concetti teoriciprof. Oriele Orlando - Formazione                       Anitel 2012   1
Il Consiglio d’Europa attiva, a partire dal 1991, un  apposito progetto con l’obiettivo di produrre un  quadro di riferime...
Il QCER fornisce le indicazioni perl’identificazione      delle   competenze      daraggiungere in una lingua straniera in...
prof. Oriele Orlando - Formazione                       Anitel 2012   4
Apprendere una lingua è un percorso graduale, presenta    molte tappe intermedie non procede con andatura    costante, ma ...
La linguistica acquisizionale distingue tre tappe    fondamentali dell’apprendimento di una lingua.   Varietà pre-basica:...
   Chomsky: l’acquisizione linguistica non è il risultato di    imitazione o abitudine, ma di un processo creativo, che f...
   Gli studi confermano che gli apprendenti di una    medesima L2, per quanto esposti a differenti input,    imparano sem...
   Tra modelli acquizionali proposti nell’ambito    delle teorie generative, ha molto credito quello di    Krashen (1985)...
A che cosa si fa riferimento? Alla capacità di prevedere  che cosa può essere detto in un dato contesto e in un  dato co-t...
ad un apprendente di una L2 implica che  occorre insegnare ad attivare nella maniera più  efficace l’expenctancy grammar,...
   “E un meccanismo essenziale per il processo di    comprensione. Esso consiste nel predire ciò che    può comparire in ...
Cummins, linguista che come Krashen si è occupato a lungo di    insegnamento di lingue seconde, indica delle coordinate, d...
Dalle numerose ricerche sul campo Cummins ha constatato che per    acquisire le prime sono necessari in media circa due an...
“E il risultato del transfer negativo o positivoesercitato dalla lingua materna (e dalle altre linguegià acquisite) sullin...
Si acquisisce una lingua poiché si ricevono  stimoli linguistici: input ;- non tutti gli input ricevuti sono recepiti  dal...
- mettere in campo azioni specifiche che agiscano alivello di input e di output. Gli interventi educativi diinsegnamento d...
Il concetto di interlingua è stato definito per la primavolta da Selinker nel 1972. Potremmo definirel’interlingua “il sis...
    meglio conosciuta come “varietà di    apprendimento”   Indica il carattere sistematico delle    produzioni di coloro...
   L’interlingua è una varietà      - ridotta      - con caratteristiche di instabilità      - a forte dinamismo interno...
   I dati a disposizione vengono esplorati alla    ricerca di significato e sistematicità; i risultati    vengono interio...
   Teorie comportamentiste e ambientaliste: l’input, il    contesto, lo stimolo ambientale giocano un ruolo    determinan...
   L’apprendente progredisce in L2 solo se l’input cui    è esposto gli risulta comprensibile, contenendo    strutture so...
FILTRO   ORGANIZZATORE                             MONITOR              prof. Oriele Orlando - Formazione                 ...
Il filtro lascia passare i dati linguistici in arrivo secondo :  ◦ le motivazioni  ◦ i bisogni  ◦ gli atteggiamenti affett...
meccanismo cognitivo che, sulle basi di criteri logici e analitici, organizza il nuovo sistema linguistico; anch’esso, com...
controllo conscio che chi apprende esercita sulleproprie produzioni linguistiche. Vi influiscono:◦ età◦ personalità (orien...
   alla personalità del singolo studente, considerato unico    e irripetibile;   alla sua relazione personale con lo stu...
   il percorso individuale di acquisizione di una L2    può essere influenzato dall’insegnamento, ma    questa influenza ...
   Gli apprendenti guidati, quando usano la lingua in    conversazioni naturali e non in esercizi guidati, si    comporta...
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il bambino di origine straniera apprende l’italiano “in primo luogo da solo, in base alla sua esposizione a centinaia di o...
 “Sia la struttura di questi schemi, in quanto struttura, sia  l’assimilazione come tale, in quanto condizione di questa ...
   “non è possibile fare buona ‘pratica’ se non si    dispone delle giuste conoscenze teoriche di    sfondo”             ...
   Che cos’è un “errore”: non “fastidiosi inciampi di    cui liberarsi il più presto possibile”, ma    “indicatori di reg...
Le strutture di base presentate nella prima fase di                              apprendimento    Tipo di frase:-   dichi...
