Didattica della Matematica
e
Strategie di studio per alunni con DSA
4 DICEMBRE 2013

ATTILIO MILO – INSEGNANTE DI SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO – FORMATORE AID
L’apprendimento della matematica è difficile
Troppe volte provoca, negli allievi, un rigetto riassunto nell’affermazione,
pronunciata quasi con orgoglio nel nostro paese:

“di

matematica non capisco nulla”
Già nel neonato sono presenti abilità nel distinguere
la NUMEROSITÀ
è in grado, infatti, di
orientare la sua attenzione
quando è sottoposto a
stimoli con quantità diverse

Anche gli animali possiedono questa capacità
Keith Devlin "L'istinto matematico"
SUBITIZING
La capacità di percepire la
numerosità di un insieme
visivo di oggetti in modo
immediato
Questo processo
funziona con un
massimo di 4 elementi

865.254.367.159.451
La Dimensione evolutiva
Molti bambini a 18 mesi sono capaci di dire alcuni numeri in
sequenza.
Pochi mesi dopo riescono ad applicare il conteggio a materiale
concreto.
A 4 anni cominciano ad esprimere g iud iz i d i g ra nd e z z a s ui
num e ri.
Prima di finire la scuola dell'infanzia
grazie al confronto con coetanei e
adulti cominciano a leggere e scrivere
alcuni numeri addirittura ad eseguire
semplici addizioni e sottrazioni.
Le dita, il primo strumento di
calcolo
L’uomo ha i numeri, possiamo
dire, “sulla punta delle dita”. Se
deve contare un insieme di
oggetti, infatti, è portato a toccarli,
uno ad uno, con la punta
dell’indice, e il bambino in
particolare, quando si trova in
difficoltà nei calcoli, cerca aiuto
spontaneamente sulle dita.

Il 5 romano ricorda le cinque dita della mano
aperta e il dieci, le dieci dita delle due mani
aperte
Molto spesso alla scuola primaria il
contare utilizzando le dita
(meccanismo utilissimo per
apprendere l’abilità di conteggio e per
automatizzare la corrispondenza
biunivoca, l’ordine stabile e la
cardinalità) viene sostituito dai regoli
che, basandosi invece su una
ra p p re s e nta z io ne d i tip o g e o m e tric o e
c ro m a tic o ,

allontanano il bambino dalla più semplice rappresentazione
di quantità basata su meccanismi analogici favorita dalle
dita.
Essendo il calcolo scritto un meccanismo
procedurale ad alta automatizzazione,
molto spesso diventa cieco alla quantità
nel senso che il bambino proprio non ci
pensa più e compie errori che in un’ottica
numerica sarebbero incomprensibili!

Due indicazioni di massima per prevenire difficoltà in ambito
matematico potrebbero quindi essere quelle di:
conoscere bene i meccanismi di funzionamento dell’intelligenza
numerica nel bambino per fornire strategie che non inibiscano i
meccanismi corretti
non adottare, per l’istruzione formale della matematica, il sistema
verbale che ne è invece il principale antagonista
I TRE MECCANISMI BASE
DELL’INTELLIGENZA NUMERICA
DA DOVE NASCONO LE DIFFICOLTÀ?
DALL’INCONTRO TRA
SISTEMA NUMERICO
E
SISTEMA VERBALE
insegnamento verbale
È una procedura verbale, sequenziale di azioni da mettere in memoria,
le aree che se ne occupano nel cervello sono quelle di W
ernike e Broca
(Emisfero Sinistro) che servono per la comprensione del linguaggio e
alla sua articolazione.
Può un insegnamento verbale potenziare ed esercitare un
apprendimento motorio?
APE
PAE

123
213

I numeri non si leggono e si scrivono come le lettere?
No, se noi li insegnassimo come le lettere seguiremmo la via fonologica, una
struttura sequenziale di fono, allora quando diciamo asciugamano il bambino
scriverà la parola giusta; se noi diciamo centoventitre, il bambino che avrà
appreso i meccanismi verbali scriverà 100203, comincerà con gli errori
intelligenti.
Non sono errori di dislessia sui numeri, sono errori intelligenti, perché vanno
ad intelligere nelle aree di Wernike e Broca, le analizza come componenti
verbali e non numeriche.
I fatti aritm
etici sono conoscenze apprese e immagazzinate stabilmente
nella m e m o ria a lung o te rm ine , che possono essere utilizzate in modo
immediato e spontaneo.

2+3 = 5;
12-4 = 8;

5x8 = 40;
100:2 = 50

I c a lc o li sono essenzialmente procedure utilizzate per produrre risultati
aritmetici.

