FTE: Fabio ROSSI
Riconosciuto dal Regolamento UE n.1025/2012 e Decreto
Legislativo n.223/2017 per l'adeguamento della normativa
nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n.
1025/2012 sulla normazione europea e della direttiva (UE)
2015/1535 (procedura d'informazione)
Associazione privata senza scopo di lucro, fondata nel
1921.
Elabora norme tecniche in tutti i settori dell’economia,
per l’industria, il commercio, i servizi e la società in
generale, ad esclusione delle materie elettriche ed
elettrotecniche.
UNI Ente Italiano di Normazione
Comitè Européen
de Normalisation
Ente Italiano
di Normazione
International
Organization for
Standardization
Rappresenta l’Italia negli organismi di normazione
tecnica europei ed internazionali
UNI: la normazione tecnica italiana
Prassi di
Riferiment
o
1
2
3
 documento prescrittivo
 "stato dell’arte"
consolidato
 revisione quinquennale
 documento prescrittivo
 "stato dell’arte" in
evoluzione
 verifica periodica di validità
 documento informativo
 propedeutico a future attività
normative
 verifica periodica di validità
 documento pre-normativo con consenso
ristretto
 propedeutico a future attività normative
 verifica triennale per trasposizione in
norma (da fare entro 5 anni)
4
I «deliverable» della normazione
CHI SCRIVE LE NORME?
A – Produttori, industria e commercio, laboratori
B – Ministeri, Pubblica amministrazione
C – Consumatori
D – Associazioni di categoria, ordini professionali,
sindacati
E – Mondo accademico, enti di ricerca
F – Mondo della certificazione e accreditamento
G – ONG
Contributi tecnici e posizioni nazionali
Standard da adottare
Know how, expertise, buone pratiche, pubblicazioni
Standard da recepire
Una piattaforma multi-stakeholder al servizio del "sistema-
Paese"
UNI
A
B
C
D
E
F
G
QUALITÀ
GESTIONE
SICUREZZA
AMBIENTE
SICUREZZA
SOCIALE
Sicurezza delle attività
Approccio per processi
Gestione delle
organizzazioni
Qualità servizi
Qualità prestazioni
professionali
PRESTAZIONI
REQUISITI
METODI DI PROVA
Sicurezza dei
prodotti
Caratteristiche dei
prodotti
Livelli
prestazionali
Metodi di prova
SICUREZZA
TERMINOLOGIA
DIMENSIONI
Codici comuni
Unificazione
dimensionale
Intercambiabilità
pezzi
Evoluzione dei contenuti delle
norme
PRODOTTI
Servizi
Organizzazioni
Professioni
REQUISITI
APNR - Il quadro legislativo e tecnico-
normativo di riferimento
 EQF (Raccomandazione C189/03/2017)
Sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per
l'apprendimento permanente
 Legge N°4 del 14 gennaio 2013
Disposizioni in materia di professioni non organizzate
 DLgs 16 gennaio 2013 n°13
Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali
delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli
apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi
di servizio del sistema nazionale di certificazione delle
competenze
 Decreto 8 gennaio 2018
Istituzione del Quadro nazionale delle qualificazioni
rilasciate nell’ambito del Sistema nazionale di certificazione
delle competenze di cui al DLgs 16 gennaio 2013, n. 13
 Decreto 5 gennaio 2021
Disposizioni per l'adozione delle linee guida per
l’interoperatività degli enti pubblici titolari del sistema
nazionale di certificazione delle competenze
APNR – il contesto legislativo applicabile
Risultati dell’apprendimento
Due dimensioni:
• I “Livelli EQF”  descrivono il grado di complessità dei risultati
dell’apprendimento
• I “Campi di apprendimento”  mirano a consentire la classificazione di
diversi tipi di qualifica, che hanno il medesimo livello. Suddivisi in:
EQF 2017 – Raccomandazione UE (2017/C 189/03)
• Conoscenze (K): l’insieme delle informazioni imparate
ed assimilate, riguardanti un determinato contesto o
ambito di lavoro
• Abilità (S): messa in atto delle conoscenze acquisite
al fine di svolgere incarichi e compiti
• Autonomia e Responsabilità: capacità di utilizzare in
maniera coerente ed indipendente le abilità e
conoscenze di cui si è in possesso
Elementi fondamentali
Autoregolamentazione
volontaria e
Certificazione di
conformità a norme
tecniche UNI
La Legge 04/2013
UNI 11618:2022 – Principali modifiche e
novità
0. Introduzione
1. Scopo e campo di applicazione
2. Riferimenti normativi
3. Termini e definizioni
4. Compiti e attività specifiche
5. Conoscenze, abilità, autonomia e
responsabilità
App. A (normativa) - Elementi per la
valutazione della conformità
App. B (informativa) - Aspetti etici e
deontologici applicabili
Regole generali per le attività APNR e
contesto tecnico-normativo
Definizione del perimetro
Documenti normativi UNI / CEN / ISO
applicabili
Terminologia generale (EQF) e specifica della
figura professionale
Gli "esiti/risultati attesi" dell’attività
professionale
Le triadi di descrittori EQF
Elementi (linee guida) per il processo di
certificazione di terza parte
Appendice obbligatoria e "blindata" per una
infrastruttura dell’integrità
Schema APNR: la struttura di base
Requisiti relativi all'apprendimento formale: Diploma di scuola secondaria superiore (EQF 4).
