Che impresa, l'impresa Cristina Felice Civitillo Roberto Dentale

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Esperienze dei laboratori diimpresa attivati presso gli istituti scolastici superiori della Campania. Libro edito nel 2007 da SBR

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Che impresa, l'impresa Cristina Felice Civitillo Roberto Dentale

  1. 1. 1
  2. 2. “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi … chi non rischia e cambia colore di vestiti, chi non parla a chi non conosce … chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “I” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti … muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce … evitiamo la morte a piccole dosi,ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare …” (Pablo Neruda) 2
  3. 3. INDICE 1. Premessa pag. 4 2. Introduzione pag. 6 3. Il progetto IGS - Imprese di Giovani Studenti pag.10 4. Hanno detto di noi pag.14 5. ...uh ...e mmò? pag.26 6. Sotto la lente: IGS visto da un professore pag.31 7. Giovani Manager tra i banchi pag.34 8. Sotto la lente: da partecipanti a trainer pag.38 9. Accadde allombra del Vesuvio pag.44 10. Sotto la lente: giudici pag.49 11. La fabbrica dei campioni pag.50 12. Sotto la lente: studenti particolari pag.56 13. Dopo la scuola, che impresa! pag.60 14. Essere trainer di un laboratorio di impresa pag.63 15. Fiera locale pag.67 16. Sponsorizzazioni pag.71 17. Fiera Competitiva regionale: Paestum pag.76 18. La Premiazione pag.80 19. Best IGS 2007 pag.97 20. Lo staff é al completo! pag.104 21. Ringraziamenti pag.110 3
  4. 4. 1. PremessaNon sarei qui a scrivere queste poche righe se un puro caso non mi avesse portato, nel lontano1998, a leggere un trafiletto su un giornale, edito da IG spa – Società per lImprenditorialitàGiovanile, a cui ero abbonato, che parlava di unesperienza di learning by doing che stava periniziare e che coinvolgeva per il primo anno studenti di scuole superiori e Università.Ebbene, quel trafiletto ha segnato la mia vita. Così come tutte le persone che vi erano dietro.Parlo di Carlo Borgomeo, allora Presidente di IG spa che ricordo ancora alla Mostra dOltremare,che durante la fiera provinciale IG Students, dopo averlo invitato al nostro stand e mostrato il nostroprodotto (una guida audio utilizzata a Palazzo Reale di Napoli) si complimentò a suo modo: doppioschiaffetto sulla guancia. Ne fui orgoglioso. Non solo per il risultato (lo schiaffetto), ma perlattenzione, la curiosità e il tempo che aveva dedicato nellascoltare ciò che avevamo realizzato.Parlo di Eduardo Marotti, Direttore Generale della allora Divisione No Profit di IG spa poi divenutaFondazione IG Students, che ho sempre ammirato perchè – a mio parere – e non solo di allorastudente universitario, era stato in grado di strutturare uninedita organizzazione formativa senzaprecedenti in Italia, inventandosi un modello di formazione unico: IG Students.Parlo di Gianfranco Orciuoli e, prima ancora – solo perchè lho conosciuta prima – di Marilù(Marialuisa Vacca) da cui ho tratto degli insegnamenti che non potreste neppure immaginare, esenza i quali oggi non sarei (e lo dico sul serio) qui a scrivere.Potrei continuare a parlare di tutte le persone che nellallora IG Students mi hanno regalatoinsegnamenti, emozioni e soddisfazioni, per darvi solo unidea: per ogni anno che ho trascorso in IgStudents, un libro del genere non sarebbe bastato.Mi soffermo però a ringraziare quelli senza i quali oggi IGS Campania non sarebbe mai esistita.Ovvero lo staff e gli assistenti, che quotidianamente dimostrano un legame a ciò che fanno e alprogetto senza confronti, contribuendo col loro costante operato e dedizione alla crescita delprogramma e quindi alla crescita ed alla formazione di migliaia di studenti.Cè un filo conduttore che lega tutte le storie che questo libro racconta, un filo conduttore che si puòsolamente intravedere, immaginare, e che, per chi non lha vissuto, non potrà mai comprendereappieno. Parlo delle emozioni che un programma formativo del genere riesce a regalare. Quelle percui il programma stesso si regge in piedi, quelle che spingono oltre a qualsiasi immaginazione. Eccoil valore aggiunto di ciò che facciamo: suscitiamo emozioni e questo è ciò che rende unico questoprogramma. E questo ciò che ci permette di chiedere un contributo ad un istituto scolastico –considerate le condizioni in cui versa – per farcelo finanziare. Solo chi lha vissuto può proporlo, 4
  5. 5. può animare, incuriosire, convincere un docente, un dirigente, un responsabile, unistituzione, unosponsor a finanziarlo. Solo lemozione può farlo...semplicemente questo.Ecco perchè comprendo e mi emoziono quando leggo ciò che Cristina in questi mesi ha raccolto.Perchè nonostante trascorrano gli anni, nonostante le risorse siano completamente diverse, la forza,lessenza stessa del programma resta. E viva...ed ogni anno...costantemente si ripete. Questo è il piùgrande orgoglio: sapere che il proprio lavoro non è fine a se stesso, ma arricchisce. Arricchisce glialtri: gli studenti, i docenti, i dirigenti, e in una visione più ampia arricchisce la società stessa in cuiviviamo...si perchè è un donare continuo a chi sa di meno. Ricordo quando ad un incontro mi fuchiesto quale fosse la ricaduta su coloro che partecipano a questo programma formativo, non ci misimolto a rispondere che non conoscevo le ricadute nei primi due anni, ma sicuramente conoscevoquella successiva: quegli stessi studenti, una volta giunti alluniversità, ci chiedono di parteciparecome Trainer. Ci chiedono di essere dallaltra parte, di essere “educatori”, di “mettersi in gioco”, diessere un riferimento per gli studenti-imprenditori. Il che non è un semplice accompagnarli nellarealizzazione della loro idea imprenditoriale. E molto di più.Sempre un articolo, questa volta de Il Sole 24 ore, invitava le aziende a cercare su internet escoprire cosa si dicesse di loro. Ebbene io lho fatto, e con grande stupore ho scoperto le mille storiedellanno scolastico appena concluso. Per questo è nato questo libro. Perchè il materiale – ovvero lestorie – cerano già, andavano solo raccolte ed integrate con le altre, quelle di cui, durante lanno, ciera giunta voce, e che solo una mano emozionante (ed emozionata) come quella di Cristina potevamettere assieme. Roberto 5
  6. 6. 2. IntroduzioneA diciassette anni ero una ragazza curiosa del mondo, mi brillava negli occhi quella voglia diapprendere e fare che ancora oggi mi caratterizza… portavo avanti con successo gli studi al liceoclassico, facevo sport, avevo una comitiva numerosa… ma ero una di quelle persone timide,introverse, insicure che all’interno del gruppo non si sbilanciano mai, che ascoltano piuttosto cheparlare, che hanno idee e opinioni proprie, ma che ancora non hanno capito come farle rispettare seil proprio interlocutore è qualcuno che fa la voce grossa e non ti fa sentire a tuo agio…Ricordo quando Marilù venne in classe a spiegarci il progetto: noi la IV L del Liceo Sannazarosaremmo diventate un’impresa! Per quei professori che non hanno mai condiviso il nesso di questoprogetto con il nostro percorso di studi, vorrei leggessero questa storia per capire quanto inquell’anno è stato determinante…Quando il nostro Tutor (così era chiamato allepoca il Trainer), Alfonso, ci spiegò i ruoli, guardavola cartellina dell’Amministratore Delegato e volevo intensamente che fosse mia, una voce dentrome diceva che quella era la mia strada, la mia vocazione e che dovevo assecondarla…È stato un percorso tutto in salita: il laboratorio Vi.r.i.m. era composto da sei ragazze toste, con deicaratteri da primedonne molto ben delineati, e io sfortunatamente non ero tra loro, non abbiamo maicapito la differenza tra un rapporto di lavoro e un rapporto di amicizia ed è per questo che leincomprensioni erano il pane quotidiano. Oggi questa differenza è la prima cosa che spiego airagazzi quando vado in classe, perché ho sentito quanto brucia sulla propria pelle non accorgersenein tempo…Ma racconto anche la scarica di adrenalina quando passavano i giudici allo stand alla Mostrad’Oltremare e chiedevano “Chi è l’Amministratore Delegato?” e dal gruppo sbucavo io; mi vibra lavoce quando racconto di quella presentazione fatta davanti a centinaia di persone a Città dellaScienza e provata allo sfinimento perché fosse perfetta; mi si illuminano gli occhi quando raccontola sera che ci hanno detto che avevamo passato le selezioni ed eravamo arrivati alla competizioneregionale, ed è ancora un pugno nello stomaco ripensare che non siamo stati noi a passare allacompetizione nazionale che quell’anno si teneva a Capri…Quando ho dovuto scegliere il mio percorso universitario questa esperienza ha avuto un ruolocruciale: la mia voglia di comunicare era emersa in maniera straripante, gestire le persone,rappresentare un’azienda, capirne i meccanismi era quello che avrei voluto fare per i successivicinque anni.Ho iniziato il mio percorso di trainer all’ultimo anno dell’università, quando mi barcamenavo trauno stage, gli ultimi esami e una tesi in “Formazione e politiche delle Risorse Umane”. Ho iniziato 6
  7. 7. quest’avventura con delle amiche, che rappresentano dei punti fermi di quest’Associazione e dellamia vita.Nessuno mi toglierà dalla mente quel primo giorno al liceo Urbani di S. Giorgio a Cremano conquello che sarebbe stato il mio primo laboratorio di impresa, i 3½ base, ho ancora scritto sulcellulare il messaggio di Laura dopo la fiera locale “Ho ripercorso mentalmente tutta la giornata…mi pare che non ti ho ringraziato per l’aiuto e l’entusiasmo che ci hai dato…GRAZIE! ’notte…”.Abbiamo vinto il premio come miglior team, e quando Gianfranco stava per dire il vincitoreconfesso dentro di me la diciassettenne che ero stata scongiurava “Dì Vi.r.i.m., dì Vi.r.i.m. …”, hovinto di nuovo con i 3½ base…ho rivissuto con loro i miei diciassette anni, ma con la maturità e ilcarattere che allora mi mancavano e che mi avevano fatto sbagliare alcune volte e sentireinadeguata.Dal primo anno ho seguito altri tre laboratori come trainer, e ne ho fatti crescere diciassette comeassistente, posso ricordare quasi tutti i nomi e le storie dei ragazzi: incontrarli sorridenti che siavvicinano per salutarmi e spiegarmi tutto ciò che stanno facendo ora... è impagabile comesensazione…Quando Roberto mi ha chiesto di scrivere questo libro, gliene sono stata grata per la possibilità diraccontare la mia e molte altre storie, piccole e grandi, a lieto fine o che lasciano l’amaro in bocca…nulla doveva essere dimenticato, nulla doveva andare perduto…Invito il lettore a non pensare a priori che questo libro sia stucchevole e denso di sentimentalismi:ho provato a raccontare le storie con obiettività per quanto ne fossi in grado, e ho chiesto aiprotagonisti di darmi una mano anche se i loro giudizi erano forti e controcorrente.È un libro a più voci, proprio perché la mia voce fosse soltanto il filo conduttore, volevo cheognuno fosse libero di esprimersi liberamente nei modi e nei contenuti e soprattutto volevo che nonfosse la celebrazione di nessuno in particolare ma il riconoscimento ai tanti che hanno vissuto unanno di avventure e che hanno gettato le fondamenta per quelli a venire.Proprio per questo l’introduzione è divisa a metà con Rossella, in questo punto si interrompe la miastoria ed inizia la sua… Cristina 7
