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I ragazzi oggi:
orientarsi
tra tempeste
emotive
Curiosità
spaziali
in 3D
MyEdu
Club KIDS
Stefano Rossi,
psicopedagogista scolastico
e direttore scientifico
del progetto MyEdu Coaching
Crescere insieme:
la sfida educativa
INDICE
FME Education S.p.A.
Sede operativa:
Via Mario Pannunzio, 4
20156 – Milano
PIVA 08233380966
A cura della redazione di MyEdu
Progetto grafico e impaginazione:
Fabio Lancini
MyEdu Club è un’iniziativa di MyEdu
Se hai delle domande,
ecco la nostra e-mail
Redazione@myedu.it
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Conosciamoci meglio!
MyEdu è arrivato nella tua scuola!
I risultati dell’Osservatorio
sulla didattica digitale
Differenti tipi di apprendimento - DSA
Il cervello che impara
KIDS: Come si diventa astronauti?
KIDS: Giochi spaziali
KIDS: Curiosità spaziali in 3D
KIDS: Che pianeta sei?
Perché educare oggi è difficile?
5 tipi di genitore
Apprendere la matematica:
è sempre una questione di metodo
Conoscere per scegliere: MyOriento
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7
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2
P
rogettiamo e sviluppiamo risorse e
strumenti per la didattica digitale,
per rispondere alle esigenze della
scuola italiana, supportando studenti,
genitori e insegnanti per tutto il
percorso della scuola dell’obbligo.
Possiamo contare su un team di 35
professionisti dedicati tra redattori,
tutor, creativi, grafici e sviluppatori,
affiancati da una squadra di
collaboratori esterni che ci supporta
grazie a un know how specifico
proveniente dal mondo della scuola.
Per guidare i nostri utenti alla scoperta
dei contenuti e dei servizi presenti
nella piattaforma, abbiamo sviluppato
una rete che coinvolge 40 consulenti
esperti in metodologie didattiche per
ascoltare le esigenze delle famiglie e
presentare loro le risposte più efficaci
offerte da MyEdu.
Da anni collaboriamo con il
Ministero dell’Istruzione nell’ambito
del Piano Nazionale Scuola Digitale
e abbiamo coinvolto nel network
MyEdu 410 mila utenti, di cui quasi
50 mila insegnanti e 3.000 scuole sul
territorio nazionale, per promuovere
l’innovazione e potenziare la
didattica.
Il nostro sogno è che un giorno, a
scuola e in famiglia, tutte le ragazze
e i ragazzi abbiano a disposizione
la piattaforma MyEdu accanto ai
libri di testo, per liberare le proprie
potenzialità e superare i propri limiti.
Uno strumento che li incoraggi a
cimentarsi, sviluppando curiosità,
interesse e volontà di crescita, così
da trasformare l’apprendimento in
una bella avventura, divertente e
formativa.
Conosciamoci meglio!
https://myedufamily.it
MyEdu è la piattaforma didattica digitale di FME Education SpA,
editore di Milano che dal 2013 affianca scuole e famiglie
nei processi di formazione delle bambine e dei bambini.
MYEDU
3
Chi siamo
Laura Fumagalli
Laura Fumagalli è Presidente e Amministratore Delegato di FME Education SpA, editore della piattaforma
didattica digitale MyEdu che dal 2013 affianca scuole e famiglie nei processi di formazione delle bambine e dei
bambini. Partner del Ministero dell’Istruzione, MyEdu ha coinvolto oltre 3.000 scuole sul territorio nazionale e
collaborato con 50 mila docenti in tutta Italia. Ha un network di 400 mila utenti.
Con il suo team, Laura progetta contenuti e percorsi digitali che rendano l’apprendimento più semplice e
coinvolgente, con l’obiettivo di trasformarlo in un’avventura bella e divertente per tutti i bambini e ragazzi.
Laureata in lettere con una specializzazione in cultura editoriale, ha lavorato diversi anni nel settore della
comunicazione prima di entrare nel mondo dell’editoria della formazione.
È mamma di due bimbi di 1 e 4 anni.
Stefano Rossi
Psicopedagogista
scolastico, formatore
e saggista. Dopo
aver lavorato come
educatore e aver
coordinato centri
psicoeducativi per
famiglie e minori, ha
sviluppato il Metodo Rossi della
Didattica Cooperativa con cui ha
formato più di 25 mila insegnanti
e di cui dirige l’omonimo Centro.
Attualmente è uno dei massimi esperti
di didattica cooperativa ed educazione
emotiva di bambini e ragazzi a rischio.
Autore e curatore di testi scolastici e
di diversi saggi divulgativi per genitori
e ragazzi, per MyEdu ha anche curato
e diretto il portale MyEdu coaching.
Maria Segato
Insegnante di materie
letterarie e latino
in un liceo statale
della città di
Padova. Da oltre
dieci anni si dedica
all’insegnamento nella
scuola secondaria di II grado
avendo maturato la sua esperienza
educativa e didattica in diversi
contesti: istituti professionali, tecnici
e liceali.
Laureata sulla poesia latina e volgare
di Dante Alighieri, consegue un
dottorato di ricerca in Letteratura
italiana presso l’università di Padova
e un master in scrittura creativa e
storytelling.
Autrice del romanzo Come fiori nel gelo
notturno (2021), ha anche pubblicato
un contributo sul tema della salvezza
nella Commedia dantesca, nonché
articoli e racconti per ragazzi.
Francesco Tissoni
Docente di Editoria
Multimediale
e Teorie e
tecniche della
comunicazione
web all’Università
degli Studi di
Milano. Di formazione
multidisciplinare, la sua attività
lavorativa spazia dall’insegnamento
alle consulenze in progetti digitali
sia in ambito culturale sia in ambito
Business da oltre vent’anni.
Fra i tanti progetti, in ambito
culturale ha contribuito alla
realizzazione della biblioteca
digitale europea BEIC.
Barbara Urdanch
Pedagogista e
professoressa a
contratto presso
l’Università
di Torino,
dipartimento
Filosofia e Scienze
dell’educazione.
Saggista, autrice, consulente didattico
per alcune tra le case editrici più
rappresentative a livello nazionale,
è curatrice di collane didattiche
multimediali di didattica inclusiva.
Membro del comitato scientifico CPD
– Piemonte; formatrice Associazione
Italiana Dislessia (AID) e supervisore
pedagogico e responsabile progetto
ApprendiAMO: Centro Studi
Multimediale per l’apprendimento,
laboratorio specialistico per
soggetti con OSA convenzionato con
Associazione Italiana Dislessia (AIO).
Nell’anno 2021 le è stato conferito il
riconoscimento “Premio 3 Dicembre”,
nell’ambito degli eventi della Giornata
Internazionale delle Persone con
Disabilità, che annualmente viene
attribuito a persone che si sono
distinte in azioni a favore di una reale
inclusione delle persone con disabilità e
dell’abbattimento delle barriere culturali
ancora presenti nella nostra società.
Mila Valsecchi
Esperta di didattica
e strategie di
apprendimento.
Con una laurea in
scienze politiche
e un master in
neuroscienze
cognitive, nel
1989 scopre il mondo
dell’editoria scolastica e da allora
collabora con i maggiori editori italiani
e internazionali. Nel corso degli anni
si è occupata di strategia editoriale e
digitale, di comunicazione, marketing e
vendite: è stata direttore commerciale,
direttore marketing, publisher e
direttore generale. Ha creato il
primo progetto inclusivo nell’ambito
dell’editoria scolastica e ideato molte
attività digitali attualmente in uso nelle
scuole italiane. Esperta in formazione,
ha partecipato alla nascita e alla
creazione di enti formativi per i docenti.
Negli ultimi anni si è interessata
all’impatto delle neuroscienze sulle
strategie di apprendimento.
COMITATO SCIENTIFICO
MYEDU
4
MyEdu è arrivato
nella tua scuola!
S
e state sfogliando queste pagine è perché anche nella vostra scuola sono arrivati
i contenuti di MyEdu:
I NUMERI DI MYEDU
02 / 300761
WhatsApp: 370 / 15 68 551
team@myedu.it
3.000
scuole pubbliche
e paritarie
50.000
docenti formati
410.000
studenti
nel network
IL PROGETTO MYEDU PLUS PER LE SCUOLE
4.000
lezioni digitali
5.000
test e verifiche
20.000
attività interattive
Più di 1.000
video didattici
su tutte le materie
1.
La vostra scuola ha scelto
MyEdu come strumento
didattico
3.
Tutti gli insegnanti dell’Istituto hanno
a disposizione la piattaforma MyEdu
Plus: possono utilizzare tutti i contenuti
editoriali interattivi durante le loro
lezioni in classe. Migliaia di percorsi
digitali, videolezioni, test, verifiche e
giochi su tutte le materie per rendere
l’apprendimento più coinvolgente
2.
Gli insegnanti hanno
partecipato ai seminari
di formazione tenuti
dai tutor MyEdu
E a casa?
Anche voi genitori potrete scoprire
come MyEdu può supportare
studentesse e studenti per lo studio e
i compiti. Il nostro team di consulenti
didattici è a disposizione per illustrarvi
le risorse e gli strumenti dedicati
alla famiglia. Vi interessa?
Mettetevi in contatto con noi.
E per ringraziarvi del tempo che ci
dedicherete, abbiamo pensato di offrirvi
la carta ViviParchi di MyEdu. Una carta
speciale in omaggio che vi permetterà
di risparmiare sui biglietti d'ingresso
dei vostri figli, in centinaia di luoghi
della cultura e del tempo libero,
su tutto il territorio nazionale.
Vi aspettiamo nella community
di MyEdu!
5
6
famiglie su 10 sono preoccupa-
te per l’istruzione dei propri figli
anche se la tendenza segna una
flessione rispetto allo scorso anno sco-
lastico. Buona anche la soddisfazione
nei confronti della scuola considerata
moderna/innovativa dal 25% ed effica-
ce/coinvolgente dal 24%. E i ragazzi?
Sognano una scuola senza compiti (più
le femmine dei maschi) e 1 ragazzo su 4
vorrebbe iniziasse più tardi la mattina.
I dati dell’ultimo osservatorio MyEdu
sono incoraggianti: l’opinione dei geni-
tori verso la qualità della scuola italia-
na migliora, anche se leggermente.
Il 49% dei genitori intervistati da BVA
Doxa per MyEdu nell’indagine “Junior
2023” definisce infatti il sistema sco-
lastico italiano moderno/innovativo
(25%) o efficace/coinvolgente (24%).
Viceversa il 40% lo considera vecchio/
obsoleto (21%) e noioso/pesante (19%).
A confronto con lo scorso anno scola-
stico, per l’anno 2022/23 i genitori sem-
brano anche un po’ meno preoccupati
verso il futuro dei propri figli: segnano
un +11% i genitori che si dicono sere-
ni, anche se restano in netta minoran-
za rispetto a quelli preoccupati (65%).
Parallelamente, aumentano le richieste
per attività che rendano più stimolante
lo studio a scuola, con il 52% che sugge-
risce l’inserimento di laboratori tecno-
logici nell’orario scolastico.
È quanto emerge dall’analisi annuale
dell’Osservatorio sulla didattica digi-
tale di MyEdu.
“Rilevare la percezione delle famiglie e
dei ragazzi rispetto alla scuola è fonda-
mentale per migliorare la comunicazio-
ne e l’alleanza con i docenti e quindi il
sistema scolastico – commenta Laura
Fumagalli, presidente di MyEdu – Di
pari passo, la transizione digitale nel-
la scuola italiana deve dare centralità
alla funzione dell’insegnante. Bisogna
investire sulle capacità di relazione,
ascolto, comprensione ed empatia, ma
anche essere consapevoli del rischio
che il digitale, se abusato e utilizzato
come scorciatoia, possa condizionare la
relazione con lo studente e in certi casi
addirittura spodestarla, sostituendosi
al rapporto umano”.
Dalla ricerca BVA Doxa emerge che la
didattica digitale integrata, che è stata
introdotta nel post pandemia, ha nel
complesso migliorato la percezione
dell’alleanza scuola-famiglia. Il 46%
dei genitori dichiara che sia migliorata
(molto o abbastanza), il 39% mantiene
una posizione neutra.