Quando l’insegnante parla ad una classe multiculturale dovrà   prestare        grande       attenzione           al     le...
Criteri per la semplificazione del testo   Le informazioni vengono ordinate in senso logico e    cronologico.   Le frasi...
   Nella costruzione della frase si rispetta di    preferenza l’ordine SVO.   I verbi vengono usati di preferenza nei mo...
Layout della pagina   Servirsi di caratteri molto grandi.   Strutturare il testo in brevi paragrafi    con sottotitoli....
   “Se vogliamo aiutare il bambino ad acquisire le    prime parole italiane non dobbiamo seguire un    “programma” nostro...
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   Si unisce al gruppo e agisce come se capisse    quello che sta accadendo, anche se non è del    tutto vero.   Dà l’im...
   Assume che ciò che si dice sia rilevante per    la situazione presente   Parte da espressioni che conosce e inizia a ...
   Forte influsso della fonologia di L1, interferenze   Azione     di    processi   fonologici      naturali    (prefere...
   Nelle interlingue dell’italiano si è notato che la    morfologia   risulta semplificata   risponde a criteri di tras...
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   Sovrestensione di aggettivi e participi al    maschile singolare (siamo andato, suo moglie,    mio bimbo)   Generaliz...
   Flessioni analogiche (io dicio, io conoscio,    puliscio, romputo, ovi) miranti a regolarizzare i    paradigmi, presen...
La semplificazione di una struttura può preludere: a.) all’apprendimento della tappa successiva, cui ci  si prepara propr...
   Categoria di numero prima del genere   Per il genere: importanza della pragmatica (lui    vs lei) e della distanza si...
   Forma basica (terza persona, più raro l’infinito),    con avverbi per il tempo, espressioni locative con    valore tem...
   Ordine delle parole, con interferenze; es., “cielo    di macchina”, invece di macchina di cielo, per    “aereo”, cines...
“Io penso così, trovato bene qui, rimanere”    Analisi tradizionale: errori, incapacità, deviazioni, “non    ancora…”   ...
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Concetti teorici orlando

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Sono schematizzati alcuni dei concetti teorici di glottodidattica, linguistica per l'insegnamento dell'Itl2 a studenti non italofoni.

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Concetti teorici orlando

  1. 1. concetti teoriciprof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 1
  2. 2. Il Consiglio d’Europa attiva, a partire dal 1991, un apposito progetto con l’obiettivo di produrre un quadro di riferimento europeo con la descrizione dei livelli di competenza linguistica raggiungibili da chi studia una lingua straniera, per favorire l’elaborazione dei programmi di apprendimento e il riconoscimento reciproco delle certificazioni nei sistemi di istruzione dei diversi Paesi membri. Il progetto si conclude nel 2001con la pubblicazione del Common European Framework of Reference for Languages: Learning, Teaching, Assessment (CEFR), tradotto in Italia nel 2002 da RCS Scuola: Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione.per scaricarlo (http://www.coe.int/t/dg4/linguistic/source/framework_en.pdf) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 2
  3. 3. Il QCER fornisce le indicazioni perl’identificazione delle competenze daraggiungere in una lingua straniera in termini di:sapere, saper fare, saper essere, saperapprendere, e comunicativi (linguistiche, socio-linguistiche, pragmatiche). Propone i descrittoridi competenze/capacità comunicative, articolatiin tre livelli generali A B C, ognuno dei quali èarticolato in sottolivelli: Livello Elementare - Livello Intermedio - LivelloAvanzato prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 3
  4. 4. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 4
  5. 5. Apprendere una lingua è un percorso graduale, presenta molte tappe intermedie non procede con andatura costante, ma presenta rallentamenti, fermate e ripartenze. La linguistica acquisizionale studia : l’acquisizione di una L2 in contesto spontaneo; la lingua dell’apprendente (interlingua); l’emergere degli elementi e delle strutture e il loro consolidarsi; assume gli ‘errori’ degli apprendenti come terreno privilegiato di studio; descrive il processo di apprendimento linguistico e le sue tappe (Chini 2005). Grazie ad essa si è elaborato la sequenza delle fasi di acquisizione di una lingua che risulta comune a tutti gli apprendenti di una determinata lingua qualunque sia la loro L1. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 5
