News 19/SSL/2016
Lunedì, 9 Maggio 2016
Agricoltura: più credito per le giovani imprese
La possibilità di accesso al credito è determinante per il nuovo insediamento in
agricoltura di almeno ventimila giovani, reso possibile dall’approvazione da parte
della Commissione Europea di tutti i Piani di Sviluppo Rurale presentati dall’Italia. E’
quanto si afferma in occasione della firma del protocollo d’intesa. Diamo credito
all’agroalimentare italiano tra il ministero delle Politiche Agricole e Forestali e Intesa
San Paolo alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha stanziato 6
miliardi nei prossimi 3 anni, per il settore che possono generare 10 miliardi di
investimenti e complessivamente 70mila nuovi posti di lavoro.
L’approvazione di tutti i Piani di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020 da parte della
Commissione Europea ha formalmente garantito – sottolinea la Coldiretti – l’avvio
della nuova programmazione sullo sviluppo rurale per il nuovo periodo di
programmazione 2014-2020 e le regioni hanno iniziato la pubblicazione dei primi
bandi per i “giovani” tra 18 e 40 anni, che intendono insediarsi in agricoltura con
interventi che possono arrivare ad offrire – spiega la Coldiretti – fino a 70.000 euro a
fondo perduto per iniziare l’attività oltre a un contributo a fondo perduto sugli
investimenti aziendali che può arrivare sino al 60%. Una risposta alla crescente
domanda di agricoltura da parte dei giovani che, secondo un sondaggio
Coldiretti/Ixè, nel 57 per cento dei casi oggi preferirebbe gestire un agriturismo
piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 per cento) o fare l’impiegato in
banca (18 per cento). Ma anche – continua la Coldiretti – un sostegno alla
competitività dell’agricoltura poiché le aziende agricole condotte dai giovani
possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato
più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in
più.
Gli interventi non si limitano però solo ai giovani ma – sottolinea la Coldiretti – nei
piani di sviluppo rurale regionali approvati ci sono ingenti risorse destinate a
investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali che contribuiranno al rilancio
delle aziende agricole e forestali, favorendo un miglioramento delle prestazioni
economiche, incoraggiando la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende
agricole nonché la diversificazione delle attività. Non mancano però – continua la
Coldiretti – risorse per la sostenibilità delle produzioni e per il biologico, per
l’agricoltura sociale fino alla consulenza aziendale e l’innovazione che possono
sostenere la distintività ed i primati qualitativi e di sicurezza alimentare ed
ambientale dell’agricoltura italiana.
Le produzioni italiane – ricorda la Coldiretti – hanno il primato della sanità e della
sicurezza alimentare, con un record del 99% di campioni regolari di frutta, verdura,
vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. L’Italia ha il maggior
numero di imprese biologiche in Europa (quasi cinquantamila) che coltivano oltre
un milione di ettari di superficie bio. L’agricoltura italiana che ha scelto di non
coltivare ogm vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con ben 276
denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4886 specialità
tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 341 vini a denominazione di origine
controllata (Doc), 74 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e
123 a indicazione geografica tipica (Igt). L’Italia, infine, vanta un paesaggio unico
che – conclude Coldiretti – è meta di un crescente flusso turistico nei 871 parchi e
aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10% del territorio nazionale. Una
tendenza confermata dalla crescita dell’agriturismo che può contare su 21.000
aziende agricole. E il Paese è anche leader europeo per il turismo enogastronomico,
con un movimento annuo di circa 5 milioni di appassionati.
Fonte: giovanimpresa.coldiretti.it
Pubblicate le prassi di riferimento UNI Responsabilità Sociale delle organizzazioni –
indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000
Sono state pubblicate le Prassi di riferimento UNI ''Responsabilità sociale delle
organizzazioni - Indirizzi Applicativi alla UNI ISO 26000'': il documento è scaricabile
gratuitamente dal sito UNI.
Le Prassi offrono un aiuto concreto alle Organizzazioni impegnate in percorsi di
Responsabilità Sociale, o comunque interessate ad intraprendere tali percorsi.Le
Prassi indicano una serie di step operativi per aiutare le Organizzazioni a costruire
una vera e propria governance della Responsabilità Sociale, che non si limiti alla
gestione di singole iniziative, ma che sia strutturata secondo un approccio integrato
al business.Le Prassi contengono in appendice una checklist di valutazione della
governance, utilizzabile sia a fini di autovalutazione che ai fini del rilascio di una
dichiarazione di parte III.
