CONGRESSO NAZIONALE




                                    S.I.M.F.E.R.
                      Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione
                          XXXII CONGRESSO NAZIONALE SIMFER

                               ESERCIZIO
                                ATTIVITA’
                               PROGETTO
                                CHIETI, 21 – 25 SETTEMBRE 2004
                         CAMPUS UNIVERSITA’ DEGLI STUDI G. D’ANNUNZIO
               Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
                                    Carlo Azeglio Ciampi



                                 MERCOLEDI’ 22 SETTEMBRE

Aula Magna – pomeriggio
X Sessione: Riabilitazione ed analisi della postura
Moderatori: M. Celestini (Roma), A. Zambuto (Agrigento)
Ore 17.45 Quantificazione con gait analysis degli effetti di trattamento riabilitativo sulla co-
contrazione muscolare
in paziente parkinsoniano
Bacchini M., Rossi M. (Parma)

Ore 17.55 Effetti della stimolazione meccanica dei propriocettori
in donne osteoporotiche in postmenopausa

Brunetti O., Scarponi A.M., Roscini M., Mannarino E., Pettorossi
V.E., Azzena G.B., Filippi G.M. (Perugia, Roma)
Effetti della stimolazione meccanica dei propriocettori in donne osteoporotiche in postmenopausa.


O. Brunetti*, A.M. Scarponi^, M. Roscini*, E. Mannarino^,
V.E. Pettorossi*, G.B. Azzena°, G.M. Filippi °.
*Dip. di Medicina Interna, Sez. di Fisiologia Umana, Università degli studi di Perugia, Via del
Giochetto Perugia. ^Dip. Medicina Clinica e Sperimentale, sez. Angiologia. Università degli studi di
Perugia, Perugia. °Ist. Fisiologia Umana Università Cattolica Roma.


INTRODUZIONE
L’osteoporosi è caratterizzata da una riduzione della massa ossea totale con una comparabile perdita
delle matrici minerale ed organica. Nel corso della menopausa si assiste ad una accelerazione del
riassorbimento osseo con un deterioramento della microarchitettura del tessuto, fragilità strutturale e
conseguente aumento del rischio di fratture. Tale quadro si ritiene possa essere contrastato
dall’applicazione di carichi o microcarichi sulla stessa struttura ossea, in quanto è noto che la
deposizione ossea di calcio è in tal modo facilitata (effetto piezoelettrico). In ragione di ciò, si è ritenuto
utile sottoporre l’intero sistema muscolo-scheletrico di soggetti osteoporotici ad oscillazioni meccaniche
(Whole Body Vibration: WBV) allo scopo di migliorare il quadro patologico. Tuttavia, la WBV non si è
rivelata praticabile sia per gli scarsi risultati ottenuti, sia per i gravi e ben noti effetti lesivi su ossa,
articolazioni, legamenti.
La presente ricerca ha lo scopo di esplorare la possibilità di aumentare la performance muscolare di
soggetti osteoporotici attraverso un potenziamento di lunga persistenza della sensibilità propriocettiva. Il
rafforzamento della propriocettività potrebbe infatti incrementare le capacità motorie e indurre un
incremento della tendenza al movimento del soggetto così da consentire una riattivazione delle forze che
agiscono sulla struttura ossea in modo fisiologico. E’ stato dimostrato e da noi confermato che è
possibile ottenere potenziamenti di lunga durata e di grande intensità della sensibilità propriocettiva
applicando paradigmi di condizionamento neurale basati su stimoli meccanici. Recenti nostre
osservazioni effettuate nel corso di stimolazioni meccaniche a bassa intensità localizzate a singoli settori
muscolari hanno mostrato positivi effetti a lungo termine sia sull’equilibrio che sui riflessi posturali, in
grado di potenziare notevolmente il sistema muscolo-scheletrico e la mobilità dei soggetti in fasce di età
avanzate. Ciò ha aperto la possibilità di utilizzare sequenze di microperturbazioni meccaniche su
circoscritti e selezionati distretti muscolari per incrementare la performance muscolare dei soggetti con
osteoporosi. L’applicazione altamente circoscritta di tale procedura consente di evitare gli effetti
dannosi della WBV. Inoltre nel nostro protocollo, anziché applicare stimoli meccanici basati su
variazioni di lunghezza muscolare, (anche queste in grado di provocare lesioni delle fibre muscolari
inducendo una contrazione eccentrica), abbiamo impiegato un particolare setup in grado di imporre solo
variazioni di forza, con variazioni di lunghezza del tutto trascurabili. Il razionale alla base di queste
applicazioni localizzate a singoli settori muscolari è pertanto completamente diverso da quello della
WBV, sia nell’estensione delle regioni muscolo-scheletriche coinvolte dallo stimolo meccanico, sia per
le caratteristiche dello stimolo meccanico stesso, sia in quanto punta ad una riattivazione delle capacità
motorie del soggetto attraverso un potenziamento della sua propriocettività.


