Il museo si colloca nel pieno centro di Parigi, a pochi passi dalla Tour Eiffel, sul lungosenna Branly. Ospita una interessante collezione di arte primitiva di Africa, Asia, America ed Oceania. Tutto il complesso sorge su una struttura di pilotis che sorregge dei cubi colorati, ognuno dei quali si allontana di una misura differente dal piano della facciata, tanto che sembrano sul punto di cadere (fig.2).  L’edificio sembra una enorme passerella che emerge dal centro di un giardino. Il museo è composto di 4 parti che hanno tutte la propria identità architettonica (fig.1): 1- il museo vero e proprio con la galleria principale (che collega diverse sale laterali rappresentate all'esterno dai cubi colorati), un auditorium, aule per corsi, una sala di lettura, uno spazio per esposizioni temporanee, un ristorante.  2- l'edificio Branly (riconoscibile dal muro vegetale) comprende gli uffici amministrativi su cinque livelli. 3-  l'Auvent, con la mediateca e i magazzini. 4- l'edificio Université comprendente una libreria, uffi-ci e laboratori . Il rivestimento interno ed esterno dell’edifico ammini-strativo è stato realizzato dall’architetto in collabora-zione con Patrick Blanc, ingegnere inventore delle pareti verdi, che ha impiantato la vegetazione nell’e-state del 2004 (fig.3). Foto aerea (fig.1)   Foto dell’esterno e dell’interno dell’edificio per uffici Branly (fig.3) )  Prospetto (fig.2) )  PARETI VERDI  Musée du Quai Branly  Jaen Nouvel Parigi, Francia, 2006
Sezione facciata verde (fig.5)   La facciata, di una superficie di 800 mq è coperta da più di 15 000 piante di 150 specie diverse che vengo-no da Giappone, Cina, gli Stati Uniti e l'Europa centrale. Lo studio di Patrick Blanc si è rivolto proprio in questa direzione: cercare di capire che tipo di essenze avrebbero potuto sopravvivere con quel determinato clima e in che modo combinarle per avere l’effetto desiderato.  Il sistema è composto di tre parti (fig.5): 1- uno strato di PVC 2- uno di feltro e una rete metallica 3- un sistema auto-portante.  I benefici del Vertical Garden sono molteplici:  1- migliora la qualità dell’aria interna perchè le piante filtrano e purificano le correnti d’aria esterne. Questo è il motivo per cui la facciata verde è rivolta verso l’esterno e non all’interno del complesso. 2- diminuisce i consumi di energia perchè la parete funge da isolante quindi riduce la necessità di riscal-dare d’inverno e di raffrescare d’estate. 3- offre una naturale barriera al suono ed è anche per questo motivo che si è deciso di posizionare questa facciata proprio sul lungosenna,  in modo da minimiz-zare i rumori della città. 4- risulta sicuramente gradevole alla vista. Foto della parte anteriore e posteriore dell’edificio per uffici Branly (fig.4) )  Foto notturna (fig.6)
Foto del giardino verticale (fig.2)   Foto della copertura (fig.3) Foto del complesso (fig.1) Il Caixa Forum, è situato nel centro di Madrid, nella zona dei musei, è stato pensato come un luogo di richiamo non solo per gli amanti dell’arte, e quindi per le esposizioni che si tengono al suo interno, ma anche per l’edificio in se stesso, che richiama l’atten-zione dei passanti, invogliati ad avvivinarsi e a sco-prire l’edificio. L’edificio originario da cui nasce il museo era una centrale elettrica della fine dell’Ottocento, che viene radicalmente trasformata dall’idea progettuale degli architetti.  Il piano terra è quasi inesistente e l’edificio sembra essere sospeso a tre metri da suolo, in modo da an-nullare l’idea di pesantezza data dalle pareti piene  in mattoni. Le facciate vengono modificate in maniera inaspettata, le finestre vengono murate e si produco-no due aperture che sembrano negare l’essenza ripetitiva dell’antica facciata (fig.1). La copertura, inve-ce viene realizzata con coronamento di ferro ossidato e lavorato in modo da fare arrivare la luce anche ai piani più alti (fig.3). Al lato dell’edificio principale, troviamo  un giardino ver-ticale è composto da 15000 piante per 250 specie di-verse, questo è l'ennesima grande opera di Patrick Blanc (fig.2).  I giardini verticali di Patrick Blanc stupiscono non solo per la loro dimensione ma anche per la facilità di  rea-lizzazione, anche se durante i lavori, i giardinieri sono stati sempre presenti. Per garantire e proteggere la parete interna dalla vegetazione vengono utilizzati 2 strati di feltro chiusi all'interno di involucri in PVC. Caixa Forum, Herzog & de Meuron Madrid, Spagna, 2001