Fonte:bureauveritas.it
Furti e rapine agli autotrasportatori, istituito l’Osservatorio Nazionale
Trasporti. È stato siglato ieri presso il Ministero dell’Interno un protocollo d’intesa
biennale per la costituzione dell’Osservatorio nazionale sui furti e le rapine in danno
di autotrasportatori.
Il protocollo è stato sottoscritto da Ministero Interno, Ania, Aiscat, Anas e Ministero
dei Trasporti, l’Osservatorio istituito dovrà individuare e attuare strategie di
prevenzione contro furti, rapine, e promuovere “iniziative di polizia partecipata”.
Questi i componenti del nuovo organismo, presieduto dal vice direttore generale
della Polizia di Stato: Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello
Stato, Polizia Criminale, Polizia di Stato (Stradale Ferroviaria, Comunicazioni, Reparti
Speciali, Anticrimine), Albo nazionale degli autotrasportatori, Anas, Aiscat e Ania.
(Articolo di Corrado De Paolis)
Fonte: quotidianosicurezza.it
L’Autocertificazione per ottenere il contributo esonerativo (Lavori a rischio elevato)
Sulla scorta del DLgs 151/2015 (Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione
delle procedure e degli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese in
materia di lavoro), il Ministero del Lavoro ha pubblicato il10 marzo un decreto sulle
modalità di versamento del contributo esonerativo al quale sono tenuti privati ed
enti pubblici economici. Si tratta dell’esonero dall’obbligo previsto dalla norma per
il diritto al lavoro dei disabili (L.68/1999) con riferimento agli “addetti impegnati in
lavori a rischio elevato”*.
Per ottenere l’esonero (art. 3 del decreto) le imprese interessate devono presentare
un’autocertificazione per via telematica.
Come si calcola la quota di esonero? Rispondono i commi 5 e 6 dell’art. 3 del
decreto ministeriale. “Ai fini del calcolo del contributo esonerativo e della
compilazione del modello di autocertificazione è resa disponibile una procedura
telematica assistita per la determinazione della quota di riserva, della base netta,
della quota netta e della quota di esonero massima sulla base degli altri dati
dichiarati”. “In assenza di variazioni della quota di esonero, il datore di lavoro può
continuare ad avvalersi dell’esonero effettuando il versamento del contributo per il
successivo trimestre”.
In sede di prima applicazione “l’autocertificazione è presentata entro 60 giorni
dall’entrata in vigore del decreto e il versamento deve coprire l’intero periodo dalla
data dalla quale il datore di lavoro ha inteso avvalersi dell’esonero, al termine del
trimestre in cui è presentata l’autocertificazione”.
“La data dalla quale il datore di lavoro ha inteso avvalersi dell’esonero non può
essere antecedente l’entrata in vigore del DLgs 151/2015 (24/09/2015), né può
essere successiva ai 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo di assunzione di lavoratori
con disabilità”. (Articolo di Enzo Gonano)
* Lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio Inail pari o superiore al 60 per 1000.
** Si deve tenere conto della registrazione della Corte dei Conti (16 aprile 2016) e della successiva
pubblicazione da parte del Ministero del lavoro.
Fonte: quotidianosicurezza.it
Circolare del VVF sulle procedure di deroga in materia prevenzioni incendi.
L’art. 7 del DPR 151/2011 (regolamento di semplificazione dei prevenzione incendi)
ha introdotto l’istituto della deroga alle materie di prevenzioni incendi, appunto, con
l’obiettivo di “temperare la rigidità delle prescrizioni e di consentire al professionista,
attraverso la valutazione dei rischi, di individuare e proporre misure alternative ed
equivalenti a quelle prescritte dalla regola tecnica”.
La circolare 11.03.2016 del Dipartimento dei VVF ha fornito sulla materia chiarimenti
sulle procedure di deroga. Dopo aver richiamato il Codice di prevenzione incendi
(DM 3.8.2015) indicando le attività di applicazione dello stesso (sono quelle
espressamente elencate nell’allegato del ricordato DPR 151/2011), ha formulato
alcune direttive con riferimento alle attività rientranti o meno nel campo di
applicazione del Codice di prevenzione dell’agosto 2015.
