Il documento analizza il reato di traffico di influenze illecite introdotto dalla legge 6 novembre 2012, n. 190, che punisce chi sfrutta relazioni con pubblici ufficiali per ottenere indebitamente vantaggi patrimoniali. Esamina inoltre la connessione con i reati di corruzione e millantato credito, evidenziando la necessità di una regolamentazione chiara dell'attività di lobbying per evitare ambiguità interpretative. La norma si configura come preparatoria rispetto ai reati di corruzione, mettendo in discussione la legittimità di condotte normalmente ritenute lecite.