Con l’esperienza e
l’apprendimento alcune
procedure di calcolo, usate più
comunemente,
si trasformano in fatti
aritmetici.
La tabellina è un calcolo?
La tabellina non è un calcolo
La tabellina è un automatismo
La verifica delle tabelline deve avvenire oralmente
La risposta del bambino deve essere rapida (circa 5 secondi)
Se impiega più tempo, la sua risposta è il risultato di una procedura o di una
strategia di calcolo.
Ciò significa che il
bambino non ha
automatizzato la tabellina
richiesta
Nei raffronti internazionali di competenze matematiche, di gran lunga i migliori sono i cinesi,
quelli della repubblica di Taiwan, e di Singapore.
Non costringono i bambini ad imparare la tabellina fino a nove per nove.
Tanto per cominciare, i bambini non devono imparare la tabellina dell’uno.
In secondo luogo, non imparano 3x5 e 5x3.
Imparano 5x3 nella tabellina del tre, ma la tabellina del cinque comincia dal 5x5, che
ovviamente non rientra nelle tabelline precedenti del due, del tre e del quattro

Questo metodo non
solo riduce il carico
mnemonico
da 81 a 36 dati,
ma aiuta il bambino a
capire che 3x5 e 5x3
sono equivalenti
(BrianButterworth)
I disturbi
aritmetici, di
norma,
sembrano non
pregiudicare la
vita al di fuori
della scuola
Disturbo Specifico d’Apprendimento
=
“ DI
SLESSI ”
A

Disturbo di LETTURA
=
DISLESSIA
Disturbo di SCR
ITTUR
A
=
DISGRAFIA e
DISORTOGRAFIA
Disturbo di CALCOLO
=
DISCALCULIA
ESISTE LA DISCALCULIA?
3000 docenti intervistati
5 bambini per classe con
difficoltà di calcolo
5-7 bambini per classe con
difficoltà di soluzione dei
problemi

(ogni classe 25 alunni circa)
+ 20% DELLA POPOLAZIONE SCOLASTICA
International Academ for
y
R
esearch in L
earning Disabilities
2,5 % della popolazione scolastica presenta difficoltà in
matematica in comorbidità con altri disturbi

Discalculia severa: 2 bambini su 1000
+ del 90% della popolazione inizia il percorso
d’apprendimento con un profilo conforme a disturbo
specifico dell’apprendimento
(

falsi positivi)
L’alta percentuale con cui però si presentano i falsi
positivi nella scuola potrebbe far pensare ad un
problema di didattica sbagliata, per cui invece di
potenziare le competenze matematiche innate, presenti
già alla nascita e potentissime in età prescolare, le si
fanno implodere, le si disattivano
(Lucangeli)
Discalculia
Evolutiva
La discalculia evolutiva viene definita come un disturbo
nell'esecuzione di compiti numerici ed aritmetici che si
manifesta in bambini con livello di intelligenza normale e, a
differenza della discalculia acquisita, in assenza di rilevanti
problemi neurologici
(Temple, 1992)
Il compito deve
essere difficile
quel tanto che
basta per far
progredire la
conoscenza,
ma ...
facile al punto di rendere più probabile
il successo che l’insuccesso
“Sfida cognitiva ottimale”
S. Harter, 1978, 1982
L'efficienza nel p ro ble m s o lving m a te m a tic o non concorre alla
diagnosi di discalculia evolutiva, ma appare correlato al livello delle
competenze cognitive
e a quello della competenza linguistica
Il problema delle patate
Didattica degli anni '50
Un contadino vende un sacco di patate per 5000 lire. I suoi
costi di produzione ammontano a 4/5 del prezzo di vendita.
Quanto guadagna?
Didattica col metodo dell'insiemistica anni '70
Un agricoltore scambia un insieme P di patate con un
insieme S di soldi.
La cardinalità dell'insieme S è uguale a 5000 e ciascun
elemento di S vale 1 lira.
Disegna sul quaderno 5000 pallini che rappresentano
l'insieme S.
L'insieme dei costi di produzione F, è un sottoinsieme di S.
La differenza fra le loro cardinalità è 1000.
Rappresenta F come sottoinsieme di S e rispondi alla
seguente domanda: qual è la cardinalità dell'insieme G del
guadagno?
Colora di rosso gli elementi di G.
Didattica europea, anni '90
Un coltivatore diretto vende un sacco di patate per 2,58
Euro.
I suoi costi di produzione ammontano a 4/5 del prezzo di
vendita, cioè a 2,07 Euro. Quanto guadagna?
Classi 2.0 - 2012
Il professore di matematica entra in classe e attiva il
suo tablet collegato alla rete wireless della scuola.
Dopo qualche minuto è in grado di compilare il registro
e trasferire i dati in una cloud, con semplici ripetitive e
ossessive finger gestures sul touch-screen.
Nel frattempo l'alunno incaricato tira giù le tapparelle e
accende la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale 800x600) grazie alla quale si può fare l'esperienza
dell'augmented reality inserita in un learning-object.
Tutti i 30 alunni accendono i loro tablet e si preparano
ad aprire l'e-book di e-matematica o a prendere
appunti strofinando il loro dito indice (e a volte anche il
pollice) sul touch-screen.

