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i bisogni generali del migrante adulto    • formazione linguistica    • formazione professionale    • inte(g)razione
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l’apprendente migrante adulto e la lingua     • possiede una storia personale rispetto alla       lingua (apprendimento/ n...
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conoscere le caratteristiche essenzialidella lingua madre   la lingua madre è anche la l. ufficiale del    paese d’origin...
   quali sono le lingue e gli alfabeti dei nostri    studenti/apprendenti?    quante lingue si parlano nel mondo?
le competenze linguistichesecondo la classificazione di Jim Cummings, 1989      BICS = Basic Interpersonal Communication ...
L1     e       L2   l’acquisizione della L2, per chi è già    alfabetizzato in L 1 e/o in altre lingue,    procede attrav...
l’apprendente migrante adulto     • ha bisogno di conoscere passo dopo passo       che cosa sta studiando e perché (conten...
italiano L2tre ambiti trasversali:• la competenza comunicativa• la competenza linguistica• la competenza culturale
competenza comunicativacapacità di entrare in relazione coninterlocutori diversi: in ambito lavorativo in ambito sociale
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competenza culturale  un esempio:  la conoscenza dei codici sociali e culturali   nella conversazione- distanza fisica tr...
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nella classei segni delle provenienze e delle culture d’origine:   planisferi, cartine geo., scritte e libri nelle L1,    ...
Quadro Comune Europeodi Riferimento per la conoscenza delle lingueConsiglio d’EuropaIl CEFR (Common European Framework of ...
i livelli di competenza secondo i criteri del    QCER:•   livello elem.:    A1 contatto                      A2 sopravvive...
i livelli di competenza del QCER•   vengono utilizzati come parametri per    valutare le competenze linguistico-    comuni...
Il Q C E R si occupa di:- apprendimento- insegnamento lingue moderne- valutazione
Q C E R:il compito dell’educazione linguistica…..è profondamente cambiato.Non è più visto semplicemente  come        acqui...
Q C E R: quale approccio«Un approccio orientato all’azione che prendein considerazione anche le risorse cognitive eaffetti...
Q C E R: quale approccioL’uso della lingua in termini di strategie utilizzate dagli apprendenti   per attivare competenze ...
i dominicon domini si designano gli ampi settori della vitasociale in cui operano gli attori sociali (rappresentano gliamb...
QCER LIVELLI COMUNI DI RIFERIMENTO                   SCALA GLOBALE          Council of Europe 2001- La Nuova Italia-Oxford...
remember:            insegnare una lingua seconda        una lingua non è un sistema          di categorie grammaticali a...
remember:     apprendere una lingua seconda        significa entrare in un’altra cultura        interiorizzare un modo d...
remember: la lingua         rivela la storia del popolo che la parla        trasmette valori e concezioni del mondo     ...
bibliografia di riferimento   P. E. Balboni, Le sfide di Babele, Utet, To. 2002   Consiglio d’Europa, Quadro comune euro...
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Didattica Italiano di base

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Didattica Italiano di base
Lezione 1. Didattica base per l'insegnamento dell'Italiano L2 agli adulti.
Lezione di Cremona.
Organizzato dal Progetto Vivere in Italia

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Didattica Italiano di base

  1. 1. Vivere in Italia. L’italiano per il lavoro e la cittadinanzaDidattica base per l’insegnamento dell’italiano L2 ad adulti Corso per docenti/operatori/volontari
  2. 2. 1° incontro: merc. 9 nov. Sala Vismara – via Copernico, 1 Mara ClementiApprendere una lingua seconda in età adulta e in condizione di migrazione: risorse, strategie e criticità.Un’idea di lingua e di livelli: il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER).
