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  • 1. Tecnologia,tecniche, tecnicifra primo, secondoe terzo mondo G.Busato Spec. Anest. Rian. Tecnologie Biomed. (e parecchi anni di Africa)
  • 2. La Geografia Politica
  • 3. La geografia della (non)Salute  265.000 donne decedute all’anno per maternità (50% nel mondo)  4.400.000 bambini deceduti all’anno (50% nel mondo)
  • 4. Terzo mondo? Un altropianeta Dove la “gravità” è diversa
  • 5. Glossario minimo Tecnologia: gli strumenti per fare Tecnica (o procedura): l’impiego ordinato degli strumenti per uno scopo Tecnico: la persona appositamente istruita che utilizza la specifica tecnologia secondo la giusta tecnica per un determinato scopo (useremo « tecnologia » in senso onnicomprensivo )
  • 6. Chiariamoci le idee, subito Globalizzazione = omogeneizzazione della tecnologia? NO La tecnologia del Nord del mondo è « la tecnologia »? NO Progresso è far arrivare il SUD del mondo al livello tecnologico del NORD? NO La tecnologia nel SUD è affare industriale-finanziario come al NORD? NO!, è strettamente interconnessa con lo sviluppo politico e umano, con l’indipendenza e la democrazia, col benessere anche del NORD
  • 7. Intendere correttamente la GLOBALIZZAZIONE Per fortuna c’è ancora una  Per fortuna c’è una sostanziale infinita varietà profonda differenziazione delle di contesti antropologici, esigenze e delle risposte culturali, economici e possibili. sanitari oltre che climatici,  Non esiste in assoluto la ecologici ecc.:tenerne soluzione migliore conto e approfittarne!  Non esiste in assoluto Putroppo ci sono profonde una tecnologia di primo differenze economiche:le e secondo e terzo ordine economie avanzate sono  L’esportazione spesso malate di opulenza dell’opulenza mentre gran parte del peggiora la miseria mondo è nella miseria
  • 8. Tra la miseria e l’opulenza la sfida dell’Appropriatezza  Riportare a casa nel NORD Tenere conto del contesto una riflessione pratica e delle risorse disponibili (etica?) sull’opulenza Sfruttare ed adattare  No ai vantaggi economici l’esperienza del NORD (temporanei e falsi) di una Inventare assieme agli esportazione dissennata « indigeni » esperti la  Riprendere i vantaggi di tecnologia adatta al SUD una cooperazione vera di Produrre nuova tecnologia idee e di produzione , studiare nuove tecniche,  Ri-formare i tecnici del APPROPRIATI, non d’esportazione NORD, formare quelli del SUD
  • 9. Un principio fondamentale Non si può cercare l’appropriatezza e la sostenibilità in un Campo (p.es. la SALUTE) Se non si persegue la sostenibilità e l’appropriatezza in Campi correlati (p.es. nutrizione, igiene, reddito famigliare, sviluppo sociale, pace ……
  • 10. Un altro Mondo, diverso,interconnesso con ilnostro ma non daassimilare La sfida della globalizzazione intelligente
  • 11. La globalizzazione tecnologica stupida La presunzione che la progettazione e gli studi fatti al Nord siano le uniche guide possibili La (quasi) totale assenza di studio delle realtà e dei bisogni del SUD al Nord come al Sud La mancanza (quasi)totale di consulenza esperta e le scelte incongrue dei donatori al Nord L’abbaglio del Sud: solo quello che viene dal Nord è buono
  • 12. Il Gap tecnologico: da unaparte l’Opulenza ma dall’altra?Distinguere:  Altro è la Altro è l’assenza tecnologia non- o la carenza appropriata: estrema di 1. Apparecchi e tecnologia: procedure inefficaci, dannosi, obsoleti eLa non- tecnici non preparati tecnologia 2. Apparecchi e procedure non adattabili, tecnici preparati « altrove »
  • 13. Un ragionevole DIVIDE Al Nord tecnologia  Al Sud tecnologia appropriata opulenta giustificata (!?) improntata a: da:  Semplicità progresso tecnologico autoreferenziale  Stretto rapporto costo/beneficio, interdipendente,  Beneficio diffuso benefici marginali, comodità, (equità, accessibilità) ragioni finanziarie,  Rispetto del contesto ragioni (pretestuose?) di  Ricorso a risorse sicurezza, esistenti status symbol,  Indipendenza da fonti esterne Principio della necessità consumi progressivi e dei  Sostenibilità intrinseca ricambi a scadenze