  8. 8. Mi è stato chiesto un contributo per questo libro, come la persona con più “anni di servizio”.In effetti la mia esperienza con questo percorso è iniziata tempo fa quando esisteva la Fondazione Igstudents e ancora oggi continua.Sono tante le cose da raccontare, gli aneddoti da ricordare, tanti i cambiamenti vissuti in questianni…Tutto cambia, scorre e si modifica…proprio per questo motivo mi piacerebbe esprimere econdividere ciò che è sempre lì….In queste poche righe mi piacerebbe raccontare non l’esperienza accumulata, gli aneddoti di cuiquesto libro è pieno, ma l’esperienza di vita e cogliere l’occasione per ringraziare quanti hanno resoquest’esperienza unica…Mi fu chiesto di partecipare ad un percorso che prevedeva la creazione di laboratori d’impresa nellescuole superiori, io sarei stata il tutor, la guida…Accettai subito, senza immaginare cosa mi aspettava…Era il 1999, avevo vent’anni, tutor più giovane fra i partecipanti in Italia, Non sapevo che glistudenti che avrei seguito erano miei coetanei, ragazze vivaci con un caratterino, delle vere“diavolette”, ma con tanta voglia di fare…Per la prima volta nella classe dell’istituto D’Este di Castellammare ebbi tanta paura, paura di nonessere in grado, di non riuscire, di non essere all’altezza… per questo motivo iniziai a studiareeconomia, ragioneria, volevo colmare le lacune che una studentessa di legge poteva avere, chiedevoaiuto ai tutor più esperti di me, preparavo e studiavo gli incontri con giorni di anticipo, mi sentivopronta sicura, convinta ma puntualmente mi ritrovavo impreparata: c’era sempre da gestire unimprevisto… quando mi trovavo gli studenti fuori al cancello della scuola chiusa, una ragazza inlacrime per una storia finita, la rabbia per patti non rispettati… pensandoci dopo tanto tempo, sonostate questi imprevisti a rendere vivo, movimentato, dinamico questo lungo percorso fatto di salite,curve, discussioni, voci alte, sorrisi e tante soddisfazioni…Il mio laboratorio quell’anno non vinse nulla, ma “Le diavole del commercio” ancora in tanti lericordano….Ne è passato di tempo da allora e anch’io sono cresciuta, maturata, cambiata….ne ho seguiti altri dilaboratori, ragazzi, storie…Quella sensazione di paura che c’era allora non c’è più, ho imparato che non tutto è programmabile,ho imparato che si può sempre migliorare, ho imparato che si può convivere bene anche sapendo diavere dei difetti (ma solo qualcuno, eh ;o)).Ogni anno guardo gli studenti con ammirazione per le cose che realizzano, gli sforzi che fanno per 8
  9. 9. arrivare alla fiera nel modo migliore, i litigi per le scelte non condivise, le telefonate perorganizzarsi; e ancora tanto altro…amicizie, amori che nascono e l’inconsapevolezza che manmano che si va avanti qualcosa cambia dentro di loro, dentro di noi…Per tutto questo vorrei ringraziare alcune persone che sono testimoni e fautori di tante emozioni…Grazie a Gianfranco, che scegliendomi nel lontano 1998, inconsapevolmente ha dato il via a questolungo cammino…Grazie a Roberto che (alla sua età sogna più di un bambino…) ha permesso che tutto ciò sirealizzasse, prendesse forma e vita! Siamo con te nelle piccole e grandi cose perché amiamosognare proprio come te!Ringrazio gli assistenti per il lavoro che fanno ogni giorno…Ringrazio Cristina e Diana….per la collaborazione nel lavoro e per tanto altro!!Ringrazio i trainer, che scelgono di vivere quest’avventura con noi e a cui speriamo di dare sempreil massimo!Ma il grazie più grande e sincero va a tutti quei ragazzi, che ogni anno ci fanno sognare e che, anchese non lo sanno ci insegnano così tanto!Ci sono delle cose che non puoi raccontare, ti sembra impossibile trasmettere l’intensità delleemozioni che hai provato, parlarne semplicemente imprigiona e sminuisce i tuoi battiti, certe cosedevi avere la fortuna di poterle vivere e custodirle, nient’altro…solo quando ci sarai dentro potraidire cosa si provava!!Ancora mi chiedo cosa mi porta a essere ancora qui, continuare e ad avere oggi, più voglia econvinzione di voler fare questo.Sapere di far parte di qualcosa che permette di sognare. . . Rossella 9
  10. 10. 3. Il progetto IGS -Imprese di Giovani StudentiL’impresa è un luogo aperto e stimolante, dove innovazione, autonomia e responsabilità trovano lagiusta sintesi e per questo è una valida palestra di formazione per tutti quei ragazzi che voglionocrescere. Con il nostro progetto di educazione all’imprenditorialità cerchiamo di favorire lo scambioe la contaminazione di esperienze tra scuola, università e impresa, per far emergere vere e proprieriserve di creatività, motivazioni, ambizione e attitudini necessarie ad avviare un’attività in proprio.Il progetto Imprese di Giovani Studenti ha lo scopo di rendere gli studenti protagonisti del proprioprocesso di apprendimento, sviluppando in loro coinvolgimento e motivazione al fine di esprimereliberamente le proprie vocazioni, attitudini e potenzialità per compiere scelte più consapevoli.DestinatariAllievi del quarto anno degli istituti medi superiori suddivisi in laboratori d’impresa composti daminimo di otto ad un massimo di quindici studenti.ObiettiviObiettivi didattici:  Apprendere i principi di funzionamento di un’impresa;  Comprendere le dinamiche economiche e sociali che si sviluppano al suo interno;  Applicare le competenze formative in contesti non standardizzati sperimentando didattiche alternative;  Integrare il sapere con il saper fare e il saper essere al fine di orientare la scelta professionale e formativa futura;  Promuovere la cultura d’impresa.Obiettivi trasversali:  Imparare a lavorare in gruppo;  Acquisizione competenze relazionali comunicative e organizzative;  Sviluppare capacità di problem solving;  Far emergere vocazioni, sviluppare potenzialità, valorizzare le inclinazioni personali; 10
  11. 11.  Responsabilizzare gli allievi.MetodologiaIl Programma sfrutta la metodologia del learning by doing (imparare facendo) e si realizzaattraverso la creazione e la gestione di laboratori d’impresa in ambiente scolastico.Gli studenti beneficiari, sotto la supervisione di un Trainer IGS (uno per laboratorio d’impresa) econ il supporto di un docente interno danno vita a una vera e propria impresa, raccogliendo uncapitale sociale, assumendo le cariche sociali, realizzando e vendendo prodotti o servizi reali.Le quote del capitale sociale possono essere sottoscritte anche da terzi, i laboratori d’impresa sonoimprese a tutti gli effetti che operano in ambiente scolastico.Momento fondamentale dellesperienza formativa è rappresentato dalle fiere. Le fiere IGS sonoeventi in cui i laboratori dimpresa presentano il loro progetto imprenditoriale, vendono i loroprodotti, sono valutati per le attività svolte. LAssociazione IGS Campania ne cura lorganizzazionee il coordinamento tra gli istituti.È previsto un ulteriore evento, successivo alla fiera regionale, nell’ambito del quale vengonoproclamati vincitori i migliori laboratori dimpresa.Collegamenti col territorioIl programma formativo, nelledizione 2006/2007, ha ottenuto a vario titolo (contributo, patrocinio,convenzioni, ecc.) il sostegno da:  Enti pubblici e istituzioni: - Comune di Napoli; - Provincia di Napoli – Assessorato Sport e Giovani; - Provincia di Salerno – Assessorato Politiche del lavoro, Centri per limpiego, Informagiovani. - Ufficio Scolastico Regionale – Campania; - Confindustria Salerno; - Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” - Facoltà di Scienze della formazione; - Università degli Studi di Napoli “Federico II” - Facoltà di Sociologia; - Università degli Studi di Salerno – Facoltà di Economia; - Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali – Università di Salerno; 11
  12. 12.  Partner privati: - Manpower - IW Bank - Decò supermercati - Circumvesuviana srl - Acqua Acetosella - ArcoIgnis - Consorzio Produttori del GragnanoLo scorso anno scolastico hanno partecipato al programma formativo IGS i seguenti istituti:ITI BARSANTI – Pomigliano d’ArcoI.A. BOCCIONI – NapoliI.S. CAMPANELLA – NapoliL. MAG. CANTONE – Pomigliano d’ArcoL. SC. COPERNICO – NapoliI.S. DE SANCTIS – NapoliIPC TUR. D’ESTE – NapoliITC DIAZ – NapoliITI FERMI – NapoliIPIA FERRARI – Castellammare di StabiaI.S FONSECA – NapoliITC GALIANI – NapoliIPIA GALILEI – Torre AnnunziataL. CL. L. SC. IMBRIANI – Pomigliano d’ArcoITI MAJORANA – Somma VesuvianaIPIA MARCONI – Giugliano in CampaniaITI MEDI – San Giorgio a CremanoITC MOSCATI – S. AntimoI.A. MUNARI – AcerraIPIA NIGLIO – FrattamaggioreIPC NITTI – PorticiL. SC. NOBEL – Torre del grecoI.S. PACIOLI – S. AnastasiaITC PAGANO – NapoliIPSAR PETRONIO – PozzuoliITI RIGHI – NapoliIPSAR ROSSINI – NapoliIITC SCOTELLARO – San Giorgio a CremanoL. SC. SEGRE’ – Marano di NapoliITCG SERENI – AfragolaITC SERRA – NapoliL. SC. SEVERI – Castellammare di StabiaITC STURZO – Castellammare di StabiaITC TORRENTE – CasoriaL. SC. TORRICELLI – Somma Vesuviana 12
  13. 13. ITC VESEVUS – BoscorealeI.S. VITRUVIO – Castellammare di StabiaIPSAR VIVIANI – Castellammare di StabiaITI VOLTA – NapoliI.M. ALFANO I – SalernoITI GALILEI – SalernoL. CL. DE SANCTIS – SalernoL. SC. CACCIOPPOLI – ScafatiI numeri di IGS Campania…  70 istituti secondari superiori coinvolti  160 laboratori d’impresa attivati  1500 studenti di istituti secondari superiori  200 giovani studenti universitari o laureati 13
  14. 14. 4. Hanno detto di noi…In questa sezione il materiale presentato seguirà un ordine molto casuale, o forse un disordine moltoordinato. Scopo di questo capitolo non è ricostruire storie, ma lasciare che i protagonisti parlino dasé senza costruzioni formali, senza ingabbiature o censure.Questo è il capitolo più “anarchico” del libro, i contenuti sono stati ripresi da interviste, blog, e-maile servono a dare ad un lettore impreparato sul progetto IGS alcune informazioni, ma soprattutto ascaricargli addosso tutte quelle emozioni che solo la libertà di forma e pensiero sono in grado diconcepire.Autori di queste righe sono ragazzi, trainer, docenti, figure istituzionali, membri dello staff. Ungrazie va a tutte quelle persone che non ci hanno mai lesinato tempo e la condivisione diun’emozione, di un sogno, di un progetto.Questi sono i vostri, i nostri, interventi.Giorgio Mottola, Responsabile regionale del Progetto di Alternanza Scuola- Lavorodell’Ufficio Scolastico Regionale .«L’IGS è inserito come attività extra scolastica, io però sono del parere di integrare questo progettoin ambito curriculare, a scuola non si può pensare di fare una cosa al mattino e una sostanzialmentedifferente al pomeriggio, le due azioni devono essere strettamente collegate. Ciò che un insegnatespiega di mattina può essere perfettamente rimodulato in azione pratica, in qualcosa di piùconcreto, nelle attività extra-curriculari. Se faccio matematica al mattino poso scegliere deglielementi da approfondire nel pomeriggio con il laboratorio d’impresa.Ho scoperto questo progetto un anno fa, sono venuto alle vostre manifestazioni in varie occasioni inpiù sono stato alla giornata di formazione a Paestum, e ne penso a tal punto bene che è stato inseritonel portale dell’Alternanza dell’Ufficio Scolastico Regionale che raggruppa le esperienze piùsignificative, gode del nostro supporto nelle manifestazioni ed ha anche ottenuto il nostropatrocinio.Non penso che l’Istituzione- Scuola privilegi esclusivamente attività culturali, nella RegioneCampania ci sono 110 percorsi di Alternanza Scuola- Lavoro, 78 Imprese Formative Simulate emolte altre attività di integrazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro. Tutti questi dati nonsono comprensivi dei numeri fatti dall’IGS, sommandoli riteniamo di essere i primi in Italia perIntervista effettuata dallo staff IGS Campania 14