Requisiti relativi all'apprendimento non
formale:
Almeno uno o più corsi formativi per un totale
di 120 ore sulle tematiche di cui ai prospetti
1-2 e all’elenco delle KS del punto 5 della
presente norma negli ultimi 3 anni.
Requisiti relativi all'apprendimento informale: In caso di titolo di studio corrispondente ad un
EQF 4-5: esperienza comprovata nella gestione
dei processi di import, export ed
internazionalizzazione pari almeno a 3 anni.
In caso di titolo di studio corrispondente ad un
EQF 6: esperienza comprovata nella gestione dei
processi di import, export ed
internazionalizzazione pari almeno a 18 mesi.
In caso di titolo di studio corrispondente ad un
EQF 7: esperienza comprovata nella gestione dei
processi di import, export ed
internazionalizzazione pari almeno a 12 mesi.
Prospetto A.1 EXIM Manager – Elementi per l'accesso al processo di valutazione
della conformità (esame di certificazione) - Livello JUNIOR
Estratto
dalla norma
UNI
11823:2021
«EXIM
Manager»
La valutazione di conformità nelle norme APNR
La norma UNI 11618 – prima e dopo (1)
La norma UNI 11618 – prima e dopo (2)
GRAZIE PER L’ATTENZIONE!
Fabio Rossi – Funzionario Tecnico UNI/CT 006
fabio.rossi@uni.com
linkedin.com/in/fabio-rossi-474126151/

ROSSI - ControllerUNI11618 - 2023-01-25.pptx

  • 1.
  • 2.
    Riconosciuto dal RegolamentoUE n.1025/2012 e Decreto Legislativo n.223/2017 per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1025/2012 sulla normazione europea e della direttiva (UE) 2015/1535 (procedura d'informazione) Associazione privata senza scopo di lucro, fondata nel 1921. Elabora norme tecniche in tutti i settori dell’economia, per l’industria, il commercio, i servizi e la società in generale, ad esclusione delle materie elettriche ed elettrotecniche. UNI Ente Italiano di Normazione
  • 3.
    Comitè Européen de Normalisation EnteItaliano di Normazione International Organization for Standardization Rappresenta l’Italia negli organismi di normazione tecnica europei ed internazionali UNI: la normazione tecnica italiana
  • 4.
    Prassi di Riferiment o 1 2 3  documentoprescrittivo  "stato dell’arte" consolidato  revisione quinquennale  documento prescrittivo  "stato dell’arte" in evoluzione  verifica periodica di validità  documento informativo  propedeutico a future attività normative  verifica periodica di validità  documento pre-normativo con consenso ristretto  propedeutico a future attività normative  verifica triennale per trasposizione in norma (da fare entro 5 anni) 4 I «deliverable» della normazione
  • 5.
    CHI SCRIVE LENORME? A – Produttori, industria e commercio, laboratori B – Ministeri, Pubblica amministrazione C – Consumatori D – Associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati E – Mondo accademico, enti di ricerca F – Mondo della certificazione e accreditamento G – ONG Contributi tecnici e posizioni nazionali Standard da adottare Know how, expertise, buone pratiche, pubblicazioni Standard da recepire Una piattaforma multi-stakeholder al servizio del "sistema- Paese" UNI A B C D E F G
  • 6.
