REGIONE PIEMONTE
PROTEZIONE CIVILE
SITAF A32
AUTOSTRADA TORINO BARDONECCHIA
LA FRANA DEL CASSASLA FRANA DEL CASSAS
Dall’indagine geologica al piano di protezione civileDall’indagine geologica al piano di protezione civile
attraverso lo studio di rischioattraverso lo studio di rischio
Dr. Ing. C. Angelino - Polithema Studio Associato
Dr. F. Oboni – Oboni and ass. Torino, 16 dicembre 2004
Lo studio geologico propedeuticoLo studio geologico propedeutico
Il piano di monitoraggioIl piano di monitoraggio
La modellazione matematicaLa modellazione matematica
Lo studio di rischioLo studio di rischio
Lo studio delle aree di invasioneLo studio delle aree di invasione
Le soglie di allertaLe soglie di allerta
Gli interventi di mitigazioneGli interventi di mitigazione
LO STUDIO GEOLOGICO
PROPEDEUTICO
1900 m s.l.m.
1000 m s.l.m.
Analisi storica degli eventi passati
IL PIANO DI
MONITORAGGIO
*I3
*I4
*T1
SISTEMA DI MONITORAGGIO
LA MODELLAZIONE
MATEMATICA
Dalla geologia alla modellazione
matematica
Non dimentichiamo
l’approccio classico
ingegneristico ..
Diagramma delle probabilità e delle forze trasmesse
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
0 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600
Distanza (m)
Probabilitàp(i,j)
0
50000
100000
150000
200000
250000
Pmedio(kN)
p(i,j)
P (kN)
Figura 3.2.1
Frana del Cassas 1957 - Verifiche di stabilità e studio di rischio
• La parte alta del versante ha elevata
probabilità di rottura per fenomeni di
caduta massi.
• La parte bassa del versante agisce come
“freno” parziale che permette lo sviluppo
di una cinematica lenta di tipo
“millepiedi”. Il piede perde
temporaneamente stabilità ed avanza, la
rottura si propaga verso monte, é
assorbita prima o dopo in zone di
strappo secondarie, la parte a monte si
destabilizza e viene a riappoggiarsi su
quelle inferiori e cosi di seguito … in cicli
• Il fenomeno è caratterizzato da grande estensione, forte incertezza
geologica, elevata magnitudine potenziale e probabilità relativa di
accadimento piuttosto bassa
Profilo, caso 1d
0.0
0.2
0.4
0.6
0.8
1.0
0 200 400 600 800 1000 1200
Distanza (m)
Probabilitàditransizionep
0
4000
8000
12000
16000
20000
Pmedia(kN)
p(i,j) P (kN)
DEFINIZIONE DELLE PROBABILITA’
Elemento del sistema Probabilità di accadimento
FRANA A
Riattivazione evento passato 10E-4
Caduta massi 10E-2
Evento franoso potenziale futuro 10E-5
Le probabilità che definiamo sono sempre relative !!
LO STUDIO DELLE AREE DI
INVASIONE
Ipotesi per la valutazione delle aree
di invasione
• Volumi da 100 ’000 m3 a12 Mm3 corrispondono a vari
livelli di fenomeno potenziale
• Si é tenuto conto degli elementi marcanti della
topografia e delle lunghezze di deposito secondo Davis
• Gli spessori medi di deposito sono stati ipotizzati in
funzione dei dati (testimonianze) disponibili per l’evento
del 1957
• Gli spessori ipotizzati sono differenti per i vari volumi
franati
100’000
200’000
500’000
1M
2M
6M
12M
Volumi m3
Valutazioni più precise possibili, con modelli
matematici molto complessi...
Visto il livello
qualitativo dei limiti
delle aree, si
consiglia vivamente
di utilizzare dei
perimetri prudenti
per i piani di
protezione civile.
Infatti sono possibili
deviazioni
orizzontali delle
zone di invasione,
anche importanti, a
causa della
topografia.
Le possibili conseguenze …..
• Una strada internazionale viene interrotta ….
• Una società produttrice di energia subisce un fermo
impianti ….
• Una ferrovia deve ricorrere a revisione completa
dello stato di conservazione delle proprie gallerie
riducendo il traffico e gli introiti …
• La popolazione subisce disagi …
• Un fiume rischia, per l’alveo temporaneamente
ostruito, di mandare “a bagno” oltre 10.000 persone
con effetti disastrosi dell’onda di piena ….
• Le ipotesi economiche di spesa per i
consolidamenti definitivi non sono
neppure immaginabili …...