  • 14. Il ragionevole divide interessaanche i trattori e i mattoni egli alberi da piantareVederehttp://wwwkickstarter.com/projectshttp://opensourceecology.org/
  • 15. Parliamo di tecnologie sanitarie:OMS “tecnologie pratiche, scientificamente valide e socialmente accettabili rese disponibili universalmente agli individui ed alle famiglie nella comunità attraverso la loro piena partecipazione ed ad un costo che la comunità ed i paesi possono sostenere in ogni fase del proprio sviluppo in spirito di auto- determinazione”
  • 16. La tecnologia sanitaria paradigma di tutte le tecnologie:La cura della salute ha  La tecnologia del NORD fondamentale bisogno di è (spesso) esasperata, tecnologia costosa, male impiegata,Diagnostica non equa, pocoTerapeutica accessibile,Riabilitativa spersonalizzataLa scienza mette a disposizione una enormità di mezzi  La tecnologia del SUDPer guidarli al bene (quando c’è) è spesso comune: primitiva, obsoleta, daQuale la cultura? bricoleur , pericolosaQuale la politica?
  • 17. Prima di tutto una questione dicultura e finanza Con qualche modesta eccezione , le Società Medico scientifiche non hanno spazio per i problemi profondi della Salute nel SUD del mondo; l’Industria farmaceutica fa ricerca solo con prospettiva di lauto rientro, elimina anche il buono se non rende Le grandi organizzazioni internazionali e gli Stati si occupano di “Progetti Verticali” (5-10% della spesa) La finanza internazionale si occupa del rientro dei debiti e impone i FEES La sanità locale è sostenuta finanziariamente bene o male dal Volontariato (50 0 più%) e soprattutto con volontari (opera, presenza, idee) Il resto è PAGATO dal povero Si fanno avanti le comunità regionali con un forte ruolo di coordinamento e sinergia
  • 18. E’ il Volontariato che sostiene –bene o male- la massima partedell’assistenza sanitaria nel Suddel mondocon tecnici e tecnologie Il volontariato va sostenuto, regolamentato, coordinato, reso intelligente Dobbiamo tutti far parte del volontariato per il nostro stesso bene
  • 19. Un grande esempio •7 Paesi •92 Persone •36 Progetti •14 Ospedali •14 Distretti •6 Scuole infermiere •3 Università
  • 20. Un altro esempio La Fondazione Corti dal 1993 sostiene con aiuto tecnico il Lacor Hospital ed economico di Gulu, Nord -Uganda . Fondato nel 1959 dai missionari comboniani, il Lacor Hospital è oggi il secondo ospedale privato non -profit dell’Uganda . Piero e Lucille Corti hanno speso la loro intera vita professionale da 1961 fino alla loro morte per Lacor attraverso , momenti difficilissimi a causa della guerra civile ; Lucile è morta di AIDS contratto al tavolo operatorio . Una ventina di operatori, tra cui un medico, Lukwjia , hanno dato la loro vita durante l’ pidemia e di Ebola . Su questi sacrifici si è basato lo sviluppo dell’Ospedale . DA : TI • Cura, a costi nulli o simbolici, 270mila pazienti all’ nno a • Dà impiego a circa 600 dipendenti (con 31 Medici, tutti ugandesi) • Ha 476 letti + 72 nei suoi 3 centri periferici • Ospita 300 studenti residenti all’ nno a nelle sue scuole (professionali per infermieri, tecnici di Anestesia e tecnici di Laboratorio, sede di insegnamento per la Facoltà di Medicina di Gulu e sede di tirocinio per medici neolaureati) NellAF 2010/11: ’ • I ricoveri sono stati oltre 35mila , www.fondazionecorti. it • Oltre 233mila pazienti ambulatoriali www. lacor hospital. org • Parti : 5348 (10% Cesarei) •Interventi chirurgici 3250 (anche con equipes specialistiche straniere) • Oltre 42mila esami Rx ed Eco SPESE CORRENTI : 3,3 MILIONI DI EURO (La Fondazione contribuisce all’ 80%)
  • 21. Un altro esempioBethania HospitalServices , un gruppo dianestesisti, in setteanni ha preparato unaventina di tecnici, haaperto una scuolauniversitaria che nediploma una decinaall’anno, ha distribuitouna ventina diworkstations dianestesia negliospedali del Sud KIVU,Rep. Dem. Del Congo
  • 22. Ma sono solo esempi Quanto resta da fare? Che cosa possiamo fare?