    QUALITÀ GESTIONE SICUREZZA AMBIENTE SICUREZZA SOCIALE Sicurezza delle attività Approccioper processi Gestione delle organizzazioni Qualità servizi Qualità prestazioni professionali PRESTAZIONI REQUISITI METODI DI PROVA Sicurezza dei prodotti Caratteristiche dei prodotti Livelli prestazionali Metodi di prova SICUREZZA TERMINOLOGIA DIMENSIONI Codici comuni Unificazione dimensionale Intercambiabilità pezzi Evoluzione dei contenuti delle norme PRODOTTI Servizi Organizzazioni Professioni REQUISITI
  • 7.
    APNR - Ilquadro legislativo e tecnico- normativo di riferimento
  • 8.
     EQF (RaccomandazioneC189/03/2017) Sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente  Legge N°4 del 14 gennaio 2013 Disposizioni in materia di professioni non organizzate  DLgs 16 gennaio 2013 n°13 Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze  Decreto 8 gennaio 2018 Istituzione del Quadro nazionale delle qualificazioni rilasciate nell’ambito del Sistema nazionale di certificazione delle competenze di cui al DLgs 16 gennaio 2013, n. 13  Decreto 5 gennaio 2021 Disposizioni per l'adozione delle linee guida per l’interoperatività degli enti pubblici titolari del sistema nazionale di certificazione delle competenze APNR – il contesto legislativo applicabile
  • 9.
    Risultati dell’apprendimento Due dimensioni: •I “Livelli EQF”  descrivono il grado di complessità dei risultati dell’apprendimento • I “Campi di apprendimento”  mirano a consentire la classificazione di diversi tipi di qualifica, che hanno il medesimo livello. Suddivisi in: EQF 2017 – Raccomandazione UE (2017/C 189/03) • Conoscenze (K): l’insieme delle informazioni imparate ed assimilate, riguardanti un determinato contesto o ambito di lavoro • Abilità (S): messa in atto delle conoscenze acquisite al fine di svolgere incarichi e compiti • Autonomia e Responsabilità: capacità di utilizzare in maniera coerente ed indipendente le abilità e conoscenze di cui si è in possesso
  • 10.
    Elementi fondamentali Autoregolamentazione volontaria e Certificazionedi conformità a norme tecniche UNI La Legge 04/2013
  • 11.
    UNI 11618:2022 –Principali modifiche e novità
  • 12.
    0. Introduzione 1. Scopoe campo di applicazione 2. Riferimenti normativi 3. Termini e definizioni 4. Compiti e attività specifiche 5. Conoscenze, abilità, autonomia e responsabilità App. A (normativa) - Elementi per la valutazione della conformità App. B (informativa) - Aspetti etici e deontologici applicabili Regole generali per le attività APNR e contesto tecnico-normativo Definizione del perimetro Documenti normativi UNI / CEN / ISO applicabili Terminologia generale (EQF) e specifica della figura professionale Gli "esiti/risultati attesi" dell’attività professionale Le triadi di descrittori EQF Elementi (linee guida) per il processo di certificazione di terza parte Appendice obbligatoria e "blindata" per una infrastruttura dell’integrità Schema APNR: la struttura di base
  • 13.
    Requisiti relativi all'apprendimentoformale: Diploma di scuola secondaria superiore (EQF 4). Requisiti relativi all'apprendimento non formale: Almeno uno o più corsi formativi per un totale di 120 ore sulle tematiche di cui ai prospetti 1-2 e all’elenco delle KS del punto 5 della presente norma negli ultimi 3 anni. Requisiti relativi all'apprendimento informale: In caso di titolo di studio corrispondente ad un EQF 4-5: esperienza comprovata nella gestione dei processi di import, export ed internazionalizzazione pari almeno a 3 anni. In caso di titolo di studio corrispondente ad un EQF 6: esperienza comprovata nella gestione dei processi di import, export ed internazionalizzazione pari almeno a 18 mesi. In caso di titolo di studio corrispondente ad un EQF 7: esperienza comprovata nella gestione dei processi di import, export ed internazionalizzazione pari almeno a 12 mesi. Prospetto A.1 EXIM Manager – Elementi per l'accesso al processo di valutazione della conformità (esame di certificazione) - Livello JUNIOR Estratto dalla norma UNI 11823:2021 «EXIM Manager» La valutazione di conformità nelle norme APNR
  • 14.