  15. 15. azioni intraprese di integrazione.Sul piano formativo, il learning by doing, “l’imparare facendo” adottato dal progetto, è alla base diogni metodologia innovativa, è dal 1919 che si insegna questo nelle scuole, ma noi l’abbiamoriscoperto dopo cinquant’anni come spesso accade…L’IGS dovrebbe inserire un imparare facendocollegato al mondo aziendale, bisogna verificare gli insegnamenti nelle aziende, come quando iragazzi si interfacciano presentando le proprie brochure ad un’agenzia di comunicazione.Ho suggerito allAssociazione, per farsi conoscere di più, di creare con il supporto delle scuole, unarete tra gli istituti coinvolti, seguendo un protocollo che le consentirà di porsi nei confrontidell’Ufficio Scolastico Regionale, della Regione e delle altre Istituzioni, come un ente che producequalcosa, non più come un privato, così si sortiranno ben maggiori risultati».Dai blog dei trainer e degli studenti09 novembreGRAZIE TOTO...e IGS CAMPANIAvolevo condividere con voi la gioia che provo da ieri sera in quanto ho superato la selezione per un"Trainer di laboratorio dimpresa" organizzato dalla mia università e da Confindustria di Salerno.Da martedì, quando inizierò il periodo formazione, seguirò un corso di 70 ore dove sarò formatocome trainer dopodiché andrò in qualche scuola a seguire un gruppo di ragazzi che hanno aderito aquesto progetto "IGS Campania" e ad insegnare loro come si costituisce un laboratorio dimpresa.Li guiderò fino ad inizio giugno con un incontro a settimana e dovremo costituire una piccolaimpresa allinterno della scuola e dovremo anche creare un prodotto che poi metteremo incommercio. A fine progetto ci sarà una fiera durante la quale ogni laboratorio presenterà il suoprodotto e verrà giudicato. Sono davvero contento per questa cosa, e sono contento che il miomigliore amico condivida questa gioia con me.Sono contento anche perché da quando ero piccolo mi è sempre piaciuto insegnare e anche sequesta sarà una piccola parte allinterno della scuola, fino a giugno sarò comunque un loroinsegnante. Questo progetto sarà importante anche un domani da segnalare nel mio curriculumvitae.Vabbé...adesso saluto tutti e vi assicuro che tornerò molto presto a scrivere 15
  16. 16. domenica, 28 gennaio 2007Sono tornata...giovedì nonostante avessi ancora la febbre sono andata ad "I.G.S. Campania" il corso ke stofrequentando x limprenditoria giovanile. Sono molto contenta di cmè andata questa prima lezionein quanto al contrario di come avviene di solito nn mi sono fatta prendere dalla mia timidezza esono stata al contrario molto estroversa infatti credo ke mercoledì mi proporrò cm presidente delCDA anke se già ho le mie ansie ke mi assalgono...sarò in grado di gestire tt il laboratoriodimpresa??saprò farmi "rispettare"??...spero ke qst nn prendano tt il posto nella mia testa...a finelezione ci hanno dato cm "compito" di pensare a 3 prodotti ke potremo produrre io ne ho 1 in testama nn sn neanke sicura di ciò xkè nn me ne proponete voi qualcuno????...Commenti, impressioni, suggestioni dalle fiere3 aprileFinalmente dopo settimane e settimane di lavoro, alti e bassi è arrivata la prima fiera del progettoIGS Campania (Imprese Giovani Studenti).Infatti oggi 3 Aprile 2007 presso la succursale della nostra scuola I.P.S.S.A.R. "G. Rossini" diNapoli abbiamo messo nero su bianco mettendo finalmente sul mercato i nostri orologi con leraffigurazioni di Maradona, Hello Kitty e il personaggio simbolo di Napoli: Pulcinella.Questi orologi, da piano o da parete, sono andati quasi tutti a ruba e come prima fiera credo non cisi possa per niente lamentare. Anche lo stand era molto carino con il nostro logo e il nostro nome dasfondo ci ha accompagnato in questa emozionante giornata ricca di divertimento e di lavoro,ovviamente.Per incentivare la vendita abbiamo offerto dolci e pasticcini a prezzi modici, iniziativa questa moltogradita che ha amplificato lacquisto del nostro prodotto facendo "sballare" la nostra cassa conintroiti favolosi!Beh adesso ci aspetta ancora lultima fiera distituto, quella locale e quella regionale cercando non diripetere ma addirittura di stracciare il buon risultato ottenuto oggi.Con questo vi salutiamo la vostra bellissima Next stop...Naples!!!!!Ciao e grazie di cuore dalla vostra trainer!Come tutte le belle cose anche questesperienza finisce qui, purtroppo prima del tempo, le colpe?Boh ancora vaga libero il colpevole, ma credo che in fondo la colpa sia un po di tutti...forse sono io 16
  17. 17. la prima incriminata, dovevo cercare certamente di coinvolgervi di più, forse del prof. che non hamai creduto in voi e nelle vostre capacità, forse del preside che a causa del prof. ha pensato di voisenza conoscervi a delle persone capaci solo di crear risse, o forse è colpa vostra che in effetti nonavete dato sempre il massimo??? ma certo ognuno è un caso!!! quindi è bene fare una breveautovalutazione!!! forse ora è anche inutile dare la colpa a qualcuno, ognuno è responsabile delleproprie azioni non esiste un vero colpevole, certo dare la colpa a qualcuno ci rende liberi macondannare altri non è bello e ci rende dittatori, quindi ad ognuno le proprie colpe, senza puntare ildito a meno che non lo si punti su se stessi!!!Cmq qualora riusciate a trovare una risposta alla nostra separazione e al fallimento della nostraimpresa fatemi sapere!Per ora la situazione tra laltro ancora non conclusa del tutto, mi rende triste ed amareggiata...inquesti mesi ho creduto veramente in voi anche in chi ha partecipato minimamente al progetto o achi ha ritenuto giusto abbandonare in corso dopera, ma nonostante tutto, non ci crederete, mi sonoaffezionata tantissimo ad ognuno di voi, e vi ringrazio x le risate e tutti i giovedì che mi avetedovuta sopportare...auguro a tutti voi un avvenire ricco di opportunità non fallimentari come questacertamente, e un in bocca al lupo per il proseguimento agli studi...grazie di cuore!!!P.s. spero conserviate quest esperienza positivamente e che in fondo abbiate imparato che i rapportiumani, il lavoro di squadra e il raggiungimento di un fine comune sono necessari a noi tutti pervivere meglio e in armonia!24 aprileke bella la fiera igsera da tempo ke nn scrivevo sul blog e adesso sto per farlo per raccontarvi del bellissimo progetto acui sto partecipando. grazie all’igs campania abbiamo formato un’azienda che produce software peril web ke divertimento a vendere le azioni a ricoprire i vari ruoli io sn il responsabileamministrativo cmq il 23 e il 24 aprile abbiamo presentato il nostro sito in una fiera. 2 giornateeccezionali tutti eleganti formali troppo ‘o mostr!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! cm potetenotare dalle foto una professionalità mai vista!!!!!!!!!!! la nostra simpaticissima trainer stefy. cisiamo fatti un book fotografico solo cn lei!!!!!!!!! poi dopo qst fiera ne faremo un’altra a paestum il16 & il 17 maggio già mi immagino se qua c siamo divertiti a paestum c divertiremo il doppio haha!!!!!!!!!!!! e in più dormiamo pure là ke bello. Raga’ vi lascio guardatevi le foto e lasciatecommenti ciao & kiss kiss dal vostro alex!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 17
  18. 18. Il 23 e il 24 Aprile si è svolta presso la stazione della Cirumvesuviana del centro direzionale la fieralocale, dove si sono messe a confronto tutte le scuole della zona nord di Napoli.Questa fiera ha portato in tutto il nostro gruppo un po’ di timore in quanto avevamo paura di nonrendere quanto fino ad ora avevamo fatto. Invece questo evento ci ha regalato tantissime sorprese:innanzitutto abbiamo allestito uno stand davvero bello tanto che tutti i giudici sono rimasti moltoentusiasti; poi i prodotti sono andati quasi tutti a ruba e anche li cè stato lo stupore dei giudici che sisono complimentati tantissimo.Insomma anche questa è andata e non poteva finire meglio.Ora ci aspetta la fiera di Paestum dove ci giocheremo il tutto x tutto e non dobbiamo mollare perchése continuiamo cosi possiamo davvero chiudere col botto!!!!!La Next stop...Naples vi saluta!e augura alle altre scuole un in bocca al lupo!24 aprileMiTiKa fIeRa..23-24/4/2007Grande ragààà..Grande fiera ChOcOEnJoY...Grandeee......siamo i mijoriiii....abbiamo battuto tuttigli inkassi delle altre imprese...ben 370 euro..in 2 giorni...miticiiii...ma un ringraziamentospeciale...va alla nostra trainer...fantastika, eccezionale, magnifika, ecc (se no nn finisko +)CHIARAAA..graziee...ke sta dando il mejo di se stessa..o mejo ..sta dando tutto se stessa...(adifferenza di altri trainer ke nn fanno un bipp..) graziè kiarèè ti vojo beneeeee.....ma un grazie ankeal nostro fantasiko staff...eccezionali ragà...kontinuiamo kosi e a paestum skassiamo malamentt....cià belle rikordate ke le altre imprese ce fann nu baff...siamo i mejoooo...17 maggio..PaEsTuM..(ChOcOEnJoY..)...Ebbene si... è giunto il momento ke tutti aspettavamo..(la 4 ra...dell impresaChOcOEnJoY..)..quello della fiera a Paestum.....era tanto aspettato nn xkè era l ultimo gg in cuifacevamo le fiere...anzi...ormai era il nostro spasso...ci divertivamo ma nello stess tempoguadagnavamo...ma era tnt aspettato xkè era un modo x stare tutti insieme...24 ore su 24..mangiare,dormire, skerzare...ecc..ma anke x preparare il nostro magnifiko stand..allestirlo nei mijori deimodi...x poter vincere...uno punta sempre in alto no??...ma qualsiasi siano i risultati...limportante èpartecipare...(anke se nn vorrei illudermi...da kome hanno parlato i giudici di noi...stiamo andandotrp bene....maaaa...shhhh ...nn ci illudiamo)..cmq ...volevo parlare un pò di qst korso ke abbiamointrapreso nel mese di febbraio ( febbraio vero??)..lIGS (imprese giovani studenti)..bhe cn qstkorso ho kapit mooolte kose...ma la kosa fondamentale...è ke ho konosciuto una persona fantastika, 18