  • 23. Il paradigma nel paradigma:l’Anestesia  L’Anestesia nel SUD è La Chirurgia nel SUD ha negletta: un rapporto  Mortalità 1/150? costo/beneficio pari alle Cure Primarie (OMS)  Morbilità???  Cause: La Chirurgia nel  Tecnologie non appropriate SUD è da assenti (fonti di ossigeno, considerarsi apparecchi da anestesia, ) “Neglected Disease”  Tecniche primitive, (mancanza controllo respirazione, farmaci Ma se vogliamo una inadeguati) Chirurgia efficace ed  Tecnici rari, isolati, formati umana essa dipende male, non riconosciuti, mal pagati, non aggiornati. dall’Anestesia
  • 24. Apprpriatezza e ridondanza…
  • 25. Due mondi  SUD (idealmente, NORD raramente)  Un apparecchio Un apparecchio >50.000 €, 50 funzioni usate al <10.000€, funzioni 4-5 20% usate al 100%  Aria ambiente +O2 da Gas compressi senza limiti, farmaci costosi concentratore fino 100€/ora  Farmaci essenziali max Parti a gettare o a 1€/ora scadenza, manutenzione  Nessuna parte a gettare, specializzata manutenzione minima Operatore medico  Operatore tecnico ben altamente specializzato preparato e riconosciuto +assistente
  • 26. DOVE si arriva all’ideale(TECNOLOGIA, TECNICHE, TECNICIAPPROPRIATI) Le qualità delle prestazioni (efficacia, sicurezza, umanità) possono essere anche migliori che al NORD, nulla di secondo ordine! (Magari qualcosa da insegnare!)
  • 27. Il controsenso a livello deiTecnici L’abbaglio commerciale nei grandi ospedali del SUD La formazione superspecialistica nel NORD La formazione (sopratutto universitaria) al Nord ed anche al SUD sulla base di tecnologie opulente La conseguente inappropriatezza dei tecnici formati NORD e SUD ad affrontare i problemi più largamente diffusi nel mondo La conseguente richiesta incongrua seguita da donazioni/acquisti di tecnologie opulente inappropriate insostenibili , spreco immane La perdita della diffusibilità, dell’accessibilità, dell’equità del servizio al SUD L’incomunicabilità tra tecnici appropriati e non
  • 28. Il controsenso in tecnologia In scarsezza di cultura e prassi di tecnologie appropriate, La mancanza di una politica di cooperazione/collaborazione intelligente, L’ingenuità/presunzione dei donatori Il disinteresse industriale/commerciale del NORD Anche i paesi emergenti (Cina, India) propongono tecnologie quasi-opulente Non si arriva alla diffusione di tecnologie appropriate per tutti È favorita l’avanzata delle tecnologie opulente per pochi e male Si ignora il ragionevole DIVIDE Si peggiora il GAP, la miseria sanitaria
  • 29. Strumenti appropriati:Esportazione? Recupero? Produzione? Non c’è più in Europa (e non c’è mai stata in Nord-America) una produzione esportabile (salvo pochi esempi che o occupano il campo da soli o non sono pubblicizzati) Non c’è quasi più materiale hard da recuperare (autoclavi, apparecchi radiologici e da anestesia, tavoli operatori, strumenti da laboratorio; il materiale soft (ecografi, fibroscopi, microscopi, ventilatori automatici ) ha bisogno di revisioni e pezzi Cina ed India, entro certi limiti, producono strumenti adatti/adattabili ma c’è il problema della scelta Ogni produzione (anche solo assemblaggio) locale trova l’opposizione degli importatori