Foto dei due edifici (fig.4)   Parete verde poco dopo la realizzazione (fig.5) Dettaglio della parete verde (fig.6) Questo involucro viene fissato ad una lastra di metallo che provvede a garantire un adeguata intercapedine di aria per fare in modo che  tra la parete e il giardino verticale si venga a creare una parete ventilata. Lo strato di feltro è in grado di conservare l'acqua che gli viene fornita da un sistema ad irrigazione a goccia e crea un ottimo microclima  per le piante mentre un impianto nella parte inferiore serve a raccogliere i naturali residui del  giardino  verticale.  Le piante utilizzate sono logicamente quelle che sono dotate di radici superficiali e che sono in grado di crescere in verticale. Le piante una volta cresciute creano delle forme mutevoli, a seconda della loro natura e della crescita delle foglie (naturalmente protese alla ricerca dell’illuminazione più consona) questo determina un cambiamento continuo nell’aspetto della facciata, che dona una piacevole sensazione di non-finito. Le pareti verdi apportano all’edificio e all’ambiente circostante notevoli vantaggi: Sensibile riduzione della temperatura locale (fino a  7°C) con notevole contributo durantela stagione  estiva. - Riduzione dei consumi energetici (dovuti all’utilizzo  dei condizionatori) e conseguente riduzione di  emissioni di CO 2 - Il calore assorbito viene rilasciato durante la notte  all’interno dell’edificio migliorando il comfort termico. - Attenuazione degli sbalzi termici prodotti  dall’irraggiamento diretto. - Purificazione dell’aria con assorbimento di anidride  carbonica dall’atmosfera.
Sezione facciata verde dell’albero mediatico (fig.2)   Foto dell’albero ludico (fig.1) )  Foto dell’albero mediatico (fig.3)   Schema del ciclo vitale del progetto (fig.4)   Lo spazio indistinto della periferia urbana di Madrid viene ad essere qualificato attraverso l’inserimento di tre “alberi d’aria”, spazi pensati per assolvere a molte-plici funzioni sociali e di climatizzazione dell’ambien-te esterno (fig.1-2). La parte interna del cilindro, infatti, è climatizzata per mezzo di una vaporizzazione d’acqua, questo sistema permette inoltre di rinfrescare l’ambiente e di ottenere una temperatura di 8-10° più bassa rispetto a quella della strada. Gli alberi sono costituiti da una struttura d’acciaio zincato con piante rampicanti e, poiché i criteri ecolo-gici legati al ciclo di vita sono alla base del progetto, i materiali impiegati sono per la maggior parte riciclati, la climatizzazione avviene attraverso sistemi passivi, inoltre i pannelli fotovoltaici sulla sommità permetto-no di produrre una quantità di energia maggiore di quella necessaria per il funzionamento delle strutture. Con l’introduzione di questa energia nella rete si pos-sono pagare le spese di mantenimento del comples-so, che non verranno a pesare sul bilancio della comunità. Gli “alberi d’aria” sono pensati come strutture provvi-sorie, più o meno 20 anni di vita, il tempo necessario perché cresca una vera vegetazione che possa as-solvere agli stessi compiti (fig.4). Sono smontabili e possono essere collocate in luoghi differenti dove sia necessario un processo di rigenerazione dell’attività urbana . Ecoboulevard di Vallacas  Ecosistema Urbano Madrid, Spagna, 2006

Pareti verdi

  • 1.