  19. 19. eccezionale davvero..un amika , una mamma, una sorella, e tutto...x me ...è tutto.....(ti skrivo qstparole..kn le lakrime agli occhi..)..nn l ho fatto prima sl xkè facevo anke del male ate...mostrandomi debole...nn pensavo di legarmi kosi tanto a te...invece...è stato il kontrario...e nnhai proprio idea di qnt sn stra felice...di aver trovato te...sei una persona davvero adorabile...da nnlasciare mai...e quello ke io farò..o mejo NOI faremo...NN TI LASCEREMO MAIIIIII...ormai seientrata nel mio cuore...e nn ne uscirai +... Kiarèèè (la trainer del laboratorio N.d.r.) nn kambiaremaiiiiiInfine voglio ringraziare lo splendido gruppo ChOcOEnJoY..(Alessandro, Nello, Miky, kekko, sery,vera, vale, maryanna, genny, sasy, antonio, e umby...) grazie...x avermi fatto trascorrere dei beigiorni..vi vojo beneee...Sent: Friday, May 18, 2007 11:31 AMSubject: [Trainer_na] commenti, impressioni ecc..cari trainer,si è appena conclusa la tre giorni che ha visto coinvolti centinaia e centinaia di studenti.sono molto contento di come è andata, e il merito è senzaltro vostro, che avete sofferto e gioito pertanti mesi con i vostri ragazzi.E vivo il ricordo degli stand allestiti, delle presentazioni, dei BP a cui si lavorava anche la notte, maanche dei bagni in piscina dei sorrisi e delle lacrime di tanti piccoli manager (i vostri piccolimanager...).ci farebbe piacere se ora, questo famigerato strumento della mailing list, non fosse sfruttato percomunicazioni o vademecum, ma per lasciare a caldo impressioni vostre e deivostri piccoli allievi.a presto,MauroCarissimi Mauro e tutti voi dello staff IGS,sono Alessandra Massa, trainer del laboratorio dimpresa presso lI.T.I "Medi" di San Giorgio aCremano...I giorni trascorsi al Villaggio Oasis sono stati secondo me i più belli...Tutte le fatiche,limpegno messo per il progetto sono stati finalmente ripagati...La mia soddisfazione più grande èstata ricevere tanti complimenti e vedere che il mio sapere sono riuscita a trasmetterlo ai ragazzi...Liho visti crescere di giorno in giorno e nonostante fossero stanchi dei miei richiami, dei numerosi 19
  20. 20. incontri per lorganizzazione del progetto, li ho visti felici di essere lì con me, di essere soddisfattidel lavoro che hanno fatto...Tra i ragazzi e me cè stato sempre un rapporto che andava al di là del professionale...Mi sono moltolegata a loro e non sono riuscita a trattenere le lacrime al pensiero che questa esperienza è giunta altermine e che probabilmente non li rivedrò più così spesso...Lunico mio rimpianto è quello di non aver trascorso appieno questi due giorni di Fiera Competitivacon i miei ragazzi, perchè non hanno pernottato al Villaggio...Mi sono mancati molto...Peccato che due giorni passano molto in fretta...Se potessi ripeterei la stessa esperienza che se purstressante per noi trainer, è stata allo stesso tempo molto divertente tra i bagni in piscina e loscatenarsi in pista...Grazie di tutto...Alessandracarissimi mauro,diana,roberto,cristina,emanuela,mimmoe gli altri collaboratori igs...vi ringrazio per la bella esperienza fatta sia professionalmente che umanamente...con i miei ragazziho avuto un fantastico rapporto ed il loro applauso nei miei riguardi alla fine della presentazione diieri mi ha fatto molto piacere perchè è stato la ricompensa per quello che ho cercato di trasmettereloro in 5 mesi,tra urla richiami ma anche tante battute e sorrisi...è stato sempre il nostro marchioquello di impegnarci divertendoci...questo motto in questi due giorni per loro è stato solodivertimento ma è stato il giusto premio per chi ha partecipato fino alla fine dando il massimo!!!!questi due giorni sono stati belli seppur stressanti ed è un peccato che non era presente tutta laclasse...ieri sera quando siamo arrivati a san giorgio i ragazzi mi hanno chiesto:"ma domani vieni lostesso visto che il venerdì ormai fai sempre due ore da 5 mesi??"beh è stato strano stamane nonandarci a scuola...saluti a tutti marco fiengodimenticavo sono nascot02 hihihihihiGrazie IGS!Ci vorrebbero pagine e pagine per ricordare ogni aspetto piacevole dellesperienza, ma sarebbeinutile... penso che questa esperienza, come per me, sia stata positiva per molti se non tutti coloroche sono giunti alla fine del percorso, e penso che ognuno di voi che leggete sappia di cosa stoparlando anche se dico solo "grazie". 20
  21. 21. Parlo della gioia che il portare a compimento un lavoro così complesso può dare, del divertimentoche il contatto con i ragazzi delle scuole superiori senzaltro regala, di quel senso di nostalgia giàoggi...e di quelle parole che magari ora pensi, e che quando si "soffriva" per portare o far portare atermine un lavoro non avresti pensato di dire in futuro: <<mannaggia, è già finita...>>E unesperienza che non dimenticherò, grazie IGS! :-)Giovanni,Trainer Liceo Imbriani (Pomigliano)carrissimi roberto, mauro, diana e tutto lo staff di igs campania,sono maurizio assalto, trainer dell laboratorio nagalilei04 di torre annunziata....volevo ringraziarviper i fastastici giorni ke c avete fatto trascorrere a paestum ma nn solo...le miei ragazze sonocontentissime per la grande opportunità ke gli avete offerto per dimostrare tutto il loro valore.Allinizio, quando abbiamo iniziato, erano tutti un pò scettici sul raggiungimento degli obiettiviprefissati..poi man mano, grazie al duro lavoro e al loro impegno costante, si è iniziato a intravederela meta..siamo contentissimi, perkè abbiamo ricevuto un sacco di complimenti e questo è per noimotivo di grande gioia!!!Grazie a tutti di tutto.....Maurizionon ci sono parole...è stata una bellissima esperienza!lesito finale conta ben poco...hanno già vintotutti xkè sono riusciti a portare a termine il progetto!io sono molto orgogliosa del miolaboratorio...mi hanno dato tante soddisfazioni!!!un pò meno soddisfatta di te mauro....:):)scherzoovviamente!!!tu, diana, roberto e gli altri siete stati sempre disponibili e gentili!!grazie mille!!!bhè...che dire...forse sarà anche scontato però devo ammettere che è stata una bellissimaesperienza!Credo sia stata soprattutto una crescita personale sia nostra che dei nostri ragazzi. APaestum ci si è incontrati, abbiamo fatto conoscenza e senza pensare più alla competizione celabbiamo messa tutta per divertirci e trascorrere due giorni fantastici. E stato un peccato che sianostati pochi i giorni, però credo che siano stati vissuti nel pieno e questo è limportante. Penso chetutti quanti ricorderemo questo soggiorno e lo porteremo sempre tra i nostri ricordi più belli. Questoè un buon motivo per ringraziare tutti i responsabili dellIGS iniziando da Roberto per arrivare poi aDiana, a Mauro e a tutti i responsabili di zona (una menzione particolare va a Emanuela la mia 21
  22. 22. responsabile e Cristina che ho conosciuto meglio rispetto ad altri), perchè sono stati sempre prontiad aiutarci nel momento del bisogno, a risolvere i nostri grattacapi e quelli dei ragazzi; masoprattutto perchè ci hanno dato la possibilità di poter trascorrere questi due giorni indimenticabili.Al di là della competizione e della vittoria finale credo che i vincitori siamo ognuno di noi trainer,ogni nostro laboratorio perchè limpegno che cè stato fino ad ora ha permesso il raggiungimento diquesto traguardo importante della fiera residenziale .I complimenti quindi vanno anche ai nostriragazzi che, anche se a modo loro, si sono impegnati.GRAZIE a tutti...in bocca al lupo a tutti noi per la gara...e arrivederci a presto!Mirko.P.S.Perdonatemi ma devo fare un ringraziamento particolare: in primis al mio laboratorio, M.E.D.A.C.Spa del Marconi di Giugliano, perchè anche se mi hanno fatto un po soffrire mi hanno dato tantesoddisfazioni; volevo poi ringraziare i ragazzi dei laboratori del Torrente di Casoria per avertrascorso assieme due giorni fantastici iniziati con il viaggio da Napoli nello stesso pullman(abbiamo fatto il gemellaggio Torrente-Marconi), per poi continuare a Paestum in piscina e nellestanze e per finire con il viaggio di ritorno sempre nello stesso pullman. Ovviamente unringraziamento speciale va anche ai loro trainer Giuseppe (per avermi sopportato in stanza ), Dalila(per avermi sopportato nel pullman al ritorno) e Luana (per avermi adottato a tavola durante i pranzie la cena, facendomi da mamma); ed infine un saluto particolare ai trainer che ho conosciutomeglio: Raffaella, Paola, Maurizia, Valentina, Celeste, Angela De Cesare, Annalisa Minopoli,Salvatore, Sirio Grossi....se ho dimenticato qualcuno spero non se la prenda !Un abbraccio a tuttivoi....Ciao!19/05/2007FIERA RESIDENZIALE 16-17 MAGGIO(Paestum, Villaggio Oasis)Eccoci di ritorno da Paestum, dove la nostra piccola impresa ha partecipato allultima fiera. Illaboratorio è stato sottoposto al giudizio di 5 giudici..speriamo adesso di essere anche noi tra iprotagonisti dellevento della premiazione che si terrà a Piazza Lauro a Sorrento la mattina del 26Maggio.Al di là della competizione questi due giorni a Paestum sono stati davvero fantastici, soprattuttoperchè hanno permesso la crescita personale di ogni ragazzo/a di tutti i laboratori e poi anche perchèhanno fatto divertire tutti quanti, trainer e ragazzi. 22
  23. 23. Volevo ringraziare le mie ragazze per avermi dato la possibilità di portare a termine questo progettonel migliore dei modi, raggiungendo i miei e i loro obiettivi riuscendo a chiudere il bilancio dellanostra piccola impresa con una positivtà inaspettata. Grazie...e adesso IN BOCCA AL LUPO persabato, quando conosceremo i vincitori dellIGS.Ciao...il trainer Mirko.19 maggiounforgettable experience(ESPERIENZA INDIMENTICABILE)Ciao a tutti...il 16e17 maggio sn stata a Paestum cn la mia classe in un villaggio (OASIS)stupendo!!! x la fiera finale del progetto delligs...la storia dei copriselloni..eccc..a parte il luogoanke le persone ke abbiamo conosciuto erano molto simpatike!!! UN ENORME GRAZIE VAALLE MIE AMICHE DAVVENTURA...le piccole responsabili dellimpresa POIEO!!!Valeriateso!!!!in questo progetto abbiamo messo davvero lanima!!e tutte le nostre energie permesi....abbiamo fatto limpossibile per la nostra piccola impresa...e lo rifarei altre millevolte!!davvero un esperienza indimenticabile.....grazie anke a te!kisstvtttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttb20 maggio 10.4322 maggio ...conclusione!!!!!!!!!!!ciao!!!!!!!!!!!ormai..scrivo alla fine di qst nostra avventura......devo ammettere è stata mlt faticosa ma davverocostruttiva..stiamo ad un passo dalla premiazione...sabato infatti a sorrento..andremo x vedere se ilnostro prodotto alla fine ..è piaciuto così tanto o no!!!!!!!!!..siamo stati a paestum x la fiera finale...e c siamo davvero divertiti..e sinceramente ..c abbiamotanto creduto nel nostro prodotto!!!!!!!!!!!!!!!speriamo ke ..ce la fareo sabato!!!!!!!!!!!!!!!un bacio..a tt del g4!!!!!!!e un saluto speciale a giampaolo..ke c è stato vicino ci ha sopportato x tt qst tempo!!!!!!!!Caro Roberto,sia chiaro, sono io che ringrazio te par avermi dato lopportunità di emozionarmi ancora!Se penso a quello che hai fatto con il solo aiuto e lentusiasmo dei tuoi collaboratori e con quattro 23
