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Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo

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Durante il corso di "Economia dei sistemi di impresa" è stato realizzato un Case Study focalizzato sul distretto della calzetteria di Castel Goffredo. Nell'elaborato sono stati sviluppati i seguenti aspetti: la storia, l'analisi SWOT, lo studio dell'evoluzione del distretto ed infine come il distretto si è confrontato con la recente crisi economica.

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Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo

  1. 1. 1 Lavoro di gruppo Economia dei Sistemi di Imprese Il distretto della Calzetteria di Castel Goffredo _ Università Ca’Foscari Dorsoduro 3246 30123 Venezia Membri del gruppo: Virginia Minello MAT 841106 Silvia Polimeno MAT 850292 Laura Tosato MAT 848505 Gloria Vettoretti MAT 847520
  2. 2. 2 SOMMARIO SUMMARY ............................................................................................................................................... 3 PRESENTAZIONE DEL DISTRETTO .............................................................................................................. 4 CENNI STORICI SUL DISTRETTO ...................................................................................................................... 6 SCHELETRO DEL DISTRETTO ...................................................................................................................... 8 A.DI.CI. ........................................................................................................................................................... 8 CENTRO SERVIZI CALZA CSC ......................................................................................................................... 10 ANALISI SWOT ......................................................................................................................................... 13 SITUAZIONE ATTUALE .............................................................................................................................. 16 LA RECENTE CRISI E LE SUE CONSEGUENZE .................................................................................................. 16 COME SCONFIGGERE LA CRISI ...................................................................................................................... 18 CASO LYCRA E IL LEGWEAR INNOVATION DAY. ............................................................................................ 19 IL CLUSTER DI CASTEL GOFFREDO ............................................................................................................ 21 BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA ................................................................................................................... 24
  3. 3. 3 SUMMARY Lo scopo del seguente elaborato è l’analisi del passaggio da distretto industriale di tipo marshalliano alla più recente struttura distrettuale identificabile nel cluster, concretizzandola nel caso specifico del distretto della calzetteria di Castel Goffredo. Dapprima si procederà a presentare la realtà in esame, accompagnata da un’analisi storica del distretto e da un approfondimento di quelle che sono le figure identificabili al suo interno, in un secondo momento si andranno ad approfondire temi più specifici quali: punti di forza e di debolezza del distretto, opportunità e minacce che vi gravitano attorno e la situazione attuale, in particolare dal punto di vista delle quote export e della capacità che il distretto ha avuto di superare la recente crisi economica. Infine si proporrà un’interpretazione dello sviluppo di questa realtà, tramite l’individuazione del filo rosso che lega tutti gli attori presentati.
  4. 4. 4 PRESENTAZIONE DEL DISTRETTO Nella fascia Nord-Ovest di Mantova è ubicato il Distretto di Castel Goffredo, meglio noto in tutto il mondo come la “Città della Calza”. In quest’area vengono concentrate le produzioni di calze e di tutto ciò che ruota attorno alla calzetteria e all’intimo, pertanto è possibile identificare questo distretto con il settore del tessile-calzetteria. Il distretto è stato riconosciuto dalla L.R. 5/1/2001 N°1 del 16/3/2001. I comuni del distretto storico sono 13: Acquafredda, Casalmoro, Casaloldo, Casalromano, Castel Goffredo, Castiglione D/S, Ceresara, Guidizzolo, Medole, Piubega, Remedello, Solferino, Visano. In particolar modo il distretto qui analizzato risulta prevalentemente specializzato nella calzetteria femminile, come collant e calze. La produzione è da sempre impegnata nella realizzazione di collant, che ad oggi è ancora l’attività prevalente in termini di output, anche se nel tempo si è fatta spazio la produzione di calze e gambaletti, che è sempre più in crescita. La produzione ha come target sia la donna adulta sia le bambine. A partire dal 1999 viene lanciata la calza seamless (senza cuciture), una vera e propria rivoluzione per un mercato che aveva ormai raggiunto la sua maturità, questa produzione si è poi estesa anche all’abbigliamento intimo. Di recente hanno fatto la loro comparsa i leggins, facendo via via cambiare la concezione radicata di collant e calze come accessorio diventando invece un capo d’abbigliamento. Nel corso degli anni si è assistito a un ampliamento della gamma prodotti volta a soddisfare un nuovo target: quello maschile.