• Le dimensioni dei fenomeni sono
enormi .....
• Il loro semplice studio costa miliardi
….
• La tecnologia moderna non ne
consente comunque la stabilizzazione ...
P10 Mm3
12800 iterazioni
Stato finale
LO STUDIO DI RISCHIO
BERSAGLI
• Autostrada
• Autogrill ed aree di stazionamento
• Ferrovia
• Strada statale e viabilità minore
• Centri abitati
• Impianti di produzione di energia
IDENTIFICAZIONE DEI BERSAGLI
BERSAGLI POTENZIALI
AUTOSTRADA
AUTOGRILL
FERROVIA
VIABILITA’ SECONDARIA E MINORE
IMPIANTI IDROELETTRICI
INSEDIAMENTI
VALUTAZIONE DELLE CONSEGUENZE
La STIMA DELLE CONSEGUENZE viene accoppiata ad una
VALUTAZIONE DEI DANNI ECONOMICI che ne conseguono.
Procedo alla valutazione di:
• danni fisici strutturali all’autostrada ed alla restante viabilità
• danni fisici alla ferrovia
• danni fisici alle abitazioni dei vari nuclei urbani
• danni fisici alle infastrutture di trasporto e produzione dell’energia
elettrica
• danni economici per mancati introiti dell’autostrada
• danni economici per mancati introiti della ferrovia
• danni economici per mancati introiti delle attività produttive coinvolte
• contenziosi e risarcimenti
• ……..
E LE VITE UMANE …… ?????
VALUTAZIONE DELLE CONSEGUENZE
Posso procedere ad una schematizzazione basata sull’esperienza del
risk manager, sull’esperienza dell’azienda che conduce lo studio di
rischio e sulle due integrate.
Ad esempio posso classificare le conseguenze prodotte in funzione dei
danni economici secondo una tabella del tipo:
Trascurabile < 15 miliardi
Significativa tra 15 e 50 miliardi
Critica tra 50 e 100 miliardi
Catastrofica > 100 miliardi
• Si utilizza la forma grafica per facilità di comprensione e
di sintesi dei risultati
• Il grafico Px - C consente di raccogliere in un unico
diagramma i risultati dell’intero studio
• Il grafico magnitudine - probabilità consente di
visualizzare l’importanza dei fenomeni anche in termini
“fisici”
• Le tipologie di rappresentazione individuate consentono di
visualizzare con immediatezza i fattori principali dello
studio:
 probabilità di accadimento
 costi delle conseguenze
VALUTAZIONE DEI RISCHI
R = f (px, cx)
10-1 10-2 10-3 10-4 10-5 10-6
PROBABILITA’ P
MAGNITUDINE [m3]
10.000
1.000.000
10.000.000
100.000
Frana B - Evento composto
FranaA-Eventopotenzialefuturo
Frana A - Riattivazione
Frana B - Evento estesoFrana B - Porzione al piede
GRAFICO MAGNITUDINE -
PROBABILITA’
10 20 60
PROBABILITA’ P
30 40 50
TRASCURABILE SIGNIFICATIVO CRITICO CATASTROFICO
10-1
10-2
10-3
10-4
10-5
10-6
CONSEGUENZE C
Miliardi di lire
70 80 90 100 110 120
Frana B - Porzione al piede
Frana A - Evento potenziale futuro Frana B - Evento composto
Frana B - Evento estesoFrana A - Riattivazione
GRAFICO PROBABILITA’ - COSTI
DELLE CONSEGUENZE
FIGURA 1
Diagramma magnitudine vs probabilità con la comparazione
ai dati di bibliografia di Hungr
10-1 10-2 10-3 10-4 10-5 10-6
PROBABILITA’ P
MAGNITUDINE [m3]
10.000
1.000.000
10.000.000
100.000
Serre la Voute - Domino completo
Cassas-Speroneovest
Cassas 1957
Serre la Voute
Parte alta
Serre la Voute - Domino parte bassa
Serre la Voute
A valle di Eclause
FASCIA COMPARATIVA
DI HUNGR
LE SOGLIE DI ALLERTA
0
2
4
6
8
10
12
0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2
P(i,j)
InnalzamentodellafaldarispettoalCaso1
600m
800m
(I2)
Comportamento della
probabilità di transizione
in funzione del livello
freatico
(m)
Definizione dei livelli critici di
innalzamento della falda
Questi risultati
sono stati
pienamente
confermati dai
dati piezometrici
ed inclinometrici
rilevati durante
l’alluvione 2000: con
un innalzamento
piezometrico di circa
8 m è aumentata
la velocità
degli inclinometri !!