Allineata a questo panorama, la sod-
disfazione per il livello di innovazione
della scuola del figlio: il 42% si dichia-
ra molto o abbastanza soddisfatto e un
genitore su due si colloca su un livello
di soddisfazione intermedio (47%). I ri-
sultati sono trasversali alla tipologia di
scuola e all’area geografica.
Per i genitori il PC vince sul tablet.
Guardando nello specifico ai supporti
alla didattica che possono arrivare dai
device digitali, i genitori individuano il
computer quale strumento più utile per
incrementare l’efficacia della didattica
(37%), seguito dal tablet (20%) e, molto
distanziata in terzo posto, si colloca la
LIM (11%).
Il punto di vista
dei ragazzi sulla scuola
Dall’Osservatorio MyEdu, la materia
preferita dagli studenti rimane la ma-
tematica, ma a sorpresa “arte e imma-
gine” sale al 3° posto, guadagnando il
podio dietro a italiano.
Ma com’è la scuola dei sogni per i
ragazzi? Dalla ricerca BVA Doxa il 43%
la vorrebbe senza compiti, per 1 su 4
dovrebbe iniziare più tardi, per il 20%
dovrebbe avere più dotazioni tecnolo-
giche, come pc e tablet, dichiarato so-
prattutto dai ragazzi della secondaria e
infine, il 19% la vorrebbe senza esami.
La scuola italiana piace ai genitori:
per il 49% è moderna/ innovativa
o efficace/coinvolgente
SCUOLA E TRANSIZIONE DIGITALE
Nota metodologica – Questi dati emergono da due ricerche condotte in parallelo da MyEdu e da BVA Doxa. I dati dell’Osservatorio nazionale
sulla didattica digitale sono stati raccolti su un campione rappresentativo di oltre 5.400 famiglie italiane nell’anno scolastico 2022/2023
con figli nelle scuole materne, elementari e medie, di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Puglia.
Insieme ai dati dell’Osservatorio, MyEdu ha anche incrociato i numeri dell’indagine condotta insieme a BVA Doxa, e frutto di 805 interviste a ragazzi tra
i 5 e i 13 anni, rappresentative dell’universo di riferimento, realizzate presso il domicilio degli intervistati nel periodo tra il 20 febbraio – e il 17 marzo 2023.
QUALI STRUMENTI VORRESTE CHE VOSTRO FIGLIO/A AVESSE
A DISPOSIZIONE PER STUDIARE IN MODO PIÙ EFFICACE?
0% 10% 20% 30% 40%
Videolezioni di ripasso suddivise
per materia
Mappe concettuali
digitali personalizzabili
Esercizi interattivi
da fare con il tablet
Giochi didattici per allenarsi
anche nel tempo libero
Un tutor on demand che risponde
a specifiche richieste
Schede didattiche da stampare
Libri di testo più stimolanti
Nell'indagine di MyEdu e BVA DOXA emerge uno spaccato incoraggiante.
6
APPRENDIMENTO
Differenti tipi di apprendimento – DSA
CARATTERISTICHE DEI DSA
Le principali caratteristiche nel detta-
glio sono:
• dislessia, cioè disturbo nella lettura
(intesa come abilità di decodifica
del testo);
• disortografia, cioè disturbo nella
scrittura (intesa come abilità di co-
difica fonografica e competenza or-
tografica);
• disgrafia, cioè disturbo nella grafia
(intesa come abilità grafo-motoria);
• discalculia, cioè disturbo nelle abi-
lità di numero e di calcolo (intese
come capacità di comprendere e
operare con i numeri).
Questi disturbi hanno alcune carat-
teristiche comuni:
• hanno un carattere “evolutivo”, cioè
si evidenziano e si esprimono in
maniera differente nelle diverse fasi
evolutive dell’abilità in questione;
• sono quasi sempre associati ad altri
disturbi (comorbidità);
• le anomalie di processo hanno una
radice neurobiologica: ad esempio
la dislessia è associata ad anomalie
funzionali e anatomiche dell’emi-
sfero sinistro, area del cervello in
cui risiedono le competenze lingui-
stiche e di lettura; l’area non è inat-
tiva, ma ha un funzionamento più
lento.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento
hanno, infatti, un’origine biologica che è
alla base delle anomalie a livello cogni-
tivo e che dipende da un’interazione di
fattori genetici, ereditari e ambientali che
colpiscono le capacità cerebrali di perce-
pire o processare informazioni verbali o
non verbali in modo efficiente e preciso.
INTELLIGENZA E CREATIVITÀ
È importante quindi sottolineare che i
bambini con Disturbi Specifici dell’Ap-
prendimento hanno un’intelligenza
nella norma o superiore alla norma.
Apprendono facilmente dall’esperienza
e ricordano maggiormente i fatti, non
in modo astratto, ma come esperienze
di vita, racconti ed esempi. Vivono le
esperienze con un alto coinvolgimento
emotivo. Tendono a essere empatici;
pensano soprattutto per immagini,
visualizzando le parole e i concetti in
modo tridimensionale e per questo me-
morizzano molto più facilmente per im-
magini (le famose mappe per lo studio).
L’IMPORTANZA
DELLA DIAGNOSI
La diagnosi di disturbo dell’appren-
dimento viene di solito eseguita solo
al termine del secondo anno di scuola
primaria, anno in cui questo disordine
diventa più evidente a fronte dell’au-
mento delle attività di letto-scrittura.
Di solito infatti sono le maestre ad av-
vertire per prime che il bambino è a di-
sagio o ha delle difficoltà.
È loro dovere quindi infor-
mare il genitore al più
presto per attivarsi
con uno speciali-
sta in grado di
formulare una
diagnosi: so-
litamente il
neuropsichia-
tra infantile
o un’equipe
multidiscipli-
nare composta
da neuropsichia-
tra infantile, psico-
logo, logopedista.
COME SI SUPPORTA
NEI COMPITI UN DSA?
È necessario applicare alcune strategie:
• organizzare un ambiente di studio
adatto: i DSA hanno difficoltà a
concentrarsi, quindi l’ambiente di
studio non deve avere distrazioni
(come una TV accesa);
• pianificare i compiti: strutturare un
programma coinvolgendo il bam-
bino e considerando i tempi e gli
orari più adatti per sfruttare le sue
migliori energie (non fare i compiti
alla sera ad esempio);
• facilitare la lettura: il genitore po-
trebbe utilizzare strumenti tecnolo-
gici di lettura disponibili anche su
MyEdu. Per il DSA spesso la lettura
è un momento di ansia che lo di-
strae dal compito che deve svolgere;
• utilizzare le mappe cognitive per
fare apprendere e memorizzare un
argomento;
• stimolare la curiosità con video o
audio interessanti;
• sviluppare la concentrazione;
• esaltare i successi: questi bambini
hanno una bassa autostima e vanno
aiutati a recuperarla;
• utilizzare la tecnologia digitale: au-
diolibri, video, podcast, mappe in-
terattive, test digitali.
Con l’acronimo DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) si intende una categoria diagnostica,
che raccoglie i Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento e i disturbi del neurosviluppo
legati all’evoluzione delle abilità scolastiche: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.
Molti personaggi famosi,
scienziati, musicisti, avevano
disturbi dell’apprendimento.
Walt Disney, Agatha Christie,
Steve Jobs, Leonardo Da Vinci,
Albert Einstein, Charles Darwin,
Michelangelo Buonarroti:
cosa hanno in comune?
Erano dislessici, ma questo
non li ha fermati, hanno
pensato oltre e hanno
migliorato l’intero mondo,
lasciando un’eredità
all’intera umanità.
È importante che genitori,
docenti, e bambini stessi
se ne ricordino sempre
nei momenti di difficoltà.
7
Il cervello che impara
NEUROBIOLOGIA
I nostri figli imparano diversamente da come facevamo noi?
Cosa ha portato al cambiamento delle modalità di apprendimento?
In questo articolo abbiamo chiesto a Mila Valsecchi,
esperta in neuroscienze cognitive, di aiutarci a capirne qualcosa in più.
L’
apprendimento è un processo
complesso su cui influiscono sia
le caratteristiche personali che il
contesto esterno. In particolare, lo svi-
luppo della tecnologia e l’impatto del
suo precoce utilizzo sulle nuove gene-
razioni sta influendo in maniera deci-
sa anche sugli stili di apprendimento
nell’età evolutiva.
UN AIUTO DALLE
NEUROSCIENZE:
LA NEUROEDUCAZIONE
Inoltre, recenti scoperte nell’ambito del-
le neuroscienze hanno chiarito molti
processi che regolano apprendimento e
memorizzazione, al punto da creare una
nuova branca della didattica, la neuroe-
ducazione.
La neuroeducazione cerca di potenzia-
re i processi cognitivi coinvolti nell’ap-
prendimento, al fine di migliorare at-
tenzione, memorizzazione e persona-
lizzazione.
Attraverso l’analisi e la classificazione
delle difficoltà di apprendimento, sarà
più semplice capire la motivazione di
un problema, e trovare una strategia per
attenuarlo o risolverlo. Tutto questo te-
nendo conto delle caratteristiche dello
studente e della fase evolutiva che sta
attraversando.
L’apprendimento è un processo com-
plesso influenzato da una moltitudine di
processi, quindi qualsiasi miglioramen-
to in uno di questi processi si tradurrà in
un miglioramento dell’apprendimento.
L’obiettivo della neuroeducazione, nota
anche come neurodidattica, è quello di
migliorare l’uso delle strategie e delle
tecnologie, utilizzate in classe e nello
studio autonomo, per ottimizzare il pro-
cesso di insegnamento-apprendimento
sulla base delle caratteristiche opera-
tive del cervello: didattica cooperativa
e classe capovolta sono due modelli
alternativi alla didattica tra-
dizionale che motivano e
coinvolgono gli studenti
in maniera più attiva, e
quindi spesso più effi-
cace.
TUTTI UGUALI
O TUTTI DIVERSI
Pensiamo alla genera-
zione alpha (nati dopo
il 2012): bambini abituati
dalla nascita a una molteplicità di mes-
saggi senza precedenti: un imprinting
che secondo neuroscienziati e psicolo-
gi influirà sul modo in cui penseranno
e agiranno.
Il cervello è un organo plastico che si
modifica in modo costante con le nostre
esperienze e negli ultimi anni gli stimo-
li provenienti dal mondo digitale sono
in continuo e costante aumento. I bam-
bini che interagiscono con il digitale
sin dai primi mesi di vita, acquisiscono
una capacità di passare da un compito
all’altro impensabile per le generazioni
precedenti: sono rapidi nel cogliere le
informazioni dai differenti media, e uti-
lizzano anche più schermi o supporti
in contemporanea. Un’efficien-
za altissima nel consumo di
informazioni, a cui però
si contrappone una di-
minuzione, a volte dra-
stica, dell’attenzione e
della memorizzazione.
Lo stimolo della plasti-
cità cerebrale è il motivo
per cui è importante, per
memorizzare a lungo ter-
mine, tornare più e più volte
MILA VALSECCHI
8
su un argomento: ripetere un concetto o
esercitarsi sullo stesso ambito, aiuta ad
attivare le sinapsi, e quindi a fissare nel
cervello le informazioni; il cervello ha
più tempo per attivare le connessioni tra
i neuroni, e quindi per fortificare ulterior-
mente le sinapsi.
Quindi per studiare bisogna ripetere?
Serve, ma non basta. Perché, come an-
ticipato, l’apprendimento è un processo
dove giocano elementi differenti.
Abbiamo visto quello fisiologico, ma
quello emotivo è altrettanto importan-
te: perché apprendere, con un ruolo
attivo, innesca un meccanismo moti-
vazionale che amplifica le attività dei
neuroni.
Ad esempio siamo abituati a pensare
che l’imparare sia legato allo studio,
e le verifiche servano solo a valutare
quanto è stato appreso. In realtà svolge-
re un test ha un ruolo attivo nel consoli-
dare l’apprendimento, anzi, addirittura
a volte più efficace rispetto al ripasso.
Rispondere a domande, fare attività
pratiche o applicative, lavorare in grup-
po, implica un coinvolgimento attivo,
che attiva il rinforzo delle connessioni
tra neuroni.
Il coinvolgimento non avviene unica-
mente con le modalità di approccio, ma
anche attraverso l’utilizzo di contenuti
con formati differenti. Pensiamo a un ar-
gomento di geografia: la Spagna. Si può
studiare leggendo un libro o un atlante,
oppure guardando un video di un geo-
grafo, ascoltando un podcast di un vlog-
ger esperto, completando un test interat-
tivo divertente, oppure chiedendo a un
tutor di Intelligenza Artificiale di raccon-
tarti tutto sulla Spagna… e tutto questo è
già disponibile ora. Importante a questo
punto è saper scegliere il contenuto più
adatto alle proprie esigenze.
