Michela Camilla Pellicani - Università degli Studi di Bari | Antonella Rotondo - Istat | Roberto Antonello Palumbo - Istat | Monica Carbonara - Istat
Formazione e mercato del lavoro:
diversità di percorsi tra italiani e stranieri
Obiettivi
Analizzare la relazione tra la partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera e le principali variabili sociodemografiche, in particolare,
il livello di istruzione.
Metodologia
Esaminando i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat 2015, l’analisi è stata condotta distinguendo gli occupati stranieri dagli omologhi
italiani. La relazione tra l’occupazione e le variabili socio-demografiche è stata analizzata utilizzando due distinti modelli logit, uno relativo agli stranieri
e l’altro agli italiani, entrambi costruiti con la procedura backward elimination. In entrambi i modelli la variabile dipendente è l’occupazione e le variabili
esplicative il genere, la classe di età, il titolo di studio, le macroregioni di residenza e, solo per gli stranieri, il paese di nascita. Al fine di studiare la
relazione tra il livello di istruzione degli occupati italiani e stranieri e la professione e tra il titolo di studio e il settore di attività economica è stato
utilizzato il test del X2.
Risultati
Tabella 1 - Modello logit identificato - Cittadini stranieri residenti - Italia - Anno 2015
0% 20% 40% 60% 80% 100%
stranieri
Italiani
stranieri
Italiani
stranieri
Italiani
LaureaDiploma
Fino
licenza
media
Occupati per titolo di studio, cittadinanza e attività
economica
Agricoltura Industria
Costruzioni Commercio e Trasporti
Servizi Servizi persona
I settori con le minori percentuali di occupati sono, sia per stranieri che
soprattutto per gli italiani, l’Agricoltura e le Costruzioni. L’Industria
impiega poco meno di ⅕ di stranieri e italiani, il Commercio circa ¼ degli
occupati indipendentemente dalla condizione di cittadino italiano. Gli italiani
sono concentrati esclusivamente nei Servizi (43,9%) mentre gli stranieri si
dividono tra servizi (18,2%) e servizi alla persona (24,8%).
Il 78,9% degli italiani laureati è inserito nel settore dei Servizi a fronte del
41,1% degli stranieri; la percentuale di stranieri impiegati nei Servizi alla
persona è insensibile al tipo di titolo di studio posseduto (23,6% di coloro
che hanno conseguito fino alla licenza media, 26,7% dei diplomati e 22,6%
dei laureati).
La concentrazione dei laureati italiani sulle professioni qualificate (84,0%)
non si ritrova tra gli stranieri laureati (36,2%) che si impiegano anche
come operai (12,5%), nelle attività del commercio e dei servizi (29,8%) e
nelle professioni non qualificate (21,5%). Gli stranieri in possesso del
diploma si suddividono in tre sottogruppi sostanzialmente di egual peso
mentre gli italiani si concentrano per circa i ¾ su professioni qualificate e
attività del commercio e dei servizi. Rispetto al possesso del titolo di
studio più basso, gli italiani sono in gran parte operai (43,8%), mentre gli
stranieri svolgono più frequentemente professioni non qualificate (39,7%).
• VARIABILI B Sig. Exp(B)
GENERE
Femmine (baseline)
Maschi ,887 ,000 2,427
CLASSE DI ETA’ (anni)
50 anni e oltre (baseline) ,000
40-49 anni ,395 ,000 1,485
30-39 anni -,169 ,000 ,844
15-29 anni -1,459 ,000 ,232
TITOLO DI STUDIO
Fino licenza media (baseline) ,000
Diploma 1,149 ,000 3,155
Laurea 1,701 ,000 5,478
RIPARTIZIONE
Sud (baseline) ,000
Centro 1,091 ,000 2,977
Nord 1,584 ,000 4,874
VARIABILI B Sig. Exp(B)
GENERE
Femmine (baseline)
Maschi ,447 ,000 1,563
CLASSE DI ETA’ (anni)
50 anni e oltre (baseline) ,000
40-49 anni ,586 ,000 1,797
30-39 anni ,433 ,000 1,542
15-29 anni -,359 ,000 ,698
TITOLO DI STUDIO
Fino licenza media (baseline) ,000
Diploma ,451 ,000 1,569
Laurea ,592 ,000 1,808
RIPARTIZIONE
Sud (baseline) ,000
Centro ,604 ,000 1,829
Nord ,673 ,000 1,960
PAESE DI NASCITA
UE (baseline) ,000
Extra UE ,281 ,000 1,324
Asia ,991 ,000 2,693
Africa -1,118 ,067 ,889
Nord America e Oceania -,167 ,000 ,698
Sud America ,232 ,008 1,261
Tabella 2 - Modello logit identificato - Cittadini italiani residenti
- Italia - Anno 2015
Fonte: elaborazioni su dati Istat.