0
50
100
150
200
250
300
350
01-gen-98
avril
juillet
octo
01-gen-99
avril
juillet
octo
01-gen-00
avril
juillet
octo
01-gen-01
avril
juillet
octo
01-gen-02
avril
juillet
Pioggiamensilecumulata(mm)
0
200
400
600
800
1000
1200
Pioggiaannualecumulata(mm)
Soglia critica annuale
di pioggia cumulata
Soglia di allerta pluviometrica
0
0,5
1
1,5
2
2,5
3
3,5
4
01-giu-99 09-set-99 18-dic-99 27-mar-00 05-lug-00 13-ott-00 21-gen-01 01-mag-01 09-ago-01
Pluviometria-mediamobile(mm)
-4
-2
0
2
4
6
8
10
12
14
16
velocitàmedia(cm/anno)
240j
300j
360j
dépl. I3 (cm/an)
dépl. I4 (cm/an)
Pz3
Pz4
Analisi combinata pluviometria –
spostamenti inclinometrici
Questi risultati
trovano conferma
sperimentale nelle
misurazioni
degli inclinometri
Coefficiente di correlazione in funzione della media mobile
0,3
0,4
0,5
0,6
0,7
0,8
0,9
90j 120j 180j 240j 300j 360j
Periodo di riferimento in giorni
CoefficientedicorrelazioneR2
Velocità I3= 4.3324 x Media mobile pioggia a 300 giorni -1.4808
Analisi pluviometrica
CASSAS EST
Utenti4.34Ferrovia
distruzione (1.8 km) > 10 M m3
Personale per area: 5 – 8
Utenti per area: 30
4.34Aree servizio
distruzione
Utenti31.51Sede autostradale
distruzione
900 m rilevato
700 m viadotto
Residenti: 4
Fluttuanti: 5
2.89Abitazioni Salbertrand
distruzione > 5 M m3
Fenomeno franoso
disastroso
con coinvolgimento
dell’intero versante
3° LIVELLO
< 2 M m3
Personale per area: 5 – 8
Utenti per area: 30
1.55Area di servizio LATO NORD
danni gravi
Personale per area: 5 – 8
Utenti per area: 30
2.17Area di servizio LATO SUD
distruzione
Utenti2.22Sede autostradale
danni strutturali (600 m)
Fenomeno franoso
di notevoli dimensioni
2° LIVELLO
< 2 M m3
Personale per area: 5 – 8
Utenti per area: 30
0.62Area di servizio LATO SUD
Utenti0.77Sede autostradale
(300 m)Attivazioni franose
di estensione limitata
nel versante
1° LIVELLO
< 0.5 Mm3
RISCHIO UMANO
COSTI
mln €
BERSAGLIFENOMENO
Classificazione dei fenomeni
Soglie di allerta
In una frana ove non ci sono conseguenze
potenziali su case, vite umane ecc Oboni
(1988) ha ottenuto delle soglie di velocità di
deformazione combinando:
a)I valori dati da Azimi & al. Per la frequenza
delle misure di deformazione in funzione
della deformazione stessa
b)Gli "stati d'allerta" definiti a Nhiem & al in
funzione della velocità di deformazione
velocità Velocità Misure Status
cm/giorno m/anno per mese
0,01 0,05 0,3 normale
0,03 0,1 0,3 pre-attenzione
0,05 0,2 1 attenzione
0,11 0,4 3 preallarme
0,14 0,5 30 preallarme
0,27 1 30 allarme
0,82 3 30 allarme
1,37 5 30 crisi
1,92 7 30 crisi
2,74 10 30 pre-catastrofico
Definizione dell’allerta
GLI INTERVENTI DI
MITIGAZIONE
Soluzioni mitigative
*I3
*I4
*T1
La galleria drenante
Galleria drenante – sezione
trasversale
Galleria drenante – sezione
longitudinale
Piano di allerta ed evecuazione per la frana del
Cassas - Flow chart operativo
A t t iv a z io n e d e i p ia n i d i c r is i
P u b b lic o
I n fo r m a z io n i E s t e r n e
S it o W e b e d a lt r e A u t o r it à
I n fo r m a z io n i I n t e r n e
R e s p o n s a b ile d i T r o n c o A 3 2 o s u o s o s t it u t o r e p e r ib ile C e n t r o d i C o o r d in a m e n t o O p e r a t iv o ( C C O )
D ir e z io n e T e c n ic a
V ig ili d e l F u o c o
I n fo r m a z io n e a lle fa m ig lie d i p e r s o n e c o in v o lt e
( V it t im e s o la m e n t e )
D ir e z io n e O p e r a z io n i
P r e fe t t u r a d i T o r in o
P C C
C o m it a t o T e c n ic o d i D e c is io n e
M o n it o r a g g i
& D a t i e s t e r n i

The Cassas landslide: from the geology to the civil protection. A risk management approach

  • 1.