  5. 5. 5 La gamma prodotti si è ampliata anche per accogliere al suo interno la sezione “loungewear”, cioè tutti quei capi di abbigliamento per lo sport e il tempo libero e non solo, anche per la spiaggia e per la casa: sportwear, homewear, softwear, freewear e nightwear. La produzione di questi articoli inoltre ha spinto alcune imprese a specializzarsi nella realizzazione delle varie fibre e nel finissaggio (insieme delle operazioni legate alla rifinitura). Per molti anni la struttura del distretto è rimasta quella classica: integrazione orizzontale tra micro e macro impresa, con la conseguente compresenza di marchi leader del settore (San Pellegrino, Filodoro, Golden Lady, Pompea) e tante piccole imprese e laboratori a conduzione prevalentemente familiare, specializzate in determinate fasi del ciclo produttivo; complessivamente le piccole imprese raggiungono una quota pari all’80% del totale. Negli anni più recenti si è assistito a un cambio delle tendenze delle piccole-medie imprese le quali hanno preferito specializzarsi nel “private label”, note anche come “white label”, in risposta ai cambiamenti della struttura distributiva dell’Italia e dell’Europa e per contrastare le nuove difficoltà che si sono affacciate per i grandi brand, incapaci di sostenere le vendite in un mercato in cui si registrano significativi cali dei consumi. All’interno del distretto sono nate imprese che forniscono prodotti e servizi specializzati per le industrie tessili qui situate. Tra le più importanti ricordiamo quelle specializzate nella produzione di macchinari per la preparazione e filatura di fibre naturali, sintetiche, tecniche e mischie nonché del tessuto non tessuto. Queste imprese seguono i loro clienti dalla progettazione dell’impianto fino alla sua manutenzione per tutto il ciclo di vita dello stesso. Uno dei macchinari più innovativi che si trovano oggigiorno nel settore tessile è il wholegarment, una macchina di maglieria di ultima generazione per la produzione diretta di un capo senza cuciture, prodotta da Shima Seiki Italia S.P.A., azienda Giapponese che ha istituito una filiale a Modena, vicino al distretto. Qui di seguito viene riportata una tabella con i dati relativi al 2013/2014 che mostrano la composizione e la variazione all’interno del distretto. N. Imprese (2014) 1.331 Var.% Imprese (2013/2014) -1,63 N. Imprese fino a 49 addetti (2013) 969 Var.% Imprese fino a 49 addetti (2012/2013) -6,38 N. Addetti (2013) 12.527 Var.% Addetti (2012/2013) -4,17 Export 2014 (Mln Euro) 845 Var.% Export (2013/2014) 7,47
  6. 6. 6 CENNI STORICI SUL DISTRETTO Il distretto di Castel Goffredo nasce negli anni che seguono la Prima Guerra Mondiale, con la nascita della prima grande impresa industriale (1925): il Calzificio Noemi. Questo cessa la sua produzione intorno agli anni ’50, ed è proprio in questo momento che nasce il distretto, formato da una pluralità di tante piccole imprese perlopiù a conduzione familiare. Numerose sono le condizioni storico-sociali che ne hanno permesso la nascita, tra cui: • un’elevata professionalità grazie alle conoscenze e all’esperienza maturata nel settore; • una rapida diffusione delle informazioni, che ha permesso un’innovazione continua del settore; • l’esistenza di una cultura imprenditoriale; • la presenza di risorse finanziarie; • la vicinanza al centro di produzione dei macchinari specifici per la produzione della calza. A partire dagli anni ‘70-‘80 hanno fatto la loro comparsa all’interno del distretto le più importanti e grandi aziende calzaturiere, che hanno internalizzato molti passaggi della filiera, per citarne alcune: Golden Lady Company, Pompea, CSP International Fashion Group, Levante, Calzificio FAP, Gizeta Calze, Calzificio Mura, Calze BC, Calzificio Franzoni, Calzificio Nuova Virgiliana, etc. Un’ importante precisazione riguarda Calzedonia che costituisce un caso particolare, in quanto la sua attività non è interamente concentrata all’interno del distretto, infatti la sua sede centrale è ubicata a Dossobuono di Villafranca di Verona. Accanto alle aziende più popolari troviamo altre aziende medio-piccole, le quali come già accennato si sono specializzate nelle “private label”, non mancano inoltre i numerosi laboratori e le aziende a conduzione familiare che operano in conto terzi. Queste ultime da piccoli laboratori familiari di produzione diventarono delle vere e proprie aziende con il ruolo di capofila tra le imprese del distretto, con il loro inserimento nel mercato iniziò la competizione con le ditte nazionali ed europee. La produzione del Distretto di Castel Goffredo, attualmente, rappresenta il: • 75% dell’intera produzione italiana di calze da donna; • 60% di quella europea;
  7. 7. 7 • 30% di quella mondiale. Nel corso degli anni 90 il distretto si guadagna l’appellativo di “capitale europea della calza”, che ben si giustifica visti i risultati. La ridotta delocalizzazione del distretto trova la sua spiegazione in un insieme di fattori, tra i quali: • bassa incidenza del costo della manodopera sul prodotto finito, che trova la sua spiegazione nella forte automazione dei processi produttivi; • scarsa produttività nonché affidabilità nei confronti delle industrie localizzate in quei paesi dove il costo del lavoro è inferiore; • la mancanza di terzisti qualificati per le varie fasi di lavorazione. Questi aspetti non hanno tuttavia impedito del tutto delle forme di decentramento e delocalizzazione all’estero, in particolar modo nei paesi dell’est Europa, di quelle fasi definite come “labour intensive” (assemblaggio e cucitura). Da sempre il focus del distretto è stato il rafforzamento e il miglioramento dei processi produttivi, trascurando invece tutti gli aspetti legati al commerciale, alla gestione, alle attività di marketing e infine quelli distributivi; questi ultimi aspetti risultano invece di vitale importanza nei momenti in cui i consumi registrano un arresto, che si è verificato dal momento che il settore era giunto al suo stadio di maturità. Nel corso del tempo la competitività si è spostata dal piano produttivo a quello di marketing e comunicazione, dove un ruolo centrale è ricoperto dalla marca. L’attenzione è stata quindi posta sulle modalità con cui viene presentato il prodotto e sulla comunicazione che si intende trasmettere dello stesso, a tal fine sono stati scelti accuratamente sia i canali commerciali sia quelli distributivi, con conseguente riduzione della catena. Su questa scia si sono visti notevoli cambiamenti della distribuzione tradizionale, infatti, mentre un tempo trovavamo il grossista e i venditori ambulanti, oggi questi ruoli sono stati per la gran parte soppiantati dalla Grande Distribuzione e dalla Grande Distribuzione Organizzata, generando un rapporto diretto tra i produttori; sono state inoltre introdotte nuove modalità di vendita come il franchising.