Materiali e metodi
Sono state selezionate un gruppo di 12 donne (età: 65± 3) prive di patologie muscolari, cardiache,
neurologiche, vestibolari, che presentavano un indice di T-score di densità ossea superiore od uguale a –
2.5 alla densiometria ossea (BMD) eseguita a livello del femore con apparecchio Dexa (Expert-XL
Imaging Densiometer Lunar, Masison WI USA)
Sono state sottoposte per un periodo di 9 mesi ad un training non specifico e divise in 2 sottogruppi in
modo omogeneo: 5 soggetti fungevano da controllo mentre 7 soggetti erano sottoposti a sequenze di
microperturbazioni meccaniche isometriche ad andamento sinusoidale caratterizzate da una frequenza
costante (100Hz), forze di 1-2 N, spostamento picco-picco <0.01 mm, applicate per via percutanea sui
muscoli quadricipiti. Tale trattamento è stato eseguito mediante specifico dispositivo (CRO® SYSTEM
Patent Pending, fornito dalla NEMOCO srl). I muscoli sottoposti a tale sequenza di forze venivano
mantenuti volontariamente in stato di contrazione isometrica durante l’applicazione dello stimolo
meccanico. Scopo di ciò era creare un paradigma di condizionamento associativo (1° stimolo: la
stimolazione meccanica, 2° stimolo: il comando volontario sulla rete di controllo muscolare, entrambi i
segnali afferenti sulla medesima rete di controllo nervoso della regione muscolo articolare) La
stimolazione meccanica durava 10 minuti e veniva ripetuta per tre volte con un intervallo di ristoro di
30sec. Le applicazioni, in numero di 9 per ciascun paziente, sono state effettuate per 3 giorni
consecutivi, in ragione di 3 applicazioni al giorno. Sono stati valutati il T-Score femorale con BDM, i
parametri meccanici (potenza e stiffness, con il sistema del Monitoring Jump e l’uso del Dynabiopsy
control, Polimed s.r.l.), i parametri stabilometrici (Sway test. area dell’ellisse e velocità). I test sono stati
eseguiti 24h prima dell’inizio della fase sperimentale, 4 giorni dopo l’inizio dei trattamenti e 9 mesi
dopo applicazione della stimolazione meccanica.


Risultati
L’applicazione delle sollecitazioni meccaniche è stata eseguita in soli 3 giorni consecutivi, senza alcuna
ripetizione nel tempo seguente. Tutti i soggetti hanno sopportato senza alcun fastidio l’applicazione e
nei 9 mesi successivi nessuno ha lamentato effetti collaterali direttamente o indirettamente ascrivibili al
trattamento. In tutti i soggetti trattati si è osservato un significativo incremento della potenza muscolare
da valori di base progressivamente crescente a 4 giorni dall’inizio del trattamento(+ 32%) e dopo 9 mesi
(+65%), passando i valori da 6.1 watt ± 0.52 (SE) (controllo) a 8.06 ± 0.75 e quindi a 10.07 ± 0.5. Nei
soggetti non trattati i valori non si modificavano in modo significativo, partendo da 5.21 ± 0.42
(controllo) passavano a 5.55 ± 0.4 dopo 4 giorni e salivano fino a 7.4 ± 0.47 dopo 9 mesi.
I valori di stiffness sono marcatamente aumentati in tutti i soggetti trattati, sia 4 giorni dall’inizio del
trattamento (+46%), sia dopo 9 mesi (+80%), palando dal valore di controllo di 25.2 ± 0.73 N/mm a
36.85 ± 1.64, a 45.57 ± 1.7. I soggetti non trattati non mostravano variazioni significative e univoche
(24.7 ± 0.68 nel controllo, 26.2 ± 0.86 dopo 4 giorni, 22.8 ± 0.98 dopo 9 mesi).
Di notevole interesse è stata anche la riduzione dell’ampiezza dell’area del gomitolo stabilometrico in
tutti i soggetti trattati. Infatti i soggetti trattati hanno mostrato un decremento medio di -33% dopo 4
giorni e di -49% dopo 9 mesi. I valori passavano da 253 ± 37 cm2 (controllo) a 170 ± 20 dopo 4 giorni e
a 129 ± 10 dopo 9 mesi. Al contrario, i soggetti non sottoposti a trattamento mostravano nei periodi
corrispettivi valori sostanzialmente invariati o aumentati (255 ± 37 nel controllo, 263 ± 25; dopo 4
giorni e 274 ± 29 dopo 9 mesi).
Infine, mentre nei soggetti non trattati la densità ossea ha mostrato una progressiva riduzione del T-
Score che è passato da - 2.54 ± 0.3 nel controllo a - 2.99 ± 0.28 dopo 9 mesi, i soggetti trattati non
mostravano alcun decremento significativo (T-Score di –2.61 ± 0.11 nel controllo e 2.62 ± 0.13 dopo 9
mesi).
Tutti i soggetti trattati hanno dichiarato un marcato e altamente soddisfacente incremento delle loro
capacità motorie nei territori trattati.