LA TERZA QUESTIONE:
QUELLA EMOZIONALE
Per mettere in pratica e assimilare, pur-
ché in modo rilassato e senza stress, si
posssono utilizzare format della vita di
tutti i giorni: video giocosi ed emotiva-
mente coinvolgenti stimolando l’empa-
tia e la curiosità, per un sano benessere
emotivo che aiuti l’apprendimento.
Infatti le emozioni giocano un ruolo im-
portante nell’apprendimento: ad esem-
pio l’empatia verso i personaggi anima-
ti stimola curiosità e assimilazione.
Se uno studente è felice per un succes-
so, ad esempio una lezione divertente,
un video giocoso o un test superato, il
suo cervello reagisce attivando i circuiti
della ricompensa, producendo dopa-
mina, il neurotrasmettitore legato alla
motivazione; questa scarica chimica si
traduce materialmente nella creazione
o nel rafforzamento delle sinapsi.
La gestione e il controllo dello stress
hanno un impatto diretto sull’appren-
dimento. Recenti studi hanno stabilito
una connessione diretta tra creazione
e velocità di connessione dei neuroni e
livello di cortisolo (ormone spesso asso-
ciato allo stress).
In molti paesi al mondo, come il Regno
Unito, l’utilizzo della mindfulness è
diventato parte integrante dell’offerta
formativa della scuola primaria: perché
in una fase così importante dell’appren-
dimento è fondamentale tutelare il be-
nessere emotivo. Anche in Italia sono in
corso molte sperimentazioni sul tema.
Didattica emozionale, teoria del cervel-
lo felice, sono alcune tra le teorie più
diffuse negli ultimi anni: tutte segna-
lano una connessione tra benessere e
miglioramento della memoria, e tutte si
collegano alla concezione di un’intelli-
genza non solo di origine genetica, ma
multipla ed emotiva.
SISTEMA LIMBICO
GANGLI DELLA BASE
IPOTALAMO
AMIGDALA
GIRO CINGOLATO
CERVELLETTO
IPPOCAMPO
TALAMO
CORPO CALLOSO
9
Come
si diventa
astronauti?
Quanti da piccoli hanno sognato
di poter viaggiare, un giorno,
nello spazio? Sembra quasi impossibile,
ma in realtà diventare astronauta
non è un desiderio così irraggiungibile.
Certo è necessario molto impegno.
Innanzitutto bisogna infatti studiare molto: le
facoltà scientifiche sono quelle da privilegiare
all’università, come fisica, biologia, ingegneria,
ma anche matematica.
Sicuramente poi sarà utile avere alle spalle
anche una carriera nell’Aeronautica
militare, quindi essere capaci di volare.
È utilissimo sapere le lingue, non solo
l’inglese, ma, ad esempio, anche il
russo, che è una delle lingue più
parlate sulla Stazione Spaziale
Internazionale.
Il lavoro dell’astronauta poi richiede
alcune qualità particolari come il
saper convivere in spazi ristretti con
altre persone, saper collaborare con
gli altri, saper reagire bene a situazioni
stressanti e rischiose, non aver timore
di passare anche molti mesi lontani da
casa e dalla famiglia.
A fronte di questo bisogna però dire
che gli astronauti vivono avventure
incredibili e ammirano paesaggi
davvero unici.
Ricetta
Cosa si può mangiare nello
spazio? Gli astronauti possono
mangiare una gran varietà di
cibi, come per esempio pasta,
frutta e verdura, dolci, carne.
Bisogna evitare però torte e
pane: le briciole sarebbero un
pericolo per la strumentazione
di bordo! Ma dove prendere gli
ingredienti?
Gli scienziati dell’Università di
Adelaide (in Australia) hanno
preparato una vera e propria
ricetta basandosi su piante che
si possono coltivare
direttamente nello spazio e che
possono fornire agli astronauti
tutti i nutrimenti di cui hanno
bisogno.
ECCO GLI INGREDIENTI:
1. patate dolci,
2. orzo,
3. cavolo,
4. semi di soia,
5. semi di papavero,
6. arachidi,
7. semi di girasole
Mescolandoli insieme si ottiene
un’insalata speciale… un’insalata
spaziale!
MYEDU CLUB KIDS
10
Space
puzzle
Trova le differenze
Risate stellari
Trova le parole spaziali!
Trova e cerchia tutte
le parole che riguardano
lo spazio.
1 STELLA
2 VIA LATTEA
3 GRADI
4 LUNA
5 SOLE
6 ASTRONAUTA
7 GIOVE
8 SATELLITI
9 RAZZO
10 MERCURIO
11 SATURNO
12 TERRA
13 COMETA
14 ASTEROIDE
15 GAS
Le parole da cercare sono:
Animali nello spazio!? Aguzza la vista e trova
le dieci differenze presenti nelle due immagini.
SOLUZIONI
Qual è il colmo per un astronauta?
Avere gli occhi fuori dalle orbite!
Perché una volta al mese la Luna non ha fame?
Perché è piena!
Qual è il colmo per un marziano?
Essere lunatico!
11
Venere
Venere è il secondo pianeta
più vicino al Sole: segue
infatti Mercurio e, come lui,
è un pianeta roccioso.
Il suolo di Venere è una
distesa desertica di rocce
di colore giallo-rossastro,
in cui sono presenti due
grandi zone montuose,
con vette più alte del monte
Everest. Il pianeta,
a differenza del nostro,
non ha satelliti.
Venere
Venere
Il pianeta inospitale
Venere presenta un nucleo metallico circondato da
un mantello di rocce fuse, ed è rivestito esternamente
da una sottile crosta solida. L’aria di Venere è densa
e pesante: il pianeta è infatti avvolto da un’atmosfera
densissima, composta da anidride carbonica, zolfo e
tracce di acido solforico.
Per la sua vicinanza al Sole, Venere è il pianeta più
caldo di tutto il Sistema Solare. Pensate che la sua
temperatura si aggira solitamente sui 460°C e può
toccare picchi anche di 480°C: una temperatura in
grado addirittura di sciogliere il piombo! A contribuire
alla sua temperatura elevata ci pensano anche ben
1600 vulcani che emettono tantissimi gas bollenti
nell’atmosfera.
12
Venere…una lunga
storia d’amore!
Nell’Antica Roma Venere,
Venus in latino, era la
dea della natura, della
fecondità, dell’amore e
della bellezza femminile.
Era considerata
responsabile del desiderio
e del sentimento amoroso e
in generale, dell’affettività.
Proprio per il suo aspetto
attraente, dovuto alla sua
straordinaria luminosità,
il pianeta viene collegato
alla divinità romana.
Sono rosso, ma non di rabbia! Ho un cuore
formato da ferro, nichel e zolfo, ma, nonostante
questo, gli esseri umani hanno inviato spesso
sonde a farmi visita: chi sono?
La mia atmosfera è composta da tre strati,
come una torta a più piani! Il mio segno particolare
è una grande macchia rossa che si trova
a sud dell’equatore: chi sono?
(MARTE)
(GIOVE)
Sono un gigante gassoso e ho tanti satelliti
che mi girano intorno, così non mi sento mai solo!
Oltre agli amici amo molto anche gli accessori...
gli anelli in particolare: chi sono?
È molto difficile raggiungermi, io e il Sole non
andiamo molto d’accordo, tanto che per 21 anni
terrestri, metà della mia superficie rimane al buio.
Nel tempo libero mi piace molto leggere libri
di letteratura inglese: Shakespeare e Pope
sono i miei autori preferiti: chi sono?
(SATURNO)
(URANO)
Vuoi scoprire che aspetto
hanno i pianeti che
compongono il nostro
Sistema Solare?
Allaccia le cinture, si parte
per un viaggio nello spazio!
Inquadra con un telefono
cellulare il QRcode che trovi
qui sotto e apri il modello 3D
del Sistema Solare.
Indovinelli
13
Mercurio
maggioranza di A
Mercurio è il pianeta che più ti rappresenta!
Sei una persona solare ed esplosiva. Sei
molto curioso e hai sempre voglia di provare
nuove esperienze. La tua avventura dei
sogni potrebbe essere: zaino in spalla,
direzione deserto della Death Valley,
in California. Non ami le mezze stagioni:
per te esistono solo le torridi giornate estive
o le fredde giornate invernali.
TERRA
maggioranza di B
La Terra è il pianeta che più ti rappresenta!
Sei una persona a cui piacciono le giornate
di sole, in primavera, da trascorrere in sella
alla tua bicicletta, tra gli alberi in fiore. Ami
molto la routine, organizzi sempre i tuoi
impegni della giornata, per cercare
di mantenere un perfetto equilibrio. L’acqua
è il tuo elemento preferito.
NETTUNO
maggioranza di C
Nettuno è il pianeta che più ti rappresenta!
Sei una persona con la testa tra le nuvole e
decidi sempre all’ultimo come organizzare
la tua giornata. Non ami trascorrere il tempo
insieme a tante persone, preferisci avere
solo due o tre amici di fiducia. Una bella
giornata in montagna, sulle piste da sci
o a fare trekking, rappresenta la tua perfetta
gita del weekend.
VENERE
maggioranza di D
Venere è il pianeta che più ti rappresenta!
Sei una persona che ama le giornate
di calma e relax, meglio se sdraiato su una
spiaggia, con il caldo del sole che ti scalda
la faccia. Ami molto i paesaggi rocciosi
e assistere all’eruzione di un vulcano
è uno dei tuoi sogni nel cassetto.
Quali elementi non possono
mai mancare in un bel paesaggio?
A - rocce e crateri
B - acqua
C - alte vette di montagne
D - vulcani
Quanto ti definisci
una persona solare da 1 a 10?
A - 10
B - 6
C - 1
D - 8
Per quale gas provi più simpatia?
A - ossigeno
B - azoto
C - idrogeno
D - anidride carbonica
Se potessi trascorrere una giornata
diversa dalla solita routine:
dove ti piacerebbe andare?
A - a vedere le stelle nel deserto
B - a fare una passeggiata tra i tulipani in fiore
C - a sciare fuoripista
D - al mare a prendere il sole
Come gestisci la tua giornata?
A - ami gli imprevisti e hai sempre voglia
di provare nuove attività
B - con precisione e organizzazione:
ogni impegno è segnato in agenda
C - l’organizzazione non è il tuo forte,
corri sempre da una parte all’altra
D - momenti di tranquillità e relax
non possono mai mancare
Che pianeta sei?
14
I
eri eravamo infatti nella società ver-
ticale, dove in cima c’erano i valori, e
dove era semplice per i genitori aver
chiara la direzione educativa: si edu-
cava col dispositivo della colpa, che è
l’embrione del senso di responsabilità.
Oggi, invece, tutto si fa più complicato
perché siamo in una società in cui ogni
“io” vuole farsi dio, e vuole stare in cie-
lo. Si forma così una nuova orizzontali-
tà, svuotata però dei valori precedenti.
Quindi oggi per i genitori la vera diffi-
coltà non è solo come educare i figli, ma
è una meta-difficoltà, ovvero a cosa
educare i nostri figli?
Dal cielo sopra le nostre teste, che si è
svuotato, è derivato un disorientamen-
to che ha portato a quelli che io chiamo
i “genitori nella nebbia”. Tutto oggi è
più complicato, anche per i ragazzi e le
ragazze, che hanno difficoltà a capire
cos’è l’autorità. Non solo nei confronti
dei genitori ma di tutti: una cosa che ha
un impatto non da poco sulla scuola,
dove si assiste a una dissoluzione della
pedana. La pedana era quel rialzo che
c’era nelle scuole del mondo verticale
che stava a indicare “io sono autorevole
solo per il fatto che sto qui oggi”. Cosa
succede nel tempo dell’evaporazione
del verticale? Evapora anche la peda-
na, quindi l’insegnante non si trova
più in una situazione asimmetrica, di
autorevolezza, ma si trova alla pari con
i ragazzi.