  8. 8. 8 SCHELETRO DEL DISTRETTO All’interno del distretto di Castel Goffredo operano le seguenti istituzioni: • L’associazione Distretto Calza e Intimo A.DI.CI.; • Il CSC Centro Servizi Calza; • L’Associazione degli Industriali di Mantova, la quale fornisce servizi di consulenza sulle problematiche aziendali; • Sistema Moda Italia: l’Associazione italiana delle industrie della filiera tessile e abbigliamento. Il suo obiettivo è l’affiancamento delle imprese nel risolvere problematiche legate alla produzione, con uno sguardo attento verso le condizioni del mercato e le tecniche di promozione e commercializzazione sia interne che esterne al Paese; • La Banca di Credito Cooperativo di Castel Goffredo (ex Cassa Rurale ed Artigiana di Castel Goffredo, ed ora divenuta Credito Padano grazie alla fusione con la Banca Cremonese), utile a sostenere la crescita delle piccole e medie imprese nonché solida base per le attività svolte dal Centro Servizi Calza; • L’unione provinciale Artigiani e la Confederazione Nazionale degli Artigiani; • Il Comune di Castel Goffredo e la Provincia di Mantova. In particolare è utile, al fine di sviluppare la nostra analisi sullo sviluppo del cluster, concentrarsi su due degli enti non appena elencati: il Centro Servizi Calza e l’A.DI.CI., i quali congiuntamente costituiscono il cuore pulsante del cluster e permettono di individuare i legami che le imprese di Castel Goffredo hanno sviluppato reciprocamente e con le istituzioni del territorio e non solo. A.DI.CI. L’associazione Distretto Calza e Intimo ricopre un ruolo centrale per Castel Goffredo, vestendo i panni da un lato di incubatore di idee e dall’altro di luogo di confronto in cui poter sviluppare progetti stando a contatto con i diversi operatori del territorio. Le principali funzioni di A.DI.CI. sono: • Svolgere attività di ricerca statistica e di elaborazione dati riguardanti l’andamento del distretto e del settore a cui questo appartiene (grazie all’aiuto di istituti specializzati di ricerca);
  9. 9. 9 • Promuovere attività per la sensibilizzazione delle istituzioni in tema di contraffazione; • Intrattenere relazioni con le Università italiane per l’individuazione e lo sviluppo congiunto di nuovi modelli di business; • Mantenere saldi rapporti con i rappresentanti di altri distretti italiani della moda, al fine di creare sinergie utili allo sviluppo di possibili politiche comuni; • Interagire con gli istituti di credito con lo scopo di ottenere una politica di credito adeguata al territorio; • Mantenere costante e qualificata la propria presenza sulla stampa locale, nazionale e internazionale per supportare gli obiettivi primari posti dall’associazione. A tal proposito, si riporta qui di seguito una dichiarazione di Alessandro Gallesi, Presidente di A.DI.CI., fatta durante un’intervista di “Il Gazzettino Nuovo”: “A.DI.CI. guarda al presente e al prossimo futuro con rinnovata vitalità e con grande impegno, che fa parte del nostro modo di essere. Bisogna operare sul piano della qualità e dell’innovazione ma non possiamo dimenticare l’importanza del servizio ai clienti. Questo è l’unico modo per essere competitivi con il mercato estero, soprattutto orientale. Perciò occorrono coraggio, positività e disponibilità al dialogo tra imprenditori. Ce la stiamo mettendo tutta per motivare gli imprenditori disillusi del nostro settore. Noi abbiamo voglia di fare e ci crediamo.”. L’innovazione, in tutte le sue forme, è senza dubbio un tema di grande rilevanza all’interno del distretto, e anticipare le sfide future tramite progetti di medio lungo termine è da sempre mission dell’associazione; quest’ultima, nel tempo, è profondamente mutata, sviluppando in ultimo una forte richiesta di solide forme di aggregazione tra imprenditori locali, anche al fine di scongiurare il rischio di venire colpiti troppo duramente dalla crisi che incombe sull’economia in questi ultimi anni. Per assistere maggiormente i diversi attori del distretto, A.DI.CI., in collaborazione con l’associazione ad hoc “Noemi Trust”, ha scelto dal 2013 di divenire referente di più di 200 aziende fornendo supporto ad operatori e istituzioni in caso di difficoltà. Tramite il suo impegno, A.DI.CI. ha permesso al distretto di Castel Goffredo di offrire una quantificazione oggettiva della situazione in cui perversa e dei trend in atto nel mercato di riferimento, ha intessuto una fitta rete di rapporti a livello istituzionale, politico, imprenditoriale e associativo, erigendosi a punto di riferimento riconosciuto e accreditato e permettendo così di estendere la notorietà del distretto. Ad oggi, l’associazione presenzia nel Consiglio Direttivo
  10. 10. 10 dell’Associazione Tessile e Salute, affiancando le principali figure del settore, ed intrattiene forti legami con distretti e consorzi quali quello della moda di Verona e quello calzaturiero marchigiano. CENTRO SERVIZI CALZA CSC Il Centro Servizi Calza, situato all’interno del distretto di Castel Goffredo, si sviluppò nel 1990 in sostituzione di un precedente centro nato nel 1986 grazie all’iniziativa della Cassa Rurale locale, con lo scopo di promuovere il processo di servizio all’interno del distretto. La mission del CSC è, difatti, quello di essere un’azienda all’interno e al servizio di una rete allargata di imprese, promuovendo collaborazione e sostegno tra imprese e enti territoriali, e con l’obiettivo di contribuire in modo proattivo alla crescita economica del comparto. Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, esso opera sia in autonomia che a contatto con altre realtà associative. Innanzitutto è doveroso sottolineare quelle che sono le sue peculiarità: • Laboratorio Prove: tramite questo centro, accreditato presso il SINAL (Sistema Nazionale di Accreditamento dei Laboratori), il CSC ha ottenuto il riconoscimento di organismo operante secondo un sistema di qualità; • Internalizzazione: essendo questo un tema fondamentale per il centro e per il distretto, vengono messe a disposizione informazioni riguardanti il comparto e il mercato di riferimento, fruibili non solo dalle aziende ma anche da istituzioni locali, agenzie territoriali e tutti i possibili attori interessati, di modo da incentivare il processo di internazionalizzazione e far crescere il segmento di mercato raggiungibile; • Ricerca: agevola e incentiva la collaborazione tra aziende e centri di ricerche, al fine di rendere le indagini di mercato maggiormente raggiungibili da parte delle imprese. Il CSC ha sempre posto grande enfasi sull'attenzione alla qualità, alla formazione, all’innovazione tecnologica e alle tendenze; si prefigge l'obiettivo di restare sempre al passo con i tempi, continuando ad incrementare il proprio filone di produzione, in linea con i mutamenti del contesto economico in cui è inserito; • Formazione: il Centro Servizi Calza organizza tra le altre attività anche corsi di formazione rivolti ai diversi livelli aziendali, principalmente sui temi di economia, normativa, energia, trend settoriali, tramite corsi sia tecnici che teorici. Questi corsi, oltre ad aumentare la specializzazione all'interno del distretto e a modellare l’abilità del personale, sanno anche essere propulsori per la crescita delle imprese e lo sviluppo di sempre più nuove ed efficaci
  11. 11. 11 strategie. L’attività formativa offerta dal centro è certificata, a garanzia del rispetto di qualificati standard di competenza, affidabilità e trasparenza nei confronti dell’utenza; • LAMODAinCALZA®: evento semestrale, che si tiene in primavera ed in autunno, in cui il CSC presenta alle imprese le tendenze che ci si aspetta si sviluppino di lì a un anno per i diversi prodotti che si sviluppano all'interno del distretto: dalla calzetteria all'intimo e al loungewear, moda donna, uomo e bambino. Si tratta di un appuntamento molto importante per tutti gli attori della filiera in quanto la programmazione della produzione all'interno delle singole imprese viene progettata grazie, e subito dopo, a questo evento. Le competenze del Centro Servizi Calza sono offerte agli attori del distretto al fine di: • Realizzare “missioni esplorative” in Paesi esteri di interesse per gli operatori del distretto ed incentivare le relazioni con operatori stranieri specializzati nei medesimi comparti; • Fare da ponte tra la realtà distrettuale e le iniziative e gli incentivi offerti da Regione, Stato, Unione Europea, assistendo le aziende nello sviluppo progettuale nonché in tema di finanziamento; • Costruire e mantenere forte il network tra aziende, enti e istituzioni del territorio. È chiara quindi la convenienza e l’utilità di un simile ente, in grado di permettere agli associati non solo di avere un punto di riferimento al quale appoggiarsi e che funga da rete di sostegno, ma anche di poter contare su un centro i cui valori principali sono trasparenza e professionalità, che può servirli e sostenerli nelle diverse esigenze aziendali, offre loro attività di formazione qualificate e a condizioni vantaggiose e permette loro di accedere alla sua banca dati per effettuare indagini e ricerche. Come precedentemente anticipato, il Centro Servizi Calza collabora anche con altre realtà locali, quali l’Osservatorio Calzetteria Femminile e Sistema Moda Italia; tramite le sinergie venutesi a creare tra questi attori si è data vita a diversi servizi, quali: • Eventi tramite i quali da un lato si vuole presentare qual è il comportamento del consumatore relativamente al prodotto calza e dall’altro si vogliono analizzare i dati relativi alla produzione, al contesto economico e di mercato; • Servizi di informazione, destinati alle aziende del comparto tessile, riguardanti l’analisi di domanda e offerta per quanto riguarda la calzetteria femminile, trend attuali, dati riguardanti il mercato, sia quello interno che quello esterno, in termini di quote export,
  12. 12. 12 informazioni riguardanti la struttura e lo sviluppo del distretto in un’ottica di produzione e di distribuzione, etc. Questo tipo di servizio, essendo attualmente l’unico al quale la calzetteria in generale può fare riferimento, si rivolge a tutti gli operatori del settore, dall’imprenditore agli studiosi, cercando inoltre di stimolare lo sviluppo di politiche e strategie future comuni. L’importanza di questo servizio è data, tra le altre cose, anche dal fatto che in un contesto di competizione globale quale quello in cui si trova la calzetteria oggigiorno, richiede informazioni specifiche e mirate utili ad attuare strategie efficaci.
  13. 13. 13 ANALISI SWOT In questa parte dell’elaborato verrà effettuata, attraverso lo strumento dell’analisi SWOT, una valutazione degli elementi di forza e di debolezza, delle opportunità e delle minacce presenti all’interno del distretto della calzetteria di Castel Goffredo. PUNTI DI FORZA: 1. CULTURALI • Un forte senso della famiglia; • Uno spirito fortemente imprenditoriale; • Un elevato senso di appartenenza alla stessa comunità; • Una spiccata attitudine culturale al lavoro. 2. ECONOMICI • La conservazione del capitale economico, tecnologico e culturale all’interno dell’area; • L’elevata, capillare e rapida diffusione delle conoscenze tecnologiche e delle informazioni; • La sinergia con il polo produttivo bresciano dei macchinari tessili; • La pratica per un lungo periodo di politiche “no brand”; • La vocazione all’export; • L’elevato tasso di attività e produttività; • L’elevato intercambio di lavoratori tra le imprese; • La presenza di manodopera specializzata; • La presenza al suo interno del Centro Servizi Calza; • La presenza del Salone Europeo della Calzetteria; • L’esistenza di continui processi innovativi incrementali di produzione; • Il supporto finanziario delle istituzioni bancarie locali; • La bassa incidenza dei costi indiretti del lavoro (mense, trasporti etc.).