    REGIONE PIEMONTE PROTEZIONE CIVILE SITAFA32 AUTOSTRADA TORINO BARDONECCHIA LA FRANA DEL CASSASLA FRANA DEL CASSAS Dall’indagine geologica al piano di protezione civileDall’indagine geologica al piano di protezione civile attraverso lo studio di rischioattraverso lo studio di rischio Dr. Ing. C. Angelino - Polithema Studio Associato Dr. F. Oboni – Oboni and ass. Torino, 16 dicembre 2004
  • 2.
    Lo studio geologicopropedeuticoLo studio geologico propedeutico Il piano di monitoraggioIl piano di monitoraggio La modellazione matematicaLa modellazione matematica Lo studio di rischioLo studio di rischio Lo studio delle aree di invasioneLo studio delle aree di invasione Le soglie di allertaLe soglie di allerta Gli interventi di mitigazioneGli interventi di mitigazione
  • 3.
  • 4.
  • 5.
    Analisi storica deglieventi passati
  • 8.
  • 9.
  • 10.
  • 11.
    Dalla geologia allamodellazione matematica
  • 12.
    Non dimentichiamo l’approccio classico ingegneristico.. Diagramma delle probabilità e delle forze trasmesse 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 0 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600 Distanza (m) Probabilitàp(i,j) 0 50000 100000 150000 200000 250000 Pmedio(kN) p(i,j) P (kN)
  • 13.
    Figura 3.2.1 Frana delCassas 1957 - Verifiche di stabilità e studio di rischio • La parte alta del versante ha elevata probabilità di rottura per fenomeni di caduta massi. • La parte bassa del versante agisce come “freno” parziale che permette lo sviluppo di una cinematica lenta di tipo “millepiedi”. Il piede perde temporaneamente stabilità ed avanza, la rottura si propaga verso monte, é assorbita prima o dopo in zone di strappo secondarie, la parte a monte si destabilizza e viene a riappoggiarsi su quelle inferiori e cosi di seguito … in cicli • Il fenomeno è caratterizzato da grande estensione, forte incertezza geologica, elevata magnitudine potenziale e probabilità relativa di accadimento piuttosto bassa
  • 14.
    Profilo, caso 1d 0.0 0.2 0.4 0.6 0.8 1.0 0200 400 600 800 1000 1200 Distanza (m) Probabilitàditransizionep 0 4000 8000 12000 16000 20000 Pmedia(kN) p(i,j) P (kN)
  • 15.
    DEFINIZIONE DELLE PROBABILITA’ Elementodel sistema Probabilità di accadimento FRANA A Riattivazione evento passato 10E-4 Caduta massi 10E-2 Evento franoso potenziale futuro 10E-5 Le probabilità che definiamo sono sempre relative !!
  • 16.
    LO STUDIO DELLEAREE DI INVASIONE
  • 17.
    Ipotesi per lavalutazione delle aree di invasione • Volumi da 100 ’000 m3 a12 Mm3 corrispondono a vari livelli di fenomeno potenziale • Si é tenuto conto degli elementi marcanti della topografia e delle lunghezze di deposito secondo Davis • Gli spessori medi di deposito sono stati ipotizzati in funzione dei dati (testimonianze) disponibili per l’evento del 1957 • Gli spessori ipotizzati sono differenti per i vari volumi franati
  • 18.
    100’000 200’000 500’000 1M 2M 6M 12M Volumi m3 Valutazioni piùprecise possibili, con modelli matematici molto complessi... Visto il livello qualitativo dei limiti delle aree, si consiglia vivamente di utilizzare dei perimetri prudenti per i piani di protezione civile. Infatti sono possibili deviazioni orizzontali delle zone di invasione, anche importanti, a causa della topografia.
  • 20.