  6. 6. La linguistica acquisizionale distingue tre tappe fondamentali dell’apprendimento di una lingua. Varietà pre-basica: sfruttamento di principi pragmatici per l’organizzazione degli enunciati; parole non organizzate per classi grammaticali (mancanza di distinzioni anche fondamentali, come l’opposizione nome- verbo); distinzioni delle parole in classi di diverso valore semantico. Varietà basica: enunciati organizzati intorno all’opposizione verbo + complementi; prevalenza di elementi lessicali per segnalare relazioni grammaticali (avverbi, preposizioni, pronomi personali…); sviluppo della morfosintassi Varietà post-basica: ordine delle parole più organizzato secondo la sintassi della propria L1; uso significativo di elementi morfologici: articoli, copula, ausiliari. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 6
  7. 7.  Chomsky: l’acquisizione linguistica non è il risultato di imitazione o abitudine, ma di un processo creativo, che fa capo a un dispositivo innato (L.A.D =Language Acquisition Device) E’ un meccanismo proprio della mente umana, che consente al bambino di imparare una lingua in un periodo di tempo relativamente breve, rispetto alla povertà e inadeguatezza degli stimoli linguistici cui è esposto prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 7
  8. 8.  Gli studi confermano che gli apprendenti di una medesima L2, per quanto esposti a differenti input, imparano sempre nella stessa sequenza certe strutture morfosintattiche Poche sono le interferenze della L1 sulla L2, e riguardano principalmente la fonetica Apprendenti che provengono da una L1 tipologicamente assai distante dall’italiano non si differenziano dagli altri, se non sui tempi dell’apprendimento - più lenti prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 8
  9. 9.  Tra modelli acquizionali proposti nell’ambito delle teorie generative, ha molto credito quello di Krashen (1985) Pregio di tale modello: spinge a cercare di adattare l’insegnamento formale ai principi dell’acquisizione linguistica prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 9
  10. 10. A che cosa si fa riferimento? Alla capacità di prevedere che cosa può essere detto in un dato contesto e in un dato co-testo: Contesto: determinato dall’argomento, dal luogo (anche nella sua dimensione culturale) e dal momento in cui avviene lo scambio; dai ruoli psicologici e sociali dei partecipanti; dai loro scopi, dalle norme sociali, dalla ridondanza contestuale (es. uso di altri codici). Co-testo: delineato dal genere comunicativo, dalla testura (meccanismi di coesione del testo), dagli indicatori metacomunicativi (coesione del testo: “anzitutto, inoltre, infine…”), ecc. (Oller J.W. , Language Tests, Longman, Londra,1979) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 10
  11. 11. ad un apprendente di una L2 implica che occorre insegnare ad attivare nella maniera più efficace l’expenctancy grammar, rispettando l’ordine naturale di acquisizione di una lingua: ◦ Priorità delle ricezione sulla produzione (Delayed oral practice) ◦ Priorità della ricezione orale su quella scritta prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 11
  12. 12.  “E un meccanismo essenziale per il processo di comprensione. Esso consiste nel predire ciò che può comparire in un testo operando sulla base della situazione, della parte di testo che si è già compresa, del paratesto, delle conoscenze del mondo e non solo. In tal modo si facilita la comprensione trasformandola, in realtà, solo nella conferma di una tra le previsioni effettuate.” (Dizionario di glottodidattica) Nell’apprendimento di una lingua lanticipazione è stimolata con le attività di elicitazione e si rafforza con tecniche come il cloze, il dettato, gli incastri. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 12
  13. 13. Cummins, linguista che come Krashen si è occupato a lungo di insegnamento di lingue seconde, indica delle coordinate, dalle quali partire per riflettere sull’insegnamento dell’italiano come lingua seconda nella scuola. Identifica due grandi obiettivi che un apprendente deve raggiungere nel suo percorso scolastico per conseguire il successo, per uscire dalla scuola con gli stessi strumenti concettuali dei pari italofoni, che definisce: BICS = Basic Interpersonal Communication Skills: Abilità comunicative interpersonali di base (servono per salutare, interagire con i compagni nei giochi, chiedere una informazione, aiuto) strettamente legate al contesto e poco esigenti dal punto di vista cognitivo. È l’equivalente di Italbase. CALP = . Cognitive Academic Language Proficiency: Padronanza linguistica cognitivo-accademica (serve per riassumere, comprendere e produrre testi argomentativi, individuare ed ordinare sequenze di fatti). È l’equivalente di Italstudio. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 13