  14. 14. 14 PUNTI DI DEBOLEZZA • La scarsa cultura commerciale: nel distretto sono presenti soprattutto aziende di produzione, ma in un periodo di contrazione dei consumi, come quello attuale, sono richieste anche altre competenze; • La frammentazione del distretto: il grande numero di marchi all’interno del distretto può rivelarsi una potenziale minaccia per la concentrazione della distribuzione; • La disponibilità della tecnologia: una volta impiegata nei nuovi impianti è facilmente accessibile a tutte le imprese, qualora si diffondesse nei paesi in cui è presente manodopera a basso costo questi potrebbero diventare dei pericolosi concorrenti; • La riduzione della professionalità: a causa dell’allungamento del percorso di studi, i giovani arrivano in azienda a 25 anni senza alcuna preparazione tecnica e con un costo più elevato per le imprese. Per superare i punti di debolezza, le imprese del Distretto di Castel Goffredo dovranno: • Investire in comunicazione e dar vita ad un valido collegamento con la distribuzione; • Focalizzarsi sempre più sulla fascia “alta” della gamma di prodotto, abbandonando le fasce basse di mercato che saranno coperte dalle imprese operanti nei paesi emergenti; • Puntare sulle componenti a “valore aggiunto” del prodotto: l’elemento del fashion, del comfort, del wellness, dell’estetica associata al beneficio per la salute, alla sostenibilità energetica; • Puntare sull’innovazione sia da un punto di vista produttivo che nei servizi offerti, sulla consulenza al rivenditore, sulla flessibilità, su una sempre maggiore velocità di consegna e sul packaging; • Agire sulla riduzione dei costi delle attività non core della catena di fornitura; • Sostenere la formazione aziendale, sia per i ruoli tecnici chiave, sia per nuovi approcci al mercato e di management. OPPORTUNITÀ • Trentino Sviluppo offre alle imprese italiane che abbiano in Trentino una sede legale o vi spostino parte del loro ciclo produttivo la possibilità di fare ricerca, sviluppando progetti
  15. 15. 15 che vengono sostenuti con contributi a fondo perduto che arrivano a cofinanziare fino all’80% del costo, per un massimo di tre milioni; • Linee di credito specifiche messe a disposizione da Banco Popolare; • Riguardo ai filati si potrebbe esplorare l’utilizzo di materiali innovativi quali il grafene, filati da materiali riciclabili o ecosostenibili; • L’uso delle nuove tecnologie informatiche, per rendere sempre più smart i processi logistici del settore tessile. Negli ultimi decenni la tendenza delle imprese del distretto, soprattutto per quanto riguarda quelle di dimensioni maggiori, è stata quella della delocalizzazione della produzione nei paesi in cui era presente manodopera non specializzata a basso costo. Negli ultimi anni, invece, si sta riscontrando una tendenza inversa, le imprese stanno tornando a produrre nei loro luoghi di origine. Questo fenomeno prende il nome di “reshoring”. Nella maggior parte dei casi il rientro delle produzioni è parziale e riguarda le fasi più delicate e a maggior valore aggiunto, ma sono presenti anche aziende che hanno scelto di rilocalizzare gran parte della produzione. Opportunità del reshoring: • Rimettere in funzione e ammodernare vecchi siti produttivi; • Presenza di aree caratterizzate da disponibilità di manodopera altamente qualificata; • Maggiore produttività; • Riduzione del time to market; • Migliore livello qualitativo delle produzioni; • Vicinanza ai mercati di sbocco. MINACCE • Concorrenza estera; • Calo del prezzo medio dei prodotti; • Calo delle esportazioni.
  16. 16. 16 SITUAZIONE ATTUALE LA RECENTE CRISI E LE SUE CONSEGUENZE Il distretto della calza, come tanti altri distretti italiani, ha subito pesanti conseguenze in seguito alla crisi economica e finanziaria scoppiata negli Stati Uniti e poi diffusasi in tutta Europa a partire dal 2007. Nuovi Paesi si sono affacciati sul mercato con imprese molto più competitive che offrono prodotti a basso costo. In risposta, alcune imprese italiane hanno iniziato a fare out-sourcing. Uno dei primi Paesi dove le nostre imprese si sono delocalizzate è stata la Serbia. Le ragioni che hanno spinto gli imprenditori a investire in queste aree sono: inferiore costo dell’elettricità, sbocco diretto nel mercato russo che permette di non pagare dazi che incidono dal 20% al 25% sul prezzo del prodotto e infine il minor costo della manodopera. Nei primi anni la delocalizzazione ha riguardato solo alcune parti del processo produttivo come le operazioni di cucitura. Però, siccome smistare parti della produzione allungava i tempi per la fornitura del prodotto finito, alcune imprese hanno delocalizzato l’intera produzione. Di conseguenza la disoccupazione italiana è aumentata. Sono state le più grandi imprese nel settore della calza come Levante, Golden Lady e Pompea, le prime a spostare la produzione all’estero mettendo in cassa integrazione migliaia di lavoratori. Il rischio è che quanto prodotto in altri Paesi non abbia la stessa qualità del “Made In Italy”. Molti buyer, specialmente i più giovani, sono ancora inesperti e incapaci di riconoscere la qualità del prodotto e finiscono per preferire la merce d’importazione dal prezzo più appetibile. Un grosso problema è anche quello legato alla contraffazione. Ci sono migliaia di capi nel mercato che portano l’etichetta con la scritta “Made in Italy” quando invece di italiano hanno poco nulla. Per risolvere questo problema l’8 aprile del 2010 è stato approvato un provvedimento, la legge Reguzzoni-Versace, che va a tutelare il made in Italy nel settore tessile e dell’abbigliamento. Questa legge però risulta essere incompatibile con il diritto comunitario e quindi non può essere applicata. Un altro fenomeno che continua ancora oggi a mettere in difficoltà le più piccole imprese è il meccanismo dilatorio dei tempi di pagamento. Spesso le principali insegne della grande distribuzione espongono i prodotti nei loro scaffali al momento dell’arrivo della merce ma pagano a 180 giorni (fino ad arrivare anche a 240 giorni) costringendo le piccole imprese a indebitarsi con le banche. Uno degli anni più difficili per l’export della calza è stato il 2014: il fatturato aggregato, su fonte Istat, nel 2014 è sceso del 11,4% registrando pesanti cali in tutti i mercati europei con particolare riferimento alla Spagna, alla Francia e all’Inghilterra. Ci sono stati risultati negativi anche per il
  17. 17. 17 mercato americano e quello russo, il quale in poco tempo si è praticamente azzerato. Guardando più nel dettaglio, il calo maggiore si è visto per i collant in fibre naturali (-26,1%) dove i produttori del distretto mantovano hanno patito maggiormente la concorrenza dell’Asia. Ma nel 2015 la situazione non è migliorata. In particolare nel primo semestre dell’anno, le vendite oltre confine sono state meno di 210 milioni di euro con una differenza in negativo di 36 milioni circa rispetto al 2014. In termini percentuali, il calo maggiore nei primi sei mesi si è registrato per le esportazioni extra Ue ma la frenata ha riguardato in generale tutti i mercati. Mentre il calo verso il mercato russo è continuato, segnando un -59,7%, è peggiorato significativamente anche l’export verso la Germania (-13,1% rispetto al 2013). Gli unici dati positivi sono stati quelli riguardanti l’Inghilterra (+2,7%) e i Paesi Scandinavi (+4,1%). Per quanto riguarda il prezzo, il prezzo medio nel 2015 rispetto al 2014 è cambiato di poco (-0,2%). Questo significa che il minor fatturato è dovuto ad un calo delle paia di calze vendute. In generale, ci sono più fattori che hanno messo in difficoltà il distretto di Castel Goffredo. Tralasciando le cause strutturali del sistema Italia (burocrazia, alto costo dell’energia, alto costo del lavoro, carenze infrastrutturali etc.), le cause della crisi sono di due tipologie: endogene ed esogene. Le cause endogene sono: • il venir meno di molti dei punti di forza storici del distretto; • l’assenza nel tempo di azioni volte ad ottenere notorietà nazionale ed internazionale sul distretto;