  3. 3. la lingua 2  diversa dalla lingua madre = L1  diversa dalla lingua straniera = L S  territorio/ambito pedagogico-didattico di transizione E A L (English Additional Language)3
  4. 4. lingua 2 e lingua 1 in poesia sei giunto nel paese dei tuoi sogni …. accettando la sfida fai tua l’estranea melodia attraversi frontiere conservi la canzone di tua madre per cantarla ai tuoi figli Glays Basagoitia Dazza, nata in Perù4
  5. 5. i bisogni generali del migrante adulto • formazione linguistica • formazione professionale • inte(g)razione
  6. 6. l’apprendente migrante adulto:specificità oltre la provenienza/appartenenza«etnica»• età • lavoro nel paese• genere M/ F d’origine • lavoro/i in Italia• luogo di nascita (città/campagna, …) • situazione familiare• arrivo in Italia,…. • progetto migratorio• titolo di studio/ • interessi scolarizzazione nel paese d’origine • bisogni formativi complessivi
  7. 7. l’apprendente migrante adulto e la lingua • possiede una storia personale rispetto alla lingua (apprendimento/ non apprendimento) • possiede conoscenze/esperienze di comunicazione (anche se non alfabetizzato)
  8. 8. fattori che influenzanol’acquisizione della lingua 2 l’età anagrafica al momento dell’arrivo le competenze linguistiche e comunicative acquisite in L 1 il progetto migratorio lo status socio economico il vissuto in terra di migrazione nei confronti della lingua madre
  9. 9. il vissuto: L1 e L2I migranti si legano a una visione mitica dell’identitàlinguistica originaria o vi si distaccano con acredine,si annegano nella nuova lingua o vi resistono a costodel silenzio e dell’esclusione;vi trovano nuove linee espressive e le riportano nellacomunità – lingua d’origine o se ne approprianodimenticando quest’ultima…M. Vedovelli, L’italiano degli stranieri: Storia, attualità e prospettive, Carocci, Roma 2002, pp. 117-118
  10. 10. la nuova lingua: un’ illusioneAbitare sonorità, logiche separate dalla memoria notturna delcorpo, dal sonno agrodolce dell’infanzia…Vi perfezionate in un altro strumento, come ci si esprime conl’algebra o il violino…Avete l’impressione che la nuova lingua sia la vostra resurrezione:nuova pelle, nuovo sesso. Ma l’illusione si squarcia quando viriascoltate, su un nastro registrato, ad esempio, e la melodia dellavostra voce vi ritorna bizzarra, da nessuna parte…Più vicina al borbottio di un tempo che al codice di oggi.Così, fra due lingue, il vostro elemento è il silenzio.Julia Kristeva,Stranieri a se stessi, Feltrinelli, Milano 1990.
  11. 11. conoscere la biografia linguistica• la sola nazionalità non è un indicatore sufficiente per capire il background linguistico-culturale (l’ etnia non è il paese d’origine)
  12. 12. conoscere le caratteristiche essenzialidella lingua madre la lingua madre è anche la l. ufficiale del paese d’origine? è altra lingua/dialetto? è lingua solo orale? è una lingua alfabetica? quale alfabeto?
  13. 13.  quali sono le lingue e gli alfabeti dei nostri studenti/apprendenti? quante lingue si parlano nel mondo?
  14. 14. le competenze linguistichesecondo la classificazione di Jim Cummings, 1989  BICS = Basic Interpersonal Communication Skills abilità comunicative interpersonali di base (tempo necessario da 1 a 2 anni) = survival competence  CALP = Cognitive Academic Language Proficiency Padronanza linguistica cognitivo-scolastica (tempo necessario da 5 a 7 anni)
  15. 15. L1 e L2 l’acquisizione della L2, per chi è già alfabetizzato in L 1 e/o in altre lingue, procede attraverso l’attivazione inconsapevole di meccanismi di confronto. maggiore è la competenza in L1, più facile sarà l’apprendimento della L2.
  16. 16. l’apprendente migrante adulto • ha bisogno di conoscere passo dopo passo che cosa sta studiando e perché (contenuti e obiettivi) • ha bisogno di attività meta linguistiche: riflessioni e riferimenti guidati e costanti sulla lingua e sulla comunicazione .
  17. 17. italiano L2tre ambiti trasversali:• la competenza comunicativa• la competenza linguistica• la competenza culturale
  18. 18. competenza comunicativacapacità di entrare in relazione coninterlocutori diversi: in ambito lavorativo in ambito sociale
  19. 19. competenza linguisticacompetenza linguistica/competenzaformale:conoscenza delle regole che permettonola produzione di frasi e testi corretti e disenso compiuto.
  20. 20. competenza culturaleconsapevolezza/padronanza dei codici:- sociali- morali- estetici conoscenza del patrimonio culturale del paese di accoglienza
  21. 21. competenza culturale un esempio: la conoscenza dei codici sociali e culturali nella conversazione- distanza fisica tra gli interlocutori- sguardo- tono di voce- formule di rispetto, cortesia- uso del Tu/Voi/Lei
  22. 22. competenza culturalela non conoscenza dei codici culturali può dar luogo a: “incidenti interculturali” fraintendimenti
  23. 23. l’importanza del luogo in cui si apprende:classe/laboratorio linguisticoanche per l’adulto può/deve essere:luogo di apprendimento anche emotivoluogo di accoglienza, dove sentirsi bene
  24. 24. nella classei segni delle provenienze e delle culture d’origine: planisferi, cartine geo., scritte e libri nelle L1, collegamenti internet, …le tracce delle storie personali: viaggi, immagini, foto, storie, autobiografie,..gli strumenti di passaggio da L1 a L2liste di parole bilingui, vocabolari, scritte in italianovocabolari illustrati, …
  25. 25. Quadro Comune Europeodi Riferimento per la conoscenza delle lingueConsiglio d’EuropaIl CEFR (Common European Framework of Referencefor Languages), in italiano QCER, è una linea guidautilizzata per descrivere le abilità acquisite da chi studiauna lingua straniera.È stato elaborato dal Consiglio d’Europa con lo scopo difornire un metodo comune, applicabile a tutte le lingueeuropee, per accertare le conoscenze e pertrasmetterle.Il QCER si articola in sei livelli.