  24. 24. soldi, .........non ho parole e sono convinto che, tra i due, il genio sei tu!I miei consigli (spesso non richiesti!) sono dettati solo dalla passione e da un affetto sincero edepidermico verso chi, come te (poco più di un ragazzo) ha saputo tesaurizzare unesperienza per meunica e di valore sommo per la collettività. Noi due, quando pure lavoravamo insieme, non abbiamomai avuto rapporti (questa è una mia responsabilità) e, quindi, ciò che provo oggi nei tuoi confrontinon può essere "inquinato" da rapporti di lavoro o da sudditanze o rivalità di sorta ma è scaturitodalla semplice osservazione (oggi) del tuo valore e della bella persona che sei.Dunque linterrogativo è: si può fare di più e meglio? La risposta, che conosci, è SI! Dunque (scusala ripetizione) proprio tu hai il dovere, anche morale, di farlo.Lo devi innanzitutto ai tuoi collaboratori che "ci credono" ma soprattutto agli "autori" delle mail chemi hai inviato e che, credimi, mi hanno fatto piangere ancora una volta (e pensare che dicono chesul lavoro sono un "duro"!).Però sai bene, caro Roberto, che questo che fai non è un "lavoro" perchè dentro cè troppa anima,troppo cuore, troppa pancia. Io credo di aver maturato in questi anni (ormai 10 da quando "inventai"IG students) la convinzione che si tratti piuttosto di un "privilegio" per il quale si guadagnano anchedei soldi! Un privilegio per crescere e migliorare in modo determinante la vita di tanti ragazzi (e dinoi più grandi), innescando un processo a catena dove il bene (inteso in senso lato) si autoalimentae si propaga proprio come una contaminazione per certi versi incontrollabile (effetti dellanima, delcuore e della pancia di cui sopra!).Un abbraccio forte ed ancora complimenti a te ed a ciascuno di voi tutti per quello che fate e per ciòche siete. Vi auguro davvero e di cuore una buona vita perchè ve la meritate tutta.Eduardo Marottiegr. dott.Orciuoli, egr. Dott. Dentale,come mi auguro abbiate già appreso per il tramite del vostro collaboratore Domenico, inrappresentanza del Liceo Nobel di Torre del Greco sono lieto di invitarvi alla presentazione dellaboratorio Eighteen realizzato nel corso del progetto IGS Campania 2006/2007 e vincitore delprimo premio delledizione di questanno che si terrà presso lauditorium della nostra scuola venerdì1 giugno dalle ore 12 alle ore 13.30.La vostra presenza è per noi particolarmente gradita, soprattutto perché intendiamo invitare allapresentazione le classi che lanno prossimo potrebbero partecipare alla nuova edizione del progetto,con lintenzione appunto di mostrare loro, anche attraverso le vostre parole, limportanza e ilsignificato di questo progetto e lentusiasmo con cui questanno esso è stato accolto dai ragazzi dellaboratorio eighteen della nostra scuola. 24
  25. 25. In attesa di un vostro gentile riscontro, vi invio i miei migliori salutiprof. francesco postiglioneSent: Tuesday, May 29, 2007 9:18 PMSubject: invito presentazione laboratorio eighteen presso Liceo Nobel 25
  26. 26. 5. ...uh ...e mmò?1 “Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione”. (Hegel)In principio era il verbo...Era il lontano 1999 quando per la prima volta conobbi il mondo IG, fu grazie a mia cuginaValentina, giovane Responsabile Vendite dellimpresa Free Time, la piccola realtà imprenditorialenata nellITC PAGANO di Napoli, che commercializzava orologi serigrafati.Allepoca avevo circa sedici anni e, a onor del vero, più che sentirmi lusingata inizialmente mi sentiiuna “vittima”. Quel “suo gioco” mi aveva portato via 5.000 lire! Con grande sagacia e uncontagioso entusiasmo mi aveva spinto a diventare azionista (proprio io che le azioni non capivoneanche cosa fossero).Più che sulla finalità istruttiva o educativa del “progetto IGS” mi convinse facendo leva sumotivazioni “più basse”: il vil denaro! Sostenendo che a fronte di un investimento iniziale di sole5.000 lire, a fine anno avrei potuto guadagnarne almeno altre 5.000 o addirittura 10.000: lei il giocolo conosceva bene!...e IGS fu........passarono ben sei anni prima che quella sigla mi si ripresentasse; prima che, un po per caso e unpo per gioco, prendessi parte ad una presentazione dei percorsi formativi organizzati dallIGS per igiovani universitari. Lo ricordo come se fosse ieri...la presentazione si tenne in una fredda mattinadi novembre, s-fortuna volle, nellaula T del 5 piano dellUniveristà degli Studi “Suor OrsolaBenincasa”, unangusta stanzetta teatro, purtroppo, di molti esami finiti male...azz cominciamoproprio bene (prima le 5.000 lire... adesso laula T). Alla presentazione seguì, circa una settimanadopo, un colloquio motivazionale, al quale mi presentai benchè non avessi ancora le idee chiare sucosa stessi andando “precisamente” a fare; al colloquio...lesito. Srotolando un quadratino di carta,grande non più di 5/6 cm, lessi: COMPLIMENTI: ce lhai fatta!!!.......mi si strinse la gola, mi sibloccò il respiro, il cuore andò per aria....uh ...e mmò?Un miscuglio di emozioni si rincorrevano, leccitazione lasciava il posto al terrore: in che razza diguaio mi ero andata a ficcare? E soprattutto: come uscirne? Benchè mi sentissi lusingata di aversuperato la selezione, di essere stata scelta, non riuscivo ad allontanare langoscia, la paura di non1 A cura di Emanuela, Assistente Napoli Nord 26
  27. 27. esserne in grado, il timore che non fosse lesperienza adatta a me! Io, una ragazza riservata eintroversa, che di marketing e di economia non ne capiva niente: come sarei riuscita a gestire unaclasse di ragazzi poco più piccoli di me? Come sarei riuscita a far nascere dal nulla unimpresa?Dopo pochi giorni mi fu assegnata la scuola: il Liceo Scientifico “N. Copernico” di Fuorigrotta! Ilprimo ingresso in aula fu meno traumatico del previsto, circa 7/8 ragazzi (mediamente interessati),al secondo incontro le cose cominciarono a precipitare: eravamo io e il Prof. Longobardi!...e i 7/8ragazzi che fine avevano fatto? Mi sentivo come “Davide contro Golia”! Lidea di aver fallito allaseconda lezione mi terrorizzava, così cominciai a girare classe per classe, rispiegando il progetto eraccogliendo adesioni. Una volta coinvolte circa 15 persone demmo inizio alla più avvincenteavventura che abbia mai vissuto. Erano ragazzi e ragazze di classi diverse, sezioni diverse,estrazioni sociali diverse....ma una volta usciti dalla scuola non esisteva più la 3B, la 5G, la 4F....loro erano il “Copernico” e volevano vincere! In poco tempo divenni la loro sorella maggiore, laloro confidente, la loro amica. Loro si fidavano di me, credevano in me e soprattutto contavano sudi me...e io avrei dovuto fare qualsiasi cosa per non deluderli! Per me non esisteva più lIGS, masolo loro! Erano i miei ragazzi e io la loro trainer! Volete sapere come andò quellanno? La K-Pack,questo il nome dellimpresa, vinse il premio per la “Miglior Presentazione”, grazie ad un videoideato e realizzato interamente dai ragazzi.A distanza di 2 anni quando li incontro per strada, alluniversità, ancora impazzisco per loro chehanno saputo regalarmi un anno che non potrò mai dimenticare. E forse se oggi lavoro allIGS comeresponsabile Napoli-Nord un po è anche merito loro!... facciamo un passo indietro...Sono passati circa nove anni da quel lontano 1999, tante cose sono cambiate: sono cambiata io, iragazzi, i docenti, ma quello che non è cambiato è lentusiasmo, quello che vedo negli occhi deiragazzi quando partono le loro avventure imprenditoriali, lo stesso che vidi ben 9 anni fa negli occhidi mia cugina, che solo ora ringrazio (nonostante si sia dimenticata di me al momento delladivisione degli utili) per avermi reso, inconsapevolmente, parte di un sogno!Durante la mia esperienza di Responsabile Napoli-Nord per lIGS, ho visto e seguito tante classi,tanti giovani talenti e tanti ragazzi normali, ma ho sperimentato che “a fare la differenza” non sonoi talenti bensì i ragazzi normali “di buona volontà”! In questi 2 anni ho imparato una cosa: spesso“quando non corrono i cavalli allora trottano gli asinelli”... e certe volte VINCONO!!!“Niente è più pericoloso di unidea quando si ha unidea sola” (Émile-Auguste Chartier "Alain").... Lo sanno bene i ragazzi del Liceo Scientifico N. Copernico di Napoli che con la loro tenacia e 27
  28. 28. caparbietà hanno trasformato la loro semplice business idea (orologi serigrafati) in un cavallo dibattaglia vincente. Ed è così che il laboratorio dimpresa A tiemp a tiemp si è aggiudicato il premio“Migliore impresa della zona Napoli-nord edizione 2006/2007”! Sorridi nel ricordarli mentretrasportano il loro gigantesco albero di cartone (pezzo forte del loro stand) da un mezzo pubblicoallaltro scatenando le ire dei malcapitati passeggeri...ma a loro poco importa...dopo tutto il finegiustifica i mezzi...e se è in gioco la vittoria del “Copernico” allora ogni mezzo è lecito! Scavandonei ricordi ecco che riaffiora alla mente limmagine di quegli scapestrati che scorrazzano con ilmonopattino tra gli stand della fiera al Centro Direzionale inseguiti dallassistente di zona che liminaccia con ogni sorta di punizione...si potrebbero scrivere pagine e pagine sugli aneddoti chehanno caratterizzato lesperienza imprenditoriale di una squadra che, vincitrice per ben due anniconsecutivi, lascia dietro di se uneredità difficile da gestire per coloro che gli succederanno.Ledizione IGS 2006/2007 annovera tra i suoi illustri protagonisti i piccoli imprenditori dellIpsarRossini di Bagnoli che si fanno onore con le loro 2 imprese Next stop...Naples e On The Roadcommercializzando gadget turistici e pacchetti viaggio. Visitando gli stand non puoi non notare lepiccole irrefrenabili cowboy dell On the Road, promotrici e protagoniste del gemellaggioPetronio/Rossini, sempre pronte a disertare il loro punto vendita per fare acquisti dai piccolicolleghi dellimpresa Biv ca tpass. Le riconosceresti ovunque con quei grossi cappelloni, le camiciea quadri e gli stivali, preoccupate (a onor del vero) più di fare conquiste che di fare profitto!Diversi i loro diretti concorrenti della “Next stop...Naples”, e se nellentrare in classe, il primogiorno, ti scontri con la loro diffidenza, impari poi a conoscerli e ti sorprendi nel vedere quantoquesti saggi imprenditori riescano ad arricchirti giorno dopo giorno! Il loro entusiasmo contagioso,la loro propositività, la grinta e la voglia di vincere distinguono ogni loro gesto e pervadono ogniloro scelta imprenditoriale! ...e anche se la tanto attesa proclamazione non li vede premiati...pocoimporta...la vittoria è accorgersi (attraverso le loro parole) quanto questo progetto, rispetto al primoingresso in aula, li abbia cambiati!Esperienza irripetibile è quella vissuta dai ragazzi dell’Ipsar Petronio di Monteruscello che ha vistocoinvolti tutti, dai docenti al personale ATA, dal Dirigente Scolastico agli applicati di segreteria. Le2 imprese Choco Enjoy e Biv ca t’pass hanno trascinato con il loro contagioso entusiasmo l’interoistituto in un’esperienza che, nonostante non si sia conclusa con una meritata vittoria, è rimasta neicuori degli studenti. Mitiche le prof.sse Elisabetta Cioffi e Mariateresa Urso che hanno saputocostantemente motivare e spronare i loro piccoli imprenditori coadiuvate da due caparbi trainerChiara e Domenico. Ed ecco il primo gruppo in cucina alle prese con il cioccolato e glistampini...provare e riprovare fino a che i cioccolatini non siano perfetti...superbi. Coinvolti ed 28