Il professore gesticola sullo schermo della LIM ed ecco che appare una enorme patata, una patata aumentata
che sembra in 3D e ruota per tutti i versi seguendo alcune body gestures del professore stesso. Volendo, si
può anche sbucciare, tagliare a fettine e friggere, virtualmente.
Poi il professore shrinka la patata, la dragga lateralmente e la droppa in un angolo della LIM. Finalmente inizia
a scrivere, usando il suo dito indice invece del gesso (?).
Ecco ciò che compare sulla LIM.

Il professore, sempre gesticolando sulla LIM, invia il testo,
sotto forma di immagine gif 400x190, per e-mail agli
alunni, che lo scaricano sui loro tablet e iniziano a
risolverlo.
Ma questa è la cosa meno importante.
Di un rotolo di spago una
commessa per confezionare
pacchi ne utilizza i 3/10 al
mattino e i 7/20 al
pomeriggio.
Di un rotolo identico una
seconda commessa ne
utilizza 1/10 al mattino e
7/15 al pomeriggio.
Quale
commessa
ha
utilizzato più spago e
quanto in più dell’altra?
Se un adulto con buona competenza
viene messo in crisi da un problema di
questo tipo, allora non c’è da
preoccuparsi se la cosa accade anche
per un bambino.
?
Il paradosso consiste nel fatto che i due triangoli hanno gli stessi vertici e, quindi,
dovrebbero avere le stesse superfici di 32.5 unitàq ; in quello di destra compare un buco
di 1 unitàq. I triangoli e i poligoni componenti sono gli stessi e la somma delle loro aree
e’ pari a 32. Come si spiega?
I due triangoli sembrano tali ma, in effetti, sono quadrilateri; ovvero l’ipotenusa del
triangolo giallo non è allineata con l’ipotenusa del triangolo verde. Calcolando l’area del
triangolo i cui lati sono dati da {ipotenusa triangolo giallo,ipotenusa triangolo verde,
ipotenusa del triangolo complessivo}, si ottiene un’area di 0.5 unitàq. Nel triangolo di
sinistra il triangolo errore (chiamiamolo così) e’ posizionato all’interno dell’ipotenusa; nel
triangolo di destra, all’esterno.
Ora i conti tornano: a sinistra abbiamo 32.5 (area del falso triangolo) - .5 (area del
triangolo errore) = 32 (area totale dei componenti); a destra abbiamo 32.5 (area del
falso triangolo) + .5 (area del triangolo errore)- 1.0 (buco) = 32 (area totale dei
componenti).
Ma senza esagerare!
ECCOLA !
3 cm

X

4 cm

?

Trova la X
Processi implicati nella soluzione di un problema

COMPRENSIONE
CATEGORIZZAZIONE
PIANIFICAZIONE
ESECUZIONE DI ALGORITMI
METACOGNIZIONE,
CONTROLLO E SUPERVISIONE
L’alunno con Discalculia spesso si confonde con gli altri
alunni con scarso rendimento.

Ma esiste
una grossa
differenza
A causa della non acquisizione degli automatismi
di calcolo,
per avere un rendimento solo accettabile,
deve utilizzare una gran quantità

di ENERGIA e di TEMPO
In generale
i dislessici hanno un
diverso modo di imparare,

ma comunque
imparano.

Gli insegnanti devono trovare diversi stili di
insegnamento per adattarsi ai
diversi stili di apprendimento
La mancanza di autonomia
nell’apprendimento è
uno dei maggiori
problemi da affrontare, in
quanto è causa di
disistima e spesso
finisce per
compromettere il
successo formativo.
autonomia nei ragazzi dislessici

la possibilità di informarsi, apprendere e
comunicare senza necessariamente
dipendere da un mediatore
Per raggiungere l’autonomia occorrono
Adeguati strumenti compensativi

Buona motivazione

Un ambiente favorevole
STRUMENTI COMPENSATIVI
Calcolatrice (anche parlante)
Consente di recuperare il risultato di un calcolo
Richiede capacità di digitare e decodificare i numeri in modo
corretto, conoscenza dei segni delle operazioni, conoscenza
di alcune regole operative delle operazioni (rapporto tra
sottraendo e minuendo o tra dividendo e divisore)

Tavola pitagorica
Consente di recuperare il risultato delle moltiplicazioni fra
numeri a cifra singola
Richiede capacità di leggere correttamente i numeri a due
cifre e di utilizzare una tavola a doppia entrata

Tabelle con formule geometriche
Consentono di recuperare regole di geometria e associare il nome
alla figura geometrica
Richiedono capacità di leggere correttamente e capacità visuo-spaziali
Rispetto alla calcolatrice si suggerisce, soprattutto agli insegnanti, di superare la
diffidenza circa tale mezzo, e di distinguere tra conoscenza della struttura dell'algoritmo
(componente logica), e conoscenza procedurale, relativa alla memorizzazione e messa
in atto dei passaggi sequenziali necessari a svolgere l'operazione.
Fin d a i p rim i a nni d i s c uo la d e ve e s s e re inc o ra g g ia to l'us o c o ns a p e vo le e m o tiva to d e lla
c a lc o la tric e o g ni vo lta c he s ia rite nuto utile e ris p o nd e re e s c lus iv a m e nte a e s ig e nz e
d id a ttic he (Indicazioni nazionali per il curricolo).
Il suo impiego a scuola non è quindi vietato da nessuna norma.