Se i genitori sono “nella nebbia”, gli in-
segnanti sono “nella tempesta”. Si-
curamente dobbiamo individuare una
nuova autorevolezza, che non va più
cercata nell’orizzonte del potere, del
verticale, ma dell’empatia. Perché nel-
la società orizzontale di oggi i ragazzi ci
chiedono di essere visti: l’autorevolezza
oggi parte dallo sguardo. I ragazzi delle
ultime generazioni hanno bisogno in-
fatti di essere ascoltati e capiti nei loro
linguaggi, che sono profondamente di-
versi rispetto solo a dieci anni fa.
È dunque fondamentale riuscire a tro-
vare un ponte, sia a casa che a scuola,
dove si costruisce il futuro dei nostri fi-
gli. Per poter agganciare questi ragazzi
dobbiamo ricucire il cielo che si è spez-
zato tra scuola e famiglia; ai genitori,
una cosa che tengo a dire è: i nostri ra-
gazzi sono una piccola barca nell’ocea-
no che ha due remi, la scuola
e la famiglia. Se questi due
remi non sono sincro-
nizzati il destino ine-
vitabile è che la barca
finisca per girare su
se stessa.
Allora come possiamo ricucire
questo cielo?
Scuola e famiglia devono remare insie-
me lungo la rotta dell’educazione em-
patica e dell’educazione emotiva. In
un mondo sempre più liquido, con sem-
pre meno certezze, dobbiamo insegna-
re ai ragazzi a riconoscere i significati,
ma anche a guidare le loro emozioni.
Grazie alle neuroscienze adesso abbia-
mo la possibilità di conoscere ancora
meglio il funzionamento del nostro cer-
vello: sappiamo che siamo fatti di una
parte razionale e di una parte emotiva,
e la razza umana si è evoluta nel
tempo anche grazie a questa
divisione in due parti, che
funzionano in maniera di-
versa, ma insieme.
Sapere come funziona
il cervello ci permette
allora di aiutare questi
ragazzi, che stanno ul-
teriormente evolvendo. I
ragazzi della generazione
alpha hanno infatti sicuramen-
te un’intelligenza differente, hanno
abilità e competenze diverse: concen-
trarsi sull’intelligenza emotiva aiuterà
loro a crescere, e permetterà a noi di
non perdere dei talenti che magari non
potremmo riconoscere se li approccias-
simo in una maniera tradizionale.
Bisogna ricercare l’integrazione tra la
parte cognitiva e quella emotiva, che
devono danzare insieme. Quando la lo-
ro danza non è sincronizzata, come av-
viene per la danza tra scuola e genitori,
abbiamo delle difficoltà. Per educare
oggi si deve dunque imboccare la rotta
dell’integrazione empatica tra le parti:
scuola-famiglia; cognizione-emozione.
Perché educare
oggi è difficile?
GENITORIALITÀ
Oggi educare è difficile
perché siamo nella
società dal cielo vuoto.
Per dirlo in termini
semplici: i genitori di ieri
desideravano il bravo
bambino, il bambino
morale.
CHI È STEFANO ROSSI?
Stefano Rossi è
psicopedagogista scolastico,
formatore e saggista. Dopo aver
lavorato come educatore e aver
coordinato centri psicoeducativi
per famiglie e minori, ha
sviluppato il Metodo Rossi della
Didattica Cooperativa con cui ha
formato più di 25 mila insegnanti
e di cui dirige l’omonimo Centro.
Attualmente è uno dei massimi
esperti di didattica cooperativa
ed educazione emotiva
di bambini e ragazzi a rischio.
Membro del comitato scientifico
di MyEdu è curatore del portale
MyEdu coaching.
15
5
tipi di
genitore
Come si educa un figlio?
Esiste un genitore perfetto
e quali sono gli errori
comportamentali più
comuni?
Stefano Rossi,
psicopedagogista scolastico
e direttore scientifico del
progetto MyEdu Coaching,
prova a tracciare 5 possibili
profili di genitorialità,
per confrontarsi, riflettere
e prendere i giusti spunti.
Ricorda, ogni genitore
è un po’ un mix e l’importante
è non scoraggiarsi.
GENITORE
ZUCCHERO FILATO
Il genitore zucchero filato
è un genitore affettivamente
presente, empatico e sensibile,
incapace però di dire i giusti NO
e a far rispettare le regole
prefissate. Il suo pensiero è far
felice il figlio a qualunque costo.
Un consiglio: le buone
regole date a un figlio
lo aiutano a gestire
meglio le proprie emozioni.
Il genitore zucchero filato
dovrebbe mantenere l’empatia
ma aggiungere le regole,
viste come un dono d’amore
verso il figlio.
GENITORE SCERIFFO
Il genitore sceriffo è bravo a dare
le regole, gli argini e i giusti NO
al proprio figlio. Ha la tendenza
però a educare “in uniforme”,
in maniera troppo rigida.
In questo modo può venire
meno l’essere in empatia, il
sentirsi nello sguardo del figlio.
Un consiglio:
è necessario integrare
i giusti NO con la
capacità di abbracciare il cuore
dei propri figli, di far sentire loro
che la casa è un luogo caldo,
un luogo dove sentirsi al sicuro.
Accettando il figlio nella sua
unicità al di là dell’universalità
delle regole date.
16
Inquadra
il QRCode
per vedere
i video di Stefano Rossi
sulla genitorialità
GENITORE SUPERMAN
Il genitore superman
è presente nella vita del figlio,
probabilmente lo è troppo.
Si sostituisce nei compiti di vita
del figlio, cercando di risolverne
i problemi. Ha una grande
autostima ma ogni volta che
subentra al figlio in realtà non
fa che comunicargli “io non
credo che tu ce la possa fare”,
riducendolo a essere una vittima
che deve essere salvata.
Un consiglio:
è necessario imparare
a fare “un passo
indietro” e lasciare i figli
combattere le proprie battaglie
e le proprie sfide evolutive.
GENITORE
CON L’AURICOLARE
Il genitore con l’auricolare
è un genitore assente per
il figlio, lavora per la famiglia
e dona loro attenzione, ma
il suo orecchio è sempre teso
da un’altra parte. Bambini e
anche adolescenti hanno però
bisogno di sentirsi dentro
al nostro sentire, è questo
quello che ricercano.
Un consiglio: anche
in una società della
prestazione come
la nostra, è necessario fare
un passo avanti, trovare
un modo per donare ai figli
un tempo di qualità, che
è un tempo in cui l’orecchio
e lo sguardo del genitore sono
rivolti unicamente al loro cuore.
GENITORE
PORTO SICURO
Partendo dall’idea che il genitore
perfetto non esiste e che anche
la psicopedagogia infantile
sostiene che il buon genitore
è il genitore “sufficientemente
buono”, il genitore porto sicuro
può essere visto come colei
e colui che riesce a far sentire la
casa, un luogo caldo. Amorevole
ed empatico è però autorevole,
in grado di dare i giusti NO,
e insegnare ai figli a regolare
le emozioni.
Un consiglio:
continuare a tener
presenti le coordinate
del porto sicuro, amore,
incoraggiamento, ascolto, sorrisi
e tempo. Nell’ascolto empatico
di un figlio stiamo, infatti,
comunicando: “io tengo a te,
io credo in te, io ci sono per te”.
17
È sempre una questione di metodo
METODO DI STUDIO
La matematica è presente in tutti gli ambiti della nostra vita
quotidiana: accrescere le competenze in matematica significa
garantire un futuro più solido a bambini e bambine.
Ma come siamo messi in quanto a studio di questa materia?
N
ell’ultimo rapporto OCSE si rile-
va che l’andamento dei quindi-
cenni in Italia per quanto riguar-
da le competenze di matematica è in
media con quello europeo, ma con 24%
di studenti che non raggiungono le
competenze minime in matematica: se
poi aggiungiamo l’ultima valutazione
Invalsi, per cui peggiora notevolmen-
te la situazione nella scuola prima-
ria, le prospettive sono decisamente
preoccupanti.
L’apprendimento della matematica è
un processo complesso che ha inizio
già dai primi anni di vita di un bambi-
no e si basa sull’interazione di svariati
fattori sia interni che esterni; esistono
delle abilità matematiche innate come
la stima e il “senso del numero”, che
sono fondamentali ma non sufficienti
per lo sviluppo delle competenze ma-
tematiche.
I processi cognitivi infatti sono com-
plessi e faticosi, e riguardano attività
del cervello che via via diventano più
complicate. Ma sono questi sforzi che
stimolano il nostro cervello a crescere
e a diventare più performante. Que-
sti stessi sforzi però sono spesso ac-
compagnati da un generale senso di
frustrazione verso la matematica, un
sentimento diffuso che è stato scien-
tificamente definito come “ansia da
matematica”.
Infatti molti bambini (e molti adulti!),
credono di non capire la matematica,
di non essere “portati” e quindi di non
poter raggiungere buoni risultati.
«Perché la matematica è difficile»: è
un tema che tormenta i ragazzi e fa pre-
occupare moltissimo i genitori.
In realtà tutti possono essere bravi in
matematica, se acquisiscono metodi e
stimoli corretti.
Il nostro cervello infatti è creato per
apprendere, per sfidarsi: è plastico,
cresce e si adatta. Gli sforzi per acqui-
sire competenze logiche e matematiche
fanno sì che l’ippocampo, la parte del
cervello deputata al ragionamento ma-
tematico e scientifico, aumenti o dimi-
nuisca di volume in funzione delle at-
tività che è chiamato a svolgere. Questi
processi però vengono messi in
crisi dall’ansia da matematica,
che provoca un aumento dell’at-
tivazione dell’amigdala (aumenta
lo stress), della corteccia cingolata
anteriore (sensazione di conflitto) e
compromette i meccanismi di memo-
ria di lavoro della corteccia prefrontale.
Quindi, innanzitutto NO PANIC!! Non
entriamo nel circolo vizioso dell’ansia
da matematica!
È sempre una questione di metodo.
Ecco 9 indicazioni utili che possono aiutare studenti e genitori.
1. Ripetere, ripetere, ripetere: mai dare per scontato che un concetto
matematico, una volta spiegato, sia memorizzato e capito.
2. Gli studenti devono capire l’obiettivo di un concetto matematico,
applicarlo e farlo proprio. Comprendere lo scopo è determinante
per concretizzare il concetto, e quindi assorbirlo.
3. Concretizzare il concetto con esempi divertenti.
4. Metterci le mani, non solo la testa: perché non sperimentare
la manipolazione e la costruzione di oggetti per contare
e fare i conti.
5. Fare insieme: matematica è anche attività di gruppo, in classe
o con un gruppo di studio.
6. Visualizzare la matematica: utilizzare mappe e rappresentazioni visive
dei concetti matematici è utilissimo per imparare e memorizzare.
7. Giocare con la matematica: attraverso le tantissime opportunità
di giochi fisici e digitali.
8. Muoversi con la matematica: specialmente per i più piccoli
si può fare matematica con il corpo, lavorando sulle simmetrie,
sulle rotazioni, e così via.
9. Far battere il cuore, emozionarsi con la matematica:
per un insuccesso o per una vittoria in un gioco a squadre.
18
D
ecidere come proseguire il percorso formativo non è certo una scelta semplice:
le possibilità tra cui orientarsi sono davvero tante e spesso anche piuttosto
sconosciute.
Come fare? Come muoversi in questa scelta? MyOriento è la risposta di MyEdu a questi
dubbi, una sezione di approfondimento dedicata all’orientamento, con utili spunti
di riflessione sulle motivazioni che spesso possono influenzare questa decisione.
In MyOriento puoi trovare tutte le indicazioni su licei, istituti tecnici, istituti profes-
sionali e differenti scuole di formazione oltre a utili strumenti per provare a compa-
rarle. Un percorso necessario per prendere una decisione serena e consapevole.
L’Orientamento pensato “in grande”
La nuova sezione MyOriento si rivolge innanzitutto ai ragazzi al termine del percorso
di studi della scuola secondaria di I grado, ma vuole essere uno strumento utile anche
per i più grandi, per gettare uno sguardo anche alle tante possibilità post diploma.
All’interno della piattaforma digitale ci sono infatti 27 approfondimenti divisi in 18
lezioni e 13 video interviste ai professionisti che raccontano il loro mestiere con
semplicità e passione. La sezione dedicata alle testimonianze è organizzata come una
sorta di album delle figurine delle professioni, dove, dalla voce reale degli intervista-
ti, vengono offerti preziosi consigli ai ragazzi. Dalla neurobiologa all’avvocato, dallo
chef al programmatore, passando per le professioni più varie, elettrauto, peda-
gogista, manager, redattore, gemmologo e infermiere: tutti raccontano la loro
giornata lavorativa nei suoi aspetti più interessanti – ma anche più difficili – e ri-
percorrono il percorso di formazione che li ha portati alla loro posizione attuale.