  14. 14. Dalle numerose ricerche sul campo Cummins ha constatato che per acquisire le prime sono necessari in media circa due anni di studio e di esposizione alla lingua. Per acquisire le CALP si richiede uno studio più lungo: fino a cinque anni. Occorre tener presente che un allievo che interagisce senza problemi ed esitazioni con compagni ed insegnanti non è necessariamente in grado di usare la lingua seconda per svolgere compiti cognitivi complessi, non è necessariamente capace di studiare, di comprendere le lezioni scolastiche, di leggere i libri di testo, inoltre la scuola, con le sue proposte didattiche astratte e slegate dal contesto e con i processi linguistici e cognitivi complessi che vuole sviluppare, per raggiungere il successo richiede principalmente di padroneggiare le seconde, indipendenti dal contesto ed esigenti dal punto di vista cognitivo, che sono alla base dello studio e dei concetti e che richiedono l’attivazione di comportamenti automatizzati e acquisiti con conseguente coinvolgimento cognitivo attivo e lo sfruttamento di tutte le risorse linguistiche a disposizione. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 14
  15. 15. “E il risultato del transfer negativo o positivoesercitato dalla lingua materna (e dalle altre linguegià acquisite) sullinterlingua della lingua che si stastudiando. Linterferenza può anche essere dovuta alcosiddetto "transfer dinsegnamento", cioè alla prassididattica seguita. Tradizionalmente si considera soloil transfer negativo, per cui i sistemi linguistici giànoti provocano errori nella lingua che si staacquisendo: ad esempio, linglese che usa people, eche magari sa il tedesco e usa correttamente leute,tenderà per effetto dellinterferenza a costruirelitaliano "gente" con il verbo plurale.” (Dizionario di glottodidattica) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 15
  16. 16. Si acquisisce una lingua poiché si ricevono stimoli linguistici: input ;- non tutti gli input ricevuti sono recepiti dall’apprendente;- ciò che viene recepito ed elaborato costituisce l’intake che organizza il sistema d’interlingua;- grazie all’intake è possibile mettere in campo atti comunicativi nella nuova lingua: output. o prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 16
  17. 17. - mettere in campo azioni specifiche che agiscano alivello di input e di output. Gli interventi educativi diinsegnamento dell’Itl2 hanno lo scopo di: -integrare l’input che l’apprendente riceve neimomenti dell’acquisizione spontanea;-consolidare quanto già appreso dallo studente inmaniera spontanea e creare dei momenti dicomunicazione in L2;-   sperimentare la lingua in ambiente nongiudicante e costruire nuove relazioni con in pari. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 17
  18. 18. Il concetto di interlingua è stato definito per la primavolta da Selinker nel 1972. Potremmo definirel’interlingua “il sistema linguistico provvisorio chel’apprendente a mano a mano ricostruisce relativamentealla lingua che sta apprendendo. L’Interlingua è unsistema linguistico in continua evoluzione, sottoposto aun graduale processo di complicazione: nuove regole estrutture si aggiungono progressivamente,ridimensionando e ridisegnando il ruolo delle regole estrutture presenti nelle fasi precedenti. Proprio comeaccade per il parlante di una lingua pienamentesviluppata, gli apprendenti usano questo sistema come“grammatica” per le proprie produzioni nella secondalingua.” (Andorno, Cattana, , 2008) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 18
  19. 19.  meglio conosciuta come “varietà di apprendimento” Indica il carattere sistematico delle produzioni di coloro che apprendono una L2 E’ una varietà della lingua di arrivo, dotata di una sua sistematicità prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 19
  20. 20.  L’interlingua è una varietà - ridotta - con caratteristiche di instabilità - a forte dinamismo interno Si configura come elaborazione personale della nuova lingua, frutto di ipotesi sulla L2 L’apprendente è un soggetto attivo che formula ipotesi sulla lingua di arrivo prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 20