Viene, invece, ammessa solo se imposto da un’autorità
sanitaria esterna, come un farmaco pieno di
controindicazioni da assumere sotto rigorosa prescrizione
medica
Fogarolo, 2012

I bambini, tutti i bambini, devono essere aiutati a comprendere
l'algoritmo
ma quelli che non riescono a memorizzarne le procedure
potrebbero utilizzare i supporti di cui anche noi adulti ci
serviamo così volentieri.
L’informatica offre un valido supporto
am

ich

ev
ole

no
n

gi
u

di
ca
nt
e

i

er
nt

a

i vo
tt

in
st
an
ca
bi
le
un sistema dinamico
e interattivo che
puo' essere
facilmente integrato
nella pratica didattica
per migliorare
l'insegnamento e
l'apprendimento
dell'algebra, degli
insiemi numerici e
delle funzioni
http://www.alnuset.com/it/
W W
W .GEOGEBRA.COM
un'applicazione per lo studio di algebra e geometria.
Permette di disegnare forme geometriche e grafici di funzioni e di modificarli in
tempo reale
www.ripmat.it

www.matematicamente.it
www.math.it
http://users.libero.it/prof.lazzarini/voce03.htm
www.sd2.itd.cnr.it

www.ivana.it
http:/www.librodiscuola.altervista.org
/
LEA R
NIN
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C OO
PE R
AT I
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Per gli studenti con problemi di
memorizzazione e che faticano a prendere
appunti, fornite gli appunti o gli schemi
delle lezioni già preparati e magari
affiancate al ragazzo con DSA un
compagno che possa scrivere gli appunti
per lui (ma su sua indicazione e non al
posto suo)

Alternate fasi di concentrazione nel lavoro
(sia scrittura sia lettura sia ascolto sia
verbalizzazione)
con
fasi
di
“decompressione”. Questi suggerimenti,
utili per tutti gli allievi, sono indispensabili
per quelli cui viene richiesto uno sforzo
supplementare
di
attenzione
e
di
concentrazione, come nel caso degli allievi
con DSA.
Supportate la comprensione dei testi con
immagini specifiche, con grafici e schemi
Supportate l’apprendimento dai libri con
documentari, materiali multimediali, film,
audiolibri, libri digitali, che possano
fornire le medesime competenze

Consentite che la restituzione della
comprensione di un testo o di un
apprendimento avvenga con modalità
multisensoriali:
una registrazione, una presentazione in
power point, una tabella, un diagramma,
una raccolta di foto, una mappa concettuale,
ecc
VALUTAZIONE
gli errori vanno
sempre segnalati,
ma
Non calcolare
gli errori di calcolo
Non calcolare
gli errori di trascrizione
Non calcolare
gli errori ortografici
Non calcolare il tempo impiegato
Tener conto del punto di partenza e dei risultati conseguiti (progressi)
Premiare i progressi e gli sforzi (rinforzo autostima)
LE VERIFICHE
Utilizzare esclusivamente o prevalentemente verifiche orali programmate e guidate
con domande circoscritte e univoche (non domande con doppie negazioni)
Verifiche scritte in stampatello maiuscolo, se pare utile, corpo16
Preferire le verifiche strutturate
Partire dalle richieste più facili aumentando
gradualmente la difficoltà
Garantire tempi più lunghi al dislessico o/e verifiche più
brevi
Preferire i test di riconoscimento, a quelli di produzione
Formulare le consegne sempre anche a voce
(per es. “sbarrare le risposte giuste”, “non scrivete a
matita”)
Esplicitare l’indicatore (dato osservativo che dà
informazioni su di un dato fenomeno): VERIFICA di
comprensione o di produzione?
L'alunno con DSA non ha bisogno di sconti,
ma di una valutazione formativa che sappia davvero
verificare le competenze acquisite e far emergere gli
apprendimenti che, nonostante le difficoltà,

vengono raggiunti.
9
8
7
In data 19 agosto 2009 è stato pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale il
DPR n. 122 del 22 giugno 2009

contenente il coordinamento delle norme
vigenti per la valutazione degli alunni
L’articolo n. 10
riguarda direttamente gli alunni con DSA.
Art. 10 – Valutazione degli alunni con DSA
Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento
(DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la
verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in
sede di esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle
specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello
svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame,
sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili
a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici
compensativi e dispensativi ritenuti più idonei.
Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non
viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della
differenziazione delle prove.
”Non c’è peggiore ingiustizia del dare cose
uguali a persone che uguali non sono”
Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa
difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona
classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la
stessa sinfonia.
E se hai ereditato il piccolo
triangolo che sa fare solo tin tin, o
lo scacciapensieri che fa soltanto
bloing bloing, la cosa importante è
che lo facciano al momento giusto,
il meglio possibile, che diventino un
ottimo triangolo, un impeccabile
scacciapensieri, e che siano fieri
della qualità che il loro contributo
conferisce all'insieme. Siccome il
piacere dell'armonia li fa progredire
tutti, alla fine anche il piccolo
triangolo conoscerà la musica,
forse non in maniera brillante
come il primo violino, ma
conoscerà la stessa musica.
"DIARIO DI SCUOLA“
Daniel Pennac - 2007
Potrete trovare questo
materiale all'indirizzo

https:/app.box.com/ vald7sezyp14drdiba3q
/
s/
https:/dl.dropboxusercontent.com/ 16346598/
/
u/
Milo_4_12_13.pdf
GRAZIE
DELL’ATTENZIONE