Così ha ribadito che il ricorso alla deroga è consentito alle attività del DPR 151/2011
dell’allegato 1.
Per le attività regolamentate da specifica regola tecnica non rientrante nel campo
di applicazione del Codice di prevenzione incendi, “l’adozione delle singole misure
previste non assicura automaticamente l’accoglimento dell’istanza di deroga in
quanto le norme tecniche ivi riportate fanno parte di strategie organiche ai fini della
sicurezza antincendio, che è assicurata solo con una applicazione integrale delle
stesse”.
A proposito, invece, delle attività regolamentate da specifica regola tecnica e
rientrante anche nel campo di applicazione del D.M. 03/08/2015 (es scuole, Regola
tecnica, D.M. 26/08/1992), “non è assicurato l’automatico accoglimento dell’istanza
in quanto le norme tecniche ivi riportate fanno parte di strategie organiche ai fini
della sicurezza antincendio che sono assicurate solo con una applicazione integrale
delle stesse”.
Infine la Circolare dei VVF ribadisce che non è consentita la deroga per le attività
non regolamentate da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi. (Articolo
di Enzo Gonano)
Fonte: quotidianosicurezza.it
Congedo maternità parto prematuro, circolare INPS
Maternità. Pubblicata da Inps la circolare 69 del 28 aprile 2016 con indicazioni
sul congedo di maternità in caso di parto fortemente prematuro e sul congedo in
caso di ricovero del bambino.
Le indicazioni si riferiscono alle disposizioni e alle modifiche al TU maternità
paternità introdotte in via sperimentale per il 2015 dal decreto legislativo n. 80 del 15
giugno 2015 e poi prorogate anche per i successivi dal decreto legislativo n.148 del
14 settembre 2015, articolo 43, comma 2.
Per quanto riguarda il congedo post partum nei casi di parto prematuro, ovvero di
nascita prima dei due mesi dalla data presunta (quindi prima del congedo
ordinario), il congedo previsto sarà superiore ai 5 mesi di norma, ovvero sarà
calcolato sui 3 mesi post partum più “tutti i giorni compresi tra la data del parto
fortemente prematuro e la data presunta del parto”. “Nei casi di parto fortemente
prematuro, qualora la lavoratrice abbia un provvedimento di interdizione prorogata
dal lavoro per incompatibilità con le mansioni ai sensi degli artt. 6 e 7 del T.U., si
aggiungono al termine del periodo di interdizione prorogata tutti i giorni compresi
tra la data del parto e la data presunta del parto”. Tutte le disposizioni si riflettono
anche sul congedo di paternità.
La circolare riporta quindi tre esempi pratici di modalità richiesta congedo: Parto
fortemente prematuro avvenuto prima dei due mesi ante partum; Parto prematuro
avvenuto nei due mesi ante partum, Ipotesi di indennizzo dei giorni ulteriori con
conversione dell’assenza ad altro titolo).
In caso di ricovero del neonato o del minore affidato o adottato la madre ha il
diritto secondo il nuovo articolo 16-bis del Testo unico maternità di “chiedere la
sospensione del congedo di maternità per il periodo di cui all’articolo 16, comma 1,
lettere c) e d), e di godere del congedo, in tutto o in parte, dalla data di dimissione
del bambino”. Ci si può avvalere di tale facoltà una volta per ogni figlio, la data
della sospensione del congedo non deve coincidere con quella del ricovero.
Vengono riportati anche in questo caso due esempi pratici ed esemplificativi.
La circolare riporta infine tutte le indicazioni necessarie per la liquidazione delle
indennità, la contribuzione figurativa, l’indennità nel caso di licenziamento per colpa
grave (art.24 TU), e le indicazioni sui modelli e sulle modalità di presentazione di ogni
domanda. (Articolo di Corrado De Paolis)
Fonte: quotidianosicurezza.it
del bambino”. Ci si può avvalere di tale facoltà una volta per ogni figlio, la data
della sospensione del congedo non deve coincidere con quella del ricovero.