  18. 18. 18 • la delocalizzazione che ha messo in crisi le imprese terziste che lavoravano per le grandi aziende; • la diffusione dei laboratori cinesi che hanno portato alla sparizione di molti laboratori terzisti; • l’incapacità degli operatori locali di fare “gruppo” e di collaborare; • l’assenza sul territorio di un vero centro di R&S condiviso. Le cause esogene sono: • l’avvento sul mercato di nuovi player con strategie di “low price”; • il cambiamento della struttura del mercato europeo e mondiale con la nascita di una nuova tipologia di cliente molto più complessa; • il cambiamento della moda; • la contraffazione dei prodotti anche in termini di composizioni tessili; • una politica comunitaria che non tutela e protegge il “made in”. COME SCONFIGGERE LA CRISI Perché il distretto riesca a sopravvivere, le imprese che lo compongono devono agire immediatamente. Risulta fondamentale oggi investire su innovazione non solo di prodotto ma soprattutto commerciale, distributiva, organizzativa e accedere a nuovi mercati. Produrre calzetteria altamente tecnologica, innovativa e fashion per differenziarsi dai concorrenti. Questi sono gli obiettivi che ogni azienda del distretto deve quotidianamente perseguire. A livello di distretto invece, è indispensabile richiedere alle istituzioni e agli organi preposti azioni sempre più incisive contro la contraffazione e contro ogni forma di illegalità che vada a danno di tutte quelle aziende che continuano a investire in Italia per mantenere il primato qualitativo a livello mondiale. È importante tutelare il consumatore anche attraverso l’istituzione di un ente di controllo come l’Osservatorio Nazionale Tessile che, secondo alcune stime, potrebbe far recuperare fino ad un 20% dei fatturati oggi persi a causa di prodotti contraffatti presenti nel mercato. Per essere competitivo il distretto della calza intende creare sul territorio un centro di ricerca e sviluppo adeguatamente dotato sui piani: tecnico, finanziario, in grado di sviluppare tutto il know-how costruito nel distretto negli anni, potenziandolo fino a portare vantaggio anche da innovazioni derivanti da altri settori.
  19. 19. 19 Lo stato dovrebbe anche aiutare le aziende con maggiori finanziamenti pubblici permettendo loro di sviluppare progetti concreti, innovativi e in grado di incrementare le esportazioni. Infine le aziende, per imboccare la strada del successo, devono pensare e attuare una politica mirata all’export costruita facendo sistema tra tutti gli attori coinvolti nella filiera e con le istituzioni pubbliche e bancarie. In altre parole, non si deve più ragionare in termini di distretto bensì in termini di cluster. Questa è la grande sfida che le aziende della calza devono vincere: innovare e sfruttare il know how dei decenni che hanno reso famoso nel mondo le calze del distretto mantovano e fare sistema per aiutare e aiutarsi. A tal scopo, a febbraio di quest’anno, A.DI.CI. ha incontrato i rappresentanti di Trentino Sviluppo, un’agenzia della Provincia Autonoma di Trento che si occupa di favorire lo sviluppo sostenibile del sistema trentino. Dall’incontro è emersa la possibilità di unire le forze delle imprese del distretto, di Trentino Sviluppo, della Fondazione Bruno Kessler e dell’Università di Trento per un’innovazione di successo. Si sono intraviste nuove opportunità riguardo sia i possibili ambiti di ricerca sia il supporto finanziario per la realizzazione dei progetti. Ci sono infatti i presupposti per poter accedere ad agevolazioni previste dalla Provincia Autonoma di Trento e a forme di credito specifiche messe a disposizione da Banco Popolare. Dalle visite in alcune aziende è emerso che, per esempio, riguardo ai filati si potrebbe provare ad usare materiali innovativi come il grafene, filati da materiali riciclabili o ecosostenibili grazie ai quali le imprese del distretto riuscirebbero a differenziarsi da tutte le altre. Anche per quanto riguarda le attività di tintoria, il miglioramento dell’impatto ambientale di questa lavorazione sia in termini di riduzione della risorsa idrica utilizzata, sia in termini di risparmio energetico potrebbe essere la chiave del successo delle imprese che si occupano di questa fase. Anche dal punto di vista dell’organizzazione aziendale ci sono margini di miglioramento. Per esempio si possono usare nuove tecnologie informatiche per rendere più smart i processi logistici del settore tessile. Ci sono dunque più aspetti sui quali poter lavorare per permettere al distretto di sconfiggere la concorrenza, di differenziarsi e di riavere la notorietà e la fama di un tempo. CASO LYCRA E IL LEGWEAR INNOVATION DAY. Lo scorso 25 ottobre, a Corte Cola a Gozzolina di Castiglione si è tenuta la quarta edizione del Legwear Innovation Day. Si tratta di un evento organizzato da Invista, proprietaria del marchio Lycra,
  20. 20. 20 in collaborazione con Fulgar, il suo distributore esclusivo. Durante questo evento sono stati mostrati tutti i progressi svolti nel campo della ricerca di nuove tecnologie per la creazione ed utilizzo del filato. È emerso che confort, versatilità e vestibilità sono le tre caratteristiche che i clienti ricercheranno nei collant e nelle calze nel biennio 2017/2018 ed è verso questa tendenza che si è orientato lo sviluppo tecnologico. Dal punto di vista estetico, le “nuove” calze presentano delle stampe effetto tattoo, ma non mancano anche i richiami alla tradizione con colori pastello tipici degli anni ’50, il ritorno dei gambaletti e scaldamuscoli e l’unicità delle lavorazioni artigianali. Presenti anche le calze per chi pratica sport e cerca comfort e tecnologia. L’azienda di Castel Goffredo si è impegnata nello sviluppare una politica attenta all’ambiente. Il settore tessile è uno dei più incisivi a livello di emissioni e non solo per le fibre sintetiche ma anche per quelle naturali. Il risultato di Fulgar è quello di utilizzare tre fibre con caratteristiche di elasticità e resistenza molto valide e che limitano le ricadute della produzione sull’ambiente. Queste sono: • La Emni Soul Eco che è biodegradabile. In genere sparisce nel giro di 3 anni evitando l’arrivo in discarica e limitando l’emissione di CO2. • La QNova è ottenuta riciclando un prodotto preesistente ed è trasformata attraverso un processo esclusivamente meccanico che porta ad una riduzione dell’80% delle emissioni e del 90% del consumo di acqua. • Evo che è una fibra naturale che deriva dai semi di ricino e riduce del 27% l’emissione di CO2 e del 52% il consumo idrico. Oggi dunque non ci si limita più alla bellezza e alla comodità ma si punta anche a prodotti ecosostenibili. È questo l’aspetto che potrebbe rendere le calze del distretto di Castel Goffredo diverse e migliori di tutte le altre.