Fonte: elaborazioni su dati Istat.
Fonte: elaborazioni su dati Istat.
0% 20% 40% 60% 80% 100%
Stranieri
Italiani
Stranieri
Italiani
Stranieri
Italiani
LaureaDiploma
Fino
licenza
media
Occupati per titolo di studio, cittadinanza e professione
Qualificate Commercio e servizi Operai Non qualificate
STRANIERI ITALIANI
La propensione dei maschi ad essere occupati è del 56,3% superiore a
quella delle donne.
La propensione dei maschi ad essere occupati è superiore di oltre 2 volte
a quella delle donne.
Gli stranieri di età compresa tra 15-29 anni hanno una propensione ad
essere occupati del 30% inferiore a quella dei soggetti di età superiore a
50 anni. I soggetti di età compresa tra 40-49 anni hanno una propensione
dell’80% superiore a coloro che hanno 50 anni e più.
Gli italiani di età tra 15-29 anni hanno una propensione ad essere
occupati del 77% inferiore rispetto a quella dei soggetti di età superiore a
50 anni. I soggetti di età compresa tra 40-49 anni hanno una propensione
del 49% superiore a coloro che hanno 50 anni e più.
Gli stranieri in possesso della laurea e del diploma di scuola
secondaria di II grado hanno una propensione rispettivamente dell’81% e
del 57% superiore rispetto a coloro che hanno conseguito solo la licenza
media.
Gli italiani laureati hanno una probabilità di 5 volte superiore rispetto a
coloro che possiedono solo la licenza media, mentre il valore è di 3 volte
superiore per i diplomati.
Gli stranieri residenti al Nord e al Centro hanno una propensione ad
essere occupati di circa 2 volte superiore a quella dei residenti del Sud.
Gli italiani residenti al Nord e al Centro hanno una propensione ad
essere occupati rispettivamente, di oltre 4 volte e di 3 volte superiore a
quella dei residenti del Sud.
Gli stranieri provenienti dai paesi europei extra UE, dall’Asia e dal Sud
America hanno una propensione ad essere occupati superiore rispetto
coloro che provengono dall’Unione Europea.
Rispetto al livello di istruzione, esiste un’associazione statisticamente significativa tra il titolo di studio e la professione e titolo di
studio e attività economica sia per gli occupati stranieri (p<0,05) che per quelli italiani (p<0,05).

M.C. Pellicani, A. Rotondo, R.A. Palumbo, M. Carbonara, Formazione e mercato del lavoro: diversità di percorsi tra italiani e stranieri

  • 1.
    Michela Camilla Pellicani- Università degli Studi di Bari | Antonella Rotondo - Istat | Roberto Antonello Palumbo - Istat | Monica Carbonara - Istat Formazione e mercato del lavoro: diversità di percorsi tra italiani e stranieri Obiettivi Analizzare la relazione tra la partecipazione al mercato del lavoro della popolazione straniera e le principali variabili sociodemografiche, in particolare, il livello di istruzione. Metodologia Esaminando i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat 2015, l’analisi è stata condotta distinguendo gli occupati stranieri dagli omologhi italiani. La relazione tra l’occupazione e le variabili socio-demografiche è stata analizzata utilizzando due distinti modelli logit, uno relativo agli stranieri e l’altro agli italiani, entrambi costruiti con la procedura backward elimination. In entrambi i modelli la variabile dipendente è l’occupazione e le variabili esplicative il genere, la classe di età, il titolo di studio, le macroregioni di residenza e, solo per gli stranieri, il paese di nascita. Al fine di studiare la relazione tra il livello di istruzione degli occupati italiani e stranieri e la professione e tra il titolo di studio e il settore di attività economica è stato utilizzato il test del X2. Risultati Tabella 1 - Modello logit identificato - Cittadini stranieri residenti - Italia - Anno 2015 0% 20% 40% 60% 80% 100% stranieri Italiani stranieri Italiani stranieri Italiani LaureaDiploma Fino licenza media Occupati per titolo di studio, cittadinanza e attività economica Agricoltura Industria Costruzioni Commercio e Trasporti Servizi Servizi persona I settori con le minori percentuali di occupati sono, sia per stranieri che soprattutto per gli italiani, l’Agricoltura e le Costruzioni. L’Industria impiega poco meno di ⅕ di stranieri e italiani, il Commercio circa ¼ degli occupati indipendentemente dalla condizione di cittadino italiano. Gli italiani sono concentrati esclusivamente nei Servizi (43,9%) mentre gli