MILO

Mate casalbuttano milo_4_12_13

  • 1.
    Didattica della Matematica e Strategiedi studio per alunni con DSA 4 DICEMBRE 2013 ATTILIO MILO – INSEGNANTE DI SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO – FORMATORE AID
  • 2.
    L’apprendimento della matematicaè difficile Troppe volte provoca, negli allievi, un rigetto riassunto nell’affermazione, pronunciata quasi con orgoglio nel nostro paese: “di matematica non capisco nulla”
  • 3.
    Già nel neonatosono presenti abilità nel distinguere la NUMEROSITÀ è in grado, infatti, di orientare la sua attenzione quando è sottoposto a stimoli con quantità diverse Anche gli animali possiedono questa capacità Keith Devlin "L'istinto matematico"
  • 4.
    SUBITIZING La capacità dipercepire la numerosità di un insieme visivo di oggetti in modo immediato Questo processo funziona con un massimo di 4 elementi 865.254.367.159.451
  • 5.
    La Dimensione evolutiva Moltibambini a 18 mesi sono capaci di dire alcuni numeri in sequenza. Pochi mesi dopo riescono ad applicare il conteggio a materiale concreto. A 4 anni cominciano ad esprimere g iud iz i d i g ra nd e z z a s ui num e ri. Prima di finire la scuola dell'infanzia grazie al confronto con coetanei e adulti cominciano a leggere e scrivere alcuni numeri addirittura ad eseguire semplici addizioni e sottrazioni.
  • 6.
    Le dita, ilprimo strumento di calcolo L’uomo ha i numeri, possiamo dire, “sulla punta delle dita”. Se deve contare un insieme di oggetti, infatti, è portato a toccarli, uno ad uno, con la punta dell’indice, e il bambino in particolare, quando si trova in difficoltà nei calcoli, cerca aiuto spontaneamente sulle dita. Il 5 romano ricorda le cinque dita della mano aperta e il dieci, le dieci dita delle due mani aperte
  • 7.
    Molto spesso allascuola primaria il contare utilizzando le dita (meccanismo utilissimo per apprendere l’abilità di conteggio e per automatizzare la corrispondenza biunivoca, l’ordine stabile e la cardinalità) viene sostituito dai regoli che, basandosi invece su una ra p p re s e nta z io ne d i tip o g e o m e tric o e c ro m a tic o , allontanano il bambino dalla più semplice rappresentazione di quantità basata su meccanismi analogici favorita dalle dita.
  • 8.
    Essendo il calcoloscritto un meccanismo procedurale ad alta automatizzazione, molto spesso diventa cieco alla quantità nel senso che il bambino proprio non ci pensa più e compie errori che in un’ottica numerica sarebbero incomprensibili! Due indicazioni di massima per prevenire difficoltà in ambito matematico potrebbero quindi essere quelle di: conoscere bene i meccanismi di funzionamento dell’intelligenza numerica nel bambino per fornire strategie che non inibiscano i meccanismi corretti non adottare, per l’istruzione formale della matematica, il sistema verbale che ne è invece il principale antagonista
  • 9.
    I TRE MECCANISMIBASE DELL’INTELLIGENZA NUMERICA
  • 10.
    DA DOVE NASCONOLE DIFFICOLTÀ? DALL’INCONTRO TRA SISTEMA NUMERICO E SISTEMA VERBALE
  • 11.
    insegnamento verbale È unaprocedura verbale, sequenziale di azioni da mettere in memoria, le aree che se ne occupano nel cervello sono quelle di W ernike e Broca (Emisfero Sinistro) che servono per la comprensione del linguaggio e alla sua articolazione. Può un insegnamento verbale potenziare ed esercitare un apprendimento motorio?
  • 12.
    APE PAE 123 213 I numeri nonsi leggono e si scrivono come le lettere? No, se noi li insegnassimo come le lettere seguiremmo la via fonologica, una struttura sequenziale di fono, allora quando diciamo asciugamano il bambino scriverà la parola giusta; se noi diciamo centoventitre, il bambino che avrà appreso i meccanismi verbali scriverà 100203, comincerà con gli errori intelligenti. Non sono errori di dislessia sui numeri, sono errori intelligenti, perché vanno ad intelligere nelle aree di Wernike e Broca, le analizza come componenti verbali e non numeriche.
  • 14.
    I fatti aritm eticisono conoscenze apprese e immagazzinate stabilmente nella m e m o ria a lung o te rm ine , che possono essere utilizzate in modo immediato e spontaneo. 2+3 = 5; 12-4 = 8; 5x8 = 40; 100:2 = 50 I c a lc o li sono essenzialmente procedure utilizzate per produrre risultati aritmetici. Con l’esperienza e l’apprendimento alcune procedure di calcolo, usate più comunemente, si trasformano in fatti aritmetici.
  • 15.