Discussione
I dati da noi ottenuti in questo studio preliminare su donne osteoporotiche in post-menopausa
evidenziano notevoli e statisticamente significativi incrementi della potenza, della stiffness e dei valori
mineralometrici della regione muscoloscheletrica trattata. Inoltre il miglioramento non solo persiste nei
4 giorni successivi al trattamento, ma incrementa ulteriormente senza la necessità di altre applicazioni,
nel periodo di controllo dei pazienti (9 mesi). Tali risultati sono stati ottenuti con un paradigma di
condizionamento associativo basato su una stimolazione meccanica. I risultati, sebbene preliminari
appaiono tanto sorprendenti quanto fortemente incoraggianti, non solo per la loro entità, ma anche
perché presenti in tutti i soggetti trattati. L’ampiezza dei risultati e la loro persistenza sembrano
confermare la possibilità di incrementare la performance muscolare utilizzando paradigmi di
condizionamento nervoso basati su opportune sequenze di adeguati stimoli meccanici. Il miglioramento
dell’equilibrio nei soggetti anziani trattati suggerisce sia possibile ottenere una ampia riorganizzazione
motoria che facilita significativamente le loro capacità di movimento. Come atteso da un recupero
funzionale muscolo articolare, si è ottenuto un notevole rallentamento nello sviluppo dell’osteoporosi
semplicemente attraverso il potenziamento neuromuscolare indotto da brevi stimolazioni meccaniche in
particolari distretti muscolari. In sintesi appare ragionevole ipotizzare che i risultati a 4 giorni dal
trattamento siano attribuibili ad una maggiore efficienza della rete di controllo neuromuscolare, mentre
nell’incremento degli effetti a 9 mesi di distanza si può pensare che la migliore performance motoria
abbia creato un circolo virtuoso sia nella remineralizzazione ossea, sia nella stessa funzione
muscoloarticolare.
Date le caratteristiche di stimolazione, sembra ragionevole ipotizzare che le afferenze coinvolte
nell’induzione egli effetti posano essere primariamente recettori sensibili a stimoli meccanici con una
componente di spostamento trascurabile, quali gli organo muscolo tendinei del Golgi, ma anche
afferenze non propriamente propriocettive (fibre del III e IV gruppo, recettori del Pacini). Per le stesse
ragioni, appare meno importante un coinvolgimento dei fusi neuro muscolari. Appare comunque
importante sottolineare come tali risultati siano stati ottenuti attraverso una stimolazione del tutto non
traumatica e non invasiva e con una procedura (paradigma di condizionamento associativo)
assolutamente fisiologica.


BIBLIOGRAFIA


   1) Brunetti O., Panichi R., Pettorossi V.E. Long-lasting of proprioceptive learning on balance
      control in elderly women. J. Can. Appl. Physiol. (Submitted.)
   2) Kandel ER. (1991) In Principles of neural science. Eds Kandel ER, Schwartz JH and Jessell TM.
      Elsevier NY. pp 1009-1031.
   3) Lings S, Leboeuf-Yde C Whole-body vibration and low back pain: a systematic, critical review
      of the epidemiological literature 1992-1999 (2000) Int Arch Occup Environ Health 73: 290-7.
   4) Wolpav J.R. Acquisition and maintenance of the simplest motor skill: investigation of CNS
      mechanism.( 1994) Med.Sci. Sports Exerc. 26: 1475-79.
   5) Wolpav J.R., Tennissen A.M. Activity-dependent spinal cord plasticity in health and disease.
      (2001) Ann. Rev Neurosci. 24: 807-43.