  29. 29. eccitati fino allinverosimile, una tacita politica si diffondeva tra loro: poco importa se saltalinterrogazione, se si ritarda di unora lingresso in aula, perché stanchi, dopo aver passato una nottesul business plan...tanto quello che conta è limpresa....la nostra impresa!Meno profondi e più dediti ai divertimenti i piccoli Biv ca tpass, distintisi come coloro che durantela fiera al Centro Direzionale disseminavano il panico tra gli stand. Ed ecco che li vedi divertirsi neltirarsi reciprocamente limoni e chicchi di caffè (ingredienti base dei loro liquori)... e quando capisciche, invece di vendere i loro prodotti, li regalano a tutti... sorridi nel renderti conto che, se è veroche lobiettivo di ogni impresa è fare profitto, allora loro dellimpresa non hanno capito proprioniente!...un premio sicuramente lavrebbero dovuto meritare : quello per la simpatia!Cosa dire poi dell’Ipsia Marconi passata alla storia dell’IGS come la “Scuola Gold” sede di ben 8micro imprese che hanno trascinato il “settore moda” in quest’avventura…così i lunedì pomeriggiole piccole aule delle strutture di Giugliano e della succursale a Qualiano si trasformavano inlaboratori tessili di ben 8 micro industrie. Passando tra i banchi potevamo incontrare giovaniDirettori Marketing alle prese con ricerche di mercato e sponsorizzazioni, Amministratori Delegatiche provavano imbarazzanti discorsi e Responsabili Finanziari impegnati nel cercare di far“quadrare i conti”…cosa dire del bel Mirko, della stravagante Maurizia Rosa, della caparbiaFabiana e della dolce Teresa, del silenzioso Sirio…senza il loro contributo la “Scuola Gold” nonsarebbe mai potuta diventare licona dellalta moda Napoli-nord!Impeccabili, sempre ben vestiti, distinti e sorridenti, passeggiando tra gli stand della fiera al CentroDirezionale non puoi non notarli, sono loro: i piccoli manager dell’IPIA Niglio di Frattamaggiore,azionisti-fondatori dell’impresa Elios Project e di uno dei prodotti più originali dell’edizione2006/2007. Tra i favoriti nella corsa per la vittoria, queste giovani menti riscuotevano il consensogenerale, oltre che per la loro simpatia soprattutto perché ideatori di una lampada da giardino adenergia solare, utilizzabile per segnalare dei gradini o comunque un percorso in giardino…forsesiete stati doppiamente bravi perché tutti vi ricorderanno anche in mancanza del premio!!!ITC Moscati... è proprio il caso di dire :- “quando il trainer fa la differenza!”Era il 26 gennaio quando i giovani di SantAntimo conobbero lIGS Campania. Ore 8 delmattino...presentazione in IV C...roba da non credere ai propri occhi! Mai visti ragazzi più entusiastie determinati, 140 euro di azioni raccolte in meno di 50 minuti, non esisteva docente o membro delpersonale ATA che non fosse stato “costretto” ad investire nella loro azienda: Le quattro C. Scenedi panico nei corridoi... non era difficile scorgere ragazzi in fuga nel cercare invano di sottrarsiallinsistenza dei piccoli imprenditori, troppo preoccupati di raccogliere il capitale sociale per 29
  30. 30. accorgersi di aver messo in subbuglio unintera scuola. Ma tutta questa esuberanza era placata dallaloro timida e terrorizzata trainer...Situazione completamente opposta in IV F ...alla presentazione delle 11:30 a fatica si distinguevanoi volti svegli da quelli dormienti, mi domandavo se nei loro confronti non fosse accanimentoterapeutico... allennesimo sbadiglio la rassegnazione cominciò a prendere il sopravvento... lapiccola trainer Imma aveva gli occhi lucidi e a fatica tratteneva le lacrime, ma più che commozionea prevalere in lei era vera e propria disperazione!!! A cinque mesi di distanza la situazione eratotalmente capovolta: Diamond (IV F) era divenuta una squadra invincibile grazie allenormeimpegno e caparbietà di Imma, mentre Le quattro C, si è ritirata a due settimane dalla competizionefinale per problemi interni…Dura è stata la sfida che ha dovuto affrontare la trainer Barbara al L. S. Emilio Segrè, di Marano.Al suo primo incontro con il laboratorio d’impresa si è trovata di fronte ad un solo studente passatoalla storia come “OnlyFabio”: unico e solo! Lui Responsabile Finanziario, lui l’AmministratoreDelegato nonché Responsabile Marketing, di Produzione, Segretario e quant’altro! Solo,unicamente e costantemente lui!... e allora come fare? Acciuffarli nei corridoi, rincorrerli nei bagni,seguirli in palestra…. tutto pur di coinvolgere altri studenti! Tutto pur di formare una squadravincente! Così, dopo gli appelli del prof Toraldo, le sollecitazioni del prof Gatti (coinvolto quasipiù dei suoi studenti), gli stabilimenti della piccola impresa, Speedy darts , cominciano ad affollarsi.Dalle tante idee bizzarre prende vita uno dei più originali prodotti realizzati dai ragazzi: un “tiro albersaglio” con le foto dei docenti! …ed eccoli…sembra di rivederli ancora…in fiera al CentroDirezionale…a lanciare freccette contro i volti dei loro docenti imprigionati in cerchi di legno...ungioco che impiega davvero molto poco a diventare popolare tra i piccoli scalmanati fieristi!Ed è l’ITC A. Torrente di Casoria ad aggiudicarsi il secondo posto dell’edizione IGS 2006/2007,con il laboratorio d’impresa Fashion Mobile, che insieme a Guys World e Polidea allietava i grigipomeriggi del Torrente. Queste tre società che producevano rispettivamente porta cellulari,portatutto da stanzetta e accessori in polistirolo, erano disposte lungo il grande corridoio al pianoterra delledificio scolastico...Tra tentativi di spionaggio, casi di boicottaggio, le tre piccole impreseprocedevano a ritmo serrato con il solo obiettivo di vincere! Estenuanti ricerche di mercato, analisidi fattibilità sul prodotto, campagne pubblicitarie curate fin nei minimi dettagli, presentazioni video,business plan multimediali...niente era lasciato al caso, ogni mossa era studiata fin nei minimiparticolari...il risultato? Scontato! Una meritatissima vittoria! 30
  31. 31. 6. Sotto la lente: IGS visto da un professoreProfessoressa Patrizia Tondo, docente di Economia aziendale, Vitruvio Castellammare diStabia .«Sono da vent’anni nel mondo della scuola e dalla mia esperienza questo è uno dei progetti checoinvolge di più i ragazzi. Questo è un progetto che sentono loro, ogni prodotto è una piccola partedel ragazzo, come se fosse una propria creatura da far crescere con amore, con attenzione, conpremura, per questo sono disposti a sacrificare anche qualcosa di personale per portare avanti leproprie idee, la propria attività. Il coinvolgimento emotivo trova in più un forte riscontro a livellodidattico perché si supera l’impianto teorico della lezione frontale e lo studente inizia ad avere dellebasi per continuare a lavorare tradizionalmente in classe e poter vivere all’ultimo anno nell’areaprofessionalizzante anche un’esperienza di stage in azienda.È molto stimolante per un docente riuscire a cogliere i progressi che i ragazzi compiono anche inmaniera inconsapevole in questo percorso, ed imparare tutte le sfumature dei loro caratteri che inaula non sempre emergono.Attraverso le responsabilità assunte con il laboratorio di impresa e con l’ausilio e il coinvolgimentodel trainer il ragazzo impara ad organizzarsi in maniera più autonoma e ad assumersi incarichi chein altri contesti non avrebbe portato a termine. La funzione del trainer e del docente è in questo casoquella di portar fuori maieuticamente quel ricco patrimonio interiore del singolo e metterlo inrelazione con l’altro.Per chi come me che insegna economia pur provenendo da una formazione superiore classica, vedecome determinante un’apertura da parte dei licei alla cultura di impresa, proprio per colmare alcunelacune che i ragazzi hanno nel loro percorso tradizionale di studi e per cementare una fascinazionenaturale che alcuni hanno verso l’economia pur non percependo nella sostanza le sue applicazioni.Dare ai ragazzi che frequentano il liceo l’opportunità di sperimentarsi in un percorso così compositoe di essere protagonisti della loro crescita significa coltivare in maniera attiva dei nuovi talenti cheun domani potrebbero trasformarsi in manager lungimiranti e consapevoli». Intervista a cura dello staff IGS Campania 31
  32. 32. Professoressa Antonella Pompeo, docente di Tecnica turistica, Vitruvio Castellammare diStabia .«La scuola partecipa a questo progetto già da un paio di anni, i ragazzi, facendo un percorso di studiche abbraccia l’economia e l’approccio al cliente- turista, sono stati coinvolti sia dal punto di vistadidattico che da quello esperenziale perché hanno creato un prodotto ma soprattutto hanno dovutoimmetterlo sul mercato che hanno dovuto conoscere. La metodologia del learning by doing èl’unica vincente e la mia scuola la applica in molti progetti.La figura del trainer a capo del laboratorio di impresa è vincente perché come età è vicina a quelladei ragazzi, per cui ha delle didattiche che noi professori che abbiamo qualche anno in più magariabbiamo dimenticato. Il mio consiglio è di collaborare, perché a volte il trainer fa un percorso e sidimentica di coinvolgere il docente che però deve avere il filo diretto per comunicare con i ragazzi.L’esperienza IGS è stata positiva, ne sottolineo l’aspetto socializzante, ho visto legare i ragazzi dipiù fuori, di quanto non lo facciano in classe, rapportarsi con gli altri, ragazzi più chiusi hannovissuto un momento di apertura. È la socializzazione la carta vincente».In questo capitolo del libro ho deciso di inserire una mail del professor Postiglione, docente dellaboratorio di impresa 8 Teen di Torre del Greco, per tutti noi che l’abbiamo conosciuto eapprezzato durante la fiera di Paestum resterà una persona dall’entusiasmo coinvolgente edall’amore verso i suoi studenti e il suo lavoro, spero che in molti si possano riconoscere nelle sueparole…Egr. dott. Marotti,potrà non crederci, ma il suo libro (“Imprese da ragazzi” a cura di Eduardo Marotti e LucianoZiarelli edito da RAI Eri,ndr) ho finito di leggerlo alle ore 19 del giorno in cui me lha regalato,ovvero venerdì 1 giugno.Quel libro, da cui ho tutta lintenzione di trarne, come anticipato, un articolo da mandare al Denaro,mi ha ridato forza e energia per continuare il mio lavoro che spesso si trova di fronte a tanti fattoridemotivanti. Forza ed energia che ho messo sin qui nei miei 7 anni di insegnamento e che, grazieanche a quel libro, ho capito di avere ancora dentro per molto, molto tempo ancora.Lei venerdì mattina mi ha chiamato "rivoluzionario". Non ho avuto il tempo di raccontarle che lasua definizione mi ha fatto subito venire in mente la battuta di un film recente (che le consiglio: ICento Chiodi di Ermanno Olmi) in cui il protagonista viene interrogato dai carabinieri che gli Intervista a cura dello staff IGS Campania 32
  33. 33. chiedono: "Ha mai partecipato ad attività sovversive?" - "Certo, risponde lui, faccio il docente".Ebbene sì, mi sento un po rivoluzionario. Come lo è lei, certo più di me, che ha rivoluzionato tantoe che continua a farlo tuttoggi. Speriamo di essere tutti, io, lei, Orciuoli, Dentale, e gli altrisovversivi, gli artefici della rivoluzione culturale di cui lItalia ha tanto bisogno.Volevo ringraziarla per averlo ricordato a me stesso, per avermi fatto sentire, nel mio infinitopiccolo, parte di questa grande "cospirazione di energie".grazie per quello che in questi dieci anni ha messo in piedi. A nome di tutti i sovversividItalia...francesco postiglioneSent: Sunday, June 03, 2007 8:16 PMSubject: impressioni sul libro 33