    La norma UNI11618 – prima e dopo (1)
  • 15.
    La norma UNI11618 – prima e dopo (2)
  • 16.
    GRAZIE PER L’ATTENZIONE! FabioRossi – Funzionario Tecnico UNI/CT 006 fabio.rossi@uni.com linkedin.com/in/fabio-rossi-474126151/

Editor's Notes

  • #2 Grazie Simona, Buondì a tutte e tutti! Io sono Fabio Rossi, Funzionario Tecnico UNI per la Commissione Tecnica 006 Attività Professionali non regolamentate Nel mio intervento di oggi, vi parlerò dell’attività normativa svolta da UNI nell’ambito delle Figure professionali non regolamentate, descrivendo il contesto legislativo di riferimento, e fornendovi infine di una panoramica delle principali novità della norma UNI 11618:2022 relativa all’Esperto in controllo di gestione (o Controller)
  • #3 Per chi non ci conoscesse, UNI è l’Ente Italiano di Normazione, ovvero un’associazione privata senza scopo di lucro, che si occupa di elaborare le norme tecniche in tutti i settori economici di industria, commercio, servizi, fatti salvi gli ambiti elettrico ed elettrotecnico. UNI inoltre, deve il riconoscimento della propria funzione a due principali doc legislativi: Il primo è il Regolamento UE 1025/2012, che definisce e regola la normazione in Europa, riconoscendo gli Enti di Normazione nazionali Il secondo è invece il D.Lgs. 223/2017, che recepisce a livello nazionale il Reg. UE 1025/2012 ed individua UNI come Ente di Normazione
  • #4 UNI rappresenta inoltre l’Italia all’interno di due sistemi più ampi: Il CEN, che raccoglie tutti gli Enti di normazione dell’area europea (ne fanno parte 34 paesi) E l’ISO (nome intero), che invece raccoglie Enti di normazione da tutto il mondo e a cui ad oggi partecipano più di 165 Paesi
  • #5 Passiamo velocemente in rassegna quali sono i diversi prodotti della normazione: Al primo posto ci sono ovviamente le norme tecniche, che sono documenti prescrittivi, che identificano uno stato dell’arte consolidato e che ogni 5 anni vengono aggiornate. La norma UNI 11618 appartiene a questa prima categoria Abbiamo poi le specifiche tecniche, anch’esse prescrittive, ma che rappresentano uno stato dell’arte ancora in evoluzione, e per tal motivo subiscono un aggiornamento con cadenza più ridotta, ovvero di 3 anni Al numero 3, ci sono poi i rapporti tecnici, che invece sono documenti a carattere informativo, solitamente linee guida, che possono essere utili al fine di sviluppare le future attività normative Infine, abbiamo le prassi di riferimento: si tratta di documenti pre-normativi, elaborati con una minore diffusione di consenso e finanziati da un Soggetto Promotore, motivo per cui vengono rese disponibili senza oneri. Anch’esse rappresentano un primo passo per l’elaborazione di una norma, con l’unica particolarità che tra i 3 e i 5 anni dalla loro pubblicazione devono essere trasformate in uno degli altri deliverable della normazione Ricordo, che tutte e 4 queste tipologie di documento sono ad applicazione volontaria
  • #6 Ma vediamo ora chi sono gli attori che partecipano alla stesura delle norme tecniche, ovvero i nostri esperti. Come vedete dalla slide, abbiamo diverse categorie di stakeholder, che vanno dal settore industriale/commerciale privato, alle PA, al mondo dei consumatori, delle università e delle associazioni di categoria. UNI è quindi una piattaforma composta da molteplici stakeholder, tutti al servizio del sistema socio-economico italiano. Ed è grazie al contributo degli esperti che il rapporto di UNI con CEN e ISO non è solamente ricettivo, ma anche reciproco: infatti, oltre a recepire e adottare norme, UNI collabora con i propri contributi in molte commissioni tecniche CEN e ISO dando e ricevendo know how ed esperienza.