2004 anziani chieti simfer

  • 1.
    CONGRESSO NAZIONALE S.I.M.F.E.R. Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione XXXII CONGRESSO NAZIONALE SIMFER ESERCIZIO ATTIVITA’ PROGETTO CHIETI, 21 – 25 SETTEMBRE 2004 CAMPUS UNIVERSITA’ DEGLI STUDI G. D’ANNUNZIO Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi MERCOLEDI’ 22 SETTEMBRE Aula Magna – pomeriggio X Sessione: Riabilitazione ed analisi della postura Moderatori: M. Celestini (Roma), A. Zambuto (Agrigento) Ore 17.45 Quantificazione con gait analysis degli effetti di trattamento riabilitativo sulla co- contrazione muscolare in paziente parkinsoniano Bacchini M., Rossi M. (Parma) Ore 17.55 Effetti della stimolazione meccanica dei propriocettori in donne osteoporotiche in postmenopausa Brunetti O., Scarponi A.M., Roscini M., Mannarino E., Pettorossi V.E., Azzena G.B., Filippi G.M. (Perugia, Roma)
  • 2.
    Effetti della stimolazionemeccanica dei propriocettori in donne osteoporotiche in postmenopausa. O. Brunetti*, A.M. Scarponi^, M. Roscini*, E. Mannarino^, V.E. Pettorossi*, G.B. Azzena°, G.M. Filippi °. *Dip. di Medicina Interna, Sez. di Fisiologia Umana, Università degli studi di Perugia, Via del Giochetto Perugia. ^Dip. Medicina Clinica e Sperimentale, sez. Angiologia. Università degli studi di Perugia, Perugia. °Ist. Fisiologia Umana Università Cattolica Roma. INTRODUZIONE L’osteoporosi è caratterizzata da una riduzione della massa ossea totale con una comparabile perdita delle matrici minerale ed organica. Nel corso della menopausa si assiste ad una accelerazione del riassorbimento osseo con un deterioramento della microarchitettura del tessuto, fragilità strutturale e conseguente aumento del rischio di fratture. Tale quadro si ritiene possa essere contrastato dall’applicazione di carichi o microcarichi sulla stessa struttura ossea, in quanto è noto che la deposizione ossea di calcio è in tal modo facilitata (effetto piezoelettrico). In ragione di ciò, si è ritenuto utile sottoporre l’intero sistema muscolo-scheletrico di soggetti osteoporotici ad oscillazioni meccaniche (Whole Body Vibration: WBV) allo scopo di migliorare il quadro patologico. Tuttavia, la WBV non si è rivelata praticabile sia per gli scarsi risultati ottenuti, sia per i gravi e ben noti effetti lesivi su ossa, articolazioni, legamenti. La presente ricerca ha lo scopo di esplorare la possibilità di aumentare la performance muscolare di soggetti osteoporotici attraverso un potenziamento di lunga persistenza della sensibilità propriocettiva. Il rafforzamento della propriocettività potrebbe infatti incrementare le capacità motorie e indurre un incremento della tendenza al movimento del soggetto così da consentire una riattivazione delle forze che agiscono sulla struttura ossea in modo fisiologico. E’ stato dimostrato e da noi confermato che è possibile ottenere potenziamenti di lunga durata e di grande intensità della sensibilità propriocettiva applicando paradigmi di condizionamento neurale basati su stimoli meccanici. Recenti nostre osservazioni effettuate nel corso di stimolazioni meccaniche a bassa intensità localizzate a singoli settori muscolari hanno mostrato positivi effetti a lungo termine sia sull’equilibrio che sui riflessi posturali, in grado di potenziare notevolmente il sistema muscolo-scheletrico e la mobilità dei soggetti in fasce di età avanzate. Ciò ha aperto la possibilità di utilizzare sequenze di microperturbazioni meccaniche su circoscritti e selezionati distretti muscolari per incrementare la performance muscolare dei soggetti con osteoporosi. L’applicazione altamente circoscritta di tale procedura consente di evitare gli effetti dannosi della WBV. Inoltre nel nostro protocollo, anziché applicare stimoli meccanici basati su variazioni di lunghezza muscolare, (anche queste in grado di provocare lesioni delle fibre muscolari
  • 3.