  34. 34. 7. Giovani Manager tra i banchiI primi giovani imprenditori ad in iniziare quest’anno l’avventura IGS a Napoli sono stati i ragazzidel De Sanctis.Paola e Raffaella non hanno rivestito solo il ruolo di trainer dei laboratori Angel Star e Gli artigianidella pelle, ma sono state confidenti, amiche, prime lavoratrici del laboratorio, trasmettendo oltre anozioni di economia e marketing, il vero spirito di lavorare in gruppo, motivando senza maiscoraggiarsi i ragazzi anche nelle difficoltà e nei momenti di conflitto. Per questo, pensando a questidue laboratori di impresa, vengono sì in mente i divertentissimi scooby-doo e le riuscitissimecinture in cuoio, ma soprattutto le storie e i volti di chi ha partecipato a quest’esperienza: icomportamenti disarmanti e l’ilarità senza limiti di Vincenzone, l’energia e la grinta di andareavanti contro ogni avversità e ogni oppositore di Rita, la cui voglia di esserci, di fare un salto diqualità potrebbero essere un insegnamento per tanti «Quest’esperienza ci ha offerto degli spunti percrescere, per pensare al domani…io sono stata Amministratore Delegato di questa impresa, noncredo che in futuro questo sarà il mio lavoro, però ho capito che mi piace il mondo del commercio,anche se non so in quale settore perché oggigiorno è molto vasto. È stata l’IGS a farmi conoscerequesto sistema perchè prima ne ero proprio all’oscuro, era un mondo che non conoscevo».Al Galiani la competizione è stata sentita fin dal primo momento, i due laboratori d’impresa formatidal professor Amato e guidati da Susanna e Marzia hanno iniziato a darsi del filo da torcere sullostesso terreno. New Style ha prodotto bracciali, collane, orecchini con perle e perline e Picture Farmha invece optato per portachiavi e bracciali con perle e ciondoli. La fiera d’istituto ha premiatol’intraprendenza, la vastità e la qualità dei prodotti offerti, nonché la sponsorizzazione dell’ANMreperita da Picture Farm, ma è servita a Rosa, Daniele, Toni, Giovanni & Co. per sfoderaremaggiore grinta ed investire maggior tempo e passione nel proprio lavoro, per arrivare in fieralocale e non dover temere alcun confronto.Serena è tornata nella sua vecchia scuola a fare la trainer, così al Pagano tra tanti volti conosciuti hatrovato la preside, Liliana Talarico, sempre impegnata in mille attività per dare un valore aggiuntoagli anni di formazione dei suoi studenti. Il laboratorio 6-teen con il motto “Cera una volta…” allafiera d’istituto ha ottenuto la completa attenzione degli studenti e dei professori e anche i guadagnisono stati considerevoli. Candele che sembravano flute di champagne, boccali di birra, piatti dipatatine, fiori, realizzati in modo da non essere dannosi per la salute e con sole essenze naturali,hanno avuto anche un packaging ad hoc per massimizzarne l’impatto espositivo e sono statiproposti come un ritorno alla fantasia e all’unicità del lavoro artigianale. 34
  35. 35. All’Isabella d’Este la meraviglia è stata grande quando dopo che i ragazzi hanno deciso con i lorotrainer il prodotto sono passati all’operatività. I laboratori di taglio e cucito della scuola si sonotrasformati in un ordinato e professionale atelier, sui banconi tra cartamodelli, metri, aghi, filo,stoffe sono stati delineati i primi modelli: le ragazze di 3Altra Moda, sotto le direttive dellaResponsabile di Produzione Lulù hanno disegnato e cucito gonne in jeans con volant di setacolorata, mentre il team Fashion Style ha puntato su top e borse in tessuto.I ritmi di lavoro sono stati così frenetici e i ruoli a tal punto intercambiabili che Salvatore, dopoessere stato infaticabile insegnante e procacciatore di sponsor ha seriamente rischiato di fare datestimonial, in minigonna, alla società durante la fiera d’istituto e la professoressa De Pasquale nonha mai negato il suo tempo e la sua disponibilità ai ragazzi, finendo di sovente dietro la macchina dacucire per mostrar ai ragazzi della Fashion Style piccoli dettagli di stile.In ritardo ai nastri di partenza, le agguerritissime ragazze di Envidia, hanno bruciato tutte le tappeper partecipare alla fiera locale. Da future creatrici di tendenza hanno realizzato accessori di modafondendo l’eleganza delle perle e delle pietre dure con l’originalità e i colori caldi degli sbarazziniciondoli creati in cernit. Così se Alessandra, Viviana, Federica e Serena hanno supervisionato lafase produttiva, Paola ha supportato il mio lavoro di trainer in tutte le attività di coordinamento eorganizzazione, dimostrando un entusiasmo, una maturità e una propensione al lavoro chepurtroppo non è stata in grado di valorizzare nel suo percorso di studi quest’anno.Può uno scricciolo di trainer tener testa a otto “ruspanti” ragazzi? Claudia ce l’ha fatta. Li hastregati tutti con il suo incredibile sorriso e con l’entusiasmo che mette in ogni iniziativa. Così sesotto il profilo tecnico Benito, Pasquale, Giovanni & co. della Metal Fermi dell’istituto Fermihanno trovato nel professor La Penta un insostituibile maestro, Claudia ha sfoderato le armi delmarketing per valorizzare l’esposizione del carrello elevatore (ribattezzato “Lello il Carrello” daPasquale e dalla sottoscritta…). Lo stand si è trasformato in un’officina con pannelli in polistirolo eriproduzione di attrezzi di cartone appesi alle pareti e tutti i responsabili di funzione eccettol’Amministratore Delegato hanno vestito le uniformi blu degli operai.«Teckno Dream è stato letteralmente il nostro sogno… che potessimo prima o poi approdare aqualcosa di tecnologico!!!», così mi confessa ironizzando Augusto raccontandomi la loro travagliataesperienza. Il secondo laboratorio del Fermi ha avuto un cammino un po’ impervio a causadell’avvicendarsi dei trainer e delle analisi di fattibilità con esito negativo che hanno portato ascartare le prime idee di prodotto provocando un naturale sconforto. Quando li ho incontrati ascuola a marzo sono stati finalmente orgogliosi di mostrarmi lo schiaccia rifiuti, nato da un inputdel professor Marchitto, e corredato da disegni fatti in CAD…meccanici al servizio dell’ambiente! 35
  36. 36. L’esperienza al Fonseca è iniziata sotto i migliori auspici. La scuola aveva vinto uno dei premi dellascorsa edizione del progetto ed i ragazzi partecipanti non volevano sfigurare rispetto aipredecessori. La lezione successiva al brainstorming sul prodotto, Giuliano, che è l’unico ragazzodel laboratorio, propone di realizzare una rivista mensile incentrata su tutto ciò che può interessareai ragazzi e che Napoli offre: concerti, presentazione di libri e cd, prime teatrali, locali di tendenza,manifestazioni sportive… con l’entrata del trainer ufficiale, Marco, nasce il giornale “Break” e illaboratorio viene battezzato Tutte donne tranne me. I ragazzi si misurano subito con la complessitàdi realizzare un prodotto editoriale e la gestione difficile dei tempi sarà la causa della loro assenzaalla fiera locale, ma anche lo stimolo per arrivare preparati all’appuntamento di Paestum e Afrodite,Santina, Sara, Bruna e tutte le altre hanno davvero dimostrato di che pasta sono fatti!Segreti industriali e guerriglia di marketing. I più giovani imprenditori di quest’anno, alCampanella, supportati dalle professoresse Lettieri e Marino, si sono dimostrati tutt’altro che deglisprovveduti.Le ragazze di Another Day hanno puntato sulla coerenza con il loro percorso di studi e hannosupportato una casa famiglia del Rione Sanità nell’accoglienza di bambini appartenenti a situazionisociali disagiate. A questo scopo hanno prodotto dei bijoux in perle con ciondoli di Hello Kitty ed ilricavato delle vendite è stato finalizzato all’acquisto del materiale ricreativo per i bambini.Marina e Ornella hanno veramente “trainato” il laboratorio Butterfly, il loro impegno non si èlimitato a trovare i fornitori per gli infradito e la tipografia per la stampa del logo, ma hannocontinuamente punzecchiato, a modo loro, i membri più pigri del team per incentivare il loroimpegno e la loro partecipazione e anche con i clienti il loro spirito affarista non è passatoinosservato; che dire di Francesco? la sua timidezza, i suoi sorrisi, un modo inconfondibile difare…poi Oleh e Giselle, silenziosi osservatori….Vincenzo (al quadrato), Antonio, Giovanni, Alessandro, Mario, Luca…insomma ecco a voi laformazione dei Solutions for web. In tempi da record all’ITI Volta hanno assorbito il progetto e lohanno rielaborato ponendolo al servizio delle loro competenze, il tutto grazie all’infinito entusiasmoe al coinvolgimento totale della professoressa Maria Sandra Cortese che ha dato ai ragazzi tutti glistrumenti per realizzare un software di gestione per le aziende e li ha sempre supportati in modo chenon scontassero l’eccessivo ritardo con il quale avevano preso parte al progetto. Incontrastata leaderdel gruppo è stata Stefania, non una semplice trainer ma vero jolly a servizio del gruppo: abilecacciatrice di azionisti, infaticabile conquistatrice di e-point, consulente marketing, autista,un’amica attenta e disponibile, più di una sorella maggiore… insomma non c’era da meravigliarsi 36
  37. 37. che confondendosi camaleonticamente tra i suoi ragazzi nessuno la scambiasse per trainer!All’ITC Diaz mi sono sperimentata per la seconda volta come trainer, così inevitabilmente ilracconto non sarà imparziale.Sono davvero orgogliosa dei ragazzi di Megalo, soprattutto perché hanno avuto la maturità di capireche sarebbero dovuti diventare presto autonomi poiché il mio impegno di Assistente di zona, nonmi avrebbe consentito di dedicare loro tutte le energie di cui necessitavano e che non avrei lorolesinato. Il professor Miranda ha avuto immediatamente ragione nel dire che di quest’esperienza neavrebbero beneficiato soprattutto coloro che negli studi si dimostravano più svogliati. E così ungrazie va a Francesco che è riuscito a riabilitare gli sfottò sulla sua maglietta Megalo e a dar nomeal laboratorio, nonché essere il promotore del kit sportivo, la sacca con gli accessori più richiesti dacoloro che praticano sport. Lavinia invece ha percorso tutta Napoli senza risparmiarsi alla ricercadei fornitori che offrivano un miglior rapporto qualità/prezzo. Poi ci sono Cinzia, eccezionale A.D.,Sabrina, Elena, Diana... ragazzi, vi citerei tutti è solo per questioni di spazio che non lo faccio, masappiate che al di là dei nostri piccoli momenti di tensione, sono stata un po rigida nel pretendere ilmassimo da voi, ma questo perché vi ho sempre ritenuti allaltezza di grandi traguardi.Gli imprenditori di Power P si son dimostrati “tosti” fin da subito, così come determinato e veroleader è stato Luca, l A.D. della società, poche parole e direttive chiare per tutti, daltronde inquesto gruppo bastava unocchiata per capirsi. Così Tani, Fabio, Paolo, Ciro e gli altri si dedicanoalla produzione di cappelli con applicazioni e vedere quante ordinazioni hanno ricevuto nella fieradistituto basta per capire che a Miano cè qualcuno di molto forte a dettar tendenza.Lidea del coprisellino per scooter sembrava frutto di una buona indagine di mercato, il nome 7 incondotta era accattivante, il feeling tra i partecipanti era buono, insomma il team del Serrasembrava destinato ad un percorso senza grandi avversità, e invece... saranno stati i costi esosi diproduzione che hanno inciso sul prezzo finale, o un calo di interesse e motivazione dei partecipanti,o forse semplicemente noi dell IGS avremmo dovuto prospettar loro nuovi stimoli e tracciare di piùil loro percorso, fatto sta che dopo la fugace apparizione alla fiera locale il laboratorio ha deciso diconcludere la propria esperienza. Cari ragazzi, ci dispiace, per quello che avremmo potuto fare enon abbiamo fatto, perché siete stati gli unici a non tentare il tutto per tutto per dimostrarci il vostrovero carattere...Questo capitolo si conclude con una storia di un insuccesso, la scelta non è stata casuale serve aricordare a tutti, a noi in primis, che certi investimenti per andare a buon fine richiedonocoinvolgimento, passione, attenzione costante e una voglia infinita di sperimentarsi sempre e dimettersi in discussione continuamente... 37
