calanchi, e soggetta da secoli a continue erosioni. Posta a 443 m s.l.m. Civita venne fondata dagli Etruschi 2500 anni fa.
  3. 3. La valle dei calanchi è situata tra il lago di Bolsena ad ovest e la valle del Tevere ad est, nel comune di Bagnoregio (anticamente chiamato Bagnorea). La veloce erosione è dovuta all ’ opera dei torrenti, agli agenti atmosferici ma anche al disboscamento.
  4. 4. Il territorio è costituito da due formazioni distinte per cronologia e tipo. La pi ù antica, argillosa e di origine marina, costituisce lo strato di base, molto soggetto all ’ erosione. Gli strati superiori sono invece formati da materiale tufaceo e lavico.
  5. 5. Vista ravvicinata del borgo con la porta di S. Maria, ingresso principale a Civita.
  6. 6. Ci avviciniamo gradualmente all’abitato di Civita. L’area è attrezzata con numerosi parcheggi per i visitatori. Civita di Bagnoregio si trova nel Lazio. a 30 km da Viterbo, a 110 km a nord di Roma, a 20 minuti dall'Autosole A1 uscita Orvieto.
  7. 7. Ci inoltriamo sul ponte pedonale in cemento armato lungo 300 metri (1965). Solo in casi particolari è consentito il passaggio con piccoli mezzi.
  8. 9. Ancora pochi metri ed avremo superato la breve ma ardua salita.
  9. 10. Lo stemma di Bagnoregio. Porta S. Maria, attribuita al Vignola, reca due bassorilievi raffiguranti un leone che tiene un uomo con gli artigli, metafora della cacciata dei Monaldeschi.
  10. 11. Mentre ci addentriamo nell’antico borgo, un monito ci accoglie.
  11. 12. La chiesa di San Donato, VIII sec. Si affaccia sulla piazza principale. All'interno è custodito un pregevole Crocifisso quattrocentesco ligneo di scuola fiamminga, ritenuto miracoloso .
  12. 13. Il lato nord di piazza San Donato
  13. 14. All'interno del borgo rimangono varie case medioevali, il Palazzo Vescovile, un mulino del XVI secolo, la casa natale di San Bonaventura e la porta di Santa Maria.
  14. 15. il Palazzo Vescovile Palazzo medioevale sul lato sud di piazza S. Donato
  15. 16. La via principale.
  16. 17. Angoli suggestivi ci vengono incontro.
  17. 18. Piccole case ben curate per i pochi abitanti rimasti. Circa 15 abitanti all ’ ultimo censimento. E tantissimi fiori dappertutto .
  18. 19. 1221, nasce a Bagnoregio San Bonaventura.
  19. 20. Un antico frantoio Una cisterna romana 11 febbraio 1896, nasce a Bagnoregio lo scrittore Bonaventura Tecchi .
  20. 21. 1695 , un primo terremoto, aggiungendosi all'opera distruttiva dell'erosione, reca ingenti danni all'abitato di Civita.
  21. 22. 1794 , un secondo terremoto fa crollare lo stretto ponte naturale che collega Civita alla borgata della Rhota. A quel punto la maggior parte degli abitanti abbandona il colle e si stabilisce alla Rhota, la contrada sorta nel XIII sec. e che oggi costituisce il centro storico di Bagnoregio.
  22. 23. Nel 1965 viene costruito l’attuale ponte pedonale in cemento armato.
  23. 24. Civita di Bagnoregio e la sua storia hanno superato anche l ’ oceano. (New York Times, February 9, 2004) La mappa di Civita .
  24. 25. La visita volge al termine, torniamo verso la piazza principale, e verso porta S.Maria.
  25. 26. Superiamo anche la piazza principale ed un invitante ristorantino all’angolo . . . . . . e ci avviamo verso l’uscita del borgo.
  26. 27. Percorriamo a ritroso la strada gi à percorsa. Stavolta senza il peso della salita.
  27. 28. Lasciamo Civita con dispiacere. Non sappiamo quando torneremo. . . ci auguriamo che quel borgo cos ì piccolo e speciale sia sempre li, ad attenderci . . . . o coperta di neve Ma in qualsiasi momento avverr à , che sia avvolta dalla nebbia . . .
  28. 29. In sottofondo: Franz Schubert – Serenade (Isaac Stern) By Sal – I0SJC Fine
  29. 30. La musica continuerà fino al tuo click di chiusura. Ma Civita non è abbandonata al suo destino. Consistenti stanziamenti e numerose iniziative sono in atto per studiare e realizzare i progetti necessari per far s ì che Civita non sia pi ù la citt à che muore ma la citt à del futuro, valorizzata con le tecnologie pi ù moderne. L ’ Universit à di Venezia, Amministrazioni locali, Associazioni, Ministero Ambiente, Regione Lazio, Consiglio dei Ministri, ed altri sono impegnati per salvare Civita e farla diventare: Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco.

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