    Le possibili conseguenze….. • Una strada internazionale viene interrotta …. • Una società produttrice di energia subisce un fermo impianti …. • Una ferrovia deve ricorrere a revisione completa dello stato di conservazione delle proprie gallerie riducendo il traffico e gli introiti … • La popolazione subisce disagi … • Un fiume rischia, per l’alveo temporaneamente ostruito, di mandare “a bagno” oltre 10.000 persone con effetti disastrosi dell’onda di piena ….
  • 21.
    • Le ipotesieconomiche di spesa per i consolidamenti definitivi non sono neppure immaginabili …... • Le dimensioni dei fenomeni sono enormi ..... • Il loro semplice studio costa miliardi …. • La tecnologia moderna non ne consente comunque la stabilizzazione ...
  • 22.
  • 23.
    LO STUDIO DIRISCHIO
  • 24.
    BERSAGLI • Autostrada • Autogrilled aree di stazionamento • Ferrovia • Strada statale e viabilità minore • Centri abitati • Impianti di produzione di energia IDENTIFICAZIONE DEI BERSAGLI
  • 25.
  • 26.
    VALUTAZIONE DELLE CONSEGUENZE LaSTIMA DELLE CONSEGUENZE viene accoppiata ad una VALUTAZIONE DEI DANNI ECONOMICI che ne conseguono. Procedo alla valutazione di: • danni fisici strutturali all’autostrada ed alla restante viabilità • danni fisici alla ferrovia • danni fisici alle abitazioni dei vari nuclei urbani • danni fisici alle infastrutture di trasporto e produzione dell’energia elettrica • danni economici per mancati introiti dell’autostrada • danni economici per mancati introiti della ferrovia • danni economici per mancati introiti delle attività produttive coinvolte • contenziosi e risarcimenti • …….. E LE VITE UMANE …… ?????
  • 27.
    VALUTAZIONE DELLE CONSEGUENZE Possoprocedere ad una schematizzazione basata sull’esperienza del risk manager, sull’esperienza dell’azienda che conduce lo studio di rischio e sulle due integrate. Ad esempio posso classificare le conseguenze prodotte in funzione dei danni economici secondo una tabella del tipo: Trascurabile < 15 miliardi Significativa tra 15 e 50 miliardi Critica tra 50 e 100 miliardi Catastrofica > 100 miliardi
  • 28.
    • Si utilizzala forma grafica per facilità di comprensione e di sintesi dei risultati • Il grafico Px - C consente di raccogliere in un unico diagramma i risultati dell’intero studio • Il grafico magnitudine - probabilità consente di visualizzare l’importanza dei fenomeni anche in termini “fisici” • Le tipologie di rappresentazione individuate consentono di visualizzare con immediatezza i fattori principali dello studio:  probabilità di accadimento  costi delle conseguenze VALUTAZIONE DEI RISCHI R = f (px, cx)
  • 29.
    10-1 10-2 10-310-4 10-5 10-6 PROBABILITA’ P MAGNITUDINE [m3] 10.000 1.000.000 10.000.000 100.000 Frana B - Evento composto FranaA-Eventopotenzialefuturo Frana A - Riattivazione Frana B - Evento estesoFrana B - Porzione al piede GRAFICO MAGNITUDINE - PROBABILITA’
  • 30.
    10 20 60 PROBABILITA’P 30 40 50 TRASCURABILE SIGNIFICATIVO CRITICO CATASTROFICO 10-1 10-2 10-3 10-4 10-5 10-6 CONSEGUENZE C Miliardi di lire 70 80 90 100 110 120 Frana B - Porzione al piede Frana A - Evento potenziale futuro Frana B - Evento composto Frana B - Evento estesoFrana A - Riattivazione GRAFICO PROBABILITA’ - COSTI DELLE CONSEGUENZE
  • 31.
    FIGURA 1 Diagramma magnitudinevs probabilità con la comparazione ai dati di bibliografia di Hungr 10-1 10-2 10-3 10-4 10-5 10-6 PROBABILITA’ P MAGNITUDINE [m3] 10.000 1.000.000 10.000.000 100.000 Serre la Voute - Domino completo Cassas-Speroneovest Cassas 1957 Serre la Voute Parte alta Serre la Voute - Domino parte bassa Serre la Voute A valle di Eclause FASCIA COMPARATIVA DI HUNGR
  • 32.
    LE SOGLIE DIALLERTA
  • 33.
    0 2 4 6 8 10 12 0 0.2 0.40.6 0.8 1 1.2 P(i,j) InnalzamentodellafaldarispettoalCaso1 600m 800m (I2) Comportamento della probabilità di transizione in funzione del livello freatico (m) Definizione dei livelli critici di innalzamento della falda Questi risultati sono stati pienamente confermati dai dati piezometrici ed inclinometrici rilevati durante l’alluvione 2000: con un innalzamento piezometrico di circa 8 m è aumentata la velocità degli inclinometri !!