  38. 38. 8. Sotto la lente: da partecipanti a trainerNon potremmo mai sapere cosa ci riserva il domani. Quali sorprese, quali gioie ci travolgerannonella nostra vita.Le cose che ho imparato da quest’avventura sono tante, ma su di una voglio fermarmi in particolare:il cerchio si chiude sempre, nulla avviene per caso, ed ognuna delle scelte che facciamoquotidianamente è una strada che ci porterà in un punto ben preciso.La mia classe, la IV E, era sempre stata una delle migliori dell’istituto, un Liceo Scientifico dellazona Vesuviana. Forse fu questo che spinse i docenti a scegliere noi, insieme alla sezione D, comepossibili destinatari della proposta di Ig Students.“ Formare una S.P.A.? ….ma se nemmeno so cosa significhi….”: furono questi più o meno ipensieri che mi passarono per la testa quando mi parlarono del progetto Ig Students. Certo, il dirittoe l’economia non erano esattamente materie inserite nel nostro curriculum! Però, mi dissi, perchénon approfittare di questa occasione? Perché chiudere la porta a nuove conoscenze? E poi, saperecos’è un’impresa e cosa faranno mai questi Amministratori Delegati che si sentono sempre alla TVnon può farmi altro che bene…Non potevo sapere che, di li a qualche mese, in TV ci sarei finito anche io…e proprio da A.D.!!!Il gruppo si formò rapidamente, ed era un gruppo interclasse tra noi e la sez. D. Per me che nonconoscevo assolutamente nessuno al Liceo, pur frequentandolo da 4 anni, era un’esperienzatotalmente nuova, che mi avrebbe aiutato anche nella socializzazione: venivo da unaltra città eanche se era trascorso tutto quel tempo non avevo ancora superato il trauma del trasferimento, edero riuscito a creare nella mia scuola una rete di relazioni appena sufficiente per essere consideratodai più un “mezzo sconosciuto”.Lavorare in team è forse una delle cose più importanti che mi sono entrate in testa.Quando non sei solo a portare avanti un progetto, qualsiasi esso sia, hai più forza da un lato, madall’altro ti rendi conto che solo se anche gli altri hanno lavorato bene i tuoi sforzi vengonopremiati. Tutti fanno parte di una grande macchina ed il lavoro di ognuno è un piccolo ingranaggio:se si blocca, anche gli altri sono costretti a fermarsi. Un’arma a doppio taglio? Forse, ma non se silavora con persone straordinarie; e vi assicuro che di persone così ce ne sono ovunque, non tante,ma ci sono, anche nel nostro malandato Mezzogiorno.Ed è proprio grazie al lavoro che ho affrontato durante la mia esperienza da membro del C.D.A.della Pelagus S.p.A. lab. (così si chiamava la nostra Società) che ho incontrato la persona che piùstimo ancora oggi, dopo dieci anni ormai. Siamo più che amici, direi quasi fratelli, il che per me che 38
  39. 39. sono figlio unico è una gran bella cosa. E la nostra amicizia è iniziata proprio lì, in quel piccololaboratorio che avanzava a passi incerti verso una splendida avventura.Fui eletto all’unanimità Amministratore Delegato, più che altro perché conoscevano la mia pagellae sapevano che ero un ragazzo che si impegna. Appena fiutarono che quello era il ruolo di maggiorepeso e responsabilità, non esitarono a rifilarmelo: accettai con onore!Quel laboratorio, un po’ per la mia posizione, un po’ perché furono scelte le mie proposte sia per ilnome che per la tipologia di prodotto, lo sentivo come mio. Però la realtà restava quella: la societàera di tutti noi, ed era il nostro lavoro, il lavoro di tutti, a portarla avanti.La nostra idea imprenditoriale era abbastanza valida e relativamente semplice: si trattava di uncoprisella impermeabile per moto o scooter, richiudibile in una apposita custodia con chiusuralampo. Ne curammo tutte le fasi, dalla realizzazione di un prototipo a quella “in serie”.Conducemmo ricerche di mercato per valutare la grandezza media delle sedute dei vari modelli didue ruote, per la scelta del tessuto da utilizzare e per la realizzazione pratica, per la quale ciaffidammo ad una sarta. Scegliemmo insieme la confezione, il cartellino…studiammo il marketing,insomma. Durante tutte queste attività ebbi modo di conoscere i miei amici/colleghi, capire chivaleva e chi no, confrontarsi e divertirmi insieme a loro.Ma questo era solo l’inizio: tra speranze ed illusioni, arrivò la prima fiera.Circolava voce che il nostro laboratorio fosse uno dei migliori, anche per merito di un prodottoparticolarmente interessante.La nostra palestra si trasformò in una splendida area fieristica e fu molto stimolante apprezzare glisforzi degli altri laboratori, da altri istituti, altri paesi. Le mie conoscenze a livello umanocontinuavano ad ampliarsi ed il laboratorio mi prendeva sempre di più. Tuttavia non fu quella lafiera più bella, perché arrivò forse troppo presto e ci colse impreparati.Ricordo ancora i preparativi prima della fiera provinciale. Fino alla sera prima mi cimentai io stessonella costruzione di una piattaforma espositiva girevole, mentre gli altri si occuparono di un videodimostrativo di come il nostro coprisella salvasse la parte posteriore dei calzoni dei centauri in casodi pioggia!Quanto impegno in quei momenti: mi sentivo come una piccola formica operaia…ma tanto ful’impegno quanta la soddisfazione dei giorni successivi!In fiera c’era un quantitativo di ragazzi pari più o meno a quello di tre istituti messi insieme, e girarein tenuta sociale con tanto di cartellino dedicato mi dava un non so che di orgoglio. Avemmo mododi ammirare i lavori di altri ragazzi che, come noi, si erano impegnati alla grande. Ogni gruppo erafantastico di per sé, perchè senza saperlo quei ragazzi avevano fatto qualcosa di straordinario.Avevano scavalcato il muro, erano andati oltre quello che la più prestigiosa delle Scuole può offrire.Ragazzi dalla città come dalla periferia; dai quartieri alti così come da quelli più a rischio: tutti 39
  40. 40. erano riusciti a creare un gruppo, un prodotto, uno stand. Tutti avevano affrontato un’esperienzareale di vita, senza la noia che magari a volte un libro può dare. Tutti avevano creduto nella loroidea, in ciò che facevano in quella che non sembrava nemmeno più una simulazione, tanto ci avevapreso. Tutti avevano fatto quello che gli adulti dovrebbero fare ogni giorno: credere in se stessi, inciò che si fa, nelle persone che ci stanno accanto. Credere che con l’impegno e l’unione di tutti sipossono oltrepassare tutti i problemi che attanagliano la nostra società.Pensieri in cui solo un adolescente può credere? Forse…ma a me sembra tutt’oggi che l’atmosferache si respirava in fiera fosse molto più sana di quella che respiro quando passeggio per le strade delmio paese…Ricordo che quell’anno ero affetto da febbre leggera ma continua, e fu proprio uno di quei giorninei quali mi sentivo particolarmente debilitato che dovetti andare a scuola, ad ogni costo.Nonostante i paternali di una madre apprensiva feci venire il barbiere a casa, mi vestii di tuttopunto: non potevo rinunciare ad un occasione così clamorosa!Le telecamere mi aspettavano in un’aula al primo piano, dove c’erano altri due ragazzi come meche fremevano per quello che sarebbe successo di li a poco. Non ce lo dissero, ma credo che queitre fossero i migliori laboratori della zona.Non ho fatto registrare a casa il servizio andato in onda su RaiTre, e forse ho sbagliato. Magari misarei potuto rivedere quando sarei stato adulto. Ma poi ho capito che non ce n’era bisogno, in fin deiconti. Quell’intervista, quei pochi secondi, vivono nella mia mente come la più fedele delleriproduzioni digitali. Insomma, se non mi accadrà più nulla di così eccezionale nella mia vita,almeno potrò dire di essere apparso in TV, almeno per una volta, anche se non ne avrò le prove.IGS mi ha dato anche questo.Dopo sei anni ero rimasto più o meno lo stesso di allora. Qualche chilo in meno, certo, ma chi mivide non esitò nel riconoscermi. Roberto mi guardava con occhi meravigliati e curiosi, mentre misalutava. Che ci facevo io nella sede di IGS? Forse non sapeva che tra le persone che erano statecontattate per diventare trainer quell’anno c’ero anche io, che nel frattempo mi ero laureato. Perquesto ero stato scelto da un database, un foglio dove sono scritti tanti nomi come il mio. Ma percome vedo io le cose il mio nome quel giorno deve aver brillato agli occhi di chi stava scorrendoquella lista. Deve aver urlato “…eccomi, sono qui, scegli me…” e come sempre succede per le coseche non vediamo, deve aver colto nel segno.Quando ricevetti la telefonata di Rossella, che mi proponeva la possibilità di diventare trainer, ebbitanto a cui pensare. In primo luogo, quanto tempo avrei sottratto all’impegno di sempre, alla miaimpegnativa carriera universitaria? Sarei riuscito a conciliare le due cose?Dopo averci pensato a lungo, decisi di contattare il mio vecchio trainer, Massimiliano. Feci 40
  41. 41. parecchie telefonate per avere il suo numero. Volevo che mi consigliasse, che mi dicesse se ineffetti l’impegno fosse sostenibile. Ma adesso posso dire con serenità che forse avevo già deciso: ilfatto stesso di cercare il mio ex-trainer con tanto impegno era sintomo del fatto che la cosa miinteressava eccome.Quella telefonata fu proprio come volevo che fosse. Il mio vecchi amico (questo diventano i traineralla fine, dei veri e propri amici) mi rassicurò sulla bontà dell’impegno e sul suo non eccessivo pesoin termini quantitativi. Massimiliano aprì le porte della mia esperienza da Trainer IGS.Il gruppo che mi fu affidato era molto numeroso. Venti ragazzi, molti dei quali vivaci! Come avreifatto io, che non avevo esperienze del tipo, a farli stare buoni? Non potevo sapere che non ne avreiavuto bisogno!Presto i ragazzi iniziarono a trattarmi come uno di loro (entro certi limiti, ovviamente). Mi ricordoche già dopo il primo incontro mi invitarono a giocare con loro a nascondino nel cortile dellascuola. Per me fu molto importante, significava entrare nel loro gruppo.Col tempo la situazione non ha fatto che migliorare.Quei ragazzi mi hanno cambiato la vita. Sul serio.È difficile entrare in una comunità nuova. Lo è ancora di più in una comunità ostica come la nostra,ancora di più per un adolescente cresciuto in modo certamente diverso, certamente distante. Chi ènato e cresciuto qui di certo non mi capirà quando dico che la nostra società è difficile, ostica. Ma viassicuro che è così.Per me fu così quando undici anni or sono mi sono trasferito qui direttamente dal cuore dellaPianura Padana. Mi sembrava tutto a dir poco un casino.Quella difficoltà l’ho affrontata con le cattive, l’ho fatta a pezzi e non mi sono lasciato andare. Hoscavalcato gli ostacoli che mi si paravano innanzi, mi sono adattato, ho cercato di prendere quelloche di buono c’era e scartare il male. Il problema era che avevo raccolto molte meno cose buonerispetto a quelle cattive che avevo gettato via.Quell’esperienza difficile ha lasciato in me alcuni segni indelebili, alcune convinzioni che nessunosarebbe riuscito a cancellare. Nessuno, tranne i miei ragazzi.Non vi nego che su alcuni di loro, quando è iniziata la nostra avventura, non avrei scommesso unsoldo falso. Eppure, sono riusciti in qualcosa che credevo impossibile. Mi hanno fatto cambiarepunto di vista.Quella che doveva essere un’esperienza formativa, si è trasformata in una esperienza di vita!Come hanno fatto?Beh, sono stati semplicemente se stessi: hanno lavorato tutti insieme, si sono impegnati, hanno fatto 41

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