    inducendo una contrazioneeccentrica), abbiamo impiegato un particolare setup in grado di imporre solo variazioni di forza, con variazioni di lunghezza del tutto trascurabili. Il razionale alla base di queste applicazioni localizzate a singoli settori muscolari è pertanto completamente diverso da quello della WBV, sia nell’estensione delle regioni muscolo-scheletriche coinvolte dallo stimolo meccanico, sia per le caratteristiche dello stimolo meccanico stesso, sia in quanto punta ad una riattivazione delle capacità motorie del soggetto attraverso un potenziamento della sua propriocettività. Materiali e metodi Sono state selezionate un gruppo di 12 donne (età: 65± 3) prive di patologie muscolari, cardiache, neurologiche, vestibolari, che presentavano un indice di T-score di densità ossea superiore od uguale a – 2.5 alla densiometria ossea (BMD) eseguita a livello del femore con apparecchio Dexa (Expert-XL Imaging Densiometer Lunar, Masison WI USA) Sono state sottoposte per un periodo di 9 mesi ad un training non specifico e divise in 2 sottogruppi in modo omogeneo: 5 soggetti fungevano da controllo mentre 7 soggetti erano sottoposti a sequenze di microperturbazioni meccaniche isometriche ad andamento sinusoidale caratterizzate da una frequenza costante (100Hz), forze di 1-2 N, spostamento picco-picco <0.01 mm, applicate per via percutanea sui muscoli quadricipiti. Tale trattamento è stato eseguito mediante specifico dispositivo (CRO® SYSTEM Patent Pending, fornito dalla NEMOCO srl). I muscoli sottoposti a tale sequenza di forze venivano mantenuti volontariamente in stato di contrazione isometrica durante l’applicazione dello stimolo meccanico. Scopo di ciò era creare un paradigma di condizionamento associativo (1° stimolo: la stimolazione meccanica, 2° stimolo: il comando volontario sulla rete di controllo muscolare, entrambi i segnali afferenti sulla medesima rete di controllo nervoso della regione muscolo articolare) La stimolazione meccanica durava 10 minuti e veniva ripetuta per tre volte con un intervallo di ristoro di 30sec. Le applicazioni, in numero di 9 per ciascun paziente, sono state effettuate per 3 giorni consecutivi, in ragione di 3 applicazioni al giorno. Sono stati valutati il T-Score femorale con BDM, i parametri meccanici (potenza e stiffness, con il sistema del Monitoring Jump e l’uso del Dynabiopsy control, Polimed s.r.l.), i parametri stabilometrici (Sway test. area dell’ellisse e velocità). I test sono stati eseguiti 24h prima dell’inizio della fase sperimentale, 4 giorni dopo l’inizio dei trattamenti e 9 mesi dopo applicazione della stimolazione meccanica. Risultati L’applicazione delle sollecitazioni meccaniche è stata eseguita in soli 3 giorni consecutivi, senza alcuna ripetizione nel tempo seguente. Tutti i soggetti hanno sopportato senza alcun fastidio l’applicazione e nei 9 mesi successivi nessuno ha lamentato effetti collaterali direttamente o indirettamente ascrivibili al
  • 4.
    trattamento. In tuttii soggetti trattati si è osservato un significativo incremento della potenza muscolare da valori di base progressivamente crescente a 4 giorni dall’inizio del trattamento(+ 32%) e dopo 9 mesi (+65%), passando i valori da 6.1 watt ± 0.52 (SE) (controllo) a 8.06 ± 0.75 e quindi a 10.07 ± 0.5. Nei soggetti non trattati i valori non si modificavano in modo significativo, partendo da 5.21 ± 0.42 (controllo) passavano a 5.55 ± 0.4 dopo 4 giorni e salivano fino a 7.4 ± 0.47 dopo 9 mesi. I valori di stiffness sono marcatamente aumentati in tutti i soggetti trattati, sia 4 giorni dall’inizio del trattamento (+46%), sia dopo 9 mesi (+80%), palando dal valore di controllo di 25.2 ± 0.73 N/mm a 36.85 ± 1.64, a 45.57 ± 1.7. I soggetti non trattati non mostravano variazioni significative e univoche (24.7 ± 0.68 nel controllo, 26.2 ± 0.86 dopo 4 giorni, 22.8 ± 0.98 dopo 9 mesi). Di notevole interesse è stata anche la riduzione dell’ampiezza dell’area del gomitolo stabilometrico in tutti i soggetti trattati. Infatti i soggetti trattati hanno mostrato un decremento medio di -33% dopo 4 giorni e di -49% dopo 9 mesi. I valori passavano da 253 ± 37 cm2 (controllo) a 170 ± 20 dopo 4 giorni e a 129 ± 10 dopo 