L’obiettivo di MyOriento è aiutare i ragazzi ad affrontare scelte non facili, come quelle
inerenti al proprio percorso formativo, in maniera consapevole, con il giusto grado
di serenità e di entusiasmo.
Conoscere per scegliere
ORIENTAMENTO
“Domani sarò ciò che oggi
ho scelto di essere”
James Joyce
L’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado è l’anno della scelta.
A inizio anno tutti gli studenti devono esprimere la propria volontà
e indicare la scuola che vorranno frequentare.
Le decisioni sono un modo
per definire se stessi.
Sono il modo per dare vita
e significato ai sogni.
Sono il modo per farci
diventare ciò che vogliamo.
Dalai Lama
19
Cerchi ispirazione
per il tempo libero?
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Da Gardaland al Parco della Preistoria,
dall’Acquario di Genova alle Caravelle,
passando per il Bioparco di Roma
e Cinecittà World, Leolandia, Aquafan,
Mirabilandia e l’Italia in Miniatura
e tantissimi altri in tutte le regioni,
tra parchi acquatici, giardini zoologici,
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MyEdu Club: il magazine di MyEdu dedicato ai genitori

  • 1. I ragazzi oggi: orientarsi tra tempeste emotive Curiosità spaziali in 3D MyEdu Club KIDS Stefano Rossi, psicopedagogista scolastico e direttore scientifico del progetto MyEdu Coaching Crescere insieme: la sfida educativa
  • 2. INDICE FME Education S.p.A. Sede operativa: Via Mario Pannunzio, 4 20156 – Milano PIVA 08233380966 A cura della redazione di MyEdu Progetto grafico e impaginazione: Fabio Lancini MyEdu Club è un’iniziativa di MyEdu Se hai delle domande, ecco la nostra e-mail Redazione@myedu.it 14 15 18 19 Conosciamoci meglio! MyEdu è arrivato nella tua scuola! I risultati dell’Osservatorio sulla didattica digitale Differenti tipi di apprendimento - DSA Il cervello che impara KIDS: Come si diventa astronauti? KIDS: Giochi spaziali KIDS: Curiosità spaziali in 3D KIDS: Che pianeta sei? Perché educare oggi è difficile? 5 tipi di genitore Apprendere la matematica: è sempre una questione di metodo Conoscere per scegliere: MyOriento 3 5 6 8 10 11 12 7 16 2
  • 3. P rogettiamo e sviluppiamo risorse e strumenti per la didattica digitale, per rispondere alle esigenze della scuola italiana, supportando studenti, genitori e insegnanti per tutto il percorso della scuola dell’obbligo. Possiamo contare su un team di 35 professionisti dedicati tra redattori, tutor, creativi, grafici e sviluppatori, affiancati da una squadra di collaboratori esterni che ci supporta grazie a un know how specifico proveniente dal mondo della scuola. Per guidare i nostri utenti alla scoperta dei contenuti e dei servizi presenti nella piattaforma, abbiamo sviluppato una rete che coinvolge 40 consulenti esperti in metodologie didattiche per ascoltare le esigenze delle famiglie e presentare loro le risposte più efficaci offerte da MyEdu. Da anni collaboriamo con il Ministero dell’Istruzione nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale e abbiamo coinvolto nel network MyEdu 410 mila utenti, di cui quasi 50 mila insegnanti e 3.000 scuole sul territorio nazionale, per promuovere l’innovazione e potenziare la didattica. Il nostro sogno è che un giorno, a scuola e in famiglia, tutte le ragazze e i ragazzi abbiano a disposizione la piattaforma MyEdu accanto ai libri di testo, per liberare le proprie potenzialità e superare i propri limiti. Uno strumento che li incoraggi a cimentarsi, sviluppando curiosità, interesse e volontà di crescita, così da trasformare l’apprendimento in una bella avventura, divertente e formativa. Conosciamoci meglio! https://myedufamily.it MyEdu è la piattaforma didattica digitale di FME Education SpA, editore di Milano che dal 2013 affianca scuole e famiglie nei processi di formazione delle bambine e dei bambini. MYEDU 3
  • 4. Chi siamo Laura Fumagalli Laura Fumagalli è Presidente e Amministratore Delegato di FME Education SpA, editore della piattaforma didattica digitale MyEdu che dal 2013 affianca scuole e famiglie nei processi di formazione delle bambine e dei bambini. Partner del Ministero dell’Istruzione, MyEdu ha coinvolto oltre 3.000 scuole sul territorio nazionale e collaborato con 50 mila docenti in tutta Italia. Ha un network di 400 mila utenti. Con il suo team, Laura progetta contenuti e percorsi digitali che rendano l’apprendimento più semplice e coinvolgente, con l’obiettivo di trasformarlo in un’avventura bella e divertente per tutti i bambini e ragazzi. Laureata in lettere con una specializzazione in cultura editoriale, ha lavorato diversi anni nel settore della comunicazione prima di entrare nel mondo dell’editoria della formazione. È mamma di due bimbi di 1 e 4 anni. Stefano Rossi Psicopedagogista scolastico, formatore e saggista. Dopo aver lavorato come educatore e aver coordinato centri psicoeducativi per famiglie e minori, ha sviluppato il Metodo Rossi della Didattica Cooperativa con cui ha formato più di 25 mila insegnanti e di cui dirige l’omonimo Centro. Attualmente è uno dei massimi esperti di didattica cooperativa ed educazione emotiva di bambini e ragazzi a rischio. Autore e curatore di testi scolastici e di diversi saggi divulgativi per genitori e ragazzi, per MyEdu ha anche curato e diretto il portale MyEdu coaching. Maria Segato Insegnante di materie letterarie e latino in un liceo statale della città di Padova. Da oltre dieci anni si dedica all’insegnamento nella scuola secondaria di II grado avendo maturato la sua esperienza educativa e didattica in diversi contesti: istituti professionali, tecnici e liceali. Laureata sulla poesia latina e volgare di Dante Alighieri, consegue un dottorato di ricerca in Letteratura italiana presso l’università di Padova e un master in scrittura creativa e storytelling. Autrice del romanzo Come fiori nel gelo notturno (2021), ha anche pubblicato un contributo sul tema della salvezza nella Commedia dantesca, nonché articoli e racconti per ragazzi. Francesco Tissoni Docente di Editoria Multimediale e Teorie e tecniche della comunicazione web all’Università degli Studi di Milano. Di formazione multidisciplinare, la sua attività lavorativa spazia dall’insegnamento alle consulenze in progetti digitali sia in ambito culturale sia in ambito Business da oltre vent’anni. Fra i tanti progetti, in ambito culturale ha contribuito alla realizzazione della biblioteca digitale europea BEIC. Barbara Urdanch Pedagogista e professoressa a contratto presso l’Università di Torino, dipartimento Filosofia e Scienze dell’educazione. Saggista, autrice, consulente didattico per alcune tra le case editrici più rappresentative a livello nazionale, è curatrice di collane didattiche multimediali di didattica inclusiva. Membro del comitato scientifico CPD – Piemonte; formatrice Associazione Italiana Dislessia (AID) e supervisore pedagogico e responsabile progetto ApprendiAMO: Centro Studi Multimediale per l’apprendimento, laboratorio specialistico per soggetti con OSA convenzionato con Associazione Italiana Dislessia (AIO). Nell’anno 2021 le è stato conferito il riconoscimento “Premio 3 Dicembre”, nell’ambito degli eventi della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, che annualmente viene attribuito a persone che si sono distinte in azioni a favore di una reale inclusione delle persone con disabilità e dell’abbattimento delle barriere culturali ancora presenti nella nostra società. Mila Valsecchi Esperta di didattica e strategie di apprendimento. Con una laurea in scienze politiche e un master in neuroscienze cognitive, nel 1989 scopre il mondo dell’editoria scolastica e da allora collabora con i maggiori editori italiani e internazionali. Nel corso degli anni si è occupata di strategia editoriale e digitale, di comunicazione, marketing e vendite: è stata direttore commerciale, direttore marketing, publisher e direttore generale. Ha creato il primo progetto inclusivo nell’ambito dell’editoria scolastica e ideato molte attività digitali attualmente in uso nelle scuole italiane. Esperta in formazione, ha partecipato alla nascita e alla creazione di enti formativi per i docenti. Negli ultimi anni si è interessata all’impatto delle neuroscienze sulle strategie di apprendimento. COMITATO SCIENTIFICO MYEDU 4
  • 5. MyEdu è arrivato nella tua scuola! S e state sfogliando queste pagine è perché anche nella vostra scuola sono arrivati i contenuti di MyEdu: I NUMERI DI MYEDU 02 / 300761 WhatsApp: 370 / 15 68 551 team@myedu.it 3.000 scuole pubbliche e paritarie 50.000 docenti formati 410.000 studenti nel network IL PROGETTO MYEDU PLUS PER LE SCUOLE 4.000 lezioni digitali 5.000 test e verifiche 20.000 attività interattive Più di 1.000 video didattici su tutte le materie 1. La vostra scuola ha scelto MyEdu come strumento didattico 3. Tutti gli insegnanti dell’Istituto hanno a disposizione la piattaforma MyEdu Plus: possono utilizzare tutti i contenuti editoriali interattivi durante le loro lezioni in classe. Migliaia di percorsi digitali, videolezioni, test, verifiche e giochi su tutte le materie per rendere l’apprendimento più coinvolgente 2. Gli insegnanti hanno partecipato ai seminari di formazione tenuti dai tutor MyEdu E a casa? Anche voi genitori potrete scoprire come MyEdu può supportare studentesse e studenti per lo studio e i compiti. Il nostro team di consulenti didattici è a disposizione per illustrarvi le risorse e gli strumenti dedicati alla famiglia. Vi interessa? Mettetevi in contatto con noi. E per ringraziarvi del tempo che ci dedicherete, abbiamo pensato di offrirvi la carta ViviParchi di MyEdu. Una carta speciale in omaggio che vi permetterà di risparmiare sui biglietti d'ingresso dei vostri figli, in centinaia di luoghi della cultura e del tempo libero, su tutto il territorio nazionale. Vi aspettiamo nella community di MyEdu! 5
  • 6. 6 famiglie su 10 sono preoccupa- te per l’istruzione dei propri figli anche se la tendenza segna una flessione rispetto allo scorso anno sco- lastico. Buona anche la soddisfazione nei confronti della scuola considerata moderna/innovativa dal 25% ed effica- ce/coinvolgente dal 24%. E i ragazzi? Sognano una scuola senza compiti (più le femmine dei maschi) e 1 ragazzo su 4 vorrebbe iniziasse più tardi la mattina. I dati dell’ultimo osservatorio MyEdu sono incoraggianti: l’opinione dei geni- tori verso la qualità della scuola italia- na migliora, anche se leggermente. Il 49% dei genitori intervistati da BVA Doxa per MyEdu nell’indagine “Junior 2023” definisce infatti il sistema sco- lastico italiano moderno/innovativo (25%) o efficace/coinvolgente (24%). Viceversa il 40% lo considera vecchio/ obsoleto (21%) e noioso/pesante (19%). A confronto con lo scorso anno scola- stico, per l’anno 2022/23 i genitori sem- brano anche un po’ meno preoccupati verso il futuro dei propri figli: segnano un +11% i genitori che si dicono sere- ni, anche se restano in netta minoran- za rispetto a quelli preoccupati (65%). Parallelamente, aumentano le richieste per attività che rendano più stimolante lo studio a scuola, con il 52% che sugge- risce l’inserimento di laboratori tecno- logici nell’orario scolastico. È quanto emerge dall’analisi annuale dell’Osservatorio sulla didattica digi- tale di MyEdu. “Rilevare la percezione delle famiglie e dei ragazzi rispetto alla scuola è fonda- mentale per migliorare la comunicazio- ne e l’alleanza con i docenti e quindi il sistema scolastico – commenta Laura Fumagalli, presidente di MyEdu – Di pari passo, la transizione digitale nel- la scuola italiana deve dare centralità alla funzione dell’insegnante. Bisogna investire sulle capacità di relazione, ascolto, comprensione ed empatia, ma anche essere consapevoli del rischio che il digitale, se abusato e utilizzato come scorciatoia, possa condizionare la relazione con lo studente e in certi casi addirittura spodestarla, sostituendosi al rapporto umano”. Dalla ricerca BVA Doxa emerge che la didattica digitale integrata, che è stata introdotta nel post pandemia, ha nel complesso