    La tabellina èun calcolo? La tabellina non è un calcolo La tabellina è un automatismo La verifica delle tabelline deve avvenire oralmente La risposta del bambino deve essere rapida (circa 5 secondi) Se impiega più tempo, la sua risposta è il risultato di una procedura o di una strategia di calcolo. Ciò significa che il bambino non ha automatizzato la tabellina richiesta
  • 16.
    Nei raffronti internazionalidi competenze matematiche, di gran lunga i migliori sono i cinesi, quelli della repubblica di Taiwan, e di Singapore. Non costringono i bambini ad imparare la tabellina fino a nove per nove. Tanto per cominciare, i bambini non devono imparare la tabellina dell’uno. In secondo luogo, non imparano 3x5 e 5x3. Imparano 5x3 nella tabellina del tre, ma la tabellina del cinque comincia dal 5x5, che ovviamente non rientra nelle tabelline precedenti del due, del tre e del quattro Questo metodo non solo riduce il carico mnemonico da 81 a 36 dati, ma aiuta il bambino a capire che 3x5 e 5x3 sono equivalenti (BrianButterworth)
  • 17.
    I disturbi aritmetici, di norma, sembranonon pregiudicare la vita al di fuori della scuola
  • 18.
    Disturbo Specifico d’Apprendimento = “DI SLESSI ” A Disturbo di LETTURA = DISLESSIA Disturbo di SCR ITTUR A = DISGRAFIA e DISORTOGRAFIA Disturbo di CALCOLO = DISCALCULIA
  • 19.
    ESISTE LA DISCALCULIA? 3000docenti intervistati 5 bambini per classe con difficoltà di calcolo 5-7 bambini per classe con difficoltà di soluzione dei problemi (ogni classe 25 alunni circa) + 20% DELLA POPOLAZIONE SCOLASTICA
  • 20.
    International Academ for y R esearchin L earning Disabilities 2,5 % della popolazione scolastica presenta difficoltà in matematica in comorbidità con altri disturbi Discalculia severa: 2 bambini su 1000 + del 90% della popolazione inizia il percorso d’apprendimento con un profilo conforme a disturbo specifico dell’apprendimento ( falsi positivi)
  • 21.
    L’alta percentuale concui però si presentano i falsi positivi nella scuola potrebbe far pensare ad un problema di didattica sbagliata, per cui invece di potenziare le competenze matematiche innate, presenti già alla nascita e potentissime in età prescolare, le si fanno implodere, le si disattivano (Lucangeli)
  • 22.
    Discalculia Evolutiva La discalculia evolutivaviene definita come un disturbo nell'esecuzione di compiti numerici ed aritmetici che si manifesta in bambini con livello di intelligenza normale e, a differenza della discalculia acquisita, in assenza di rilevanti problemi neurologici (Temple, 1992)
  • 24.
    Il compito deve esseredifficile quel tanto che basta per far progredire la conoscenza, ma ... facile al punto di rendere più probabile il successo che l’insuccesso “Sfida cognitiva ottimale” S. Harter, 1978, 1982
  • 25.
    L'efficienza nel pro ble m s o lving m a te m a tic o non concorre alla diagnosi di discalculia evolutiva, ma appare correlato al livello delle competenze cognitive e a quello della competenza linguistica
  • 26.
    Il problema dellepatate Didattica degli anni '50 Un contadino vende un sacco di patate per 5000 lire. I suoi costi di produzione ammontano a 4/5 del prezzo di vendita. Quanto guadagna? Didattica col metodo dell'insiemistica anni '70 Un agricoltore scambia un insieme P di patate con un insieme S di soldi. La cardinalità dell'insieme S è uguale a 5000 e ciascun elemento di S vale 1 lira. Disegna sul quaderno 5000 pallini che rappresentano l'insieme S. L'insieme dei costi di produzione F, è un sottoinsieme di S. La differenza fra le loro cardinalità è 1000. Rappresenta F come sottoinsieme di S e rispondi alla seguente domanda: qual è la cardinalità dell'insieme G del guadagno? Colora di rosso gli elementi di G. Didattica europea, anni '90 Un coltivatore diretto vende un sacco di patate per 2,58 Euro. I suoi costi di produzione ammontano a 4/5 del prezzo di vendita, cioè a 2,07 Euro. Quanto guadagna?
  • 27.
    Classi 2.0 -2012 Il professore di matematica entra in classe e attiva il suo tablet collegato alla rete wireless della scuola. Dopo qualche minuto è in grado di compilare il registro e trasferire i dati in una cloud, con semplici ripetitive e ossessive finger gestures sul touch-screen. Nel frattempo l'alunno incaricato tira giù le tapparelle e accende la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale 800x600) grazie alla quale si può fare l'esperienza dell'augmented reality inserita in un learning-object. Tutti i 30 alunni accendono i loro tablet e si preparano ad aprire l'e-book di e-matematica o a prendere appunti strofinando il loro dito indice (e a volte anche il pollice) sul touch-screen. Il professore gesticola sullo schermo della LIM ed ecco che appare una enorme patata, una patata aumentata che sembra in 3D e ruota per tutti i versi seguendo alcune body gestures del professore stesso. Volendo, si può anche sbucciare, tagliare a fettine e friggere, virtualmente. Poi il professore shrinka la patata, la dragga lateralmente e la droppa in un angolo della LIM. Finalmente inizia a scrivere, usando il suo dito indice invece del gesso (?). Ecco ciò che compare sulla LIM. Il professore, sempre gesticolando sulla LIM, invia il testo, sotto forma di immagine gif 400x190, per e-mail agli alunni, che lo scaricano sui loro tablet e iniziano a risolverlo. Ma questa è la cosa meno importante.