9 mesi. Al contrario, i soggetti non sottoposti a trattamento mostravano nei periodi corrispettivi valori sostanzialmente invariati o aumentati (255 ± 37 nel controllo, 263 ± 25; dopo 4 giorni e 274 ± 29 dopo 9 mesi). Infine, mentre nei soggetti non trattati la densità ossea ha mostrato una progressiva riduzione del T- Score che è passato da - 2.54 ± 0.3 nel controllo a - 2.99 ± 0.28 dopo 9 mesi, i soggetti trattati non mostravano alcun decremento significativo (T-Score di –2.61 ± 0.11 nel controllo e 2.62 ± 0.13 dopo 9 mesi). Tutti i soggetti trattati hanno dichiarato un marcato e altamente soddisfacente incremento delle loro capacità motorie nei territori trattati. Discussione I dati da noi ottenuti in questo studio preliminare su donne osteoporotiche in post-menopausa evidenziano notevoli e statisticamente significativi incrementi della potenza, della stiffness e dei valori mineralometrici della regione muscoloscheletrica trattata. Inoltre il miglioramento non solo persiste nei 4 giorni successivi al trattamento, ma incrementa ulteriormente senza la necessità di altre applicazioni, nel periodo di controllo dei pazienti (9 mesi). Tali risultati sono stati ottenuti con un paradigma di condizionamento associativo basato su una stimolazione meccanica. I risultati, sebbene preliminari appaiono tanto sorprendenti quanto fortemente incoraggianti, non solo per la loro entità, ma anche perché presenti in tutti i soggetti trattati. L’ampiezza dei risultati e la loro persistenza sembrano confermare la possibilità di incrementare la performance muscolare utilizzando paradigmi di condizionamento nervoso basati su opportune sequenze di adeguati stimoli meccanici. Il miglioramento dell’equilibrio nei soggetti anziani trattati suggerisce sia possibile ottenere una ampia riorganizzazione
  • 5.
    motoria che facilitasignificativamente le loro capacità di movimento. Come atteso da un recupero funzionale muscolo articolare, si è ottenuto un notevole rallentamento nello sviluppo dell’osteoporosi semplicemente attraverso il potenziamento neuromuscolare indotto da brevi stimolazioni meccaniche in particolari distretti muscolari. In sintesi appare ragionevole ipotizzare che i risultati a 4 giorni dal trattamento siano attribuibili ad una maggiore efficienza della rete di controllo neuromuscolare, mentre nell’incremento degli effetti a 9 mesi di distanza si può pensare che la migliore performance motoria abbia creato un circolo virtuoso sia nella remineralizzazione ossea, sia nella stessa funzione muscoloarticolare. Date le caratteristiche di stimolazione, sembra ragionevole ipotizzare che le afferenze coinvolte nell’induzione egli effetti posano essere primariamente recettori sensibili a stimoli meccanici con una componente di spostamento trascurabile, quali gli organo muscolo tendinei del Golgi, ma anche afferenze non propriamente propriocettive (fibre del III e IV gruppo, recettori del Pacini). Per le stesse ragioni, appare meno importante un coinvolgimento dei fusi neuro muscolari. Appare comunque importante sottolineare come tali risultati siano stati ottenuti attraverso una stimolazione del tutto non traumatica e non invasiva e con una procedura (paradigma di condizionamento associativo) assolutamente fisiologica. BIBLIOGRAFIA 1) Brunetti O., Panichi R., Pettorossi V.E. Long-lasting of proprioceptive learning on balance control in elderly women. J. Can. Appl. Physiol. (Submitted.) 2) Kandel ER. (1991) In Principles of neural science. Eds Kandel ER, Schwartz JH and Jessell TM. Elsevier NY. pp 1009-1031. 3) Lings S, Leboeuf-Yde C Whole-body vibration and low back pain: a systematic, critical review of the epidemiological literature 1992-1999 (2000) Int Arch Occup Environ Health 73: 290-7. 4) Wolpav J.R. Acquisition and maintenance of the simplest motor skill: investigation of CNS mechanism.( 1994) Med.Sci. Sports Exerc. 26: 1475-79. 5) Wolpav J.R., Tennissen A.M. Activity-dependent spinal cord plasticity in health and disease. (2001) Ann. Rev Neurosci. 24: 807-43.