migliorato la percezione dell’alleanza scuola-famiglia. Il 46% dei genitori dichiara che sia migliorata (molto o abbastanza), il 39% mantiene una posizione neutra. Allineata a questo panorama, la sod- disfazione per il livello di innovazione della scuola del figlio: il 42% si dichia- ra molto o abbastanza soddisfatto e un genitore su due si colloca su un livello di soddisfazione intermedio (47%). I ri- sultati sono trasversali alla tipologia di scuola e all’area geografica. Per i genitori il PC vince sul tablet. Guardando nello specifico ai supporti alla didattica che possono arrivare dai device digitali, i genitori individuano il computer quale strumento più utile per incrementare l’efficacia della didattica (37%), seguito dal tablet (20%) e, molto distanziata in terzo posto, si colloca la LIM (11%). Il punto di vista dei ragazzi sulla scuola Dall’Osservatorio MyEdu, la materia preferita dagli studenti rimane la ma- tematica, ma a sorpresa “arte e imma- gine” sale al 3° posto, guadagnando il podio dietro a italiano. Ma com’è la scuola dei sogni per i ragazzi? Dalla ricerca BVA Doxa il 43% la vorrebbe senza compiti, per 1 su 4 dovrebbe iniziare più tardi, per il 20% dovrebbe avere più dotazioni tecnolo- giche, come pc e tablet, dichiarato so- prattutto dai ragazzi della secondaria e infine, il 19% la vorrebbe senza esami. La scuola italiana piace ai genitori: per il 49% è moderna/ innovativa o efficace/coinvolgente SCUOLA E TRANSIZIONE DIGITALE Nota metodologica – Questi dati emergono da due ricerche condotte in parallelo da MyEdu e da BVA Doxa. I dati dell’Osservatorio nazionale sulla didattica digitale sono stati raccolti su un campione rappresentativo di oltre 5.400 famiglie italiane nell’anno scolastico 2022/2023 con figli nelle scuole materne, elementari e medie, di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Puglia. Insieme ai dati dell’Osservatorio, MyEdu ha anche incrociato i numeri dell’indagine condotta insieme a BVA Doxa, e frutto di 805 interviste a ragazzi tra i 5 e i 13 anni, rappresentative dell’universo di riferimento, realizzate presso il domicilio degli intervistati nel periodo tra il 20 febbraio – e il 17 marzo 2023. QUALI STRUMENTI VORRESTE CHE VOSTRO FIGLIO/A AVESSE A DISPOSIZIONE PER STUDIARE IN MODO PIÙ EFFICACE? 0% 10% 20% 30% 40% Videolezioni di ripasso suddivise per materia Mappe concettuali digitali personalizzabili Esercizi interattivi da fare con il tablet Giochi didattici per allenarsi anche nel tempo libero Un tutor on demand che risponde a specifiche richieste Schede didattiche da stampare Libri di testo più stimolanti Nell'indagine di MyEdu e BVA DOXA emerge uno spaccato incoraggiante. 6
  • 7. APPRENDIMENTO Differenti tipi di apprendimento – DSA CARATTERISTICHE DEI DSA Le principali caratteristiche nel detta- glio sono: • dislessia, cioè disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo); • disortografia, cioè disturbo nella scrittura (intesa come abilità di co- difica fonografica e competenza or- tografica); • disgrafia, cioè disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria); • discalculia, cioè disturbo nelle abi- lità di numero e di calcolo (intese come capacità di comprendere e operare con i numeri). Questi disturbi hanno alcune carat- teristiche comuni: • hanno un carattere “evolutivo”, cioè si evidenziano e si esprimono in maniera differente nelle diverse fasi evolutive dell’abilità in questione; • sono quasi sempre associati ad altri disturbi (comorbidità); • le anomalie di processo hanno una radice neurobiologica: ad esempio la dislessia è associata ad anomalie funzionali e anatomiche dell’emi- sfero sinistro, area del cervello in cui risiedono le competenze lingui- stiche e di lettura; l’area non è inat- tiva, ma ha un funzionamento più lento. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento hanno, infatti, un’origine biologica che è alla base delle anomalie a livello cogni- tivo e che dipende da un’interazione di fattori genetici, ereditari e ambientali che colpiscono le capacità cerebrali di perce- pire o processare informazioni verbali o non verbali in modo efficiente e preciso. INTELLIGENZA E CREATIVITÀ È importante quindi sottolineare che i bambini con Disturbi Specifici dell’Ap- prendimento hanno un’intelligenza nella norma o superiore alla norma. Apprendono facilmente dall’esperienza e ricordano maggiormente i fatti, non in modo astratto, ma come esperienze di vita, racconti ed esempi. Vivono le esperienze con un alto coinvolgimento emotivo. Tendono a essere empatici; pensano soprattutto per immagini, visualizzando le parole e i concetti in modo tridimensionale e per questo me- morizzano molto più facilmente per im- magini (le famose mappe per lo studio). L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI La diagnosi di disturbo dell’appren- dimento viene di solito eseguita solo al termine del secondo anno di scuola primaria, anno in cui questo disordine diventa più evidente a fronte dell’au- mento delle attività di letto-scrittura. Di solito infatti sono le maestre ad av- vertire per prime che il bambino è a di- sagio o ha delle difficoltà. È loro dovere quindi infor- mare il genitore al più presto per attivarsi con uno speciali- sta in grado di formulare una diagnosi: so- litamente il neuropsichia- tra infantile o un’equipe multidiscipli- nare composta da neuropsichia- tra infantile, psico- logo, logopedista. COME SI SUPPORTA NEI COMPITI UN DSA? È necessario applicare alcune strategie: • organizzare un ambiente di studio adatto: i DSA hanno difficoltà a concentrarsi, quindi l’ambiente di studio non deve avere distrazioni (come una TV accesa); • pianificare i compiti: strutturare un programma coinvolgendo il bam- bino e considerando i tempi e gli orari più adatti per sfruttare le sue migliori energie (non fare i compiti alla sera ad esempio); • facilitare la lettura: il genitore po- trebbe utilizzare strumenti tecnolo- gici di lettura disponibili anche su MyEdu. Per il DSA spesso la lettura è un momento di ansia che lo di- strae dal compito che deve svolgere; • utilizzare le mappe cognitive per fare apprendere e memorizzare un argomento; • stimolare la curiosità con video o audio interessanti; • sviluppare la concentrazione; • esaltare i successi: questi bambini hanno una bassa autostima e vanno aiutati a recuperarla; • utilizzare la tecnologia digitale: au- diolibri, video, podcast, mappe in- terattive, test digitali. Con l’acronimo DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) si intende una categoria diagnostica, che raccoglie i Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento e i disturbi del neurosviluppo legati all’evoluzione delle abilità scolastiche: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Molti personaggi famosi, scienziati, musicisti, avevano disturbi dell’apprendimento. Walt Disney, Agatha Christie, Steve Jobs, Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, Charles Darwin, Michelangelo Buonarroti: cosa hanno in comune? Erano dislessici, ma questo non li ha fermati, hanno pensato oltre e hanno migliorato l’intero mondo, lasciando un’eredità all’intera umanità. È importante che genitori, docenti, e bambini stessi se ne ricordino sempre nei momenti di difficoltà. 7
  • 8. Il cervello che impara NEUROBIOLOGIA I nostri figli imparano diversamente da come facevamo noi? Cosa ha portato al cambiamento delle modalità di apprendimento? In questo articolo abbiamo chiesto a Mila Valsecchi, esperta in neuroscienze cognitive, di aiutarci a capirne qualcosa in più. L’ apprendimento è un processo complesso su cui influiscono sia le caratteristiche personali che il contesto esterno. In particolare, lo svi- luppo della tecnologia e l’impatto del suo precoce utilizzo sulle nuove gene- razioni sta influendo in maniera deci- sa anche sugli stili di apprendimento nell’età evolutiva. UN AIUTO DALLE NEUROSCIENZE: LA NEUROEDUCAZIONE Inoltre, recenti scoperte nell’ambito del- le neuroscienze hanno chiarito molti processi che regolano apprendimento e memorizzazione, al punto da creare una nuova branca della didattica, la neuroe- ducazione. La neuroeducazione cerca di potenzia- re i processi cognitivi coinvolti nell’ap- prendimento, al fine di migliorare at- tenzione, memorizzazione e persona- lizzazione. Attraverso l’analisi e la classificazione delle difficoltà di apprendimento, sarà più semplice capire la motivazione di un problema, e trovare una strategia per attenuarlo o risolverlo. Tutto questo te- nendo conto delle caratteristiche dello studente e della fase evolutiva che sta attraversando. L’apprendimento è un processo com- plesso influenzato da una moltitudine di processi, quindi qualsiasi miglioramen- to in uno di questi processi si tradurrà in un miglioramento dell’apprendimento. L’obiettivo della neuroeducazione, nota anche come neurodidattica, è quello di migliorare l’uso delle strategie e delle tecnologie, utilizzate in classe e nello studio autonomo, per ottimizzare il pro- cesso di insegnamento-apprendimento sulla base delle caratteristiche opera- tive del cervello: didattica cooperativa e classe capovolta sono due modelli alternativi alla didattica tra- dizionale che motivano e coinvolgono gli studenti in maniera più attiva, e quindi spesso più effi- cace. TUTTI UGUALI O TUTTI DIVERSI Pensiamo alla genera- zione alpha (nati dopo il 2012): bambini abituati dalla nascita a una molteplicità di mes- saggi senza precedenti: un imprinting che secondo neuroscienziati e psicolo- gi influirà sul modo in cui penseranno e agiranno. Il cervello è un organo plastico che si modifica in modo costante con le nostre esperienze e negli ultimi anni gli stimo- li provenienti dal mondo digitale sono in continuo e costante aumento. I bam- bini che interagiscono con il digitale sin dai primi mesi di vita, acquisiscono una capacità di passare da un compito all’altro impensabile per le generazioni precedenti: sono rapidi nel cogliere le informazioni dai differenti media, e uti- lizzano anche più schermi o supporti in contemporanea. Un’efficien- za altissima nel consumo di informazioni, a cui però si contrappone una di- minuzione, a volte dra- stica, dell’attenzione e della memorizzazione. Lo stimolo della plasti- cità cerebrale è il motivo per cui è importante, per memorizzare a lungo ter- mine, tornare più e più volte MILA VALSECCHI 8