  • 28.
    Di un rotolodi spago una commessa per confezionare pacchi ne utilizza i 3/10 al mattino e i 7/20 al pomeriggio. Di un rotolo identico una seconda commessa ne utilizza 1/10 al mattino e 7/15 al pomeriggio. Quale commessa ha utilizzato più spago e quanto in più dell’altra? Se un adulto con buona competenza viene messo in crisi da un problema di questo tipo, allora non c’è da preoccuparsi se la cosa accade anche per un bambino.
  • 29.
  • 30.
    Il paradosso consistenel fatto che i due triangoli hanno gli stessi vertici e, quindi, dovrebbero avere le stesse superfici di 32.5 unitàq ; in quello di destra compare un buco di 1 unitàq. I triangoli e i poligoni componenti sono gli stessi e la somma delle loro aree e’ pari a 32. Come si spiega? I due triangoli sembrano tali ma, in effetti, sono quadrilateri; ovvero l’ipotenusa del triangolo giallo non è allineata con l’ipotenusa del triangolo verde. Calcolando l’area del triangolo i cui lati sono dati da {ipotenusa triangolo giallo,ipotenusa triangolo verde, ipotenusa del triangolo complessivo}, si ottiene un’area di 0.5 unitàq. Nel triangolo di sinistra il triangolo errore (chiamiamolo così) e’ posizionato all’interno dell’ipotenusa; nel triangolo di destra, all’esterno. Ora i conti tornano: a sinistra abbiamo 32.5 (area del falso triangolo) - .5 (area del triangolo errore) = 32 (area totale dei componenti); a destra abbiamo 32.5 (area del falso triangolo) + .5 (area del triangolo errore)- 1.0 (buco) = 32 (area totale dei componenti).
  • 32.
    Ma senza esagerare! ECCOLA! 3 cm X 4 cm ? Trova la X
  • 33.
    Processi implicati nellasoluzione di un problema COMPRENSIONE CATEGORIZZAZIONE PIANIFICAZIONE ESECUZIONE DI ALGORITMI METACOGNIZIONE, CONTROLLO E SUPERVISIONE
  • 34.
    L’alunno con Discalculiaspesso si confonde con gli altri alunni con scarso rendimento. Ma esiste una grossa differenza A causa della non acquisizione degli automatismi di calcolo, per avere un rendimento solo accettabile, deve utilizzare una gran quantità di ENERGIA e di TEMPO
  • 35.
    In generale i dislessicihanno un diverso modo di imparare, ma comunque imparano. Gli insegnanti devono trovare diversi stili di insegnamento per adattarsi ai diversi stili di apprendimento
  • 36.
    La mancanza diautonomia nell’apprendimento è uno dei maggiori problemi da affrontare, in quanto è causa di disistima e spesso finisce per compromettere il successo formativo.
  • 37.
    autonomia nei ragazzidislessici la possibilità di informarsi, apprendere e comunicare senza necessariamente dipendere da un mediatore
  • 38.
    Per raggiungere l’autonomiaoccorrono Adeguati strumenti compensativi Buona motivazione Un ambiente favorevole
  • 39.
    STRUMENTI COMPENSATIVI Calcolatrice (ancheparlante) Consente di recuperare il risultato di un calcolo Richiede capacità di digitare e decodificare i numeri in modo corretto, conoscenza dei segni delle operazioni, conoscenza di alcune regole operative delle operazioni (rapporto tra sottraendo e minuendo o tra dividendo e divisore) Tavola pitagorica Consente di recuperare il risultato delle moltiplicazioni fra numeri a cifra singola Richiede capacità di leggere correttamente i numeri a due cifre e di utilizzare una tavola a doppia entrata Tabelle con formule geometriche Consentono di recuperare regole di geometria e associare il nome alla figura geometrica Richiedono capacità di leggere correttamente e capacità visuo-spaziali
  • 40.
