Il documento discute il fenomeno del cyberbullismo tra i giovani, evidenziando le diverse forme di aggressione online e l'uso delle tecnologie per diffondere contenuti lesivi e ridurre la responsabilità degli aggressori. Un progetto chiamato 'open eyes' ha coinvolto 951 studenti delle scuole superiori nella regione milanese, rivelando che la maggior parte di loro utilizza internet e i social network senza un adeguato controllo da parte dei genitori. Il documento sottolinea che il cyberbullismo presenta caratteristiche distintive rispetto al bullismo tradizionale, rendendo l'identificazione dei colpevoli e le dinamiche di gruppo più complesse.