  21. 21.  I dati a disposizione vengono esplorati alla ricerca di significato e sistematicità; i risultati vengono interiorizzati. Le conoscenze così acquisite vengono messe in opera sotto forma di comportamenti linguistici.La prima fase non è affatto passiva, ma comporta procedure attive di ricostruzione tramite la creazione e la verifica di ipotesi  (a) di attribuzione di senso  (b) di regole di funzionamento prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 21
  22. 22.  Teorie comportamentiste e ambientaliste: l’input, il contesto, lo stimolo ambientale giocano un ruolo determinante. Si cerca di manipolare l’input, fornendo stimoli adeguati e modelli corretti, correggendo gli errori: visione passiva dell’apprendente ; Teorie interazioniste: ridimensionano il ruolo dell’input, rivalutando quello dei meccanismi mentali e cognitivi; Approccio innatista: relega l’input a un ruolo secondario, da semplice stimolo esterno (trigger), su cui si applicherebbero principi linguistici innati. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 22
  23. 23.  L’apprendente progredisce in L2 solo se l’input cui è esposto gli risulta comprensibile, contenendo strutture solo leggermente più complesse rispetto a quelle già padroneggiate = ordine naturale e i+1 . Gli è necessario anche ricorrere a informazioni non linguistiche (conoscenza della situazione, dei codici gestuali, etc.) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 23
  24. 24. FILTRO ORGANIZZATORE MONITOR prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 24
  25. 25. Il filtro lascia passare i dati linguistici in arrivo secondo : ◦ le motivazioni ◦ i bisogni ◦ gli atteggiamenti affettivi* ◦ la personalità più o meno ansiosa di chi apprende *vario è il peso che diversi studiosi danno all’influenza della motivazione prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 25
  26. 26. meccanismo cognitivo che, sulle basi di criteri logici e analitici, organizza il nuovo sistema linguistico; anch’esso, come il filtro, inconscio. Se ne studia il comportamento attraverso le costruzioni transitorie gli errori linguistici l’ordine di acquisizione dei morfemi grammaticali. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 26
  27. 27. controllo conscio che chi apprende esercita sulleproprie produzioni linguistiche. Vi influiscono:◦ età◦ personalità (orientate più alla norma o alla comunicazione: gli insicuri sentono il bisogno di aggrapparsi a regole esplicite)◦ tipo di compito verbale richiesto. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 27
  28. 28.  alla personalità del singolo studente, considerato unico e irripetibile; alla sua relazione personale con lo studio di una lingua; a tenere basso il "filtro affettivo", curando l’atmosfera, la piacevolezza delle attività e della loro corrispondenza alle esigenze e alle diverse modalità di apprendimento degli studenti; affinché lo studente sia posto al centro del processo di acquisizione linguistica; che siano eliminati gli atteggiamenti che fanno dello studente un ascoltatore passivo; che le lezioni umanistico-affettive, seguano attentamente il processo globalità - analisi - sintesi. (F. Caon, Un approccio umanistico affettivo allinsegnamento dellitaliano a non nativi, Libreria Editrice Cafoscarina) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 28
  29. 29.  il percorso individuale di acquisizione di una L2 può essere influenzato dall’insegnamento, ma questa influenza può essere neutralizzata da fattori sociopsicologici dell’ambiente di apprendimento. l’insegnamento prematuro di elementi di L2 può avere l’effetto di impedire lo sviluppo di abilità comunicative.  Pienemann 1986 prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 29
  30. 30.  Gli apprendenti guidati, quando usano la lingua in conversazioni naturali e non in esercizi guidati, si comportano in maniera molto simile agli apprendenti spontanei. Nel lungo periodo l’istruzione formale in classe non sembra influenzare in maniera sostanziale il percorso di acquisizione di una lingua seconda.  Giacalone Ramat 1993 prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 30
  31. 31. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 31
  32. 32. il bambino di origine straniera apprende l’italiano “in primo luogo da solo, in base alla sua esposizione a centinaia di ore di input ‘naturale’ (ossia non prodotto con il fine esplicito di insegnare la lingua) da parte degli insegnanti e dei compagni”. G. Pallotti prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 32