  • 9. su un argomento: ripetere un concetto o esercitarsi sullo stesso ambito, aiuta ad attivare le sinapsi, e quindi a fissare nel cervello le informazioni; il cervello ha più tempo per attivare le connessioni tra i neuroni, e quindi per fortificare ulterior- mente le sinapsi. Quindi per studiare bisogna ripetere? Serve, ma non basta. Perché, come an- ticipato, l’apprendimento è un processo dove giocano elementi differenti. Abbiamo visto quello fisiologico, ma quello emotivo è altrettanto importan- te: perché apprendere, con un ruolo attivo, innesca un meccanismo moti- vazionale che amplifica le attività dei neuroni. Ad esempio siamo abituati a pensare che l’imparare sia legato allo studio, e le verifiche servano solo a valutare quanto è stato appreso. In realtà svolge- re un test ha un ruolo attivo nel consoli- dare l’apprendimento, anzi, addirittura a volte più efficace rispetto al ripasso. Rispondere a domande, fare attività pratiche o applicative, lavorare in grup- po, implica un coinvolgimento attivo, che attiva il rinforzo delle connessioni tra neuroni. Il coinvolgimento non avviene unica- mente con le modalità di approccio, ma anche attraverso l’utilizzo di contenuti con formati differenti. Pensiamo a un ar- gomento di geografia: la Spagna. Si può studiare leggendo un libro o un atlante, oppure guardando un video di un geo- grafo, ascoltando un podcast di un vlog- ger esperto, completando un test interat- tivo divertente, oppure chiedendo a un tutor di Intelligenza Artificiale di raccon- tarti tutto sulla Spagna… e tutto questo è già disponibile ora. Importante a questo punto è saper scegliere il contenuto più adatto alle proprie esigenze. LA TERZA QUESTIONE: QUELLA EMOZIONALE Per mettere in pratica e assimilare, pur- ché in modo rilassato e senza stress, si posssono utilizzare format della vita di tutti i giorni: video giocosi ed emotiva- mente coinvolgenti stimolando l’empa- tia e la curiosità, per un sano benessere emotivo che aiuti l’apprendimento. Infatti le emozioni giocano un ruolo im- portante nell’apprendimento: ad esem- pio l’empatia verso i personaggi anima- ti stimola curiosità e assimilazione. Se uno studente è felice per un succes- so, ad esempio una lezione divertente, un video giocoso o un test superato, il suo cervello reagisce attivando i circuiti della ricompensa, producendo dopa- mina, il neurotrasmettitore legato alla motivazione; questa scarica chimica si traduce materialmente nella creazione o nel rafforzamento delle sinapsi. La gestione e il controllo dello stress hanno un impatto diretto sull’appren- dimento. Recenti studi hanno stabilito una connessione diretta tra creazione e velocità di connessione dei neuroni e livello di cortisolo (ormone spesso asso- ciato allo stress). In molti paesi al mondo, come il Regno Unito, l’utilizzo della mindfulness è diventato parte integrante dell’offerta formativa della scuola primaria: perché in una fase così importante dell’appren- dimento è fondamentale tutelare il be- nessere emotivo. Anche in Italia sono in corso molte sperimentazioni sul tema. Didattica emozionale, teoria del cervel- lo felice, sono alcune tra le teorie più diffuse negli ultimi anni: tutte segna- lano una connessione tra benessere e miglioramento della memoria, e tutte si collegano alla concezione di un’intelli- genza non solo di origine genetica, ma multipla ed emotiva. SISTEMA LIMBICO GANGLI DELLA BASE IPOTALAMO AMIGDALA GIRO CINGOLATO CERVELLETTO IPPOCAMPO TALAMO CORPO CALLOSO 9
  • 10. Come si diventa astronauti? Quanti da piccoli hanno sognato di poter viaggiare, un giorno, nello spazio? Sembra quasi impossibile, ma in realtà diventare astronauta non è un desiderio così irraggiungibile. Certo è necessario molto impegno. Innanzitutto bisogna infatti studiare molto: le facoltà scientifiche sono quelle da privilegiare all’università, come fisica, biologia, ingegneria, ma anche matematica. Sicuramente poi sarà utile avere alle spalle anche una carriera nell’Aeronautica militare, quindi essere capaci di volare. È utilissimo sapere le lingue, non solo l’inglese, ma, ad esempio, anche il russo, che è una delle lingue più parlate sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il lavoro dell’astronauta poi richiede alcune qualità particolari come il saper convivere in spazi ristretti con altre persone, saper collaborare con gli altri, saper reagire bene a situazioni stressanti e rischiose, non aver timore di passare anche molti mesi lontani da casa e dalla famiglia. A fronte di questo bisogna però dire che gli astronauti vivono avventure incredibili e ammirano paesaggi davvero unici. Ricetta Cosa si può mangiare nello spazio? Gli astronauti possono mangiare una gran varietà di cibi, come per esempio pasta, frutta e verdura, dolci, carne. Bisogna evitare però torte e pane: le briciole sarebbero un pericolo per la strumentazione di bordo! Ma dove prendere gli ingredienti? Gli scienziati dell’Università di Adelaide (in Australia) hanno preparato una vera e propria ricetta basandosi su piante che si possono coltivare direttamente nello spazio e che possono fornire agli astronauti tutti i nutrimenti di cui hanno bisogno. ECCO GLI INGREDIENTI: 1. patate dolci, 2. orzo, 3. cavolo, 4. semi di soia, 5. semi di papavero, 6. arachidi, 7. semi di girasole Mescolandoli insieme si ottiene un’insalata speciale… un’insalata spaziale! MYEDU CLUB KIDS 10
  • 11. Space puzzle Trova le differenze Risate stellari Trova le parole spaziali! Trova e cerchia tutte le parole che riguardano lo spazio. 1 STELLA 2 VIA LATTEA 3 GRADI 4 LUNA 5 SOLE 6 ASTRONAUTA 7 GIOVE 8 SATELLITI 9 RAZZO 10 MERCURIO 11 SATURNO 12 TERRA 13 COMETA 14 ASTEROIDE 15 GAS Le parole da cercare sono: Animali nello spazio!? Aguzza la vista e trova le dieci differenze presenti nelle due immagini. SOLUZIONI Qual è il colmo per un astronauta? Avere gli occhi fuori dalle orbite! Perché una volta al mese la Luna non ha fame? Perché è piena! Qual è il colmo per un marziano? Essere lunatico! 11
  • 12. Venere Venere è il secondo pianeta più vicino al Sole: segue infatti Mercurio e, come lui, è un pianeta roccioso. Il suolo di Venere è una distesa desertica di rocce di colore giallo-rossastro, in cui sono presenti due grandi zone montuose, con vette più alte del monte Everest. Il pianeta, a differenza del nostro, non ha satelliti. Venere Venere Il pianeta inospitale Venere presenta un nucleo metallico circondato da un mantello di rocce fuse, ed è rivestito esternamente da una sottile crosta solida. L’aria di Venere è densa e pesante: il pianeta è infatti avvolto da un’atmosfera densissima, composta da anidride carbonica, zolfo e tracce di acido solforico. Per la sua vicinanza al Sole, Venere è il pianeta più caldo di tutto il Sistema Solare. Pensate che la sua temperatura si aggira solitamente sui 460°C e può toccare picchi anche di 480°C: una temperatura in grado addirittura di sciogliere il piombo! A contribuire alla sua temperatura elevata ci pensano anche ben 1600 vulcani che emettono tantissimi gas bollenti nell’atmosfera. 12
  • 13. Venere…una lunga storia d’amore! Nell’Antica Roma Venere, Venus in latino, era la dea della natura, della fecondità, dell’amore e della bellezza femminile. Era considerata responsabile del desiderio e del sentimento amoroso e in generale, dell’affettività. Proprio per il suo aspetto attraente, dovuto alla sua straordinaria luminosità, il pianeta viene collegato alla divinità romana. Sono rosso, ma non di rabbia! Ho un cuore formato da ferro, nichel e zolfo, ma, nonostante questo, gli esseri umani hanno inviato spesso sonde a farmi visita: chi sono? La mia atmosfera è composta da tre strati, come una torta a più piani! Il mio segno particolare è una grande macchia rossa che si trova a sud dell’equatore: chi sono? (MARTE) (GIOVE) Sono un gigante gassoso e ho tanti satelliti che mi girano intorno, così non mi sento mai solo! Oltre agli amici amo molto anche gli accessori... gli anelli in particolare: chi sono? È molto difficile raggiungermi, io e il Sole non andiamo molto d’accordo, tanto che per 21 anni terrestri, metà della mia superficie rimane al buio. Nel tempo libero mi piace molto leggere libri di letteratura inglese: Shakespeare e Pope sono i miei autori preferiti: chi sono? (SATURNO) (URANO) Vuoi scoprire che aspetto hanno i pianeti che compongono il nostro Sistema Solare? Allaccia le cinture, si parte per un viaggio nello spazio! Inquadra con un telefono cellulare il QRcode che trovi qui sotto e apri il modello 3D del Sistema Solare. Indovinelli 13
  • 14. Mercurio maggioranza di A Mercurio è il pianeta che più ti rappresenta! Sei una persona solare ed esplosiva. Sei molto curioso e hai sempre voglia di provare nuove esperienze. La tua avventura dei sogni potrebbe essere: zaino in spalla, direzione deserto della Death Valley, in California. Non ami le mezze stagioni: per te esistono solo le torridi giornate estive o le fredde giornate invernali. TERRA maggioranza di B La Terra è il pianeta che più ti rappresenta! Sei una persona a cui piacciono le giornate di sole, in primavera, da trascorrere in sella alla tua bicicletta, tra gli alberi in fiore. Ami molto la routine, organizzi sempre i tuoi impegni della giornata, per cercare di mantenere un perfetto equilibrio. L’acqua è il tuo elemento preferito. NETTUNO maggioranza di C Nettuno è il pianeta che più ti rappresenta! Sei una persona con la testa tra le nuvole e decidi sempre all’ultimo come organizzare la tua giornata. Non ami trascorrere il tempo insieme a tante persone, preferisci avere solo due o tre amici di fiducia. Una bella giornata in montagna, sulle piste da sci o a fare trekking, rappresenta la tua perfetta gita del weekend. VENERE maggioranza di D Venere è il pianeta che più ti rappresenta! Sei una persona che ama le giornate di calma e relax, meglio se sdraiato su una spiaggia, con il caldo del sole che ti scalda la faccia. Ami molto i paesaggi rocciosi e assistere all’eruzione di un vulcano è uno dei tuoi sogni nel cassetto. Quali elementi non possono mai mancare in un bel paesaggio? A - rocce e crateri B - acqua C - alte vette di montagne D - vulcani Quanto ti definisci una persona solare da 1 a 10? A - 10 B - 6 C - 1 D - 8 Per quale gas provi più simpatia? A - ossigeno B - azoto C - idrogeno D - anidride carbonica Se potessi trascorrere una giornata diversa dalla solita routine: dove ti piacerebbe andare? A - a vedere le stelle nel deserto B - a fare una passeggiata tra i tulipani in fiore C - a sciare fuoripista D - al mare a prendere il sole Come gestisci la tua giornata? A - ami gli imprevisti e hai sempre voglia di provare nuove attività B - con precisione e organizzazione: ogni impegno è segnato in agenda C - l’organizzazione non è il tuo forte, corri sempre da una parte all’altra D - momenti di tranquillità e relax non possono mai mancare Che pianeta sei? 14
  • 15. I eri eravamo infatti nella società ver- ticale, dove in cima c’erano i valori, e dove era semplice per i genitori aver chiara la direzione educativa: si edu- cava col dispositivo della colpa, che è l’embrione del senso di responsabilità. Oggi, invece, tutto si fa più complicato perché siamo in una società in cui ogni “io” vuole farsi dio, e vuole stare in cie- lo. Si forma così una nuova orizzontali- tà, svuotata però dei valori precedenti. Quindi oggi per i genitori la vera diffi- coltà non è solo come educare i figli, ma è una meta-difficoltà, ovvero a cosa educare i nostri figli? Dal cielo sopra le nostre teste, che si è svuotato, è derivato un disorientamen- to che ha portato a quelli che io chiamo i “genitori nella nebbia”. Tutto oggi è più complicato, anche per i ragazzi e le ragazze, che hanno difficoltà a capire cos’è l’autorità. Non solo nei confronti dei genitori ma di tutti: una cosa che ha un impatto non da poco sulla scuola, dove si assiste a una dissoluzione della pedana. La pedana era quel rialzo che c’era nelle scuole del mondo verticale che stava a indicare “io sono autorevole solo per il fatto che sto qui oggi”. Cosa succede nel tempo dell’evaporazione del verticale? Evapora anche la peda- na, quindi l’insegnante non si trova più in una situazione asimmetrica, di autorevolezza, ma si trova alla pari con i ragazzi. Se i genitori sono “nella nebbia”, gli in- segnanti sono “nella tempesta”. Si- curamente dobbiamo individuare una nuova autorevolezza, che non va più cercata nell’orizzonte del potere, del verticale, ma dell’empatia. Perché nel- la società orizzontale di oggi i ragazzi ci chiedono di essere visti: l’autorevolezza oggi parte dallo sguardo. I ragazzi delle ultime generazioni hanno bisogno in- fatti di essere ascoltati e capiti nei loro linguaggi, che sono profondamente di- versi rispetto solo a dieci anni fa. È dunque fondamentale riuscire a tro- vare un ponte, sia a casa che a scuola, dove si costruisce il futuro dei nostri fi- gli. Per poter agganciare questi ragazzi dobbiamo ricucire il cielo che si è spez- zato tra scuola e famiglia; ai genitori, una cosa che tengo a dire è: i nostri ra- gazzi sono una piccola barca nell’ocea- no che ha due remi, la scuola e la famiglia. Se questi due remi non sono sincro- nizzati il destino ine- vitabile è che la barca finisca per girare su se stessa. Allora come possiamo ricucire questo cielo? Scuola e famiglia devono remare insie- me lungo la rotta dell’educazione em- patica e dell’educazione emotiva. In un mondo sempre più liquido, con sem- pre meno certezze, dobbiamo insegna- re ai ragazzi a riconoscere i significati, ma anche a guidare le loro emozioni. Grazie alle neuroscienze adesso abbia- mo la possibilità di conoscere ancora meglio il funzionamento del nostro cer- vello: sappiamo che siamo fatti di una parte razionale e di una parte emotiva, e la razza umana si è evoluta nel tempo anche grazie a questa divisione in due parti, che funzionano in maniera di- versa, ma insieme. Sapere come funziona il cervello ci permette allora di aiutare questi ragazzi, che stanno ul- teriormente evolvendo. I ragazzi della generazione alpha hanno infatti sicuramen- te un’intelligenza differente, hanno abilità e competenze diverse: concen- trarsi sull’intelligenza emotiva aiuterà loro a crescere, e permetterà a noi di non perdere dei talenti che magari non potremmo riconoscere se li approccias- simo in una maniera tradizionale. Bisogna ricercare l’integrazione tra la parte cognitiva e quella emotiva, che devono danzare insieme. Quando la lo- ro danza non è sincronizzata, come av- viene per la danza tra scuola e genitori, abbiamo delle difficoltà. Per educare oggi si deve dunque imboccare la rotta dell’integrazione empatica tra le parti: scuola-famiglia; cognizione-emozione. Perché educare oggi è difficile? GENITORIALITÀ Oggi educare è difficile perché siamo nella società dal cielo vuoto. Per dirlo in termini semplici: i genitori di ieri desideravano il bravo bambino, il bambino morale. CHI È STEFANO ROSSI? Stefano Rossi è psicopedagogista scolastico, formatore e saggista. Dopo aver lavorato come educatore e aver coordinato centri psicoeducativi per famiglie e minori, ha sviluppato il Metodo Rossi della Didattica Cooperativa con cui ha formato più di 25 mila insegnanti e di cui dirige l’omonimo Centro. Attualmente è uno dei massimi esperti di didattica cooperativa ed educazione emotiva di bambini e ragazzi a rischio. Membro del comitato scientifico di MyEdu è curatore del portale MyEdu coaching. 15