  21. 21. 21 IL CLUSTER DI CASTEL GOFFREDO Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo ad oggi può essere considerato un vero e proprio cluster. Il cluster si differenzia dal tradizionale distretto industriale per il solido legame tra i diversi attori coinvolti, il quale porta alla creazione di un sistema, sia dal punto di vista territoriale che dal punto di vista strategico per la creazione di progetti di sviluppo comune. Volendo analizzare uno ad uno gli elementi che rendono Castel Goffredo un cluster vero e proprio, è utile utilizzare il Diamante di Porter, strumento adeguato per l’analisi della competitività del territorio, e successivamente approfondire quelli che sono gli elementi distintivi del cluster. 1. Diamante di Porter: • Contesto strategico di rivalità tra le imprese: Come risposta alla crisi economica dell’ultimo decennio le imprese del distretto hanno sviluppato una sempre più forte volontà di aggregazione che si è tradotta nello sviluppo di associazioni come CSC che si propongono di creare e fortificare la rete esistente tra le imprese e gli altri attori del territorio. L’aggregazione comporta una crescita della competitività e incentiva le aziende ad investire nell’innovazione. • Settori e imprese collegate: Non c’è monocultura in quanto sono presenti imprese appartenenti a diversi settori produttivi e operanti in diverse fasi della catena del valore. • Condizioni della domanda: Inizialmente la domanda era mono prodotto (calze e collant), successivamente si è registrata da un lato una risposta positiva da parte dei consumatori verso i prodotti seamless e loungewear, e dall’altro un’apertura dell’offerta anche al segmento maschile, il quale a sua volta ha riscosso successo. • Condizioni degli input: Il personale delle aziende che compongono il cluster è altamente qualificato grazie a corsi di formazione forniti internamente ed esternamente; per quanto riguarda invece l’aspetto finanziario solida base d’appoggio è data dal Credito Pagano. Grazie alla forte comunicazione interna e alla creazione di aziende con livelli e prestazioni maggiori rispetto ad altre aree, si può definire quello di Castel Goffredo un ambiente pro-attivo. Il cluster, come elemento di organizzazione sul territorio, è importante poiché favorisce la competitività,
  22. 22. 22 stimola e consente processi d’innovazione, può aiutare ad aumentare la produttività e l’efficienza dei rapporti tra le imprese 2. Elementi distintivi del Cluster: • Industria: Il requisito minimo affinché un distretto venga definito Cluster è la presenza di almeno 100 imprese e 1.000 occupati. Nel Cluster in questione sono presenti circa 1.300 imprese, tra le quali troviamo sia grandi marchi che piccole imprese a conduzione prevalentemente familiare, e 12.500 occupati. Oltre alle imprese che producono per il settore della calzetteria sono presenti altre numerose aziende costruttrici dei macchinari tessili e fornitrici di servizi complementari. • Enti pubblici: Fanno parte del cluster anche il Comune di Castel Goffredo e la Provincia di Mantova. • Corpi intermedi: Sono presenti all’interno del distretto alcune associazioni, tra le quali le più influenti sono le già citate A.DI.CI. e CSC, che operano al fine di facilitare la collaborazione tra le imprese del distretto promuovendo lo sviluppo dello stesso. L’unione provinciale Artigiani e la Confederazione Nazionale degli Artigiani svolgono la fondamentale funzione di rappresentare gli interessi delle imprese nella mediazione tra le imprese e lo Stato. L’Associazione tessile e salute collabora con le aziende del distretto per garantire la sicurezza del prodotto tessile e la tutela del Made in Italy. • Media: Tra i principali obiettivi di A.DI.CI. vi è il suo impegno nell’intrattenimento di costanti rapporti coni media locali e nazionali. • Finanza: La Banca di Credito Cooperativo di Castel Goffredo (divenuta Credito Padano successivamente ad una fusione con Banca Cremonese) opera in collaborazione con le associazioni del distretto, in particolare CSC, sostenendo le piccole e medie imprese del territorio. • Università e formazione:
  23. 23. 23 Centro Servizi Calza organizza attività formative certificate all’interno del Cluster; in più, si stanno sempre più consolidando i rapporti tra Castel Goffredo e l’Università di Trento, la quale ha sviluppato dei progetti legati all’innovazione nel settore della calzetteria. Il territorio in cui è situato il distretto della calzetteria è competitivo perché può contare su una rete di appoggio all’attività produttiva in senso stretto in quanto sono presenti nell’area, insieme alle aziende di produzione, anche l’insieme degli attori appena presentati. Grazie a questa concentrazione territoriale e allo spill-over tra aziende e istituzioni, il personale sviluppa maggiori competenze tecniche del settore, le quali diventano sinonimo di manodopera specializzata e quindi di qualità. In conclusione possiamo affermare che il concetto di contiguità territoriale storico è stato superato: i confini del distretto storico a 13 comuni sono stati sorpassati e si è iniziato a ragionare in ottica di aggregazione di prodotto, risultato della capacità di sviluppare una strategia progettuale comune; la categoria merceologica è stata ampliata introducendo la calzetteria maschile, il seamless e il tecnologico sportivo. Il distretto di Castel Goffredo, in particolare negli ultimi anni, sta puntando tutto sull’integrazione, riconoscendo il sistema che sta alla sua base, al fine del superamento della crisi iniziata nel 2008, la quale ha comportato un sensibile calo delle esportazioni e della produzione. Grazie alla collaborazione dei vari agenti locali, il distretto ha mosso i suoi primi passi in direzione del cluster, motivo per cui si può affermare che vi sia una componente programmatica (planned) nella sua storia più recente. Volendo infine indagare sulle mancanze del cluster di Castel Goffredo, nel 2014 è stata rilevata una forte carenza infrastrutturale con particolare attenzione alle poche vie di accesso disponibili, alla mancanza della fibra ottica, anche a causa della distanza tra le aree industriali, al costo elevato dell’energia elettrica, alla mancante struttura logistica e agli scarsi servizi pubblici; perciò diviene chiaro il fatto che se si volesse fare un ulteriore passo avanti nello sviluppo della Città della Calza bisognerebbe innanzitutto migliorare il fattore infrastrutturale.