    Il museo sicolloca nel pieno centro di Parigi, a pochi passi dalla Tour Eiffel, sul lungosenna Branly. Ospita una interessante collezione di arte primitiva di Africa, Asia, America ed Oceania. Tutto il complesso sorge su una struttura di pilotis che sorregge dei cubi colorati, ognuno dei quali si allontana di una misura differente dal piano della facciata, tanto che sembrano sul punto di cadere (fig.2). L’edificio sembra una enorme passerella che emerge dal centro di un giardino. Il museo è composto di 4 parti che hanno tutte la propria identità architettonica (fig.1): 1- il museo vero e proprio con la galleria principale (che collega diverse sale laterali rappresentate all'esterno dai cubi colorati), un auditorium, aule per corsi, una sala di lettura, uno spazio per esposizioni temporanee, un ristorante. 2- l'edificio Branly (riconoscibile dal muro vegetale) comprende gli uffici amministrativi su cinque livelli. 3- l'Auvent, con la mediateca e i magazzini. 4- l'edificio Université comprendente una libreria, uffi-ci e laboratori . Il rivestimento interno ed esterno dell’edifico ammini-strativo è stato realizzato dall’architetto in collabora-zione con Patrick Blanc, ingegnere inventore delle pareti verdi, che ha impiantato la vegetazione nell’e-state del 2004 (fig.3). Foto aerea (fig.1) Foto dell’esterno e dell’interno dell’edificio per uffici Branly (fig.3) ) Prospetto (fig.2) ) PARETI VERDI Musée du Quai Branly Jaen Nouvel Parigi, Francia, 2006
  • 2.
    Sezione facciata verde(fig.5) La facciata, di una superficie di 800 mq è coperta da più di 15 000 piante di 150 specie diverse che vengo-no da Giappone, Cina, gli Stati Uniti e l'Europa centrale. Lo studio di Patrick Blanc si è rivolto proprio in questa direzione: cercare di capire che tipo di essenze avrebbero potuto sopravvivere con quel determinato clima e in che modo combinarle per avere l’effetto desiderato. Il sistema è composto di tre parti (fig.5): 1- uno strato di PVC 2- uno di feltro e una rete metallica 3- un sistema auto-portante. I benefici del Vertical Garden sono molteplici: 1- migliora la qualità dell’aria interna perchè le piante filtrano e purificano le correnti d’aria esterne. Questo è il motivo per cui la facciata verde è rivolta verso l’esterno e non all’interno del complesso. 2- diminuisce i consumi di energia perchè la parete funge da isolante quindi riduce la necessità di riscal-dare d’inverno e di raffrescare d’estate. 3- offre una naturale barriera al suono ed è anche per questo motivo che si è deciso di posizionare questa facciata proprio sul lungosenna, in modo da minimiz-zare i rumori della città. 4- risulta sicuramente gradevole alla vista. Foto della parte anteriore e posteriore dell’edificio per uffici Branly (fig.4) ) Foto notturna (fig.6)
  • 3.
    Foto del giardinoverticale (fig.2) Foto della copertura (fig.3) Foto del complesso (fig.1) Il Caixa Forum, è situato nel centro di Madrid, nella zona dei musei, è stato pensato come un luogo di richiamo non solo per gli amanti dell’arte, e quindi per le esposizioni che si tengono al suo interno, ma anche per l’edificio in se stesso, che richiama l’atten-zione dei passanti, invogliati ad avvivinarsi e a sco-prire l’edificio. L’edificio originario da cui nasce il museo era una centrale elettrica della fine dell’Ottocento, che viene radicalmente trasformata dall’idea progettuale degli architetti. Il piano terra è quasi inesistente e l’edificio sembra essere sospeso a tre metri da suolo, in modo da an-nullare l’idea di pesantezza data dalle pareti piene in mattoni. Le facciate vengono modificate in maniera inaspettata, le finestre vengono murate e si produco-no due aperture che sembrano negare l’essenza ripetitiva dell’antica facciata (fig.1). La copertura, inve-ce viene realizzata con coronamento di ferro ossidato e lavorato in modo da fare arrivare la luce anche ai piani più alti (fig.3). Al lato dell’edificio principale, troviamo un giardino ver-ticale è composto da 15000 piante per 250 specie di-verse, questo è l'ennesima grande opera di Patrick Blanc (fig.2). I giardini verticali di Patrick Blanc stupiscono non solo per la loro dimensione ma anche per la facilità di rea-lizzazione, anche se durante i lavori, i giardinieri sono stati sempre presenti. Per garantire e proteggere la parete interna dalla vegetazione vengono utilizzati 2 strati di feltro chiusi all'interno di involucri in PVC. Caixa Forum, Herzog & de Meuron Madrid, Spagna, 2001
  • 4.