stranieri si dividono tra servizi (18,2%) e servizi alla persona (24,8%). Il 78,9% degli italiani laureati è inserito nel settore dei Servizi a fronte del 41,1% degli stranieri; la percentuale di stranieri impiegati nei Servizi alla persona è insensibile al tipo di titolo di studio posseduto (23,6% di coloro che hanno conseguito fino alla licenza media, 26,7% dei diplomati e 22,6% dei laureati). La concentrazione dei laureati italiani sulle professioni qualificate (84,0%) non si ritrova tra gli stranieri laureati (36,2%) che si impiegano anche come operai (12,5%), nelle attività del commercio e dei servizi (29,8%) e nelle professioni non qualificate (21,5%). Gli stranieri in possesso del diploma si suddividono in tre sottogruppi sostanzialmente di egual peso mentre gli italiani si concentrano per circa i ¾ su professioni qualificate e attività del commercio e dei servizi. Rispetto al possesso del titolo di studio più basso, gli italiani sono in gran parte operai (43,8%), mentre gli stranieri svolgono più frequentemente professioni non qualificate (39,7%). • VARIABILI B Sig. Exp(B) GENERE Femmine (baseline) Maschi ,887 ,000 2,427 CLASSE DI ETA’ (anni) 50 anni e oltre (baseline) ,000 40-49 anni ,395 ,000 1,485 30-39 anni -,169 ,000 ,844 15-29 anni -1,459 ,000 ,232 TITOLO DI STUDIO Fino licenza media (baseline) ,000 Diploma 1,149 ,000 3,155 Laurea 1,701 ,000 5,478 RIPARTIZIONE Sud (baseline) ,000 Centro 1,091 ,000 2,977 Nord 1,584 ,000 4,874 VARIABILI B Sig. Exp(B) GENERE Femmine (baseline) Maschi ,447 ,000 1,563 CLASSE DI ETA’ (anni) 50 anni e oltre (baseline) ,000 40-49 anni ,586 ,000 1,797 30-39 anni ,433 ,000 1,542 15-29 anni -,359 ,000 ,698 TITOLO DI STUDIO Fino licenza media (baseline) ,000 Diploma ,451 ,000 1,569 Laurea ,592 ,000 1,808 RIPARTIZIONE Sud (baseline) ,000 Centro ,604 ,000 1,829 Nord ,673 ,000 1,960 PAESE DI NASCITA UE (baseline) ,000 Extra UE ,281 ,000 1,324 Asia ,991 ,000 2,693 Africa -1,118 ,067 ,889 Nord America e Oceania -,167 ,000 ,698 Sud America ,232 ,008 1,261 Tabella 2 - Modello logit identificato - Cittadini italiani residenti - Italia - Anno 2015 Fonte: elaborazioni su dati Istat. Fonte: elaborazioni su dati Istat. Fonte: elaborazioni su dati Istat. 0% 20% 40% 60% 80% 100% Stranieri Italiani Stranieri Italiani Stranieri Italiani LaureaDiploma Fino licenza media Occupati per titolo di studio, cittadinanza e professione Qualificate Commercio e servizi Operai Non qualificate STRANIERI ITALIANI La propensione dei maschi ad essere occupati è del 56,3% superiore a quella delle donne. La propensione dei maschi ad essere occupati è superiore di oltre 2 volte a quella delle donne. Gli stranieri di età compresa tra 15-29 anni hanno una propensione ad essere occupati del 30% inferiore a quella dei soggetti di età superiore a 50 anni. I soggetti di età compresa tra 40-49 anni hanno una propensione dell’80% superiore a coloro che hanno 50 anni e più. Gli italiani di età tra 15-29 anni hanno una propensione ad essere occupati del 77% inferiore rispetto a quella dei soggetti di età superiore a 50 anni. I soggetti di età compresa tra 40-49 anni hanno una propensione del 49% superiore a coloro che hanno 50 anni e più. Gli stranieri in possesso della laurea e del diploma di scuola secondaria di II grado hanno una propensione rispettivamente dell’81% e del 57% superiore rispetto a coloro che hanno conseguito solo la licenza media. Gli italiani laureati hanno una probabilità di 5 volte superiore rispetto a coloro che possiedono solo la licenza media, mentre il valore è di 3 volte superiore per i diplomati. Gli stranieri residenti al Nord e al Centro hanno una propensione ad essere occupati di circa 2 volte superiore a quella dei residenti del Sud. Gli italiani residenti al Nord e al Centro hanno una propensione ad essere occupati rispettivamente, di oltre 4 volte e di 3 volte superiore a quella dei residenti del Sud. Gli stranieri provenienti dai paesi europei extra UE, dall’Asia e dal Sud America hanno una propensione ad essere occupati superiore rispetto coloro che provengono dall’Unione Europea. Rispetto al livello di istruzione, esiste un’associazione statisticamente significativa tra il titolo di studio e la professione e titolo di studio e attività economica sia per gli occupati stranieri (p<0,05) che per quelli italiani (p<0,05).