  26. 26. i livelli di competenza secondo i criteri del QCER:• livello elem.: A1 contatto A2 sopravvivenza• livello interm. : B1 soglia B2 progresso• livello avanzato: C1 efficacia C2 padronanza
  27. 27. i livelli di competenza del QCER• vengono utilizzati come parametri per valutare le competenze linguistico- comunicative individuali.• gli enti certificatori di tutta Europa utilizzano ormai solo i livelli del QCER per la certificazione delle competenze nelle lingue europee.
  28. 28. Il Q C E R si occupa di:- apprendimento- insegnamento lingue moderne- valutazione
  29. 29. Q C E R:il compito dell’educazione linguistica…..è profondamente cambiato.Non è più visto semplicemente come acquisire la padronanza di una o due o anche tre lingue, ognuna Al contrario l’obiettivo è di isolata dall’altra, avendo sviluppare un repertorio come riferimento il modello linguistico nel quale abbiano del «parlante nativo ideale». posto tutte le abilità linguistiche
  30. 30. Q C E R: quale approccio«Un approccio orientato all’azione che prendein considerazione anche le risorse cognitive eaffettive, la volontà e tutta la gamma dellecapacità possedute e utilizzate da un individuoin quanto attore sociale»C.E. p. 11 of Europe 2001- La Nuova Italia-Oxford 2002 p. 32 C.E
  31. 31. Q C E R: quale approccioL’uso della lingua in termini di strategie utilizzate dagli apprendenti per attivare competenze generali e comunicative con lo scopo di portare a buon fine le attività e i processi implicati nella produzione e ricezione dei testi che trattano determinati temi.Le competenze permettono di portare a termine i compiti nelle condizioni differenti e con i vincoli determinati dalle situazioni in che si presentano nei tanti domini della vita sociale.Le parole evidenziate indicano i parametri che servono per descrivere l’uso della lingua.
  32. 32. i dominicon domini si designano gli ampi settori della vitasociale in cui operano gli attori sociali (rappresentano gliambiti di esperienza e nei quali il migrante si trova avivere e a interagire comunicativamente).• professionale• educativo• pubblico• personaleLa scelta dei domini determina la selezione di obiettivi,temi, testi, attività di insegnamento e di valutazione.
  33. 33. QCER LIVELLI COMUNI DI RIFERIMENTO SCALA GLOBALE Council of Europe 2001- La Nuova Italia-Oxford 2002 p. 32 A1 A2 Riesce a comprendere frasi isolateRiesce a comprendere e utilizzare ed espressioni di uso frequente espressioni familiari di uso relative ad ambiti di immediata quotidiano formule molto comuni rilevanza (ad es. informazioni di per soddisfare bisogni di tipo base sulla persona e sulla concreto. famiglia, acquisti, geografiaSa presentare se stesso/a e altri ed locale, lavoro). è in grado di porre domande su Riesce a comunicare in attività dati personali e rispondere a semplici e di routine che domande analoghe (il luogo richiedono solo uno scambio di dove abita, le persone che informazioni semplice e diretto conosce, le cose che possiede). su argomenti familiari e abituali.È in grado di interagire in modo Riesce a descrivere in termini semplice purché linterlocutore semplici aspetti del proprio parli lentamente e chiaramente e vissuto e del proprio ambiente sia disposto a collaborare ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.
  34. 34. remember: insegnare una lingua seconda  una lingua non è un sistema di categorie grammaticali astratte  non è sufficiente far acquisire gli strumenti linguistici per tradurre i pensieri in un’altra lingua35
  35. 35. remember: apprendere una lingua seconda  significa entrare in un’altra cultura  interiorizzare un modo diverso di vedere le cose, di interpretare il mondo.36
  36. 36. remember: la lingua  rivela la storia del popolo che la parla  trasmette valori e concezioni del mondo  trasmette categorie sociali  è un mezzo di interpretazione della realtà.37
  37. 37. bibliografia di riferimento P. E. Balboni, Le sfide di Babele, Utet, To. 2002 Consiglio d’Europa, Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione, La Nuova Italia-Oxford, 2002 G. Pallotti, Imparare e insegnare l’italiano come lingua seconda, Bonacci editore, Roma, 2005 A. Tosi, Dalla madrelingua all’italiano, La N. Italia, Fi. 1995 M. Vedovelli, L’italiano degli stranieri: Storia, attualità e prospettive, Carocci, Roma 2002

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