  24. 24. 24 BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA • “Euro e distretti industriali - Una ricerca nella realtà lombarda” a cura di Giorgio Brunetti, Mario Marelli, Federico Visconti; Franco Angeli 2000. • Il Gazzettino Nuovo: n del 11/02/16 • www.adici.it • www.calze.com/storia_capitale_della_calza.asp • www.centroservizicalza.it • www.osservatoriodistretti.org • www.shimaseiki.eu/company/ • www.mantovanotizie.com/distretto-calzetteria-castel-goffredo • www.clusterobservatory.eu • http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2016/04/28/news/un-altro-anno-nero-per-l-export- della-calza-1.13380752 • http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2016/10/25/news/calza-ecosostenibile-le-fibre-di- invista-sono-a-basso-impatto-1.14307930 • http://www.ilgazzettinonuovo.it/carpenedolo/7-febbraio/23719-l-innovazione-del-distretto-della-calza-di- castel-goffredo-passa-per-trento.html
  25. 25. IL DISTRETTO DELLA CALZETTERIA DI CASTELGOFFREDOECONOMIA DEI SISTEMI DI IMPRESE A.A. 2016/2017 VIRGINIA MINELLO SILVIA POLIMENO LAURA TOSATO GLORIA VETTORETTI
  26. 26. PRESENTAZIONE DELLA RICERCA: Dopo una presentazione della realtà distrettuale, si passerà ad un approfondimento sulle figure identificabili al suo interno e sul filo rosso che lega tutti gli attori presentati. Si prenderanno in esame temi specifici quali: analisi swotdel distretto e scenario attuale dal punto di vista delle quote export e delle capacità del distretto di superare la crisi attuale. SCOPODELL’ANALISI: Studio del passaggio da distretto industriale di tipo marshallianoalla più recente struttura distrettuale identificabile nel cluster. Il distretto di CastelGoffredo rappresenta un ottimo esempio dello sviluppo pianificato del modello distrettuale.
  27. 27. LACITTÀDELLACALZA LOCALIZZAZIONE: il centro del distretto della calzetteria si trova a Castel Goffredo in provincia di Mantova, ma si estende anche alle province di Brescia e Cremona. SPECIALIZZAZIONE PRODUTTIVA:prevalentemente calzetteria femminile, seamless, passaggio ai capi d’abbigliamento (leggins), calzetteria maschile e loungewear(novità). PROCESSI ADDIZIONALI: polo produttivo di macchinari tessili, realizzazione fibre e finissaggio. STRUTTURA: integrazione orizzontale tra big player e piccole medie imprese (laboratori a conduzione prevalentemente familiare); queste ultime costituiscono circa l’80% del totale di imprese e si concentrano sui private label.
  28. 28. LASTORIADELDISTRETTO •1925: Calzificio Noemi; •1950: cessazione della produzione e conseguente sviluppo del distretto vero e proprio; •Anni ’70-’80: affermazione dei big player, progressivo avvicinamento al mercato internazionale; •Anni ‘90: la capitale europea della calza; •2008: la crisi colpisce il distretto.
  29. 29. LOSCHELETRODELDISTRETTO
  30. 30. ANALISISWOT -Spirito imprenditoriale -Sinergia con il polo produttivo dei macchinari -Elevato intercambio di lavoratoritra le imprese -Vocazione all’export -Elevato tasso di attività e produttività -Conservazione del capitale all’interno dell’area -Manodopera specializzata -Continui processi innovativi -Frammentazione del distretto per la presenza di molte piccole imprese -Facile reperibilità della tecnologia -Scarsa cultura commerciale (presenzadi aziende di produzione) -Riduzione della professionalità -Investimenti su materiali innovativi -Nuove tecnologie informatiche a supporto dei processi logistici -Linee specifiche di credito daparte di enti bancari -Trentino Sviluppo offre contributoalle imprese -Concorrenza estera -Calo del prezzo medio dei prodotti -Calo delle esportazioni (post crisi del 2008) SW OT
  31. 31. LASITUAZIONEATTUALE Germania (-12.4%) Francia (-25.6%) Inghilterra (-7.4%) Scandinavia (-0.7%) Inghilterra (+2.7%) Scandinavia (+4.1%) Germania (-13.1%) Francia (-13.6%) 2015-2013 2015-2014 RISPOSTE ALLA CRISI E CONSEGUENZE: •Outsourcing da parte dei big player; aumento del tasso di disoccupazione e abbassamento degli standard qualitativi; •Legge Reguzzoni-Versace (2010); •Meccanismo dilatorio dei tempi di pagamento; indebitamento delle PMI; •Export in grave calo.
  32. 32. COME SCONFIGGERE LACRISI Obiettivi delle imprese Accedere a nuovi mercati Coinvolgendo tutti gli attori della filiera e le istituzioni Differenziarsi Innovazione Di prodotto Commerciale Distributiva Obiettivi del distretto Eliminare la contraffazione Tutelare il consumatore Creare un centro R&S
  33. 33. GLIELEMENTIDISTINTIVIDELCLUSTER
  34. 34. GRAZIE!

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