    Foto dei dueedifici (fig.4) Parete verde poco dopo la realizzazione (fig.5) Dettaglio della parete verde (fig.6) Questo involucro viene fissato ad una lastra di metallo che provvede a garantire un adeguata intercapedine di aria per fare in modo che tra la parete e il giardino verticale si venga a creare una parete ventilata. Lo strato di feltro è in grado di conservare l'acqua che gli viene fornita da un sistema ad irrigazione a goccia e crea un ottimo microclima  per le piante mentre un impianto nella parte inferiore serve a raccogliere i naturali residui del giardino verticale. Le piante utilizzate sono logicamente quelle che sono dotate di radici superficiali e che sono in grado di crescere in verticale. Le piante una volta cresciute creano delle forme mutevoli, a seconda della loro natura e della crescita delle foglie (naturalmente protese alla ricerca dell’illuminazione più consona) questo determina un cambiamento continuo nell’aspetto della facciata, che dona una piacevole sensazione di non-finito. Le pareti verdi apportano all’edificio e all’ambiente circostante notevoli vantaggi: Sensibile riduzione della temperatura locale (fino a 7°C) con notevole contributo durantela stagione estiva. - Riduzione dei consumi energetici (dovuti all’utilizzo dei condizionatori) e conseguente riduzione di emissioni di CO 2 - Il calore assorbito viene rilasciato durante la notte all’interno dell’edificio migliorando il comfort termico. - Attenuazione degli sbalzi termici prodotti dall’irraggiamento diretto. - Purificazione dell’aria con assorbimento di anidride carbonica dall’atmosfera.
  • 5.
    Sezione facciata verdedell’albero mediatico (fig.2) Foto dell’albero ludico (fig.1) ) Foto dell’albero mediatico (fig.3) Schema del ciclo vitale del progetto (fig.4) Lo spazio indistinto della periferia urbana di Madrid viene ad essere qualificato attraverso l’inserimento di tre “alberi d’aria”, spazi pensati per assolvere a molte-plici funzioni sociali e di climatizzazione dell’ambien-te esterno (fig.1-2). La parte interna del cilindro, infatti, è climatizzata per mezzo di una vaporizzazione d’acqua, questo sistema permette inoltre di rinfrescare l’ambiente e di ottenere una temperatura di 8-10° più bassa rispetto a quella della strada. Gli alberi sono costituiti da una struttura d’acciaio zincato con piante rampicanti e, poiché i criteri ecolo-gici legati al ciclo di vita sono alla base del progetto, i materiali impiegati sono per la maggior parte riciclati, la climatizzazione avviene attraverso sistemi passivi, inoltre i pannelli fotovoltaici sulla sommità permetto-no di produrre una quantità di energia maggiore di quella necessaria per il funzionamento delle strutture. Con l’introduzione di questa energia nella rete si pos-sono pagare le spese di mantenimento del comples-so, che non verranno a pesare sul bilancio della comunità. Gli “alberi d’aria” sono pensati come strutture provvi-sorie, più o meno 20 anni di vita, il tempo necessario perché cresca una vera vegetazione che possa as-solvere agli stessi compiti (fig.4). Sono smontabili e possono essere collocate in luoghi differenti dove sia necessario un processo di rigenerazione dell’attività urbana . Ecoboulevard di Vallacas Ecosistema Urbano Madrid, Spagna, 2006