Vengono riportati anche in questo caso due esempi pratici ed esemplificativi.
La circolare riporta infine tutte le indicazioni necessarie per la liquidazione delle
indennità, la contribuzione figurativa, l’indennità nel caso di licenziamento per colpa
grave (art.24 TU), e le indicazioni sui modelli e sulle modalità di presentazione di ogni
domanda. (Articolo di Corrado De Paolis)
Fonte: quotidianosicurezza.it

News SSL 19 2016

  • 1.
    News 19/SSL/2016 Lunedì, 9Maggio 2016 Agricoltura: più credito per le giovani imprese La possibilità di accesso al credito è determinante per il nuovo insediamento in agricoltura di almeno ventimila giovani, reso possibile dall’approvazione da parte della Commissione Europea di tutti i Piani di Sviluppo Rurale presentati dall’Italia. E’ quanto si afferma in occasione della firma del protocollo d’intesa. Diamo credito all’agroalimentare italiano tra il ministero delle Politiche Agricole e Forestali e Intesa San Paolo alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha stanziato 6 miliardi nei prossimi 3 anni, per il settore che possono generare 10 miliardi di investimenti e complessivamente 70mila nuovi posti di lavoro. L’approvazione di tutti i Piani di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020 da parte della Commissione Europea ha formalmente garantito – sottolinea la Coldiretti – l’avvio della nuova programmazione sullo sviluppo rurale per il nuovo periodo di programmazione 2014-2020 e le regioni hanno iniziato la pubblicazione dei primi bandi per i “giovani” tra 18 e 40 anni, che intendono insediarsi in agricoltura con interventi che possono arrivare ad offrire – spiega la Coldiretti – fino a 70.000 euro a fondo perduto per iniziare l’attività oltre a un contributo a fondo perduto sugli investimenti aziendali che può arrivare sino al 60%. Una risposta alla crescente domanda di agricoltura da parte dei giovani che, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè, nel 57 per cento dei casi oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 per cento) o fare l’impiegato in banca (18 per cento). Ma anche – continua la Coldiretti – un sostegno alla competitività dell’agricoltura poiché le aziende agricole condotte dai giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più. Gli interventi non si limitano però solo ai giovani ma – sottolinea la Coldiretti – nei piani di sviluppo rurale regionali approvati ci sono ingenti risorse destinate a investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali che contribuiranno al rilancio delle aziende agricole e forestali, favorendo un miglioramento delle prestazioni economiche, incoraggiando la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende agricole nonché la diversificazione delle attività. Non mancano però – continua la
  • 2.
    Coldiretti – risorseper la sostenibilità delle produzioni e per il biologico, per l’agricoltura sociale fino alla consulenza aziendale e l’innovazione che possono sostenere la distintività ed i primati qualitativi e di sicurezza alimentare ed ambientale dell’agricoltura italiana. Le produzioni italiane – ricorda la Coldiretti – hanno il primato della sanità e della sicurezza alimentare, con un record del 99% di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. L’Italia ha il maggior numero di imprese biologiche in Europa (quasi cinquantamila) che coltivano oltre un milione di ettari di superficie bio. L’agricoltura italiana che ha scelto di non coltivare ogm vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con ben 276 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4886 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 341 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 74 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 123 a indicazione geografica tipica (Igt). L’Italia, infine, vanta un paesaggio unico che – conclude Coldiretti – è meta di un crescente flusso turistico nei 871 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10% del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dell’agriturismo che può contare su 21.000 aziende agricole. E il Paese è anche leader europeo per il turismo enogastronomico, con un movimento annuo di circa 5 milioni di appassionati. Fonte: giovanimpresa.coldiretti.it Pubblicate le prassi di riferimento UNI Responsabilità Sociale delle organizzazioni – indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000 Sono state pubblicate le Prassi di riferimento UNI ''Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi Applicativi alla UNI ISO 26000'': il documento è scaricabile gratuitamente dal sito UNI. Le Prassi offrono un aiuto concreto alle Organizzazioni impegnate in percorsi di Responsabilità Sociale, o comunque interessate ad intraprendere tali percorsi.Le Prassi indicano una serie di step operativi per aiutare le Organizzazioni a costruire una vera e propria governance della Responsabilità Sociale, che non si limiti alla gestione di singole iniziative, ma che sia strutturata secondo un approccio integrato al business.Le Prassi contengono in appendice una checklist di valutazione della governance, utilizzabile sia a fini di autovalutazione che ai fini del rilascio di una dichiarazione di parte III. Fonte:bureauveritas.it
  • 3.