  • 30. Che fare?  Tecnologia:  Studio e progettazione Tecnici: con indotto scientifico Un volontariato e di comprensione intelligente culturale ben formato  Produzione specifica per affiancare, non con indotto occupazionale Nord e sostituire, i tecnici Sud locali  Scelta oculata sul Aiutare la mercato formazione locale  Recupero solo se ben vagliato, revisionato
  • 31. Che fare allora qui in FVG? Centro di riferimento tecnologico (e magari anche farmacologico) Studio e progettazione, coinvolgimento di produttori italiani Consulenza esperta per capire i bisogni dei singoli enti clienti –o stabilire linee generali- e indicare soluzioni progettuali ; eventuale ricorso diretto/indiretto al mercato per le forniture Interventi tecnici individuali in loco Sostegno all’attività locale di manutenzione e riparazione fino all’assemblaggio (invio di tecnici, accoglienza in Italia per formazione)
  • 32. Personale sanitario?  I medici che espatriano Medici/infermieri/tecnici  Quanti hanno conoscenze locali normalmente hanno specifiche esportabili? una forte esperienza “locale”  Riescono a stare un tempo Sono pochi sufficiente per capire, Sono totipotenti ma inserirsi e poi dare opera e mancano le specialità formazione? Sono poco aggiornati  Riescono a non lasciare Sono stanchi problemi nuovi? Sono poco pagati  Riescono a lasciare Sono tentati dalla fuga conoscenze e tecnologia?  Riescono a non farsi prendere dalla sindrome di Tarzan?
  • 33. Gli obblighi per chi vuolefare cooperazione sanitaria Avere una eccellente  Entrare in un progetto professionalità affidabile E metterla in stand-by  Cercare/conoscere Fare tesoro della strumenti e procedure propria esperienza appropriati E fare lo sforzo di  Affiancarsi con contestualizzarla prudenza e amicizia (diplomazia?) agli Ri-formarsi per potersi indigeni muovere nel diverso campo gravitazionale
  • 34. Andare in Africa? Per periodi definiti:  Per la vita: roba da eroi  Progetto definito, specialistico, meglio se di Turismo sanitario? équipe Senza preconcetti  Risposta ad una richiesta Osservare e capire prima di precisa giudicare e parlare  Preparazione dei casi, Riflettere e mettersi poi garanzia di non lasciare all’opera per offrire scoperti tecnologia appropriata e  Coinvolgimento dei locali sostenibile, amicizia, senza esibizione sostegno a distanza  Portare (tecnologia, tecniche) appropriate e sostenibili, da lasciare  Non creare problemi logistici  Persistere nel sostegno anche a distanza
  • 35. Che fare qui in FVG? Centro di riferimento professionale Censimento delle disponibilità di livello esperto e di livello base Studio e sperimentazione di Tecniche sulla base di ricerche sul campo Corsi di ri-formazione specifica in collegamento con Enti/Persone esperte Supporto al Volontariato ed agli Enti sul campo per la ricerca/selezione/formazione
  • 36. IL Friuli-Venezia Giulia,Crocevia d’EuropaPonga qualchecartello ancheper orientare efar progredire lacooperazionesanitaria traNORD e SUDdel Mondo
  • 37. Grazie!GRAZIE PER VOLER ANDAREAVANTI A CAPIRE ESPERIMENTARE LA“GRAVITÀ” DI UN ALTROMONDO