  • #7 Quest’anno UNI compie 102 anni e qui potete vedere rappresentata l’evoluzione nel tempo dell’Ente e dei contenuti delle sue norme. Siamo infatti partiti da documenti per l’unificazione dimensionale e terminologica dei prodotti (spesso da noi si dice che siamo nati dalle viti e dai bulloni), per poi ampliarci sempre di più, raggiungendo dapprima ambiti quali la sicurezza, le metodologie di prova e la misurazione dei livelli prestazionali, per poi approdare nel mondo più fluido della gestione della qualità, dei servizi e, argomento che oggi ci interessa, delle professioni
  • #8 Entriamo quindi nel dettaglio, per dare una panoramica di quello che è il quadro legislativo e normativo all’interno del quale ci troviamo
  • #9 A livello legislativo, sono 5 i documenti che ci consentono di elaborare norme relative all’ambito APNR: Per ragioni di tempistiche e di rilevanza, di questi vedremo con maggior dettaglio i primi due, ovvero la raccomandazione EQF, primo documento Europeo che istituisce il quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente e la legge 4/2013, che invece stabilisce e legittima l’attività di UNI in ambito di professioni non regolamentate
  • #10 Partiamo quindi dalla Raccomandazione EQF, di cui è importante ricordare che: Istituisce il quadro europeo delle qualifiche (meglio noto come EQF) Definisce i risultati dell’apprendimento come la combinazione di due elementi o dimensioni: I livelli EQF, che sono indice del grado di complessità di un risultato dell’apprendimento E i campi di apprendimento, dimensione a sua volta suddivisa in «abilità», «conoscenze» e «autonomia e responsabilità» Il tutto è finalizzato a consentire un confronto tra diversi tipi di qualifica, in modo da classificarle tutte allo stesso modo
  • #11 Andiamo ora alla L. 4/2013, ovvero il documento che legittima l’attività di UNI nell’ambito delle attività professionali non regolamentate, in particolar modo agli artt. 6 e 9, che rispettivamente: promuovono l’autoregolamentazione volontaria e la «normativa tecnica UNI», e Attribuiscono un ruolo di primaria importanza alle associazioni professionali, quali principali fornitori di contributi per le norme tecniche, e al sistema della certificazione accreditata
  • #12 Andiamo ora a vedere quali sono le novità di forma e contenuto introdotte nella nuova UNI 11618:2022
  • #13 La prima novità rispetto alla scorsa edizione della norma, è stata l’implementazione dello schema APNR, di cui vediamo a schermo la nuova struttura, che riflette l’impianto dato alla nuova UNI 11618, in particolare vediamo che: Il punto 4 è riservato ai compiti e attività specifiche, ovvero gli esiti previsti dell’attività professionale Al punto 5 invece avremo i descrittori di conoscenze (ciò che il professionista deve sapere), abilità (ciò deve saper fare) e autonomia e responsabilità, che nelle norme APNR identifica il livello EQF della (o delle) figure professionali descritte (in origine il terzo descrittore erano le competenze, ma con l’aggiornamento della raccomandaz EQF 2017 è stato modificato nella maniera attuale) E Infine abbiamo le due appendici A e B, che rappresentano la vera novità: L’appendice A, che è normativa, in cui sono stati inseriti tutti i requisiti necessari per il professionista per accedere alla certificazione (di cui vi mostrerò un esempio nella prossima slide) E L’appendice B, che invece è informativa (e perciò non presenta prescrizioni o elementi certificabili), riguarda tutta una serie di linee guida e suggerimenti per la costruzione di un codice etico e un codice deontologico.
  • #14 Ed ecco che a schermo vediamo i requisiti per l’accesso all’esame di certificazione, che si dividono in: Apprendimento formale, ovvero il titolo di studio Apprendimento non formale, cioè tutta l’attività di formazione volontaria extrascolastica Apprendimento informale, ovvero l’esperienza lavorativa
  • #15 Vediamo quindi molto rapidamente alcuni elementi della vecchia 11618 e confrontiamoli con la nuova versione del 2022: Oltre alla variazione nell’indice, di cui vi ho già parlato, la principale differenza sta nei prospetti, in cui è stata eliminata la colonna delle competenze…
  • #16 In favore invece di un’ulteriore specificazione dei compiti in attività specifiche.
  • #17  Qui si conclude il mio intervento. Ringrazio tutti per la partecipazione e lascio la parola al prof. Marco Gatti.