    Rispetto alla calcolatricesi suggerisce, soprattutto agli insegnanti, di superare la diffidenza circa tale mezzo, e di distinguere tra conoscenza della struttura dell'algoritmo (componente logica), e conoscenza procedurale, relativa alla memorizzazione e messa in atto dei passaggi sequenziali necessari a svolgere l'operazione. Fin d a i p rim i a nni d i s c uo la d e ve e s s e re inc o ra g g ia to l'us o c o ns a p e vo le e m o tiva to d e lla c a lc o la tric e o g ni vo lta c he s ia rite nuto utile e ris p o nd e re e s c lus iv a m e nte a e s ig e nz e d id a ttic he (Indicazioni nazionali per il curricolo). Il suo impiego a scuola non è quindi vietato da nessuna norma. Viene, invece, ammessa solo se imposto da un’autorità sanitaria esterna, come un farmaco pieno di controindicazioni da assumere sotto rigorosa prescrizione medica Fogarolo, 2012 I bambini, tutti i bambini, devono essere aiutati a comprendere l'algoritmo ma quelli che non riescono a memorizzarne le procedure potrebbero utilizzare i supporti di cui anche noi adulti ci serviamo così volentieri.
  • 41.
    L’informatica offre unvalido supporto am ich ev ole no n gi u di ca nt e i er nt a i vo tt in st an ca bi le
  • 44.
    un sistema dinamico einterattivo che puo' essere facilmente integrato nella pratica didattica per migliorare l'insegnamento e l'apprendimento dell'algebra, degli insiemi numerici e delle funzioni http://www.alnuset.com/it/
  • 45.
    W W W .GEOGEBRA.COM un'applicazioneper lo studio di algebra e geometria. Permette di disegnare forme geometriche e grafici di funzioni e di modificarli in tempo reale
  • 46.
  • 47.
  • 48.
  • 50.
  • 51.
  • 53.
  • 54.
    Per gli studenticon problemi di memorizzazione e che faticano a prendere appunti, fornite gli appunti o gli schemi delle lezioni già preparati e magari affiancate al ragazzo con DSA un compagno che possa scrivere gli appunti per lui (ma su sua indicazione e non al posto suo) Alternate fasi di concentrazione nel lavoro (sia scrittura sia lettura sia ascolto sia verbalizzazione) con fasi di “decompressione”. Questi suggerimenti, utili per tutti gli allievi, sono indispensabili per quelli cui viene richiesto uno sforzo supplementare di attenzione e di concentrazione, come nel caso degli allievi con DSA.
  • 55.
    Supportate la comprensionedei testi con immagini specifiche, con grafici e schemi Supportate l’apprendimento dai libri con documentari, materiali multimediali, film, audiolibri, libri digitali, che possano fornire le medesime competenze Consentite che la restituzione della comprensione di un testo o di un apprendimento avvenga con modalità multisensoriali: una registrazione, una presentazione in power point, una tabella, un diagramma, una raccolta di foto, una mappa concettuale, ecc
  • 59.
    VALUTAZIONE gli errori vanno sempresegnalati, ma Non calcolare gli errori di calcolo Non calcolare gli errori di trascrizione Non calcolare gli errori ortografici Non calcolare il tempo impiegato Tener conto del punto di partenza e dei risultati conseguiti (progressi) Premiare i progressi e gli sforzi (rinforzo autostima)
  • 60.
    LE VERIFICHE Utilizzare esclusivamenteo prevalentemente verifiche orali programmate e guidate con domande circoscritte e univoche (non domande con doppie negazioni) Verifiche scritte in stampatello maiuscolo, se pare utile, corpo16 Preferire le verifiche strutturate Partire dalle richieste più facili aumentando gradualmente la difficoltà Garantire tempi più lunghi al dislessico o/e verifiche più brevi Preferire i test di riconoscimento, a quelli di produzione Formulare le consegne sempre anche a voce (per es. “sbarrare le risposte giuste”, “non scrivete a matita”) Esplicitare l’indicatore (dato osservativo che dà informazioni su di un dato fenomeno): VERIFICA di comprensione o di produzione?
  • 61.
    L'alunno con DSAnon ha bisogno di sconti, ma di una valutazione formativa che sappia davvero verificare le competenze acquisite e far emergere gli apprendimenti che, nonostante le difficoltà, vengono raggiunti. 9 8 7
  • 62.
    In data 19agosto 2009 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DPR n. 122 del 22 giugno 2009 contenente il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni L’articolo n. 10 riguarda direttamente gli alunni con DSA.
  • 63.
    Art. 10 –Valutazione degli alunni con DSA Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove d’esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.
  • 64.
    ”Non c’è peggioreingiustizia del dare cose uguali a persone che uguali non sono”
  • 65.
    Ogni studente suonail suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all'insieme. Siccome il piacere dell'armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. "DIARIO DI SCUOLA“ Daniel Pennac - 2007
  • 66.
    Potrete trovare questo materialeall'indirizzo https:/app.box.com/ vald7sezyp14drdiba3q / s/ https:/dl.dropboxusercontent.com/ 16346598/ / u/ Milo_4_12_13.pdf
  • 67.