    Furti e rapineagli autotrasportatori, istituito l’Osservatorio Nazionale Trasporti. È stato siglato ieri presso il Ministero dell’Interno un protocollo d’intesa biennale per la costituzione dell’Osservatorio nazionale sui furti e le rapine in danno di autotrasportatori. Il protocollo è stato sottoscritto da Ministero Interno, Ania, Aiscat, Anas e Ministero dei Trasporti, l’Osservatorio istituito dovrà individuare e attuare strategie di prevenzione contro furti, rapine, e promuovere “iniziative di polizia partecipata”. Questi i componenti del nuovo organismo, presieduto dal vice direttore generale della Polizia di Stato: Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Criminale, Polizia di Stato (Stradale Ferroviaria, Comunicazioni, Reparti Speciali, Anticrimine), Albo nazionale degli autotrasportatori, Anas, Aiscat e Ania. (Articolo di Corrado De Paolis) Fonte: quotidianosicurezza.it L’Autocertificazione per ottenere il contributo esonerativo (Lavori a rischio elevato) Sulla scorta del DLgs 151/2015 (Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese in materia di lavoro), il Ministero del Lavoro ha pubblicato il10 marzo un decreto sulle modalità di versamento del contributo esonerativo al quale sono tenuti privati ed enti pubblici economici. Si tratta dell’esonero dall’obbligo previsto dalla norma per il diritto al lavoro dei disabili (L.68/1999) con riferimento agli “addetti impegnati in lavori a rischio elevato”*. Per ottenere l’esonero (art. 3 del decreto) le imprese interessate devono presentare un’autocertificazione per via telematica. Come si calcola la quota di esonero? Rispondono i commi 5 e 6 dell’art. 3 del decreto ministeriale. “Ai fini del calcolo del contributo esonerativo e della compilazione del modello di autocertificazione è resa disponibile una procedura telematica assistita per la determinazione della quota di riserva, della base netta, della quota netta e della quota di esonero massima sulla base degli altri dati dichiarati”. “In assenza di variazioni della quota di esonero, il datore di lavoro può continuare ad avvalersi dell’esonero effettuando il versamento del contributo per il successivo trimestre”. In sede di prima applicazione “l’autocertificazione è presentata entro 60 giorni
  • 4.
    dall’entrata in vigoredel decreto e il versamento deve coprire l’intero periodo dalla data dalla quale il datore di lavoro ha inteso avvalersi dell’esonero, al termine del trimestre in cui è presentata l’autocertificazione”. “La data dalla quale il datore di lavoro ha inteso avvalersi dell’esonero non può essere antecedente l’entrata in vigore del DLgs 151/2015 (24/09/2015), né può essere successiva ai 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo di assunzione di lavoratori con disabilità”. (Articolo di Enzo Gonano) * Lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio Inail pari o superiore al 60 per 1000. ** Si deve tenere conto della registrazione della Corte dei Conti (16 aprile 2016) e della successiva pubblicazione da parte del Ministero del lavoro. Fonte: quotidianosicurezza.it Circolare del VVF sulle procedure di deroga in materia prevenzioni incendi. L’art. 7 del DPR 151/2011 (regolamento di semplificazione dei prevenzione incendi) ha introdotto l’istituto della deroga alle materie di prevenzioni incendi, appunto, con l’obiettivo di “temperare la rigidità delle prescrizioni e di consentire al professionista, attraverso la valutazione dei rischi, di individuare e proporre misure alternative ed equivalenti a quelle prescritte dalla regola tecnica”. La circolare 11.03.2016 del Dipartimento dei VVF ha fornito sulla materia chiarimenti sulle procedure di deroga. Dopo aver richiamato il Codice di prevenzione incendi (DM 3.8.2015) indicando le attività di applicazione dello stesso (sono quelle espressamente elencate nell’allegato del ricordato DPR 151/2011), ha formulato alcune direttive con riferimento alle attività rientranti o meno nel campo di applicazione del Codice di prevenzione dell’agosto 2015. Così ha ribadito che il ricorso alla deroga è consentito alle attività del DPR 151/2011 dell’allegato 1. Per le attività regolamentate da specifica regola tecnica non rientrante nel campo di applicazione del Codice di prevenzione incendi, “l’adozione delle singole misure previste non assicura automaticamente l’accoglimento dell’istanza di deroga in quanto le norme tecniche ivi riportate fanno parte di strategie organiche ai fini della sicurezza antincendio, che è assicurata solo con una applicazione integrale delle stesse”. A proposito, invece, delle attività regolamentate da specifica regola tecnica e rientrante anche nel campo di applicazione del D.M. 03/08/2015 (es scuole, Regola
  • 5.