  • 16. 5 tipi di genitore Come si educa un figlio? Esiste un genitore perfetto e quali sono gli errori comportamentali più comuni? Stefano Rossi, psicopedagogista scolastico e direttore scientifico del progetto MyEdu Coaching, prova a tracciare 5 possibili profili di genitorialità, per confrontarsi, riflettere e prendere i giusti spunti. Ricorda, ogni genitore è un po’ un mix e l’importante è non scoraggiarsi. GENITORE ZUCCHERO FILATO Il genitore zucchero filato è un genitore affettivamente presente, empatico e sensibile, incapace però di dire i giusti NO e a far rispettare le regole prefissate. Il suo pensiero è far felice il figlio a qualunque costo. Un consiglio: le buone regole date a un figlio lo aiutano a gestire meglio le proprie emozioni. Il genitore zucchero filato dovrebbe mantenere l’empatia ma aggiungere le regole, viste come un dono d’amore verso il figlio. GENITORE SCERIFFO Il genitore sceriffo è bravo a dare le regole, gli argini e i giusti NO al proprio figlio. Ha la tendenza però a educare “in uniforme”, in maniera troppo rigida. In questo modo può venire meno l’essere in empatia, il sentirsi nello sguardo del figlio. Un consiglio: è necessario integrare i giusti NO con la capacità di abbracciare il cuore dei propri figli, di far sentire loro che la casa è un luogo caldo, un luogo dove sentirsi al sicuro. Accettando il figlio nella sua unicità al di là dell’universalità delle regole date. 16
  • 17. Inquadra il QRCode per vedere i video di Stefano Rossi sulla genitorialità GENITORE SUPERMAN Il genitore superman è presente nella vita del figlio, probabilmente lo è troppo. Si sostituisce nei compiti di vita del figlio, cercando di risolverne i problemi. Ha una grande autostima ma ogni volta che subentra al figlio in realtà non fa che comunicargli “io non credo che tu ce la possa fare”, riducendolo a essere una vittima che deve essere salvata. Un consiglio: è necessario imparare a fare “un passo indietro” e lasciare i figli combattere le proprie battaglie e le proprie sfide evolutive. GENITORE CON L’AURICOLARE Il genitore con l’auricolare è un genitore assente per il figlio, lavora per la famiglia e dona loro attenzione, ma il suo orecchio è sempre teso da un’altra parte. Bambini e anche adolescenti hanno però bisogno di sentirsi dentro al nostro sentire, è questo quello che ricercano. Un consiglio: anche in una società della prestazione come la nostra, è necessario fare un passo avanti, trovare un modo per donare ai figli un tempo di qualità, che è un tempo in cui l’orecchio e lo sguardo del genitore sono rivolti unicamente al loro cuore. GENITORE PORTO SICURO Partendo dall’idea che il genitore perfetto non esiste e che anche la psicopedagogia infantile sostiene che il buon genitore è il genitore “sufficientemente buono”, il genitore porto sicuro può essere visto come colei e colui che riesce a far sentire la casa, un luogo caldo. Amorevole ed empatico è però autorevole, in grado di dare i giusti NO, e insegnare ai figli a regolare le emozioni. Un consiglio: continuare a tener presenti le coordinate del porto sicuro, amore, incoraggiamento, ascolto, sorrisi e tempo. Nell’ascolto empatico di un figlio stiamo, infatti, comunicando: “io tengo a te, io credo in te, io ci sono per te”. 17
  • 18. È sempre una questione di metodo METODO DI STUDIO La matematica è presente in tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana: accrescere le competenze in matematica significa garantire un futuro più solido a bambini e bambine. Ma come siamo messi in quanto a studio di questa materia? N ell’ultimo rapporto OCSE si rile- va che l’andamento dei quindi- cenni in Italia per quanto riguar- da le competenze di matematica è in media con quello europeo, ma con 24% di studenti che non raggiungono le competenze minime in matematica: se poi aggiungiamo l’ultima valutazione Invalsi, per cui peggiora notevolmen- te la situazione nella scuola prima- ria, le prospettive sono decisamente preoccupanti. L’apprendimento della matematica è un processo complesso che ha inizio già dai primi anni di vita di un bambi- no e si basa sull’interazione di svariati fattori sia interni che esterni; esistono delle abilità matematiche innate come la stima e il “senso del numero”, che sono fondamentali ma non sufficienti per lo sviluppo delle competenze ma- tematiche. I processi cognitivi infatti sono com- plessi e faticosi, e riguardano attività del cervello che via via diventano più complicate. Ma sono questi sforzi che stimolano il nostro cervello a crescere e a diventare più performante. Que- sti stessi sforzi però sono spesso ac- compagnati da un generale senso di frustrazione verso la matematica, un sentimento diffuso che è stato scien- tificamente definito come “ansia da matematica”. Infatti molti bambini (e molti adulti!), credono di non capire la matematica, di non essere “portati” e quindi di non poter raggiungere buoni risultati. «Perché la matematica è difficile»: è un tema che tormenta i ragazzi e fa pre- occupare moltissimo i genitori. In realtà tutti possono essere bravi in matematica, se acquisiscono metodi e stimoli corretti. Il nostro cervello infatti è creato per apprendere, per sfidarsi: è plastico, cresce e si adatta. Gli sforzi per acqui- sire competenze logiche e matematiche fanno sì che l’ippocampo, la parte del cervello deputata al ragionamento ma- tematico e scientifico, aumenti o dimi- nuisca di volume in funzione delle at- tività che è chiamato a svolgere. Questi processi però vengono messi in crisi dall’ansia da matematica, che provoca un aumento dell’at- tivazione dell’amigdala (aumenta lo stress), della corteccia cingolata anteriore (sensazione di conflitto) e compromette i meccanismi di memo- ria di lavoro della corteccia prefrontale. Quindi, innanzitutto NO PANIC!! Non entriamo nel circolo vizioso dell’ansia da matematica! È sempre una questione di metodo. Ecco 9 indicazioni utili che possono aiutare studenti e genitori. 1. Ripetere, ripetere, ripetere: mai dare per scontato che un concetto matematico, una volta spiegato, sia memorizzato e capito. 2. Gli studenti devono capire l’obiettivo di un concetto matematico, applicarlo e farlo proprio. Comprendere lo scopo è determinante per concretizzare il concetto, e quindi assorbirlo. 3. Concretizzare il concetto con esempi divertenti. 4. Metterci le mani, non solo la testa: perché non sperimentare la manipolazione e la costruzione di oggetti per contare e fare i conti. 5. Fare insieme: matematica è anche attività di gruppo, in classe o con un gruppo di studio. 6. Visualizzare la matematica: utilizzare mappe e rappresentazioni visive dei concetti matematici è utilissimo per imparare e memorizzare. 7. Giocare con la matematica: attraverso le tantissime opportunità di giochi fisici e digitali. 8. Muoversi con la matematica: specialmente per i più piccoli si può fare matematica con il corpo, lavorando sulle simmetrie, sulle rotazioni, e così via. 9. Far battere il cuore, emozionarsi con la matematica: per un insuccesso o per una vittoria in un gioco a squadre. 18
  • 19. D ecidere come proseguire il percorso formativo non è certo una scelta semplice: le possibilità tra cui orientarsi sono davvero tante e spesso anche piuttosto sconosciute. Come fare? Come muoversi in questa scelta? MyOriento è la risposta di MyEdu a questi dubbi, una sezione di approfondimento dedicata all’orientamento, con utili spunti di riflessione sulle motivazioni che spesso possono influenzare questa decisione. In MyOriento puoi trovare tutte le indicazioni su licei, istituti tecnici, istituti profes- sionali e differenti scuole di formazione oltre a utili strumenti per provare a compa- rarle. Un percorso necessario per prendere una decisione serena e consapevole. L’Orientamento pensato “in grande” La nuova sezione MyOriento si rivolge innanzitutto ai ragazzi al termine del percorso di studi della scuola secondaria di I grado, ma vuole essere uno strumento utile anche per i più grandi, per gettare uno sguardo anche alle tante possibilità post diploma. All’interno della piattaforma digitale ci sono infatti 27 approfondimenti divisi in 18 lezioni e 13 video interviste ai professionisti che raccontano il loro mestiere con semplicità e passione. La sezione dedicata alle testimonianze è organizzata come una sorta di album delle figurine delle professioni, dove, dalla voce reale degli intervista- ti, vengono offerti preziosi consigli ai ragazzi. Dalla neurobiologa all’avvocato, dallo chef al programmatore, passando per le professioni più varie, elettrauto, peda- gogista, manager, redattore, gemmologo e infermiere: tutti raccontano la loro giornata lavorativa nei suoi aspetti più interessanti – ma anche più difficili – e ri- percorrono il percorso di formazione che li ha portati alla loro posizione attuale. L’obiettivo di MyOriento è aiutare i ragazzi ad affrontare scelte non facili, come quelle inerenti al proprio percorso formativo, in maniera consapevole, con il giusto grado di serenità e di entusiasmo. Conoscere per scegliere ORIENTAMENTO “Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere” James Joyce L’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado è l’anno della scelta. A inizio anno tutti gli studenti devono esprimere la propria volontà e indicare la scuola che vorranno frequentare. Le decisioni sono un modo per definire se stessi. Sono il modo per dare vita e significato ai sogni. Sono il modo per farci diventare ciò che vogliamo. Dalai Lama 19
  • 20. Cerchi ispirazione per il tempo libero? per il tempo libero? Da Gardaland al Parco della Preistoria, dall’Acquario di Genova alle Caravelle, passando per il Bioparco di Roma e Cinecittà World, Leolandia, Aquafan, Mirabilandia e l’Italia in Miniatura e tantissimi altri in tutte le regioni, tra parchi acquatici, giardini zoologici, musei, parchi avventura: grazie alla Card Viviparchi, MyEdu vi apre le porte di un’Italia intera da esplorare con sconti per tutta la famiglia. Prova la card ViviParchi di MyEdu Richiedi una consulenza personalizzata su MyEdu e il nostro incaricato ti darà la tua card ViviParchi di MyEdu Contattaci su WhatsApp 370 156 8551 Richiedi ora la Card ViviParchi di MyEdu! Per te è gratis