  33. 33.  “Sia la struttura di questi schemi, in quanto struttura, sia l’assimilazione come tale, in quanto condizione di questa struttura, costituiscono le condizioni, non il prodotto dell’apprendimento”  Piaget, 1959 La costruzione di strutture si sottrae a ogni intervento educativo diretto. Tutto quello che possono fare gli insegnanti è “favorire gli incontri tra l’organizzazione degli schemi del soggetto e gli osservabili”  Inhelder, Sinclair, Bovet, 1974 prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 33
  34. 34.  “non è possibile fare buona ‘pratica’ se non si dispone delle giuste conoscenze teoriche di sfondo” Pallotti Non c’è niente di più pratico di una buona teoria (K. Lewin) “per insegnare nel modo migliore è indispensabile conoscere bene che cosa fanno gli apprendenti spontaneamente” Come viene acquisita e appreso una lingua? prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 34
  35. 35.  Che cos’è un “errore”: non “fastidiosi inciampi di cui liberarsi il più presto possibile”, ma “indicatori di regolarità all’interno del sistema interlinguistico” Facilitare i processi naturali di apprendimento, non opporsi ad essi Conoscere sempre meglio che cosa si insegna, a chi, in che contesto. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 35
  36. 36. Le strutture di base presentate nella prima fase di apprendimento Tipo di frase:- dichiarativa;- affermativa e negativa;- interrogativa;- imperativa. Frasi di base:- soggetto+verbo intransitivo (es. io dormo)- soggetto+verbo transitivo+complemento oggetto (es. io prendo il pallone)- soggetto+verbo transitivo+complemento indiretto (es. io scrivo alla nonna)- soggetto+verbo transitivo+due complementi (io do il libro alla nonna)- soggetto+ verbo essere (es. Io sono a Pisa, io sono stanco, io sono Maria, io sono amico di Maria)- soggetto+ verbo avere (es. Ho sedici anni)- soggetto impersonale+verbo (es. Piove)- frasi di presentazione (C’è…, ci sono….) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 36
  37. 37. Quando l’insegnante parla ad una classe multiculturale dovrà prestare grande attenzione al lessico e alle strutture sintattiche che usa. La Favaro suggerisce inoltre:- parlare un po’ più lentamente;- articolare le parole in modo più chiaro;- fare pause più lunghe alla fine della frase;- sottolineare con il tono della voce le parole chiave;- utilizzare il vocabolario di base, eliminando il più possibile i sinonimi;- non utilizzare i pronomi;- cercare di chiarire il significato di termini che sono poco familiari con immagini, oggetti, associazioni e opposizioni;- utilizzare gesti e linguaggio non verbale per facilitare le spiegazioni;- sintassi semplificata con frasi brevi e poche coordinate o subordinate;- le nuove informazioni devono seguire la regola di x+1;- gli argomenti chiave devono essere ripetuti più volte;- concentrarsi sul significato più che sulla forma dell’enunciato;- segnalare in maniera chiara l’inizio e la fine delle attività. G. FAVARO, Insegnare l’italiano agli alunni stranieri, La Nuova Italia, Milano, 2002. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 37
  38. 38. Criteri per la semplificazione del testo Le informazioni vengono ordinate in senso logico e cronologico. Le frasi sono brevi e i testi in media non superano le 100 parole. Si usano quasi esclusivamente frasi coordinate. Per quanto riguarda il lessico, si utilizza il vocabolario di base, e si forniscono spiegazioni delle parole che non rientrano nel vocabolario di base. Il nome viene ripetuto, evitando i sinonimi e facendo un uso limitato dei pronomi (ridondanza). prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 38
  39. 39.  Nella costruzione della frase si rispetta di preferenza l’ordine SVO. I verbi vengono usati di preferenza nei modi verbali finiti e nella forma attiva. Si evitano le personificazioni: ad es. “il Senato” diventa “i senatori”. Non si usano le forme impersonali. Il titolo e le immagini sono usate come rinforzo alla comprensione del testo prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 39
  40. 40. Layout della pagina Servirsi di caratteri molto grandi. Strutturare il testo in brevi paragrafi con sottotitoli. Evidenziare i termini specifici e le parole chiave del testo (che non devono essere mai molte), utilizzando la grafica, i riquadri, il glossario a fine pagina ecc.. Inserire immagini per facilitare la comprensione. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 40