    tecnica, D.M. 26/08/1992),“non è assicurato l’automatico accoglimento dell’istanza in quanto le norme tecniche ivi riportate fanno parte di strategie organiche ai fini della sicurezza antincendio che sono assicurate solo con una applicazione integrale delle stesse”. Infine la Circolare dei VVF ribadisce che non è consentita la deroga per le attività non regolamentate da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi. (Articolo di Enzo Gonano) Fonte: quotidianosicurezza.it Congedo maternità parto prematuro, circolare INPS Maternità. Pubblicata da Inps la circolare 69 del 28 aprile 2016 con indicazioni sul congedo di maternità in caso di parto fortemente prematuro e sul congedo in caso di ricovero del bambino. Le indicazioni si riferiscono alle disposizioni e alle modifiche al TU maternità paternità introdotte in via sperimentale per il 2015 dal decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 e poi prorogate anche per i successivi dal decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015, articolo 43, comma 2. Per quanto riguarda il congedo post partum nei casi di parto prematuro, ovvero di nascita prima dei due mesi dalla data presunta (quindi prima del congedo ordinario), il congedo previsto sarà superiore ai 5 mesi di norma, ovvero sarà calcolato sui 3 mesi post partum più “tutti i giorni compresi tra la data del parto fortemente prematuro e la data presunta del parto”. “Nei casi di parto fortemente prematuro, qualora la lavoratrice abbia un provvedimento di interdizione prorogata dal lavoro per incompatibilità con le mansioni ai sensi degli artt. 6 e 7 del T.U., si aggiungono al termine del periodo di interdizione prorogata tutti i giorni compresi tra la data del parto e la data presunta del parto”. Tutte le disposizioni si riflettono anche sul congedo di paternità. La circolare riporta quindi tre esempi pratici di modalità richiesta congedo: Parto fortemente prematuro avvenuto prima dei due mesi ante partum; Parto prematuro avvenuto nei due mesi ante partum, Ipotesi di indennizzo dei giorni ulteriori con conversione dell’assenza ad altro titolo). In caso di ricovero del neonato o del minore affidato o adottato la madre ha il diritto secondo il nuovo articolo 16-bis del Testo unico maternità di “chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo di cui all’articolo 16, comma 1, lettere c) e d), e di godere del congedo, in tutto o in parte, dalla data di dimissione
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    del bambino”. Cisi può avvalere di tale facoltà una volta per ogni figlio, la data della sospensione del congedo non deve coincidere con quella del ricovero. Vengono riportati anche in questo caso due esempi pratici ed esemplificativi. La circolare riporta infine tutte le indicazioni necessarie per la liquidazione delle indennità, la contribuzione figurativa, l’indennità nel caso di licenziamento per colpa grave (art.24 TU), e le indicazioni sui modelli e sulle modalità di presentazione di ogni domanda. (Articolo di Corrado De Paolis) Fonte: quotidianosicurezza.it
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    del bambino”. Cisi può avvalere di tale facoltà una volta per ogni figlio, la data della sospensione del congedo non deve coincidere con quella del ricovero. Vengono riportati anche in questo caso due esempi pratici ed esemplificativi. La circolare riporta infine tutte le indicazioni necessarie per la liquidazione delle indennità, la contribuzione figurativa, l’indennità nel caso di licenziamento per colpa grave (art.24 TU), e le indicazioni sui modelli e sulle modalità di presentazione di ogni domanda. (Articolo di Corrado De Paolis) Fonte: quotidianosicurezza.it