  • 34.
  • 35.
    0 0,5 1 1,5 2 2,5 3 3,5 4 01-giu-99 09-set-99 18-dic-9927-mar-00 05-lug-00 13-ott-00 21-gen-01 01-mag-01 09-ago-01 Pluviometria-mediamobile(mm) -4 -2 0 2 4 6 8 10 12 14 16 velocitàmedia(cm/anno) 240j 300j 360j dépl. I3 (cm/an) dépl. I4 (cm/an) Pz3 Pz4 Analisi combinata pluviometria – spostamenti inclinometrici Questi risultati trovano conferma sperimentale nelle misurazioni degli inclinometri
  • 36.
    Coefficiente di correlazionein funzione della media mobile 0,3 0,4 0,5 0,6 0,7 0,8 0,9 90j 120j 180j 240j 300j 360j Periodo di riferimento in giorni CoefficientedicorrelazioneR2 Velocità I3= 4.3324 x Media mobile pioggia a 300 giorni -1.4808 Analisi pluviometrica
  • 37.
    CASSAS EST Utenti4.34Ferrovia distruzione (1.8km) > 10 M m3 Personale per area: 5 – 8 Utenti per area: 30 4.34Aree servizio distruzione Utenti31.51Sede autostradale distruzione 900 m rilevato 700 m viadotto Residenti: 4 Fluttuanti: 5 2.89Abitazioni Salbertrand distruzione > 5 M m3 Fenomeno franoso disastroso con coinvolgimento dell’intero versante 3° LIVELLO < 2 M m3 Personale per area: 5 – 8 Utenti per area: 30 1.55Area di servizio LATO NORD danni gravi Personale per area: 5 – 8 Utenti per area: 30 2.17Area di servizio LATO SUD distruzione Utenti2.22Sede autostradale danni strutturali (600 m) Fenomeno franoso di notevoli dimensioni 2° LIVELLO < 2 M m3 Personale per area: 5 – 8 Utenti per area: 30 0.62Area di servizio LATO SUD Utenti0.77Sede autostradale (300 m)Attivazioni franose di estensione limitata nel versante 1° LIVELLO < 0.5 Mm3 RISCHIO UMANO COSTI mln € BERSAGLIFENOMENO Classificazione dei fenomeni
  • 38.
    Soglie di allerta Inuna frana ove non ci sono conseguenze potenziali su case, vite umane ecc Oboni (1988) ha ottenuto delle soglie di velocità di deformazione combinando: a)I valori dati da Azimi & al. Per la frequenza delle misure di deformazione in funzione della deformazione stessa b)Gli "stati d'allerta" definiti a Nhiem & al in funzione della velocità di deformazione
  • 39.
    velocità Velocità MisureStatus cm/giorno m/anno per mese 0,01 0,05 0,3 normale 0,03 0,1 0,3 pre-attenzione 0,05 0,2 1 attenzione 0,11 0,4 3 preallarme 0,14 0,5 30 preallarme 0,27 1 30 allarme 0,82 3 30 allarme 1,37 5 30 crisi 1,92 7 30 crisi 2,74 10 30 pre-catastrofico Definizione dell’allerta
  • 40.
  • 41.
  • 42.
  • 43.
    Galleria drenante –sezione trasversale
  • 44.
    Galleria drenante –sezione longitudinale
  • 45.
    Piano di allertaed evecuazione per la frana del Cassas - Flow chart operativo A t t iv a z io n e d e i p ia n i d i c r is i P u b b lic o I n fo r m a z io n i E s t e r n e S it o W e b e d a lt r e A u t o r it à I n fo r m a z io n i I n t e r n e R e s p o n s a b ile d i T r o n c o A 3 2 o s u o s o s t it u t o r e p e r ib ile C e n t r o d i C o o r d in a m e n t o O p e r a t iv o ( C C O ) D ir e z io n e T e c n ic a V ig ili d e l F u o c o I n fo r m a z io n e a lle fa m ig lie d i p e r s o n e c o in v o lt e ( V it t im e s o la m e n t e ) D ir e z io n e O p e r a z io n i P r e fe t t u r a d i T o r in o P C C C o m it a t o T e c n ic o d i D e c is io n e M o n it o r a g g i & D a t i e s t e r n i