  41. 41.  “Se vogliamo aiutare il bambino ad acquisire le prime parole italiane non dobbiamo seguire un “programma” nostro basato su nozioni, anch’esse nostre, di facilità e utilità (partendo ad esempio dai colori o dalle parti del corpo), ma dobbiamo capire qual è il suo programma”  (Pallotti 1999, p.62) Confrontarsi con le sue strategie, compilare un repertorio della sua interlingua prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 41
  42. 42. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 42
  43. 43.  Si unisce al gruppo e agisce come se capisse quello che sta accadendo, anche se non è del tutto vero. Dà l’impressione, con poche espressioni scelte bene, di saper parlare la L2. Conta sugli amici per farsi aiutare prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 43
  44. 44.  Assume che ciò che si dice sia rilevante per la situazione presente Parte da espressioni che conosce e inizia a parlare Cerca parti ricorrenti nelle formule che conosce Usa al massimo quello che ha Si concentra prima sulle cose grosse, tiene i dettagli per un secondo tempo prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 44
  45. 45.  Forte influsso della fonologia di L1, interferenze Azione di processi fonologici naturali (preferenza per sillabe aperte, etc.) Preferenza per fonemi meno marcati Difficoltà per alcuni tratti marcati (es. gruppi consonantici iniziali, strada; geminate, tacco; affricate, gioco, azione, zero; fricativa palatale, scempio; laterale palatale, moglie; nasale palatale, gnomo) Apertura/chiusura vocali, accento prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 45
  46. 46.  Nelle interlingue dell’italiano si è notato che la morfologia risulta semplificata risponde a criteri di trasparenza (segni che si sta costruendo una grammatica) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 46
  47. 47. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 47
  48. 48.  Sovrestensione di aggettivi e participi al maschile singolare (siamo andato, suo moglie, mio bimbo) Generalizzazione di desinenze verbali di seconda e terza persona singolare al presente su altre persone(io va, io risponde, tu dice) “Semplicità”: alterazioni strutturali che hanno come risultato output meno complessi prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 48
  49. 49.  Flessioni analogiche (io dicio, io conoscio, puliscio, romputo, ovi) miranti a regolarizzare i paradigmi, presenti anche in varietà infantili di italofoni Mantenimento di forme piene (de la, in la, questo anno) Perifrastiche di tempi semplici non acquisiti (ero sono=erano, sarà aiuto = aiuterà) L’esigenza è avvertibile di più negli apprendenti adulti prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 49
  50. 50. La semplificazione di una struttura può preludere: a.) all’apprendimento della tappa successiva, cui ci si prepara proprio evitando l’accumularsi della complessità; b.) alla fossilizzazione, che permette l’uso di una competenza linguistica interiorizzata; in questo caso l’operazione sarà evitata ogni volta che ciò sarà possibile. prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 50
  51. 51.  Categoria di numero prima del genere Per il genere: importanza della pragmatica (lui vs lei) e della distanza sintattica (lei l’altro giorno ha preso il treno ed è andato) Pronome anaforico Articolo aggettivo (prima attributivo, poi predicativo) Participio passato prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 51
  52. 52.  Forma basica (terza persona, più raro l’infinito), con avverbi per il tempo, espressioni locative con valore temporale, etc… (ausiliare)+part. passato, con opposizione perf. (part.)/imperf.(pres.) Imperfetto (a partire da verbi stativi) Modalità espresse con perifrasi, infinito, avverbi, infine verbi modali prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 52
  53. 53.  Ordine delle parole, con interferenze; es., “cielo di macchina”, invece di macchina di cielo, per “aereo”, cinese (ex.: I Germogli Tre – insegna negozio di negozio cinese a Via Giolitti) Frasi giustapposte o collegate paratatticamente Forme di subordinazione avverbiale (temporali, causali, finali, condizionali, consecutive) Forme di subordinazione completiva (relative, oggettive, soggettive) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 53
  54. 54. “Io penso così, trovato bene qui, rimanere” Analisi tradizionale: errori, incapacità, deviazioni, “non ancora…” Analisi attenta alle competenze comunicative e all’interlingua: forma di periodo ipotetico, strategia comunicativa abile: capacità di esprimere modalità, progetti, e distinguere aspetti verbali (impf vs. pf) prof. Oriele Orlando - Formazione Anitel 2012 54
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